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	<title>Movielicious &#187; Richard Jenkins.</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La forma dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 09:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La fiaba dark di Guillermo del Toro candidata a 13 Oscar arriva in sala. Ed è un tripudio di bellezza]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Shape of Water, USA 2017)<br />
Uscita:14 febbraio 2018<br />
Regia: Guillermo del Toro<br />
Con: Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuzione: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/the-shape-of-water.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57270" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/the-shape-of-water.jpg" alt="the-shape-of-water" width="650" height="370" /></a></p>
<p>«<em>Se vi dovessi parlare di lei, la principessa muta, che potrei dirvi? Vi dovrei parlare del quando? È successo tanto tempo fa durante gli ultimi giorni di regno di una Principessa delle fate. O vi dovrei parlare del posto? Una piccola città vicino alla costa ma lontano da qualsiasi altra cosa. O forse dovrei mettervi in guardia sulla veridicità di questi fatti e sulla favola dell’amore e della perdita, e del mostro che ha tentato di distruggere tutto</em>».</p>
<p>Non siamo in <a href="http://www.movielicious.it/2017/03/29/e-uscito-il-primo-trailer-di-it/" target="_blank"><em>IT</em> </a>ma anche ne <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/07/la-forma-dellacqua-primo-trailer-italiano-per-il-film-di-guillermo-del-toro/"><em><strong>La forma dell&#8217;acqua</strong></em></a> è tutto un galleggiare. La fiaba dark di <strong>Guillermo del Toro</strong> vincitrice del Leone d&#8217;Oro a Venezia 74 e in corsa per 13 Oscar è una storia d&#8217;amore in cui i personaggi fluttuano alla ricerca di una riconciliazione con la natura e con la società che li ha etichettati come diversi.<br />
Siamo a Baltimora nel 1962. Elisa (incredibile <strong>Sally Hawkins</strong>), è una donna muta che lavora in un laboratorio scientifico di massima segretezza sotto la direzione del perfido colonnello Strickland (<strong>Michael Shannon</strong>). Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda (<strong>Octavia Spencer</strong>), la sua collega afroamericana costretta a combattere per far valere i propri diritti sia a casa che sul lavoro, e a Giles (<strong>Richard Jenkins</strong>), il suo vicino di casa gay, un disegnatore anch&#8217;egli continuamente discriminato. Un giorno, nel laboratorio, viene portata una creatura anfibia dall&#8217;aspetto umanoide (<a href="http://www.movielicious.it/2018/02/12/chi-e-doug-jones-luomo-dai-mille-volti/" target="_blank"><strong>Doug Jones</strong></a>) alla quale Elisa si avvicina sempre di più, riuscendo a instaurare una tenera complicità.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/La_Forma_dell_acqua_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57272" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/La_Forma_dell_acqua_2.jpeg" alt="La_Forma_dell_acqua_2" width="823" height="548" /></a></p>
<p><em>La Bella e la Bestia</em>? Certo. <em>King Kong</em>? Anche. E poi <em>Il mostro della laguna nera</em>, la pellicola cult di Jack Arnold, di cui l&#8217;uomo anfibio rappresenta una versione aggiornata non solo nella fisionomia, dato che entrambi vengono trovati in Sud America e catturati per essere studiati al fine di creare una tecnologia che consenta agli astronauti di respirare nello spazio). Poi c&#8217;è il contesto storico &#8211; siamo in piena Guerra fredda &#8211; che, esattamente come accadeva ne <em>La spina del diavolo</em> e ne<em> Il labirinto del Fauno</em>, anche se lì sullo sfondo c&#8217;era la Spagna franchista, incornicia gli avvenimenti caricandoli di una tensione narrativa angosciante e sostenuta. Lo schema adottato è dei più classici, ma a fronte di questa semplicità di fondo, del Toro affianca le raffinate digressioni in altri generi, dall&#8217;horror, al musical, passando per la spy-story, le ambientazioni curate nel più minimo dettaglio, una malinconica colonna sonora composta da <strong>Alexandre Desplat</strong> e tutto quell&#8217; &#8220;arrangiamento estetico&#8221; che arricchisce la melodia di base fino a farla diventare una fantasmagoria visiva avvolgente e sofisticata dominata dai toni del verde e dell&#8217;azzurro.</p>
<h2><a href="http://www.movielicious.it/2018/02/12/chi-e-doug-jones-luomo-dai-mille-volti/" target="_blank">Chi è Doug Jones l&#8217;uomo anfibio de La forma dell&#8217;acqua</a></h2>
<p>Da sempre attratto dai freak, dagli emarginati e dai diversi &#8211; proprio come Tim Burton &#8211; questa volta del Toro affronta il fantastico in modo ancora più adulto e raffinato del solito e, nel farlo, sceglie di non eliminare lo sporco, operazione che viene implicitamente compiuta in ogni fiaba, ma lo lascia, rendendolo un elemento portante della storia. L&#8217;apice di questo discostarsi dalla tradizione lo troviamo nell&#8217;aspetto più carnale del rapporto tra Elisa e l&#8217;affascinante uomo anfibio, attraverso il quale si rende esplicito quello che nell’archetipo è sempre stato implicito.<br />
Altro elemento fondamentale de <em><strong>La forma dell&#8217;acqua</strong></em> è l&#8217;omaggio al cinema del passato che diventa evasione dalla realtà per i personaggi ingabbiati in una società che li ripudia: l&#8217;appartamento di Elisa si trova sopra il cinema Orpheum che proietta il kolossal biblico <em>La storia di Ruth</em> e il musical con Pat Boone <em>Mardì Gras</em>, un cinema in cui, dice l&#8217;esercente &#8220;non entra più nessuno&#8221;. E nell&#8217;appartamento di Giles la TV trasmette i film di Shirley Temple e i balletti di Carmen Miranda. Di contro, il mostro. Non l&#8217;uomo pesce, ma quello creato dal sogno americano che è sul punto di sgretolarsi (Kennedy sarà assassinato di lì a poco mentre la Guerra del Vietnam è in pieno svolgimento), perfettamente incarnato dal personaggio di <strong>Michael Shannon</strong>, razzista conservatore ossessionato dall&#8217;apparenza.</p>
<p>Il resto è meglio che lo vediate con i vostri occhi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8,5</p>
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		<title>La forma dell&#8217;acqua, primo trailer italiano per il film di Guillermo Del Toro</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 11:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Guillermo Del Toro]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo aver vinto il Leone d'Oro a Venezia, la pellicola sarà nelle sale dal 15 febbraio 2018.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/La-forma-dellacqua.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56768" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/La-forma-dellacqua.jpg" alt="La forma dell'acqua" width="838" height="559" /></a></div>
<div></div>
<p></p>
<div><em><b>The Shape of Water</b></em>, il nuovo film scritto e diretto dal regista messicano <b>Guillermo Del Toro</b>, arriverà ufficialmente nelle sale italiane il <b>15 Febbraio 2018</b>. La pellicola vincitrice del Leone d&#8217;Oro alla 74° edizione della Mostra d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, in Italia uscirà con il titolo de <em><b>La forma dell&#8217;acqua</b>. </em></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/lr8D5D92lCc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div></div>
<div>Del cast de <strong><em>La forma dell&#8217;acqua</em></strong> fanno parte <b>Sally Hawkins</b>, <b>Octavia Spencer</b>, <b>Michael Shannon</b>, <b>Richard Jenkins </b>e <b>Michael Stuhlbarg</b>.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>La sinossi ufficiale:<i> Nel 1963 nell&#8217;America segnata dalla guerra fredda, in un laboratorio governativo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, muta dalla nascita e intrappolata in un&#8217;esistenza di silenzio e isolamento. La sua vita cambia però in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto.</i></div>
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		<title>The Hollars</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 14:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[John  Krasinski]]></category>
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		<category><![CDATA[Sharlto Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[The Hollars]]></category>

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		<description><![CDATA[Sharlto Cooper, Anna Kendrick e Richard Jenkins nella commedia dolceamara diretta e interpretata da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Regia: John Krasinski<br />
Con: John Krasinski, Sharlto Cooper, Anna Kendrick, Richard Jenkins<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54399" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars.jpg" alt="The_Hollars" width="650" height="370" /></a></p>
<p>L’attore<strong> John Krasinski</strong> torna alla regia con <em><strong>The Hollars</strong></em> a quasi dieci anni dall’inedito (in Italia) <em>Brief Interviews with Hideous Men</em> tratto da David Foster Wallace.<br />
Esiste, nel cinema americano, un vero e proprio sottogenere di commedia dolce-amara di area indie che ruota inevitabilmente attorno al forzato ritorno a casa di un “trenta e qualcosa” depresso in seguito a un lutto o un dissesto economico. Tale ritorno funge da temporaneo standby della propria quotidianità utilizzato in genere per mettere in discussione le scelte fatte fino ad allora e/o fare i conti con gli errori del passato.<br />
Fortuna vuole &#8211; anche se forse c’entra un po’ anche la bravura nello scrivere i dialoghi &#8211; che ciò che, detto così, può apparire come una fastidiosa coazione a ripetere di cliché sul fatidico passaggio all’età adulta, porti invece a risultati quasi sempre meritevoli di interesse.<br />
<em>Beautiful Girls</em>, <em>Elizabethtown</em>, <em>La mia vita a Garden State</em> sono solo alcuni esempi a cui aggiungiamo, per amore di completezza, <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/09/young-adult/" target="_blank"><em>Young Adult</em></a> di Jason Reitman come declinazione al femminile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54400" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars_2-1024x575.jpg" alt="The_Hollars_2" width="1024" height="575" /></a></p>
<p>Ci si potrebbe interrogare semmai a un livello più profondo e cercare di capire quali siano le motivazioni che spingono così tanto cinema indipendente a stelle e strisce a insistere su questo pattern o, quanto meno, stabilire un termine universalmente condiviso per definire questo genere di film. E <strong><em>The Hollars</em></strong>, che si inserisce perfettamente in questo solco narrativo, non delude affatto.<br />
Scritto da quel James C.Strouse che, su tematiche molto simili, aveva già dato in <em>Lonesome Jim</em> di Steve Buscemi, il film di Krasinski racconta la storia di John Hollar (interpretato dallo stesso regista) che, quando a sua madre viene diagnosticato un tumore al cervello, torna a casa e ritrova la sua famiglia disfunzionale composta da un padre in bancarotta (un <strong>Richard Jenkins</strong> che è il vero cuore pulsante del film) e un fratello irrisolto (<strong>Sharlto Cooper</strong>), oltre all’immancabile ex ragazza che, nonostante si sia sposata e abbia avuto un figlio da un altro, pensa ancora a lui con nostalgia. Intanto John, la cui carriera come fumettista non è mai decollata, sta per avere un figlio insieme alla fidanzata Rebecca (<strong>Anna Kendrick</strong>) sebbene siano in crisi. Ecco, se magari si fosse lavorato un po’ più di cesello in termini di quantità di sfighe, il risultato non ne avrebbe risentito affatto, anzi.</p>
<p>I topoi del (sotto)genere ci sono più o meno tutti, dagli scambi molto mumblecore sul terrore della paternità a una fuga dall’ospedale su una sedia a rotelle con musica ad hoc in sottofondo, senza contare un finale in cui morte e nascita si avvicendano come in un’ideale staffetta della vita. Ciononostante il film è buono e Krasinski bravo a mantenersi in equilibrio costante tra riso e pianto per tutta la sua durata aiutato senz’altro, in questo, da un cast affiatato e molto ben assortito.<br />
Avrebbe aiutato semmai una cornice estetica più varia e non per forza incentrata sul solito susseguirsi di campi medi sui personaggi che parlano. Inutile dire che gli amanti delle storie di questo tipo andranno a nozze con <strong><em>The Hollars</em></strong> e probabilmente si affezioneranno pure ai suoi personaggi un po’ acciaccati dalla vita. Chiunque invece chieda al cinema indipendente lo sforzo di andare oltre certi schemi chiusi, potrebbe trovarlo a tratti pedissequo nel suo rimandare a troppi film già visti.<br />
Il voto finale tiene anche conto del fatto che chi scrive appartenga alla prima categoria.</p>
<p>Voto: 6,5</p>
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		<title>Kurt Russell contro i cannibali nel trailer di Bone Tomahawk</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2015 12:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bone Tomahawk]]></category>
		<category><![CDATA[Craig S. Zahler]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Fox]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Jenkins.]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore è un temerario sceriffo a caccia di feroci antropofagi nel selvaggio west.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/bone_tomahawk.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44767" title="bone_tomahawk" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/bone_tomahawk.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Primo trailer per il western-horror <em><strong>Bone Tomahawk</strong></em> del regista e scrittore <strong>Craig S. Zahler</strong>, con <strong>Kurt Russell</strong>, <strong>Patrick Wilson</strong>, <strong>Matthew Fox</strong> e <strong>Richard Jenkins</strong>.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Td1bVDeUCLk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1">La storia ha inizio quando un gruppo di selvaggi cannibali rapisce dei coloni  dalla cittadina di Bright Hope, un team improbabile di pistoleri,  guidati dallo sceriffo Franklin Hunt (Kurt Russell), parte in  missione per riportarli a casa. Ma il loro nemico è più spietato di  quanto chiunque possa immaginare, e la missione sarà costantemente a  rischio, proprio come la vita dei membri del gruppo. <em>Bone Tomahawk </em>arriverà nei cinema, su iTunes e in VOD contemporaneamente il prossimo 23 ottobre.</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 7 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 15:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Frances McDormand splendida in Olive Kitteridge. Poi Villa Touma, Near Death Experience e il giapponese]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38640" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/olive-kitteridge.jpg"><img class="size-full wp-image-38640" title="olive-kitteridge" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/olive-kitteridge.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Richard Jenkins,Lisa Cholodenko e Frances McDormand </p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/IWec8YI2AqI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/IWec8YI2AqI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nell&#8217;entusiasmo generale per il capolavoro di Martone, ci eravamo dimenticati di includere nel computo di ieri un altro dei grandi protagonisti della Mostra, la miniserie HBO <strong><em>Olive Kitteridge</em></strong>, che porta pure un pizzico di glamour a una giornata sempre interessante, ma decentrata rispetto alla Mecca del cinema e ai suoi succedanei.</p>
<div id="attachment_38641" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/francesmcdormand.jpg"><img class="size-full wp-image-38641" title="francesmcdormand" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/francesmcdormand.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Frances McDormand con il marito Joel Coen</p></div>
<p>Fluviale, fedelissimo adattamento dell&#8217;omonima raccolta di racconti di Elizabeth Strout premio Pulitzer per la narrativa nel 2009 e capitolo fra i più rappresentativi del romanzo americano di inizio secolo, è un&#8217;opera di ampissimo respiro e di insostenibile coinvolgimento trainata fondamentalmente da due registri, quello sarcastico e maniacale della sua protagonista, una <strong>Frances McDormand</strong> superba e capace di restituirci un personaggio uno dei più meschini e ripugnanti della pagina scritta contemporanea, e quello tenero e amorevole del marito Henry (lo straordinario <strong>Richard Jenkins</strong>, al culmine del suo registro patetico e una volta tanto personaggio di primo piano). Le quattro ore abbondanti di durata non conoscono cedimento, riarrangiano il materiale di partenza con un sapiente gioco di rimandi, ellissi e salti all&#8217;indietro e confermano il talento puro di <strong>Lisa Cholodenko</strong> &#8211; rivelatasi anche da noi con il bel <em>I ragazzi stanno bene</em> &#8211; come misurata e provetta direttrice d&#8217;attori (nell&#8217;ultimo episodio c&#8217;è spazio anche per un breve contributo di <strong>Bill Murray</strong>, lunare e stranito come non mai).</p>
<div id="attachment_38642" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/villa_touma.jpg"><img class="size-full wp-image-38642" title="villa_touma" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/villa_touma.jpg" alt="Villa Touma" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Villa Touma</p></div>
<p>Continua, nel frattempo, lo stato di grazia della Settimana della Critica &#8211; che si sta lentamente imponendo come la sezione migliore della manifestazione &#8211; con l&#8217;intrigante <em>Villa Touma</em>, esordio nella fiction della documentarista quarantacinquenne <strong>Suha Arraf</strong>. La sua è una graziosissima, affascinante e imprevedibilmente crudele &#8220;cenerentolata&#8221; israelo-palestinese in gran parte chiusa nell&#8217;edificio che dà il titolo al film in cui il tempo è rimasto, fra ridicole formalità a base di matrimoni combinati e anacronistica etichetta, forzatamente fermo al 1967 grazie alla ferrea gestione di tre sorelle zitelle (<strong>Nisreen Faour</strong>, <strong>Ula Tabari</strong> e la splendida <strong>Cherien Debis</strong>, quest&#8217;ultima presente nelle Giornate degli Autori dello scorso anno con il suo <em>May in the Summer</em>).</p>
<div id="attachment_38643" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/neardeathexperience.jpg"><img class="size-full wp-image-38643" title="neardeathexperience" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/neardeathexperience.jpg" alt="Gustave Kervern, Michel Houellebecq e Benoit Delepine " width="500" height="351" /></a><p class="wp-caption-text">Gustave Kervern, Michel Houellebecq e Benoit Delepine </p></div>
<p>Nella sezione Orizzonti invece si impone una delle pellicole più esaltanti fra tutte quelle viste finora, forse la migliore extra-Concorso: si tratta di <strong><em>Near Death Experience</em></strong>, sortita nell&#8217;avanguardia degli autori di <em>Louise-Michel</em> <strong>Benoît Delépine </strong>e <strong>Gustave Kervern</strong><strong>. </strong>L&#8217;esperimento, girato gloriosamente in un digitale di men che mediocre qualità, segue l&#8217;allucinato e in grandissima parte solitario girovagare per le montagne della Provenza di un uomo di mezza età &#8211; nientemeno che il celeberrimo scrittore <strong>Michel Houellebecq</strong>, ridotto a uno stato pietoso -, impegnato in<strong> </strong>surreali tentativi di suicidio, transfert psicologici estremi, monologhi sui massimi sistemi, gare di biglie con vagabondi e raptus inopinati (già di culto il ballo tarantolato a ritmo di<strong> </strong><em>War Pigs</em><strong> </strong>dei Black Sabbath). Insopportabile o irresistibile a seconda delle disposizioni, è un <em>All is Lost</em> in versione concettuale, folle e sconclusionata che azzecca un tono a metà fra l&#8217;elegia e la parodia di quest&#8217;ultima, rapendo, ammaliando, sfidando e persino divertendo lo spettatore dall&#8217;inizio alla fine.</p>
<div id="attachment_38644" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nobi.jpg"><img class="size-full wp-image-38644" title="nobi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nobi.jpg" alt="Nobi" width="500" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Nobi</p></div>
<p>Il concorso si riapre con l&#8217;unico ospite nipponico della selezione, il febbrile war-movie <em>Nobi</em>, che riporta nel circuito maggiore il cineasta di culto <strong>Shinya Tsukamoto</strong> dopo la vittoria in Orizzonti con il precedente <em>Kotoko</em>: il film non è solo la versione per lo schermo del più acclamato libro di Sh?hei ?oka, ma il remake, anzi, la copia pedissequa del celebre adattamento del 1959 a opera di Kon Ichikawa da noi distribuito col titolo <em>Fuochi nella pianura</em> e si fatica ad immaginare la necessità di un rifacimento così inutile e intempestivo (allora Nagasaki e Hiroshima erano ancora ferite apertissime e la rappresentazione della guerra da parte dell&#8217;autore de <em>L&#8217;arpa birmana </em>era in anticipo di decenni sul resto), perdipiù di un antecedente già di per sé estremamente affine alle tematiche e al linguaggio tsukamotiano &#8211; e infatti la mano del creatore di <em>Tetsuo</em> sembra paradossalmente scorgersi più nell&#8217;originale.</p>
<p>Alla fine Tsukamoto sembra aver capito ben poco della materia, puntando tutto sugli usuali compiacimenti a base di ultraviolenza, dettagli splatter e sarcasmo e non riuscendo a trasmettere neanche per un attimo il sincero messaggio pacifista di Ichikawa o la sua atmosfera autenticamente malsana. <em>Nobi </em>è quindi un compitino superfluo e svolto pigramente, che conquisterà soltanto schiere di fan irriducibili dell&#8217;alfiere cyberpunk che della pietra miliare di oltre mezzo secolo fa non hanno evidentemente neanche sentito parlare.</p>
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