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	<title>Movielicious &#187; Robert Zemeckis</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Robert Zemeckis continua a sperimentare. Ecco il trailer di Welcome to Marwen</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 13:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Zemeckis]]></category>
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		<description><![CDATA[Steve Carell protagonista del nuovo film del regista. Un assaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/welcome-to-marwen.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57672" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/06/welcome-to-marwen-1024x483.jpg" alt="welcome-to-marwen" width="1024" height="483" /></a></p>
<p>Uno dei più creativi e instancabili sperimentatori della settima arte è senza dubbio il 66enne <strong>Robert Zemeckis</strong>, regista di pellicole quali <em>Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, Forrest Gump</em>,<em> Cast Away e <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/19/the-walk/" target="_blank">The Walk</a>, che con il suo nuovo progetto, <strong><em>Welcome to Marwen</em></strong>, promette di stupire il pubblico ancora una volta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/W6dy7xQ8NeE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Interpretato da<strong> Steve Carell</strong> e in uscita nelle sale americane a novembre (mentre in Italia dovremo attendere l&#8217;inizio del 2019), <em><strong>Welcome to Marwen </strong></em>si basa sulla vera storia dell&#8217;artista e fotografo Mark Hogancamp che, in seguito a un’aggressione, ebbe gravi problemi di memoria e perse la capacità di parlare e camminare. Hogancamp iniziò però a costruire la miniatura di una città ai tempi della Seconda guerra mondiale.</p>
<p>Come era accaduto già in <em>Chi ha incastrato Roger Rabbit</em>?, anche qui il regista americano unisce due differenti mondi diegetici, alternando recitazione e animazione digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Allied – Un’ombra nascosta</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 08:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Allied – Un’ombra nascosta]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Knight]]></category>

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		<description><![CDATA[Brad Pitt e Marion Cotillard nella spy-story di Robert Zemeckis, tra Hitchcock e Douglas Sirk. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Allied, USA 2016)<br />
Uscita: 12 gennaio 2017<br />
Regia: Robert Zemeckis<br />
Con: Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris<br />
Durata: 2 ore e 27 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Allied.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55007" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Allied.jpg" alt="allied" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il senso di <strong><em>Allied – Un’ombra nascosta</em></strong>, ritorno alla regia di <strong>Robert Zemeckis</strong> a poco più di un anno dall’interlocutorio (per chi scrive)<a href="http://www.movielicious.it/2015/10/19/the-walk/" target="_blank"><em> The Walk</em></a>, andrebbe cercato nella sua lunga e bellissima sequenza iniziale, in cui vediamo uno dei due protagonisti, la spia franco-canadese Max Vatan (<strong>Brad Pitt</strong>) paracadutarsi nel deserto del Sahara. La macchina da presa lo inquadra dall’alto, dando all’occhio l’impressione che i suoi piedi non arrivino mai all’impatto con quell’enorme distesa di sabbia.<br />
Quello che potrebbe apparire come un semplice artificio prospettico è in realtà il modo che ha l’autore di avvertirci che tutto ciò che stiamo per vedere, al netto della cornice storica in cui è calato, non vuole in alcun modo avvicinarsi alla realtà.<br />
Molto più votato infatti alla stilizzazione in chiave <strong>mélo</strong> della Storia – con tanto di derive che gravitano pericolosamente attorno al kitsch – che non a fornirne un’istantanea con pretese di verosimiglianza, Zemeckis gioca (da sempre) coi generi e, in questo caso, costruisce il suo personalissimo omaggio al cinema classico; proprio lui, che quello stesso cinema ha contribuito a demolirlo formalmente nel quinquennio di sperimentazione in area motion capture.<br />
E un film che guarda così tanto al passato non può non prendere le mosse proprio da <em>Casablanca</em>, sorta di altroquando semantico fin troppo carico di reminiscenze cinefile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Allied_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-55008" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Allied_2.jpg" alt="null" width="650" height="434" /></a></p>
<p>È qui che Vatan incontra per la prima volta la sua complice, la spia francese Marianne Beauséjour (<strong>Marion Cotillard</strong>), con cui condivide una missione impossibile: assassinare l’ambasciatore tedesco in Marocco durante un ricevimento e, allo stesso tempo, cercare di uscirne vivi.<br />
Oltre a portare a termine il piano, accade però che i due si innamorino e decidano di sposarsi.<br />
Alcuni anni dopo, a Londra dopo aver dato alla luce una bambina, le vite di Max e Marianne sembrano rientrate su binari relativamente più tranquilli (lui lavora pur sempre per i <strong>Servizi Segreti</strong>) quando l’ombra di un dubbio atroce apre una breccia nella quiete del loro ménage familiare. Il Comando informa infatti Max che sua moglie potrebbe essere una spia tedesca e che sta proprio a lui accertarsene e, qualora la voce si rivelasse fondata, provvedere ad eliminarla.<br />
Come si evince dalla sinossi di carne al fuoco ce n&#8217;è tanta. C’è tanto di quel materiale – anche solo in termini emozionali – che, nelle mani di un regista meno accorto, sarebbe facilmente potuto esplodere in una fiera dell’inverosimile al calor bianco.<br />
Ma si dà il caso che dietro la macchina da presa c&#8217;è Robert Zemeckis, uomo di cinema incapace di girare anche un solo film che non sfiori l’eccellenza da ormai quasi quarant’anni. Del resto, per uno capace di sballonzolare Marty McFly dal futuro al Far West passando per gli anni Cinquanta, cosa vuoi che sia riuscire a far convivere Hitchcock e Douglas Sirk?</p>
<p>E infatti Allied scorre via agevole per tutte le sue due ore e mezza di durata, malgrado uno script al di sotto degli abituali standard a cui ci ha abituato <strong>Steven Knight</strong> (autore in proprio dello splendido <a href="http://www.movielicious.it/2014/04/29/locke/" target="_blank"><em>Locke</em></a>) e almeno un paio di scene salvate giusto in corner dal ridicolo involontario.<br />
Parliamo, nello specifico, della sequenza di sesso in macchina durante una violentissima tempesta di sabbia e di un parto en plein air sotto le bombe naziste. Cose suscettibili di affossare inderogabilmente un film diventano invece, nelle mani di Zemeckis, momenti di cinema sopraffino e parte integrante di un raffinatissimo esercizio di stile.<br />
Ciò che allontana semmai l’opera da una piena riuscita è la concentrazione di quasi tutte le sue riserve di pathos nella sola prima parte (quella marocchina) a scapito di uno sviluppo della storia che lavora un po’ troppo sul versante amoroso a svantaggio della sua componente di pura spy story.<br />
Allo stesso modo in cui non si comprende la scelta di ringiovanire digitalmente Brad Pitt (qui impegnato per la terza volta a combattere i tedeschi dopo <a href="http://www.movielicious.it/2009/10/01/bastardi-senza-gloria/" target="_blank"><em>Bastardi senza gloria</em></a> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/05/30/fury/" target="_blank">Fury</a></em>) con il risultato di farlo apparire quasi del tutto inespressivo.<br />
Marion Cotillard è invece perfetta – come sempre del resto – in questo complicato e fascinoso ibrido di ambigua femme fatale e moglie devota.<br />
Ingiustamente stroncato in patria, <em><strong>Allied – Un’ombra nascosta</strong></em> sarà molto probabilmente ricordato come un Zemeckis minore. Ma, al netto di ogni sua imperfezione, ha dentro tanto di quel <strong>cinema</strong> che quasi straborda.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Ritorno al Futuro ha predetto attacchi dell&#8217;11 settembre?</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/30/ritorno-al-futuro-ha-predetto-attacchi-dell11-settembre/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 09:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno al Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno al Futuro ha predetto l'11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Zemeckis]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo questo video, un compendio di complottismo, sì.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/sept_11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51088" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/sept_11.jpg" alt="sept_11" width="640" height="359" /></a></p>
<p>Negli ultimi giorni impazza su internet un video intitolato <strong><em>Ritorno al Futuro ha predetto l&#8217;11 settembre</em></strong>. Secondo gli autori del video – che ha avuto oltre due milioni di visualizzazioni – nei primi due film della trilogia diretta da <strong>Robert Zemeckis</strong> negli anni Ottanta ci sono riferimenti agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. E non mancano i riferimenti a <em>The Walk,</em> ultima pllicola di Zemeckis, in cui le Twin Towers sono protagoniste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/P1ULjJ3EqyY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Brad Pitt e Marion Cotillard per Robert Zemeckis</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2015 13:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/pitt_cotillard.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45322" title="pitt_cotillard" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/pitt_cotillard.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Dopo <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/19/the-walk/" target="_blank"><em>The Walk</em></a>, nelle sale in questi giorni, Robert Zemeckis ha in cantiere un nuovo, interessante progetto. Il regista dirigerà <strong>Brad Pitt</strong> e <strong>Marion Cotillard</strong> in un thriller romantico ambientato durante la II Guerra Mondiale, scritto da <strong>Steven Knight</strong>, nomination all&#8217;Oscar per<em> Piccoli affari sporchi </em>e  sceneggiatore di <em>Locke e </em>dell&#8217;imminente<em> Il sapore del successo</em>.</p>
<p>La vicenda vedrà le star nei panni di due killer incaricati di uccidere un generale tedesco. Durante la missione i due s&#8217;innamorano, ma i guai veri iniziano quando lui scopre che lei fa il doppio gioco e viene incaricato di ucciderla. Il film ha già una data di uscita, il 23 novembre 2016.</p>
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		<title>The Walk</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 05:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patrick Baby]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Zemeckis]]></category>
		<category><![CDATA[The Walk]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 22 ottobre 2015<br />
Regia: Robert Zemeckis<br />
Con: Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_walk_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45051" title="the_walk_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_walk_slide.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito della fiction cinematografica, bisognerebbe imparare a diffidare della categorica, perentoria dicitura: &#8220;TRATTO DA UNA STORIA VERA&#8221;.</p>
<p>La questione si complica ulteriormente in presenza di un precedente documentaristico di prestigio, capace di neutralizzare con il potere dei fatti, con la schiettezza del resoconto e con la lucidità del distacco l&#8217;inganno della riproduzione finzionale. Se ne è avuta prova già solo quest&#8217;anno con il catastrofico piattume di <em>Everest</em>, più che pallida reminiscenza tanto formale quanto contenutistica dell&#8217;emozionante, immersivo mediometraggio in IMAX girato in loco quasi un ventennio fa, con la disonesta e avvelenata cronaca dello scandalo Wikileaks nel biopic <em>Il quinto potere</em>, assai lontana dalla trasparenza dell&#8217;analisi che ne trasse subito prima Alex Gibney nel suo reportage <em>We Steal Secrets</em>, o con il caso ancora più clamoroso dell&#8217;addomesticata rielaborazione che Werner Herzog fece del proprio saggio <em>Little Dieter needs to fly</em> nell&#8217;edulcorato artificio de <em>L&#8217;alba della libertà</em>.</p>
<p>Dopo l&#8217;esauriente ricostruzione di <em>Man on Wire</em>, immancabilmente ricompensata con l&#8217;Oscar, affrontare nuovamente la funambolica impresa di Philippe Petit, questa volta dentro i contorni di un&#8217;opera strettamente narrativa, poteva dunque suonare come una ridondanza, come la riproposizione aridamente spettacolarizzante e ad altezza di multisala di una possibile bomba da botteghino.</p>
<p>Pericolo scampato, per fortuna, visto che <em><strong>The Walk</strong></em> è in tutto e per tutto la vivace, esuberante e inventiva creatura di <strong>Robert Zemeckis</strong>, tornato, successivamente alla parentesi tradizionalista dell&#8217;ottimo <em>Flight</em>, alla scatenata foga sperimentale della sua fase creativa più luminosa, ma anche di quella più buia. Che si sia trattato dell&#8217;ancora insuperato pionierismo della tecnica mista di <em>Chi ha incastrato Roger Rabbit?</em>, della contaminazione vincente fra nostalgia e avvenirismo della trilogia di <em>Ritorno al futuro</em> o degli altalenanti e perlopiù lugubri recenti risultati con la motion capture, la quarantennale carriera del cineasta di Chicago ha continuato a svolgere, in misura ora più, ora meno evidente, un&#8217;imperterrita missione di ricerca e di studio sul mezzo filmico, mantenendosi sempre nei codici e nelle esigenze dell&#8217;industria commerciale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_walk_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45052" title="the_walk_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_walk_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Non fa eccezione, per l&#8217;appunto, <em>The Walk</em>, che anzi rappresenta il nuovo culmine di questa attitudine volta a individuare il lato più funzionale delle tecnologie del momento e a riconcepirlo in un discorso primariamente espressivo ed emotivo: il ricorso alla terza dimensione e al formato IMAX evolvono da banale trovatina prospettica a necessaria componente inalienabile del racconto, non più un elemento accessorio come surplus della mistificazione, ma un parametro essenziale e compartecipante all&#8217;insieme, esasperando le distanze e le vertigini, disobbedendo alla frontiera della quarta parete (l&#8217;immagine delle funi e delle cordicelle tese che oltrepassano lo schermo) e culminando nel climax della camminata nel vuoto fra le Twin Towers con un palpabile, autentico senso di sbalordimento e di identificazione.</p>
<p>Per garantire e accentuare l&#8217;effetto, inoltre, Zemeckis impiega a dovere il carisma discreto e la simpatia innata da ragazzo della porta accanto di <strong>Joseph Gordon-Levitt</strong>, protagonista indovinatissimo e straripante posto al centro di uno sparuto nucleo di bohémiennes, fobici, reietti o semplici fricchettoni &#8211; fra cui svetta il memorabile padre putativo interpretato da <strong>Ben Kingsley</strong>, declinazione in chiave malinconica del profilo del dottor Emmett Brown &#8211; tutti accomunati, indipendentemente dal ruolo, piccolo o grande, giocato nella folle iniziativa dell&#8217;equilibrista francese, da un unico intento, che è poi lo stesso di Zemeckis, ovvero un&#8217;accesa dimostrazione di fede e d&#8217;amore nei confronti dell&#8217;Arte come atto di eversione e di insofferenza all&#8217;autorità &#8211; le forze dell&#8217;ordine, le istituzioni, le convenzioni familiari &#8211; e dei limiti umani (il medesimo assunto che <em>Everest</em> non ha saputo sviluppare).</p>
<p>Ed è così che per arrivare al cimento vero e proprio, accorciato pure di una buona metà rispetto al suo reale svolgimento, Zemeckis ritorna all&#8217;irriverenza e alla mascalzonaggine dei suoi anni &#8217;80, trasformando la sezione parigina iniziale in una fiaba romantica che pare uscita dalle pagine di Prévert e quella centrale dedicata alla preparazione del piano in uno scattante, scanzonato <em>heist film</em> in stile <em>Topkapi </em>che riporta al regista quella concezione del ritmo suo marchio di fabbrica che pure nei suoi progetti più riusciti aveva lasciato spazio, da <em>Forrest Gump</em> in avanti, a un cinema più ponderato e mansueto, che qui sembra fare capolino soltanto nella sequenza clou, con Petit sospeso in aria a conferire e a confrontarsi con l&#8217;assoluto e nelle elegiache reminiscenze conclusive di un mondo che non c&#8217;è più (come le stesse Torri Gemelle, cui viene reso omaggio nel modo più laconico e discreto possibile).</p>
<p><em>The Walk</em>, in conclusione, è il coronamento della poetica tecnomagica di Robert Zemeckis, un esercizio di stupefazione che ristabilisce l&#8217;onnipotenza e l&#8217;onniveggenza dello sguardo cinematografico, qui più che mai ubiquo e imperscrutabile &#8211; a chi può appartenere plausibilmente, in fin dei conti, il molteplice punto di vista della &#8220;passeggiata&#8221; di Petit? -, un gioco di prestigio da cui lasciarsi incantare, catturare e prendere in giro.</p>
<p>Voto <strong>8</strong></p>
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