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	<title>Movielicious &#187; RomaFF12</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La truffa dei Logan</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2018 11:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Soderbergh]]></category>

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		<description><![CDATA[Channing Tatum, Adam Driver e Daniel Craig criminali da strapazzo nella commedia di Steven Soderbergh]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 31 maggio 2018<br />
Regia: Steven Soderbergh<br />
Con: Adam Driver, Channing Tatum, Daniel Craig, Katie Holmes<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Logan_Lucky_1.jpg"><img class="size-full wp-image-56744" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Logan_Lucky_1.jpg" alt="DSC_3663.nef" width="650" height="370" /></a></p>
<p>A quattro anni di distanza da <em>Effetti collaterali</em> e con un notevole intermezzo &#8220;televisivo&#8221; scandito da <em>Dietro i candelabri</em> e due stagioni di <em>The Knick</em>, <strong>Steven Soderbergh</strong> torna al cinema con un altro <strong>heist-movie</strong> in cui sono ben presenti i rimandi alla trilogia di <em>Ocean&#8217;s</em> anche se, a quindici anni dal primo capitolo della saga, il suo tocco sembra essersi affinato, sicuramente cambiato, così come è cambiata l&#8217;America che racconta &#8211; dopotutto dal 2001 ne sono successe di cose, dall&#8217;11 settembre alla crisi finanziaria, alla guerra in Iraq &#8211; più schietta e meno patinata. Questa volta il colpaccio non consiste nello svaligiare un casinò di Las Vegas ma nel recuperare i miliardi di banconote che si trovano nei condotti sotterranei della Nascar durante la corsa automobilistica che si corre annualmente sul circuito Charlotte Motor Speedway.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Logan_Lucky_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56745" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Logan_Lucky_2-1024x576.jpg" alt="Logan_Lucky_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>L&#8217;ambientazione sembra quella del telefilm <em>Hazzard</em>, solo che al posto di Bo e Luke ci sono i fratelli Logan, Jimmy (<strong>Channing Tatum</strong>) e Clyde (<strong>Adam Driver</strong>), squattrinati e con l’acqua alla gola, che mettono su una banda di criminali da strapazzo per evitare che Jim perda la custodia della figlia. Perfettamente equilibrato e idealmente diviso in tre parti &#8211; una prima in cui viene messa su la banda, una seconda incentrata sulla rapina vera e propria e una terza sempre sul colpo, ma visto da una diversa prospettiva e che smaschera trucchetti e svela altarini, <em><strong>La truffa dei</strong></em> <em><strong>Logan</strong></em> è un film che intrattiene e diverte senza essere mai cheap e in cui il legame che si instaura tra i personaggi e il modo in cui ognuno di loro entra in scena, mostra quanto si basi su una scrittura salda, affinata e dal ritmo serrato.</p>
<p>Inseribile all&#8217;interno della produzione hollywoodiana &#8220;disimpegnata&#8221; dell&#8217;autore americano che, ormai da vent&#8217;anni, continua a realizzare pellicole commerciali (<em>Out of Sight</em> o la già citata trilogia di Ocean&#8217;s) alternandole a prodotti decisamente più autoriali se non addirittura sperimentali (da <em>Sesso, bugie e videotape</em> fino a <em>Bubble</em> e <em>The Girlfriend Experience</em>), <strong><em>La truffa dei Logan </em></strong>ha una struttura solida e incastri ineccepibili.<br />
Bravissimi Tatum (al quarto film con Soderbergh) e Driver. Perfetta poi la caratterizzazione che <strong>Daniel Craig</strong> dà al suo personaggio, l&#8217;esperto in esplsivi Joe Bang &#8211; nomen omen &#8211; con capigliatura platino e tatuaggi da galeotto. Perfetta nemesi di Bond.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>David Lynch alla Festa di Roma: Amo le persone in preda alle ossessioni</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 13:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[David Bowie]]></category>
		<category><![CDATA[David Lynch]]></category>
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		<category><![CDATA[RomaFF12]]></category>
		<category><![CDATA[Twin Peaks]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista autore di The Elephant Man, Mullholland Drive e Twin Peaks si racconta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56763" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch.jpg" alt="Lynch" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Era l&#8217;ospite più atteso a questa XII edizione della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>, e non ha deluso le aspettative. <strong>David Lynch</strong>, con il suo abito scuro e la morbida spirale di capelli bianchi che gli finisce sulla fronte quasi fosse l&#8217;anticamera per uno dei mondi che ama tanto raccontare, ha incontrato la stampa stamattina durante una conferenza gremita, in attesa di ritirare il <strong>Premio alla carriera</strong>, questa sera, per mano di Paolo Sorrentino.</p>
<p>E che carriera, quella di Lynch, che più di ogni altro regista contemporaneo ha saputo spaziare tra cinema e televisione prendendo il pubblico per mano e portandolo nei luoghi misteriosi della sua opera, spesso difficili da decifrare ma sempre frutto di una ricerca continua e orientata in più direzioni sul potere evocativo delle immagini. A molte domande risponde in modo tranchant, ma è arguto e divertente, enigmatico e sornione e a chi gli chiede chi è, secondo lui, un sognatore, risponde secco: &#8220;E lo chiede a me? Sta a lei deciderlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56757" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch_2.jpg" alt="Lynch_2" width="655" height="982" /></a></p>
<p><strong>Il fatto che lei venga spesso definito il regista dell&#8217;incoscio, la disturba?</strong><br />
<em>Se è dell&#8217;inconscio, non sono tenuto a saperlo.</em></p>
<p><strong>È cosa nota che lei instauri sempre un rapporto di fiducia con le persone con cui lavora, ma che sul set vuole anche avere sempre tutto sotto controllo. Come si conciliano queste due cose?</strong><br />
<em>Be&#8217; si controllano le persone di cui si ha fiducia. Parlo molto con chi lavora con me, mi interessa arrivare a fargli comprendere perfettamente il mio punto di vista. Faccio lo stesso anche con gli attori. In un primo momento condivido con loro la sceneggiatura e li osservo mentre leggono il copione, dando la loro interpretazione. Poi, arrivati alle prove, spesso mi rendo conto che quello che hanno maturato riguardo ai loro personaggio, magari è diverso da quello che penso io. Per questo è necessario parlasi molto in questa fase, per fare in modo che ciascuno di noi entri in sintonia con le idee dell&#8217;altro.</em></p>
<p><strong>Ci sono dei personaggi o delle opere dalle quali ha tratto ispirazione per i suoi film?</strong><br />
<em>No. Sono un fan di Franz Kafka e lo sono anche di Jacques Tati,  così come di molti registi diversi tra loro. Ma la mia ispirazione viene dalle idee, che sono come un po&#8217; come un regalo da scartare la mattina di Natale.</em></p>
<p><strong>Nanni Moretti, durante un incontro con il pubblico della Festa avvenuto alcuni giorni fa, ha raccontato di quando, diversi anni fa a Cannes, era stato richiamato dal Festival perché il suo film,<em> La stanza del figlio</em>, sarebbe stato premiato. Poco prima di ricevere la Palma d&#8217;oro, il regista romano ha parlato di averla incontrata e che, quando gli passò accanto, lei gli disse: &#8220;<em>Nanni un giorno o l&#8217;altro io ti ucciderò</em>&#8220;. Qual è la sua versione della storia?</strong><br />
<em>Io lo volevo uccidere, da subito! No, amo Nanni e chissà perché ho provato questo impulso&#8230; Mi ero completamente dimenticato di questa cosa.</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch_3.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch_3-1024x768.jpg" alt="David_Lynch_3" width="1024" height="768" /></a></p>
<p><strong>Il suo ultimo film è stato <em>Inland Empire</em>, c&#8217;è qualche progetto imminente?</strong><br />
<em>No, al momento non ho niente di pronto.</em></p>
<p><strong>E con <em>Twin Peaks</em>, continuerà?</strong><br />
<em>È troppo presto per dirlo.</em></p>
<p><strong>In un certo senso i suoi film somigliano molto a quelli di Werner Herzog. Che opinione ha sul suo cinema?</strong><br />
<em>Mi piace molto Werner, sia come persona che come regista. Poi è uno di quei registi ossessionati dal proprio lavoro e io adoro le persone in preda alle ossessioni!</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56760" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch.jpg" alt="David_Lynch" width="648" height="370" /></a></p>
<p><strong>Negli ultimi anni si è assistito a una battuta d&#8217;arresto del cinema d&#8217;autore e a un incremento, sia in termini qualitativi che di pubblico, di serie TV &#8220;autoriali&#8221;. Qual è la sua idea a riguardo e quali sono le serie televisive che ama?</strong><br />
<em>Effettivamente i film sembrano essere in crisi rispetto al passato. La gente va al cinema per vedere soprattutto film d&#8217;azione, mentre il cinema d&#8217;autore non riesce a farsi valere. Per fortuna c&#8217;è la TV via cavo, che ha creato un nuovo canale. Il problema è che, purtroppo, suono e immagini sono meno buone rispetto alla sala.</em><br />
<em>Mi piacciono molto Mad Men e Breaking Bed.</em></p>
<p><strong>Si è mai pentito di aver rifiutato di girare <em>Star Wars Episodio VI: Il ritorno dello Jedi</em>?</strong><br />
<em>No, ho sempre detto a Lucas che quel film non era una cosa mia, ma sua.</em></p>
<p><strong>In che modo la meditazione che pratica da anni l&#8217;ha aiutata nel suo lavoro?</strong><br />
<em>Questo mondo è pieno di negatività e di stress, che schiacciano il tubetto in cui scorrono le idee. Mentre la meditazione ti consente di entrare in una creatività pura e senza confini, rimuovendo la negatività, in modo da alleviare lo stress. Pratico la <strong>meditazione trascendentale</strong> da quarantaquattro anni ed è così che mi tiro fuori dalla merda, dati i tempi difficili in cui viviamo. Le persone dovrebbero essere felici e piene di energia. E dobbiamo godere del fare. Inoltre il mondo dovrebbe apprezzare il cibo e il caffè italiani!</em></p>
<p><strong>Crede che ascoltare musica favorisca il processo creativo?</strong><br />
<em>Sì, ne sono convinto. La musica è così astratta che riesce a suscitare emozioni e idee. Ho scritto tutto <strong>Velluto blu</strong> ascoltando Šostakovi?. Le idee scorrevano con una fluidità impressionante. David Bowie è stata la base di partenza per <strong>Strade Perdute</strong>, per non parlare della musica di Angelo Badalamenti, che mi ha sempre fatto venire in mente molte idee. Trovo che la musica abbia una potenza incredibile all&#8217;interno del processo creativo.</em></p>
<p><strong>Cosa ne pensa degli scandali sessuali hollywoodiani che sono su tutte le prime pagine? Non ha paura di rimanere coinvolto anche lei in tutto questo?</strong><br />
[Ride] <em>Stay tuned! (Rimanete sintonizzati).</em></p>
<p><strong>C&#8217;è un ricordo, in particolare, che conserva di David Bowie, visto che ha avuto la fortuna di lavorare con lui in <em>Fuoco cammina con me</em>?</strong><br />
<em>Lo amavo, è stata una gioia lavorare con lui. Mi sarebbe piaciuto averlo nella 3° stagione di <strong>Twin Peaks</strong> ma non accettò la proposta. E solo dopo ho capito il perché.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Borg McEnroe</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/11/03/borg-mcenroe-recensione/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storica rivalità tra i due tennisti, interpretati da Sverrin Gudnason e Shia LaBeouf, nella pellicola]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Svezia, Danimarca, Finlandia 2017)<br />
Uscita: 9 novembre 2017<br />
Regia: Janus Metz Pedersen<br />
Con: Sverrir Gudnason, Shia Labeouf, Stellan Skarsgård<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56749" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_1-1024x526.jpg" alt="borgmcenroe_1" width="1024" height="526" /></a></p>
<p>&#8220;È tutto qui&#8221; ripeteva a Björn Borg il suo storico allenatore Lennart Bergelin (<strong>Stellan Skarsgård</strong>) prima di ogni match, avvicinando il dito alla tempia del tennista. Una questione di testa, solo questo. Facile a dirsi, difficile a farsi, così come è difficile trasformare in qualcosa di più di un prodotto cinematografico dignitoso un evento sportivo arcinoto come la finale di Wimbledon del 1980. Ci ha provato il regista danese <strong>Janus Metz Pedersen</strong> (qui alle prese con il suo primo film dopo aver diretto un episodio della seconda stagione di <em>True Detective</em>) a trentasette anni da quell&#8217;indimenticabile big match, a portare sul grande schermo quel conflitto perfetto dopo il quale il tennis non è più stato lo stesso. Inserendosi perfettamente nel filone dei biopic a tema sportivo, <a href="http://www.movielicious.it/2017/05/23/borgmcenroe-il-trailer-italiano-del-film-con-shia-labeouf/" target="_blank"><em><strong>Borg McEnroe</strong></em></a> racconta la storica rivalità tra lo svedese <strong>Björn Borg</strong> (<strong>Sverrir Gudnason</strong>) e l&#8217;americano <strong>John McEnroe</strong> (<strong>Shia Labeouf</strong>), il primo dotato di una proverbiale calma glaciale, il secondo noto invece per il suo temperamento impetuoso. Una contrapposizione che non si esaurisce sul campo da tennis: le personalità opposte, gli stili diversi e l&#8217;imprevedibilità dei risultati rendono il confronto ancora più serrato, fino a quel 5 luglio 1980, dove sull&#8217;erba di di Wimbledon si è giocata la partita più avvincente che la storia del <strong>tennis</strong> ricordi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56750" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_2.jpg" alt="borgmcenroe_2" width="780" height="390" /></a></p>
<p>Rigore verso anarchia, il destrorso contro il mancino, il difensore contro l’attaccante, il ghiaccio svedese contro il fuoco americano, questo erano Björn Borg e John McEnroe agli occhi del pubblico nella loro rivalità epica e intramontabile paragonabile, cinematograficamente, a quella riportata recentemente alle luci della ribalta da Ron Howard in <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank">Rush</a></em>, tra James Hunt e Niki Lauda. Ma mentre nella pellicola del 2013 c&#8217;era l&#8217;ottima sceneggiatura di Peter Morgan che non mirava a imitare, bensì a reinterpretare gli eventi descritti, in <strong><em>Borg McEnroe</em></strong> i fatti vengono riportati così come sono accaduti, con Metz che si limita a una rilettura sicuramente pedissequa, ma anche piuttosto ordinaria, delle vicende che hanno visto le strade dei due grandi tennisti incrociarsi. E questo un po&#8217; dispiace perché sia lo sconosciuto Sverrir Gudnason che il più noto Shia Labeouf regalano ottime prove, così come Stellan Skarsgård.</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante di questo <em><strong>Borg McEnroe</strong></em>, va allora ricercato altrove, non tanto in quel dualismo di cui si è già scritto e detto praticamente tutto, quanto nel tentativo di veicolare il concetto secondo cui la rivalità tra i due campioni è stata talmente sentita e vissuta da portare un gioco come il tennis, fino a quel momento appartenente a una dimensione piuttosto elitaria, ad un&#8217;altra più popolare, di massa, con i suoi protagonisti mitizzati alla stregua delle rock star, costretti a ripararsi dai cacciatori di autografi in un bar in cui un caffè, se dimentichi il portafogli, devi comunque guadagnartelo. Anche se ti chiami Björn Borg.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Tonya</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/10/29/i-tonya-recensione/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 17:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Allison Janney]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Gillespie]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[RomaFF12]]></category>
		<category><![CDATA[Tonya]]></category>

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		<description><![CDATA[Il biopic di Craig Gillespie sulla pattinatrice più odiata d'America è in realtà una spietata dark]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(I Tonya, USA 2017)<br />
Uscita: 29 marzo 2018<br />
Regia: Craig Gillespie<br />
Con: Margot Robbie, Allison Janney, Sebastian Stan<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/ITonya.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56728" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/ITonya.jpg" alt="I,Tonya" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Quando ci si trova davanti a un personaggio tanto estremo come quello di <strong>Tonya Harding</strong>, non c&#8217;è da stupirsi che sia divenuto un film. La fortuna è che la pellicola diretta da <strong>Craig Gillespie</strong> (<em>Fright Night</em>, <em>Lars e una ragazza tutta sua</em>) non è uno di quei biopic nati con l&#8217;intento di ricostruire e far conoscere una figura controversa, magari presentandola sotto una nuova luce, bensì una dark comedy degna dei Coen, cinica e impietosa, in cui comico e grottesco si mescolano perfettamente nel riuscito ritratto di una delle pattinatrice più note di sempre. Non è tutto vero, quello che vediamo in <em><strong>Tonya</strong></em>, come viene specificato all&#8217;inizio del film ma, drammaticamente, tutto verosimile. Nel corso di una narrazione che alterna ricostruzioni di confessioni e biografia tradizionale, Gillespie racconta il punto di vista di ogni persona coinvolta nella vicenda, mostrandone un quadro piuttosto esaustivo, nonostante l&#8217;incertezza dei fatti. Un mockumentary su quell&#8217;America fatta di famiglie disagiate, botte e sbronze in cui si incastra a meraviglia la parabola discendente della vita di Tonya e che ricostruisce lo scioccante caso di cronaca che nel 1994 coinvolse due pattinatrici olimpiche, la Harding appunto e la giovane promessa Nancy Kerrigan. L&#8217;una rozza e tutt&#8217;altro che femminile e l&#8217;altra aggraziata ed elegante, colpita gravemente a un ginocchio dopo un allenamento in circostanze ancora non del tutto chiarite. La federazione di pattinaggio degli Stati Uniti decise di bandire la allora ventitreenne Tonya Harding a vita, dopo che dalle indagini risultò che Jeff Gillooly, suo ex marito, in accordo con lei, aveva pagato l&#8217;aggressore affinché colpisse la Kerrigan alle gambe con una sbarra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/I-Tonya_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-56729" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/I-Tonya_2.jpeg" alt="I, Tonya_2" width="710" height="472" /></a></p>
<p>Tonya fu comunque la prima pattinatrice americana ad eseguire un perfetto triplo axel, il salto più difficile nel pattinaggio, e inizialmente passò alla storia proprio per questo. Cresciuta nell&#8217;America rurale con una madre violenta e anaffettiva (interpretata da una <strong>Allison Janney</strong> giustamentepremiata con l&#8217;Oscar) è anche figlia di un tessuto sociale che non concede alcuna chance ai suoi, destinati a combattere tutta la vita per ottenere solo briciole per colpa di un sistema sportivo malato che predilige sobri costumi di scena alle paillettes e atlete anodine a quelle dotate di temperamento. Tonya è rude e sgraziata, le giurie non la amano perché, nonostante il suo straordinario talento, con il suo carattere può compromettere l&#8217;immagine degli USA agli occhi del mondo. Sfacciata e miserabile, legnosa e fragile, la Harding è perfetta per finire sotto la gogna mediatica e l&#8217;interpretazione di <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/25/margot-robbie-unaustraliana-a-hollywood/" target="_blank"><strong>Margot Robbie</strong> </a>restituisce perfettamente la complessità del personaggio, regalando a chi guarda una performance impegnativa sia fisicamente che emotivamente, calibrata e priva di sbavature in ogni sua parte.</p>
<p>Scritto da Steven Rogers (<em>Nemiche amiche</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/26/natale-allimprovviso/" target="_blank"><em>Natale all&#8217;improvviso</em></a>), <em><strong>Tonya</strong></em> risulta un film riuscito anche per lo stile registico attraverso il quale Craig Gillespie ha scelto di raccontare questa bizarra storia di tentata rivalsa. Carrelli che inseguono Margot Robbie sulla pista di ghiaccio come tra le mura di casa, primi piani che ne esaltano le poche gioie e i tanti dolori, e la vicenda sportiva che non smette mai di essere anche umana.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Stronger</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 16:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[David Gordon Green]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: &#8211;<br />
Regia: David Gordon Green<br />
Con: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Clancy Brown<br />
Durata: 1 ora e 56 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Stronger.png"><img class="alignnone size-full wp-image-56720" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Stronger.png" alt="Stronger" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Solo pochi mesi fa il notevole <em>Boston &#8211; Caccia all&#8217;uomo</em> di Peter Berg riportava alla mente (e soprattutto agli occhi) il tragico attentato esplosivo che, il 15 aprile del 2013, funestò la città di Boston durante la sua maratona annuale.<br />
Se il film di Berg si concentrava sulla dimensione macro dell&#8217;evento &#8211; inclusa la concitata caccia all&#8217;uomo che portò all&#8217;arresto di entrambi i terroristi &#8211; <em><strong>Stronger</strong></em> approccia la faccenda dal versante più emotivo, puntando la macchina da presa su uno solo dei 260 spettatori della gara rimasti feriti quel giorno: Jeff Bauman (<strong>Jake Gyllenhaal</strong>).<br />
Un ragazzo semplice che, nel tentativo di riconquistare l&#8217;ex fidanzata Erin (<strong>Tatiana Maslany</strong>), realizza uno striscione e va a fare il tifo per lei all&#8217;arrivo della maratona. Bastano pochi istanti perché quel giorno di festa si trasformi in inferno e Jeff si risvegli in un letto di ospedale senza più le gambe. Da lì in avanti il giovane inizia un cammino irto di ostacoli per superare le ovvie difficoltà che la sua nuova condizione comporta. Lo aiutano un&#8217;ironia beffarda dietro cui mascherare &#8211; o almeno provarci &#8211; i momenti di disperazione e l&#8217;amore per Erin.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Stronger_2.jpg"><img class="size-large wp-image-56721" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Stronger_2-1024x552.jpg" alt="DSCF5226.raf" width="1024" height="552" /></a></p>
<p>Se la parabola dell&#8217;uomo qualunque ricade nel più classico dei canovacci da caduta e risalita, il retaggio mumblecore di <strong>David Gordon Green</strong> è utile a stemperare certi eccessi di retorica perennemente dietro l&#8217;angolo quando si trattano personaggi affetti da handicap. In particolare si apprezzano, soprattutto nelle prima parte, i tentativi di alleggerire il dramma attraverso il ricorso a toni quasi da commedia, favoriti dalla natura ostentatamente redneck (leggi pure &#8220;cafona&#8221;) della famiglia del protagonista, in primis della rozza madre, una straordinaria <strong>Miranda Richardson</strong>.<br />
Poi la storia prende una piega più usuale, con lo scivolare di Jeff in una spirale di negatività autolesionista dalla quale lo spettatore sa già benissimo riuscirà a rialzarsi in tempo per i titoli di coda, e un po&#8217; perde quota. Ma, come accennato poc&#8217;anzi, è un passaggio quasi obbligato in storie del genere e Gordon Green non infierisce nemmeno più di tanto in termini di facile pietismo.</p>
<p>Convince però la messa in scena intima, quasi eastwoodiana, con cui l&#8217;autore decide di non mostrare quello che altri renderebbero invece il fulcro emozionale del film. Bastino come esempi la scena delle esplosioni, inquadrate da lontano e osservate dal punto di vista di chi correva verso il traguardo e la telefonata con cui la madre di Jeff viene informata dell&#8217;accaduto, tagliata immediatamente prima che la donna palesi una qualsiasi reazione. Sono entrambi segnali forti di un pudore, sia estetico che intellettuale, che eleva comunque il film sopra la media. Così come piace il modo che ha <strong>Stronger</strong> di riflettere sul bisogno, tipicamente americano, di assegnare lo status di &#8220;eroe&#8221; a chiunque sopravviva a un dramma, quasi fosse la condizione essenziale per metabolizzare un trauma. Ma del resto l&#8217;epica del <em>common man</em> passa anche attraverso certi passaggi.<br />
Bravissimo Gyllenhaal in un ruolo tutt&#8217;altro che facile. Ormai gli manca solo un Oscar ad attestarne ufficialmente il grado di maturità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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