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	<title>Movielicious &#187; Roman Polanski</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Roman Polanski  perdonato, la vittima chiede l&#8217;archiviazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 06:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[Una storia combattuta a colpi di scoop e processi da ormai 40 anni, che forse sta per concludersi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_56279" style="width: 1015px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Polanski_Geimer.jpg"><img class="wp-image-56279 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Polanski_Geimer.jpg" alt="Polanski_Geimer" width="1005" height="650" /></a><p class="wp-caption-text">Roman Polanski e Samantha Geimer nel 1977</p></div>
</div>
<div></div>
<div>&#8220;<em>Giustizia non è solo castigo</em>&#8220;. Per la prima volta in 40 anni la donna stuprata da <strong>Roman Pola?ski </strong> quando era una ragazzina tredicenne, <strong>Samantha Geimer</strong>, si è rivolta a un giudice chiedendo di archiviare il caso.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Giustizia è anche equità e considerazione&#8221;, ha detto la Geimer nel chiedere al tribunale di mettere la parola fine alla pluridecennale vicenda che l&#8217;ha vista involontariamente protagonista. La donna, che oggi ha 53 anni, ha suggerito al giudice della Corte Suprema di Los Angeles Scott Gordon che il regista riceva in contumacia una pena pari a quella già scontata: &#8220;<em>Senza sminuire la responsabilità del signor Pola?ski, la imploro di decidere in questo senso per chiudere la questione come atto di pietà per me e per la mia famiglia</em>&#8220;.</div>
<div>L&#8217;appello della donna ha trovato un muro nella procura di Los Angeles. Il giudice Gordon ha promesso una decisione scritta quanto prima. Se dovesse essere favorevole al regista sarebbe la parola fine su una vicenda che si trascina da 40 anni.</div>
<div></div>
<h4>Che cosa accadde quella sera del 1977 a casa di Jack Nicholson?</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_56276" style="width: 340px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/samantha-geimer.jpg"><img class="size-full wp-image-56276" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/samantha-geimer.jpg" alt="Samantha Geimer fotografata da  Roman Polanski" width="330" height="514" /></a><p class="wp-caption-text">Samantha Geimer fotografata da Roman Polanski</p></div>
<div>Nel marzo del 1977, Pola?ski venne accusato di &#8220;<i>violenza sessuale con l&#8217;ausilio di sostanze stupefacenti</i>&#8221; ai danni di una ragazzina di tredici anni e undici mesi, <strong>Samantha Geimer</strong>, modella, figlia di una conduttrice televisiva. Pola?ski aveva chiesto alla madre della ragazza il permesso di fotografarla come parte del suo lavoro per l’edizione francese di Vogue, che il regista era stato invitato fare e la donna dette l&#8217;ok per un servizio fotografico privato. Il fatto avvenne nella villa di <strong>Jack Nicholson </strong>che quel giorno non era in casa, mentre la sua compagna, <strong>Angelica Huston</strong>, tornò mentre i due erano ancora insieme. La Geimer citò la Huston dicendo che essa si insospettì di ciò che stava succedendo dietro la porta della camera chiusa e cominciò a bussare, ma smise quando Polanski le disse che stavano finendo il servizio fotografico.</div>
<div></div>
<h4>L&#8217;arresto di Roman Polanski</h4>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_56278" style="width: 651px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Larresto-di-Roma-Polanski.jpg"><img class="wp-image-56278 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Larresto-di-Roma-Polanski.jpg" alt="L'arresto di Roma Polanski" width="641" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;arresto di Roma Polanski</p></div>
</div>
<div>Il procedimento di accusa si svolse con grande attenzione da parte dell&#8217;opinione pubblica, dati i nomi coinvolti e l&#8217;avvocato della Geimer, al fine di proteggere la sua assistita, propose, in sede di procedimento preliminare, un patteggiamento per evitare che la sua assistita non dovesse deporre pubblicamente in tribunale. Il Pubblico Ministero si dichiarò d&#8217;accordo, come anche il difensore di Pola?ski e l&#8217;accusa venne ridotta al solo capo di <i>rapporto sessuale extramatrimoniale con persona minorenne</i>, del quale Pola?ski si dichiarò colpevole. Il giudice riconobbe che non c&#8217;era stata alcuna violenza sessuale, ma solo il fatto che Pola?ski avesse approfittato di una minorenne, compiendo un atto sessuale non lecito, ma non uno stupro. A causa dell&#8217;età della vittima, fu prescritta ai sensi di legge una perizia psichiatrica del reo, per la quale Pola?ski fu mandato per 90 giorni nella prigione di Stato californiana a Chino.</div>
<div></div>
<div>Dopo aver trascorso 42 giorni in prigione per l&#8217;aggressione della teen-ager, Pola?ski decise di fuggire in Francia alla vigilia della sentenza: temeva infatti che l&#8217;accordo con la procura sarebbe stato respinto e che avrebbe dovuto passare anni in prigione.</div>
<div></div>
<h4>Una latitanza che dura da 40 anni</h4>
<div></div>
<div>Essendo ricercato dall&#8217;Interpol, Pola?ski non avrebbe potuto recarsi in nessuna delle nazioni che presumibilmente lo avrebbero consegnato alle autorità americane. Nel settembre 2009, il regista fu stato arrestato dalla polizia svizzera all’aeroporto di Zurigo durante il tentativo di entrare in Svizzera. Pola?ski aveva programmato di partecipare al Festival di Zurigo per ricevere un premio alla carriera. L’arresto fece seguito ad una richiesta da parte degli Stati Uniti alla Svizzera di arrestare Pola?ski. Il 12 luglio 2010 le autorità svizzere annunciarono però che non avrebbero estradato Pola?ski negli Stati Uniti, a causa di un errore nella richiesta americana di estradizione: secondo loro il regista aveva  già scontato la sua pena e, pertanto, sia il procedimento su cui si fonda la richiesta di estradizione degli Stati Uniti, sia la stessa richiesta non aveva più alcun fondamento.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>
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		<category><![CDATA[Carnage]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate degli Autori]]></category>
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		<category><![CDATA[I nostri ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano De Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Lo Cascio]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 71]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Cannes 2013: tutti i film sulla croisette</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 12:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sorrentino, i Coen, Soderbergh e Polanski, ma anche Alexander Payne e Nicolas Winding Refn.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/cannes-2013.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31674" title="AFF_CANNES_22X30.indd" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/cannes-2013.jpg" alt="" width="408" height="556" /></a></p>
<p>Si è svolta questa mattina a Parigi la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Cannes, che si svolgerà dal 15 al 26 maggio. Il direttore artistico <span class="st">Thierry Frémaux<em> </em></span> ha confermato di aver chiuso la selezione proprio ieri sera dopo aver visionato centinaia di pellicole e, a giudicare dai titoli che tra poco vi sveleremo, anche quest&#8217;anno deve aver faticato non poco. Iniziamo con un grande ritorno, dopo il Premio per la regia per <em>Drive</em>, Nicolas Winding Refn torna sulla Croisette insieme al suo attore Ryan Gosling con una storia violenta ambientata in Thailandia: <em>Only God Forgives</em>. Confermati anche i fratelli Coen con <em>Inside Llewyn Davis</em>, <em>La grande bellezza</em> di Paolo Sorrentino e Behind the Candelabra, eccentrico biopic di Steven Soderbergh con Michael Douglas e Matt Damon.</p>
<p>Tra i grandi nomi del concorso troviamo anche Roman Polanski con Venere in pelliccia, Alexander Payne con il tormentato road movie esistenziale Nebraska e Takashi Miike, che presenterà il suo action Shield of Straw. Occhi puntati anche su <em>Lowlife</em> di James Gray, interpretato da Marion Cotillard, Jeremy Renner e Joaquin Phoenix, e su<em> Jeune et Jolie</em>, il nuovo thriller di François Ozon. Molto atteso anche<br />
il nuovo lavoro del regista iraniano Asghar Farhadi, <em>The Past </em>e la pellicola dell&#8217;altra italiana in concorso, la francese d&#8217;adozione Valeria Bruni Tedeschi, <em>Un château en Italie</em>.</p>
<p>Il presidente di giuria Steven Spielberg e gli altri giurati avranno un bel da fare. Ecco l&#8217;elenco completo dei film che saranno presenti al Festival, divisi per categoria:</p>
<p>FILM D&#8217;APERTURA: The Great Gatsby, Baz Luhrmann</p>
<p><strong>IN COMPETIZIONE</strong></p>
<p>La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino<br />
Only God Forgives, Nicolas Winding Refn<br />
Borgman, Alex Can Warmerdam<br />
Behind the Candelabra, Steven Soderbergh<br />
La Venus a la Fourrure, Roman Polanski<br />
Nebraska, Alexander Payne<br />
Jeune et Jolie, François Ozon<br />
La Vie d&#8217;Adele, Abdellatif Kechiche<br />
Wara No Tate, Takashi Miike<br />
Soshite Chichi Ni Naru, Kore-Eda Hirokazu<br />
Tian Zhu Ding, Jia Zhangke<br />
Grisgris, Mahamat-Saleh Haroun<br />
The Immigrant, James Gray<br />
Heli, Amat Escalante<br />
Le Passe, Asghar Farhadi<br />
Michael Kohlhaas, Arnaud Despallieres<br />
Inside Llewyn Davis, Ethan and Joel Coen<br />
Un Chateau en Italie, Valeria Bruni-Tedeschi</p>
<p><strong>UN CERTAIN REGARD</strong></p>
<p>The Bling Ring, Sofia Coppola<br />
L&#8217;inconnu du la, Alain Guiraudie<br />
Bends, Flora Lau<br />
L&#8217;image manquante, Rithy Panh<br />
La jaula de oro, Diego Quemada-Diez<br />
Anonymous, Mohammad Rasoulof<br />
Sarah préfère la course, Chloé Robichaud<br />
Grand Central, Rebecca Zlotowski<br />
Fruitvale statio, Ryan Coogler<br />
Les salauds, Claire Denis<br />
Norte, hangganan ng kasaysayan, Lav Diaz<br />
As I Lay Dying, James Franco<br />
Miele, Valeria Golino<br />
Omar, Hany Abu-Assad<br />
Death March, Adolfo Alix Jr.</p>
<p><strong>FILM DI CHIUSURA</strong>: Zulu, Jérôme Salle</p>
<p><strong>FUORI CONCORSO</strong></p>
<p>All is Lost, J.C Chandor<br />
Blood Ties, Guillaume Canet</p>
<p><strong>PROIEZIONI DI MEZZANOTTE</strong></p>
<p>Monsoon Shootout, Amit Kumar<br />
Blind Detective, Johnnie To</p>
<p><strong>PROIEZIONI SPECIALI</strong></p>
<p>Weekend of a Champion, Roman Polanski<br />
Seduced and Abandoned, James Toback<br />
Otdat Konci, Taisia Igumentseva<br />
Muhammad Ali&#8217;s Greatest Fight, Stephen Frears<br />
Stop the Pounding Heart, Roberto Minervini</p>
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		<title>A Therapy, il nuovo commercial Prada diretto da Roman Polanski</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/05/28/a-therapy-il-nuovo-commercial-prada-diretto-da-roman-polanski/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 07:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Therapy]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Kingsley]]></category>
		<category><![CDATA[Helena Bonham Carter]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>

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		<description><![CDATA[Protagonisti, Helena Bonham Carter e Ben Kingsley.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/a-therapy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26768" title="a-therapy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/a-therapy.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>E&#8217; stato presentato nei giorni scorsi a sorpresa durante il Festival di Cannes il nuovo spot Prada firmato da Roman Polanski. Protagonisti, Ben Kingsley e Helena Bonham Carter, qui nei panni di uno psicoterapeuta e della sua ricca paziente che, neanche a dirlo, veste Prada. Continua così la linea della nota griffe di accostare le star del cinema ai capi proposti (durante le ultime sfilate, in passerella abbiamo visto Gary Oldman, Adrien Brody e Willem Dafoe, oltre ai soliti modelli) con lo slogan &#8220;Prada suits everyone&#8221; (&#8220;Prada dona a tutti&#8221;).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-gl-kaGumng?version=3&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/-gl-kaGumng?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Carnage</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 15:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>

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		<description><![CDATA[Signori, il massacro è servito. Polanski firma un altro capolavoro e porta in scena il nichilismo che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(God of Carnage USA 2011)<br />
Uscita: 16 settembre 2011<br />
Regia: Roman Polanski<br />
Con: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly<br />
Durata: 1 ora e 19 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/24.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22818" title="24" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/24.jpg" alt="" width="500" height="305" /></a></p>
<p>Non è la prima volta che Roman Polanski si cimenta nella realizzazione di un film girato in uno spazio ristretto. Anzi, a pensarci bene i suoi film migliori hanno questa caratteristica: da <em>Rosemary&#8217;s Baby</em>, con le pareti della casa in cui si movono Mia Farrow e John Cassavetes che sembrano stringersi man mano che la storia avanza, a <em>Repulsion</em> o al più recente <em>La morte e la fanciulla</em>, pellicola ambientata tutta (tranne un paio di scene) in un appartamento. E&#8217; come se il regista franco-polacco riuscisse a rendere più autentici e credibili i suoi personaggi limitando loro lo spazio vitale e costringendoli entro un luogo ben circoscritto. Accade lo stesso anche in <em>Carnage</em>, tratto dalla pièce teatrale <em>Le Dieu Du Carnage</em> (in italiano <em>Il Dio della Carneficina</em>) di Yasmina Reza, che firma assieme a Polanski la sceneggiatura. Presentato In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Venezia, da cui è uscito a bocca asciutta ma con il plauso di pubblico e critica, Carnage racconta in tempo reale la storia, amara e divertente insieme, di due famiglie che si incontrano per parlare di una rissa che ha coivolto i rispettivi figli durante l&#8217;ora di ricreazione. I quattro interpreti, (tre premi Oscar, Kate Winslet, Christoph Waltz e Jodie Foster e il più volte candidato John C. Reilly) sono perfetti nel rendere l&#8217;iniziale perbenismo borghese con cui si apre la vicenda, e sono altrettanto bravi a far sì che, con il passare del tempo, il loro volto muti espressione e lasci spazio a nevrosi e tensioni che elimineranno, una dopo l&#8217;altra, le sovrastrutture che la società gli impone.</p>
<p>Al di là dei fatti giudiziari che hanno coinvolto Polanski, c&#8217;è poco da discutere su quanto sia enorme il suo modo di dirigere un film. Impossibile, vedendo <em>Carnage</em>, non pensare a Hitchcock e al suo <em>Nodo alla gola </em>che il regista frencese evidentemente si è studiato nei minimi dettagli. Entrambi i film sono girati in tempo reale e all&#8217;interno di un appartamento, ma mentre il maestro del brivido era alle prese con un innovativo (per l&#8217;epoca, siamo nel 1948) esercizio di stile (il film è un insieme di undici piani sequenza, alcuni dei quali collegati tra loro, in modo da apparire come un&#8217;unica ripresa), Polanski gioca col montaggio (e Hervé de Luze è un vero maestro) e con le superfici ridotte per spogliare i suoi quattro protagonisti delle loro maschere sociali, portandone alla luce le ipocrisie, le invidie e i pregiudizi di cui sono schiavi.</p>
<p>Gli spazi angusti angusti dell&#8217;appartamento in cui si svolge l&#8217;azione vengono sfruttati al massimo e indagati minuziosamente grazie ai frequenti cambi di inquadratura, risultando ampliati, mentre la quarta parete crolla inesorabilmente dopo i minuti iniziali e porta lo spettatore direttamente nel salotto in cui il massacro borghese ha luogo. La verosimile gradualità con cui la situazione tra le due coppie precipita (fra quella composta da Waltz-Winslet e quella formata da Reilly-Foster abbiamo un debole per la prima, non ce ne vogliate) è sorprendentemente sottile e viene resa attraverso punzecchiature e battute al vetriolo che si scambiano, frenetici, i personaggi. Se all&#8217;inizio i membri di ciascuna coppia tendono a spalleggiare il proprio partner, man mano che passano i minuti le alleanze si disfano, se ne creano altre (le due donne contro i due uomini), e altre ancora, fino a far emergere i diversi tipi di solitudine di cui soffrono i quattro personaggi. Le musiche di Alexandre Desplat e i costumi di Milena Canonero rappresentano l&#8217;ennesima scelta azzeccata nella realizzazione di questo piccolo grande film che profuma d&#8217;autore.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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