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	<title>Movielicious &#187; Sally Hawkins</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La forma dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 09:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fiaba dark di Guillermo del Toro candidata a 13 Oscar arriva in sala. Ed è un tripudio di bellezza]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Shape of Water, USA 2017)<br />
Uscita:14 febbraio 2018<br />
Regia: Guillermo del Toro<br />
Con: Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuzione: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/the-shape-of-water.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57270" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/the-shape-of-water.jpg" alt="the-shape-of-water" width="650" height="370" /></a></p>
<p>«<em>Se vi dovessi parlare di lei, la principessa muta, che potrei dirvi? Vi dovrei parlare del quando? È successo tanto tempo fa durante gli ultimi giorni di regno di una Principessa delle fate. O vi dovrei parlare del posto? Una piccola città vicino alla costa ma lontano da qualsiasi altra cosa. O forse dovrei mettervi in guardia sulla veridicità di questi fatti e sulla favola dell’amore e della perdita, e del mostro che ha tentato di distruggere tutto</em>».</p>
<p>Non siamo in <a href="http://www.movielicious.it/2017/03/29/e-uscito-il-primo-trailer-di-it/" target="_blank"><em>IT</em> </a>ma anche ne <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/07/la-forma-dellacqua-primo-trailer-italiano-per-il-film-di-guillermo-del-toro/"><em><strong>La forma dell&#8217;acqua</strong></em></a> è tutto un galleggiare. La fiaba dark di <strong>Guillermo del Toro</strong> vincitrice del Leone d&#8217;Oro a Venezia 74 e in corsa per 13 Oscar è una storia d&#8217;amore in cui i personaggi fluttuano alla ricerca di una riconciliazione con la natura e con la società che li ha etichettati come diversi.<br />
Siamo a Baltimora nel 1962. Elisa (incredibile <strong>Sally Hawkins</strong>), è una donna muta che lavora in un laboratorio scientifico di massima segretezza sotto la direzione del perfido colonnello Strickland (<strong>Michael Shannon</strong>). Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda (<strong>Octavia Spencer</strong>), la sua collega afroamericana costretta a combattere per far valere i propri diritti sia a casa che sul lavoro, e a Giles (<strong>Richard Jenkins</strong>), il suo vicino di casa gay, un disegnatore anch&#8217;egli continuamente discriminato. Un giorno, nel laboratorio, viene portata una creatura anfibia dall&#8217;aspetto umanoide (<a href="http://www.movielicious.it/2018/02/12/chi-e-doug-jones-luomo-dai-mille-volti/" target="_blank"><strong>Doug Jones</strong></a>) alla quale Elisa si avvicina sempre di più, riuscendo a instaurare una tenera complicità.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/La_Forma_dell_acqua_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57272" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/La_Forma_dell_acqua_2.jpeg" alt="La_Forma_dell_acqua_2" width="823" height="548" /></a></p>
<p><em>La Bella e la Bestia</em>? Certo. <em>King Kong</em>? Anche. E poi <em>Il mostro della laguna nera</em>, la pellicola cult di Jack Arnold, di cui l&#8217;uomo anfibio rappresenta una versione aggiornata non solo nella fisionomia, dato che entrambi vengono trovati in Sud America e catturati per essere studiati al fine di creare una tecnologia che consenta agli astronauti di respirare nello spazio). Poi c&#8217;è il contesto storico &#8211; siamo in piena Guerra fredda &#8211; che, esattamente come accadeva ne <em>La spina del diavolo</em> e ne<em> Il labirinto del Fauno</em>, anche se lì sullo sfondo c&#8217;era la Spagna franchista, incornicia gli avvenimenti caricandoli di una tensione narrativa angosciante e sostenuta. Lo schema adottato è dei più classici, ma a fronte di questa semplicità di fondo, del Toro affianca le raffinate digressioni in altri generi, dall&#8217;horror, al musical, passando per la spy-story, le ambientazioni curate nel più minimo dettaglio, una malinconica colonna sonora composta da <strong>Alexandre Desplat</strong> e tutto quell&#8217; &#8220;arrangiamento estetico&#8221; che arricchisce la melodia di base fino a farla diventare una fantasmagoria visiva avvolgente e sofisticata dominata dai toni del verde e dell&#8217;azzurro.</p>
<h2><a href="http://www.movielicious.it/2018/02/12/chi-e-doug-jones-luomo-dai-mille-volti/" target="_blank">Chi è Doug Jones l&#8217;uomo anfibio de La forma dell&#8217;acqua</a></h2>
<p>Da sempre attratto dai freak, dagli emarginati e dai diversi &#8211; proprio come Tim Burton &#8211; questa volta del Toro affronta il fantastico in modo ancora più adulto e raffinato del solito e, nel farlo, sceglie di non eliminare lo sporco, operazione che viene implicitamente compiuta in ogni fiaba, ma lo lascia, rendendolo un elemento portante della storia. L&#8217;apice di questo discostarsi dalla tradizione lo troviamo nell&#8217;aspetto più carnale del rapporto tra Elisa e l&#8217;affascinante uomo anfibio, attraverso il quale si rende esplicito quello che nell’archetipo è sempre stato implicito.<br />
Altro elemento fondamentale de <em><strong>La forma dell&#8217;acqua</strong></em> è l&#8217;omaggio al cinema del passato che diventa evasione dalla realtà per i personaggi ingabbiati in una società che li ripudia: l&#8217;appartamento di Elisa si trova sopra il cinema Orpheum che proietta il kolossal biblico <em>La storia di Ruth</em> e il musical con Pat Boone <em>Mardì Gras</em>, un cinema in cui, dice l&#8217;esercente &#8220;non entra più nessuno&#8221;. E nell&#8217;appartamento di Giles la TV trasmette i film di Shirley Temple e i balletti di Carmen Miranda. Di contro, il mostro. Non l&#8217;uomo pesce, ma quello creato dal sogno americano che è sul punto di sgretolarsi (Kennedy sarà assassinato di lì a poco mentre la Guerra del Vietnam è in pieno svolgimento), perfettamente incarnato dal personaggio di <strong>Michael Shannon</strong>, razzista conservatore ossessionato dall&#8217;apparenza.</p>
<p>Il resto è meglio che lo vediate con i vostri occhi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8,5</p>
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		<title>La forma dell&#8217;acqua, primo trailer italiano per il film di Guillermo Del Toro</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 11:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Guillermo Del Toro]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia74]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver vinto il Leone d'Oro a Venezia, la pellicola sarà nelle sale dal 15 febbraio 2018.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/La-forma-dellacqua.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56768" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/La-forma-dellacqua.jpg" alt="La forma dell'acqua" width="838" height="559" /></a></div>
<div></div>
<p></p>
<div><em><b>The Shape of Water</b></em>, il nuovo film scritto e diretto dal regista messicano <b>Guillermo Del Toro</b>, arriverà ufficialmente nelle sale italiane il <b>15 Febbraio 2018</b>. La pellicola vincitrice del Leone d&#8217;Oro alla 74° edizione della Mostra d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, in Italia uscirà con il titolo de <em><b>La forma dell&#8217;acqua</b>. </em></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/lr8D5D92lCc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div></div>
<div>Del cast de <strong><em>La forma dell&#8217;acqua</em></strong> fanno parte <b>Sally Hawkins</b>, <b>Octavia Spencer</b>, <b>Michael Shannon</b>, <b>Richard Jenkins </b>e <b>Michael Stuhlbarg</b>.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>La sinossi ufficiale:<i> Nel 1963 nell&#8217;America segnata dalla guerra fredda, in un laboratorio governativo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, muta dalla nascita e intrappolata in un&#8217;esistenza di silenzio e isolamento. La sua vita cambia però in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto.</i></div>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorno 2</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/17/festival-di-roma-2014-giorno-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 15:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[La fantasia barocca di Jean-Pierre Jeunet, il toccante Still Alice con una sorprendente Julianne Moore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI T.S. SPIVET di JEAN-PIERRE JEUNET</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39257" title="lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>A chiudere la serata di ieri, due pellicole incentrate sulle vicende di due adolescenti, entrambe per Alice nella città: <em><strong>Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet</strong></em> di <strong>Jean-Pierre Jeunet</strong> e <em><strong>X+Y</strong></em> di <em><strong>Morgan Matthews</strong></em>. La prima racconta la storia di un bambino di dieci anni che viaggia attraverso gli States per andare a ritirare un premio per la sua invenzione straordinaria a Washington DC. <em>Jean-Pierre Jeunet</em> recupera lo stile del suo celebre <em>Amélie</em> con una storia dal cast eccezionale (<strong>Helena Bonham Carter</strong> su tutti), ma pecca nel voler scatenare la lacrima facile e finisce per spingere un po&#8217; troppo sul buonismo. Il mondo visto dagli occhi di un bambino genio può essere effettivamente straordinario, ma il tutto risulta un po&#8217; troppo ricoperto di melassa. I personaggi, dal rude papà cowboy alla stramba mamma fissata coi coleotteri, sono sì affascinanti per la prima mezz&#8217;ora ma a un tratto scadono nella macchietta prevedibile, e l&#8217;happy ending a tutti i costi sembra suggerire che Jeunet abbia perso la vena acidula e un po&#8217; uncorrect del passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p><strong>X+Y di</strong> <strong>MORGAN MATTHEWS<br />
</strong></p>
<div id="attachment_39258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/xy.jpg"><img class="size-full wp-image-39258" title="xy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/xy.jpg" alt="X+Y" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">X+Y</p></div>
<p>Con <em><strong>X+Y</strong></em> invece siamo alle prese con il dramma poco credibile su un ragazzo inglese, Nathan (quell&#8217;<strong>Asa Butterfield</strong> protagonista di <em>Hugo Cabret</em>) affetto da autismo nonché genio della matematica. Grazie a sua madre (<strong>Sally Hawkins</strong>) e a un insegnante che utilizza metodi non convenzionali (Rafe Spall), Nathan riuscirà a vincere un posto nella nazionale inglese alle Olimpiadi della Matematica (IMO), esperienza che gli cambierà del tutto la vita. Poco credibile perché la storia, pur avvalendosi di un cast di ottimo livello, utilizza un tema delicato come quello dell&#8217;autismo per focalizzarsi in realtà sulle ossessioni con le quali spesso coloro che hanno doti intellettuali particolarmente sviluppate, sono cotretti a convivere. In una vicenda portata avanti con tanto rigore (che in fondo, trattandosi di matematica, ci può anche stare), però si fa fatica a trovare il senso ultimo del film, attorno al quale il regista <strong>Morgan Matthews</strong> gira attorno, senza centrarlo mai davvero. Se avete visto  <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/12/12/still-life/">Still Life</a></em>, riconoscerete sicuramente l&#8217;inglesissimo <strong>Eddie Marsan</strong>, qui nei panni di uno degli insegnanti di Nathan.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<p><strong>STILL ALICE</strong> <strong>di RICHARD GLATZER e WASH WESTMORELAND</strong></p>
<div id="attachment_39259" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/still_alice_2.jpg"><img class="size-full wp-image-39259" title="still_alice_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/still_alice_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Still Alice</p></div>
<p>Una maciata di ore di sonno (ma in fondo di che ci lamentiamo, siamo solo all&#8217;inizio!), prima del ritorno in sala stamattina con un film, finalmente, con la effe maiuscola: <strong><em>Still Alice</em></strong>. Altra pellicola che arriva dritta da Toronto, il toccante dramma diretto dal cineasta indipendente <strong>Richard Glatzer </strong>(<em>Quinceañera</em>) e <strong>Wash Westmoreland </strong>ci sbattono davanti agli occhi la storia di una professoressa universitaria di Linguistica che si trova improvvisamente a dover convivere con una forma precoce di Alzheimer. Affrontando un tema profondamente toccante senza mai ricorrere a mezzucci da lacrima facile, il film pesa per un buon 90% sulle spalle della protagonista, la superba <strong>Julianne Moore</strong> che riesce a infondere al suo personaggio un rigore e una fragilità commoventi nel cercare di rimanere aggrappata con le unghie e con i denti alla persona che era prima di ammalarsi. A supportare quella che rimarrà certamente come una delle sue performance più intense, ci sono due comprimari, altrettanto in parte come <strong>Alec Baldwin</strong> nei panni del marito di Alice e (udite, udite) <strong>Kristen Stewart</strong>, che nel ruolo della figlia minore della donna dimostra un talento che abbiamo cercato a lungo e che sta finalmente venendo a galla.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>EDEN</strong> <strong>di MIA HANSEN  LOVE</strong></p>
<p>Altro giro, altro film. <em><strong>Eden</strong></em> era, almeno sulla carta, un&#8217;opera suscettibile di favorire aspettative piuttosto alte. Completamente incentrato sul French Touch, la scena elettronica francese che infiammò i club di mezzo mondo a cavallo tra la fine degli anni novanta e l&#8217;inizio del nuovo millennio, il film ha il vantaggio di essere raccontato da chi, quel momento &#8220;storico&#8221;, lo ha realmente vissuto, ossia Sven Hansen Løve, fratello dell&#8217;autrice e qui co-sceneggiatore.<br />
Nei fatti, invece, la giovane regista spreca l&#8217;occasione di girare una versione d&#8217;oltralpe di quanto fatto da Michael Winterbottom per la scena inglese anni Ottanta con <em>24 Hours Party People</em> e un po&#8217; si perde nei meandri di in un apologo generazionale più concentrato sul versante esistenziale che non sul (vasto) materiale musicale a disposizione.<br />
Gli stessi Daft Punk, citati più volte nel film e presenti in colonna sonora con diversi brani, risultano essere più delle figurine chiamate a garanzia della genuinità filologica del prodotto piuttosto che le lenti attraverso le quali analizzare il fenomeno del French Touch.<br />
Certo, <em>Eden</em> è ben girato e ha il pregio di essere uno dei pochissimi film in cui siano presenti (numerose) scene in discoteca che non sanno di posticcio ed è evidente da subito come, dietro al progetto, ci sia gente che ha una reale conoscenza dell&#8217;argomento trattato.<br />
Resta comunque un&#8217;opera abbastanza irrisolta non supportata nè dal cast (gli attori sono tutti irrimediabilmente antipatici) né da una durata leggermente eccessiva.</p>
<p><strong>Voto </strong>5<br />
<strong>L&#8217;INCONTRO CON JOE DANTE</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/joe_dante.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39260" title="joe_dante" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/joe_dante.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Dopo aver presentato la divertente commedia horror <strong><em>Burying the Ex</em></strong> a Venezia, <strong>Joe Dante</strong> è tornato in Italia. Il regista di <em>Gremlins</em>, <em>Piranha</em>,<em> Small Soldiers</em> e <em>The Hole</em> è al Festival di Roma, dove ieri sera ha presentato, da storico fan di Bava quale è sempre stato, il restauro digitale di <strong><em>Operazione Paura</em></strong>, primo film della retrospettiva <strong><em>Danze macabre. Il cinema gotico italiano</em></strong>, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale. Lo abbiamo incontrato questa mattina, mentre partecipava ad un incontro dal titolo <strong><em>Joe Dante e il cinema gotico</em></strong> e ci ha raccontato qualcosa di molto interessante su come, negli anni Sessanta, i film di genere che venivano dall&#8217;Italia, subivao una sorta di americanizzazione che serviva, secondo i distributori, a garantire ai titoli un mercato più ampio.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/KtGCcboxy64?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/KtGCcboxy64?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p><em>Era molto frequente negli Stati Uniti fare in modo che quei film non sembrassero italiani. Molti di quelli che hanno visto in originale La maschera del demonio, che in America è diventato Black Sunday credevano che fosse un film inglese. A quei tempi i distributori credevano che gli spettatori non volessero guardare film horror provenienti da paesi che non fossero di lingua inglese, ma Black Sunday segnò un vero e proprio punto di svolta. E quando gli seguì I tre volti della paura, distribuito all&#8217;estero con il titolo di Black Sabbath, questo genere di film iniziò a diventare popolare, cosa che  consentì a Mario Bava di entrare in contatto con gli Studios americani che decisero di cofinanziare alcuni dei suoi progetti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di un film in particolare, La ragazza che sapeva troppo, da molti considerato il primo giallo ll&#8217;italiana della storia, furono realizzate due versioni, una italiana e una inglese. Alla versione inglese il titolo è stato cambiato in The Evil Eye. Era un film molto intelligente ma per qualche strano motivo, la versione americana è del tutto scomparsa ed è stata rimpiazzata dalla versione italiana, non altrettanto buona a mio parere.</em></p>
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		<title>Nuovo trailer internazionale per Godzilla</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/03/19/nuovo-trailer-internazionale-per-godzilla/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 16:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aaron Taylor-Johnson]]></category>
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		<category><![CDATA[Juliette Binoche]]></category>
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		<description><![CDATA[Scene inedite e spettacolari dal reboot di Gareth Edwards.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/godzilla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35805" title="godzilla" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/godzilla.jpg" alt="" width="500" height="257" /></a></p>
<p>Azione e distruzione in questo nuovo trailer internazionale del reboot di <strong>Godzilla </strong>diretto da <strong>Gareth Edwards</strong>. E tante Immagini epiche nelle quali si intravede il mostro creato dalla<strong> Toho</strong>, la casa di produzione giapponese che, nel 1954, ha dato i natali al celebre lucertolone. Il film, che uscirà nelle nostre sale il prossimo 15 maggio e sarà in 3D,  vede nel cast <strong>Aaron Taylor-Johnson</strong>, <strong>Ken Watanabe</strong>, <strong>Elizabeth Olsen</strong>, <strong>Juliette Binoche</strong>, <strong>Sally Hawkins</strong> e <strong>Bryan Cranston</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/QcyyGqP4p_4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/QcyyGqP4p_4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Un nuovo trailer per Godzilla</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 19:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pellicola arriverà nelle sale il prossimo 15 maggio, con un cast spaziale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/godzilla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35262" title="godzilla" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/godzilla.jpg" alt="" width="500" height="327" /></a></p>
<p>Legendary Pictures e Warner Bros. hanno rilasciato online un nuovo trailer di <strong><em> Godzilla</em></strong> con numerose scene inedite. La pellicola con protagonista la spaventosa creatura  postatomica giapponese ideata nel 1954 da <strong>Ishir? Honda</strong> è diretta da <strong>Gareth Edwards</strong> e vede nel cast <strong>Aaron Taylor-Johnson</strong>, <strong>Ken Watanabe, Elizabeth Olsen,  Juliette Binoche<em>,</em> Sally Hawkins<em>,</em> David Stratharin </strong>e<strong> Bryan Cranston. Il film </strong>uscirà nelle nostre sale il 15 maggio.</p>
<h5><em></em></h5>
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