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	<title>Movielicious &#187; Sam Claflin</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Sam Claflin e Rachel Weisz nel trailer di My Cousin Rachel</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 08:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Mia cugina Rachele]]></category>
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		<category><![CDATA[Roger Michell]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Claflin]]></category>

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		<description><![CDATA[Seduzione e inganni nel thriller tratto dal romanzo di Daphne Du Maurier.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/My_Cousin_Rachel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55126" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/My_Cousin_Rachel.jpg" alt="My_Cousin_Rachel" width="670" height="368" /></a></p>
<p>È in arrivo un interessante remake, si tratta di <strong><em>My Cousin Rachel</em></strong>, celebre romanzo di <strong>Daphne Du Maurier,</strong> (autrice dai cui romanzi Alfred Hitchcock<strong> </strong>adattò <em>Rebecca, la prima moglie</em> e <em>Gli uccelli</em>), già portato al cinema da Henry Koster nel 1952 con protagonisti Richard Burton e Olivia de Havilland nel 1952. Ora, a riportare in auge la storia, ci pensa<strong> Roger Michell</strong> (<em>Notting Hill</em>, <em>Ipotesi di reato</em>), affidando i ruoli da protagonisti a <strong>Rachel Weisz e Sam Claflin</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/2n_KOgXMSyA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La storia è quella di Philip, un giovane inglese, orfano di entrambi i genitori, che ordisce un piano per vendicarsi della sua misteriosa e bellissima cugina Rachel, convinto che sia lei la responsabile della morte di suo cugino Ambrose, che lo ha allevato da piccolo. Dopo aver conosciuto la donna, i suoi sentimenti iniziano a cambiare e finisce per soccombere al suo fascino.</p>
<p><strong><em>My Cousin Rachel</em> </strong>uscirà negli USA il 14 luglio 2017.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Io prima di te</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 17:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Dance]]></category>
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		<category><![CDATA[Io prima di te]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Claflin]]></category>
		<category><![CDATA[Thea Sharrock]]></category>

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		<description><![CDATA[Sam Clafin ed Emilia Clark innamorati pazzi nel dramma tratto dal romanzo di Jojo Moyes.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Me Before You, USA 2016)<br />
Uscita: 1 settembre 2016<br />
Regia: Thea Sharrock<br />
Con: Emilia Clarke, Sam Claflin, Charles Dance<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/IoPrimaDiTe_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53839" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/IoPrimaDiTe_1.jpg" alt="IoPrimaDiTe_1" width="650" height="380" /></a></p>
<p>Tra gli sceneggiatori cinematografici vige una teoria secondo la quale se una commedia non garantisce al pubblico una media di una risata ogni dieci secondi, evidentemente quella commedia non riesce nel suo scopo.<br />
Ecco, lo script di <em><strong>Io prima di te</strong></em> sembra costruito tenendo molto bene a mente quella regola, solo sostituendo le lacrime alle risate.<br />
Immaginate quindi una giovane Bridget Jones che si ritrovi ad abitare tra le pagine di un libro di Nicholas Sparks, con il tema della disabilità motoria a fungere da ostacolo insormontabile al coronamento della storia d’amore.<br />
E, nel dubbio che tutto ciò possa non essere abbastanza, metteteci pure un richiamo alla “dolce morte” e siamo a posto.<br />
La Bridget Jones in questione si chiama Louisa Clark (<strong>Emilia Clarke</strong>), ragazza di provincia &#8211; meglio conosciuta come Lou &#8211; che perde inaspettatamente il proprio lavoro da cameriera. Il bisogno di garantire comunque un’entrata alla propria famiglia la spinge quindi ad accettare un lavoro di sei mesi come badante di Will Traynor (<strong>Sam Claflin</strong>), ricco rampollo di una famiglia di banchieri rimasto paralizzato dal collo in giù in seguito a un tragico incidente.<br />
Da quel giorno Will vive da recluso, addormentandosi ogni notte con la speranza di non risvegliarsi al mattino.<br />
Ma la personalità frizzante e la natura semplice di Lou risultano difficili da ignorare anche per Will e, ben presto, entrambi diventano esattamente ciò di cui l’altro ha bisogno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/IoPrimaDiTe_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-53841" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/IoPrimaDiTe_2.png" alt="IoPrimaDiTe_2" width="800" height="335" /></a></p>
<p>Ora, se la valutazione di un film del genere si fondasse esclusivamente sul raggiungimento dello scopo preposto, non potremmo fare altro che parlare di Io prima di te come di un’opera perfettamente riuscita. Perché &#8211; così come si suppone che una buona commedia debba divertire o un horror anche solo decente spaventare &#8211; Io prima di te commuove e, quando dico che commuove, intendo proprio che <strong>si piange molto</strong>.<br />
D’altro canto sarebbe ingiusto soffermarsi solo su questo, senza sottolineare la bontà di uno script (opera di <strong>Jojo Moynes</strong>, autrice anche del best seller da cui il film è tratto) che, almeno nella prima parte, miscela piuttosto abilmente romantic comedy e dramma.<br />
Il personaggio di Lou è, di fatto, una declinazione moderna di <strong>Cenerentola</strong> senza alcun dramma familiare alle spalle e quello di Will un principe azzurro con una sedia a rotelle al posto del destriero e, per quanto archetipico possa apparire il canovaccio di riferimento, è altrettanto innegabile che funzioni. Sebbene infatti l’incontro/scontro fiabesco tra mondi opposti e apparentemente inconciliabili sappia (e molto) di già visto, c’è una <strong>delicatezza</strong> tutto sommato inedita nel modo in cui il consueto rapporto di potere basato sul ceto di appartenenza venga qui ribaltato in favore di elementi più squisitamente caratteriali.</p>
<p>Così come funziona il cast, con una Emilia Clarke adorabilmente goffa nei succinti abitini kitsch che il suo personaggio ama indossare e lontana anni luce dall’austerità della Daenerys Targaryen de <em>Il trono di spade</em> e un Sam Claflin (<em>Hunger Games</em>) che mostra un’inaspettata sensibilità nell’incarnare gli aspetti meno patetici e ricattatori della disabilità su grande schermo.<br />
Poi, ovvio, che un film di questo tipo non sia per tutti e, una volta entrati nella fase più dichiaratamente tragica del racconto, le cose non possano di certo migliorare.<br />
Io prima di te rappresenta infatti in primis un’operazione commerciale con un target ben definito &#8211; per lo più femminile &#8211; al di fuori del quale è assai difficile riesca a fare proseliti.<br />
Forse un po’ furbo nella giustapposizione chirurgica di sorriso e pianto e anche eccessivamente lungo in una parte centrale in cui si evincono le difficoltà dell’autrice a lavorare di cesello sul testo, questo è il classico film che piacerà a chi deve piacere.<br />
Con buona pace di chi gli preferirebbe <a href="http://www.movielicious.it/2016/08/30/jason-bourne-recensione/" target="_blank"><em>Jason Bourne</em></a> ma sarà comunque costretto a vederlo con una fidanzata in vena di romanticismo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 18:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intimista, claustrofobico e privo di azione, il prologo del finale della saga è un corpo estraneo non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hunger Games: Mockingjay &#8211; Part 1, USA 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Francis Lawrence<br />
Con: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Julianne Moore<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39702" title="mockingjay_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Katniss Everdeen (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (<strong>Julianne Moore</strong>), del consigliere Plutarch (<strong>Philip Seymour Hoffman</strong>) e i suoi fidati amici, Katniss sarà la <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong>, volto e simbolo della ribellione di un popolo pronto ad affrontare il perfido Presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>), spiegando le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>) e un intero paese incoraggiato dalla sua forza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39703" title="mockingjay" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Ecco un&#8217;altra saga narrativa che vede il suo ultimo capitolo uscire in sala splittato, diviso, frammentato in due episodi. Così come era accaduto per <em>Harry Potter </em>e <em>Twilight</em>, anche l&#8217;ultimo romanzo della trilogia di <strong>Suzanne Collins</strong> è stato sottoposto a questa bieca operazione. Di marketing, perché non si tratta d&#8217;altro. Così facendo l&#8217;attesa si prolunga (anche se avete già letto i libri), gli introiti raddoppiano e i nervi di alcuni saltano. Tra l&#8217;altro, come tutte le prime parti della conclusione di una saga, anche questo <strong><em>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</em></strong> soffre della sindrome della &#8220;parzialità&#8221; che contraddistingueva anche il primo capitolo de <em>I doni della morte</em> e di <em>Breaking Dawn</em>, ovvero l&#8217;essere, suo malgrado, la trasposizione di una sola parte di libro. Difficilmente dal punto di vista della narrazione filmica può essere considerata una scelta giusta, questa, anche perché questo <strong><em>Mockingjay</em></strong> è un po&#8217; come una pentola a pressione il cui fischio è anelato come il suono di un olifante in battaglia, facendoci rimpiangere quel ritmo serrato che tanto avevamo apprezzato ne <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/27/hunger-games-la-ragazza-di-fuoco/"><em>La ragazza di fuoco</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39704" title="mockingjay_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Di certo il più cupo e il più angosciante dei film tratti fino ad ora dai romanzi della Collins, <em>Il Canto della rivolta</em> è ambientato totalmente, o quasi, nel <strong>Distretto 13</strong>, la roccaforte dei ribelli, una sorta di tunnel sotterraneo che si sviluppa in verticale. Senza più i giochi e con due donne, Katniss e la Coin (interpretata egregiamente da una Julianne Moore che continua a non sbagliare un film), entrambe al comando &#8211; la prima della rivolta, la seconda dei dissidenti &#8211; ci si trova davanti uno scenario completamente diverso e a una protagonista che stentiamo quasi a riconoscere: stanca, impaurita, fisicamente ed emotivamente distrutta, dai giochi come dalla vita, lontana dal suo Peeta, caduto nelle mani del nemico. La <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong> si sta sgretolando, e anche se assistiamo ad alcuni passaggi, i più leggeri e riusciti, in cui vediamo la ex accompagnatrice di tributi Effie Trinket (un&#8217;incisiva <strong>Elizabeth Banks</strong>) e il mentore dal bicchiere facile Haymitch Abernathy (<strong>Woody Harrelson</strong>) tentare di cucirle addosso costumi e movenze da eroina mediatica, Katniss appare comunque fragile come non mai.</p>
<p>Scegliendo di subodinare l&#8217;aspetto puramente action a quello narrativo, <strong>Francis Lawrence</strong> indugia sui silenzi e dilata un po&#8217; troppo i tempi, delineando ciascun personaggio con toni chiaroscuri mai perfettamente distinguibili e preparando il terreno per quello che sarà il gran finale, almeno è quello che ci auguriamo. Tutto questo abbassa non poco il livello che la saga aveva raggiunto con i primi due film, soprattutto perché non c&#8217;è alcun mistero dietro la scelta di utilizzare una pellicola costata 250 milioni di dollari solo come rampa di lancio per quella che seguirà e che non vedremo prima del prossimo novembre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Posh</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 07:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[The Riot Club Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al cinema i bad boys di Lone Scherfig, carismatici e ossessionati dal potere, interpretati da Max Irons,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Riot Club, UK 2014)<br />
Uscita: 25 settembre 2014<br />
Regia: Lone Scherfig<br />
Con: Max Irons, Sam Claflin, Douglas Booth<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38973" title="posh_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il Riot Club, fondato nel lontano 1776, è il circolo studentesco più esclusivo e snob dell&#8217;intera Università di Oxford.<br />
Ne fanno parte i dieci ragazzi più dotati dell&#8217;ateneo, quelli destinati a un futuro di privilegi e potere.<br />
Sono rampolli viziati appartenenti a famiglie in vista, abituati a ottenere tutto e subito senza il minimo sforzo.<br />
Miles (<strong>Max Irons</strong>, figlio di Jeremy) e Alistair (<strong>Sam Claflin</strong>) sono solo gli ultimi tra i prescelti a far parte del Riot Club.<br />
Solo che Miles, nonostante l&#8217;alto lignaggio, cerca di mantenere i piedi per terra senza fare eccessivo sfoggio delle proprie origini mentre Alistar, che vive all&#8217;ombra di un fratello maggiore ex-presidente del club, crede fermamente in una forma di superiorità delle classi più agiate su quelle meno abbienti.<br />
La cinica goliardia che in genere anima le serate del Riot Club una sera però supera il punto di non ritorno e i ragazzi si trovano a dover fare i conti con le responsabilità di un&#8217;azione che nemmeno tutte le loro conoscenze possono mettere a tacere.</p>
<p>Per comprendere appieno il valore di quanto sia riuscito questo spietato apologo sociale firmato da <strong>Lone Scherfig </strong>(<a href="http://www.movielicious.it/2010/02/05/an-education/"><em>An Education</em></a>, <em>One Day</em>) bisognerebbe cominciare dall&#8217;analizzare l&#8217;inquietante scena grondante quieta rassegnazione dinanzi all&#8217;ineluttabilità del male che lo chiude, quasi una sorta di ideale omologo britannico dell&#8217;amaro finale di <em>Mystic River</em> di Clint Eastwood.<br />
Senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, è proprio alla fine che si prende atto di come l&#8217;autrice danese sia stata abile nel costruire, complice la pièce teatrale di <strong>Laura Wade </strong>da cui il film è tratto, un ritratto analitico e impietoso di certe dinamiche che, nella fattispecie, riguardano l&#8217;ambiente del college ma sono riscontrabili in qualsiasi altro contesto sociale.<br />
Lo fa procedendo per accumulo, attraverso un&#8217;abile sovrapposizione di strati di tensione sottile e montante, convincendo nel contempo lo spettatore di trovarsi di fronte a un thriller, per poi disilluderlo negandogli anche la possibilità di empatizzare con Miles, l&#8217;unico personaggio identificabile come buono almeno per buona parte del film.<br />
Questa scelta, lungi dall&#8217;essere un atto di nichilismo drammaturgico fine a se stesso, è invece utile anche per allontanare dallo script qualunque ombra di facili e stereotipate contrapposizioni &#8220;upper class VS borghesia&#8221; che appesantirebbero di retorica un prodotto di questo genere.<br />
Ecco quindi che, quand&#8217;anche l&#8217;idea di un ipotetico eroe viene a cadere, ciò che resta è il nulla. Il vuoto pneumatico dei sentimenti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38974" title="posh_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg" alt="" width="500" height="283" /></a></p>
<p>Lo stile di regia è giustamente anòdino &#8211; indicativo di un distacco con cui la Scherfig approccia i suoi personaggi sin dai tempi di <em>An Education</em> &#8211; così come gli ambienti in cui si muovono questi odiosi figli di papà, così freddi nella loro antica eleganza che testimonia in modo incontrovertibile la persistenza secolare dell&#8217;ingiustizia sociale.<br />
Singolare inoltre la scelta di strutturare l&#8217;opera in due atti distinti in cui, a un necessario prologo introduttivo sui singoli personaggi, segue la lunghissima scena della cena (vero fulcro del film) in cui lentamente assistiamo alla trasfigurazione dei ragazzi in mostri.<br />
La Schefrig non ha alcuna fretta di scoprire le carte e gioca ad esasperare lo spettatore, lasciandogli sì intendere che ci sarà una vittima sacrificale, ma mostrandogliene diverse possibili fino ad istillargli il dubbio che, forse, potrebbe addirittura non accadere nulla.<br />
Poi invece qualcosa accade.<br />
Oltre che dalla sapienza registica, la bontà del risultato è garantita anche da un parterre di attori che, a fronte di un&#8217;età giovanissima, riescono a rendere in maniera impeccabile la noia e la protervia che contraddistingue i  personaggi che sono chiamati ad incarnare.<br />
Era dai tempi del solo in parte riuscito <em>Alpha Dog</em> di Nick Cassavates che non si assisteva a un ritratto così duro, pur essendo comunque un prodotto di chiara impronta mainstream, dell&#8217;universo giovanile e delle sue più violente derive.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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