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	<title>Movielicious &#187; Sam Rockwell</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tre manifesti a Ebbing, Missouri</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 07:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Frances McDormand]]></category>
		<category><![CDATA[Martin McDonagh]]></category>
		<category><![CDATA[Missouri]]></category>
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		<category><![CDATA[Tre manifesti a Ebbing]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale la dark comedy di Martin McDonagh premiata ai Golden Globe con un trio di strepitosi interpreti:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, USA/UK 2017)<br />
Uscita: 11 gennaio 2018<br />
Regia: Martin McDonagh<br />
Con: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tre_Manifesti_a_ebbing_missouri.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57088" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tre_Manifesti_a_ebbing_missouri.jpeg" alt="Tre_Manifesti_a_ebbing_missouri" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Tutto ciò che viene dal Sud sembrerà grottesco a un lettore del Nord, tranne quel che è effettivamente grottesco, che invece verrà definito realistico: per la sua nuova esperienza oltreoceano dopo il ginepraio metacinematografico e autocitazionista di <em>Sette psicopatici</em>, <strong>Martin McDonagh</strong> deve aver tenuto sicuramente presente la lezione di quella sfortunata erede di Faulkner che fu la georgiana Flannery O&#8217;Connor, il suo sguardo ironico eppure compassionevole sulle storture congenite dell&#8217;America rurale e la sua paradossale commistione di registro comico ed elementi raccapriccianti applicata ai desideri e ai vizi di una provincia che pare quasi un regno a sé.<br />
Una concezione del mondo assai simile a quella che traspariva non tanto dai toni più ammiccanti e disimpegnati della sua ridotta produzione per il grande schermo, quanto da quei celebrati trascorsi teatrali che, a partire dalla <em>Trilogia di Leenane</em> e da capolavori come <em>The Pillowman</em>, ne avevano rivelato lo straordinario talento e la tendenza a descrivere una collettività reietta e sfasata per cui la violenza è rimasta l&#8217;unica forma di comunicazione e di relazione possibile.</p>
<p>Non è quindi ai tormenti individuali e alla ghignante crudeltà di <em>In Bruges</em> e di <em>Six Shooter</em>, il fulminante cortometraggio con cui il commediografo londinese esordì nell&#8217;audiovisivo aggiudicandosi l&#8217;Oscar, che si rifà <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2018/01/08/golden-globes-2018-i-vincitori/" target="_blank">Tre manifesti a Ebbing, Missouri</a></strong></em>, bensì a una dimensione sociale ben precisa e contestualizzata, quel clima di riflusso (&#8220;ebb&#8221;, come suggerisce il nome della località fittizia che funge da sfondo) tipico del profondo Midwest che costituisce l&#8217;esempio più sintomatico della condotta interna degli Stati Uniti di ieri e di oggi, la piccola realtà quotidiana di un Paese tanto lassista coi forti quanto insofferente nei confronti dei deboli.<br />
Nulla di particolarmente inedito, sulla carta, se non fosse per il nichilistico disincanto con cui McDonagh appiana le più rigide e manichee delle contrapposizioni (singolo vs. comunità, legalità vs. corruzione, perdono vs. vendetta) in una disperata terra di nessuno dove la distinzione fra vittime e carnefici non esiste più, dove tutti, indifferentemente, restano oppressi da un Male così inafferrabile da farsi cosmico, dove la sete di giustizia di una madre può sfociare nell&#8217;incoscienza e l&#8217;inettitudine delle istituzioni a volte è solamente la maschera della loro vulnerabilità e della loro inadeguatezza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tre_Manifesti_a_Ebbing_Missouri_2.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-57089" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Tre_Manifesti_a_Ebbing_Missouri_2-1024x473.jpeg" alt="Tre_Manifesti_a_Ebbing_Missouri_2" width="1024" height="473" /></a></p>
<p>Una società, insomma, in cui &#8220;<em>un brav&#8217;uomo è difficile da trovare</em>&#8220;, come Flannery O&#8217;Connor intitolava il proprio racconto più celebre, e non si tratta soltanto del libro che, guarda caso, il giovane agente pubblicitario Red Welby sta leggendo prima di ricevere la visita di Mildred Hayes (una scatenata <strong>Frances McDormand</strong> che, esclusa la parentesi televisiva di <em>Olive Kitteridge</em>, torna finalmente interprete di primo piano dopo un decennio di parti di supporto), ma è sicuramente anche il pensiero che spinge quest&#8217;ultima a denunciare con un gesto clamoroso l&#8217;inoperosità delle forze dell&#8217;ordine locali, richiamando l&#8217;attenzione dello stanco e debilitato sceriffo Willoughby (un grande <strong>Woody Harrelson</strong> ormai felicemente abbonato ai ruoli in divisa), a diversi mesi di distanza dal brutale omicidio della figlia. Per McDonagh è l&#8217;occasione per inscenare quei duelli verbali al veleno che sono da sempre il suo marchio di fabbrica &#8211; e di cui sia la Giuria della Mostra di Venezia, sia l&#8217;Hollywood Foreign Press Association si sono accorte &#8211; e per imbastire un campionario umano ricchissimo e sfaccettato, su cui si impone, ancor più dei due antitetici e complementari protagonisti, il suo personaggio più complesso a non rimanere confinato alle sue pièce, ossia l&#8217;agente Dixon di un eccezionale <strong>Sam Rockwell</strong>, erede di quei sempliciotti a metà fra la tragedia e la farsa che, dal Billy Claven de <em>Lo storpio di Inishmaan</em> al Mervyn di <em>A Behanding in Spokane</em>, rappresentano con le loro contraddizioni e con la loro ricerca di redenzione il fulcro emotivo delle sue storie.</p>
<p>Un cinema di pura scrittura, che alla vivacità dei dialoghi e all&#8217;approfondimento caratteriale sacrificano non pochi elementi, a cominciare da un intreccio che alla lunga stagna e accumula un&#8217;implausibilità dopo l&#8217;altra &#8211; in primis i numerosi incontri fortuiti che si verificano nell&#8217;arco della mezz&#8217;ora conclusiva &#8211; e da una regia puramente illustrativa, quando non addirittura televisiva, che, nel raro tentativo di azzeccare qualche pezzo di bravura, finisce per inciampare vistosamente (lo sciatto pianosequenza del pestaggio di Welby, il maldestro climax del rogo della stazione di polizia, chiuso da un goffo ralenti) o che condiziona troppe sequenze con un&#8217;enfasi più consona al proscenio che non alla messinscena cinematografica, come il flashback dell&#8217;ultima conversazione fra madre e figlia e il litigio con l&#8217;ex-marito manesco.</p>
<p>Non ci troviamo, quindi, di fronte al compimento di quella transizione di linguaggio che McDonagh, sempre più dichiaratamente disamorato del palcoscenico, auspicava per sé come cineasta, ma quantomeno a una significativa tappa di maturazione da sceneggiatore che conferma l&#8217;estro e la disinvoltura di un tempo &#8211; bastino anche solo gli scambi fra Dixon e la madre (un&#8217;indimenticabile <strong>Sandy Martin</strong>) che sembrano usciti da <em>La bella regina di Leenane</em> &#8211; ampliandone la portata e le ambizioni, un film a cui forse a tratti si è voluta attribuire un&#8217;importanza e una puntualità più casuali che altro (lo script risale a ben otto anni fa, molto prima che l&#8217;ascesa di Trump e il caso Weinstein rinfocolassero gli animi), ma che riesce a gettare su un cinema statunitense sempre più asfittico e sicuro di sé quell&#8217;ombra di ambiguità di cui ha davvero bisogno.</p>
<p>Voto <strong>7</strong></p>
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		<title>Poltergeist</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 12:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gil Kenan]]></category>
		<category><![CDATA[Poltergeist]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Raimi]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Rockwell]]></category>

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		<description><![CDATA[Le demoniache presenze tornano al cinema a 33 anni dal classico di Tobe Hooper in un remake 3D più che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(USA 2015)<br />
Uscita: 2 luglio 2015<br />
Regia: Gil Kenan<br />
Con: Sam Rockwell, Rosemarie DeWitt, Jared Harris, Kile Catlett<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/poltergeist_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43497" title="poltergeist_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/poltergeist_1.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p>I Bowen, ultimamente, non se la passano benissimo.<br />
Dopo aver perso il lavoro infatti, Eric (Sam Rockwell) è costretto a traslocare, con moglie e tre figli, in una casa in periferia.<br />
Loro ancora non lo sanno, ma la casa sorge proprio dove una volta c&#8217;era un cimitero e i defunti, giustamente, non sono poi così ben disposti verso i nuovi arrivati.<br />
In principio l&#8217;unico ad accorgersi delle strane presenze che infestano la casa sembra essere il piccolo Griffin (Kile Catlett), ma nessuno gli dà ascolto.<br />
Quando la figlia più piccola Madison viene rapita nel cuore della notte, i Bowen sono però costretti ad affrontare la situazione chiedendo aiuto a una serie di strani esperti di paranormale.</p>
<p>Ed ecco che ci risiamo.<br />
Le major hollywoodiane, in evidente debito di idee dotate anche solo di una qualche parvenza di originalità, prendono un classico dell&#8217;horror anni Ottanta (possiamo dire qualsiasi cosa di quel decennio tranne che non sia stato un periodo d&#8217;oro per il cinema di paura) per farne un remake e, a quel punto, all&#8217;appassionato non resta altro da fare che incrociare le dita e sperare che il risultato sia, se non altro, qualcosa di decente.<br />
Più o meno a partire dal 2000 tutti o quasi i classici del genere sono stati rielaborati in chiave moderna, nel tentativo di accrescerne l&#8217;appeal agli occhi delle nuove generazioni e i risultati, nella maggior parte dei casi, sono operine tutt&#8217;altro che imprescindibili.<br />
Rappresentano felici eccezioni giusto i due bellissimi <em>Halloween</em> di Rob Zombie (ma lui è un mezzo genio quindi la cosa non stupisce nemmeno più di tanto), Carrie di Kimberly Peirce e il buon remake de<em> La Casa</em> prodotto, un paio di anni fa, dal regista dell&#8217;originale, Sam Raimi.<br />
Proprio la presenza di Raimi in qualità di produttore lasciava abbastanza ben sperare anche per questo remake di <em><strong>Poltergeist</strong></em>, scritto nell&#8217;82 da <strong>Steven Spielberg</strong> e diretto da <strong>Tobe Hooper</strong>, e affidato oggi alla regia di <strong>Gil Kenan</strong>, già autore dei non esaltanti <em>Monster House </em>e <em>Ember &#8211; Il mistero della città di luce.</em><br />
L&#8217;uso dell&#8217;imperfetto è d&#8217;obbligo perché, man mano che le immagini scorrono, lo spettatore realizza come quelle speranze fossero inevitabilmente mal riposte e questo nuovo <em>Poltergeist</em> non solo non regga il confronto con l&#8217;originale ma sia molto al di sotto anche rispetto a tutti quei film che, negli ultimi anni, hanno rielaborato il tema della &#8216;casa infestata&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/poltergeist_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43498" title="poltergeist_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/poltergeist_2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Parliamo principalmente dei primi due <em>Insidious</em>, de <em>L&#8217;evocazione &#8211; The Conjuring</em> e di <em>Sinister</em> che, al netto della loro oggettiva carenza di originalità, garantivano comunque svariati salti sulla sedia.<br />
Il problema principale di <em>Poltergeist</em> infatti risiede proprio nel suo non far paura, praticamente mai.<br />
I motivi sono molteplici, a cominciare dal ricorso a suggestioni che, seppure innervate di richiami alla moderna tecnologia degli iPhone e dei droni, risultano tutte irrimediabilmente già viste fino a una regia assai poco abile nell&#8217;affrancarsi dai soliti nervosi movimenti di macchina e dai carrelli in avanti tipici di qualsiasi horror domestico.<br />
Tutto ciò senza contare la comicità, all&#8217;apparenza involontaria, che subentra nel momento stesso in cui fa il suo ingresso in scena <strong>Jared Harris</strong> nei panni di Carrigan Burke, bislacco esperto di paranormale che parla per frasi fatte e fa battutine ironiche mentre nella casa si respira aria di tragedia e una povera bimba giace in balia delle anime dell&#8217;oltretomba.<br />
Non ci sarebbe nulla di male, per carità, se solo l&#8217;elemento comico fosse modulato in maniera più sensata e fluida (cosa in cui Raimi è da sempre un maestro) rispetto allo scorrere naturale del racconto e se il fine ridanciano dell&#8217;operazione fosse per lo meno dichiarato.<br />
Assistiamo invece qui a un forzato crossover di generi che non fa bene né al lato comico né tantomeno a quello più orrorifico compromettendo di fatto il processo di sospensione dell&#8217;incredulità.<br />
A questo si aggiunga poi un <strong>Sam Rockwell</strong> tutto faccine e smorfie da schizzato, assolutamente fuori luogo nel ruolo di un padre di famiglia che anziché rassicurare i figli di fronte alle oscure presenza che infestano la loro dimora, sembra fare di tutto per terrorizzarli ancora di più.<br />
Il consiglio per gli amanti dell&#8217;horror estivo quindi è uno e uno solo: correte a vedere <em>Babadook</em> e conservate pure questo nuovo <em>Poltergeist</em> per il prossimo inverno quando, complice la noia di certe domeniche pomeriggio piovose, potrebbe anche guadagnare qualche punticino in più.</p>
<p><strong>Voto </strong>4</p>
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		<title>Poltergeist &#8211; Demoniache presenze, il trailer italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 12:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prime immagini del reboot diretto da Gil Kenan e prodotto da Sam Raimi. Un assaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/poltergeist.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40984" title="poltergeist" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/poltergeist.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>E&#8217; stato diffuso diffuso in rete il primo trailer ufficiale italiano del remake di <em><strong>Poltergeist – Demoniache presenze</strong></em> (pellicola di Tob Hooper del 1982), diretto da <strong>Gil Kenan</strong> e prodotto da <strong>Sam Raimi</strong>.  Nel cast del film <strong>Rosemarie DeWitt</strong>, <strong>Sam Rockwell</strong> e <strong>Jared Harris.</strong></p>
<p><iframe width="600" height="341" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" mozallowfullscreen="true" webkitallowfullscreen="true" allowtransparency="true" src="https://it.cinema.yahoo.com/video/poltergeist-il-trailer-italiano-esclusiva-165037985.html?format=embed&#038;player_autoplay=false"></iframe></p>
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		<title>Keira Knightley e Chloë Grace Moretz nel trailer di Laggies</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 13:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lynn Shelton]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Webber]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Rockwell]]></category>

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		<description><![CDATA[La dramedy presentata all'ultimo Sundance, arriverà il 24 ottobre nelle sale americane.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/laggies.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38029" title="laggies" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/laggies.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Prime scene in arrivo da Laggies, dramedy della regista americana <strong>Lynn Shelton</strong> (già autrice di <em>Humpday</em> e di <em>Your Sister’s Sister</em>) che ha voluto <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Chloë Grace Moretz</strong> come protagoniste della sua storia. Il film segue le disavventure di una giovane e bella 28enne di nome Megan (Knightley) che non è in grado di reggere le pressioni del suo ragazzo che le ha chiesto di sposarlo. La ragazza decide quindi di darsi alla fuga rifugiandosi nella vita di una ragazzina di 16 anni, Annika (Moretz), incontrata per caso.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/xep7s36qZL0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/xep7s36qZL0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nel cast, oltre alle due attrici, anche <strong>Mark Webber</strong> (<em>Scott Pilgrim vs. The World</em>) nei panni dl fidanzato della Knightley e <strong>Sam Rockwell</strong> (Moon) in quelli del padre della Moretz. Presentato all&#8217;ultima edizione del Sundance Film Festival, <em>Laggies </em>uscirà nei cinema americani il 24 ottobre, mentre per l&#8217;Italia non c’è ancora una distribuzione.</p>
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		<title>Better Living through Chemistry, il trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/01/27/better-living-through-chemistry-il-trailer/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 08:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Schwartz]]></category>
		<category><![CDATA[Better Living through Chemistry]]></category>
		<category><![CDATA[David Posamentier]]></category>
		<category><![CDATA[Geoff Moore]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Fonda]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Monaghan]]></category>
		<category><![CDATA[Olivia Wilde]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Liotta]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Rockwell]]></category>

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		<description><![CDATA[Sam Rockwell e Olivia Wilde nella dark comedy diretta da Geoff Moore e David Posamentier.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/better-living-through-chemistry.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34449" title="better-living-through-chemistry" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/better-living-through-chemistry.jpg" alt="" width="500" height="265" /></a></p>
<p>Prima regia per Geoff Moore e David Posamentier, autori anche della sceneggiatura di <strong>Better Living through Chemistry</strong>, la commedia dai toni dark che sarà nelle sale americane dal 14 marzo. Il film racconta la storia di un tranquillo farmacista di una piccola  cittadina  interpretato da<strong> Sam Rockwell</strong> (<em>Moon</em>, <em>Soffocare</em>) , la cui esistenza si trasforma in una cavalcata selvaggia e fuori controllo  quando, spinto da alcol e droga, si imbarca in un losco affare con una  seducente cliente, la bellissima <strong>Olivia Wilde </strong>(<em>Cowboys &amp; Aliens, Rush</em>).</p>
<p class="advClass">
<p class="advClass">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/qxHPqHIl11w?hl=it_IT&amp;version=3" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/qxHPqHIl11w?hl=it_IT&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Azzeccata la scelta del titolo, che è sia lo slogan di un’importante azienda chimica, l’americana <em>DuPont</em>,  sia il titolo di un album di Fatboy Slim. Nel cast, oltre a Rockwell e alla Wilde, anche <strong>Michelle Monaghan, Jane Fonda, Ben Schwartz </strong>e<strong> Ray Liotta</strong>.</p>
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