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	<title>Movielicious &#187; Samantha Morton</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Miss Julie</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 07:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Liv Ullmann torna alla regia con la trasposizione del classico di Strindberg.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Julie, Norvegia-U.K. 2014)<br />
Uscita: 19 novembre 2015<br />
Regia: Liv Ullmann<br />
Con: Jessica Chastain, Colin Farrell, Samantha Morton<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Lab 80 Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss-Julie_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50840" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss-Julie_1.jpg" alt="Miss Julie_1" width="1000" height="537" /></a></p>
<p>Dopo <em>La notte del piacere</em> del 1951 di Alf Sjoberg, vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes, e <em>Miss Julie</em> diretto nel 1999 da Mike Figgis, il terzo adattamento ciematografico dell&#8217;opera teatrale firmata da <strong>August Strindberg</strong> nel 1888 passa attravero lo sguardo dell&#8217;ultima musa di Ingmar Bergman, <strong>Liv Ullmann</strong> (<em>Sofie</em>, <em>L&#8217;infedele</em>). Alla sua sesta regia, l&#8217;attrice e regista norvegese riprende una piéce forte che gettò non poco scompiglio nella società conformista di fine Ottocento e che sottolinea la dimestichezza con cui Strindberg fosse in grado di mettere a nudo i meccanismi più violenti e controversi di una relazione a due. Rispetto all&#8217;opera originale con la vicenda ambientata in Svezia, terra di origine del drammaturgo, Liv Ullmann sposta il contesto in un&#8217;Irlanda apparentemente bucolica in cui i toni pastello si affiancano al rosso dei capelli della Chastain e al suo incarnato eburneo, facendola sembrare appena uscita da un dipinto preraffaellita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss_Julie_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50841" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss_Julie_2.jpg" alt="Miss_Julie_2" width="650" height="295" /></a></p>
<p>Siamo nell&#8217;estate del 1890 e durante la notte di S. Giovanni i festeggiamenti impazzano. In una grande casa di campagna, Miss Julie (<strong>Jessica Chastain</strong>), figlia di un ricco proprietario terriero, si ritrova al centro di una battaglia di classe e tra sessi quando inizia a giocare pericolosamente con John (<strong>Colin Farrell</strong>), il valletto del padre, cercando di sedurlo. I due si amano e si odiano sotto l&#8217;occhio attento e impotente di Kathleen (<strong>Samantha Morton</strong>), cuoca di famiglia e fidanzata di John. In una pellicola fedelissima alle tre unità aristoteliche, le dinamiche servo-padrone verranno affermate per essere poi improvvisamente ribaltate.</p>
<p>E&#8217; un vero e proprio gioco al massacro, fisico e psicologico, quello a cui assistiamo che si svolge quasi interamente nella grande cucina della casa e che ci mostra come la forza dell&#8217;opera strindberghiana risieda principalmente nella dicotomia e nel conflitto presenti in ogni angolo della sua piéce più nota. In <em><strong>Miss Julie</strong></em> la lotta infatti è sociale (ricchi-poveri), di genere (uomo-donna) ed è anche umana (forza-debolezza) e la Ullmann ce la mette tutta per non perdere questo prezioso materiale, ma l&#8217;eccessiva impostazione teatrale rende la fruizione del film non facile, appesantendola in più di un pessaggio. Dal punto di vista filologico la regista è brava nel mantenere le sfumature e l&#8217;aggressività contenuta nell&#8217;opera originale e il suo tocco, intimista e introspettivo sviluppa efficacemente il tema dell&#8217;io governato da impulsi e contaddizioni tanto caro a Strindberg. La parte della regina, neanche a dirlo, tocca a Jessica Chastain, che ormai ha ben poco da dimostrare; perfetta anche Samantha Morton come spalla (la precog di <em>Minority Report</em>), nei panni di un personaggio particolarmente trasandato e soggiogato dagli eventi. A turbare gli equilibri in un cast composto da soli tre attori, ci pensa Colin Farrell che, nei lunghi e verbosi confronti di una sceneggiatura che non ha il coraggio di allontanarsi dal testo originale, non riesce proprio a tenere il passo con le sue talentuose colleghe, regalandoci un ritratto del valletto John inadeguato in più di un passaggio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Miss Julie, finalmente il trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/07/23/miss-julie-finalmente-il-trailer/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 14:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[August Strindberg]]></category>
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		<category><![CDATA[Liv Ullman]]></category>
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		<category><![CDATA[Samantha Morton]]></category>

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		<description><![CDATA[Jessica Chastain e Colin Farrell diretti da Liv Ullmann nelle prime scene del film tratto dal dramma]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/miss_julie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38072" title="miss_julie" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/miss_julie.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>E&#8217; sbarcato in rete, anche se al momento solo con i sottotitoli in norvegese, il primo trailer di <strong><em>Miss Julie</em></strong>, adattamento cinematografico dell’omonimo dramma teatrale di August Strindberg, scritto e diretto da <strong>Liv Ullmann</strong>, regista e sceneggiatrice norvegese e musa di Ingmar Bergman. Nei panni dei due protagonisti, <strong>Jessica Chastain</strong> e <strong>Colin Farrell</strong>, a cui si affianca l’attrice britannica <strong>Samantha Morton</strong>, che interpreta la cuoca della grande tenuta di campagna in cui si svolge il film.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/SQwmcAz2Bn0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/SQwmcAz2Bn0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La pellicola è ambientata intorno al 1880 e segue le vicende di una donna che cerca di sfuggire a un’esistenza opprimente. L’appassionata storia d’amore con John, il servo di suo padre, con cui progetta la fuga, le darà nuova speranza, ma la loro sconveniente relazione è destinata ad avere conseguenze drammatiche.</p>
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		<title>Synecdoche, New York</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 06:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Charlie Kaufman]]></category>
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		<category><![CDATA[Synecdoche]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di attesa finalmente arriva in sala l'unico film da regista di Charlie Kaufman, interpretato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2008)<br />
Uscita: 19 giugno 2014<br />
Regia: Charlie Kaufman<br />
Con: Philip Seymour Hoffman, Samantha Morton, Michelle Williams<br />
Durata: 2 ore e 4 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/synecdoche_new_york.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37339" title="synecdoche_new_york" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/synecdoche_new_york.jpg" alt="" width="500" height="208" /></a></p>
<p>Che la vita sia complicata è un fatto acclarato.<br />
C&#8217;è chi si rassegna all&#8217;idea di non riuscire a coglierne appieno il senso e chi, al contrario, combatte strenuamente nel tentativo di domarne la complessità e riportarla sui binari di una piena, per quanto illusoria, comprensione.<br />
Il drammaturgo in crisi creativa Caden Cotard (<a href="http://www.movielicious.it/2014/02/03/philip-seymour-hoffman-se-ne-andato-il-migliore-della-sua-generazione/"><strong>Philip Seymour Hoffman</strong></a>) appartiene evidentemente a questa seconda scuola.<br />
Scosso dopo essere stato abbandonato da una moglie in cerca di affermazione artistica e terrorizzato dai sintomi di una misteriosa malattia che gli stessi medici fanno fatica a definire, l&#8217;uomo decide di mettere in pausa la propria vita o, quantomeno, di imporle un ordine, ricostruendola in ogni suo più piccolo particolare all&#8217;interno di un enorme teatro di posa (da qui il riferimento alla sineddoche) e ingaggiando degli attori per rappresentare ciò che gli accade ogni giorno, quasi in tempo reale.<br />
Durante l&#8217;allestimento di questa folle messinscena però la sua esistenza, invece di acquisire linearità, si fa via via più complessa e Caden perde ben presto la percezione di ciò che è reale o fittizio e, più in generale, la concezione del tempo. Così quelle che percepisce come settimane sono in realtà anni, mentre osserva, impotente, le persone che ama mentre si allontanano.</p>
<p>A sei anni dalla sua uscita in patria, trova finalmente la via della distribuzione italiana la prima (e a tutt&#8217;oggi unica) incursione dietro la macchina da presa del geniale <strong>Charlie Kaufman</strong>, sceneggiatore dei primi due film di Spike Jonze (<em>Essere John Malkovich</em> e <em>Il ladro di orchidee</em>) e di <em>Se mi lasci ti cancello </em>di Michel Gondry.<br />
Se il principale motivo di questa atipica scelta non può non coincidere con la prematura scomparsa di Philip Seymour Hoffman, è però impossibile non notare come, di fatto, esista una correlazione piuttosto forte tra questo film e le vicissitudini personali del suo protagonista.<br />
Si, perché <strong><em>Synecdoche, New York</em></strong>, così incentrato su quell&#8217;illusione del controllo che accompagna la vita di qualsiasi artista e che vede nella morte l&#8217;unico elemento impossibile da aggirare nell&#8217;arte e fine reale di qualsiasi vita/rappresentazione, è un&#8217;opera che parla di morte sin dalle sue prime immagini.<br />
Lo fa nella maniera arzigogolata e a tratti ricca di invenzioni notevoli, ma anche involuta e poco chiara, tipica dello stile di Charlie Kaufman.<br />
Il &#8220;caos organizzato&#8221; dei suoi script, che altrove doveva fare i conti con l&#8217;immaginario altrui, raggiungendo così una sorta di equilibrio sottile tra ordine e disordine (spesso a stento, come nel caso di <em>Confessioni di una mente pericolosa</em> di George Clooney) in questa occasione è invece libero di deflagrare, con risultati che non aiutano &#8211; anzi spesso ledono &#8211; la comprensione di un film, almeno sulla carta, pregevole.<br />
C&#8217;è proprio un momento preciso, che coincide con l&#8217;inizio della rappresentazione teatrale alla base della storia, in cui si avverte in modo netto l&#8217;inizio di uno scarto, destinato a diventare sempre più incolmabile con il passare dei minuti, tra le ciclopiche ambizioni di Kaufman e i suoi sforzi per imbrigliarle in una struttura narrativa solida. Tutto questo trasforma <em>Synecdoche, New York </em>in un &#8220;geniale&#8221; pasticcio postmoderno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/synecdoche_new_york_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37340" title="synecdoche_new_york_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/synecdoche_new_york_2.jpg" alt="" width="500" height="215" /></a></p>
<p>E se da un lato dispiace anche solo per le aspettative (irrimediabilmente deluse) che era lecito nutrire verso l&#8217;esordio alla regia di Kaufman, dall&#8217;altro è impossibile non salutare l&#8217;interpretazione di Philip Seymour Hoffman come la sua migliore performance in una carriera breve, ma pressoché priva di passi falsi &#8211; <em>Flawless &#8211; Senza difetti</em> (nomen omen) a parte &#8211; e forse superiore anche al Lancaster Dodd del bellissimo <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/02/the-master/"><em>The Master</em></a>.<br />
Ci sono un&#8217;inquietudine e un dolore infiniti sul suo volto, declinati in accezioni così tenui e sottopelle da non sembrare neanche frutto del mestiere di un attore, ma emotività allo stato puro.<br />
Perché chi ne ha seguito le gesta sa che solo di rado Seymour Hoffman si è limitato a recitare.<br />
Il più delle volte vestiva i ruoli con aderenza totale e perfetta, fino a diventare il personaggio stesso, senza alcun ricorso a trucchetti mimetici da Actor&#8217;s Studio, con la foga di chi, ogni volta, recita come se fosse l&#8217;ultima.<br />
Ecco, se non fosse per questo immenso Philip Seymour Hoffman il voto al film sarebbe anche un po&#8217; più basso.<br />
Anzi, se non fosse per Philip Seymour Hoffman questo film probabilmente avrebbe continuato a girare per anni, sotto forma di DVD import, nelle cineteche private della maggior parte dei cinefili italiani.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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