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	<title>Movielicious &#187; Seth Rogen</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Sausage Party &#8211; Vita segreta di una salsiccia</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 08:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Evan Goldberg]]></category>
		<category><![CDATA[Greg Tiernan]]></category>
		<category><![CDATA[Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia]]></category>
		<category><![CDATA[Seth Rogen]]></category>

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		<description><![CDATA[Cibo e sesso: lo scorrettissimo cartoon scritto da Seth Rogen ed Evan Goldberg è l'ultima frontiera]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Sausage Party, USA 2016)<br />
Uscita: 31 ottobre 2016<br />
Regia: Conrad Vernon, Greg Tiernan<br />
Con: Simone Mori, Rossella Acerbo, Pasquale Anselmo<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/sausage-party.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54453" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/sausage-party.jpg" alt="sausage-party" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il rischio più elevato che corre un autore di parodie, è che il suo prodotto possa essere una brutta versione dell&#8217;oggetto che intende mettere in ridicolo. E quei folli di <strong>Seth Rogen</strong> ed <strong>Evan Goldberg</strong>, già autori di <em>Facciamola finita</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/29/the-interview-15-milioni-in-4-giorni/" target="_blank"><em>The Interview</em></a>, lo sanno bene. Sarà per questo che <em><strong>Sausage Party &#8211; Vita segreta di una salsiccia</strong></em>, ultima loro fatica da sceneggiatiori, non corre questo rischio, tanto riesce ad essere scorretto verso tutto e tutti attraverso battute taglienti e folgoranti. La storia ruota attorno a una variegata comitiva di alimenti (tra cui il w<span class="st"><em>ü</em></span>rstel Frank che ha come unico desiderio quello di entrare nella sua panina Brenda)  che scoprono brutalmente il proprio destino e si lanciano in una scombinata fuga per rivelarlo al mondo. Lo scopo è salvare tutti i prodotti del supermercato prima delle tradizionali grigliate del 4 luglio per festeggiare l&#8217;Independence Day.</p>
<p>I registi <strong>Greg Tiernan</strong> e <strong>Conrad Vernon</strong> (<em>Madagascar 3</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/30/mostri-contro-alieni-2/" target="_blank"><em>Mostri Contro Alieni</em></a>) coordinano questa strampalata combriccola di alimenti dalle forme volutamente equivoche e dai caratteri e dagli orientamenti piuttosto definiti: si va da un taco omosessuale a una focaccia araba che disserta di religione con un bagel ebreo, da un villain che ha le fattezze di una lavanda vaginale fino a un sapiente chewin-gum in sedia a rotelle che parla come Stephen Hawking. Il tutto condito da ritmo, citazioni e doppi sensi più o meno espliciti. Il risultato è un tripudio di <strong>volgarità</strong> e <strong>irriverenza</strong> accentuate ancora di più dal fatto che ad esserne protagonisti sono dei cibi cartoon che hanno i guanti bianchi alle mani proprio come Mickey Mouse e altri personaggi di casa Disney che <strong><em>Sausage Party &#8211; Vita segreta di una salsiccia</em></strong> si diverte a prendere in giro, star indiscusse di quei cartoon edulcorati e politicamente corretti che effettivamente avevano bisogno di una lezione.</p>
<p>Missione compiuta, dunque. Tanto che la Motion Picture Association of America (l&#8217;associazione che negli States si occupa di assegnare ai film il visto censura) ha bollato il film con una R, che sta per &#8220;vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto&#8221;, e si tratta del primo cartoon realizzato in computer grafica ad aver ottenuto questo trattamento. Il linguaggio scurrile e la creatività di Rogen e Goldberg non conoscono davvero freni (ma tra gli autori del soggetto c&#8217;è anche <strong>Jonah Hill</strong>, che nella versione originale doppia anche uno dei salsicciotti) e riescono ad inventare un mondo follemente immaginario eppure credibile, che si tiene in piedi grazie a una storia dotata di una forte coerenza interna.</p>
<p>Dopo tutto questo, sembra superfluo aggiungere che <em><strong>Sausage Party &#8211; Vita segreta di una salsiccia</strong></em> non è un film per bambini. Ma quando cresceranno un po&#8217; siamo certi che lo ameranno.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Cattivi vicini 2</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/30/cattivi-vicini-2-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 11:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cattivi vicini 2]]></category>
		<category><![CDATA[Chloë Grace Moretz]]></category>
		<category><![CDATA[Nicholas Stoller]]></category>
		<category><![CDATA[Rose Byrne]]></category>
		<category><![CDATA[Seth Rogen]]></category>
		<category><![CDATA[Zac Efron]]></category>

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		<description><![CDATA[Zac Efron e Seth Rogen alle prese con una sorority di studentesse emancipate.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Neighbors 2: Sorority Rising, USA 2016)<br />
Uscita: 30 giugno 2016<br />
Regia: Nicholas Stoller<br />
Con: Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne,  Chloë Grace More<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cattivi_Vicini_2_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53423" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cattivi_Vicini_2_1.jpg" alt="Cattivi_Vicini_2_1" width="640" height="416" /></a></p>
<p>In fondo la formula alla base di <em><strong>Cattivi vicini</strong></em> è piuttosto semplice. Prendere la tipica commedia sui trentenni e le loro difficoltà a entrare nell’età adulta &#8211; sintetizzata in maniera perfetta da Judd Apatow in film come <em>Molto incinta</em> e <em>Un disastro di ragazza</em> – e, una volta epurata dei suoi sottotesti più amari e autoriali, ibridarla con il college movie anni 80 à la <em>Porkys</em>.<br />
E, in tal senso, il film del 2014 il suo lavoro lo faceva, posizionandosi a metà strada tra la scorrettezza politica di certe gag fisiche ai limiti del buon gusto (detto nella migliore accezione possibile) e la morale un consolatoria che vuole che qualsiasi conflitto presente sullo schermo vada comunque risolto prima dei titoli di coda.<br />
E allora riecco gli sposini Mac (<strong>Seth Rogen</strong>) e Kelly (<strong>Rose Byrne</strong>) in attesa dell’arrivo di un secondo figlio e in procinto di vendere casa.<br />
La casa accanto non è più occupata da una confraternita, bensì dalla sua scatenata declinazione femminile: un trio di matricole guidate da Shelby (<strong>Chloe Grace Moretz</strong>), irrefrenabile leader intenzionata a ribaltare gli stereotipi sessisti alla base di molte delle regole delle associazioni studentesche.<br />
Tutto ciò con il serio rischio di far saltare la vendita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cattivi_Vicini_2_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53424" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cattivi_Vicini_2_2.jpg" alt="Cattivi_Vicini_2_2" width="644" height="387" /></a></p>
<p>Il concetto è più o meno lo stesso alla base dei due sequel di <em>Una notte da leoni</em>, ossia costruire una dinamica in tutto e per tutto simile a quella del primo film cambiando solo di poco (in realtà quasi per nulla) gli elementi in campo.<br />
Laddove però anche Todd Phillips se la cavava per il rotto della cuffia, spostando solo la location e lasciando i tre protagonisti liberi di far danni e poi perdere la memoria, in una coazione a ripetere fortemente debitrice di certi pattern televisivi, qui il giochino riesce meno.<br />
Non che non ci si diverta, anzi, <em><strong>Cattivi vicini 2</strong></em> si apre con una delle scene di sesso coniugale più disgustose (detto sempre in senso buono) che si siano mai viste al cinema.<br />
Semplicemente l’introduzione di nuovi personaggi (principalmente Chloe Grace Moretz) splitta in due tutta la prima parte del film, col risultato di renderla meno fluida e, soprattutto, di ridurre di molto lo spazio d’azione di un animale comico come Seth Rogen, indiscusso deus ex machina del progetto.<br />
Se infatti, da un lato, questa scelta segue un preciso processo di “femminilizzazione” della commedia americana ( basti pensare all’intera filmografia di Paul Feig) che vede la donna sempre meno soggetta alla subalternità dei ruoli e sempre più elemento comico indipendente dalla sua controparte maschile, c’è da dire che i momenti più divertenti del film restano quelli legati allo scontro, non privo di una velata accezione omoerotica, tra i due antitetici tipi di virilità veicolati da Rogen e <strong>Zac Efron</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo, in particolare e a dispetto delle sue limitatissime capacità attoriali, cresce inaspettatamente di spessore rispetto al primo <em>Cattivi vicini</em>.<br />
Anzi, è proprio la sua totale fissità espressiva ad amplificare la sensazione di spaesamento tipica di chi, di fronte a un futuro per il quale non è in alcun modo preparato, decide di restare ancorato in maniera un po’ goffa ai giorni di gloria del college.<br />
Come dicevamo all’inizio, poi, resta il gusto per certa comicità amabilmente fisica (che immaginiamo per lo più frutto della penna di Seth Rogen, sempre di più autore che semplice interprete) e la freschezza anarchica di un linguaggio che tenta in ogni modo di opporsi al buonismo ormai imperante nella cultura di massa d’oltreoceano.<br />
Questo per dire di come sia confortante vedere un film che ritrae un gruppo di ragazzi che fumano tranquillamente marijuana senza che questo li connoti per forza come devianti.<br />
O una bambina di cinque anni giocare con un dildo lasciato inavvertitamente in giro da una madre distratta.<br />
Le singole situazioni quindi sono anche indovinate.<br />
Ciò che invece mostra un po’ più la corda è proprio la struttura generale che, se logora già al secondo tentativo, evidentemente andrebbe cambiata.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Sausage Party, il trailer del cartoon di Seth Rogen</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 06:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prime irriverenti immagini del film d'animazione vietato ai minori.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/sausage-party.png"><img class="alignnone size-full wp-image-52341" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/sausage-party.png" alt="sausage-party" width="529" height="297" /></a></p>
<p>È approdato in rete il primo trailer di <em><strong>Sausage Party</strong></em> l’irriverente commedia animata vietata ai minori creata da <strong>Seth Rogen</strong> ed<strong> Evan Goldberg</strong> e diretto da  Greg Tiernan e Conrad Vernon. I personaggi avranno le voci di <strong>Jonah Hill</strong>,<strong> Salma Hayek</strong>,<strong> Edward Norton</strong>,<strong> James Franco e Michael Cera</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9VoNgLnjzVg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La storia del film ruota attorno al viaggio di una salsiccia caduta dal carrello della spesa che inizierà un’avventura per tornare dai suoi amici in tempo per il 4 luglio, l&#8217;Independence Day americano. La data di uscita di <em>Sausage Party</em> negli States è fissata per il 12 agosto.</p>
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		<title>Steve Jobs</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/20/steve-jobs-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 11:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 21 genaio 2016<br />
Regia: Danny Boyle<br />
Con: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Steve_Jobs_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51701" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Steve_Jobs_1.jpg" alt="Steve_Jobs_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo la poco felice pellicola del 2013 con Ashton Kutcher nei panni del tycoon della Apple, subito archiviata e condannata alla naftalina e l&#8217;interessante documentario di Alex Gibney, <em>Steve Jobs: The Man in the Machine</em>, ci hanno pensato <strong>Danny Boyle</strong> (regia) e <strong>Aaron Sorkin</strong> (sceneggiatura) a mostrare agli spettatori un biopic diverso, atipico e per certi versi spiazzante su quel magnate dalle intuizioni d&#8217;oro e pioniere della rivoluzione digitale scomparso nel 2011 che rispondeva al nome di Steve Jobs. Tratto dal bestseller di Walter Isaacson, il libro più completo e accreditato tra tutti quelli dedicati alla vita del co-fondatore della Apple, il film ha un ritmo impressionante, scandito da dialoghi fulminei, brevi tregue che lasciano giusto il tempo di riprendere fiato e faccia a faccia improvvisi tra i protagonisti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/steve-jobs-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51702" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/steve-jobs-2.jpg" alt="Film Title: Steve Jobs" width="640" height="427" /></a></p>
<p>La presentazione del primo Macintosh, nel 1984, al De Anza Community College di Cupertino, in California; quella del computer cubico per la NeXT, avvenuta quattro anni dopo all’Opera House di San Francisco. E quella, trionfale, dell’ iMac, nel 1998, sempre a San Francisco. Veniamo invitati a seguire la vita e il pensiero di Steve Jobs (uno strepitoso <strong>Michael Fassbender</strong>) attraverso questi eventi, nel camerino del protagonista o nei corridoi dei teatri in cui stanno per verificarsi. Tutti sembrano voler parlare con lui prima che vada in scena, da sua figlia Lisa alla madre della piccola Chrisann Brennan (<strong>Katherine Waterston</strong>), da Steve Wozniak (<strong>Seth Rogen</strong>) al CEO Apple John Sculley (<strong>Jeff Daniels</strong>), personaggi che si presentano come tanti inconvenienti sotto forma di esseri umani, che di volta in volta tirano fuori un lato di Jobs, mostrando a chi guarda le sue innumerevoli facce.</p>
<p><em><strong>Steve Jobs</strong></em> è un film freudiano e lo è per un motivo ben preciso: perché evidenzia le devastanti debolezze private di un uomo che nel pubblico veniva venerato da milioni di fan adoranti, proprio come una rockstar. Tentando di far luce sui motivi della sua proverbiale intrattabilità, incapace di superare il trauma della propria adozione e di conseguenza di stabilire un rapporto &#8220;normale&#8221; con la figlia Lisa, nata nel 1978 ma da lui riconosciuta solo otto anni più tardi, il Jobs di Boyle è il protagonista di un dramma in tre atti, in cui quello che viene mostrato non corrisponde alla verità storica e non lo pretende. Il regista Premio Oscar per <em>The Millionaire</em> stupisce per la sensibilità e l&#8217;intelligenza che dimostra nel &#8220;mettersi da parte&#8221; (connotando visivamente ognuna delle tre parti in cui il film è diviso quasi esclusivamente attraverso l&#8217;utilizzo di supporti diversi, il primo in 16mm il secondo in 35mm e il terzo in digitale) al servizio del cadenzato script di Aaron Sorkin (un vero mistero la sua mancata candidatura all&#8217;Oscar per questa sceneggiatura), che arriva a stordire chi guarda per mezzo di un tour de force di serratissimi botta e risposta. Con un copione del genere, per gli attori non deve essere stato semplice tenere il passo. Ma Fassbender dà prova ancora una volta della sua versatilità e ci presenta un iconico e inafferrabile Jobs, tanto affascinante quanto arido, tanto ambizioso e sfrontato quanto fragile e contraddittorio. Al suo fianco una strepitosa Kate Winslet nei panni della responsabile dell&#8217;ufficio marketing Joanna Hoffman e gli ottimi Seth Rogen e Jeff Daniels.</p>
<p>Il risultato è una tragedia in tre atti lontana anni luce dal teatro filmato che, nell&#8217;assumersi un rischio consistente nel portare avanti l&#8217;ambizione di ricostruire in modo bizzarro e non lineare la vita del tycoon di Cupertino, ne esce incredibilmente vincitrice.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Danny Boyle: &#8220;Il mio Steve Jobs, dispotico e arrogante&#8221;</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/18/danny-boyle-il-mio-steve-jobs-dispotico-e-arrogante-ma-pieno-di-debolezze/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 13:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista inglese a Roma per presentare il film sul fondatore della Apple. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Danny_Boyle_Steve_Jobs.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50848" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Danny_Boyle_Steve_Jobs.jpg" alt="Danny_Boyle_Steve_Jobs" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Arriverà nelle sale il prossimo <strong>21 gennaio</strong> distribuito da Universal <strong>Steve Jobs</strong>, controverso biopic sul visionario fondatore della <strong>Apple</strong>, ma ieri sera il regista del film, <strong>Danny Boyle</strong>, era a Roma per presentare la sua ultima fatica alla stampa italiana. Basato su una sceneggiatura del Premio Oscar <strong>Aaron Sorkin</strong> (l&#8217;autore di <em>Moneyball</em> e <em>The Social Network</em>) tratta dalla biografia di Walter Isaacson che ha venduto milioni di copie, vede protagonista un sorprendente <strong>Michael Fassbender</strong> che interpreta Jobs, seguito nei momenti che precedono il lancio di tre prodotti rivoluzionari, il Macintosh, il Next e l&#8217;iMac. Il film di Boyle punta l&#8217;accento sul carattere dispotico e arrogante di Steve Jobs, ma anche sulla sua umanità: viene infatti raccontata l&#8217;evoluzione del suo rapporto con la figlia Lisa, che inizialmente non voleva riconoscere e che poi diventerà una figura molto importante nella sua vita. Accanto a Fassbender, una straordinaria <strong>Kate Winslet</strong> nella parte di Joanna Hoffman, suo braccio destro, <strong>Seth Rogen</strong> in quella di Steve Wozniak, co-fondatore della Apple e <strong>Jeff Daniels</strong> nei panni di John Sculley, amministratore delegato della Apple dal 1983 al 1993 e presidente della Pepsi Cola.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Steve_Jobs.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50850" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Steve_Jobs.jpg" alt="Steve_Jobs" width="620" height="385" /></a></p>
<p><strong><em>Steve Jobs</em> è un biopic decisamente sui generis.</strong><br />
“Sì, lo è. Lo script di Sorkin è bellissimo e sono stato entusiasta quando mi hanno proposto il progetto perchè avevo adorato <em>The Social Network</em>. Con Aaron abbiamo scelto tre momenti chiave della vita di Jobs. Il 1984, con il lancio del Mac che è stato un evento rivoluzionario e ha sancito la fine del monopolio Ibm. Il 1988 con la presentazione del Nexus, interessante soprattutto per mostrare il lato affabulatore di Jobs, la sua capacità di rinascere e di rimettersi in carreggiata anche dopo  un grave insuccesso. E per finire Il 1998, anno che segna il ritorno di Jobs all’Apple e il lancio dell’iMac, il primo computer concepito come oggetto di design. E&#8217; un modo del tutto nuovo per affrontare il genere biopic e abbiamo adottato tre formati differenti, il 16mm, il 35mm e il digitale proprio per sottolineare l&#8217;importanza di ciascuno di questi tre periodi&#8221;.</p>
<p><strong>Che immagine si è fatto di Steve Jobs mentre lavorava al film?</strong><br />
&#8220;Credo che dal film sia evidente che Steve Jobs non è affatto il mio eroe, ma  ha indubbiamente cambiato il nostro mondo. In molti lo hanno criticato, accusandolo di non avere alcuna preparazione specifica, infatti non era un tecnico, né un programmatore, ma aveva questo modo di vedere il futuro e di manipolarlo a proprio piacimento che era davvero una dote rara e speciale. La cosa che mi ha affascinato di più mano mano che entravo in questa storia è stato mettere in luce il dolore di Steve Jobs. Nell&#8217;84 ha già più di 400 milioni di dollari e non riesce a superare di essere stato abbandonato dai genitori biologici, un dolore che lo ha formato e che si porterà dentro tutta la vita. Per questo era diventato un maniaco del controllo e sempre per questo era fondamentale per lui creare prodotti end-to-end.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Steve_Jobs_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50851" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Steve_Jobs_2.jpg" alt="Film Title: Steve Jobs" width="838" height="559" /></a></p>
<p><strong>Il suo film ha incontrato non poche difficoltà, soprattutto dalla vedova di Jobs che ha cercato di ostacolarne la realizzazione in ogni modo.</strong><br />
&#8220;Esatto, la vedova di Steve non lo voleva, è stata molto ostile al progetto e ha chiamato tutti gli attori con cui volevo lavorare per dissuaderli. Ok, bisogna rispettare il dolore delle persone ma io ho deciso lo stesso di fare il film. Come dicevo prima, Jobs non è una persona che voglio esaltare, io ero semplicemente interessato alla sua storia. Continuo a credere che non sarebbe stato giusto fermarsi per questo, perché Jobs ha cambiato per sempre le nostre vite e credo sia giusto raccontare la sua storia, tra l&#8217;altro ispirata ad un libro voluto da lui stesso, una biografia autorizzata e decisamente obiettiva.</p>
<p><strong>E con Steve Wozniak, come sono andate le cose?</strong><br />
In modo del tutto diverso, e menomale! Wozniak ci ha aiutato molto durante le riprese, è una persona stupenda. Si è creato un bel rapporto con Seth Rogen, che lo interpreta nel film. Woz ha vissuto spesso all’ombra di Jobs e del suo genio totalizzante, mentre lui è il suo esatto contrario, una persona estremamente tranquilla che ci ha aiutato molto nella realizzazione del film. Io mi sento molto più vicino al suo pensiero e alla sua filosofia di vita, Woz è la persona migliore del mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Mr. Boyle, ora non le rimane che dirigere un film di James Bond. Accetterebbe?</strong><br />
Beh, avendo già diretto Daniel Craig in veste di 007 per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra, capisco che si possa pensare a me, ma non potrei mai fare il regista di un film su James Bond. Sono un fan della serie e li vado a vedere, ma non posso dirigere film dove non è possibile contraddire in alcun modo la natura di base del personaggio centrale&#8221;.</p>
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