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	<title>Movielicious &#187; Stephen Frears</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tutti pazzi per Meryl</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 20:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Streep alla Festa di Roma presenta il film su Florence Foster Jenkins, nelle sale a dicembre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Meryl_Streep_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54390" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Meryl_Streep_2.jpg" alt="Meryl_Streep_2" width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>Meryl Streep</strong> è alla <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> per presentare <a href="http://www.movielicious.it/2016/10/20/florence-foster-jenkins/" target="_blank"><strong><em>Florence</em></strong></a>, il film diretto da <strong>Stephen Frears</strong> sulla ricca ereditiera <strong>Florence Foster Jankins</strong> che aspirò alla carriera di cantante lirica pur senza aver talento.<br />
E se l’emozione di avere davanti una leggenda vivente del cinema non fosse già abbastanza &#8211; roba che a dare una rapida scorsa alla sua ormai quarantennale filmografia gira la testa &#8211; l’incontro con la stampa è l’occasione per scoprire come dietro a quella che viene ritenuta, a giusto titolo, la migliore attrice vivente ci sia anche una donna colta e spiritosa.<br />
Esaustiva e mai banale nelle risposte, Meryl Streep è l’antidiva per eccellenza e starla ad ascoltare è un piacere enorme, amplificato anche da anni di risposte monosillabiche strappate di forza a star visibilmente annoiate.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Meryl_Streep_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54391" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Meryl_Streep_1-1024x683.jpg" alt="'Florence Foster Jenkins' Photocall - 11th Rome Film Festival" width="650" height="433" /></a></p>
<p><strong>In <em>Florence</em> lei recita il ruolo di una cantante priva di talento.</strong><br />
Non trova che ci sia sempre qualcosa di struggente nelle persone che hanno tanta passione ma pochissimo talento?<br />
Mi piace molto come idea, credo che la riprenderò in tutte le mie prossime interviste. Il film parla di passioni di tutti i tipi &#8211; per il proprio lavoro, per una persona &#8211; e di quello che facciamo in nome dell’amore pur di sostenerci a vicenda.<br />
Credo che cantare senza passione sia il più grave peccato possibile. Certo, cantare con passione ma senza talento può essere un problema, ma può anche essere che ci si diverta.</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/20/florence-foster-jenkins/" target="_blank">LA RECENSIONE DI FLORENCE</a></strong></p>
<p><strong>In che modo si è preparata ad affrontare il personaggio, realmente esistito, di Florence Foster Jenkins?</strong><br />
Ho fatto senz’altro una preparazione significativa per poter cantare nel modo migliore possibile, così da ottenere la voce che <em>Florence</em> sentiva nella propria testa.<br />
A tal proposito ricordo di aver ascoltato, tempo fa, George Gershwin suonare accompagnandosi con la voce. Il suono che noi sentivamo era stonato.  Ora, presumibilmente Gershwin sapeva benissimo quale era la nota giusta, il che mi è stato utile per capire cosa sentiva Florence nella sua testa.</p>
<p><strong>Il suo personaggio viene protetto dalle recensioni negative con amore da Hugh Grant. Le è mai capitato in carriera di dover essere protetta da una recensione negativa e, quando esce un suo film, quali recensioni legge prima?</strong><br />
Oh, io non leggo mai le recensioni; non sai mai se magari dietro vi si possa celare un’imboscata che può essere dolorosa, specialmente adesso che molti giornalisti cercano di attaccarti in relazione all’età o all’aspetto fisico.<br />
In ogni caso credo di essere stata protetta anch’io dalle critiche. Da persone che mi vogliono bene: ad esempio mio marito che, quando mi parla di quello che legge su di me, mi dice sempre “tutto bellissimo”. È un atto d’amore che capisco. Ed è così che sopravviviamo.</p>
<p><strong>Lei è un simbolo e una leggenda per diverse generazioni di spettatori. Sente un po’ il peso di questa responsabilità?</strong><br />
Innanzitutto grazie. E poi certo, avverto l’obbligo di smantellare un certo edificio. Succede di solito quando arrivo al lavoro, il primo giorno con gli altri attori.<br />
C’è questo mito che mi precede e che, nell’interazione con gli altri attori, non aiuta di certo.<br />
Così, a volte coscientemente ma la maggior parte delle volte in maniera inconsapevole, cerco di liberarmene.<br />
Magari lo faccio dimenticandomi le battute o spostandomi nella direzione sbagliata rispetto alle indicazioni del regista, così gli altri si rilassano pensando “beh, magari non è poi così brava come pensavamo”.<br />
Anche <strong>Hugh Grant</strong> mi ha detto che aveva paura di recitare con me, ma sono tutte stronzate. Credo solo che fosse il suo modo di farmi un complimento.</p>
<p><strong>LA RECENSIONE DI FLORENCE</strong></p>
<p><strong>All’ultimo Festival di Berlino lei ha fatto un grandioso endorsement per <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/18/fuocoammare/" target="_blank">Fuocoammare</a></em> di Rosi. Ora che in corsa, non senza polemiche, per gli Oscar continuerà il suo lavoro di sostegno con l’Academy?</strong><br />
Assolutamente sì.<br />
Sono molto orgogliosa del fatto che la giuria di Berlino si sia espressa all’unanimità su <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/18/fuocoammare/" target="_blank">Fuocoammare</a></em> perché è un’opera unica. E, anche se noi americani siamo abituati al fenomeno dell’immigrazione, spesso per essere realmente toccati abbiamo bisogno di vedere un bambino che a stento cammina ricoperto di polvere. Gianfranco Rosi, in particolare, è riuscito a raccontare il male ma anche a suggerirci come sconfiggerlo e per questo credo che abbia ottime chance di vincere l’Oscar.</p>
<p><strong>Per Florence l’arte diventa una ragione di vita, nel suo caso la musica. Per lei, alla luce di una straordinaria carriera quarantennale, cosa vuol dire oggi fare cinema?</strong><br />
Significa esattamente la stessa cosa di quando ho cominciato. Tutti le donne che mi trovo a interpretare hanno la stessa importanza della prima della prima nei cui panni mi hanno chiesto di mettermi. Forse cambia giusto la perdita della memoria a breve termine ma non percepisco un calo dell’entusiasmo nel mio approccio. Amo i miei personaggi e sento il dovere di farveli conoscere, di farvi vedere cosa so di ognuno di loro e tutti questi ruoli, nessuno escluso, meritano di avere un proprio posto.</p>
<p><strong>Quanto è difficile per lei nascondersi in un personaggio e non prevaricarlo?</strong><br />
Continuo a non percepire la recitazione come un mestiere.<br />
È un piacere colpevole (dice proprio così, guilty pleasure) che provo nel fare quello che faccio. mmagino di avere una vita diversa, di provenire da un altro luogo e di provare sentimenti diversi.<br />
È una cosa che dura sin da quando ero ragazzina, da quando ho cominciato a chiedermi come sarebbe stato essere, ad esempio, mia nonna e imitavo come camminava o mi creavo delle rughe sul viso con le mani.<br />
Ecco, quella curiosità credo sia stata l’inizio di tutto.<br />
Quando poi ti immergi in un personaggio e impari a soffrire con il suo dolore impari anche qualcosa del tuo dolore. Allo stesso modo, quando immagini la sua gioia ti senti sollevato. Sicuramente c’è un aspetto egoistico in questa cosa.</p>
<p><strong>Ha mai pensato di passare dall’altro lato della macchina da presa e dirigere un film?</strong><br />
Alcuni registi con cui ho lavorato ti direbbero che ho già provato a farlo. In realtà no, non ho mai sentito la necessità di diventare regista. Ammiro chi è capace di recitare e dirigere allo stesso tempo ma io amo solo recitare. Amo l’immersione, la soggettività, il non dover avere un punto di vista che sia globale.</p>
<p><strong>C’è attualmente un’attrice che lei pensa poter avere una carriera simile alla sua?</strong><br />
Credo senz’altro di aver aperto la strada ad alcune attrici che magari potranno avere una carriera che vada oltre i quarant’anni, età che ai miei tempi veniva considerato il limite per un’attrice.<br />
Poi dovevi aspettare fino a settant’anni per interpretare persone orribili ma Hollywood non sapeva che farsene di donne tra i quaranta e i cinquanta. Anche la televisione ha aperto molte di queste porte. Se devo farti il nome di un’attrice che ammiro ti dico <strong>Alba Rohrwacher</strong>. Credo sia speciale.</p>
<p><strong>Un’ultima domanda di natura politica. Potrebbe commentare il modo in cui ha vissuto questa campagna per le presidenziali, soprattutto in relazione ai messaggi sessisti di Trump?</strong><br />
Non credo di dovermi pronunciare sul sessismo di Trump. Credo che lui, in questo senso, stia già facendo un ottimo lavoro per conto suo. Penso solo che, tra una ventina di giorni, avremo Hillary Rodham Clinton come Presidente degli Stati Uniti e questa mi sembra una buona notizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Florence Foster Jenkins</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 14:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pronti a farvi torturare i timpani da Meryl Streep? Nel biopic di Stephen Frears è la soprano più stonata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., UK 2016)<br />
Regia: Stephen Frears<br />
Con: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg,<br />
Durata: 1 ora e 51 minuti<br />
Uscita: 22 dicembre 2016<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/florence-foster-jenkins1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54372" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/florence-foster-jenkins1.jpg" alt="florence-foster-jenkins1" width="634" height="312" /></a></p>
<p>E&#8217; stata definita la peggiore cantante della storia e la sua fu una vicenda che, nell&#8217;America tra le due guerre, seviziò le orecchie di numerosi membri dell&#8217;alta borghesia newyorkese. Le bizzarre gesta  di Florence Foster Jenkins, leggendaria ereditiera con il sogno di diventare una cantante lirica rivivono in questa commedia brillante diretta da <strong>Stephen Frears</strong> e interpretata con disinvoltura da <strong>Meryl Streep</strong> nei panni della protagonista e da <strong>Hugh Grant</strong>, in quelli del marito St. Clair Bayfield. Mecenate e amante della musica, la Jenkins fu sempre protetta da St. Clair e dal suo entourage, pensando davvero di avere una voce da usignolo. Ma quando, a 76 anni, decise di esibirsi in un concerto pubblico alla Carnegie Hall, davanti a 3000 persone, St. Clair non riuscì a mantenerla lontana dalle critiche e dalla derisione di pubblico e critica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Florence-Foster-Jenkins.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54373" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Florence-Foster-Jenkins.jpg" alt="Florence Foster Jenkins" width="980" height="551" /></a></p>
<p>Divertente, fresco e ben recitato, <em><strong>Florence</strong></em> arriva a breve distanza da quel <em>Marguerite</em> di Xavier Giannoli, presentato lo scorso anno a Venezia e in cui negli appariscenti abiti della soprano stonata c&#8217;era Catherine Front. I due film si somigliano davvero molto, forse un po&#8217; troppo, anche se la Streep riesce a caratterizzare il personaggio della Jenkins in modo unico, con un&#8217;ironia e uno sforzo di ugola non indifferente (chi l&#8217;ha vista e sentita cantare in <em>Mamma mia</em> o in<a href="http://www.movielicious.it/2015/04/02/into-the-woods/" target="_blank"> <em>Into the Woods</em></a> se lo può immaginare). Hugh Grant è un perfetto St. Clair, sempre pronto a sostenere gli svolazzi e le cadute della diva, nonostante il loro sia un matrimonio platonico. Tra i due attori regna una perfetta alchimia e i siparietti spassosi non mancano.<br />
Se la confezione risulta piuttosto impeccabile (dalla solida regia di Frears, ai notevoli costumi, così come la fotografia di un veterano come <strong>Danny Cohen</strong> &#8211;<em> Il Discorso del Re</em>, <em>Les Misérables</em>, <em>The Danish Girl</em>  quello che non convince in <strong>Florence</strong> è allora l&#8217;eccessiva frivolezza di alcuni passaggi che, nonostante il tono volutamente leggero dato alla pellicola, in alcuni momenti la fanno soffrire di un&#8217;eccessiva vacuità.</p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Florence Foster Jenkins, il trailer del film di Stephen Frears</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/02/17/florence-foster-jenkins-il-trailer-del-film-di-stephen-frears/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 17:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meryl Streep e Hugh Grant nel biopic sulla soprano stonata.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/florence-foster-jenkins.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52069" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/florence-foster-jenkins.jpg" alt="florence-foster-jenkins" width="600" height="338" /></a></p>
<p>E&#8217; stato appena rilasciato il trailer di <em><strong>Florence Foster Jenkins</strong></em>, la nuova pellicola diretta da <strong>Stephen Frears</strong>, incentrata sulla storia della cantante lirica diventata famosa per la sua palese mancanza di doti canore. Interpretato da <strong>Meryl Streep</strong>, nei panni della protagonista, e da<strong> Hugh Grant</strong>, in quelli del suo compagno e manager <strong>St Clair Bayfield</strong>, il film, che ha nel cast anche <strong>Rebecca Ferguson</strong>,  arriverà nelle sale inglesi a maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/zjG0fMpyblM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: <em>Il film di Frears narra la storia di Florence Foster Jenkins, ereditiera di New York ossessionata dall’idea di diventare una cantante d’opera. La sua voce, però, era orribile, seppur  lei la percepisse nella sua testa come bellissima. St. Clair Bayfield, un aristocratico inglese che per diletto faceva l’attore, voleva proteggere la sua amata dalla verità. Ma quando lei decise di tenere un concerto alla Carnegie Hall nel 1944, lui non seppe più come nasconderle la verità.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Program</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/07/the-program/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 08:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stephen Frears racconta con maestria l'ascesa e il declino del ciclista texano Lance Armstrong, straordinariamente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, U.K.  2015)<br />
Uscita: 8 ottobre 2015<br />
Regia: Stephen Frears<br />
Con: Ben Foster, Chris O&#8217;Dowd, Lee Pace, Dustin Hoffman<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the-program-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44797" title="the-program-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the-program-slide.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ascesa e caduta di uno dei miti sportivi più celebri e celebrati di sempre. Tra il 1999 e il 2006 <strong>Lance Armstrong</strong> vince sette Tour de France consecutivi, record tuttora imbattuto nella storia della corsa francese.<br />
Giusto un attimo prima di iniziare a vincere tutto, però,  il ciclista ha la meglio nella sua gara più importante, quella che lo porta a sconfiggere il cancro, diventando ben presto uno dei più celebri testimonial della ricerca scientifica contro la malattia. Non tutti però credono alla favola di questo atleta rinato dalle sue stesse ceneri. Il giornalista inglese David Walsh, ad esempio, comincia ben presto a interrogarsi sulla possibilità che ci sia più di un legame tra Armstrong e il dilagante fenomeno del doping.<br />
All&#8217;inizio si scontra con un muro di silenzio ma, pian piano che la verità inizia ad affiorare, ciò che il cronista si ritrova per le mani è la storia di una delle più grandi truffe sportive della storia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_program_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44798" title="the_program_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_program_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ci sono ben pochi dubbi sul fatto che <strong>Stephen Frears</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 74 anni, sia uno dei registi più versatili in circolazione. Perfettamente a proprio agio sia che si tratti di svelare i retroscena della Corona inglese in <em>The Queen</em> che di tradurre in immagini romanzi tra di loro agli antipodi &#8211; si va da <em>Le relazioni pericolose</em> di Choderlos de Laclos ad <em>Alta fedeltà</em> di Nick Hornby, passando per l&#8217;eccezionale <em>Rischiose abitudini</em> di Jim Thompson &#8211;  il regista inglese è sempre apparso restio all&#8217;idea di sviluppare uno stile che ne connotasse l&#8217;opera in maniera forte, preferendo invece affrontare ogni film con spirito vergine, attitudine assai rara per un uomo di cinema con più di quarant&#8217;anni di attività alle spalle.<br />
Quasi naturale quindi che, dopo il successo di <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/17/philomena/" target="_blank"><em>Philomena</em></a>, Frears abbia avvertito l&#8217;esigenza di non adagiarsi sugli allori per confrontarsi invece con il biopic di uno degli atleti più contraddittori e discussi del nostro secolo.<br />
Materia piuttosto spinosa ma, al contempo, ghiotta perché le vicende di Lance Armstrong riflettono la definitiva perdita dell&#8217;innocenza di uno sport fino ad allora considerato ancora puro e la conseguente distruzione di una delle tante declinazioni di sogno americano.<br />
A sostenere il regista in questa sfida c&#8217;è poi il notevole script di <strong>John Hodges</strong> (collaboratore abituale di Danny Boyle) che, evidentemente poco interessato al ciclismo o ai meriti sportivi di Lance Armstrong, si limita a vederlo come una sorta di tossico di lusso, sostanzialmente un cugino ricco degli eroinomani di <em>Trainspotting</em>. Solo che, se Renton e Sick Boy sviluppavano la loro dipendenza per pura pigrizia o per paura di mettersi alla prova, Armstrong è mosso al contrario da un&#8217;ambizione spropositata, pari solo alla sua consapevolezza di non avere i mezzi naturali per assecondarla.</p>
<p>Il film è tutto qui, nello sguardo avido e allucinato di <strong>Ben Foster </strong>(il suo livello di immedesimazione con il ciclista è impressionante) e nell&#8217;enorme quantità di aghi che, tra flebo e iniezioni di EPO, riesce a infilarsi in vena. E soprattutto nella scelta di non mostrare mai Lance Armstrong come una vittima inconsapevole degli eventi, bensì come perfettamente a proprio agio all&#8217;interno di un sistema criminoso, organizzato di fatto come un&#8217;associazione mafiosa.<br />
In tal modo <strong><em>The Program</em></strong> crea un livello altissimo di complicità con uno spettatore perfettamente conscio, in ogni momento del film, delle oggettive responsabilità del protagonista anche prima che la sua parabola imbocchi l&#8217;inevitabile fase discendente.<br />
Se da un lato questa struttura è suscettibile di raffreddare il materiale narrativo spiegando tutto e subito, ne rappresenta, dall&#8217;altro, il vero valore aggiunto, che contribuisce ad allontanare il film dalla classica biografia di un personaggio noto per farne invece qualcosa di più complesso: una vera e propria epopea criminale che più che a <a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank"><em>Rush</em></a> (giusto per considerare un notevolissimo esempio recente di film a tema sportivo) sembra guardare idealmente a Scorsese e ai suoi Bravi ragazzi.<br />
La scelta di Stephen Frears come regista, in quest&#8217;ottica, è perfetta.Il suo sobrio profilo stilistico  asseconda infatti le pieghe di un racconto dall&#8217;andamento tortuoso, così pieno di ripide salite e cadute improvvise da risultare simile a quelle tappe del Tour che, volutamente, sceglie di mostrare il meno possibile. Quasi a suggerire come la storia di Lance Armstrong verrà ricordata più per il suo triste epilogo giudiziario che non per i tanti e non meritati trofei.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Il Papa non vedrà Philomena</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/02/04/il-papa-non-vedra-philomena/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 15:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[The Lost Child of Philomena Lee]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola con Judi Dench candidata all'Oscar non ha conquistato proprio tutti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/papa-francesco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34712" title="papa-francesco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/papa-francesco.jpg" alt="" width="278" height="252" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/philomena-judi-dench.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34713" title="philomena-judi-dench" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/philomena-judi-dench.jpg" alt="" width="250" height="252" /></a></p>
<p>Cinema e fede: un connubio che spesso risulta un po&#8217; scomodo. Come nel caso della &#8220;piccola&#8221; pellicola di Stephen Frears,<strong><em> <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/17/philomena/">Philomena</a></em></strong><a href="http://www.movielicious.it/2013/12/17/philomena/">,</a> presentata a Venezia lo scorso anno e finita tra i nove finalisti in lizza per l&#8217;<a href="http://www.movielicious.it/2014/01/16/oscar-2014-tutte-le-nomination/">Oscar al Miglior Film</a>. Il portavoce vaticano, <strong>Padre Federico Lombardi</strong>, ha risposto così a un giornalista che gli avrebbe chiesto se <strong>Papa Bergoglio</strong> avrebbe visto la pellicola: &#8220;Il Santo Padre non visiona personalmente dei film, e non lo farà  neppure in questo caso. Inoltre è sempre bene evitare che il Papa venga  utilizzato ai fini di una operazione di marketing&#8221;.</p>
<p>Tratto dal libro <strong>The Lost Child of Philomena Lee</strong>, di Martin Sixsmith, il film diretto da <strong>Stephen Frears </strong>e interpretato da<strong> Judy Dench</strong> e <strong>Steve Coogan</strong> racconta la storia vera di una donna che per cinquant&#8217;anni ha cercato il  figlio che le era stato strappato via dalle suore dell&#8217;istituto religioso  irlandese in cui aveva partorito, quando era appena adolescente, per essere dato in adozione a una famiglia americana.</p>
<p>Proprio in occasione della presentazione veneziana di <em>Philomena</em>, lo scorso settembre, Stephen Frears durante la conferenza stampa disse di essere &#8220;curioso di sapere se il Papa lo vedrà mai (&#8230;) Mi piace questo Papa. Non ho idea se la Chiesa grazie a lui stia facendo  un&#8217;operazione di rinnovamento di immagine, ma lo spero tanto. (&#8230;) E&#8217; anche vero però che il cattolicesimo è stato capace di fare cose  tremende alle persone&#8221;. Nel film di Frears ci sono alcuni passaggi in cui le suore che &#8220;accolsero&#8221; la giovanissima Philomena Lee e le altre ragazze allontanate dalle loro famiglie perché segnate come peccatrici, non vengono descritte esattamente come madri caritatevoli. Tutt&#8217;altro. Certo Bergoglio ci ha stupiti sotto molti fronti, chissà che non ci spiazzi ancora una volta e chieda di vedere <em>Philomena</em>.</p>
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