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	<title>Movielicious &#187; The Postman&#8217;s White Nights</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>L&#8217;affaire Koncalovskij e la Guerra Fredda tra Hollywood e Mosca</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 07:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista rifiuta di portare il suo film agli Oscar e la Russia pensa a ostacolare l'uscita di pellicole]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/andrej-koncalovskij.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39008" title="andrej-koncalovskij" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/andrej-koncalovskij.jpg" alt="" width="500" height="402" /></a></p>
<p>In questi giorni si stanno definendo i titoli dei candidati agli <strong>Oscar </strong>per il <strong>Miglior Film Straniero</strong>. l’Academy renderà nota entro fine anno una shortlist di nove titoli tra tutte le proposte ricevute e, il 15 gennaio 2015, la cinquina definitiva dei candidati di categoria. Felicità, anche se non unanime, per l&#8217;Italia, che spera che il suo cavallo, <em><strong>Il capitale umano</strong></em> di <strong>Paolo Virzì</strong>, possa correre fino alla fine, ma è il candidato Russo che sta facendo notizia. La proposta della Russia per gli Oscar 2015 è <strong><em>Leviathan</em></strong> di <strong>Andrei Zvyagintsev</strong>, vincitore del premio per la Miglior Sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes. Si tratta però di una seconda scelta, dopo il gran rifiuto di <strong>Andrei Koncalovskij</strong>, che ha preferito ritirare dalla preselezione il suo <a href="http://www.movielicious.it/2014/09/05/venezia-71-giorno-10-video/"><em><strong>The Postman’s White Nights</strong></em></a>, Leone d’Argento per la regia a <strong>Venezia71</strong>.</p>
<p>Kon?alovskij ha definito l’Oscar un premio «<em>sopravvalutato</em>», descrivendo la categoria del Miglior Film in Lingua Straniera un segno della «<em>segregazione che il cinema subisce da parte del mondo anglofono, il quale pretende di imporre ancora il suo dominio culturale</em>».<br />
«<em>Negli ultimi anni </em>— ha dichiarato il regista in una lettera aperta — <em>ho criticato aspramente l’hollywoodizzazione del mercato cinematografico russo e l’influenza negativa che il cinema americano commerciale ha sulla formazione del gusto e delle preferenze del nostro pubblico. Alla luce di tutto questo, partecipare alla competizione degli Oscar sarebbe assurdo da parte mia</em>».</p>
<p>Eppure ce lo ricordiamo tutti negli anni Ottata e Novanta alla regia di pellicole hollywoodiane al 100% come <strong><em>Tango &amp; Cash</em></strong> con Sylvester Stallone e Kurt Russel e <strong><em>A trenta secondi dalla fine</em></strong>, con Jon Voight. Certo cambiare idea (e ideali) è lecito, così come scegliere di non rappresentare la Russia durante la cerimonia degli Oscar il prossimo <strong>22 febbraio</strong>.</p>
<p>Ma questa presa di posizione piuttosto forte da parte di Andrej Koncalovskij è avvenuta in un momento storico particolarmente delicato, causa le vicende politiche e militari che vedono la Russia tra i paesi più coinvolti, che si stanno ripercuotendo anche sull&#8217;industria cinematografica. Così le sanzioni decise dalla comunità internazionale ai danni di Mosca, conseguenza delle posizioni prese dal Cremlino relativamente al conflitto militare in <strong>Ucraina</strong>, si stanno trasformando anche in un boicottaggio nei confronti dei film provenienti da Hollywood. E già si parla di introdurre una normativa che favorisca i film nazionali, che entro il prossimo anno dovrebbero arrivare a coprire almeno il 40% delle uscite e sbaragliare le pellicole americane che attualmente regnano sovrane (nel 2013, su 1,3 miliardi di dollari di incassi al box office, il 75% è stato ottenuto da produzioni statunitensi). Che si stia prospettando un ritorno alla <strong>Guerra Fredda</strong> anche in chiave culturale?</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 10 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 18:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Joe Dante con il divertente Burying the Ex, la delusione Good Kill di Andrew Niccol e il ritorno di Andrey]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38756" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg"><img class="size-full wp-image-38756" title="theeb1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg" alt="Il cast di Theeb" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Theeb</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Con l&#8217;approssimarsi delle battute finali della Mostra, Orizzonti affila gli artigli e presenta uno dei suoi concorrenti più indimenticabili, il film &#8211; immancabile in ogni edizione &#8211; su cui pubblico e critica si rompono la testa alla ricerca del motivo della sua esclusione dalla sezione principale. L&#8217;ottimo<strong><em> Theeb</em></strong>, opera prima dell&#8217;anglo-saudita <strong>Naji Abu Nowar</strong>, è tutto ciò che una buona manciata di titoli di Venezia71 avrebbero dovuto rappresentare, dall&#8217;esordio di eccellenti speranze promosso immediatamente fra i grandi (ciò che non è stato <em>Sivas</em>) alla reminiscenza storica con alle spalle il declino dell&#8217;Impero Ottomano (ciò che non è stato<em> The Cut</em>), ma soprattutto la metafisica traversata desertica come occasione per crescita e coscienza di sé (ciò che non è stato <em>Loin des hommes</em>).<br />
Formalmente ineccepibile e spettacolare (impensabile sia stato girato con un budget stiracchiato), fotografato con invidiabile eleganza, Theeb è un debutto già maturo e riconoscibile che, forse con la sola concorrenza dell&#8217;indiano Labour of Love, difficilmente si lascerà scappare il Premio de Laurentiis di questa edizione.</p>
<div id="attachment_38760" style="width: 418px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg"><img class="size-full wp-image-38760" title="postmanwhitenights1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg" alt="" width="408" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Andrej Konchalovskiy</p></div>
<p>Sarà che le aspettative erano bassine, specie se si considera il disastro stroncacarriere de Lo schiaccianoci 3D, ma il ritorno di <strong>Andrej Konchalovskiy</strong> al cinema d&#8217;autore puro, pur non collocandosi fra le vette dell&#8217;edizione, fa la sua discreta figura: <em><strong>Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna</strong></em> (<strong><em>The Postman&#8217;s White Nights</em></strong>) interrompe un interminabile declino fatto di marchette made in USA (si pensi solo a <em>Tango &amp; Cash</em>), di fiacchi adattamenti televisivi (l&#8217;imbarazzante <em>Odissea</em> con Armand Assante) e di resurrezioni solo apparenti (il mediocre La casa dei matti, generosissimamente ricompensato con il Gran Premio della Giuria a Venezia59) con un&#8217;operina che si ricollega idealmente agli esordi in piena era sovietica girati fra paesini e campagne prima del fluviale <em>Siberiade</em>. Proprio a pellicole come Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi viene da pensare assistendo a questo libero accumularsi di situazioni sulle sponde del lago Kenozero dove il tempo pare essersi fermato e a cui le vicine stazioni spaziali della regione di Arkhangelsk sembrano aver negato ogni diritto a esistere, dove ogni speranza di reinventarsi scoprendo la città è destinata al fallimento e dove non si riesce a essere padroni nemmeno dei lucci appena pescati sotto casa.</p>
<p>Konchalovskiy si prende i suoi tempi, indugia in episodi di vita quotidiana con il contributo fondamentale del suo cast di attori non professionisti imbastendo conversazioni e caratterizzazioni a tratti spassose, e anche se la tematica non è certo nuova e ogni tanto trascende nel patetico, la fattura è di prima classe e non mancano le immagini memorabili, a cominciare dai campi lunghi e lunghissimi sullo specchio d&#8217;acqua che assume forti connotati di protagonista.</p>
<div id="attachment_38763" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg"><img class="size-full wp-image-38763" title="alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Alexandra Daddario, Anton Yelchin e Ashley Greene</p></div>
<p>Se solo esistesse ancora la categoria, avremmo concluso la giornata di ieri con l&#8217;ideale film di Venezia Mezzanotte, andando in gloria al dodicesimo rintocco con una semplice e rinvigorente ora e mezza di spaventi a bilanciare il rigore dei giorni scorsi: ci volevano la cinefilia bulimica e incontrollata di quel mattacchione di <strong>Joe Dante</strong> e il suo <strong><em>Burying the Ex </em></strong>per riprendere fiato e per perderlo subito dopo con una sequenza pressoché ininterrotta di risate in un mondo orgogliosamente B fra Val Lewton, Mario Bava e papà Roger Corman &#8211; tutti, naturalmente, esplicitamente citati -, dove i canoni del teen movie e dell&#8217;horror da drive-in vengono allegramente tirati in ballo, ribaltati e presi per i fondelli. E così, fra stelline del calibro di <strong>Anton Yelchin</strong> (il Chekov del reboot di Star Trek), <strong>Ashley Greene</strong> (la Alice di Twilight) e <strong>Alexandra Daddario</strong> (la Lisa di True Detective) si manda festosamente il cervello in vacanza &#8211; anche se sottilmente si può vedere tutto come una fantasia sull&#8217;elaborazione del lutto -, con una libertà d&#8217;azione e un anticonformismo corroboranti (siamo di fronte a qualcosa di decisamente più provocante e di meno sessuofobo rispetto alla media del genere, in ambito mainstream).</p>
<p>Certo, alla fine viene il dubbio se ci sia ancora posto per nonno Dante in un&#8217;epoca dominata da eredi scatenatissimi come Edgar Wright, e il materiale non è tutto di prima mano (non manca la solita svomitazzata giallo-verde in stile L&#8217;esorcista), ma, se lo si prende per quello che è, un po&#8217; di sano divertimento cialtrone non fa mai troppo male.</p>
<div id="attachment_38765" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg"><img class="size-full wp-image-38765" title="good_kill_slide1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">January Jones, Ethan Hawke, Zoe Kravitz e Andrew Niccol </p></div>
<p>Si resta negli Stati Uniti &#8211; fin troppo, direi &#8211; per il film di chiusura del Concorso, il dramma bellico <em><strong>Good Kill</strong></em>, con cui il fantasioso <strong>Andrew Niccol</strong> rinuncia per una volta agli incubi distopici che popolano il suo cinema (<em>Gattaca</em>, <em>The Truman Show </em>&#8211; solo sceneggiatore -, <em>In Time</em>) per immergersi nella realtà comunque assurda e paradossale degli aggiornamenti e dell&#8217;involuzione dell&#8217;arte della guerra. Attraverso i patemi e i rimorsi di coscienza di un esperto pilota di droni (<strong>Ethan Hawke</strong>), l&#8217;autore di <em>Lord of War </em>vuole presentare il lato deumanizzato di operazioni militari condotte con lo stesso spirito di una partita alla Playstation, ma scade nel ritratto stereotipato e nel didascalismo (i membri dell&#8217;equipe sono, nell&#8217;ordine: il protagonista veterano tormentato e alcolizzato, la recluta promettente e coscienziosa che frigna di fronte ai monitor, lo stronzetto retrogrado e il colonnello paterno e progressivo) e in una visione d&#8217;insieme ambigua e artificiosa che non si sbaglierebbe a definire parafascista (gli USA restano pur sempre i legittimi poliziotti del mondo e il fine giustifica sempre i mezzi, anche quando si tratta di bombardare dei civili innocenti fino a prova contraria).</p>
<p>Se già un&#8217;opera controversa come <em>The Hurt Locker </em>suscitava sdegno nella sua idealizzazione del conflitto come necessità intrinseca all&#8217;essere umano, <em>Good Kill </em>fa pure peggio, con un atteggiamento autoassolutorio e reazionario da vomito che forse dal regista non ci si aspettava, sacrificando le sue rinomate intuizioni visive e confermandolo ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, come un soggettista straordinario, ma anche come uno sceneggiatore modesto e come un ancor peggior direttore di attori e regista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38766" title="nicijedete1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg" alt="" width="499" height="241" /></a></p>
<p>Conclude con un crescendo inarrestabile la Settimana della Critica &#8211; che si impone, a questo punto, come la divisione insospettabilmente più riuscita dell&#8217;edizione &#8211; il serbo <em><strong>Ni?ije dete</strong></em>: l&#8217;esordio del trentanovenne <strong>Vuk Rsumovic</strong> è forse la vetta di quanto visto finora nella sezione, una sorta di variazione del canone de Il Ragazzo selvaggio, ma laddove il piccolo protagonista truffautiano finiva nelle mani severe e amorevoli del pedagogo Jean Itard in un lungo processo di scoperta di sé, il meno fortunato Haris vive a cavallo dell&#8217;ultimo conflitto balcanico in una Serbia sporca, corrotta e ostile, verso un finale inevitabilmente destinato al campo di battaglia. Silenzioso, rigoroso e a tratti durissimo, Ni?ije dete è il candidato ideale al massimo riconoscimento della SIC e un esempio di cinema est-europeo di grande potenza espressiva.</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 10 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 18:50:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38756" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg"><img class="size-full wp-image-38756" title="theeb1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg" alt="Il cast di Theeb" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Theeb</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Con l&#8217;approssimarsi delle battute finali della Mostra, Orizzonti affila gli artigli e presenta uno dei suoi concorrenti più indimenticabili, il film &#8211; immancabile in ogni edizione &#8211; su cui pubblico e critica si rompono la testa alla ricerca del motivo della sua esclusione dalla sezione principale. L&#8217;ottimo<strong><em> Theeb</em></strong>, opera prima dell&#8217;anglo-saudita <strong>Naji Abu Nowar</strong>, è tutto ciò che una buona manciata di titoli di Venezia71 avrebbero dovuto rappresentare, dall&#8217;esordio di eccellenti speranze promosso immediatamente fra i grandi (ciò che non è stato <em>Sivas</em>) alla reminiscenza storica con alle spalle il declino dell&#8217;Impero Ottomano (ciò che non è stato<em> The Cut</em>), ma soprattutto la metafisica traversata desertica come occasione per crescita e coscienza di sé (ciò che non è stato <em>Loin des hommes</em>).<br />
Formalmente ineccepibile e spettacolare (impensabile sia stato girato con un budget stiracchiato), fotografato con invidiabile eleganza, Theeb è un debutto già maturo e riconoscibile che, forse con la sola concorrenza dell&#8217;indiano <em>Labour of Love</em>, difficilmente si lascerà scappare il Premio de Laurentiis di questa edizione.</p>
<div id="attachment_38760" style="width: 418px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg"><img class="size-full wp-image-38760 " title="postmanwhitenights1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg" alt="" width="408" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Andrei Kon?alovskij</p></div>
<p>Sarà che le aspettative erano bassine, specie se si considera il disastro stroncacarriere de Lo schiaccianoci 3D, ma il ritorno di <strong>Andrei Kon?alovskij</strong> al cinema d&#8217;autore puro, pur non collocandosi fra le vette dell&#8217;edizione, fa la sua discreta figura: <em><strong>Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna</strong></em> (<strong><em>The Postman&#8217;s White Nights</em></strong>) interrompe un interminabile declino fatto di marchette made in USA (si pensi solo a <em>Tango &amp; Cash</em>), di fiacchi adattamenti televisivi (l&#8217;imbarazzante <em>Odissea</em> con Armand Assante) e di resurrezioni solo apparenti (il mediocre La casa dei matti, generosissimamente ricompensato con il Gran Premio della Giuria a Venezia59) con un&#8217;operina che si ricollega idealmente agli esordi in piena era sovietica girati fra paesini e campagne prima del fluviale <em>Siberiade</em>. Proprio a pellicole come Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi viene da pensare assistendo a questo libero accumularsi di situazioni sulle sponde del lago Kenozero dove il tempo pare essersi fermato e a cui le vicine stazioni spaziali della regione di Arkhangelsk sembrano aver negato ogni diritto a esistere, dove ogni speranza di reinventarsi scoprendo la città è destinata al fallimento e dove non si riesce a essere padroni nemmeno dei lucci appena pescati sotto casa.</p>
<p>Kon?alovskij si prende i suoi tempi, indugia in episodi di vita quotidiana con il contributo fondamentale del suo cast di attori non professionisti imbastendo conversazioni e caratterizzazioni a tratti spassose, e anche se la tematica non è certo nuova e ogni tanto trascende nel patetico, la fattura è di prima classe e non mancano le immagini memorabili, a cominciare dai campi lunghi e lunghissimi sullo specchio d&#8217;acqua che assume forti connotati di protagonista.</p>
<div id="attachment_38763" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg"><img class="size-full wp-image-38763" title="alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Alexandra Daddario, Anton Yelchin e Ashley Greene</p></div>
<p>Se solo esistesse ancora la categoria, avremmo concluso la giornata di ieri con l&#8217;ideale film di Venezia Mezzanotte, andando in gloria al dodicesimo rintocco con una semplice e rinvigorente ora e mezza di spaventi a bilanciare il rigore dei giorni scorsi: ci volevano la cinefilia bulimica e incontrollata di quel mattacchione di <strong>Joe Dante</strong> e il suo <strong><em>Burying the Ex </em></strong>per riprendere fiato e per perderlo subito dopo con una sequenza pressoché ininterrotta di risate in un mondo orgogliosamente B fra Val Lewton, Mario Bava e papà Roger Corman &#8211; tutti, naturalmente, esplicitamente citati -, dove i canoni del teen movie e dell&#8217;horror da drive-in vengono allegramente tirati in ballo, ribaltati e presi per i fondelli. E così, fra stelline del calibro di <strong>Anton Yelchin</strong> (il Chekov del reboot di Star Trek), <strong>Ashley Greene</strong> (la Alice di Twilight) e <strong>Alexandra Daddario</strong> (la Lisa di True Detective) si manda festosamente il cervello in vacanza &#8211; anche se sottilmente si può vedere tutto come una fantasia sull&#8217;elaborazione del lutto -, con una libertà d&#8217;azione e un anticonformismo corroboranti (siamo di fronte a qualcosa di decisamente più provocante e di meno sessuofobo rispetto alla media del genere, in ambito mainstream).</p>
<p>Certo, alla fine viene il dubbio se ci sia ancora posto per nonno Dante in un&#8217;epoca dominata da eredi scatenatissimi come Edgar Wright, e il materiale non è tutto di prima mano (non manca la solita svomitazzata giallo-verde in stile L&#8217;esorcista), ma, se lo si prende per quello che è, un po&#8217; di sano divertimento cialtrone non fa mai troppo male.</p>
<div id="attachment_38765" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg"><img class="size-full wp-image-38765" title="good_kill_slide1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">January Jones, Ethan Hawke, Zoe Kravitz e Andrew Niccol </p></div>
<p>Si resta negli Stati Uniti &#8211; fin troppo, direi &#8211; per il film di chiusura del Concorso, il dramma bellico <em><strong>Good Kill</strong></em>, con cui il fantasioso <strong>Andrew Niccol</strong> rinuncia per una volta agli incubi distopici che popolano il suo cinema (<em>Gattaca</em>, <em>The Truman Show </em>&#8211; solo sceneggiatore -, <em>In Time</em>) per immergersi nella realtà comunque assurda e paradossale degli aggiornamenti e dell&#8217;involuzione dell&#8217;arte della guerra. Attraverso i patemi e i rimorsi di coscienza di un esperto pilota di droni (<strong>Ethan Hawke</strong>), l&#8217;autore di <em>Lord of War </em>vuole presentare il lato deumanizzato di operazioni militari condotte con lo stesso spirito di una partita alla Playstation, ma scade nel ritratto stereotipato e nel didascalismo (i membri dell&#8217;equipe sono, nell&#8217;ordine: il protagonista veterano tormentato e alcolizzato, la recluta promettente e coscienziosa che frigna di fronte ai monitor, lo stronzetto retrogrado e il colonnello paterno e progressivo) e in una visione d&#8217;insieme ambigua e artificiosa che non si sbaglierebbe a definire parafascista (gli USA restano pur sempre i legittimi poliziotti del mondo e il fine giustifica sempre i mezzi, anche quando si tratta di bombardare dei civili innocenti fino a prova contraria).</p>
<p>Se già un&#8217;opera controversa come <em>The Hurt Locker </em>suscitava sdegno nella sua idealizzazione del conflitto come necessità intrinseca all&#8217;essere umano, <em>Good Kill </em>fa pure peggio, con un atteggiamento autoassolutorio e reazionario da vomito che forse dal regista non ci si aspettava, sacrificando le sue rinomate intuizioni visive e confermandolo ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, come un soggettista straordinario, ma anche come uno sceneggiatore modesto e come un ancor peggior direttore di attori e regista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38766" title="nicijedete1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg" alt="" width="499" height="241" /></a></p>
<p>Conclude con un crescendo inarrestabile la Settimana della Critica &#8211; che si impone, a questo punto, come la divisione insospettabilmente più riuscita dell&#8217;edizione &#8211; il serbo <em><strong>Ni?ije dete</strong></em>: l&#8217;esordio del trentanovenne <strong>Vuk Rsumovic</strong> è forse la vetta di quanto visto finora nella sezione, una sorta di variazione del canone de Il Ragazzo selvaggio, ma laddove il piccolo protagonista truffautiano finiva nelle mani severe e amorevoli del pedagogo Jean Itard in un lungo processo di scoperta di sé, il meno fortunato Haris vive a cavallo dell&#8217;ultimo conflitto balcanico in una Serbia sporca, corrotta e ostile, verso un finale inevitabilmente destinato al campo di battaglia. Silenzioso, rigoroso e a tratti durissimo, Ni?ije dete è il candidato ideale al massimo riconoscimento della SIC e un esempio di cinema est-europeo di grande potenza espressiva.</p>
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