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	<title>Movielicious &#187; To The Wonder</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli imperdibili del 2013 secondo Andrea Bosco</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 07:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La top ten dei film dell’anno secondo i redattori di Movielicious. Quinto ed ultimo appuntamento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-vita-di-adele.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34096" title="la-vita-di-adele" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-vita-di-adele.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p><strong>La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche</strong><br />
Un’opera totale che riconcilia la creazione filmica con l’autenticità dell’esistenza, un’esperienza talmente ravvicinata e intima da diventare multisensoriale: apoteosi del close-up, formidabile connubio di mastodontico e di microscopico, punto di non ritorno del linguaggio neo-neorealista di Abdellatif Kechiche, La vita di Adèle trabocca non solo di immagini e di suoni, ma anche di sapori, di profumi e soprattutto di contatti più veri del vero, nudo, assoluto ed emozionante come solo la vita di tutti i giorni può essere.</p>
<p><strong>The Master di Paul Thomas Anderson</strong><br />
Superbo e magnetico saggio sulla dialettica servo-padrone, ritratto impietoso e disperato di una civiltà dicotomicamente divisa e ugualmente sperduta fra razionalità e istinto, leadership e sottomissione, mente e corpo: assistito da due interpreti maschili sovrumani e complementari, Anderson si affranca dai propri maestri e perviene alla piena maturazione della propria poetica: cinema concettuale, necessario e urgente come non mai.</p>
<p><strong>The Grandmaster di Wong Kar-Wai</strong><br />
Una superlativa anti-epopea di destini disillusi, di ambizioni spezzate, di amori non corrisposti: C&#8217;era una volta ad Hong Kong, verrebbe da dire, di certo un affresco contemporaneamente grandioso ed antispettacolare, magniloquente eppure laconico, una straziante epica (volutamente?) fallita che si appropria dei canoni e dell&#8217;estetica gongfu per descrivere con infinita poesia un&#8217;umanità votata all&#8217;amarezza e al disincanto.</p>
<p><strong>Qualcosa nell&#8217;aria di Olivier Assayas</strong><br />
Un mosaico generazionale di inusitata potenza che rappresenta forse il culmine dell&#8217;opera di Olivier Assayas: superato e moltiplicato esponenzialmente il precedente L&#8217;eau froide, questa straordinaria, variopinta galleria di utopie e delusioni si mantiene su un equilibrio perfetto di romanticismo e di analisi, di autobiografismo e di distacco per riassumere il post-sessantottismo in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-moglie-del-poliziotto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34097" title="la-moglie-del-poliziotto" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-moglie-del-poliziotto.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p><strong>La moglie del poliziotto di Philip Gröning</strong><br />
Magistrale esempio di cinema cubista e disorientante percorso a capitoli su modello del Rayuela cortazariano, il ritorno di Philip Gröning alla fiction è un intricato sistema di suggestioni, indizi, allusioni e frammenti che chiama in causa l&#8217;intelligenza e, soprattutto, la sensibilità dello spettatore: tre tesissime, densissime ore di insostenibile tensione da cui lasciarsi condurre, affascinare, ipnotizzare e scioccare.</p>
<p><strong>Venere in pelliccia di Roman Polanski</strong><br />
Roman Polanski porta alle estreme conseguenze e forse al suo risultato più compiuto quella combinazione di cinema da camera e di gioco al massacro che dall&#8217;esordio de Il coltello nell&#8217;acqua fino a La morte e la fanciulla e Carnage costituisce la cifra più peculiare della sua filosofia autoriale: un magnifico duello articolato su piani e sfumature innumerevoli che travalica il palcoscenico e sfonda lo schermo.</p>
<p><strong>La quinta stagione di Peter Brosens &amp; Jessica Woodworth</strong><br />
Una fenomenale idea di partenza che si trasforma in una fulminante parabola apocalittica di grande rigore estetico e di ammirevole sintesi stilistica: l&#8217;improvviso, inspiegabile azzeramento del ciclo stagionale in uno sperduto villaggio belga è l&#8217;incubo più affascinante della stagione e la più plausibile &#8211; quindi la più inquietante &#8211; fine del mondo nell&#8217;Europa di oggi.</p>
<p><strong>No: I giorni dell&#8217;arcobaleno di Pablo Larraín</strong><br />
L&#8217;episodio più accessibile dell&#8217;excursus di Pablo Larrain nel Cile militarizzato di Augusto Pinochet è un vivace caleidoscopio analogico che mescola sapientemente realtà e verosimiglianza, fiction e repertorio, cronaca e senno di poi, un contagioso, piccolo miracolo di minimalismo e di ricerca: cinema civile nella sua declinazione più nobile, intelligente e appassionante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/to-the-wonder.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34098" title="to-the-wonder" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/to-the-wonder.jpg" alt="" width="500" height="210" /></a></p>
<p><strong>To the Wonder di Terrence Malick</strong><br />
La tappa più arrischiata e fragile di tutto il percorso umano e professionale di Terrence Malick, un componimento su pellicola in perenne equilibrio fra meraviglioso e ridicolo: l’esempio, ambiziosissimo e inevitabilmente imperfetto, di un’Arte che ci solleva da terra riavvicinandoci ai massimi sistemi e riportandoci a confrontarci con il divino/lo spirituale che ci sovrasta.</p>
<p><strong>Holy Motors di Leos Carax</strong><br />
Una testamentaria, caleidoscopica preghiera destinata a dividere nella quale i pregi si mescolano e spesso coincidono con i difetti, una visione sofferta ed esasperante che, amata e odiata al contempo, ci restituisce una prospettiva genuinamente spiazzante sul cinema e un autore, dato quasi per disperso, fra i più eloquenti e creativi di tutto il panorama francese contemporaneo.</p>
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		<title>To The Wonder</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 14:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Terrence Malick]]></category>
		<category><![CDATA[To The Wonder]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'opera nuda che parla al pubblico attraverso flussi di coscienza e libere associazioni. Terrence Malick]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2012)<br />
Uscita: 3 luglio 2013<br />
Regia: Terrence Malick<br />
Con: Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams, Javier Bardem<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/f51d7-wonder2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32541" title="f51d7-wonder2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/f51d7-wonder2.jpg" alt="" width="500" height="262" /></a></p>
<p>“La donna è Dio. Non ho detto che Dio è una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono, non sappiamo se ci sia Dio ma le donne ci sono e non in un paradiso immaginario ma proprio qui sulla terra!” (Woody Allen)</p>
<p>Un film di Terrence Malick è un dono. Non si tratta di timore reverenziale, di partigianeria all’ultimo stadio o di fanatismo cinefilo, ma di semplice accettazione di un fenomeno che a intervalli sempre irregolari, come un’eclissi solare totale o un allineamento planetario, si manifesta costringendoci a confrontarci con la realtà che ci circonda e con il trascendente che ci sfugge.</p>
<p>L’ascetismo dell’autore de <em>I giorni del cielo</em> non è più una novità per nessuno ed è diventato fatto noto anche fra gli spettatori più occasionali, ma la scelta del cineasta di moderare i propri momenti di riflessione, concedendosi oggi appena un anno di distanza fra un progetto e l’altro invece degli infiniti intervalli del passato, non è stata accolta da molti come una buona notizia: Malick, oggi settantenne, ha forse sentito l’incedere del tempo accelerare e farsi progressivamente ostacolo, e nell’arco di un paio d’anni ha dato vita ad una mezza dozzina di progetti – metà dei quali oggi nel consuetamente soffertissimo limbo della post-produzione – nei quali riversare decenni di poetica rimasta inespressa.</p>
<p>Così, a poco più di un anno dal Festival di Cannes del 2011 che l’ha visto vincitore, il metteur-en-scene texano ritorna alla regia con <a href="http://www.movielicious.it/2012/12/19/to-the-wonder-ecco-il-trailer/"><em>To the Wonder </em></a>che, da oggi, giunge finalmente, nelle sale italiane e mette ulteriormente alla prova una critica e un pubblico che, con la stessa esaltazione con cui l’hanno per anni acclamato e ascritto negli annali della cinematografia (vedi alla voce Michael Cimino), <em>ora </em>sembrano non veder l’ora di farlo crollare: già dai tempi di <em>The New World</em>, inattesa ricomparsa dopo la rinascita de <em>La sottile linea rossa</em>, dare il benvenuto ad una nuova opera di Malick con gesti di scherno e dileggio sembra essere diventato una disciplina sportiva, un’accoglienza ricevuta anche dallo splendido <em>The Tree of Life</em>, prima che l’<a href="http://www.movielicious.it/2011/05/22/cannes-il-trionfo-di-terrence-malick/">assegnazione della Palma d’Oro</a> arrivasse a placare gli animi e a confondere le acque.<br />
Non è stato esente da simile trattamento neppure questo <em>To the Wonder</em>, contro il quale frotte di buontemponi e di goliardi travestiti da critici si sono preparate a ululare e a guaire prima ancora dell’inizio della proiezione, svoltasi in un clima più affine ad un derby calcistico che a una mostra del cinema.</p>
<p>Forse c’è un altro modo per spiegare l’improvvisa prolificità di Terrence Malick: il precedente <em>The Tree of Life</em>, con la sua impostazione elegiaca, il suo esasperato astrattismo formale e il suo spregio delle convenzioni narrative, ha probabilmente rappresentato il punto di arrivo e la forma definitiva, perfetta del suo linguaggio, come per un artista grafico passato di tecnica in tecnica, di supporto in supporto e di stile in stile capace finalmente di esprimersi nel modo più diretto, personale, nudo.<br />
Perché nudo è <em>To the Wonder</em> e nuda è la sua essenza, una poesia per immagini ancor più estrema, sincera e disarmante del suo ultimo capolavoro, un punto di arrivo che trasforma la già originale e singolare formula malickiana in qualcosa di assolutamente unico, piegato totalmente alla personalità e all’inventiva del suo autore (e non viceversa): è un film che non va spiegato perché non c’è nulla da spiegare ma solo da introiettare (e l’assenza del regista da qualunque conferenza stampa è già un segnale esplicito della cosa), da accettare e da attraversare senza preoccuparsi di un soggetto che funge più che altro da pretesto o di una struttura consequenziale spappolata tra flussi di coscienza e libere associazioni.</p>
<p>Lo spunto è infatti di abbagliante semplicità: la franco-ucraina Marina, madre divorziata della piccola Tatiana, conosce l’americano Neil (Ben Affleck) a Parigi e dopo una romantica gita a Mont St.Michel – la meraviglia del titolo – parte con lui alla volta dell’Oklahoma dove, fra complicazioni burocratiche, lo spaesamento di lei, memore della Vitti di <em>Deserto Rosso</em>, nella brulla provincia del Sud, la comparsa di Jane, vecchia fiamma di lui, e il conforto celeste del tormentato padre Quintana, la passione si affievolisce, sfuma, muore e – forse – rinasce come qualcosa di superiore, di ultraterreno, di totale.<br />
Marina, evoluzione e antitesi di quella Pocahontas che per amore abbandonava il<em> Nuovo Mondo</em> per non farvi mai più ritorno, è il femminino malickiano per eccellenza, la creatura di pura Grazia – complice il profilo perfetto e la contagiosa corporeità di Olga Kurylenko, magicamente in parte – che va oltre l’assoluto materno e l’unicum generativo, quasi incorporeo, della Jessica Chastain di <em>The Tree of Life</em> e che, per la prima volta nella filmografia del cineasta di Waco, assume connotati squisitamente terreni, sensuali, erotici.<br />
I sentimenti si fanno carnali e concreti, come se per Malick la Donna non fosse più una manifestazione e un tramite del Divino, ma essa stessa l’unico sublime possibile in un mondo dove Dio, se esiste, ha smesso di ascoltare da tempo: è facile ravvisare in questo ritratto l’omaggio postumo alla ex-moglie Michelle Morette, conosciuta nella capitale francese negli anni ’80 e vittima di un cancro al pancreas nel 2008, ma è solo una delle tante sfumature plausibili che si possono attribuire al film e che Malick, nella sua riservatezza, non intenderà mai – giustamente – chiarire.</p>
<p>Ma al di là del possibile tributo privato, <em>To the Wonder</em> è anche e soprattutto l’affresco di un’umanità tragicamente sola, che vaga sperduta fra enormi distese divisa fra l’amore profano e la devozione al sacro, fra la frenesia dell’effimero e l’estasi dell’eterno, ripresa, non a caso, quasi sempre dal basso, schiacciata da un cielo sterminato e indifferente, catatonica e fisica come gli attori, anzi i “modelli” bressoniani (e in questo è indovinatissima la scelta di Ben Affleck come interprete principale, metafisico nella sua inespressività), dominati da un ambiente circostante reso ancora più soverchiante dalla sovrumana fotografia, tutta macchina a mano, steadycam e luce naturale, di Emmanuel Lubezki, che ripete ed accentua lo studio panteistico di <em>The Tree of Life</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/to-the-wonder-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32543" title="to-the-wonder-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/07/to-the-wonder-2.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Non siamo di fronte, come molti si sono affrettati a definirla, ad una versione in sedicesimo di quest’ultimo, ma addirittura alla tappa più arrischiata e fragile di tutto il percorso autoriale di Terrence Malick, un componimento su pellicola in perenne equilibrio fra il meraviglioso e il ridicolo (se non addirittura l’autoparodia), che non si limita a raccontare una storia, ma che invita lo spettatore ad evocarla nei suoi episodi e nelle sue sensazioni, e ad andare oltre il cinismo da comune fruitore di multisala, l’esempio, ambiziosissimo e inevitabilmente imperfetto, di un’Arte che ci riconcilia con i massimi sistemi e che ci riporta a confrontarci con l’Altissimo (non necessariamente nella sua accezione religiosa).</p>
<p>Ci penserà il tempo a restituire a <em>To the Wonder</em> il rispetto e l’attenzione che merita, quando i burloni e i distratti si accorgeranno troppo tardi di aver liquidato con spregio il solo cinema davvero capace di avvicinarci all’infinito.</p>
<p>Noi, dal canto nostro, preferiamo godercelo da vivo, pronti ad accogliere con fame ed entusiasmo la ubris e la ricerca del sommo di un artista che contro tutto e contro tutti può davvero portare il cinema a significare qualcosa di più.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
<p><em>Recensione a cura di Andrea Bosco<br />
<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a></em></p>
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		<title>To The Wonder: ecco il trailer</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 13:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'occhiata alle prime scene del nuovo film di Terrence Malick che uscirà ad aprile negli States.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/to-the-wonder.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29933" title="to-the-wonder" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/to-the-wonder.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il regista di <em>The Tree of Life</em> sarà presto di nuovo al cinema con To the Wonder,  con Ben Affleck, Rachel McAdams, Olga Kurylenko, Rachel Weisz, Javier  Bardem, Barry Pepper, Amanda Peet, Jessica Chastain, Charles Baker, Will  Wallace eRomina Mondello. E&#8217; un film sull&#8217;amore, come lo ha definito lo stesso Malick, e sulle diverse forme in cui questo si manifesta. La trama: dopo aver visitato il Monte Saint Michel – noto come una delle meraviglie della Francia (da qui il Wonder del titolo) – Marina (Olga Kurylenko) e Neil (Ben Affleck) sono all’apice della loro storia d’amore. Arrivati in Oklahoma, per loro iniziano i problemi. Marina fa la conoscenza di un prete in crisi di vocazione, mentre Neil riallaccia il rapporto con una sua amica d’infanzia, Jane (Rachel McAdams).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/csstykAOQKI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/csstykAOQKI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>To the Wonder </em>uscirà nei cinema del Regno Unito il prossimo 22 febbraio e negli USA il 12 aprile.</p>
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		<title>Terrence Malick, inarrestabile, al lavoro sul set</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 07:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con lui Ryan Gosling e Rooney Mara. Le immagini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/terrence-malick-e-ryan-gosling.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28534" title="terrence-malick-e-ryan-gosling" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/terrence-malick-e-ryan-gosling.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Tanto per non smentire l&#8217;aura di stranezza e di mistero che aleggia intorno alla sua figura, il regista Terrence Malick, che notoriamente lascia passare diversi anni tra un film e l&#8217;altro, dopo <em>The Tree of Life</em>, sembra aver messo il turbo. Così, dopo aver presentato a Venezia<em> <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/02/venezia-il-malick-day-senza-malick/">To the Wonder</a></em>, si è messo al lavoro su altre due pellicole che sta girando quasi in contemporanea. La prima è<a href="http://www.movielicious.it/2012/06/01/christian-bale-e-natalie-portman-sul-set-di-knight-of-cups/"> <em>Knight of Cups</em></a> che vede protagonisti Christian Bale e Natalie Portman e di cui vi avevamo già mostrato qualche immagine. Il secondo è un progetto senza titolo, ambientato nel mondo dei fan della musica indie, che oltre allo stesso Bale vede coinvolti anche Ryan Gosling e Rooney Mara. Queste immagini arrivano dritte da Austin, Texas, luogo in cui Malick sta ultimando le riprese di questo progetto ancora senza nome.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28535" title="Ryan Gosling and Rooney Mara" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28536" title="ryan-gosling-rooney-mara2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara2.jpg" alt="" width="500" height="702" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28537" title="ryan-gosling-rooney-mara3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/ryan-gosling-rooney-mara3.jpg" alt="" width="479" height="750" /></a></p>
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		<title>Venezia: il Malick day senza Malick</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Sep 2012 15:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi al Festival l'atteso To The Wonder e la commedia di Susanne Bier, Love is All you Need.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenkoopen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28007" title="mondello-kurylenkoopen" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenkoopen.jpg" alt="" width="430" height="410" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28008" title="mondello-kurylenko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenko.jpg" alt="" width="258" height="356" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/olga-kurylenko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28009" title="olga-kurylenko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/olga-kurylenko.jpg" alt="" width="236" height="356" /></a></p>
<p>Inutile dire che se vi aspettavate di vedere Terrence Malick a Venezia, le vostre speranze sarebbero state vane. Il regista americano continua a giocare con il mantello dell&#8217;invisibilità anche in laguna, dove questa mattina è stato proiettato il suo ultimo film, <em>To the Wonder</em>. Accolto dalla stampa sia con applausi che con qualche &#8220;buuu&#8221;, questo nuovo capitolo del lavoro del regista è dedicato all’esplorazione dell&#8217;amore nelle sue molteplici forme e racconta la storia di Martina (Olga Kurylenko) e Neil (Ben Affleck) che dopo aver trascorso una vacanza da innamorati a Mont Saint-Michel (conosciuto come &#8220;la meraviglia&#8221; a cui si riferisce il titolo) tornano in Oklahoma, dove presto sono costretti ad affrontare dei problemi. Marina conosce un prete (Javier Bardem), anche lui straniero che non è più sicuro della propria vocazione, mentre Neil riallaccia i rapporti con una sua amica d’infanzia, Jane (Rachel McAdams). Ad accompagnare il film alla Mostra c&#8217;è stato solo il cast femminile, la ex Bondgirl Olga Kurylenko e la nostra Romina Mondello. Oltre a Malick, infatti, anche il protagonista del film Ben Affleck ha dato forfait.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28010" title="pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm.jpg" alt="" width="500" height="343" /></a></p>
<p>Fuori Concorso, invece, il nuovo lavoro della regista (Premio Oscar per <em>In un mondo migliore</em>) Susanne Bier, <em>Den Skaldede Frisor</em> (<em>Love is All you Need</em>), una storia d&#8217;amore ambientata in Italia e interpretata da Pierce Brosnan e Trine Dyrholm. Un racconto divertente di come, proprio quando si pensa che tutto possa essere finito, un nuovo inizio si possa celare dietro l&#8217;angolo attraverso le vicende di due famiglie diversissime che si incontrano in una villa della penisola sorrentina per partecipare ad un matrimonio dove nulla andrà secondo i piani.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28011" title="pierce-brosnan" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Sempre nella sezione Fuori Concorso, è stato presentato anche il documentario di Daniele Vicari (reduce dal recente successo di <em>DIAZ</em>) <em>La nave dolce</em>, pellicola che ricostruisce la drammatica storia dello sbarco dal Vlora, mercantile giunto a Bari nel 1991, su cui erano ammassati ventimila immigrati albanesi.</p>
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