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	<title>Movielicious &#187; Valerio Aprea</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Smetto quando voglio – Ad Honorem</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il terzo e ultimo capitolo chiude alla grande la trilogia di Sydney Sibilia, con la banda di professori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 30 novembre 2017<br />
Regia: Sydney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Pietro Sermoni, Luigi Lo Cascio<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-ad-honorem-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità è che dietro il successo della trilogia della “banda dei ricercatori”, di cui questo <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> è perfetta conclusione, c’è un’idea di commistione tra commedia e genere molto poco battuta in Italia, almeno fino al 2014, anno di uscita del primo capitolo della saga. Poi, certo, è arrivato Gabriele Mainetti a rilanciare la formula in chiave cinecomic con il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Jeeg Robot</em></a>, ma la matrice originale è tutta in quel piccolo e divertentissimo film con cui un giovane regista di Salerno si divertiva ad aggiornare il pattern narrativo de <em>I soliti ignoti</em> all’epoca del precariato, ibridando il tutto con le suggestioni soderberghiane chiaramente mutuate da un’altra saga, quella di Ocean. Il gioco, poi, si è fatto via via più grande – anche in termini di puro budget – fino a culminare nella complessa e spettacolare scena dell’assalto al treno di <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio – Masterclass</em></a>, ma, nonostante ciò, non ha mai smesso di palesare in maniera evidente la sua natura, per l’appunto, ludica.<br />
Perché, al netto di una scrittura sempre brillante e capace di smarcarsi in ogni momento dall’ovvietà della gag o della battuta facile, ciò più che diverte di tutti e tre i film di <strong>Sydney Sibilia</strong>, è proprio il pensare a quanto si siano divertiti gli stessi attori coinvolti durante le riprese.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56831" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg" alt="Stefano-Fresi" width="940" height="646" /></a></p>
<p>E se <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Masterclass</em></a> aveva il compito di rilanciare la posta in gioco, anche con l’inserimento (tra l’altro negli ultimi minuti di film) di un villain tout court (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>), <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> deve, per forza di cose, chiudere i giochi, e farlo in modo convincente. Il rischio, in caso contrario, è quello di guastare quanto di buono fatto finora. Ma i meccanismi sono fin troppo oliati, così come l’alchimia tra i membri del cast che, a tratti, sembrano quasi non seguire un copione. Ed ecco che la sensazione è più o meno quella di una rimpatriata tra amici che si sa già che, dopo, non si rivedranno per un po’. Laddove però la tentazione di “buttarla in caciara”, contando tutto sulla naturale simpatia che ormai il pubblico ha sviluppato per Pietro Zinna (<strong>Edoardo Leo</strong>) e soci, poteva essere forte, Sibilia è ancora una volta bravo a gestire l’equilibrio tra adorabile cazzeggio e una struttura narrativa talmente solida da illudere anche lo spettatore più scafato che certi snodi (ad esempio il furto del cromatografo in parallelo all’incidente automobilistico del chimico Alberto/<strong>Stefano Fresi</strong>) potessero essere già contemplati quattro anni fa, quando sappiamo benissimo che l’idea dei due sequel è nata a posteriori, sulla scorta dell’insperato successo – 4,5 milioni di euro di incasso – del primo.</p>
<p>L’interesse per la continuity è tale da spingere l’autore a sacrificare anche l’indiscussa verve comica di alcuni dei nomi coinvolti (uno per tutti, il latinista <strong>Valerio Aprea</strong> che, da solo, meriterebbe uno spin-off) pur di tracciare una chiusura del cerchio che non lasci in alcun modo spazio al non detto. Il risultato segna una maggiore apertura della storia all’umanità dei personaggi, processo esemplificato dal confronto tra i due “cattivi” Murena (<strong>Neri Marcorè</strong>) e Walter Mercurio (Lo Cascio) la cui genesi contribuisce a dar loro una dignità che li allontana dalla possibile deriva caricaturale che, in casi del genere, è sempre dietro l’angolo.<br />
Resta qualche perplessità per certe scelte di fotografia discutibili e fin troppo connotate (l’onnipresente verde acqua) che immaginiamo abbiano il solo compito di creare un trait d’union estetico tra le tre pellicole della saga ma, alla lunga, tendono a stancare.<br />
Ma sono particolari che (quasi) nulla tolgono al piacere di un Fresi irresistibile negli inediti panni del Conte d’Almaviva de “Il barbiere di Siviglia” o della rocambolesca fuga dal carcere dei nostri.<br />
Si sentirà la mancanza della banda dei ricercatori, non c’è dubbio. A meno che le loro gesta – e quelle di Sidney Sibilia, ovvio – non spingano altri all’emulazione. Ché, la salvezza del cinema italiano, magari si trova proprio da queste parti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Moglie e marito</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/04/12/moglie-e-marito-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 13:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Steigerwalt]]></category>
		<category><![CDATA[Kasia Smutniak]]></category>
		<category><![CDATA[Moglie e marito]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Godano]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 12 aprile 2017<br />
Regia: Simone Godano<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Valerio Aprea<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie-e-marito-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55883" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie-e-marito-1.jpg" alt="Moglie-e-marito-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em>Tutto accadde un venerdì</em>, <em>Tale padre tale figlio</em>, <em>30 anni in un secondo</em> e <em>17 Again – Ritorno al liceo</em> sono solo alcuni dei titoli attraverso i quali il cinema americano di area leggera ha esplorato, nel corso degli ultimi quattro decenni, le svariate possibilità comiche dello scambio di corpo o, se vogliamo, della temporanea trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro.<br />
Addirittura lo scorso anno Kevin Spacey si è reso protagonista, con <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/06/una-vita-da-gatto-recensione/" target="_blank"><em>Una vita da gatto</em></a>, anche di un pessimo esempio di scambio interspecie.<br />
Questo per dire di come il filone, ormai da tempo, desse tutta l’impressione di avere ampiamente esaurito ogni sua ragion d’essere. Almeno oltreoceano.<br />
E poiché intuizioni anche notevoli, una volta usurate, finiscono con il diventare per lo più schemi stanchi e risaputi, la notizia di un film italiano – l’ennesima commedia poi –  in cui un marito e una moglie in crisi (<strong>Pierfrancesco Favino</strong> e <strong>Kasia Smutniak</strong>) si ritrovano d’improvviso l’uno nei panni dell’altra non sortiva particolare stupore né, tanto meno, contribuiva ad alimentare chissà quali aspettative.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie_e_Marito_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55884" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Moglie_e_Marito_2.jpg" alt="Moglie_e_Marito_2" width="660" height="441" /></a></p>
<p>Ma, sin dalle prime battute, l’esordiente <strong>Simone Godano</strong> dimostra di non avere alcun interesse per le dinamiche più farsesche che il materiale a disposizione pure gli consentirebbe e costruisce invece con <em><strong>Moglie e marito</strong></em> un piacevole meccanismo in cui abbiamo due attori in stato di grazia che non si limitano a esasperare, magari scimmiottandoli, pattern comportamentali dell’altro sesso, ma recitano ognuno il ruolo dell’altro esattamente come lo farebbe l’altro. In buona sostanza Favino interpreta la Smutniak e viceversa.<br />
E se il primo è al solito straordinario nel suo generare pura commedia (dell’arte) in gesti anche minimi e si dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, davvero l’unico erede accreditato di una tradizione attoriale che sembrava estinta, la vera sorpresa del film è l’attrice polacca, per la prima volta utilizzata come reale significante comico e non solo come “moglie/fidanzata di”.<br />
Su una base strutturale di tale livello, Godano ha la possibilità di lavorare di cesello a una storia che pur giocandosi a tratti la carta di certo umorismo grossier (vedi la scena, comunque assai divertente, delle mestruazioni) non dimentica mai la delicatezza dei tratti.</p>
<p>Si evince dal modo in cui inquadra i due coniugi in crisi, tra gli imbarazzi di lui e i silenzi accusatori di lei, ma in maniera ancora più netta nella sequenza forse più riuscita dell’intero film. Quella in cui, riavvicinati umanamente dal provare ognuno le emozioni dell’altro, Andrea e Sofia – questi i nomi dei due personaggi – si trovano a fare l’amore per la prima volta a ruoli invertiti.<br />
Ecco che un momento che potrebbe facilmente sconfinare nella macchietta triviale diventa l’inaspettata chiave di volta di un’opera prima che, sebbene abbia i piedi ben saldi in certi luoghi comuni a tema “guerra dei sessi”, con lo sguardo arriva altrove, fino a lambire una sophisticated comedy che predilige la situazione alla battuta, anche a costo di rinunciare a qualche risata.<br />
Merito di una sceneggiatura ben scritta (opera della giovane <strong>Giulia Steigerwalt</strong>) e di un notevole lavoro sugli attori, non solo quelli protagonisti, che garantisce al risultato finale una coralità inaspettata. Basti pensare all’ottimo <strong>Valerio Aprea</strong> che, lavorando di sponda, si smarca agilmente dal ruolo di semplice spalla comica di Favino fino a diventare motore di alcune delle scene più comiche di tutto il film.<br />
Ora, sia chiaro, <em><strong>Moglie e marito</strong> </em>è ben lungi dall’essere il capolavoro che risolleverà le sorti della commedia tricolore ma, se non altro, ha il merito di provare ad alzare un po’ l’asticella.<br />
Speriamo solo che il pubblico se ne accorga.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Smetto quando voglio 2 – Masterclass</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
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		<description><![CDATA[La banda di ricercatori di Sidney Sibilia è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2017)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Sidney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Stefano Fresi<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55148" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-masterclass_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel 2014 <strong>Sidney Sibilia</strong> sbarcò nelle nostre sale un po’ come un alieno, raccontando con <em>Smetto quando voglio</em> il problema della disoccupazione post lauream senza però alcuna volontà di piangersi addosso ma, anzi, ibridandolo con il filtro – invero assai poco utilizzato in patria – del genere. L’intrinseca qualità dello script, unita all’affiatamento del cast e ad un progressivo passaparola di feedback positivi da parte del pubblico, ne fecero in breve tempo un piccolo e fortunato caso cinematografico, paragonabile, per molti versi, a quello più recente di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>.<br />
Destava quindi parecchia curiosità la decisione del giovane autore di girarne due sequel in parallelo (l’altro, <em><strong>Smetto quando voglio – Ad honorem</strong></em>, uscirà il prossimo anno) secondo dinamiche produttive ormai ampiamente consolidate oltreoceano ma inedite per i più pigri e soprattutto cauti standard nostrani.<br />
Alla curiosità si aggiungeva poi il timore che un’operazione di franchising potesse di fatto annacquare quanto di buono era presente e già perfettamente sviluppato nel primo film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55149" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg" alt="Smetto quando voglio - Masterclass_2" width="640" height="426" /></a></p>
<p>Rischio scongiurato sin dai primi minuti di questo <em><strong>Smetto quando voglio – Masterclass</strong></em> in cui Sibilia è particolarmente abile a creare un continuum sia narrativo che estetico, ambientandone la prima scena nello stesso parlatorio del carcere in cui si chiudeva la sua opera prima.<br />
Dopo essere finito in prigione, infatti, Pietro Zinni (<strong>Edoardo Leo</strong>) riceve l&#8217;offerta di collaborare in incognito con la polizia per bloccare il sempre più florido mercato delle smart drugs.  A patto che, una volta interrotta la produzione di trenta droghe non ancora dichiarate illegali, la sua fedina penale torni ad essere pulita e lui sia libero di riprendere la sua vita insieme a Giulia (<strong>Valeria Solarino</strong>).<br />
Da lì a rimettere insieme la “banda dei ricercatori” è un attimo, con l’aggiunta strategica di alcuni nuovi elementi reclutati tra le nutrite fila dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Se da un lato è quindi vero che ‘squadra che vince non si cambia’, la saga di Smetto quando voglio continua a guardare a Hollywood – nello specifico al franchise di <em>Ocean’s Eleven</em> – anche per quanto riguarda l’arricchimento di un cast già ben oliato, con le piacevoli new entry di <strong>Giampaolo Morelli</strong>, <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Luigi Lo Cascio</strong>.</p>
<p>Il pubblico di riferimento resta il medesimo, quello che alla risata facile preferisce l’arguzia e il gioco di parole magari meno immediato, ma qui la sensazione è che la posta venga alzata in modo considerevole.<br />
Laddove infatti <em>Smetto quando voglio</em> non si spingeva oltre un gioco, a tratti molto riuscito, di rimandi cinefili che si innervavano su uno schema di commedia all’italiana tutto sommato classico e memore dell’opus magnum monicelliano <em>I soliti ignoti</em>, in <em><strong>Masterclass</strong></em> il gioco si fa più duro (giusto per citare John Landis, altro nume tutelare di Sibilia) e si chiede allo spettatore di azzerare i punti di riferimento pregressi, dimenticare Breaking Bad e fruire del film non come di un semplice wannabe bensì di un prodotto che sta in piedi da solo, con una propria dignità e un’identità ben definita.<br />
Meno crossover di azione e comicità quindi, con il primo elemento che prende il sopravvento sul fine ludico, perseguito comunque e raggiunto in pieno, sebbene in misura minore rispetto al passato, con un’unica eccezione che coincide con il climax del film: la lunghissima scena dell’assalto al treno, in cui ritmi action e un fuoco di fila di esilaranti battute trovano una loro sintesi perfetta.<br />
Ciò che piace di Sidney Sibilia e della sua epopea piena di antieroi così male in arnese è la capacità di costruire un universo semantico in cui lo straordinario irrompe nel reale senza però renderlo mai né del tutto inverosimile né tanto meno grottesco.<br />
Merito senza dubbio di una leggerezza di fondo che immaginiamo essere solo un’eco del divertimento provato da regista e attori sul set.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Smetto Quando Voglio: Reloaded, il primo teaser trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sequel della commedia campione d'incassi, nelle sale a febbraio 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53529" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg" alt="smetto-quando-voglio_reloaded" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Svelate le primissime scene di <em><strong>Smetto Quando Voglio: Reloaded</strong></em>, sequel del film di <strong>Sydney Sibilia</strong> campione di incassi.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VAPaDtZTGOU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’uscita del primo dei due capitoli successivi previsti è fissata al 2 febbraio 2017 e vedrà nel cast <strong>Edoardo Leo</strong>, <strong>Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio </strong>e<strong> Greta Scarano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Smetto quando voglio, la storia continua</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/12/19/smetto-quando-voglio-la-storia-continua/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 08:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista Sydney Sibilia annuncia due sequel per il film campione di incassi: "Li gireremo insieme,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/smetto-quando-voglio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40204" title="smetto-quando-voglio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/smetto-quando-voglio.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>Sydney Sibilia</strong>, autore della commedia rivelazione della scorsa stagione <strong><em>Smetto quando voglio</em></strong>, interpretata da <strong>Edoardo Leo</strong>, <strong>Valerio Aprea</strong>, <strong>Paolo Calabresi</strong>, <strong>Libero De Rienzo</strong> e <strong>Stefano Fresi</strong>, tornerà a raccontare le disavventure dei ricercatori universitari diventati spacciatori di smart drugs in due sequel. Forte degli oltre 4 milioni di euro incassati al botteghino al suo esordio dietro la macchina da presa, il giovane regista salernitano ha annunciato: &#8220;Li gireremo, come fa Peter Jackson, insieme, con lo stesso cast. Stiamo già scrivendo e il primo dei due film dovrebbe uscire entro il 2015&#8243;.</p>
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