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	<title>Movielicious &#187; Venezia 69</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Pieta</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 13:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Misticismo e tragedia nella pellicola di Kim-Ki-duk vincitrice del Leone d'oro all'ultimo Festival di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Corea del Sud 2012)<br />
Uscita: 14 settembre 2012<br />
Regia: Kim-Ki-duk<br />
Con: Lee Jung-Jin, Jo Min-Su<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-28259" title="pieta1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta1.jpeg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28260" title="pieta2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta2.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a></p>
<p>Durante le riprese di <em>Sogno</em>, quindicesimo capitolo di una nutrita filmografia, un clamoroso fuori programma sconvolge la vita dei membri della troupe e del cast: l’attrice protagonista Lee Na-Young, che interpreta la sonnambula Ran, rischia di trasformare il suicidio del suo personaggio in un reale, assurdo e mortale incidente, rimanendo impigliata nel cappio e arrivando vicinissima al soffocamento.</p>
<p>Kim Ki-duk, regista del film e reduce dalla non esaltante, se non addirittura tristemente interlocutoria tripletta de <em>L’arco</em>, <em>Time</em> e <em>Soffio</em>, non si limita ad archiviare l’accaduto come uno spiacevole inconveniente ma resta profondamente segnato nello spirito e nel corpo dalla vicenda, allontanandosi non solo dall’industria cinematografica ma anche dallo stesso mondo civilizzato. Rinchiudendosi per tre lunghi anni in una baita isolata, Ki-duk dà l’impressione di rielaborare il dramma definitivamente con il “documentario” <em>Arirang</em>, nel quale, inscenando con innegabile vanità la propria routine, il proprio bisogno di espiazione e un disprezzo di sé che paradossalmente sfocia nel narcisismo, l’autore di <em>Ferro 3 </em>pare voler invitare lo spettatore – anzi, più precisamente i seguaci che avrebbe “tradito” – a dimenticarsi di lui.</p>
<p>Però niente è come sembra, e, forse ringalluzzito dalla vittoria della scorsa edizione dell’Un Certain Regard del Festival di Cannes, Ki-duk ritorna timidamente al cinema di finzione con il breve <em>Amen</em> che segna l’evidente inizio di una terza parte di carriera, dopo la fase mainstream inaugurata da <em>Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera</em>: è però con l’ultimo <em>Pieta</em>, accolto trionfalmente a Venezia, che si comincia a considerare fattibile l’inizio di un nuovo ciclo e, di conseguenza, a dubitare della genuinità del percorso privato e autoriale del cineasta coreano.</p>
<p>Quasi a voler rimarcare il superamento permanente dal trauma del 2008, <em>Pieta</em> si apre proprio con una sequenza di impiccagione autoinflitta: non ci è dato vedere in viso il malcapitato, ma è lecito pensare che a restare strangolato dalle catene, per una malsana convergenza dei ruoli di vittima ed aguzzino, sia lo stesso autore, trinceratosi dietro un cupio dissolvi che, di minuto in minuto, si risolve in una disperata – e anche un po’ patetica – richiesta di aiuto: se <em>Arirang</em>, secondo la brillante recensione di Leslie Velperin, era a tutti gli effetti “un’esperienza paragonabile soltanto all’ascolto forzato degli sproloqui di un povero ubriacone impegnato a raccontare per filo e per segno quanto un tempo fosse ricco e famoso, a maledire gli amici che lo hanno disconosciuto e a dichiarare con orgoglio di aver finalmente compreso il vero significato dell’esistenza”, <em>Pieta</em> è il penoso – ma, ahimé, riuscito – tentativo di riallacciare coattamente i rapporti con la società con cui si erano drasticamente tagliati i ponti, l’inconsapevole gesto di resa in cui la sincerità dell’artista viene sepolta dal desiderio avido di passare all’incasso, e non (solo) in termini monetari.</p>
<p>Probabilmente a Kim Ki-duk – non tanto diversamente dal collega nipponico Takeshi Kitano – ha fatto male soprattutto il silenzio, l’assenza di quei moti d’acclamazione che ne avevano decretato lo status di autore di culto per tutto il decennio trascorso, e questo <em>Pieta</em>, in maniera decisamente meno sofferta e cinica dei due pessimi <em>Outrage</em> del regista di <em>Hana-bi</em>, finisce per rivelarsi come l’irritante presa in giro da parte di un poeta dell’immagine che del cinema pare essersi stancato una volta per sempre.</p>
<p>Al vincitore dell’ultimo Festival di Venezia sembra importare ben poco della situazione socioeconomica della sua Corea del Sud, così come della presunta critica anticapitalista tanto sottolineata dagli estimatori pare l’ultimo pensiero di un uomo rimasto con la mente nel loculo del suo rifugio di montagna e, per esteso, nella cella ancora più ristretta del suo limbo personale, nel quale fantasmi assortiti e paranoie si sono sempre aggirati, ma almeno, fino a qualche tempo fa, mediati da una concezione innovativa ed equilibrata del mezzo filmico, nonché da uno stile degno di questo nome.</p>
<p>Non c’è molto da analizzare nelle peregrinazioni punitive del cruento riscossore Lee Kang-Do, dedito a menomare e a rendere storpi, con la scusa di un debito insoluto, i pochi artigiani che resistono nelle zone più povere di Seul, ultimi ostacoli di una metropolizzazione selvaggia dove il denaro ha eliminato ogni traccia di umanità; non c’è nulla da capire nell’incontro fra il giovane e la donna di mezza età che gli si presenta come la madre che lo aveva abbandonato da bambino e che verrà ripagata dapprima con assalti psicologici, fisici e sessuali, poi con una metaforica regressione infantile che fungerà da preambolo per la sciagura finale: ciò che davvero rende repellente <em>Pieta</em> non è, in sostanza, l’apparato di mutilazioni, torture, sopraffazioni, masturbazioni, stupri e omicidi dove comunque vigono l’autocompiacimento e la discesa nel gore più vieto, oltre che l’intenzione – ormai vecchissima – di épater la bourgeoisie a qualunque costo, ma il modo in cui questi apparenti tabù vengono trattati, con il totale spregio di un punto di vista umano che alla fine riduce i personaggi a insignificanti pedine da muovere da una scena all’altra e da fare a pezzi senza troppi problemi, con il ricorso ad uno svolgimento meccanico e così sfacciatamente antirealista da cancellare ogni moto di compassione e di partecipazione alle azioni dei protagonisti, con la subordinazione di qualsiasi criterio – sia esso narrativo, morale o, in particolare, estetico, vista l’approssimatività della messinscena che lascia a bocca aperta chi, negli anni, aveva visto in opere come La samaritana un esempio di rigore – all’evidente disordine mentale in cui Kim-Ki-duk versa e che sembra essersi impossessato di lui.</p>
<p>Una volta, nei suoi film, la violenza assumeva un valore catartico in cui fulminee sequenze in netto contrasto con l’astrazione del resto – come i raptus di <em>Bad Guy</em>, il suicidio de <em>La samaritana</em>, l’omicidio involontario della donna in macchina in <em>Ferro 3</em> – finivano per rimanere impresse nel profondo, mentre qui, calati in un’atmosfera da povero emulo di Park Chan-Wook, centocinque minuti di crudeltà più o meno ghignante, oltre ad anestetizzare gli occhi e la sensibilità di chi guarda, non riescono mai a evolversi in un climax da autentica tragedia greca e svelano di volta in volta la sadica gragnuola di colpi bassi spacciata per estremizzata rete di allegorie.</p>
<p>Ignorando titoli di grande integrità etica e artistica come <em>Apres mai</em> di Assayas, L<em>a cinquieme saison</em> di Brosens &amp; Woodworth o <em>To the Wonder</em> di Terrence Malick, la giuria di Venezia69 ha commesso un grave errore di prospettiva ed è caduta con tutte le scarpe nella trappola del cineasta di Bongwa, artefice di una delle resurrezioni più bieche e scongiurabili cui sia dato assistere. Con il pretesto dell’universalità, il piccolo e distorto universo interiore di Kim Ki-duk ha preso il sopravvento sullo scopo comunicativo della settima arte – cosa imputata, erroneamente, anche al film di Malick, in cui invece il discorso si ferma alla forma – e la scellerata assegnazione del Leone d’Oro dimostra, se ce ne fosse ancora la necessità, che la cinepresa non andrebbe mai e poi mai scambiata per il lettino dello psichiatra.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p>Recensione a cura di Andrea Bosco<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/"><em>www.binarioloco.it</em></a>)</p>
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		<title>Venezia 69, Leone d&#8217;oro a Pieta di Kim-Ki-duk</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2012 20:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leone d'Argento e Coppa Volpi a Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix e Hadas Yaron. Gli altri premi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/michael-mann-kim-kiiduk.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28165" title="michael-mann-kim-kiiduk" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/michael-mann-kim-kiiduk.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Pronostici rispettati. La serata di chiusura della 69° edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ha incoronato il talentuoso regista coreano e il suo <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/05/applausi-per-ki-duk-e-bellocchio/"><em>Pieta</em></a>, il film più apprezzato dalla giuria presieduta da Thomas Mann fra quelli In Concorso. Durante una cerimonia che probabilmente verrà ricordata solo per lo scambio del Premio Speciale della Giuria, inizialmente assegnato a <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/01/weekend-in-laguna-con-paul-thomas-anderson-e-daniele-cipri/"><em>The Master</em></a>, e del Leone d&#8217;Argento erroneamente consegnato a <em>Paradise: Faith</em> (è toccato a un&#8217;imbarazzata Laetitia Casta,  in rosa, ristabilire le cose e invertire i riconoscimenti), non ci sono state grandi sorprese ad illuminare la serata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/philip-seymour-hoffman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28170" title="philip-seymour-hoffman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/philip-seymour-hoffman.jpg" alt="" width="171" height="257" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/hadas-yaron.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28171" title="hadas-yaron" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/hadas-yaron.jpg" alt="" width="171" height="257" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/laetitia-casta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28176" title="laetitia-casta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/laetitia-casta.jpg" alt="" width="171" height="257" /></a></p>
<p>Così alla fine è stato Philip Seymour Hoffman a ritirare il Leone d&#8217;Argento per conto del regista Paul Thomas Anderson, mentre l&#8217;austraico Ulrich Sidel si è dovuto accontentare (si fa per dire) del Premio Speciale della Giuria. Seymour Hoffman era già salito sul palco per ritirare la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile, assegnatagli a pari merito con il suo collega in <em>The Master </em>Joaquin Phoenix che non era presente alla cerimonia. La Coppa Volpi per la Migliore Attrice è andata invece a Hadas Yaron per <em>Fill the Void</em> di Rama Burshtein.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/fabrizio-falco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28174" title="fabrizio-falco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/fabrizio-falco.jpg" alt="" width="237" height="356" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/ulrich-seidl.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28173" title="ulrich-seidl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/ulrich-seidl.jpg" alt="" width="237" height="356" /></a></p>
<p>Gli altri premi: Olivier Assays si è aggiudicato il riconoscimento per la Miglior Sceneggiatura per il suo <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/03/a-venezia-olivier-assayas-e-takeshi-kitano/"><em>Après mai</em></a>, mentre il Premio Marcello Mastroianni (che viene assegnato a un giovane attore o attrice emergente), è andato a Fabrizio Falco per <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/01/weekend-in-laguna-con-paul-thomas-anderson-e-daniele-cipri/"><em>E&#8217; stato il figlio</em></a> di Daniele Ciprì e per <a href="http://www.movielicious.it/2012/09/05/applausi-per-ki-duk-e-bellocchio/"><em>Bella addormentata</em></a> di Marco Bellocchio. Sempre l&#8217;italiano <em>È stato il figlio</em> si è aggiudicato il Premio per il Miglior Contributo Tecnico, mentre come Migliore Opera Prima è stato premiato <em>Kuf</em>, del regista turco Ali Aydin.</p>
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		<title>Venezia, gli ultimi fuochi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 16:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passion, il thriller erotico di De Palma e Un giorno speciale di Francesca Comencini, terzo italiano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giunta al decimo giorno, la 69° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia spara le ultime cartucce proponendo i rimanenti film In Concorso, <em>Passion</em> di Brian De Palma e <em>Un giorno speciale</em> di Frrancesca Comencini.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/noomi-rapace-brian-de-palma2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28136" title="noomi-rapace-brian-de-palma" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/noomi-rapace-brian-de-palma.jpg" alt="" width="262" height="356" /><img class="alignnone size-full wp-image-28135" title="noomi-rapace-brian-de-palma2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/noomi-rapace-brian-de-palma2.jpg" alt="" width="248" height="356" /></a></p>
<p>De Palma, che alcune voci di corridoio provenienti dal Lido vorrebbero  un po&#8217; alterato perché sembra che il suo lavoro non abbia incontrato i  favori della stampa e dei giurati, porta sullo schermo il remake di  Crime d&#8217;Amour, pellicola del 2009 del francese Alain Corneau. La storia è  quella di una lotta di potere all&#8217;ultimo sangue tra due donne nello  spietato mondo degli affari internazionali, interpretata da Rachel  McAdams e Noomi Rapace. Accompagnato a Venezia da quest&#8217;ultima, De Palma  ha definito <em>Passion</em> un film &#8220;di donne, per le donne&#8221;.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bWu3bwoU0m4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/bWu3bwoU0m4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/francesca-comencini-filippo-scicchitano-giulia-valentini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28138" title="francesca-comencini-filippo-scicchitano-giulia-valentini" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/francesca-comencini-filippo-scicchitano-giulia-valentini.jpg" alt="" width="438" height="594" /></a></p>
<p><em>Un giorno speciale</em> di Francesca Comencini, con Filippo  Scicchitano e Giulia Valentini, è invece un  film-saggio contro la  mercificazione femminile ispirato al romanzo <em>Il cielo con un dito</em> di Claudio Bigagli. Protagonisti sono Giulia e Marco, rispettivamente  Giulia Valentino e Filippo Scicchitano, due ragazzi romani decisi a  diventare qualcuno nella vita. Si incontrano una mattina in cui lei deve  andare ad un appuntamento con un politico. Gina non ha ancora vent&#8217;anni  anni e vuole fare l&#8217;attrice. Lui è l&#8217;autista dell&#8217;onorevole in  questione. Al suo primo giorno di lavoro. Causa un ritardo del politico,  i due ragazzi si ritrovano a trascorrere una giornata insieme che li  cambierà.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EurNKyv1bdE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/EurNKyv1bdE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E domani la giuria presieduta da Michael Mann, sarà chiamata a confrontarsi sui diciotto film in gara: al momento, chi potrebbe spuntarla per il Leone d&#8217;Oro sono <em>The Master </em>di Paul Thomas Anderson, <em>Thy Womb</em> del regista filippino Brillante Mendoza e <em>Pieta</em> del coreano Kim Ki-duk. Mentre tra gli italiani, il film di Bellocchio rimane il favorito. E dato che il regolamento del concorso veneziano prevede non più di un premio per ogni film e nessun premio ad ex-aequo, ci potrebbero essere delle sorprese. Ecco allora che il film di Paul Thomas Anderson, qualora non dovesse aggiudicarsi il Leone d&#8217;Oro o d&#8217;Argento, entrerebbe in lizza almeno per la Coppa Volpi per Joaquin Phoenix (o per Philip Seymour Hoffman). Tra qualche ora sapremo.</p>
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		<title>Venezia 2012: le star più attese</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 14:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/red-carpet-venezia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27863" title="red-carpet-venezia" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/red-carpet-venezia.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Avrà inizio domani, 29 agosto la 69° Mostra d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia che, nonostante la crisi economica e la necessità di tirare la cinghia, anche quest&#8217;anno ospiterà tante star internazionali e non. Tra i divi più attesi al Lido c&#8217;è sicuramente Robert Redford, l&#8217;attore e regista sbarcherà in laguna con <em>The Company you Keep</em>, un action thriller politico da lui diretto e interpretato (insieme a Shia LaBeouf) in cui veste i panni di un militante di un&#8217;organizzazione radicale di sinistra ricercato per aver commesso un omicidio negli anni Settanta.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-company-you-keep.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27864" title="the-company-you-keep" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-company-you-keep.jpg" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p>Altrettanto atteso, ma da un pubblico differente, è Zac Efron, protagonista di <em>At Any Price</em>. Nel film, diretto da Ramin Bahrani, lo vedremo nel ruolo di un giovane che aspira a diventare un pilota automobilistico: per coronare il suo sogno, però, farà molte rinunce.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/at-any-price.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27865" title="at-any-price" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/at-any-price.jpg" alt="" width="450" height="301" /></a></p>
<p>Neanche a farlo a posta, quest&#8217;anno a Venezia sbrcherà anche la ex fiamma di Zac Efron, Vanessa Hudgens. Accanto a lei sfilerà sul red carpet un&#8217;altra giovane star, Selena Gomez (attuale fidanzata di Justin Bieber). Le due attrici sono le protagoniste della pellicola diretta da Harmony Korine <em>Spring Breakers</em>, sulla quale già impazzano le polemiche: quattro studentesse finiscono in prigione per tentata rapina e poi conoscono un losco uomo d&#8217;affari (un irriconoscibile James Franco), che le porterà definitivamente sulla cattiva strada.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/spring-breakers.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27866" title="spring-breakers" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/spring-breakers.jpg" alt="" width="433" height="650" /></a></p>
<p>Ci sarà anche Kate Hudson in versione bruna, che aprirà la manifestazione con <em>The Reluctant Fundamentalist</em>, di Mira Nair.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-reluctant-fundamentalist.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27867" title="the-reluctant-fundamentalist" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-reluctant-fundamentalist.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Per non parlare di Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, protagonisti di <em>The Master,</em> pellicola di Paul Thomas Anderson (<em>Il petroliere</em> )ambientata negli anni Cinquanta sul mondo delle sette religiose e già data vincitrice dai bookmaker.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-master.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27868" title="the-master" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/the-master.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>E le star italiane? Ci saranno anche loro, a partire dalla madrina di questa edizione della Mostra Kasia Smutniak, seguita da Toni Servillo, protagonista dell&#8217;attesa pellicola di Marco Bellocchio <em>Bella addormentata</em>, con Alba Rohrwacher e Isabelle Huppert.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/bella-addormentata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27870" title="bella-addormentata" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/bella-addormentata.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Mentre a Gerard Depardieu spetterà il compito di chiudere la kermesse con <em>L&#8217;Homme qui rit</em> di Jean-Pierre Ameris, pellicola tratta dall&#8217;omonimo romanzo di Victor Hugo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/lhomme-qui-rit.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27869" title="lhomme-qui-rit" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/lhomme-qui-rit.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
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