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	<title>Movielicious &#187; Walt Disney</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Walt Disney: il lato oscuro del genio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 08:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Biancaneve e i sette nani]]></category>
		<category><![CDATA[Disney Brothers Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Leni Riefenstahl]]></category>
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		<description><![CDATA[50 anni fa ci lasciava una delle figure più controverse del XX secolo. Ma chi era davvero il papà di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Disney_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54781" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Disney_1.jpg" alt="Disney_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Personificazione esemplare dei dettami basilari del Sogno Americano, crasi perfetta, irripetibile fra il mondo della fantasia e quello dell&#8217;imprenditoria, ma anche figura manageriale altamente controversa, specchio della paranoia post-bellica USA e delle contraddizioni di un sistema scisso fra avanguardia tecnica e oscurantismo sociale.</p>
<p>Demiurgo della mitologia fiabesca moderna e di un immaginario smisurato destinato a imporsi nella memoria collettiva e nella cultura popolare una generazione dopo l&#8217;altra, insensibile allo scorrere del tempo e all&#8217;alternarsi delle mode, ma anche spregiudicato uomo di potere costantemente in bilico sulle voragini più nere della cronaca del Novecento.</p>
<p>Massificando e industrializzando il divertimento su misura per tutta la famiglia, <strong>Walt Disney</strong> ha rappresentato il volto rassicurante, quando non incantevole, del mezzo cinematografico e delle sue declinazioni commerciali e, allo stesso tempo, le sue sotterranee ipocrisie, il suo strisciante conformismo, i suoi neanche tanto velati appetiti imperialistici.</p>
<p>Quello che resta dell&#8217;eredità del magnate di Chicago a cinquant&#8217;anni esatti, giorno più, giorno meno, dalla sua morte è l&#8217;idea, come già scrivemmo nella nostra recensione di <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/11/cenerentola/" target="_blank"><em>Cenerentola</em></a>, di &#8220;un ombrello societario impegnato ad accaparrarsi pezzo dopo pezzo tutto l’intrattenimento di massa d’oltreoceano&#8221; a scapito del suo discorso identitario e della sua carica innovativa, capace di riunire i settori più disparati &#8211; dall&#8217;audiovisivo alla discografia, dal <em>gaming</em> all&#8217;editoria &#8211; sotto l&#8217;egemonia del marchio, traendo profitto, di volta in volta, dalla contingenza storica del momento.</p>
<div id="attachment_54782" style="width: 644px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Disney_1918.jpg"><img class="wp-image-54782 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Disney_1918.jpg" alt="Disney_1918" width="634" height="541" /></a><p class="wp-caption-text">Una vignetta di Disney per Stars and Stripes</p></div>
<p>Fu così sin dagli albori, quando, nel 1918, un Disney ancora diciassettenne e pertanto troppo giovane per essere arruolato come volontario nelle fasi finali della Grande Guerra reagì realizzando vignette di natura patriottica, la sua prima attività grafica regolarmente pubblicata e retribuita, inizialmente per il giornale scolastico e in seguito per il tabloid militare <em>Stars and Stripes</em>, dando formalmente il via alla sua formazione professionale.</p>
<p>La passione per l&#8217;<strong>animazione</strong> si manifestò soltanto nel decennio successivo, dopo un breve periodo di praticantato, di studi da autodidatta e di pionieristici esperimenti che portarono alla fondazione in terra losangelina, nel 1923, del <strong>Disney Brothers Studio</strong> (che oggi è la <strong>Walt Disney Company</strong>): ci vollero anni prima che l&#8217;attività si dimostrasse proficua e non, contrariamente a quanto si crede, con la nascita di <strong>Topolino</strong>, ma con la creazione del suo immediato predecessore, <strong>Oswald</strong> il coniglio fortunato, ceduto alla Universal nel giro di pochi mesi dopo una disputa legata alla proprietà intellettuale del personaggio.</p>
<div id="attachment_54783" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oswald_Lucky_Rabbit.jpg"><img class="wp-image-54783 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oswald_Lucky_Rabbit.jpg" alt="Oswald_Lucky_Rabbit" width="720" height="525" /></a><p class="wp-caption-text">Oswald il coniglio fortunato</p></div>
<p>Se <strong><em>Mickey Mouse</em></strong> e il suo esordio in <em>Steamboat Willie </em>nel 1929 sono ormai segni riconoscibilissimi della preistoria della compagnia, anche grazie all&#8217;inclusione, dal 2008, nel logo della Disney Animation Studios che precede ogni lungometraggio, fu comunque anche merito della moglie di Walt, <strong>Lillian Bounds</strong>, che propose di battezzare la futura mascotte dell&#8217;azienda con un nome molto più accattivante e decisamente meno pomposo rispetto al previsto Mortimer; e se questo non basta a ridimensionare l&#8217;apporto di Disney alla definizione della sua invenzione più conosciuta, va ricordato che il suo design definitivo è in realtà opera in toto del suo più fido collaboratore, l&#8217;animatore <strong>Ub Iwerks</strong>.</p>
<p>Seguì il decennio fortunatissimo delle <em><strong>Silly Symphonies</strong></em>, corti di estrema cura formale che, oltre a definire la poetica e l&#8217;inventiva degli studios e a costituire il primo step verso la compiutezza narrativa dei futuri capolavori, funsero da effettiva palestra per il cast tecnico che, fra il 1934 e il 1937, si dedicò alla produzione di <strong><em>Biancaneve e i sette nani</em></strong>, primo lungometraggio a cartoni animati della storia del cinema. Un trionfo tutt&#8217;altro che annunciato per un progetto che Disney covava già dall&#8217;adolescenza e sul cui fallimento molti contemporanei erano pronti a scommettere: la &#8220;Follia Disney&#8221;, come venne ironicamente ribattezzata dall&#8217;establishment, aveva tutti i presupposti &#8211; budget iniziale quadruplicato in primis &#8211; per trasformarsi in un irrecuperabile disastro, ma il successo fu così travolgente da avere ripercussioni anche nel Vecchio Continente.</p>
<div id="attachment_54785" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/leni-riefenstahl_and_Hitler.jpg"><img class="wp-image-54785 size-large" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/leni-riefenstahl_and_Hitler-1024x882.jpg" alt="leni-riefenstahl_and_Hitler" width="1024" height="882" /></a><p class="wp-caption-text">Leni Riefenstahl al ianco di Adolf Hitler</p></div>
<p>L&#8217;anno successivo all&#8217;uscita del film venne infatti accolto con tutti gli onori negli studi di Burbank il più potente e tecnologicamente avanzato cineasta d&#8217;Europa, in visita negli Stati Uniti per pubblicizzare la sua ultima fatica per il grande schermo: niente di male, se la persona e il film in questione non fossero stati la regista ufficiale del Terzo Reich, <strong>Leni Riefenstahl</strong>, e il suo <em>Olympia.</em> Un evento avvolto dal mistero e su cui permangono molti interrogativi (davvero Disney ignorava l&#8217;identità della sua ospite, come disse in seguito? È solo un caso che Disney, insieme a un risaputo simpatizzante nazista come Charles Lindbergh, sarebbe stato di lì a poco una delle personalità preminenti del comitato per il non-interventismo?), ma che inquinarono la reputazione di Disney al punto tale da far sorgere qualche legittimo sospetto sulle sue presunte <strong>tendenze antisemite</strong>.</p>
<p>E se su questo punto ci si potrebbe ancora permettere il beneficio del dubbio, assai più inequivocabili rimangono due iniziative successive, ossia la scelta dirigenziale di escludere totalmente dal reparto animazione le donne, in quanto &#8220;inadeguate al lavoro creativo&#8221;, e il ruolo di primo piano nella fondazione della MPA, divisione hollywoodiana di quel Comitato per le Attività Antiamericane che, cavalcando il clima di isteria instauratosi a Seconda Guerra Mondiale conclusa, avrebbe perseguitato centinaia di membri dell&#8217;industria cinematografica (o semplici addetti ai lavori, come alcuni ex impiegati dello stesso Disney) per le loro, presunte o meno, simpatie filo-comuniste.<br />
Di lì all&#8217;incubo maccartista il passo sarebbe stato brevissimo.</p>
<p>Il resto, l&#8217;irresistibile ascesa e le tappe fondamentali di una carriera piena di capolavori, è storia più che nota ed è superfluo per noi ripercorrerla; ci limitiamo quindi, sotto la luce abbagliante delle celebrazioni, a fare un po&#8217; di ombra e a delineare con qualche accenno di verità &#8211; quella che, per la cronaca, mancava a una buffonata indulgente e fasulla come <strong><i>Saving Mr. Banks</i></strong> &#8211; il profilo di una delle figure più rappresentative e caratterizzanti, nel bene e nel male, del secolo scorso.</p>
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		<title>Saving Mr. Banks</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 10:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dietro le quinte di Mary Poppins, con Emma Thompson e Tom Hanks alla mercé di una storia lontana dalla]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2013)<br />
Uscita: 20 febbraio 2013<br />
Regia: John Lee Hancock<br />
Con: Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/saving-mr-banks.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35111" title="saving-mr-banks" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/saving-mr-banks.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p>Dio salvi la regina, benedica l&#8217;America e già che c&#8217;è, butti un occhio anche su <strong>Mary Poppins</strong>, la tata delle tate.</p>
<p>Non è la prima volta che Hollywood decide di raccontare le storie che si celano dietro la realizzazione dei film. Da<em> L’Ombra del Vampiro</em>, pellicola diretta nel 2000 da E. Elias Merhige su come fu ideato e portato a compimento il <em>Nosferatu</em> di Murnau, all&#8217; <em>Ed Wood</em> di Tim Burton, fino al più recente <em>Hitchcock</em>, con Sir Anthony Hopkins nei panni del maestro del brivido, sulla travagliata lavorazione di <em>Psycho</em>. Si tratta di un genere di film particolare che punta a far leva sulla curiosità degli spettatori più indiscreti. E adesso anche il segrteo di Mary Poppins, uno dei titoli di punta di casa Disney, pellicola che ha cresciuto tre generazioni di bambini e che con un poco di zucchero li ha accompagnati verso l&#8217;età adulta si appresta ad essere rivelato.</p>
<p>Era solo una questione di tempo e prima o poi, anche sulla pellicola di Robert Stevenson, avrebbero fatto un film. Un film, sul film.<br />
Ci ha pensato la Disney (e chi altri, sennò?), che ha affidato a <strong>John Lee Hancock</strong> (regista di <em>The Blind Side</em> e sceneggiatore di <a href="http://www.movielicious.it/2012/07/12/biancaneve-e-il-cacciatore/"><em>Biancaneve e il cacciatore</em></a> e del prossimo <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/18/maleficent-scene-inedite-nel-nuovo-teaser/"><em>Malefica</em></a>) la regia di <em><strong>Saving Mr. Banks</strong></em>, film velatamente ispirato alle diatribe sui diritti di sfruttamento cinematografico legati a Mary Poppins, il romanzo che <strong>Pamela Lyndon Travers</strong> pubblicò nel 1934, primo di una lunga serie sulle vicende della supertata volante. Velatamente perché tra la Travers e <strong>Walt Disney</strong> i rapporti furono tutt&#8217;altro che idilliaci, anzi. Al magnate americano dell’animazione ci vollero quindici anni per convincere la scrittrice australiana a cedergli i diritti del libro. Poi, un po&#8217; per sfinimento (il vecchio Walt sapeva essere molto convincente) e un po&#8217; perché i romanzi della Travers non vendevano più come un tempo, alla fine la donna dovette accettare la negoziazione. Ma mentre la verità storica ci parla di situazioni al limite dello sgradevole, di scontri verbali tra i due piuttosto accessi e altre amene storielle, il film di John Lee Hancock si mantiene sempre su toni garbati ed eccessivamente composti. La Travers, alla fine, pur avendo ceduto i diritti del suo libro, non ha mai dato l&#8217;assenso pieno alla realizzazione di Mary Poppins. Non voleva che ci fossero parti animate, non voleva le canzoncine che invece hanno fatto il successo della pellicola e, soprattutto, non voleva che la protagonista fosse <strong>Julie Andrews</strong>. Dunque nessuna verità storica per <em>Saving Mr. Banks</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/saving-mr-banks-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35114" title="saving-mr-banks-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/saving-mr-banks-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ma il vero problema del film è proprio Mr. Banks. Forse non tutti sanno che Mary Poppins non arriva a casa Banks per salvare i bambini, ma il loro papà, Mr. Banks appunto. Da cosa? Da se stesso e dalle sue rigidità di padre, dalle sue mancanze e inadempienze nei confronti dei figli. Una realtà che la Travers ha vissuto da piccola, quando ancora era in Australia con la sua famiglia. Il rapporto travagliato con il padre, che impariamo a conoscere a suon di fastidiosi flashback, porta la pellicola su due piani narrativi differenti. Siamo al tempo stesso a Hollywood, dove un esuberante Walt Disney negozia con la scrittrice  per poter realizzare il film a modo suo e in Australia, circa cinquant&#8217;anni prima, dove una Pamela Travers bambina ha un rapporto di amore e odio con il padre alcolizzato (interpretato da un mai così straniato <strong>Colin Farrell</strong>). Risultato: la storia principale perde di ritmo e i toni drammatici vengono allentati fino all&#8217;esasperazione.</p>
<p>In un film in cui dramma e commedia si alternano secondo uno schema convulso e senza mai trovare il giusto equilibrio, viene confezionata una storia retorica e rassicurante come solo la Disney riesce a fare. Poco importa se la realtà dei fatti sia un&#8217;altra. Il sentimentalismo spiccio è sempre in agguato e alla fine magari ci scappa anche una lacrima. Così si torna a casa col sorriso e siamo tutti felici. <strong>Tom Hanks</strong>, da bravo mestierante qual è, si limita a interpretare un dignitoso Walt Disney ed è sempre un piacere vedere <strong>Emma Thompson</strong> in azione nei panni di un&#8217;irremovibile Pamela Travers. C&#8217;è anche <strong>Paul Giamatti</strong>, l&#8217;autista Ralph che accompagna la scrittrice durante il soggiorno americano. Un ruolo da comprimario discreto e credibile che conferisce un po&#8217; di verità umana a una storia che, nonostante i presupposti, non ne porta traccia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Tim Burton bell&#8217;addormentato</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 10:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>

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		<description><![CDATA[Svelato il prossimo progetto del regista di Alice. Un altro classico Disney reinterpretato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/maleficent.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11338" title="maleficent" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/maleficent.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Stiamo ancora aspettando l&#8217;arrivo di Alice vista da Tim Burton, ma ecco le prime indiscrezioni sul prossimo progetto del regista. Pare che continuerà il sodalizio con la Disney, visto che Burton dovrebbe occuparsi della versione live de <em>La bella addormentata nel bosco</em>. Ovviamente, si tratterà di una versione estremamente poco convenzionale della favola: verrà infatti narrata dagli occhi di Malefica, la strega cattiva. Inutile dire che il ruolo andrà quasi certamente a Helena Bonham Carter. Ci chiediamo solamente come farà Tim Burton a rendere protagonista del tutto il solito Johnny Depp.</p>
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		<title>Avatar come Pocahontas?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 13:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[James Cameron]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>

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		<description><![CDATA[Un trailer fatto da un utente YouTube porta alla luce una scomoda verità e inaspettate similitudini]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=iITZiZM0CtY[/youtube]</p>
<p>A qualcuno, sul web, il film epico di James Cameron deve aver ricordato qualcosa. Già, ma cosa? Ecco spiegato il mistero, con un video che mescola sequenze da <em>Pocahontas</em> versione Walt Disney con l&#8217;audio di <em>Avatar</em>. L&#8217;effetto è decisamente inquietante.<br />
Non è la prima volta che Hollywood viene accusata di saccheggiare un classico d&#8217;animazione di zio Walt: ecco lo stesso trattamento riservato a <em>New Moon</em>.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=QG80a4zKEIc[/youtube]</p>
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