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	<title>Movielicious &#187; Ora al cinema</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Una notte con la regina</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 12:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Bel Powley]]></category>
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		<category><![CDATA[Una notte con la regina]]></category>

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		<description><![CDATA[ Julian Jarrold al timone di questa delicata commedia in costume con Sarah Gadon e Rupert Everett.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(A Royal Night Out, UK, 2015)<br />
Uscita: 7 aprile 2016<br />
Regia: Julian Jarrold<br />
Con: Sarah Gadon, Bel Powley, Jack Reynor, Rupert Everett, Emily Watson<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52596" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out.jpg" alt="A_Royal_Night_Out" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Curioso come <strong>Julian Jarrold</strong> abbia fatto del<strong> &#8220;</strong>normale&#8221; che si trova ad affrontare il &#8220;diverso&#8221; un elemento caratteristico del suo cinema, soprattutto se inserito in una storia di rivalsa sociale. Un elemento ben presente in <em>Kinky Boots</em>, stravagante commedia su una fabbrica di scarpe vecchio stampo che si salva dal fallimento iniziando a produrre eccentrici stivali per drag queen, e anche in <em>Becoming Jane</em>, pellicola nella quale il regista inglese ha inserito, un po&#8217; forzatamente, i tormenti e le ambizioni presenti in <em>Orgoglio e Pregiudizio</em> nella vita privata di Jane Austen, nella realtà ben più monotona. Ed è presente anche in <em><strong>Una notte con la regina</strong></em>, garbata commedia che prende spunto da un episodio realmente accaduto, su cui Jarrold ricama un po&#8217; su,  confezionando un prodotto godibile ed estremamente british.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52597" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/A_Royal_Night_Out_2.jpg" alt="A_Royal_Night_Out_2" width="1000" height="667" /></a></p>
<p>Londra, 8 maggio 1945. In tutta Europa si celebra la giornata della Vittoria. Gli Alleati accettano la resa incondizionata dell&#8217;esercito nazista e nella capitale inglese esplode la gioia della gente che si riversa nelle strade per festeggiare la fine della Seconda Guerra Mondiale. Le due giovani principesse Elizabeth (<strong>Sarah Gadon</strong>) e Margaret Windsor (<strong>Bel Powley</strong>), affascinate da quel brulichio di persone, riescono a strappare a Re Giorgio VI (<strong>Rupert Everett</strong>) e alla Regina (<strong>Emily Watson</strong>) il permesso di uscire, a patto che accettino la scorta di due ufficiali, che non lascino l&#8217;Hotel Ritz e che rientrino entro mezzanotte. Ma Margaret riesce a sgattaiolare via dall&#8217;hotel, costringendo Elizabeth a inseguirla per tutta Londra.</p>
<p>Lo spunto da cui prende il via <em><strong>Una notte con la regina</strong></em> è buono e l&#8217;idea delle due principesse in giro per Londra in incognito non fanno che rafforzarlo. Naturalmente Julian Jarrold si è divertito anche qui, come nel caso di <em>Becoming Jane</em>, a romanzare molto una storia vera ma di cui non si conoscono i dettagli, soprattutto quelli più squisitamente romantici: nello specifico l&#8217;incontro tra la futura regina Elisabetta e il giovane aviere Jack <strong>(Jack Reynor</strong>) che ignora chi la ragazza sia in realtà, così come tutte le persone incontrate in quella folle, magica notte. Commedia vivace e ingenua che si fregia di un cast notevole (Rupert Everett è perfetto nei panni del re balbuziente, così come Sarah Gadon, attrice feticcio di David Cronenberg, in quelli della giovane Elisabetta) che trova nell&#8217;interpretazione di Bel Powley, una principessa Margareth un po&#8217; goffa e alla costante ricerca di attenzione, un concentrato di freschezza e vivacità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Il sapore del successo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 12:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Brühl]]></category>
		<category><![CDATA[Il sapore del successo]]></category>
		<category><![CDATA[Sienna Miller]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Knight]]></category>

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		<description><![CDATA[Bradley Cooper, Daniel Brühl e Sienna Miller in una deliziosa commedia agrodolce.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Burnt, USA 2015)<br />
Uscita: 26 novembre 2015<br />
Regia: John Wells<br />
Con: Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Brühl<br />
Durata: 1 ora e 41 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Burnt_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50937" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Burnt_1.jpg" alt="Burnt_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Mentre sul piccolo schermo i palinsesti continuano a riempirsi di chef stellati, risoratori e casalinghe più o meno improvvisate che mostrano a un pubblico in cerca di segreti da rivendersi alla prossima cena ricette di ogni livello di difficoltà, il cinema continua a cavalcarla, questa travolgente onda gastronomica che non sembra conoscere crisi. Dopotutto il cibo ha ormai smesso da tempo di essere puro e semplice nutrimento, diventando un ele­men­to fon­da­men­ta­le, identificativo del nostro way of living, con gli chef osannati come rockstar e salutati come guru, fautori del ritorno alla esperienza sensoriale primaria. E&#8217; figlio di quella che i sociologi definiscono una delle ossessioni del millennio anche <strong><em>Il sapore del successo</em></strong>, commedia con un cast a dir poco stellare diretta da <strong>John Wells</strong> (produttore esecutivo di <em>E.R.</em>, e regista de <em>I segreti di Osage County</em>), anche se è <strong>Steven Knight</strong> (che ha scritto gioielli quali <em>Piccoli affari sporchi e</em> <em>La promessa dell&#8217;assassino</em> e ha sceneggiato e diretto uno dei film più essenziali e avvincenti degli ultimi anni, <em>Locke</em>) a fare in modo che il film non vada a infittire le fila delle tante prescindibili kitchen comedies (da <em>Chef</em> a <em>La cuoca del presidente</em>, passando per <em>Julie&amp;Julia</em>) arrivate in sala negli ultimi anni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Burnt_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50938" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Burnt_2.jpg" alt="Burnt_2" width="540" height="405" /></a></p>
<p>Lo sceneggiatore inglese si diverte infatti a giocare con un cliché amato dal pubblico generalista, avezzo alle cucine da reality show, ma nel frattempo solletica anche lo spettatore più sofisticato attraverso dialoghi perfettamente strutturati e situazioni ben congeniate. Così utilizza una kitchen story per fare da sfondo al per­cor­so di cre­sci­ta per­so­na­le del pro­ta­go­ni­sta Adam Jones (<strong>Bradley Cooper</strong>), lo chef due stelle Mi­che­lin che no è stato in grado di gestire il successo raggiunto, facendo fallire il locale parigino in cui lavorava. Rock­star dei fornel­li con un pessimo carattere, l’ex en­fant ter­ri­ble della ri­sto­ra­zio­ne francese era diventato fa­mo­so per la con­ti­nua ­ricer­ca del bri­vi­do nella crea­zio­ne di esplo­sio­ni di gusto. Tra frenesie e malumori, Adam decide di ricominciare da zero e di aprire un ristorante a Londra, circondato da uno staff di prim’ordine da cui pretende, ça va sans dire, la perfezione, tra cui spiccano l&#8217;eccellente cuoca Helene (<strong>Sienna Miller</strong>) e il maître Tony (<strong>Daniel Brühl</strong>). L’obiettivo: ottenere la terza, agognatissima, stella Michelin.</p>
<p>Lo spietato cecchino di Clint Eastwood passa così dietro ai fornelli nelle vesti di un Gordon Ramsay decisamente più avvenente dell&#8217;originale, sospinto da un grande sogno di rivalsa nei confronti del mondo e, soprattutto, verso se stesso. Ne <em>Il sapore del successo</em> (ma il <em>Burnt</em> originale, anche in questo caso, non era meglio?) il regista John Wells se la cava egregiamente nel mettere in scena il perfezionismo ossessivo che invade le cucine dei gradi chef, insistendo giustamente su quanto sia fondamentale l&#8217;aspetto collaborativo nella creazione di un piatto e su come l&#8217;anello debole di questa frenetica catena possa rovinare il risultato di tutti. Promosso Bradley Cooper e promossa anche Sienna Miller (qui alle prese con un personaggio un po&#8217; più strutturato rispetto a quelli à la bella bionda e dice sempe sì con i quali ci ha abituati a vederla), ma a sorprendere ancora una volta è Daniel Brühl, misuratissimo maître dalla sensibilità spiccata che inanella l&#8217;ennesima prova superba. Di gran lunga il migliore di tutti.</p>
<p>Voto 6,5</p>
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		<title>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte II</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/19/hunger-games-il-canto-della-rivolta-parte-ii/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 13:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Katniss Everdeen va alla guerra e il franchise si chiude con un finale raffazzonato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hunger Games: Mockingjay &#8211; Part 2, USA 2015)<br />
Uscita: 19 novembre 2015<br />
Regia: Francis Lawrence<br />
Con: Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson<br />
Durata: 2 ore e 16 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hunger_Games_Slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50880" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Hunger_Games_Slide.jpg" alt="Hunger_Games_Slide" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Si conclude in modo piuttosto deludente la saga cinematografica basata sui romanzi di <strong>Suzanne Collins</strong>: dopo un <a href="http://www.movielicious.it/2012/05/03/hunger-games/" target="_blank">primo capitolo</a> (firmato da Gary Ross) notevole, un <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/27/hunger-games-la-ragazza-di-fuoco/" target="_blank">secondo</a> anche migliore, in grado di bilanciare perfettamente azione e sentimento, vendetta e spettacolarità e un <a href="http://www.movielicious.it/2014/11/18/hunger-games-il-canto-della-rivolta-parte-i/" target="_blank">terzo</a> decisamente più deludente, la nostra fiducia era tutta riposta in questo <em><strong>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte II</strong></em>. Ci si aspettava un finale potente, epico e mozzafiato dopo che la scelta di dividere in due film il terzo libro aveva pesantemente influito sulla riuscita della pellicola precedente, la cui afasia, interpretata come un trampolino di lancio per il gran finale, avevamo in parte giustificato. Gran finale che invece ci ha lasciati, senza tanti giri di parole, con l&#8217;amaro in bocca.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/hunger-games-mockingjay-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50882" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/hunger-games-mockingjay-2.jpg" alt="hunger-games-mockingjay-2" width="640" height="465" /></a></p>
<p><em>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte II</em> inizia esattamente dove era terminato il film precedente. Katniss (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) è stata appena aggredita da Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>), tornato da Capitol City dopo aver subito un pesante lavaggio del cervello che lo ha convinto del fatto che la ragazza sia il nemico da annientare. I distretti sono ormai in rivolta e sono in piena guerra contro Capitol, mentre Katniss ha un solo scopo: uccidere il presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>) in una definitiva resa dei conti. In compagnia di un gruppo di amici ed alleati, tra cui Gale (<strong>Liam Hemsworth</strong>), Finnick (<strong>Sam Claflin</strong>) e lo stesso Peeta, Katniss parte per una folle missione con l’obiettivo di uccidere l&#8217;acerrimo nemico di sempre: Snow. Dietro di loro, in seconda linea, ritroviamo le grandi personalità: il capo dei ribelli Alma Coin (<strong>Julianne Moore</strong>), magnetico leader della rivolta; <strong>Philip Seymour Hoffman</strong> nel ruolo di Plutarch (alla sua ultima apparizione), Haymitch (<strong>Woody Harrelson</strong>) ed Effie (<strong>Elizabeth Banks</strong>), che sono stati fin dall’inizio con Katniss e Peeta, anche se qui hanno un ruolo marginale.</p>
<p>Peccato che la saga che è stata in grado di rinnovare il genere young adult con tematiche violente e cupe sia finita in modo non adeguato, rovinando quanto di buono era riuscita a seminare fino ad oggi. Parte della colpa è sicuramente da attribuire alla moda dilagante (iniziata con Harry Potter e la divisione in due film de <em>I Doni della Morte</em>) di splittare l&#8217;ultimo capitolo, cosa che se da un lato va incontro al successo commerciale della pellicola, dall&#8217;altro rischia di allungare in modo ingiustificato eventi e situazioni. Ed è quello che accade ne <em>Il canto della rivolta &#8211; Parte 2</em>: personaggi che non si sa bene che fine facciano, dialoghi ai limiti dell&#8217;infantilità e del bamboccesco, una conclusione affrettata e apparentemente poco maturata e quelle due o tre scene action ben girate buttate lì tanto per non eccedere in smancerie e inutili leziosità. La pungente analisi sociologica della saga letteraria, perfettamente riportata nei primi due film, che ha avuto il coraggio di raccontare un mondo vittima della guerra e sopravvissuto a se stesso in cui l&#8217;uomo è stato ridotto in schiavitù dal potere dei media e di chi li controlla, lascia così il posto a un war-movie fiacco e romantico, che si dirige con andatura da pachiderma verso un  finale eccessivamente melenso e ai limiti del ridicolo.</p>
<p><strong>Voto </strong>4,5</p>
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		<title>Mr. Holmes &#8211; Il mistero del caso irrisolto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 06:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bill Condon]]></category>
		<category><![CDATA[Ian McKellen]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Linney]]></category>
		<category><![CDATA[Milo Parker]]></category>
		<category><![CDATA[Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ian McKellen in un'insolita versione nonagenaria del detective londinese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Mr. Holmes, USA-U.K. 2015)<br />
Uscita: 19 novembre 2015<br />
Regia: Bill Condon<br />
Con: Ian McKellen, Milo Parker, Laura Linney<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Videa-CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50868" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_1.jpg" alt="Mr_Holmes_1" width="794" height="441" /></a></p>
<p><em>&#8220;I&#8217;ve spent much of my life outrunning the past, and now it floods all over me&#8221; </em>&#8211; <em>Demoni e dei</em></p>
<p>Archiviata la parentesi puramente alimentare del <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/14/the-twilight-saga-breaking-dawn-parte-2/" target="_blank">capitolo conclusivo della saga di <em>Twilight</em> </a>e metabolizzato brutalmente il disastro de <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/10/24/il-quinto-potere/" target="_blank">Il quinto potere</a></em>, alla carriera altalenante e mai pienamente decollata di un onesto mestierante come <strong>Bill Condon</strong> serviva quanto mai urgentemente un impellente ritorno sui propri passi, un contesto più personale e congeniale rispetto alle prestazioni di mercenariato successive all&#8217;exploit di <em>Dreamgirls</em>.</p>
<p>In questo senso, <em><strong>Mr. Holmes &#8211; Il mistero del caso irrisolto</strong></em><strong> </strong>altro non è che la riproposizione remissiva e conciliante dell&#8217;apparato del precedente <em>Demoni e dei</em>, complice la convergenza tanto tematica, dalla necessità della bugia come antidoto contro la banale miseria dei fatti alla riflessione sul binomio malattia/vecchiaia &#8211; già parole chiave della lettera d&#8217;addio di James Whale &#8211; quanto personaggistica, con la rassegnazione della senilità a confrontarsi con il richiamo della coscienza (la burbera governante che fu di Lynn Redgrave qui &#8220;reinterpretata&#8221; da <strong>Laura Linney</strong>), con il potere rinvigorente della gioventù (il risveglio dionisiaco provocato dall&#8217;attrazione per il prestante giardiniere interpretato da Brendan Fraser, qui traslato nell&#8217;innocua, zuccherosa confidenza transgenerazionale con il piccolo Roger) e, per estensione, con l&#8217;ombra di un passato che incombe ipocrita e posticcio a coprire verità inconfessate (la maschera meschina dello star system della Hollywood anni &#8217;30 come la leggenda iconica edulcorata e fasulla alimentata dagli aggiustamenti e dagli abbellimenti delle cronache di Watson).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50869" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Mr_Holmes_2.jpg" alt="Mr_Holmes_2" width="656" height="343" /></a></p>
<p>A esplicitare ulteriormente il parallelo è la scelta di affidare nuovamente il ruolo a <b>Ian McKellen</b>, chiamato a impersonare un&#8217;insolita versione nonagenaria del detective londinese con la stessa cosmica desolazione che affliggeva il papà del Frankenstein della Universal. Ma il risultato, curioso sulla carta, si ferma ai buoni propositi: un conto è infatti il lavoro di decostruzione del genere e del mito come quello operato, per citare l&#8217;esempio più clamoroso ed efficace, da Robert Altman sul Marlowe de <em>Il lungo addio</em>, un altro è invece l&#8217;incapacità di coglierne l&#8217;essenza, riducendone le peculiarità alla semplice apparenza e al feticismo.</p>
<p>Al coraggio di rinunciare, con l&#8217;alibi dell&#8217;integrità filologica, agli elementi superficiali del personaggio (gli immancabili <em>paraphernalia </em>come la pipa e il berretto da cacciatore, a dire il vero quasi assenti nella pagina scritta) e al nutrito universo dei suoi comprimari (Watson e il fratello Mycroft sono presenze praticamente fantasmatiche) non fa eco un tratteggio sufficientemente forte da garantire l&#8217;identificazione del protagonista con la statura dell&#8217;eroe letterario.<br />
Detto più semplicemente, nonostante il mestiere di McKellen, a mancare sono proprio la personalità e lo spirito dello stesso Holmes, gli elementi che hanno contribuito a distinguerlo da decine di suoi succedanei (e il fatto che il film, a differenza del romanzo di partenza, abbia bisogno di ribadirne l&#8217;identità nel titolo suona come l&#8217;esigenza di un guitto di terza categoria di annunciare il nome della celebrità che si appresta a imitare).</p>
<p>Colpa soprattutto dell&#8217;intreccio, spezzettato su tre piani temporali autonomi, lontanissimo dalle suggestioni e dalle atmosfere dei classici e tristemente vicino ai territori della fanfic (il &#8220;caso irrisolto&#8221; di cui si fa cenno, in particolare, sembra provenire dalle <em>ghost stories</em> di Henry James e non dai gialli di Doyle), preoccupato maggiormente di tirare le fila del racconto, con il solito trionfo del valore benefico della menzogna e un lieto fine che più rassicurante non si potrebbe, che non di delinearlo, rendendo Holmes nulla di più di un mero espediente narrativo senza il quale la storia perderebbe ogni motivo di interesse. In nome di un ecumenico &#8220;cinema della nonna&#8221;, Condon privilegia il lato piattamente umano delle vicende, mettendo al centro lo stracco tòpos della redenzione del vecchio fatalista ad opera della vitalità del bambino (aspetto reso ancor più molesto dalla caratterizzazione innaturale del dodicenne <strong>Milo Parker</strong>, <em>child actor</em> di rara antipatia) e centellinando gli spunti più affascinanti, come l&#8217;episodio di puro metacinema in cui Holmes, già in pensione, scopre con sdegno i romanzatissimi adattamenti per il grande schermo delle sue precedenti avventure.</p>
<p>Spogliato tanto del mistero e della tensione della tradizione romanzesca quanto dell&#8217;intenzione di indagare in profondità nello scontro e nella coesistenza tra realtà e finzione, <em>Mr. Holmes</em> si accontenta di fluttuare in una docile dimensione da <em>feel good movie </em>bucolico che restituisce allo spettatore le stesse certezze che aveva all&#8217;inizio e che lo adagia nella più blanda, inoffensiva convenzione. Per una visione davvero radicale e demistificante dell&#8217;investigatore di Baker Street, più che alla riduzione fracassona di Guy Ritchie o all&#8217;inflazionata miniserie firmata BBC, consigliamo di rivolgersi al sottovalutato divertissement <em>Senza indizio </em>o, meglio, all&#8217;elegante malinconia di <em>Vita privata di Sherlock Holmes</em> di Billy Wilder.</p>
<p>Voto 4</p>
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		<title>Miss Julie</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 07:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liv Ullmann torna alla regia con la trasposizione del classico di Strindberg.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Julie, Norvegia-U.K. 2014)<br />
Uscita: 19 novembre 2015<br />
Regia: Liv Ullmann<br />
Con: Jessica Chastain, Colin Farrell, Samantha Morton<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Lab 80 Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss-Julie_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50840" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss-Julie_1.jpg" alt="Miss Julie_1" width="1000" height="537" /></a></p>
<p>Dopo <em>La notte del piacere</em> del 1951 di Alf Sjoberg, vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes, e <em>Miss Julie</em> diretto nel 1999 da Mike Figgis, il terzo adattamento ciematografico dell&#8217;opera teatrale firmata da <strong>August Strindberg</strong> nel 1888 passa attravero lo sguardo dell&#8217;ultima musa di Ingmar Bergman, <strong>Liv Ullmann</strong> (<em>Sofie</em>, <em>L&#8217;infedele</em>). Alla sua sesta regia, l&#8217;attrice e regista norvegese riprende una piéce forte che gettò non poco scompiglio nella società conformista di fine Ottocento e che sottolinea la dimestichezza con cui Strindberg fosse in grado di mettere a nudo i meccanismi più violenti e controversi di una relazione a due. Rispetto all&#8217;opera originale con la vicenda ambientata in Svezia, terra di origine del drammaturgo, Liv Ullmann sposta il contesto in un&#8217;Irlanda apparentemente bucolica in cui i toni pastello si affiancano al rosso dei capelli della Chastain e al suo incarnato eburneo, facendola sembrare appena uscita da un dipinto preraffaellita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss_Julie_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50841" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Miss_Julie_2.jpg" alt="Miss_Julie_2" width="650" height="295" /></a></p>
<p>Siamo nell&#8217;estate del 1890 e durante la notte di S. Giovanni i festeggiamenti impazzano. In una grande casa di campagna, Miss Julie (<strong>Jessica Chastain</strong>), figlia di un ricco proprietario terriero, si ritrova al centro di una battaglia di classe e tra sessi quando inizia a giocare pericolosamente con John (<strong>Colin Farrell</strong>), il valletto del padre, cercando di sedurlo. I due si amano e si odiano sotto l&#8217;occhio attento e impotente di Kathleen (<strong>Samantha Morton</strong>), cuoca di famiglia e fidanzata di John. In una pellicola fedelissima alle tre unità aristoteliche, le dinamiche servo-padrone verranno affermate per essere poi improvvisamente ribaltate.</p>
<p>E&#8217; un vero e proprio gioco al massacro, fisico e psicologico, quello a cui assistiamo che si svolge quasi interamente nella grande cucina della casa e che ci mostra come la forza dell&#8217;opera strindberghiana risieda principalmente nella dicotomia e nel conflitto presenti in ogni angolo della sua piéce più nota. In <em><strong>Miss Julie</strong></em> la lotta infatti è sociale (ricchi-poveri), di genere (uomo-donna) ed è anche umana (forza-debolezza) e la Ullmann ce la mette tutta per non perdere questo prezioso materiale, ma l&#8217;eccessiva impostazione teatrale rende la fruizione del film non facile, appesantendola in più di un pessaggio. Dal punto di vista filologico la regista è brava nel mantenere le sfumature e l&#8217;aggressività contenuta nell&#8217;opera originale e il suo tocco, intimista e introspettivo sviluppa efficacemente il tema dell&#8217;io governato da impulsi e contaddizioni tanto caro a Strindberg. La parte della regina, neanche a dirlo, tocca a Jessica Chastain, che ormai ha ben poco da dimostrare; perfetta anche Samantha Morton come spalla (la precog di <em>Minority Report</em>), nei panni di un personaggio particolarmente trasandato e soggiogato dagli eventi. A turbare gli equilibri in un cast composto da soli tre attori, ci pensa Colin Farrell che, nei lunghi e verbosi confronti di una sceneggiatura che non ha il coraggio di allontanarsi dal testo originale, non riesce proprio a tenere il passo con le sue talentuose colleghe, regalandoci un ritratto del valletto John inadeguato in più di un passaggio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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