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	<title>Movielicious &#187; 2016</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>2016: i film che hanno incassato di più in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 14:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Box Office]]></category>
		<category><![CDATA[Checco Zalone]]></category>
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		<category><![CDATA[Quo vado?]]></category>

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		<description><![CDATA[Checco Zalone ancora una volta re indiscusso del box-office.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Quo_Vado.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54951" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Quo_Vado.jpg" alt="Quo_Vado?" width="740" height="521" /></a></p>
<p>L&#8217;anno che ci siamo da poco lasciati alle spalle ha visto il trionfo di <strong>Checco Zalone</strong> e di <b><i>Quo vado?</i></b>, film diretto da Gennaro Nunziante, prodotto da TaoDue e distribuito da Medusa che ha sbancato al box office con <strong>65,3</strong> milioni di euro. In seconda posizione grande successo per Paolo Genovese con <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><b><i>Perfetti sconosciuti</i></b>,</a> con 17,3 milioni. Terzo posto per <a href="http://www.movielicious.it/2016/09/13/alla-ricerca-di-dory-recensione/" target="_blank"><b><i>Alla ricerca di Dory</i></b></a> con 15,1 milioni. Quarta posizione per <a href="http://www.movielicious.it/2016/11/16/animali-fantastici-e-dove-trovarli-recensione/" target="_blank"><b><i>Animali fantastici e dove trovarli</i></b></a> con 14,8 milioni e quinta per <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/15/revenant-redivivorecensione/" target="_blank"><b><i>Revenant</i></b></a> con 13,9 milioni. Seguono:<a href="http://www.movielicious.it/2016/10/06/pets-vita-da-animali-2/" target="_blank"><b><i> Pets &#8211; Vita da animali</i></b> </a>con 13,3 milioni; <b><i>Inferno</i></b> con 12,4 milioni; <b><i><a href="http://www.movielicious.it/2016/08/04/suicide-squad-recensione/" target="_blank">Suicide Squad</a></i></b> con 12,1 milioni; <b><i><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank">Zootropolis</a></i></b> e <a href="http://www.movielicious.it/2016/05/02/captain-america-civil-war-recensione/" target="_blank"><b><i>Captain America: Civil War</i></b></a> con 11,3 milioni.</p>
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		<title>I migliori film del 2016 secondo Andrea Bosco</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 14:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
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		<category><![CDATA[Nick Cave: One More Time with Feeling]]></category>
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		<category><![CDATA[Top Ten]]></category>

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		<description><![CDATA[La terza ed ultima top ten di Movielicious punta su titoli tutti da scoprire.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10. <em><strong>Monte </strong></em>&#8211; <em>Amir Naderi</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Monte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54942" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Monte.jpg" alt="Monte" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Cinema di impeto e di natura, di suono e di furia, di insostenibili crescendo e di orgasmi liberatori, primigenio ed elementale come l&#8217;<em>acqua</em>, il <em>vento</em> e la <em>sabbia</em> che furono e la pietra che è oggi: il massimo regista iraniano in attività si conferma, parafrasando le parole di Fitzcarraldo, un uomo &#8220;con sogni così grandi da muovere le montagne&#8221;.<br />
E questa volta, al termine della sua nuova impresa &#8211; che resta paradossalmente l&#8217;unico film italiano rilevante della stagione &#8211; c&#8217;è proprio da prenderlo in parola.</p>
<p>9. <em><strong>La canzone del mare</strong></em> &#8211; <em>Tomm Moore</em></p>
<p>Sensazionale caleidoscopio a colori tenui dall&#8217;enorme impatto visivo ed emotivo, immerso nei suoi tratti minimali, nelle sue simmetrie radiali e nel suo autentico folklore ancestrale: dopo il folgorante esordio di <em>The Secret of Kells</em>, con la sua nuova, struggente e malinconica fiaba senza tempo sospesa fra tradizione e modernità, fra dolore della perdita e gioia della vita, <strong>l&#8217;irlandese Tomm Moore</strong> si impone, insieme a Sylvain Chomet, come il più originale e pittoresco poeta dell&#8217;animazione europea contemporanea.</p>
<p>8. <em><strong>Il club</strong></em> &#8211; <em>Pablo Larraín</em></p>
<p>L&#8217;ennesima vetta del cinema profondamente politico e mai, più banalmente, ideologico di uno dei più lucidi sociologi del vivaio filmico d&#8217;Oltreoceano: rara sbirciata sull&#8217;oggi di un autore da sempre allo scandaglio delle voragini più profonde della Storia, <strong><em>Il club</em></strong> è un altro inesorabile, nerissimo incubo su quella cesura fra civiltà e barbarie che è l&#8217;assenza di coscienza, una terribile commedia, cupa e compassionevole, problematica e intransigente, sulla fallibilità di un Uomo destinato all&#8217;eterno Purgatorio.</p>
<p>7. <em><strong>Un padre, una figlia </strong></em>&#8211; <em>Cristian Mungiu</em></p>
<p>Aggirandosi nel limbo di una società ancora in bilico fra le macerie post-comuniste del passato e la burocrazia europeista del futuro, l&#8217;alfiere della cinematografia rumena del nuovo secolo raggiunge la piena maturazione e sigla l&#8217;apologo impietoso, asfissiante e di ineccepibile controllo formale di un Paese ammorbato da una corruzione, da un clientelismo e da una stagnazione che oltrepassa i confini transgenerazionali.<br />
Cinema etico al massimo del suo potenziale, dotato di eccezionale equilibrio e di chirurgica precisione.</p>
<p>6. <em><strong>The Assassin </strong></em>&#8211; <em>Hou Hsiao-Hsien</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Assassin.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54943" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Assassin.jpg" alt="The_Assassin" width="660" height="276" /></a></p>
<p>Il clamoroso ritorno del caposcuola della new wave taiwanese è un ipnotico e sfolgorante saggio di poesia dell&#8217;immagine, un&#8217;esperienza immersiva e meditativa che sfrutta l&#8217;identità e i codici del <em>wuxia</em> e del dramma <em>chuánqí </em>per trascinare lo spettatore in un seducente gioco di sintesi narrativa e visiva, fra ellissi vorticose, tableaux vivants e astrazione totale.<br />
Un racconto allo stesso tempo sofisticatissimo ed essenziale, arcano e lampante, linguaggio filmico di irraggiungibile eleganza nella sua forma più pura e incontaminata.</p>
<p>5. <em><strong>Nick Cave: </strong><strong>One More Time with Feeling </strong></em>&#8211; <em>Andrew Dominik</em></p>
<p>Il film-confessione del Principe delle Tenebre della canzone è uno straordinario scavo introspettivo negli abissi del lutto e della crisi personale che, con l&#8217;alibi del backstage e del videoclip, si traduce in un lancinante atto di dolore di incommensurabile generosità umana e creativa e, al tempo stesso, in una rielaborazione artistica<br />
che sfida i limiti tecnici ed espressivi della messinscena e che esplora con un pudore che sa di preghiera e con un utilizzo della terza dimensione che sfocia nel metafisico i meandri dello studio di registrazione e dell&#8217;anima.</p>
<p>4. <em><strong>Al di là delle montagne</strong></em> &#8211; <em>Jia Zhangke</em></p>
<p>Appropriandosi dei canoni dell&#8217;epopea storica e radicalizzandoli fino al corto circuito, <strong>Zhangke</strong>, con una libertà immaginativa totale che spazia dal melodramma alla fantascienza, dal pop al naif e dal realismo all&#8217;allegoria, si addentra magistralmente in un ambizioso ritratto della Cina moderna che è anche una riflessione universale sul tempo che passa e sull&#8217;eterno ritorno, descrivendo un mondo che ci sfugge in cui il passato, il presente e il futuro altro non sono che la sovrapposizione dello stesso momento, memoria o presagio che sia.</p>
<p>3. <em><strong>Paterson </strong></em>&#8211; <em>Jim Jarmusch</em></p>
<p>La meraviglia del quotidiano, l&#8217;inestimabilità delle piccole cose, la bellezza sorprendente che si nasconde nella routine: se c&#8217;è un compendio di tutti gli elementi del pensiero e della poetica del più grande cineasta della scena statunitense non allineata contemporanea, questo è sicuramente il quieto e subliminale miracolo di <strong><em>Paterson</em></strong>, fragile e sublime ode alla dolce, democratica consolazione dell&#8217;Arte, un sonetto a rime alterne per l&#8217;uomo comune che è quanto di più vicino alla grazia e alla leggiadria di Ozu.</p>
<p>2. <em><strong>Il figlio di Saul </strong></em>&#8211; <em>László Nemes<br />
</em><br />
Se il cinema in quanto arte figurativa ha bisogno di una soglia oltre cui lo sguardo non deve porsi, se c&#8217;è davvero una questione morale alla base di ciò che si intende raccontare e, soprattutto, su come si decide di farlo e se c&#8217;è un punto in cui l&#8217;immagine deve necessariamente farsi ineffabile e irrappresentabile, allora <em>Il figlio di</em> <em>Saul</em>, sconvolgente squarcio prospettico sull&#8217;Olocausto,<em> </em>non è soltanto un&#8217;opera capitale, imprescindibile e definitiva sul baratro del Novecento, ma un non plus ultra audiovisivo capace di mettere in crisi tutte le nostre certezze di spettatori.</p>
<p>1. <em><strong>Nostalgia della luce</strong></em> / <em><strong>La memoria dell&#8217;acqua </strong></em>&#8211; <em>Patricio Guzmán</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Patricio-Guzmán-La-memoria-dellacqua.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54945" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Patricio-Guzmán-La-memoria-dellacqua.jpg" alt="Patricio-Guzmán-La-memoria-dellacqua" width="800" height="450" /></a></p>
<p>Il Cile è un Paese che giace sotto il peso delle proprie ferite, segnato nel corpo e nello spirito, martoriato nella sua assurda, barcollante conformazione idrogeologica e nella concatenazione di violenza che ne compone la Storia, recente o remota che sia.<br />
In un dittico elegiaco antitetico e speculare in cui si passa dall&#8217;aridità del deserto alla vitalità dell&#8217;oceano, dall&#8217;indagine cosmologica con gli occhi rivolti verso il cielo alle infinite memorie del sottosuolo, <strong>Guzmán</strong> realizza l&#8217;affresco lirico e totalizzante di una civiltà “da dispiegare e da riavvolgere”, un documento di sovrumana suggestione che coniuga alla perfezione la missione mnemopolitica del cinema con una fede incrollabile nel potere delle immagini.</p>
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		<title>I migliori film del 2016 secondo Fabio Giusti</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/24/i-migliori-film-del-2016-secondo-fabio-giusti/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[2016]]></category>
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		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

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		<description><![CDATA[Blockbuster, animazione e film indipendenti nella prima top ten della redazione di Movielicious.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>10.<strong> Jason Bourne</strong> &#8211; Paul Greengrass</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Jason-Bourne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54847" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Jason-Bourne.jpg" alt="Jason-Bourne" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il <em>Mad Max: Fury Road</em> di quest’anno.<br />
<strong>Paul Greengrass</strong> e <strong>Matt Damon</strong> tornano insieme per questo  quinto film della saga di Bourne e se ne escono con un capolavoro di sperimentazione febbrile mascherato da blockbuster. Un film tutto incentrato sulla dispersione prospettica e sulla costruzione di scene inimmaginabili in cui il protagonista non è neanche l’attore principale bensì il direttore del montaggio <strong>Christopher Rouse</strong>, non a caso anche autore della sceneggiatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>9.<strong> Il caso Spotlight</strong> &#8211; Tom McCarthy</em></p>
<p>Inserendosi perfettamente nel solco tracciato alla fine degli anni Settanta da autori come Sidney Lumet e Alan J. Pakula, <strong><em>Il caso Spotlight</em></strong>  prescinde dalla natura di ciò che è oggetto della sua indagine – anzi, la dà quasi per scontata – per concentrarsi invece sui complicati e spesso delicatissimi meccanismi che portano alla costruzione di una notizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>8. <strong>It Follows</strong> &#8211; David Robert Mitchell</em><br />
<strong>David Robert Mitchell</strong> si prende i suoi rischi e realizza il film horror dell’anno. Un’opera profondamente inquietante che, pur prendendo le mosse da alcuni dei luoghi comuni che chiunque bazzichi il cinema “di paura” conosce a menadito, ragiona sui meccanismi del perturbante con una lucidità di sguardo sconosciuta a molti autori ben più navigati, James Wan compreso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>7. <strong>Sing Street</strong> &#8211; John Carney</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Sing_Street.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54849" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Sing_Street-1024x576.jpg" alt="Sing_Street" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>C’è un momento preciso che appare determinante nel personale coming of age di Cosmo, il giovane protagonista di <em><strong>Sing Street</strong></em>, ed è quando la ragazza a cui muore dietro gli chiede di scrivere una canzone allegra e lui le risponde che non può, perché in realtà si sente triste.<br />
“Il tuo vero problema è che non sei felice di essere triste” ribatte lei.<br />
A spiegare meglio il concetto ci pensano poi le note di “In Between Days” dei Cure ed ecco che, in un’unica scena, Carney racchiude il senso di qualsiasi adolescenza.</p>
<p><em>6. <strong>Sully</strong> &#8211; Clint Eastwood</em></p>
<p>Il vecchio Clint indovina il suo miglior film dai tempi di <em>Gran Torino</em> con questa storia, realmente accaduta, di un pilota di aerei che, pur avendo salvato un intero equipaggio da morte certa, viene messo alla gogna da un sistema che ha ormai sostituito l’automazione al libero arbitrio. I pochi secondi sufficienti a Chesley &#8220;Sully&#8221; Sullemberg per decidere la sorte di 155 persone vengono sezionati, ricomposti e dilatati da ognuno dei possibili punti di vista in un capolavoro dolente (e eastwoodiano fino al midollo) sull’eroismo silenzioso di chi, ogni giorno, svolge il proprio lavoro con coscienza e dignità.</p>
<p><em>5. <strong>Zootropolis</strong> &#8211; Byron Howard, Rich Moore</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Zootropolis.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54851" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Zootropolis-1024x575.jpg" alt="Zootropolis" width="1024" height="575" /></a></p>
<p>La Disney torna a raccontare una storia popolata da animali antropomorfi in un film perfettamente bifronte. Se da un lato, infatti, il mood scanzonato e il tipo di animazione potrebbero dare l’idea di un’opera dichiaratamente indirizzata ad un pubblico più “bimbo” rispetto alla media degli ultimi anni, basta grattare appena un po’ la colorata patina di superficie perché emerga la reale natura di <strong><em>Zootropolis</em></strong>: il film più politico mai realizzato dallo studio di animazione.</p>
<p><em>4. <strong>È solo la fine del mondo</strong> &#8211; Xavier Dolan</em></p>
<p>Della maturità stilistica del ventisettenne Dolan si dice ormai già da anni, ma qui la sua sensibilità di autore si fa impressionante. È palese nel modo in cui scandaglia gli spazi, filmando la consistenza della polvere sedimentata sui ricordi del protagonista. La stessa maturità con cui la macchina da presa, incollata ai personaggi in una serie pressoché ininterrotta di primissimi piani, fa di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> un film pieno di parole in cui a pesare sono però soprattutto i silenzi.</p>
<p><em>3. <strong>Steve Jobs</strong> &#8211; Danny Boyle</em></p>
<p>Si può essere un genio senza per forza smettere di essere anche una brava persona?<br />
Questo sembra chiedersi il film di <strong>Danny Boyle</strong> (e di <strong>Aaron Sorkin</strong> autore del magnifico script) per tutte le sue due ore di durata e la riuscita, perfetta, è garantita proprio da come si guardi bene dal rispondere a tale domanda, delegando la responsabilità di qualsiasi giudizio morale al pubblico.<br />
Il capolavoro più sottovalutato dell’anno.</p>
<p><em>2. <strong>Revenant – Redivivo</strong> &#8211; Alejandro González Iñárritu</em></p>
<p>Climax artistico di un autore che non si è mai preoccupato di nascondere la propria smisurata ambizione, <em><strong>Revenant</strong></em> è un tour de force stilistico e produttivo che ha ben pochi precedenti nella storia del cinema. Sorta di <em>Apocalypse Now</em> degli anni 10 che sommerge letteralmente lo spettatore fin quasi a mozzargli il respiro, sprofondandolo nell’inospitalità di luoghi che fanno ancora più paura proprio perché sappiamo essere reali.</p>
<p><em>1. <strong>The Hateful Eight</strong> &#8211; Quentin Tarantino</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/the-hateful-eight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54850" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/the-hateful-eight.jpg" alt="the-hateful-eight" width="680" height="478" /></a></p>
<p>Un capolavoro, l’ennesimo, con cui Tarantino abbandona in parte la componente più ludica della sua scrittura per abbracciare istanze politiche prima mai così marcate, fino a sfidare l’ossimoro con un film totalmente incentrato sul concetto di identità pur raccontando una storia in cui quasi nessuno è in realtà ciò che dice di essere.</p>
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		<title>Iñárritu vince il DGA Award per Revenant</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/02/07/inarritu-vince-il-dga-award-per-revenant/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 11:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro G. Iñárritu]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Garland]]></category>
		<category><![CDATA[DGA Awards]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Registi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed entra nella storia per essere il primo regista ad averlo ottenuto due volte di seguito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/DGA-Awards_2016.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51925" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/DGA-Awards_2016.jpg" alt="DGA Awards_2016" width="600" height="338" /></a></p>
<p><strong>Alejandro G. Iñárritu</strong> ha vinto ieri sera il secondo DGA consecutivo (lo scorso anno lo aveva preso per <em>Birdman</em>) alla 68esima edizione dei <strong>DGA Awards</strong>, i premi del sindacato dei registi di Hollywood. I DGA sono dei forti indicatori per quanto riguarda gli Academy Awards, principalmente per quanto riguarda la categoria di miglior regista. E&#8217; la prima volta nella storia dei DGA che un regista viene premiato per due volte di seguito.</p>
<p>Il premio come miglior regista esordiente, <strong>Alex Garland</strong> lo ha ricevuto per <em><strong>Ex Machina</strong></em>. Matthew Heineman ha invece ricevuto il DGA Award per il documentario <em><strong>Cartel Land</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>   MIGLIOR REGISTA IN UN LUNGOMETRAGGIO</strong></p>
<p>ALEJANDRO G. IÑÁRRITU<br />
<em> The Revenant</em><br />
(20th Century Fox)</p>
<p>Unit Production Managers: Drew Locke, James W. Skotchdopole, Doug Jones<br />
First Assistant Director: Scott Robertson<br />
Second Assistant Directors: Megan M. Shank, Matthew Haggerty, Jeremy Marks<br />
Unit Production Manager: Gabriela Vazquez (Argentina, California, and Montana Unit)<br />
First Assistant Director: Adam Somner (Argentina, California, and Montana Unit)<br />
Second Assistant Directors: Trevor R. Tavares, Jasmine Marie Alhambra (Argentina, California, and Montana Unit)<br />
Second Second Assistant Directors: Brett Robinson, Kasia Trojak (Argentina, California, and Montana Unit)</p>
<p><strong>   MIGLIOR REGISTA IN UN LUNGOMETRAGGIO – OPERA PRIMA</strong></p>
<p>ALEX GARLAND<br />
<em>Ex Machina</em><br />
(A24)<br />
Unit Production Manager: Sara Desmond<br />
First Assistant Director: Nick Heckstall?Smith<br />
Second Assistant Director: Ray Kenny</p>
<p><strong>  MIGLIOR REGISTA IN UN LUNGOMETRAGGIO – DOCUMENTARIO </strong></p>
<p>MATTHEW HEINEMAN<br />
<em>  Cartel Land</em><br />
The Orchard; A&amp;E Indie Films, Our Time Projects, The Documentary Group, Whitewater Films</p>
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		<item>
		<title>Cinemadays, due appuntamenti nel 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 16:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le date in cui andare al cinema costerà un terzo rispetto al solito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Cinemadays-2016.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-51877" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Cinemadays-2016.gif" alt="Cinemadays-2016" width="450" height="238" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anec, Anem e Anica hanno approvato le date delle due edizioni 2016 di<em><strong> Cinemadays</strong></em>: la festa del cinema &#8211; come annunciato nei mesi scorsi &#8211; avrà due edizioni, una in primavera (<strong>11-14 aprile</strong>) e  l&#8217;altra in autunno (<strong>10-13 ottobre</strong>). Si conferma la formula già adottata lo scorso anno: per quattro giorni, dal lunedì al giovedì, il prezzo del biglietto sarà pari a tre euro.</p>
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