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	<title>Movielicious &#187; Abdellatif Kechiche</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Mektoub, My Love: Canto uno</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/05/23/mektoub-my-love-canto-uno-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 15:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abdellatif Kechiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mektoub]]></category>
		<category><![CDATA[My Love: Canto uno]]></category>
		<category><![CDATA[OphélieBaufle]]></category>
		<category><![CDATA[SalimKechiouche]]></category>
		<category><![CDATA[Shain Boumedine]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente in sala lo splendido inno alla giovinezza di Abdellatif Kechiche.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Mektoub Is Mektoub, Francia 2017)<br />
Uscita: 24 maggio 2018<br />
Regia: Abdellatif Kechiche<br />
Con: Shain Boumedine, OphélieBaufle, SalimKechiouche, LouLuttiau, Alexia Chardard<br />
Durata: 2 ore e 58 minuti<br />
Distribuito da: Vision Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Mektoub_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57633" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Mektoub_1.jpg" alt="Mektoub_1" width="644" height="360" /></a></p>
<p>“Non ho fretta” dice Amin mentre, nell’ultima scena del film, si allontana di spalle da una macchina da presa che per tre ore non gli si è mai staccata di dosso. Ed è una frase importante per più di una ragione nell’economia di questo <em><strong>Mektoub, My Love: Canto uno</strong></em>. In primis perché amplifica e suggella il senso di un’opera che, per raccontare l’urgenza della giovinezza, sceglie sì di condensarla nella sua stagione per forza di cose più breve – l’estate – ma, al tempostesso, ha il coraggio di diluirne la forma, costruendo la narrazione attraverso una serie di lunghissime scene di raccordo che, una volta messe insieme, finiscono per assomigliare incredibilmente alla vita. In quest’ottica <strong>Abdellatif Kechiche</strong> radicalizza un processo già pienamente compiuto nel precedente e bellissimo La vita di Adele e allenta ancora di più le maglie di uno storytelling che rifugge in tutti i modi la scena madre preferendole di gran lunga l’accumulo di elementi, molti dei quali solo apparentemente periferici. Così <em><strong>Mektoub, My Love: Canto uno</strong> </em>parla la lingua del racconto di formazione ma ne rielabora però dall’interno l’intera impalcatura sintattica. Non ci è dato infatti sapere se Amin, alla fine, riesca a dare realmente un senso a tutta quella vita che, nel corso di una sola estate, gli si srotola davanti. Non c’è, in buona sostanza, né un “prima” né un “dopo”.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Mektoub_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57634" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Mektoub_2-1024x429.jpg" alt="Mektoub_2" width="1024" height="429" /></a></p>
<p>Ed è proprio così che Kechiche cattura, ancor meglio di Luca Guadagnino in <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/25/chiamami-col-tuo-nome-recensione/" target="_blank"><em>Chiamami col tuo nome</em></a>, l’essenza profonda di un’età che, più che alla ricerca di un significato, è votata all’esplorazione del significante. Che, in questo caso, si traduce in una fame insaziabile di sguardi, abbracci e corpi. Soprattutto i corpi, che l’autore franco-tunisino scandaglia con ossessività mai lasciva – non siamo, per intenderci, dalle parti di Harmony Korine – lasciando che siano loro, e soltanto loro, a dettare il ritmo. Liberamente ispirato al romanzo “<em>La ferita, quella vera</em>” di François Bégaudeau, <em><strong>Mektoub, My Love: Canto uno</strong></em> inizia con il più classico dei ritorni a casa. Quello di Amin (<strong>Shain Boumedine</strong>), deluso da una Parigi in cui sogna di vivere da sceneggiatore ma sopravvive facendo il cameriere, a Sète, suo paese d’origine, dove, nell’estate del 1994, ritrova gli affetti di sempre e soprattutto il cugino rubacuori Toni (<strong>Salim Kechiouche</strong>) e Ophélie (<strong>Ophélie Bau</strong>), amante di quest’ultimo e amica d’infanzia alla quale (forse) Amin non è mai riuscito a confessare il proprio amore. Da lì in poi, il film procede per derive; continue digressioni da un asse principale (lo stesso Amin) che rimane fermo mentre tutto il mondo intorno continua instancabilmente a girare.</p>
<p>Nel voyeurismo silenzioso e sorridente di Amin – il film si apre con il ragazzo che spia un amplesso da una finestra – c’è senza dubbio il tentativo  di Kechiche di essere presente nella storia nel momento stesso in cui questa viene raccontata e questo è forse il maggiore scarto rispetto a <a href="http://www.movielicious.it/2013/10/23/la-vita-di-adele/" target="_blank"><em>La vita di Adele</em></a>, nel quale la protagonista veniva invece abbandonata al suo destino da una regia il più possibile nascosta. Quel destino – il mektoub del titolo – che qui viene mostrato nei suoi tratti più leggeri e spensierati. Come è leggero, al netto della sua durata monstre, questo disperato inno alla gioia pieno di sole in cui nulla di ciò che accade assume mai connotazioni negative, neanche quando ferisce. Poi, certo, ci sarà senz’altro – come a Venezia, dove il film era in concorso nel 2017 – chi non riuscirà ad andare oltre l’insistita esibizione del fondoschiena femminile in tutte le sue possibili varianti, senza contestualizzarlo in un discorso assai più ampio di progressivo annullamento del racconto cinematografico per come lo conosciamo. Ma ecco che, una volta superata la fretta – un po’ come Amin nella scena di cui parlavamo all’inizio – e il limite che impone ad ogni storia di avere un inizio, uno svolgimento e una fine, <em><strong>Mektoub, My Love: Canto uno</strong> </em>inizia ad apparirci esattamente per quello che è: un enorme ed estremo atto di cinema. E quindi anche d’amore.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Abdellatif Kechiche mette all&#8217;asta la Palma d&#8217;Oro</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 05:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Abdellatif Kechiche]]></category>
		<category><![CDATA[La vita di Adèle]]></category>
		<category><![CDATA[Mektoub My Love]]></category>
		<category><![CDATA[Quat’Sous]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista la vinse a Cannes nel 2013 per La vita di Adele.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/la-vie-d-adele.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56255" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/la-vie-d-adele.jpg" alt="Closing Award Ceremony - 66th Cannes Film Festival" width="575" height="448" /></a></p>
<p>Che cosa non si è disposti a fare pur di portare avanti i propri sogni&#8230; Ad esempio mettere in vendita quelli già realizzati. Così ha fatto il regista di origini tunisine naturalizzato francese <strong>Abdellatif Kechiche</strong>: mettendo all’asta la <strong>Palma d’Oro</strong> vinta nel 2013 per <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/10/23/la-vita-di-adele/">La vita di Adele</a></em> con lo scopo di finanziare il suo nuovo film.</p>
<p>Una mossa tanto forte quanto disperata, compiuta in seguito alle difficoltà produttive incontrate da <strong><em>Mektoub, My Love</em></strong><em>,</em> dramma in due parti che il regista ha finito di girare e la cui post-produzione non va né avanti né indietro dopo che la banca coinvolta ha improvvisamente bloccato i finanziamenti.</p>
<p>“<em>Per ottenere i fondi necessari al completamento della post-produzione senza ulteriori ritardi – si legge in una dichiarazione – la società di produzione e distribuzione francese <strong>Quat’Sous</strong> mette all’incanto memorabilia legate all’opera di Kechiche</em>&#8220;. Gli oggetti in questione spaziano dalla Palma d’Oro ai dipinti a olio che si vedono nel film <em>La vita di Adele</em> che giocano un ruolo centrale all&#8217;interno della vicenda.</p>
</div>
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		<title>Abdellatif Kechiche e Adèle Exarchopoulos a Roma per La vita di Adele</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 17:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Abdellatif Kechiche]]></category>
		<category><![CDATA[Adèle Exarchopoulos]]></category>
		<category><![CDATA[Blue is the Warmest Color]]></category>
		<category><![CDATA[La vita di Adèle]]></category>
		<category><![CDATA[Lea Seydoux]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33211" style="width: 404px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/abdellatif-kechiche-and-adele.jpg"><img class="size-full wp-image-33211" title="abdellatif-kechiche-and-adele" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/abdellatif-kechiche-and-adele.jpg" alt="" width="394" height="383" /></a><p class="wp-caption-text">Abdellatif Kechiche e Adèle Exarchopoulos</p></div>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2013/10/23/la-vita-di-adele/"><strong>QUI</strong> </a>trovate la nostra recensione del film</p>
<p>Dopo le polemiche seguite alla <a href="http://www.movielicious.it/2013/05/26/i-vincitori-del-66%C2%B0-festival-di-cannes/">Palma d&#8217;oro a Cannes</a>, con le attrici principali Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos quasi sul punto di disconoscere il film a causa quello che lamentavano come un uso scorretto, da parte del regista, delle (numerose) scene di sesso contenute nel film, <em>La vita di Adele</em> sbarca finalmente in Italia, giovedì 24 ottobre in 150 sale. E tutto sembra essere tornato alla normalità.<br />
La pellicola sta riscuotendo grande successo in Francia, dove ha debuttato i primi di ottobre, e l&#8217;autore Abdellatif Kechiche (<em>Cous Cous, Venere nera</em>) e la sua giovane &#8211; ma già superba &#8211; musa Adèle Exarchopoulos sembrano aver ritrovato l&#8217;intesa in vista della promozionedel film.</p>
<div id="attachment_33212" style="width: 470px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/adele-exarchopoulos-and-jeremie-laheurte.jpg"><img class="size-full wp-image-33212" title="adele-exarchopoulos-and-jeremie-laheurte" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/adele-exarchopoulos-and-jeremie-laheurte.jpg" alt="" width="460" height="303" /></a><p class="wp-caption-text">Adèle Exarchopoulos e Jérémie Laheurte</p></div>
<p>Li abbiamo incontrati questa mattina a Roma, con loro c&#8217;era anche il giovane protagonista Jérémie Laheurte, in una sala estasiata dalla visione di un&#8217;opera tanto lunga (tre ore la durata effettiva) quanto emotivamente intensa e visivamente appagante.</p>
<p><strong>Per certi versi La vita di Adele potrebbe essere considerato un sequel del suo <em>Venere nera</em>. In quel film mancavano l&#8217;amore e il cuore che invece permeano il suo ultimo lavoro in maniera massiva. E&#8217; corretta questa interpretazione?</strong></p>
<p>E&#8217; un&#8217;interpretazione sostanzialmente corretta. <em>La vita di Adele</em> è, a tutti gli effetti, una storia d&#8217;amore, attraverso la quale ho avuto l&#8217;opportunità di sviluppare temi diversi come l&#8217;importanza del caso e del destino nelle dinamiche di relazione. Si pensi ad esempio al primo incontro tra Adele ed Emma (le due protagoniste): avviene per puro caso ad un semaforo, soltanto perché Adele, in ritardo, non è riuscita a prendere l&#8217;autobus. Mi interessava inoltre parlare dell&#8217;incontro/scontro tra diverse classi sociali, nello specifico quello tra il proletariato e la borghesia intellettuale e di come l&#8217;amore riesca a resistere a queste differenze.</p>
<p><strong>Il suo cinema è uno di quei rari esempi in cui l&#8217;opera imita la vita in maniera davvero straordinaria e questo film rappresenta forse il punto più alto di questa tendenza. Crede che sia possibile superare questo livello?</strong></p>
<p>Io credo che il cinema ti permetta sempre di andare oltre la vita. Proprio per questo nei casting faccio sempre molta attenzione che gli attori scelti siano disponibili a darsi in maniera totale. L&#8217;aspetto che lei sottolinea dei miei film è merito soprattutto degli attori. Per questo film devo ringraziare in maniera particolare Adèle Exarchopoulos per la sua splendida interpretazione. Ha lavorato così duramente sul personaggio che per me è stato naturale, a un certo punto, cambiare il titolo inserendovi il suo vero nome.</p>
<div id="attachment_33213" style="width: 509px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/adele-exarchopoulos.jpg"><img class="size-full wp-image-33213" title="adele-exarchopoulos" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/adele-exarchopoulos.jpg" alt="" width="499" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">Adèle Exarchopoulos</p></div>
<p><strong>Una domanda per Adèle Exarchopoulos. Come è stato lavorare con Kechiche? Cosa le ha chiesto e cosa pensa di aver portato in dote al progetto?</strong></p>
<p>E&#8217; difficile riassumere in poche parole la complessità di un lavoro come quello svolto su questo film da tutto il team, dal regista al cast tecnico.<br />
Quello che mi ha dato più soddisfazione come interprete è stato il notevole spazio che Kechiche ha concesso alla libertà e alla creatività di noi attori. Quando questo accade è sintomo di estrema fiducia tra le parti.</p>
<p><strong>L&#8217;impressione è che <em>La vita di Adele</em> stia vivendo diverse vite. Dal trionfo a Cannes alle polemiche immediatamente successive e ora il trionfo in patria e i rumours che parlano di eventuali nomination all&#8217;Oscar nelle categorie principali (incluso quello per la migliore attrice protagonista). Come sta vivendo l&#8217;autore questi diversi stadi della vita del film?</strong></p>
<p>Sono i temi stessi toccati nel film, e il modo in cui sono affrontati soprattutto, a rendere <em>La vita di Adele </em>suscettibile di avere reazioni viscerali. Il film ha cominciato a vivere le sue diverse vite già mentre lo stavamo girando, è qualcosa di cui ci rendevamo perfettamente conto.</p>
<p><strong>Lei non ha mai avuto un rapporto facilissimo coi festival. A Venezia, ad esempio, l&#8217;impressione fu che la Palma d&#8217;oro per <em>Cous Cous</em> le venisse un po&#8217; scippata. Quali sono state le sue reazioni quando ha saputo che a prediedere la giuria di Cannes sarebbe stato Steven Spielberg, autore apparentemente lontano dal suo modo di fare cinema? Temeva di essere penalizzato?</strong></p>
<p>Spielberg è innanzitutto un grande autore e io non ho mai considerato la sua idea di cinema così distante dalla mia. Pensate ad esempio a un film come <em>Il colore viola</em> e alla sua caratterizzazione di un personaggio femminile così lontano dagli standard hollywoodiani.<br />
Per altri versi Emma, la protagonista del mio film, essendo un&#8217;eroina piuttosto classica alle prese con una serie di difficoltà, potrebbe tranquillamente essere considerata come la mia Indiana Jones.<br />
Detto ciò, è chiaro che ricevere la Palma d&#8217;oro da un regista del livello di Spielberg mi ha regalato una particolare soddisfazione.</p>
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