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	<title>Movielicious &#187; Alan Arkin</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Dumbo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 08:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'elefantino volante di casa Disney diventa un dolcissimo freak nelle mani di Tim Burton.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2019)<br />
Uscita: 28 marzo 2019<br />
Regia: Tim Burton<br />
Con: Danny DeVito, Colin Farrell, Eva Green, Michael Keaton, Alan Arkin<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Dumbo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58136" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Dumbo.jpg" alt="Dumbo" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nessuno meglio di <strong>Tim Burton</strong> risultava più adatto per aggiornare la favola dell&#8217;elefantino volante al gusto contemporaneo e, a 78 anni dall&#8217;uscita del cartoon <strong>Disney</strong>, riportare in sala <em><strong>Dumbo</strong></em>.<br />
Quella malinconia di fondo, leitmotiv di tutti i suoi film, quei personaggi incompresi, spesso immersi in una bolla di solitudine e sempre allontanati dalla collettività a causa delle loro diversità, erano tutti temi che già nel <em><strong>Dumbo</strong> </em>del 1941 venivano sfiorati e che, in questo live action, continuano ad essere sviluppati e amplificati. Il tutto condito da buoni sentimenti, un cast di livello e tanti effetti speciali che fanno in modo che il film lavori, ma senza mai oltrepassare alcun limite e mantenendosi ben saldo sui binari di un certo conformismo. La libertà creativa di <em>Edward mani di forbice</em> appare lontana anni luce ma il mestiere, insieme a una confezione pressoché impeccabile, è la componente che salva questo <em><strong>Dumbo</strong></em>. E a Burton va dato atto di essere riuscito nell&#8217;impresa di accantonare per un attimo la sua parte più lugubre e gotica per abbracciarne una disneyana decisamente più morbida e accomodante.</p>
<p>Holt Farrier (<strong>Colin Farrell</strong>) è una ex stella del circo gestito da Max Medici (un meraviglioso <strong>Danny DeVito</strong>) che, al ritorno dalla guerra, ritrova i suoi due figli, Milly (<strong>Nico Parker</strong>) e Joe (<strong>Finley Hobbins</strong>). Nel frattempo però molte cose sono cambiate e Holt ora è costretto a occuparsi di un elefantino appena nato, Dumbo, le cui grandi orecchie lo rendono lo zimbello della compagnia di girovaghi. Quando i suoi figli scoprono che Dumbo sa volare, il persuasivo imprenditore V.A. Vandevere (<strong>Michael Keaton</strong>) e l&#8217;affascinante trapezista Colette Marchant (<strong>Eva Green</strong>) fanno di tutto per trasformare l&#8217;insolito elefante in una star. Vandevere recluta infatti il cucciolo per il suo nuovo straordinario parco dei divertimenti, <strong>Dreamland</strong>, un posto all&#8217;apparenza magico che nasconde non pochi segreti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Dumbo_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58137" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/Dumbo_2-1024x576.jpg" alt="DUMBO" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Interamente girato in studio, con gli elefanti ricreati in computer graphic (sia Dumbo che la mamma sono in CGI), Burton elimina alcuni personaggi dal cartoon, ne crea di nuovi e costruisce la parabola di <em><strong>Dumbo</strong></em> come una vera e propria <strong>storia di formazione</strong>. Si procede per stereotipi, ma gli occhioni azzuri dell&#8217;elefantino sono irresistibili e anche la sua caratterizzazione, molto più di quella degli altri personaggi del film, tutti piuttosto bidimensionali. I costumi della quattro volte Premio Oscar <strong>Colleen Atwood</strong> sono impeccabili (le mise sfoggiate da Eva Green in primis) e le musiche di <strong>Danny Elfman</strong>, dopo decine di film con il regista di <strong><em>Beetlejuice</em></strong>, sono un tutt&#8217;uno con la Weltanschauung burtoniana.</p>
<p>L&#8217;impressione che si ha, però, è quella di un film diretto da Burton con la mano sinistra, un compitino ben svolto ma lontano dai fasti e dalle passioni che animavano un tempo il regista (quelle ben tangibili in film come <em><strong>Ed Wood</strong></em> e <em><strong>Big Fish</strong></em> su tutti). Se è vero infatti che è l&#8217;autore perfetto per riportare agli antichi fasti la storia dell&#8217;elefantino volante potendo spingere su temi a lui cari quali l’elogio della diversità come segno di forza e non di debolezza, l&#8217;esaltazione del lato oscuro dell&#8217;infanzia, l’importanza della presenza della figura materna e la crudeltà di tenere gli animali selvaggi in cattività per mero divertimento da parte degli uomini, è altrettanto vero che il suo<em><strong> Dumbo</strong></em> non stupisce quasi mai. Però accontenta e commuove.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Insospettabili sospetti</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/04/insospettabili-sospetti-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2017 08:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Alan Arkin]]></category>
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		<category><![CDATA[Zach Braff]]></category>

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		<description><![CDATA[Anziani a chi? Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin nella composta commedia di Zach Braff.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Going in Style,  USA 2017)<br />
Uscita: 4 maggio 2017<br />
Regia: Zach Braff<br />
Con: Michael Caine, Morgan Freeman, Alan Arkin, Matt Dillon<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/insospettabili-sospetti-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56031" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/insospettabili-sospetti-2.jpg" alt="insospettabili-sospetti-2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La prima cosa a saltare all’occhio di questo <em><strong>Insospettabili sospetti</strong></em> – remake di quel <em>Vivere alla grande</em> che, nel 1979, dava inizio alla carriera di Martin Brest – è quanto poco o nulla ci sia dentro della sensibilità indie di <strong>Zach Braff</strong>, che i più forse ricorderanno solo come protagonista dell’esilarante serie TV <em>Scrubs</em> mentre in passato è stato autore di due gioiellini di culto come <em>La mia vita a Garden State</em> e l’inedito <em>Wish I Was Here</em>. Ben più visibile è invece la mano dello sceneggiatore <strong>Theodore Melfi</strong> che qui riprende il tema della terza età già toccato in <em>St. Vincent</em> e vi innesta un plot tutto basato, come nel suo recente e acclamato <em>Il diritto di contare</em>, sull’improbabile riuscita di un’impresa da parte di personaggi ancora più improbabili. In questo caso, al posto delle tre ingegnere afroamericane nell’America segregazionista, troviamo tre anziani pensionati alle prese con una rapina in banca. Del resto i recenti (ed entrambi pessimi) <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/15/last-vegas/" target="_blank"><em>Last Vegas</em></a> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/04/14/nonno-scatenato/" target="_blank">Nonno scatenato</a></em> hanno ampiamente dimostrato, almeno negli States, l’appeal di certa commedia geriatrica su una discreta fetta di pubblico.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/insospettabili-sospetti_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56032" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/insospettabili-sospetti_1.jpg" alt="insospettabili-sospetti_1" width="800" height="394" /></a></p>
<p>Ma, anagrafe dei tre protagonisti a parte, sarebbe comunque un errore accomunare il film di Braff ai titoli citati poc’anzi così come agli esempi più beceri di quello che, ormai, ha assunto le fattezze di un vero e proprio genere, considerando anche che chi scrive cerca tuttora di scacciare dalla memoria il ricordo di Al Pacino che, in <em>Uomini di parola</em>, fa incetta di Viagra.<br />
<em><strong>Insospettabili sospetti</strong> </em>si apre infatti all’interno di una banca, in cui uno spaesato Joe (<strong>Michael Caine</strong>) non solo riceve conferma dell’avvenuto congelamento della pensione maturata in quarant’anni di duro lavoro, ma apprende anche del rischio che, a breve, gli pignorino casa.<br />
Dopo essere stato testimone di una rapina, l’uomo decide dunque di organizzarne una a sua volta così da scongiurare la crisi, coinvolgendo gli amici di sempre Willie (<strong>Morgan Freeman</strong>) e Albert (<strong>Alan Arkin</strong>).<br />
Appare ovvio come il fulcro tematico dell’opera non sia semplicemente il senso di inadeguatezza di fronte a un oggi che non si è in grado di comprendere appieno – come, ad esempio, ne<a href="http://www.movielicious.it/2015/10/13/lo-stagista-inaspettato/" target="_blank"><em> Lo stagista inaspettato</em></a> di Nancy Meyers – quanto l’impatto con una realtà che, quasi da un giorno all’altro, ha rimpiazzato il mito delle grandi possibilità e del self-made man con un “nuovo ordine mondiale” dove a decidere delle sorti dei meno abbienti non sono più i governi bensì l’austera impersonalità di un istituto bancario.</p>
<p>E, sebbene il film si mantenga sempre su un registro leggero, ha se non altro il merito di non sconfinare mai nello humour di grana più grossa.<br />
A questo preferisce la malinconia nello sguardo di Joe, preoccupato all’idea di non poter più prendersi cura della figlia con un divorzio alle spalle e figlioletta a carico o in quello di Willie, che avrebbe bisogno di un rene nuovo ma, vista l’età avanzata, è ultimo nella lista dei trapianti.<br />
Ed è proprio l’aspetto più crepuscolare a convincere maggiormente in un film che, quando preme sull’acceleratore della commedia, sembra invece perdere qualche colpo.<br />
Se si eccettua la trovata delle maschere del Rat Pack indossate dai tre durante la rapina, sincero omaggio a quell’<em>Ocean’s 11</em> (l’originale del ‘60, non il remake di Steven Soderbergh) precursore di tutti gli <strong>heist movie</strong>, il resto è per lo più ordinaria amministrazione che scorre su meccanismi perfettamente oliati, oltre a poggiarsi sulla consumata bravura dei suoi attori protagonisti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Natale all&#8217;improvviso</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 09:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diane Keaton, John Goodman e gli altri talenti sprecati, nella melensa commedia di Jessie Nelson.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Love the Coopers, USA 2015)<br />
Uscita: 26 novembre 2015<br />
Regia: Jessie Nelson<br />
Con: Diane Keaton, John Goodman, Olivia Wilde, Alan Arkin<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Natale_all_improvviso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51017" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Natale_all_improvviso.jpg" alt="Natale_all_improvviso" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Sam Cooper (<strong>John Goodman</strong>) e sua moglie Charlotte (<strong>Diane Keaton</strong>) stanno per separarsi, ma hanno deciso di dirlo al resto della famiglia solo dopo Natale, per trascorrere felicemente tutti insieme almeno un ultimo cenone. Non è che però il resto dei Cooper se la passi molto meglio. A partire da Emma (<strong>Marisa Tomei</strong>), sorella di Charlotte da sempre vittima di un infondato complesso di inferiorità nei suoi confronti, fino ad arrivare al padre Bucky (<strong>Alan Arkin</strong>) che, inaspettatamente, sente un legame più forte con la cameriera della tavola calda di cui è cliente fisso che non per le sue stesse figlie.<br />
Senza contare i due figli di Sam e Charlotte, Eleonor (<strong>Olivia Wilde</strong>) che, tradita anche dall&#8217;ultimo fidanzato e ormai del tutto disillusa sull&#8217;amore, ciondola in aeroporto cercando di rimandare l&#8217;inevitabile delusione che avranno i suoi nello scoprire che è di nuovo single e Hank (<strong>Ed Helms</strong>), padre separato che ha appena perso il lavoro ma non trova il coraggio di ammetterlo all&#8217;ex moglie né e ai suoi figli.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Natale_All_Improvviso_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51022" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Natale_All_Improvviso_2.jpg" alt="Natale_All_Improvviso_2" width="638" height="425" /></a></p>
<p><em><strong>Natale all&#8217;improvviso</strong></em> ha un cast talmente stellare che, almeno sulla carta, viene quasi da pensare che Hollywood possa darci lezioni anche in materia di cinepanettoni. Perché alla fine di questo si tratta, di una semplice cornice narrativa all&#8217;interno della quale stipare a forza troppo di tutto.<br />
Il Natale del resto, si sa, è da sempre sinonimo di abbondanza e allora tanto vale esagerare anche nei film.<br />
Solo che, qui da noi, tale esagerazione si manifesta attraverso un&#8217;overdose di comicità crassa e <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/09/matrimonio-al-sud/" target="_blank">product placement selvaggio</a> mentre gli americani preferiscono puntare sulla melassa e sui buoni sentimenti a pioggia.<br />
Tutto il film trasuda infatti quantità di dolcezza oltre il livello di guardia dello stucchevole, mentre descrive un mondo irreale in cui Olivia Wilde può davvero essere single perché sfortunata in amore e <strong>Amanda Seyfried</strong> fare, anche solo per una frazione di secondo, gli occhi dolci a Ed Helms.<br />
Storie talmente distanti da qualsiasi forma di realtà, seppure cinematografica, che il fatto che l&#8217;intera pellicola sia raccontata dalla voice-over del cane di Sam e Charlotte (in originale doppiato da Steve Martin) non solo passa in secondo piano, ma acquista addirittura un senso.</p>
<p>Se da un lato dunque lo spettatore italiano può finalmente gioire nel verificare come, durante le festività natalizie, il concetto di qualità assuma una valenza relativa anche oltreoceano, c&#8217;è però da rilevare come <em>Natale all&#8217;improvviso</em> commetta un peccato ancor più grave e per lo più sconosciuto agli &#8220;autori&#8221;dei cinepanettoni italiani e cioè proprio quello di coinvolgere i mostri sacri a cui si accennava a inizio recensione. La maggior parte degli interpreti di questa esile storiella sono infatti attori di rango assoluto che mai ci aspetteremmo di veder recitare in una cosina del genere. Paradossalmente se, nel ruolo del capofamiglia, al posto di John Goodman ci fosse stato Robert De Niro (oramai avvezzo a questo tipo di commedie per famiglie) l&#8217;effetto sarebbe stato meno triste e straniante.<br />
Per non parlare di un&#8217;icona assoluta di stile e ironia come Diane Keaton, qui costretta nel ruolo stereotipo di moglie insoddisfatta e madre petulante. Alan Arkin invece facciamo proprio finta di non averlo visto.<br />
E pensare che, ai tempi di <em>Mi chiamo Sam</em>, la regista<strong> Jessie Nelson</strong> ebbe anche il suo quarto d&#8217;ora di celebrità, prima di sprofondare in un anonimato da cui sembra fuoriuscire solo ora con questo film. Film che &#8211; è importante essere chiari al riguardo &#8211; non è nemmeno brutto, una volta fatta la tara dell&#8217;eccesso di zuccheri.<br />
Semplicemente è inutile, che forse è anche peggio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Sly e De Niro insieme nel trailer di Grudge Match</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 07:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Toro Scatenato vs. Rocky Balboa, trent'anni dopo. Chi vincerà?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.filmofilia.com/grudge-match-trailer-166471/"><img class="alignnone size-full wp-image-32793" title="grudge-match-film-stallone-de-niro" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/08/grudge-match-film-stallone-de-niro.jpg" alt="" width="500" height="499" /></a></p>
<p>E’ stato diffuso in rete un primo trailer non ufficiale per la pellicola che vedrà scontrarsi sul ring l’ex “Toro scatenato” Robert De Niro e l&#8217;ex “Stallone italiano” Rocky Balboa, Sylvester Stallone. Potete vederlo cliccando sull&#8217;immagine in alto.</p>
<p class="advClass">
<p class="advClass">In <em>Grudge Match</em>, diretto da Peter Segal, De Niro veste i panni Billy “The Kid” McDonnen, mentre  Stallone quelli di Henry “Razor” Sharp, due pugili che hanno segnato grandi K.O.  in quel di Pittsburgh, ma non hanno avuto mai l’occasione di incontrarsi  in un match che stabilisse chi dei due era il campione assoluto,   A trent&#8217;anni di distanza da quei successi, l’intraprendente promoter sportivo Dante Slate Jr.  riesce a convincere gli ex pugili a tornare sul ring per l&#8217;incontro che tutti stavano aspettando. Nel cast ci sono anche Kim Basinger ed Alan Arkin.</p>
<p>L&#8217;uscita di <em>Grudge Match</em> nelle sale italiane è prevista a gennaio 2014.</p>
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		<title>Argo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/11/07/argo/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[John Goodman]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex genio ribelle è diventato grande e segna il passaggio cruciale della sua carriera da regista con]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2012)<br />
Uscita: 8 novembre 2012<br />
Regia: Ben Affleck<br />
Con: Ben Affleck, Alan Arkin, John Goodman<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/argo21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29083" title="argo21" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/argo21.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Dopo le due buone prove registiche di <em>Gone Baby Gone</em> e <em>The Town</em>, questa volta Ben Affleck fa definitivamente centro, girando quello che risulta essere senza ombra di dubbio il suo film più maturo. Presentato al Toronto Film Festival a settembre e ben accolto da pubblico e critica, <em>Argo</em> trae spunto da alcuni fatti realmente accaduti durante la rivoluzione iraniana del 1979. Verso la fine di quell&#8217;anno la rivolta promossa dall’ayatollah Khomeini è all&#8217;apice. I dissidenti chiedono così a Washington di estradare lo scià Reza Pahlevi, cacciato dal potere e gravemente malato, che si era rifugiato precedentemente negli Stati Uniti per sottoporsi a delle cure mediche. Prendendo come pretesto il &#8220;gran rifiuto&#8221;, il 4 novembre dei militanti iraniani colpiscono l&#8217;ambasciata americana a Teheran sequestrando cinquantadue cittadini statunitensi. Solo sei di loro riescono a sfuggire al presidio rifugiandosi in casa dell&#8217;ambasciatore canadese. E&#8217; a questo punto che interviene Tony Mendez (l&#8217;autore del libro cui la pellicola è ispirata, interpretato da Ben Affleck), un agente della CIA che per riportare a casa i sei propone un piano talmente assurdo da poter funzionare. Sarà egli stesso a recarsi a Teheran, facendosi passare per il produttore di <em>Argo</em>, un film di fantascienza, con la scusa di dover effettuare dei sopralluoghi. Una volta finita la messa in scena, i prigionieri potranno ripartire con lui, fingendosi membri della sua troupe. Facile a dirsi, un po&#8217; meno a farsi.</p>
<p>Scrollatosi definitivamente di dosso il ruolo di playboy che gli era stato affibiato dai media negli anni successivi alla vittoria dell&#8217;Oscar per la seceneggiatura di <em>Will Hunting &#8211; Genio ribelle</em> (a soli ventisei anni), soprattutto per le sue chiacchierate relazioni con Gwyneth Paltrow prima e con Jennifer Lopez poi, ora che Affleck ha compiuto quarant&#8217;anni e ha messo su famiglia, sembra che non veda l&#8217;ora di mostrarci il suo lato impegnato. A chi si domanderà, vedendo il film, come faccia ad essere tanto abile a muoversi nella viscosità di una materia tanto ostica e politicamente intricata come quella che ha scelto di raccontare, è bene ricordare che questo raro esemplare di yankee parla correntemente spagnolo, francese e arabo e che, dopo essersi diplomato alla Cambridge Rindge and Latin High School ha frequentato prima l&#8217;Università del Vermont e poi l&#8217;Occidental College, in California, per dedicarsi agli studi mediorientali. Talento e preparazione dunque, nonostante <em>Argo</em> non sia privo di difetti. Tra questi spicca qualche caduta di stile, due o tre scivoloni in cui il regista si sente in dovere di rimarcare la propria condizione di americano ad ogni costo (in fondo i buoni sono loro, come sempre, mentre gli iraniani in rivolta per le strade di Teheran sono brutti, sporchi e cattivi). Ma passa tutto in secondo piano quando si può contare su una sceneggiatura tanto solida e dai tempi perfetti che dà il la a un cast valido e ben amalgamato. Le immagini sgranate di Rodrigo Prieto (il direttore della fotografia fedele collaboratore di Iñárritu e di Oliver Stone) aumentano la veridicità del racconto riportando alla mente il <em>Condor </em>di Pollack, che già fu una notevole fonte di ispirazione per Clooney (qui nelle vesti di produttore insieme a Grant Heslov con la loro Smokehouse Pictures) e per il suo <em>Le idi di marzo</em>.</p>
<p>La freschezza di idee della sceneggiatura scritta da Chris Terriosta e ispirata al libro di Mendez e a un articolo apparso su <em>Wired Magazine</em> dal titolo &#8220;The Great Escape&#8221;, sta nel fatto che il film si ispira a eventi reali (i sei americani sono stati davvero ripresi per i capelli da Tony Mendez) che sono rimasti top secret per diciotto anni, fino a quando non furono declassificati dal presidente Clinton nel 1997. Ed è interessante vedere come  <em>Argo</em>, il finto film, il cavallo di Troia utilizzato dalla CIA come escamotage, non è mai stato girato, ma l&#8217;<em>Argo</em> che vediamo noi, ringraziando il cielo sì. Affleck ci pone su un piatto d&#8217;argento un invito alla riflessione sulla potenza di Hollywood, che anche in paesi lontani sia fisicamente che culturalmente come l&#8217;Iran è riuscita a ritagliarsi un posto d&#8217;onore nel background culturale di questa gente, con tutte le strane creature che si porta dietro (&#8220;Immagino che anche gli iraniani siano cresciuti con i film di <em>Star Wars</em> o di <em>Indiana Jones</em>&#8221; ha dichiarato Affleck in una recente intervista). Strane almeno quanto quelli che a Hollywood ci lavorano: il vero produttore del finto <em>Argo</em>, interpretato splendidamente da Alan Arkin, pronto a metter su un film in quattro e quattr&#8217;otto pur di dare una mano a Mendez, e il suo collega make-up artist (John Goodman), che inventa di sana pianta maschere e trucchi alieni, credibilissimi a Hollywood come a Teheran.</p>
<p>E poi c&#8217;è il Ben Affleck attore, meno incisivo di quello con la macchina da presa tra le mani, che si è ritagliato il ruolo di un protagonista sui generis. Il suo Tony Mendez, nonostante sia il fulcro attorno al quale la storia ruota e si dipana, sembra quasi un personaggio secondario, indispensabile e volutamente sottotono, abilissimo nel piegarsi alle sinuosità di un racconto teso e al cardiopalma come non se ne vedevano da tempo. Si suda freddo, si percepisce fisicamente lo scorrere del tempo come nemico principale del gruppo di americani che deve essere portato in salvo, sottolineato ancor di più dall&#8217;ansiogena colonna sonora di Alexandre Desplat, efficientissima nel conferire ritmo e suspance alle immagini in movimento di Mr. Ben Affleck, che con <em>Argo</em> si è ritagliato definitivamente un posto nell&#8217;olimpo di Hollywood.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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