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	<title>Movielicious &#187; Anomalisa</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Anomalisa</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 10:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 25 febbraio 2016<br />
Regia: Charlie Kaufman e Duke Johnson<br />
Con le voci di: Angelo Maggi, Claudia Razzi, Stefano Benassi<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Anomalisa_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52144" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Anomalisa_1.jpg" alt="Anomalisa_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Ha impiegato sette anni, <strong>Charlie Kaufman</strong>, a superare la tiepida accoglienza che pubblico e critica hanno rivolto al suo primo film da regista, quel <a href="http://www.movielicious.it/2014/06/18/synecdoche-new-york/" target="_blank"><em>Synecdoche, New York</em></a> girato nel 2008 che in Italia è stato distribuito, con consistente ritardo, all&#8217;inizio dell&#8217;estate del 2014. Una pellicola autoreferenziale dalle ambizioni tutt&#8217;altro che contenute che ha incontrato pochi favori e ancor meno consensi. Sette anni per tornare a dirigere un progetto tutto suo (o quasi), qualcosa di particolare e bizzarro: e non poteva essere altrimenti. Lo sceneggiatore di <em>Essere John Malkovich</em>, <em>Il ladro di orchidee</em> e di <em>Eternal Sunshine of the Spotless Mind</em> questa volta porta in sala un film di animazione in <strong>stop-motion</strong> per adulti su temi universali quali solitudine, disagio, illusione, fragilità dei rapporti e omologazione, che permeano la plastilina dei pupazzi e invadono mente e cuore di chi guarda.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Anomalisa_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52145" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Anomalisa_2.jpg" alt="Anomalisa_2" width="878" height="494" /></a></p>
<p>Michael Stone, uomo di successo, marito, padre e autore del libro<em> How May I Help You Help Them?</em>, è stanco della monotonia che vive, imbrigliato com&#8217;è in un&#8217;esistenza che non sente più come propria. Durante un viaggio d’affari a Cincinnati (Sin-Sin-City, ci scherzerà su il tassista che lo accompagnerà in albergo) pernotta al Fregoli Hotel. Qui trova una via d&#8217;uscita dal profondo stato di disperazione in cui è finito, quando conosce Lisa, una ragazza bruttina e impacciata con una bellissima voce. Ma siamo in una storia di Charlie Kaufman e preparatevi a seguire le varie tracce narrative che spunteranno da questa sinossi che suona fin troppo essenziale, soprattutto pe gli standard a cui l&#8217;autore newyorkese ci ha abituati.</p>
<p>Vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Venezia 72, in lizza agli Oscar come Miglior film d’animazione e tratto da una pièce teatrale scritta dallo stesso Kaufman, <em><strong>Anomalisa</strong></em> promette quello che il titolo suggerisce, una storia anomala sia per tecnica realizzativa (finanziato interamente su Kickstarter, è il primo film realizzato in animazione a passo uno che ha ottenuto una R dalla censura americana, vietato ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori) che per tematiche trattate. In una prima parte che ci mette un po&#8217; a carburare, Kaufman e l&#8217;animatore <strong>Duke Johnson</strong> disseminano la storia di indizi (uno tra tutti: il nome dell&#8217;hotel in cui si sviluppa la vicenda, il Fregoli, è anche il nome di una patologia che porta il soggetto a credere di essere perseguitato da persone di aspetto diverso ma sotto cui si cela un unico essere umano), indizi che trovano nel cinismo e nella freddezza della messa in scena il giusto spazio per espandersi e ricomporsi come tasselli di qualcos&#8217;altro. L&#8217;umanità indistinta resa dalle sole tre voci che sentiamo nell&#8217;arco dei 90 minuti, quella di Michael (in originale di <strong>David Thewlis</strong>), quella incantevole di Lisa (di <strong>Jennifer Jason Leigh</strong>) e infine quella, maschile e atona che esce dalla bocca di ogni altro essere che vediamo in scena, è un ulteriore elemento che causa disagio e straniamento in questo circuito emozionale nel quale Kaufman vuole tirarci dentro, alla ricerca di quell&#8217;anomali(s)a del sistema, di quella scintilla nell&#8217;oscurità, del dettaglio che umanizza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Anomalisa, il primo trailer del film di Charlie Kaufman e Duke Johnson</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 19:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anomalisa]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Kaufman]]></category>
		<category><![CDATA[Duke Johnson]]></category>

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		<description><![CDATA[Finanziato su Kickstarter e realizzato in stop-motion, arriverà nelle nostre sale a fine febbraio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/anomalisa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45272" title="anomalisa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/anomalisa.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>È stato rilasciato in rete il primo trailer di <em><strong>Anomalisa</strong></em>, il film in stop-motion diretto da <strong>Charlie Kaufman </strong>(<em>Essere John Malkovich</em>, <em>Se mi lasci ti cancello</em>) e <strong>Duke Johnson </strong><a href="http://www.movielicious.it/2015/09/08/venezia-72-giorno-7/" target="_blank">presentato allo scorso Festival di Venezia</a>. La pellicola uscirà il 30 dicembre in un numero limitato  di sale negli USA, mentre in Italia dovremo aspettare il 25 febbraio.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Xg8MtJv2Oec" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Tratto dall’omonima opera teatrale di Charlie Kaufman e <a href="https://www.kickstarter.com/projects/anomalisa/charlie-kaufmans-anomalisa" target="_blank">finanziato su Kickstarter</a>, <em>Anomalisa</em> racconta la storia di Michael,  un uomo in difficoltà a causa della sua inabilità a relazionarsi con  gli altri. La sua cronica incapacità a comunicare viene messa alla prova  dall’incontro fortunato con Lisa, una donna che sembra diversa da tutte le altre.</p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 7</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 14:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Disorienta il Bellocchio di Sangue del mio sangue, almeno quanto il debutto nell’animazione in stop-motion]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44359" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/emin-alper.jpg"><img class="size-full wp-image-44359 " title="emin-alper" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/emin-alper.jpg" alt="Emin Alper - " width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Emin Alper - Abluka</p></div>
<p>Il Concorso continua a svilupparsi altalenante, relegando le ultime possibili sorprese a due passi dalla chiusura e affastellando delusioni cocenti che restituiscono l&#8217;immagine di poetiche offuscate da maniera e interlocutorietà. Prima di affrontare il disastro della mattinata, però, urge metabolizzare il piccolo sussulto provocato dal notevole concorrente turco, l&#8217;opera seconda con cui il quarantenne <strong>Emin Alper</strong> torna ad affrontare, con tutta la padronanza (ma anche tutta la presunzione) guadagnata con l&#8217;esplosivo racconto morale di<em> Tepenin ardi</em>: <strong><em>Abluka</em> </strong>prosegue e approfondisce, infatti, quello studio sulla paranoia e sulla progressiva discesa nella follia già fulcro del debutto, amplificandone portata e ambizioni, lucidità e incoscienza, pregi e difetti, tratteggiando il ritratto delle antitetiche e parallele psicosi di due fratelli alle prese con i propri rimpianti (la sindrome da abbandono), le proprie paure (l&#8217;incombere della guerra e del terrorismo) e i propri fantasmi.</p>
<p>Quello di Alper è dunque un&#8217;inarrestabile caduta nell&#8217;ossessione privata che si accompagna all&#8217;istantanea di una società martoriata dall&#8217;oppressione e dalla minaccia (vere o apparenti che siano), ma rispetto all&#8217;equilibrio e alla più centrata parabola universale del debutto, il climax di tensione si fa più sbilanciato e smodato (le allucinazioni puzzano alla lunga di artefatto), l&#8217;allegoria più appannata e indistinta (cosa rappresenterebbe la disinfestazione dei cani?), la mano più pesante e calcata. Alper non lesina sulle asperità e sulle spigolosità, dando una forma genuinamente angosciosa e asfissiante al tutto, non temendo di suscitare di scena in scena autentico fastidio e si riconosce il coraggio di un linguaggio già personalissimo sempre più astratto e sintetico, ma questa volta la catarsi non si risolve del tutto e la decifrazione dell&#8217;insieme rischia di sfuggire.</p>
<div id="attachment_44360" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/sangue_del_mio_sangue1.jpg"><img class="size-full wp-image-44360" title="sangue_del_mio_sangue1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/sangue_del_mio_sangue1.jpg" alt="Marco Bellocchio e il cast di Sangue del mio sangue" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Bellocchio e il cast di Sangue del mio sangue</p></div>
<p>Decisamente sconfortante, invece, la terza partecipazione italiana alla competizione, quella, oltretutto, da cui era lecito aspettarsi la svolta: con il pastrocchio ribollente di <em>Sangue del mio sangue</em>, <strong>Marco Bellocchio </strong>attinge a piene mani dal suo catalogo di private ossessioni (la natia Bobbio madre e matrigna, il fatalismo del pensiero religioso, il mistero onirico del quotidiano e quant&#8217;altro ancora) e cade in un deliquio senza sbocchi e pericolosamente chiuso su se stesso, un guazzabuglio di misticismo e psicanalisi che, fra streghe, tribunali dell&#8217;Inquisizione e reincarnazioni, sembra più che altro l&#8217;autoreferenziale versione parodica della crisi de <em>La visione del sabba</em>, derubato però della sua vitale incoscienza e della sua ancora oggi fascinosa suggestione immaginifica, sostituite qui da un microcosmo forzatamente sarcastico di simboli e di situazioni (il vampiro ultracentenario di <strong>Roberto Herlitzka</strong>, il matto farneticante di <strong>Filippo Timi</strong>, il truffatore travestito da funzionario di <strong>Pier Giorgio Bellocchio</strong>), da un ombelicalismo sconfortante (era da anni che Bobbio, &#8220;il mondo&#8221;, non figurava in misura così soverchiante nell&#8217;opera di Bellocchio) e da un&#8217;indecisione generalizzata sull&#8217;intero progetto &#8211; già a partire dal titolo, scelto all&#8217;ultimo dopo i provvisori <em>La monaca, La prigione di Bobbio </em>e <em>L&#8217;ultimo vampiro</em> &#8211; che costituiscono per Bellocchio un notevole, sghembo passo indietro rispetto alla lucidità degli ultimi capolavori.</p>
<div id="attachment_44361" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/anomalisa.jpg"><img class="size-full wp-image-44361" title="anomalisa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/anomalisa.jpg" alt="Anomalisa di Charlie Kaufman" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Anomalisa di Charlie Kaufman</p></div>
<p>Ancor più inaccettabile e irricevibile è l&#8217;approdo di <strong>Charlie Kaufman</strong> all&#8217;animazione dopo le sproporzionate smanie autoriali di <em>Synecdoche, New York</em>: con l&#8217;alibi di una visionarietà pretestuosa e presunta, lo sceneggiatore Premio Oscar descrive con <strong><em>Anomalisa</em></strong> un <em>breve incontro</em> di intollerabile inconsistenza aggrappato a trovatine facili facili e dal fiato corto che si esauriscono presto (l&#8217;idea di un&#8217;unica voce che, a voler simboleggiare una massa indistinta e spersonalizzata, doppia tutti i comprimari escluso il <em>love interest </em>del protagonista), montagne di fuffa (le riflessioni tardo-adolescenziali sulla caducità dell&#8217;amore, un pallido ricordo delle struggenti incertezze di <em>Eternal Sunshine of a Spotless Mind</em>) e bizzarrie gratuite (era davvero necessario il ricorso alla stop-motion, mai usata a finalità espressive e poetiche?).</p>
<p>Resta l&#8217;impressione di un immaginario <em>indie </em>putrefattosi e trasformatosi in posa, a disposizione dell&#8217;eclettismo di facciata di una generazione <em>social</em> (che, infatti, l&#8217;ha generosamente applaudito) pronta a prendere per oro colato le banalità sconfortanti e l&#8217;aria fritta fuoriuscite dalla vena inariditasi di un poeta (solo presunto?) dei sentimenti oggi accontentatosi del ruolo di affabulatore di quart&#8217;ordine.</p>
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		<title>8 buone ragioni per non perdersi la 72° Mostra del Cinema di Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 07:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43810" title="mostra-cinema-venezia-leone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>1) Seppur lontana dalla ricerca pura di Locarno e minacciata dal gigantismo di Toronto, <strong>Venezia</strong> offre ancora una volta una selezione eterogenea capace di inglobare linguaggi disparati e variegati, scontentando forse chi è alla ricerca dei grossi nomi (le plausibili promesse di Del Toro, Scott e Iñárritu), ma soddisfacendo i pruriti di chi confida ancora in un cinema &#8220;altro&#8221;. Ne sono testimonianza soprattutto <em><strong>Heart of a Dog</strong>, </em>raro excursus su grande schermo e avanguardistico saggio sull&#8217;elaborazione del lutto firmato dalla cantautrice e performer <strong>Laurie Anderson</strong>, l&#8217;inatteso ritorno alla regia del cervellotico sceneggiatore <strong>Charlie Kaufman</strong>, che si cimenta con l&#8217;animazione in stop-motion di <strong><em>Anomalisa</em></strong>, e una nuova affermazione nel circuito maggiore, dopo il successo di <em>Sacro GRA </em>e di <em>The Look of Silence</em>, del codice non-fiction con il documentarista cinese <strong>Zhao Liang</strong> e il suo <em><strong>Behemoth</strong></em>;</p>
<div id="attachment_43811" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg"><img class="size-full wp-image-43811" title="sangue_del_mio_sangue" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg" alt="Sangue del mio sangue" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Sangue del mio sangue</p></div>
<p>2) Salvo rare eccezioni &#8211; il Dolan di <em>Tom à la ferme</em>, l&#8217;Iñárritu di <em>Birdman</em> o il Larraín di <em>Post mortem</em> &#8211; è difficile che approdino al Lido nomi già storicamente associati alla Croisette o al Filmpalast e non resta altro che circondarsi della solita &#8220;cricca&#8221; di fedelissimi. Se quest&#8217;ultima, tuttavia, può annoverare nomi come <strong>Amos Gitai</strong>, che sigla l&#8217;ambiziosissimo <strong><em>Rabin, the last day</em> </strong>e che approda per il quarto anno consecutivo in Laguna dopo gli eccellenti <em>Lullaby to my father</em>, <em>Ana Arabia </em>e <em>Tsili</em>, <strong>Jerzy Skolimowski</strong>, in cerca di riscatto con il thriller <strong><em>11 minut</em>i</strong> dopo il Leone mancato di <em>Essential Killing</em> (Premio Speciale della Giuria e Coppa Volpi a Venezia67), o il ritrovato <strong>Marco Bellocchio</strong>, col capo leggermente cosparso di cenere dopo l&#8217;annunciato addio alla Mostra successivo alla disfatta del suo <em>Bella addormentata</em> e oggi a capo della nutrita schiera tricolore con <em><strong>Sangue del mio sangue</strong></em>, tutto sommato c&#8217;è poco da lamentarsi;</p>
<p>3) Grazie anche a una giuria insolitamente illuminata, <strong>Aleksandr Sokurov</strong> non ebbe la minima difficoltà, nonostante una concorrenza feroce, a imporsi sul resto della selezione di Venezia68 con il suo <em>Faust</em><em>: </em>manifestamente una spanna sopra la quasi totalità dei suoi contemporanei, il regista russo ritorna con l&#8217;attesissimo <em><strong>Francofonia</strong></em>, seguito morale del suo <em>Arca russa</em>, con il Louvre sotto l&#8217;occupazione nazista a sostituire l&#8217;Ermitage ottocentesco. Se persino un semplice, dispersivo mestierante come Ang Lee fu in grado di aggiudicarsi due immeritati Leoni d&#8217;Oro consecutivi (prima con <em>Brokeback Mountain</em>, poi con <em>Lussuria</em>) e se è vero che i cavalli vincenti si riconoscono alla partenza, che difficoltà dovrebbe avere uno dei maggiori cineasti in attività a fare il bis?</p>
<div id="attachment_43813" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg"><img class="size-full wp-image-43813" title="in_jackson_heights" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg" alt="In Jackson Heights" width="500" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">In Jackson Heights</p></div>
<p>4) Oltre Concorso, più che Fuori: l&#8217;ottantacinquenne <strong>Frederick Wiseman</strong> è ormai da un lustro, se si eccettua il &#8220;tradimento&#8221; cannense dell&#8217;ultimo <em>National Gallery</em>, garanzia e prerogativa della Mostra di Venezia (si ricorda in particolare il monumentale <em>At Berkeley</em><em>)</em>. Quello fra il padre indiscusso del documentario moderno e il Festival cinematografico più antico del mondo è un sodalizio prezioso, cementato dal sacrosanto <a href="http://www.movielicious.it/2014/07/19/leone-doro-alla-carriera-a-thelma-schoonmaker-e-frederick-wiseman/" target="_blank">Premio alla Carriera</a> tributatogli lo scorso anno e ribadito dall&#8217;arrivo del suo colossale <em><strong>In Jackson Heights</strong></em>, nuova fluviale dimostrazione del suo sguardo clinico ed enciclopedico;</p>
<div id="attachment_43814" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg"><img class="size-full wp-image-43814" title="lattesa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;attesa</p></div>
<p>5) Dal Kaan Mujdeci del Premio Speciale <em>Sivas</em> alla Rama Burshtein della Coppa Volpi <em>La sposa promessa</em>, dal trionfo a mani basse del Samuel Maoz di <em>Lebanon a</em>i nostri apprezzatissimi <strong>Emma Dante</strong> e <strong>Ascanio Celestini</strong>, l&#8217;inclusione diretta in Concorso di autori per la prima volta alle prese con un lungometraggio può suonare come un investimento ad alto rischio, ma la giusta gavetta, come dimostra l&#8217;apprendistato dell&#8217;ungherese László Nemes presso il maestro Béla Tarr risoltosi con la vittoria sfiorata a Cannes del suo debutto <em>Son of Saul</em>, può rappresentare un ottimo biglietto da visita. E&#8217; il caso del nostro <strong>Piero Messina</strong>, assistente alla regia di Paolo Sorrentino e oggi solo al comando del suo <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em>, benedetto nientemeno che dalla presenza di <strong>Juliette Binoche</strong>, e del venezuelano <strong>Lorenzo Vigas</strong>, &#8220;figlioccio&#8221; dello sceneggiatore Guillermo Arriaga che esordisce con <em><strong>Desde allá</strong></em>, impreziosito dalla presenza del mostruoso <strong>Alfredo Castro</strong>, attore feticcio di Pablo Larraín;</p>
<div id="attachment_43815" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg"><img class="size-full wp-image-43815" title="a_bigger_splash" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg" alt="A Bigger Splash" width="500" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">A Bigger Splash</p></div>
<p>6) A completare la rappresentanza italiana, due nomi diametralmente opposti che faranno discutere: da una parte <strong>Luca Guadagnino</strong>, tanto spernacchiato in patria dai tempi del suo <em>Melissa P.</em> quanto blasonato all&#8217;estero per il suo <em>Io sono l&#8217;amore</em>, che cerca il definitivo lancio internazionale con <em><strong>A Bigger Splash</strong></em>, patrocinato da un altisonante cast anglofono che annovera la fedele <strong>Tilda Swinton</strong>, <strong>Ralph Fiennes</strong>, la <strong>Dakota Johnson</strong> di <em>Cinquanta sfumature in grigio</em>, ma anche la partecipazione straniante di <strong>Corrado Guzzanti</strong>. Dall&#8217;altra, l&#8217;insperata risurrezione di <strong>Giuseppe M. Gaudino</strong>, che dopo un quindicennio di periferia documentaristica si riaffaccia alla fiction con <em><strong>Per amor vostro</strong></em>, con la speranza di ritornare alla forma di quel capolavoro misconosciuto e alieno della produzione nostrana che fu <em>Giro di lune tra terra e mare</em>.<br />
A fare da inestimabile corollario, Fuori Concorso, la presenza dei doc <em><strong>Gli uomini di questa città io non li conosco</strong></em>, ritratto del drammaturgo Franco Scaldati diretto da <strong>Franco Maresco</strong> dopo il tripudio di <em>Belluscone. Una storia siciliana</em>, e <em><strong>L&#8217;esercito più piccolo del mondo </strong></em>di <strong>Gianfranco Pannone</strong><em>;</em></p>
<div id="attachment_43816" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg"><img class="size-full wp-image-43816" title="the_danish_girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg" alt="The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">The Danish Girl</p></div>
<p>7) Per i palati meno festivalieri e più mondani, dovrebbero bastare la partecipazione del <strong>Tom Hooper </strong>de <em>Il discorso del re</em><strong> </strong>e dell&#8217;appena completato <em><strong>The Danish Girl</strong></em>, con un <strong>Eddie Redmayne </strong><em>en travesti </em>pronto ad accaparrarsi programmaticamente il secondo Oscar consecutivo, dello <strong>Scott Cooper</strong> di <em><strong>Black Mass</strong></em>, che servirà a stuoli di ammiratrici bercianti la presenza in passerella di una coppia di divi pop come <strong>Johnny Depp </strong>e <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, e del <strong>Baltasar Kormákur </strong>di <em><strong>Everest</strong></em>, blockbuster catastrofico travestito da film d&#8217;apertura che, se non altro, può contare su una foltissima delegazione hollywoodiana, da <strong>Jake Gyllenhall</strong> a <strong>Keira Knightley</strong>, da<em> </em><strong>Josh Brolin</strong> a <strong>Robin Wright</strong>. Mentre gli orfani di <em>Twilight</em> potranno consolarsi rispettivamente con <em><strong>The Childhood of a Leader</strong></em>, adattamento dell&#8217;omonimo racconto di Jean-Paul Sartre con <strong>Robert Pattinson</strong> sugli scudi, e, per i fan di <strong>Kristen Stewart</strong>, con la love-story fantascientifica <em><strong>Equals</strong></em>.</p>
<div id="attachment_43817" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg"><img class="size-full wp-image-43817" title="james_franco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">James Franco</p></div>
<p>8 ) Almeno quest&#8217;anno non c&#8217;è <strong>James Franco</strong>.</p>
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