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	<title>Movielicious &#187; Barbora Bobulova</title>
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		<title>Anime nere</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 07:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia Francia 2014)<br />
Uscita: 18 settembre 2014<br />
Regia: Francesco Munzi<br />
Con: Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anime_nere_slide.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-38923" title="anime_nere_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anime_nere_slide.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Con un avvio come la disastrosa, fischiatissima première de <em>La vita oscena</em> a fare da indicibile apripista per la comitiva italiana, persino a proposito del promettente terzetto in Concorso all&#8217;ultima Mostra d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia si era arrivati a temere il peggio e a cancellare gli eccellenti auspici di luglio.<br />
Ci piace credere che la falsa partenza nella sezione Orizzonti abbia avuto esplicito valore apotropaico, perché nemmeno 24 ore dopo, tanto nella sezione principale quanto in quelle collaterali, per le pellicole tricolore è cominciata una furiosa cavalcata scandita dagli elogi di critica e pubblico verso un Palmares che, senza vacui campanilismi, possiamo per una volta coscienziosamente definire fin troppo avaro nei confronti dei padroni di casa.</p>
<p>A dare il via a questa marcia trionfale, prima dell&#8217;incosciente coraggio di un Costanzo tornato in formissima e del maiuscolo capolavoro di un sempre più viscontiano Martone ancora una volta scandalosamente estromesso dai premi, è stato proprio il membro più defilato del terzetto tutto letterario del Belpaese, quello per forza di cose con minore risonanza presso il grande pubblico ma su cui i più smaliziati addetti ai lavori hanno da subito puntato di più: <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/29/venezia-71-giorno-3/"><strong><em>Anime nere</em></strong></a>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, è una mini-epopea delinquenzial-familiare ombrosa, ruvida e priva di compromessi che porta a un livello ancor più evoluto, complesso e universale quel cinema della violenza &#8211; declinato nel disperato riscatto sottoproletario di <em>Saimir </em>e nella vacua desolazione alto-borghese de <em>Il resto della notte</em> &#8211; che è ormai parte fondativa e caratterizzante della poetica di <strong>Francesco Munzi</strong>, mai compiaciuta né estetizzante, ma solo cupa e profondamente reale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anime_nere_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38924" title="anime_nere_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anime_nere_2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Per dare un volto alle tre possibili scelte di tre fratelli calabresi di fronte al sistema malavitoso organizzato &#8211; la partecipazione attiva di Luigi, l&#8217;accettazione ipocrita di Rocco e l&#8217;estraneità eremitica di Luciano -, Munzi pesca tanto dal piccolo schermo (<strong>Marco Leonardi</strong>, decisamente a suo agio nel personaggio dopo miniserie come <em>Il capo dei capi</em> e <em>Il generale dei briganti</em>, e <strong>Peppino Mazzotta</strong>, l&#8217;ispettore Fazio de <em>Il commissario Montalbano</em>) quanto dal palcoscenico (il volto severo del laconico <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, forse il migliore del trio) e avvolge il tutto nella nerissima, notturna fotografia del fedele <strong>Vladan Radovic</strong>: ne esce un film coraggioso e per certi versi grandioso, lontanissimo dai parametri abituali della cinematografia nostrana, capace di confrontarsi con l&#8217;esempio dei grandi ritrattisti criminali europei (Audiard, in primis), ma anche memore dei canoni più classici e affermati &#8211; è facile rintracciare nei profili dei tre protagonisti un equivalente membro della famiglia Corleone di coppoliana memoria -, che Munzi però, con spiazzante pessimismo e con un immane senso della tragedia, ribalta con uno sviluppo anti-spettacolare dove la catarsi e la rivalsa, sempre sul punto di deflagrare, vengono di volta in volta negate e spente sul nascere, trasformando la spirale cruenta e (auto)lesionista di una congrega di pecorari dell&#8217;Aspromonte convinti di rifare <em>Il padrino</em> nel triste ritratto di un Paese condannato alla mediocrità e all&#8217;impotenza, sfociando in un finale dolorosissimo, cannibale ed euripideo che rimanda senza sfigurare minimamente al <em>Fratelli</em> di Abel Ferrara.</p>
<p>Con <em>Anime nere</em>, insomma, la produzione nostrana affila le unghie e si allontana dalle programmatiche due camere con tinello, senza per questo trascendere, dopo il bel precedente di <em>Salvo</em>, nelle burine tentazioni stracult di genere à la Manetti bros. e cialtroni affini, ma proponendo un&#8217;alternativa adulta, consapevole e orgogliosamente drammatica, lanciando finalmente anche in ambito extra-festivaliero &#8211; e, facendo gli scongiuri, extra-europeo, vista la sua presenza fra i papabili candidati italiani all&#8217;Oscar &#8211; uno dei nostri autori più peculiari e, nonostante il Nastro d&#8217;Argento per l&#8217;opera prima del 2006, mai sufficientemente apprezzati.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Venezia 71: Il red carpet della terza giornata, con Andrew Garfield e Frederick Wiseman</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 08:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38512" title="andrewgarfield_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_open.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Dopo <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/28/venezia-71-il-red-carpet-della-cerimonia-di-apertura/"><strong>Emma Stone</strong></a>, è toccato al suo fidanzato <strong>Andrew Garfield</strong> sfilare sul red capet del Festival di Venezia 2014. L’attore ha presentato ieri in laguna <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/29/venezia-71-giorno-3/"><em><strong>99 Homes</strong></em></a>, pellicola sulla crisi immobiliare americana e in serata è stato protagonista di un tappeto rosso affollato di fan, in compagnia del suo collega di set <strong>Michael</strong> <strong>Shannon</strong> e del regista <strong>Ramin Bahrani</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon_andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38513" title="andrewgarfield_michaelshannon_raminbahrani" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_michaelshannon_raminbahrani.jpg" alt="" width="263" height="397" /><img class="alignnone size-full wp-image-38514" title="michaelshannon_andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon_andrewgarfield.jpg" alt="" width="264" height="397" /></a></p>
<p>Altro film, altre star. Per la commedia <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> il regista <strong>Peter</strong> <strong>Bogdanovich</strong> e uno dei protagonisti <strong>Owen</strong> <strong>Wilson</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_peterbogdanovich.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38515" title="owenwilson_peterbogdanovich" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_peterbogdanovich.jpg" alt="" width="264" height="395" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38516" title="owenwilson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson.jpg" alt="" width="262" height="395" /></a></p>
<p>Calorosa accoglienza anche per il cast di <strong><em>Anime nere</em></strong> di <strong>Francesco Munzi</strong>, primo italiano in gara. Sul red carpet che ha preceduto la proiezione ufficiale del film con un cast quasi tutto al maschile, ha spiccato la sobria eleganza di  <strong>Barbora Bobulova</strong>, con un abito nero dal corpetto ricamato.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38517" title="animenere1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barborabobulova.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38518" title="barborabobulova" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barborabobulova.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Giornata importante, quella di ieri, anche dal punto di vista strettamente cultirale, con la consegna del primo dei due Leoni d&#8217;oro alla carriera previsti per questa edizione della kermesse (l&#8217;altro andrà alla montatrice <strong>Thelma</strong> <strong><span class="st">Schoonmaker</span></strong>). Al documentarista statunitense <strong>Frederick Wiseman</strong>, cineasta indipendente le cui opere sono pressoché sconosciute in Italia. Wiseman ha realizzato 39 documentari e 2 film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà di istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari, <em>Titicut Follies</em> (1967), Welfare (1975), <em>Public Housing </em>(1997), <em>Near</em> <em>Death</em> (1989), <em>La Comédie Française ou L’amour joué</em> (1996), <em>La danse-Le ballet de l’Opéra de Paris </em>(2009) e <em>At Berkeley</em> (2013, presentato proprio a Venezia). Ma la carriera di Wiseman non si è fermata al solo cinema e anche le sue incursioni nel mondo del teatro sono altrettanto memorabili. Sua la regia di The Last Letter, tratto dal romanzo <em>Life</em> <em>and Fate</em> di Vasily Grossman, e <em>Happy Days</em> di Samuel Beckett alla Comédie-Française. Insomma, un leone strameritato e necessario per far conoscere l&#8217;operato di uno dei documentaristi più grandi di sempre.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/frederickwiseman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38519" title="frederickwiseman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/frederickwiseman.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>E oggi l&#8217;attesa è tutta per <strong>Al</strong> <strong>Pacino</strong> e per i due film che presenterà a Venezia. Il primo, In Concorso, <em><strong>Manglehorn</strong></em>, pellicola diretta da <strong>Paul Logan</strong>, in cui interpreta il solitario fabbro di un piccolo paese. Il secondo, Fuori Concorso, è <em><strong>The Humbling</strong></em>, di <strong>Barry</strong> <strong>Levinson</strong>, nel quale si esploreranno temi caldi quali il rapporto tra maturità e ossessioni sessuali.</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 3 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonisti Ramin Bahrani con 99 Homes e Francesco Munzi, primo italiano in gara con il toccante Anime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38496" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg"><img class="size-full wp-image-38496" title="99homes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Andrew Garfield, Ramin Bahrani, Michael Shannon e il produttore Ashok Amritraj</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per la terza volta consecutiva al Lido dopo il Premio Fipresci per <em>Goodbye Solo</em> e la promozione in sordina in competizione con il melodramma minnelliano <em>At Any Price</em>, con <strong><em>99 Homes</em></strong> <strong>Ramin Bahrani</strong> continua il suo discorso sulle ambiguità del Sogno Americano, sul lato torbido del self-made man e sulla corruttibilità dell&#8217;individuo comune posto di fronte all&#8217;avanzamento sociale. Il regista di Winston-Salem si serve ancora una volta di un viso comunemente associato alla cultura teen &#8211; due anni fa fu il turno dell&#8217;ex-efebo Zac Efron, ora tocca invece al nuovo Spider-Man <strong>Andrew Garfield</strong> &#8211; per raccontare l&#8217;incombenza della crisi presso una generazione di ventenni d&#8217;Oltreoceano rimasta troppo sotto la campana di vetro della famiglia borghese, il vecchio adagio hobbesiano dell&#8217;uomo come lupo per l&#8217;altro uomo &#8211; si parla della realtà più spietata dell&#8217;imprenditoria edile, fra sfratti, pignoramenti e pratiche bancarie senza scrupoli &#8211; e l&#8217;impotenza e la crudeltà dei padri (veri o putativi, come il Dennis Quaid della precedente fatica o il ripugnante e, come al solito, straordinario <strong>Michael Shannon</strong> di oggi).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38497" title="andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg" alt="" width="255" height="383" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38498" title="michaelshannon" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg" alt="" width="254" height="383" /></a></p>
<p>Bahrani tenta ancora di coniugare le basi indipendenti e periferiche del suo mestiere &#8211; collabora in veste di cosceneggiatore il maestro <strong>Amir Naderi</strong>, forse il più necessario cineasta iraniano in attività, presente a Venezia con un fluviale documentario su Arthur Penn &#8211; con le esigenze di Hollywood, però il risultato è nuovamente un ibrido sospeso a metà, nobile sulla carta ma privo di un&#8217;identità forte e programmatico nel suo percorso di degenerazione, di tormento e di riscatto.</p>
<div id="attachment_38499" style="width: 406px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg"><img class="size-full wp-image-38499" title="animenere" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Barbora Bobulova e Peppino Mazzotta per Anime nere</p></div>
<p>Dopo una veloce sortita in Orizzonti con <strong><em>Heaven Knows What</em></strong> dei fratelli <strong>Joshua e Ben Safdie</strong>, ambizioso e ammorbante amour fou tossico dei bassifondi newyorkesi che pare seguire la scia tanto del realismo sordido del celebre <em>Panico a Needle Park</em> di Schatzberg quanto quello della metafora vampirica del <em>The Addiction</em> ferrariano, si passa finalmente al primo dei tre concorrenti tutti letterari di casa nostra: <strong>Anime nere</strong>. Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, la pellicola diretta da <strong>Francesco Munzi</strong> è una mini-epopea familiare ombrosa, ruvida e priva di compromessi che porta a un livello ancor più evoluto, complesso e universale quel cinema della violenza e del buio &#8211; declinato nel disperato riscatto sottoproletario di <em>Saimir </em>e nella vacua desolazione alto-borghese de <em>Il resto della notte</em> &#8211; che è ormai parte fondativa e caratterizzante della poetica del<strong> </strong>regista<strong> </strong>romano, mai compiaciuta né estetizzante, ma solo cupa e profondamente reale.</p>
<p>Per dare un volto alle tre possibili scelte di tre fratelli calabresi di fronte al sistema malavitoso organizzato &#8211; la partecipazione attiva di Luigi, l&#8217;accettazione ipocrita di Rocco e l&#8217;estraneità eremitica di Luciano -, Munzi pesca tanto dal piccolo schermo (<strong>Marco Leonardi</strong>, decisamente a suo agio nel personaggio dopo miniserie come <em>Il capo dei capi</em> e <em>Il generale dei briganti</em>, e <strong>Peppino Mazzotta</strong>, l&#8217;ispettore Fazio de Il commissario Montalbano) quanto dal palcoscenico (il volto severo di <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, forse il migliore del trio) e avvolge il tutto nella nerissima, notturna fotografia del fedele Vladan Radovic: ne esce un film coraggioso e per certi versi grandioso, lontanissimo dai parametri abituali della cinematografia nostrana, capace di confrontarsi con l&#8217;esempio dei grandi ritrattisti criminali europei (Audiard, in primis), di permettersi paralleli con la saga coppoliana del <em>Padrino</em> (nei fratelli minori quasi si scorgono i profili di Sonny e di Michael Corleone) e, nella migliore delle ipotesi, pronto ad aggiudicarsi uno dei riconoscimenti maggiori, lanciando finalmente anche in ambito extrafestivaliero uno dei nostri autori più peculiari e, nonostante il Nastro d&#8217;Argento per l&#8217;opera prima del 2006, mai abbastanza apprezzati.</p>
<div id="attachment_38500" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg"><img class="size-full wp-image-38500" title="shesfunnythatway" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Kathryn Hahn, Peter Bogdanovich e Owen Wilson</p></div>
<p>A calmare le acque e a garantire un minimo di distensione è il successivo ospite Fuori Concorso, l&#8217;insperato ritorno sulla scena del settantacinquenne <strong>Peter Bogdanovich</strong>, che contribuì in maniera fondamentale alla nascita della Nuova Hollywood con classici di rottura come <em>Bersagli</em> e <em>Paper Moon</em>, ma ancor più con il capolavoro crepuscolare L&#8217;ultimo spettacolo: il veterano statunitense tenta con il suo <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> di intessere insieme all&#8217;ex-moglie co-sceneggiatrice Louise Stratten una commedia sofisticata, maliziosa e orgogliosamente fuori moda &#8211; il titolo cita pur sempre uno standard reso celebre da Frank Sinatra &#8211; su modello del suo esilarante <em>Ma papà ti manda sola?</em>, fra poligoni amorosi che coinvolgono frustrati registi di Broadway, puttane col pallino della recitazione e psichiatre ridotte peggio dei loro pazienti. Ma i tempi sono inevitabilmente cambiati e, nonostante l&#8217;impegno profuso, il glamour di stelline emergenti come <strong>Imogen Poots</strong> e di divi come <strong>Owen Wilson</strong> e <strong>Jennifer Aniston</strong> non può reggere il confronto rispettivamente con le Streisand, gli O&#8217;Neal e le Kahn di allora. In quanto al tentativo di svecchiare la formula con il contributo in veste di produttori delle garanzie indie <strong>Wes Anderson</strong> e <strong>Noah Baumbach</strong>, è tutta invisibile fatica sprecata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38501" title="owenwilson_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Si ritrovano le atmosfere cruente di inizio mattinata, invece, con l&#8217;asiatico <strong><em>Binguan</em></strong>, che apre la vetrina della Settimana della Critica e che porta l&#8217;esordiente regista <strong>Xin Yukun</strong> nei territori delle sortite neo-noir della produzione cinese contemporanea, dall&#8217;inedito <em> </em><a href="http://www.movielicious.it/2014/06/21/festival-di-mosca-giorno-3/"><em>Black Coal, Thin</em><em> Ice</em> </a>di Diao Yinan (Orso d&#8217;Oro a Berlino64 e da noi recensito in occasione di Mosca36) a, soprattutto nel comune delinearsi di storie intrecciate a base di omicidi ed efferate crudeltà, <em>Il tocco del peccato</em> di Jia Zhangke (Prix du scénario a Cannes66) confermando la svolta &#8220;trasparente&#8221; e occidentalista del recente cinema d&#8217;autore di Pechino con un&#8217;opera tanto elaborata e complessa quanto gratificante, puntellata da colpi di scena continui à la Agatha Christie e trainata da una narrazione per ellissi, analessi e salti in avanti che mantiene una tensione insostenibile per le sue importanti due ore nette di durata.</p>
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		<title>Una piccola impresa meridionale</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 07:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Barbora Bobulova]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Felberbaum]]></category>
		<category><![CDATA[Una piccola impresa meridionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Papaleo e il suo secondo film da regista: pretenzioso e retorico. La nostra recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2013)<br />
Uscita: 17 ottobre 2013<br />
Regia: Rocco Papaleo<br />
Con: Rocco Papaleo, Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/una-piccola-impresa-meridionale-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33234" title="una-piccola-impresa-meridionale-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/una-piccola-impresa-meridionale-2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Paesaggi mozzafiato, una manciata di personaggi e poi, naturalmente, la musica. Storie di ordinaria follia in un Sud non meglio identificato (anche se il film è stato girato nella provincia di Oristano) dove è sempre estate e dove l&#8217;oggi non sembra esistere. La seconda regia di Rocco Papaleo, dopo il meritato successo di <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/basilicata-coast-to-coast/">Basilicata coast to coast</a>, racconta di un prete spretato (interpretato dallo stesso regista), di un marito tradito (Riccardo Scamarcio), di una escort dell&#8217;Est ormai in pensione (Barbora Bobulova), di una madre (Giuliana Lojodice) distrutta dalle decisioni prese dai suoi figli, di una storia d&#8217;amore tra due donne e di un&#8217;improbabile impresa edile. Per vari motivi questo circo di personaggi si ritrova a vivere in un faro abbandonato, un&#8217;oasi di pace e tranquillità in cui poter dare sfogo a problemi, incomprensioni e chiarimenti.</p>
<p>Il viaggio del regista lucano ora smette di essere itinerante e si sposta dai luighi fisici (il coast to coast in Basilicata) a quello che appare subito come un luogo dell&#8217;anima, nello specifico un antico faro che cade a pezzi che funge da location a quasi tutto il film. I suoi strambi personaggi si muovono in quell&#8217;unico ambito, con le loro storie di emarginazione e intolleranza che però risultano sconclusionate e pretenziose. Papaleo sembra essere alla ricerca di una qualche forma di poesia che però stenta ad ispirarlo, con un esito che in alcuni casi sfiora il ridicolo. E non è sufficiente far interpretare a Scamarcio un ruolo che una volta tanto non è da tombeur de femmes (qui è un musicista nonché marito cornuto) se poi in una scena lo vediamo suonare il pianoforte sul pianale di un&#8217;Ape mentre viene trasportato al faro, con tanto di mare sullo sfondo. Roba che nemmeno nei film di Nino D&#8217;Angelo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/una-piccola-impresa-meridionale-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33235" title="una-piccola-impresa-meridionale-3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/una-piccola-impresa-meridionale-3.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Le situazioni che Papaleo prova a far passare come anticonformiste hanno ben poco di rivoluzionario, anzi. E infastidiscono ancora di più proprio perché vengono spiattellate sullo schermo con una faciloneria e un qualunquismo che si pensavano ormai superati, almeno al cinema. Un film decisamente poco illuminato, questa Piccola impresa meridionale, lontano dal suo scanzonato e fresco predecessore che aveva meno pretese e più idee. Con tutto questo buonismo, invece, anche la comicità sorniona dell&#8217;attore e musicista lucano, che a sprazzi regala più di una risata, viene sopraffatta da una moralità e da una retorica che stonano in una storia che vorrebbe tanto essere un inno all&#8217;amore in ogni sua sfaccettatura, ma che proprio non riesce ad esserlo. Una piacevole sorpresa però c&#8217;è. E ce la regala la brava Sarah Felberbaum che nei panni della giovane donna delle pulizie che viene dall&#8217;Est riesce a far coesistere nel suo personaggio rigore, dignità e dolcezza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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