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	<title>Movielicious &#187; Biagio Izzo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I peggiori</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2017 05:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Izzo]]></category>
		<category><![CDATA[I peggiori]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Guanciale]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Ragno]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Alfieri]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 18 maggio 2017<br />
Regia: Vincenzo Alfieri<br />
Con: Lino Guanciale, Vincenzo Alfieri, Tommaso Ragno, Biagio Izzo<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/i-peggiori.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56123" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/i-peggiori.jpg" alt="i-peggiori" width="900" height="598" /></a></p>
<p>D’altronde un po’ c’era da aspettarselo che, dopo il trionfo di <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em></a>, l’idea di cortocircuitare cinecomic e commedia italiana potesse fare gola anche ad altri.<br />
Il primo, in ordine di tempo, è <strong>Vincenzo Alfieri</strong>, classe ’86, già noto ai più attenti per la webserie Forse non sono io, da lui scritta, diretta e interpretata. Il giovane autore qui fa praticamente tutto: dalla stesura del copione e la regia fino al montaggio, riservandosi inoltre anche il ruolo di coprotagonista insieme al bravo e (grazia alla recente fiction Rai <em>La porta rossa</em>) lanciatissimo <strong>Lino Guanciale</strong>.<br />
E se, da un punto di vista commerciale, l’onda lunga da seguire è senza alcun dubbio quella dell’instant cult di Gabriele Mainetti, il grosso dell’ispirazione sembra però sia venuta ad Alfieri in tempi assai meno sospetti, ovvero quando, con <em>Kick-Ass</em>, Matthew Vaughn dimostrò al mondo come coi supereroi ci si potesse anche divertire.<br />
Il risultato è un allegro e colorato patchwork che, prendendosi assai poco sul serio, non deve nemmeno preoccuparsi troppo di mascherare i propri limiti, sia produttivi che testuali.<br />
Ma Alfieri, come dicevamo, viene dal web e sa quindi bene come fare di necessità virtù ottimizzando un budget che immaginiamo risicato attraverso una regia che, già nervosa di suo, nei momenti più concitati si fa addirittura convulsa, così da far passare in secondo piano certe tare per così dire fisiologiche della messa in scena.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/I_peggiori_1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-56124" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/I_peggiori_1-1024x432.png" alt="I_peggiori_1" width="1024" height="432" /></a></p>
<p>Il concetto alla base de <em><strong>I peggiori</strong> </em>è, ad ogni modo, quello del ribaltamento.<br />
Un ribaltamento prima di tutto semantico che prende l’archetipo marvelliano del supereroe senza macchia e lo italianizza in questi due scalcagnati fratelli, eroi loro malgrado, che fanno del bene ma solo dietro lauto compenso; ché, del resto, c’è la crisi che incombe.<br />
Il procedimento è più o meno lo stesso che poi porta l’autore a orientare il flusso della produzione di situazioni comiche tutto sui due Demolitori regalando invece i ruoli più seri proprio a due attori comici, <strong>Francesco Paolantoni</strong> e <strong>Biagio Izzo</strong>, qui nei panni di un avvocato male in arnese e di un disincantato detective.<br />
Persino Napoli – al momento uno dei set preferiti dal cinema italiano e, di fatto, vera protagonista del film – subisce un’inversione di senso.<br />
La città che fa da sfondo a una storia così leggera, infatti, ne diventa in qualche modo il controcanto dark, attraverso un’amplificazione di certi suoi lati più oscuri.<br />
Una piccola metropoli che vive di contrasti, come quello tra i vicoli angusti (&#8216;e viche addò nun trase &#8216;o mare degli Almamegretta) e il verticalismo del Centro Direzionale, ed è vittima accondiscendente delle mire espansionistiche di una malavita che, per una volta, non ha nulla a che fare con Gomorra, perché è quella ripulita e in giacca e cravatta dell’imprenditoria più spietata.</p>
<p>Ecco, se nell’opera prima di Vincenzo Alfieri c’è del pur timido coraggio, è proprio nel non inseguire il modello di riferimento dei cinecomic anche nell’individuazione di un villain che sia dotato di carisma.<br />
Il cattivo de I peggiori non è identificabile, o almeno non solo, con l’infame palazzinara interpretata da <strong>Antonella Attili</strong> o con i suoi luogotenenti albanesi, ma è un intero sistema che forse puoi provare a scalfire – come del resto fanno i due Demolitori – ma mai combattere davvero, se non altro mai ad armi pari.<br />
Se il film convince nel suo essere specchio (ovviamente oltremodo semplificato) di alcune problematiche attuali, lavora un po’ meno bene sul versante propriamente comico.<br />
A tratti Alfieri sembra sforzarsi troppo di far ridere e, quando questo accade, a mostrare la corda  sono proprio quelli che, almeno sulla carta, dovrebbero essere i veri punti di forza del film. Nulla a che vedere insomma con le grasse risate di uno <em>Smetto quando voglio</em>, pellicola a cui pure<em><strong> I peggiori</strong> </em>sembra pagare in parte pegno.<br />
Poco male, comunque, per un debutto che raggiunge il suo scopo riuscendo a divertire per novanta minuti con freschezza e, perché no, anche un po’ di furbizia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Un Natale al sud</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/01/un-natale-al-sud/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 06:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Tatangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Izzo]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Marsicano]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Boldi]]></category>
		<category><![CDATA[Un Natale al sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Boldi e Biagio Izzo di nuovo al cinema con un altro, terribile cinepanettone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2016)<br />
Uscita: 1 dicembre 2016<br />
Regia: Federico Marsicano<br />
Con: Massimo Boldi, Biagio Izzo, Debora Villa, Barbara Tabita<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/un-natale-al-sud-15-1150x748.jpg"><img class="alignnone wp-image-54633" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/un-natale-al-sud-15-1150x748-1024x666.jpg" alt="un-natale-al-sud-15-1150x748" width="650" height="423" /></a></p>
<p>A pensarci è quasi impressionante come in questo <em><strong>Un Natale al Sud</strong></em> non ci sia nulla da salvare.<br />
Ma proprio nulla, anche volendosi mettere una mano sul cuore, abbandonando per un attimo ogni forma di snobismo cinefilo.<br />
Da un <strong>Massimo Boldi</strong> sempre più impossibilitato a deambulare e quindi costretto a “recitare” da seduto (quando non addirittura disteso) alla napoletanità macchiettistica e sguaiata ostentata dalla spalla <strong>Biagio Izzo</strong>, il film è l’inesorabile de profundis della risata a tema natalizio sacrificata una volta per tutte sull’altare del <strong>Tax Credit</strong>.<br />
Un accanimento terapeutico verso una forma di intrattenimento popolare rimasto, nel corso degli anni, senza neanche un popolo da intrattenere.<br />
Se infatti, un tempo, la povertà narrativa e formale dei cinepanettoni veniva giustificata con gli incassi che, oltre a rianimare il box office, riuscivano nell’impresa di dar filo da torcere anche ai blockbuster americani, è ormai da tempo che il fine meramente commerciale ha smesso di essere una spiegazione valida al fatto che si continuino a produrre simili obbrobri.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/un-natale-al-sud-43-1150x748.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54634" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/un-natale-al-sud-43-1150x748-1024x666.jpg" alt="un-natale-al-sud-43-1150x748" width="1024" height="666" /></a></p>
<p>La squadra è la stessa dell’appena meno orrendo <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/09/matrimonio-al-sud/" target="_blank"><em>Matrimonio al Sud</em></a> dello scorso anno, così come lo schema narrativo che vede interagire goffamente &#8211; agli estremi opposti di uno spettro generazionale che idealmente vorrebbe coprire diverse fasce di pubblico &#8211; due coppie di genitori e i loro rispettivi figli, qui alle prese con le gioie e i dolori dell’amore ai tempi del web.<br />
Tutta la storia ruota attorno a un sito di incontri online chiamato Cupido 2.0 e a una vacanza durante la quale i ragazzi avranno finalmente modi di incontrare le proprie fidanzatine virtuali.<br />
Ma in mezzo c’è anche spazio per una fashion blogger interpretata da <strong>Anna Tatangelo</strong> e per una sedicente ballerina di burlesque che però, quando si tratta di spogliarsi, riesuma lo strip tease di Kim Basinger in 9 settimane e ½.<br />
Senza dimenticare la scheggia impazzita <strong>Enzo Salvi</strong> nei panni di un tamarro affetto da problemi intestinali alla disperata ricerca di sesso facile.<br />
Ora, volendo anche prescindere dalla ridicola pretesa che ha il film di parlare delle moderne declinazioni dell’interattività social senza avere la più pallida idea di come realmente funzionino (i protagonisti si riempiono la bocca di termini come <strong>follower</strong> o <strong>influencer</strong> come se, da soli, bastassero a garantire al film un attestato di contemporaneità) o da una rappresentazione dei giovani che è più o meno bloccata agli standard sociologici de I ragazzi del muretto, il reale problema di <em><strong>Un Natale al Sud</strong></em> è che non fa ridere, praticamente mai.</p>
<p>Fa talmente poco ridere questo teatrino di mogli insoddisfatte pronte a tradire i rispettivi consorti con chiunque passi loro davanti che gli autori pensano bene di recuperare un po’ di quella scatologia ripudiata con fermezza verso la fine degli anni ’90 per cercare di strappare almeno un paio di sghignazzi nella scena in cui Enzo Salvi si imbosca dietro a una duna per assolvere alle proprie funzioni corporali.<br />
Ma niente da fare, neanche quello diverte, perché privo del cortocircuito intellettuale che rende esilarante certe cose quando a farle è Seth Rogen mentre Federico Marsicano (ex aiuto regista in altre pellicole dello stesso Boldi ora promosso dietro la macchina da presa) appare semplicemente come l’ultimo anello di una catena fatta del peggiore avanspettacolo e di battutacce da caserma. Un anello particolarmente debole anche dal punto di vista tecnico se consideriamo la sciatteria di inquadrature di fronte alle quali Pieraccioni sembra quasi un regista e un montaggio amatoriale che lascia che una scena confluisca in un’altra spesso senza neanche attendere che l&#8217;attore di turno abbia finito di recitare la sua battuta.<br />
Poi, nelle interviste, Boldi andrà di certo ripetendo come questo <em><strong>Un Natale al Sud</strong></em> sia un film per famiglie, ma ci si chiede quale famiglia possa anche solo pensare di sorridere del razzismo insito in una scena in cui il comico ordina a un cameriere di colore di caricarselo sulle spalle e portarlo in giro o di una delirante gag fuori tempo massimo sull’abuso di Viagra.<br />
Ci si chiede, soprattutto, se questo film possa davvero far ridere qualcuno. Anche i suoi stessi autori.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Matrimonio al sud</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/09/matrimonio-al-sud/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 13:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Izzo]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Boldi]]></category>
		<category><![CDATA[Matrimonio al sud]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Conticini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Costella]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda (Italia 2015) Uscita: 12 novembre 2015 Regia: Paolo Costella Con: Massimo Boldi, Biagio Izzo,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 12 novembre 2015<br />
Regia: Paolo Costella<br />
Con: Massimo Boldi, Biagio Izzo, Paolo Conticini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Matrimonio_al_sud_11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-50691" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Matrimonio_al_sud_11-1024x590.jpg" alt="Matrimonio_al_sud_1" width="1024" height="590" /></a></p>
<p>Qualcuno, prima o poi, dovrà prendersi la briga di andare da <strong>Massimo Boldi</strong> e comunicargli che non è Totò.<br />
E che assai difficilmente in futuro sarà oggetto di una qualche rivalutazione tardiva. Magari all&#8217;inizio ci resterà un po&#8217; male &#8211; pare che il comico di Luino non sia una persona particolarmente incline ad accettare le critiche &#8211; ma immagino che, a un certo punto, pure lui se ne farà una ragione. E poi si potrebbe provare a spiegargli con calma che quello che ancora poteva far ridere una ventina di anni fa (tra l&#8217;altro, almeno per chi scrive, inspiegabilmente) nel 2015 non diverte più ormai già da tempo. Anzi, semmai mette anche un po&#8217; di tristezza, come quelle barzellette strasentite che un vecchio zio si ostina a sciorinare in occasione di ogni Natale, alla fine di un estenuante cenone, di quelli che in genere non vedi l&#8217;ora di alzarti da tavola e scartare i regali.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Matrimonio_al_sud_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-50692" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/Matrimonio_al_sud_2.jpg" alt="Matrimonio_al_sud_2" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Il suo ex sodale Christian De Sica, tra un Pupi Avati e un anno di pausa dai cinepanettoni, un minimo l&#8217;antifona deve averla capita mentre l&#8217;impressione è che Boldi creda davvero che qualcuno possa davvero trovare divertente l&#8217;esile storiella di due futuri consuoceri, uno di Milano (ça va sans dire, lo stesso Boldi) e l&#8217;altro (<strong>Biagio Izzo</strong>) di un immaginario paesino in provincia di Napoli (nella realtà è Polignano a Mare, il che spinge a pensare che, tra questo film e Io che amo solo te,  per i polignanesi sia arrivato il momento di chiedere una tregua) che si fanno la guerra in virtù delle reciproche differenze regionali, a solo pochi giorni dalle nozze dei figli. Figli che &#8211; giusto per denotare quanto chiunque abbia partecipato alla scrittura del film sia scollato dalla realtà in maniera preoccupante &#8211; sono due neolaureati in informatica appena assunti da una multinazionale californiana per aver inventato un&#8217;app con cui scambiarsi bacini e il cui unico scopo nella vita sembra essere quello di copulare di continuo, ovunque capiti.<br />
Forse Boldi è addirittura convinto che un coatto (<strong>Enzo Salvi</strong>) in piena tempesta ormonale, capitato non si sa per quale motivo al matrimonio, e un wedding planner (<strong>Paolo Conticini</strong>) che cerca in ogni modo di sedurre le mogli dei protagonisti, tutt&#8217;altro che restie ad assecondarne le avances, siano elementi forieri di chissà quali risate.<br />
D&#8217;altronde il modo in cui gli autori e il regista <strong>Paolo Costella</strong> stipano questo <em><strong>Matrimonio al sud</strong></em> di battutacce da caserma e dei più abusati luoghi comuni sulla dicotomia nord-sud, nella flebile speranza che ancora funzionino (il livello è, per intenderci, quello di frittata di maccheroni VS. cotoletta) potrebbe anche essere considerato commovente nel suo essere così fuori dal tempo.</p>
<p>Il condizionale è d&#8217;obbligo perché, già a pochi minuti dall&#8217;inizio del film, anche lo spettatore meno smaliziato può perfettamente rendersi conto di come l&#8217;intero baraccone sia null&#8217;altro che un&#8217;amena cornicetta all&#8217;interno della quale inserire forme di product placement talmente sfacciato che quasi si fa fatica a crederci. Mai nulla di simile si era visto al cinema. Basti sapere che il marchio di una nota azienda produttrice di insaccati appare in quasi ogni scena, creando un effetto di ridicolo involontario che paradossalmente risulta l&#8217;unico motore utile di qualcosa che assomigli al riso, seppure amarissimo.<br />
Quando poi anche il libro di un sedicente life coach viene inquadrato per un attimo senza alcun apparente legame con il flusso della narrazione, la certezza di essere vittime designate di una solenne e consapevole presa in giro si fa definitivamente largo e non lascia più alcuno scampo al dubbio.<br />
Perché la verità è che <em>Matrimonio al sud</em> non è un film, ma un lunghissimo spot pubblicitario venuto male.<br />
E&#8217; venuto male perché molto semplicemente non fa ridere e un film comico che non diverte, come un horror che non perturbi o un porno che non ecciti, fallisce il suo bersaglio primario e non ha più alcuna ragione di esistere.<br />
Strano semmai che, dopo il flop dell&#8217;ugualmente inguardabile Ma tu di che segno 6? al botteghino, si sia deciso di continuare su questa strada, quasi ignari del fatto che, nel frattempo, gente come Maccio Capatonda, il trio Ciarrapico-Torre-Vendruscolo o anche fenomeni più legati al web come The Pills e The Jackals abbiano contribuito a ridefinire le coordinate di ciò che oggi, in Italia, viene considerato divertente. Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarlo a Massimo Boldi.  Magari prima del prossimo Natale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
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