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	<title>Movielicious &#187; Christian Lees</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il racconto dei racconti &#8211; Tale of Tales</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2015 14:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Circo di immagini suggestive, fantasy partenopeo dal sapore barocco: Matteo Garrone e il suo film più]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Scheda</strong><br />
(Tale of Tales, Italia, Francia, U.K. 2015)<br />
Uscita: 14 maggio 2016<br />
Regia: Matteo Garrone<br />
Con: Salma Hayek, John C. Reilly, Alba Rohrwacher,<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42574" title="tale_of_tales_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales_1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2015/05/08/matteo-garrone-presenta-alla-stampa-il-racconto-dei-racconti/" target="_blank"><strong>MATTEO GARRONE PRESENTA ALLA STAMPA IL RACCONTO DEI RACCONTI &#8211; TALE OF TALES</strong></a></p>
<p>Ci aveva già provato Francesco Rosi nel 1967 con <em>C&#8217;era una volta</em>, a portare un po&#8217; di <em>Lo cunto de li cunti </em>al cinema. Da sempre considerata opera minore del regista di <em>Salvatore Giuliano</em> e <em>Le mani sulla città</em> forse perché analizzata all&#8217;interno del suo percorso impegnato, la pellicola con Sophia Loren e Omar Sharif rappresentava invece un intermezzo leggero, un esperimento atipico nella filmografia engagé del regista napoletano. A distanza di quasi cinquant&#8217;anni, ci pensa<strong> Matteo Garrone</strong> ad adattare per il grande schermo parte delle novelle contenute ne <em>Lo cunto de li cunti, overo lo trattamento de&#8217; peccerille</em>, raccolta di cinquanta fiabe in dialetto napoletano scritte da Gianbattista Basile e pubblicate postume tra il 1634 e il 1636, intravedendone le grandi potenzialità sia cinematografiche che narrative. Ed è quantomeno curioso che<em><strong> Il racconto dei racconti </strong></em>arrivi nelle sale (e In Concorso a Cannes) a pochi mesi di distanza dal <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/25/maraviglioso-boccaccio/" target="_blank"><em><strong>Maraviglioso Boccaccio</strong></em></a> tavianesco, quasi a voler ribadire la fascinazione mai sopita dei nostri autori nei confronti delle storie di impianto novellistico-fiabesco della tradizione letteraria popolare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42575" title="tale_of_tales" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Girato tra Toscana, Puglia e Sicilia in location da fiaba di province senza tempo,<em> Il racconto dei racconti </em>rende omaggio all&#8217;incomparabile ricchezza visiva e immaginifica delle fiabe di Basile e al suo funambolico esercizio letterario (nonostante il film sia girato in inglese), mantenendo vive tutte quelle caratteristiche quali la crudeltà, l&#8217;efferatezza, l&#8217;ossessività nei confronti del mostruoso, del deforme e del diverso che si sono rivelate essere strumenti preziosi nella penna dell&#8217;autore napoletano. <strong>Matteo Garrone</strong>, nell&#8217;adattare tre delle cinquanta storie contenute nel Pentamerone al suo modo unico e personalissimo di fare cinema, consente loro di svilupparsi autonomamente e di sfiorarsi solo in un paio di occasioni (un funerale e un&#8217;incoronazione). Tre sono i regni immaginifici di<em> Tale of Tales</em>, tutti abitati da re e regine, principi e principesse, orchi, maghi, saltimbanchi, cortigiani, vecchie lavandaie e altre creature più o meno fantastiche. In questi non luoghi, un re libertino e dissoluto (<strong>Vincent Cassel</strong>) tenta di sedurre un&#8217;anziana donna, una principessa (la giovanissima e sorprendente<strong> Bebe Cave</strong>) data dal padre (<strong>Toby Jones</strong>) in sposa ad un orribile orco e una regina ossessionata dal desiderio di un figlio (<strong>Salma Hayek</strong>) e disposta a tutto pur di averlo. Tre donne protagoniste, in fasi diverse dell’esistenza (giovinezza, maturità, vecchiaia) diventano così le madrine di un cosmo indefinito e poliedrico, esaltato dalla magia e dal sogno.</p>
<p>Prendendo solo apparentemente le distanze dal suo cinema precedente, Garrone in realtà racchiude nel suo ultimo film, come in una sintesi estrema, quelle bizzarre tematiche che hanno connotato i suoi lavori precedenti: l&#8217;ossessione del possesso (<em>L&#8217;imbalsamatore</em>) della deformità oltre i limiti del morboso (<em>Primo Amore</em>), il male assoluto (<em>Gomorra</em>) la distorsione della realtà (<a href="http://www.movielicious.it/2012/09/28/reality/" target="_blank"><em>Reality</em></a>), tutti elementi che ritroviamo, utili a definirne l&#8217;universo vario e multiforme, nel <em>Racconto dei racconti</em>.<br />
Nei tableau vivant che il regista romano mette in scena (con l&#8217;aiuto dello storico direttore della fotografia di Cronenberg <strong>Peter Suschitzky</strong>, che compie un lavoro assolutamente straordinario), oltre agli evidenti echi felliniani e bergmaniani, ci sono la vivacità e l&#8217;orrorifico dei dipinti di Goya, le atmosfere di tanti film di Mario Bava, gli effetti speciali che strizzano l&#8217;occhio a quelli creati da Sergio Stivaletti e Carlo Rambaldi e tutta quell&#8217;aura di artigianalità che un tempo abitava il fantasy nostrano e che si è andata perdendo nel corso degli anni, soppiantata da <em>Signori degli Anelli</em> e <em>Troni di spad</em>e.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/taleoftales_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-42576" title="taleoftales_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/taleoftales_2.jpeg" alt="" width="500" height="314" /></a></p>
<p>Ad intaccare l&#8217;idillio del <em>Racconto dei racconti </em>allora, ci pensa la dilatazione temporale, elemento di cui si inizia ad avvertire la presenza verso metà film e che arrivava puntuale anche nel bel mezzo di <em>Reality</em>, quando l&#8217;occhio dello spettatore si era ormai abituato alle straordinarie mirabilie visive con le quali Garrone è solito incantare. E&#8217; a questo punto che si ha il tempo di rendersi conto della mancata empatia con i personaggi e della non identificazione con questi, forse a causa di quella quarta parete di plexiglass impossibile da buttare giù, che preserva e custodisce quel mondo fantastico senza permettere a nessuno di entrare.O di uscirne.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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