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	<title>Movielicious &#187; Daniele Vicari</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Sole cuore amore</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 19:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Grieco]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[Sole cuore amore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo film di Daniele Vicari è una vera e propria delusione. Ecco perché.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda<br />
</strong>(Id. Italia 2016)<br />
Uscita: 4 maggio 2017<br />
Regia: Daniele Vicari<br />
Con: Isabella Ragonese, Eva Grieco, Francesco Montanari,<br />
Durata: 1 ora e 53 minuto<br />
Distribuito da: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Sole-cuore-amore_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54291" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Sole-cuore-amore_1-1024x435.jpg" alt="Sole cuore amore_1" width="650" height="276" /></a></p>
<p><em><strong>Sole cuore amore</strong></em>, il ritorno di <strong>Daniele Vicari</strong> al lungometraggio a quattro anni da <em>Diaz – Don’t Clean Up This Blood</em>, è il primo film italiano ad essere presentato all’<strong>11°</strong> <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>. Non il migliore dei lasciapassare a dirla tutta.<br />
Si tratta infatti del più fastidioso pot-pourri di luoghi comuni a tema &#8220;donne e lavoro&#8221; che il cinema italiano di matrice più impegnata potesse offrire nel 2016.<br />
Che Vicari non disdegnasse di maltrattare lo spettatore era del resto già evidente nel suo crudo racconto dei fatti di Genova ma si arrivava a giustificarlo trattandosi, per l’appunto, di cronaca. In questo caso invece no.<br />
C’è infatti del sadismo quasi à la von Trier nel costringerci ad assistere inermi alla lenta agonia di questa giovane donna &#8211; <strong>Isabella Ragonese</strong>, qui moglie di un disoccupato Francesco Montanari e madre di tre figli piccoli &#8211; che consuma le proprie giornate sulla tratta Nettuno- Roma cercando di arrivare in orario nel bar dove lavora e il cui proprietario, che all’inizio viene presentato come uno di quei capetti romani burberi ma sotto sotto anche simpatici, alla fine si rivela esse un mix tra un nazista e un negriero.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Sole-cuore-amore_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54292" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Sole-cuore-amore_2-1024x703.jpg" alt="Sole cuore amore_2" width="1024" height="703" /></a></p>
<p>La storia di Eli, questo il nome della protagonista, si incrocia con quella della sua vicina di casa Valentina (<strong>Eva Grieco</strong>) che, in assenza di responsabilità familiari, ha deciso di seguire le proprie inclinazioni artistiche e lavora di notte, esibendosi come performer.<br />
Già dalle prime immagini il film si distingue per il ritmo ansiogeno che sembra presagire alla catastrofe imminente. Ogni qual volta, infatti, uno dei protagonisti si trova ad attraversare la strada ci si aspetta che possa essere falciato via da un’automobile in corsa. Per dire che è ovvio che qualcuno morirà; resta da capire solo come e, soprattutto, quando.<br />
Ora, indipendentemente dal fatto che il dramma della disoccupazione femminile sia stato trattato meglio in film neanche poi così riusciti come ad esempio il recente <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/11/gli-ultimi-saranno-ultimi/" target="_blank"><em>Gli ultimi saranno ultimi</em> </a>di Massimiliano Bruno, il problema principale di questo <em><strong>Sole cuore amore</strong></em> (l’imperscrutabile legame con la one hit wonder Valeria Rossi viene assolto in una scena in cui semplicemente una bambina canticchia il ritornello dell’omonima canzone) è che non si capisce dove voglia andare a parare.</p>
<p>O meglio, il senso &#8211; in buona sostanza che essere poveri è una gran brutta cosa &#8211; lo si può anche desumere, ma non è chiaro cosa abbia spinto un autore dotato come Vicari a girare un film di due ore per spiegare un concetto al limite sintetizzabile anche in un cortometraggio.<br />
Sì, ci sono le buone interpretazioni di Isabella Ragonese e <strong>Francesco Montanari</strong> e la colonna sonora jazz di Stefano Di Battista ma per il resto si tratta davvero di una delusione piena. Roba che spinge a rivalutare anche un’opera bistrattata (proprio un anno fa qui alla Festa del Cinema tra l’altro) come<a href="http://www.movielicious.it/2015/10/23/alaska-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em> Alaska</em></a> di Cupellini, anch’esso basato sulla formula del prendere un paio di personaggi e fargliene succedere di ogni.<br />
Ecco, nell’anno in cui opere, magari anche sopravvalutate, ma comunque a loro modo importanti nel cercare di uscire dai binari del calvario della gente comune come <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em> </a>e <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank">Perfetti sconosciuti</a>, questo è proprio il cinema italiano che non vorremmo vedere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Venezia: il Malick day senza Malick</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Sep 2012 15:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[La nave dolce]]></category>
		<category><![CDATA[Love is All you Need]]></category>
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		<category><![CDATA[Terrence Malick]]></category>
		<category><![CDATA[To The Wonder]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi al Festival l'atteso To The Wonder e la commedia di Susanne Bier, Love is All you Need.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenkoopen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28007" title="mondello-kurylenkoopen" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenkoopen.jpg" alt="" width="430" height="410" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28008" title="mondello-kurylenko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/mondello-kurylenko.jpg" alt="" width="258" height="356" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/olga-kurylenko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28009" title="olga-kurylenko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/olga-kurylenko.jpg" alt="" width="236" height="356" /></a></p>
<p>Inutile dire che se vi aspettavate di vedere Terrence Malick a Venezia, le vostre speranze sarebbero state vane. Il regista americano continua a giocare con il mantello dell&#8217;invisibilità anche in laguna, dove questa mattina è stato proiettato il suo ultimo film, <em>To the Wonder</em>. Accolto dalla stampa sia con applausi che con qualche &#8220;buuu&#8221;, questo nuovo capitolo del lavoro del regista è dedicato all’esplorazione dell&#8217;amore nelle sue molteplici forme e racconta la storia di Martina (Olga Kurylenko) e Neil (Ben Affleck) che dopo aver trascorso una vacanza da innamorati a Mont Saint-Michel (conosciuto come &#8220;la meraviglia&#8221; a cui si riferisce il titolo) tornano in Oklahoma, dove presto sono costretti ad affrontare dei problemi. Marina conosce un prete (Javier Bardem), anche lui straniero che non è più sicuro della propria vocazione, mentre Neil riallaccia i rapporti con una sua amica d’infanzia, Jane (Rachel McAdams). Ad accompagnare il film alla Mostra c&#8217;è stato solo il cast femminile, la ex Bondgirl Olga Kurylenko e la nostra Romina Mondello. Oltre a Malick, infatti, anche il protagonista del film Ben Affleck ha dato forfait.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28010" title="pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan-susanne-bier-trine-dyrholm.jpg" alt="" width="500" height="343" /></a></p>
<p>Fuori Concorso, invece, il nuovo lavoro della regista (Premio Oscar per <em>In un mondo migliore</em>) Susanne Bier, <em>Den Skaldede Frisor</em> (<em>Love is All you Need</em>), una storia d&#8217;amore ambientata in Italia e interpretata da Pierce Brosnan e Trine Dyrholm. Un racconto divertente di come, proprio quando si pensa che tutto possa essere finito, un nuovo inizio si possa celare dietro l&#8217;angolo attraverso le vicende di due famiglie diversissime che si incontrano in una villa della penisola sorrentina per partecipare ad un matrimonio dove nulla andrà secondo i piani.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28011" title="pierce-brosnan" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pierce-brosnan.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Sempre nella sezione Fuori Concorso, è stato presentato anche il documentario di Daniele Vicari (reduce dal recente successo di <em>DIAZ</em>) <em>La nave dolce</em>, pellicola che ricostruisce la drammatica storia dello sbarco dal Vlora, mercantile giunto a Bari nel 1991, su cui erano ammassati ventimila immigrati albanesi.</p>
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		<title>DIAZ</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 12:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[DIAZ: Don't Clean up this Blood]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>

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		<description><![CDATA[Daniele Vicari firma questo documento, crudo e impietoso, destinato ad entrare nella memoria collettiva]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2012)<br />
Uscita: 13 aprile 2012<br />
Regia: Daniele Vicari<br />
Con: Elio Germano, Claudio Santamaria, Aylin Prandi<br />
Durata: 2 ore e 7 minuti<br />
Distribuito da: Fandango</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26221" title="26" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/26.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Furono baci e furono sorrisi, poi furono soltanto i fiordalisi.</p>
<p>Diaz non è un film.<br />
Diaz non è un documentario.<br />
Diaz è una testimonianza, un memento per la democrazia.<br />
E’ un graffito di celluloide: non pulite questo sangue.<br />
Perché quando “il sonno della ragione genera mostri”, come dipinse mirabilmente il saggio Goya, tutto può succedere e se, come in Italia, la giustizia è talmente lenta da sembrare immobile&#8230;può persino accadere che le belve rimangano in libertà. Impunite ed anonime.<br />
Diaz non è soltanto un’opera sul massacro avvenuto alla Diaz durante il G8 di Genova, anche se ne rappresenta la più fedele, crudelmente adamantina, riproduzione mai vista sullo schermo. Diaz è un avvertimento che ci colpisce in petto come un proiettile, come un colpo di tonfa: se chiudete gli occhi della memoria, “La più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” potrà ripetersi.<br />
Non è un caso, infatti, che quando si entra nel vivo dell’azione (non, quindi, durante le aggressioni ma DOPO&#8230;quando, a farla da padrona, è &#8211; fu, nella realtà, per tre giorni &#8211;  Signora Tortura), il pensiero vada immediatamente alle lapidarie parole del Se questo è un uomo di Primo Levi: “Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest&#8217;offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più già di così non si può andare: condizione umana più misera non c&#8217;è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga”.</p>
<p>Un Olocausto in scala ridotta. Ecco cosa si è compiuto, poco prima di mezzanotte, il 21 luglio 2001. Dei trecento individui coinvolti nel massacro, solo ventinove sono stati processati e, nella sentenza di appello, in ventisette hanno riportato una condanna per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia. “Lesioni” e “Calunnia” sono già caduti in prescrizione. Stessa sorte, nel 2016 per “Falso in atto pubblico”.<br />
Il nostro Codice Penale non prevede il reato di tortura: quarantacinque imputati per i fatti di Bolzaneto. Quarantaquattro condanne per, tra gli altri, “Abuso d’ufficio”. Secondo i PM, nella caserma sono state &#8220;inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell&#8217;uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano &#8216;trattamenti inumani e degradanti'&#8221;.<br />
Non ci si è, volutamente, soffermati sull’immensa abilità registica di Daniele Vicari per rispetto nei suoi confronti. Quando il livello di un’opera è così alto, l’opera parla da sé.</p>
<p><strong>Voto </strong>8</p>
<p>Recensione a cura di Massimo Frezza<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
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		<title>Il cinema italiano trionfa a Berlino</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/02/19/il-cinema-italiano-trionfa-a-berlino/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 15:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare deve morire]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[Taviani]]></category>

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		<description><![CDATA[Orso d'oro ai Taviani con Cesare deve morire e premio della critica a Daniele Vicari per Diaz.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/112.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-25212" title="112" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/112.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>La 62esima edizione del Festival di Berlino si è conclusa ieri regalando notevoli soddisfazioni ai film italiani presenti alla kermesse. I fratelli Paolo e Vittorio Taviani hanno vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro  per <em>Cesare deve morire</em>, dedicando il premio ai carcerati che sono stati i protagonisti della docufiction girata a Rebibbia, basata sul dramma scespiriano Julius Caesar. &#8220;Questo premio ci dà gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film&#8221;, ha dichiarato Paolo dopo che la giuria ha annunciato il verdetto. Un premio importante, che non veniva assegnato a una pellicola italiana da ormai ventuno anni (non succedeva dal 1991, con La casa del sorriso di Marco Ferreri). Cesare non deve morire racconta la storia di una pièce teatrale, ambientata nel carcere di massima sicurezza romano, che prende forma pian piano sotto la regia di Fabio Cavalli, da anni sul campo con i detenuti in altri progetti di questo tipo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-25213" title="27" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/27.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><em>Diaz, Non pulire questo sangue</em> di Daniele Vicari con Elio Germano e Claudio Santamaria è l&#8217;altro film italiano premiato a Berlino, a cui è andato il riconoscimento del pubblico nella sezione Panorama. La pellicola racconta i fatti avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001, soffermandosi in particolare sulla notte del 21 luglio 2001 quando, scoccata la mezzanotte, quattrocento poliziotti fecero irruzione nella scuola Diaz, massacrando i ragazzi che dormivano al suo interno. Una ricostruzione accuratissima che Vicari ha potuto realizzare vagliando centinaia di filmati amatoriali che contenevanoparte delle immagini di repertorio utilizzate nel film e studiando i documenti processuali relativi al caso. &#8220;Dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese&#8221; è stato il commento di Vicari riguardo al premio vinto.</p>
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