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	<title>Movielicious &#187; Edgar Ramirez</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gold &#8211; La grande truffa</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/02/gold-la-grande-truffa-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/05/02/gold-la-grande-truffa-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 07:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Bryce Dallas Howard]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Ramirez]]></category>
		<category><![CDATA[Gold - La grande truffa]]></category>
		<category><![CDATA[John Zinman]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew McConaughey]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Masset]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Gaghan]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Matthew McConaughey mattatore salva un film che riserva pochi guizzi e qualche sorpresa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Gold, USA 2016)<br />
Uscita: 4 maggio 2017<br />
Regia: Stephen Gaghan<br />
Con: Matthew McConaughey, Édgar Ramírez, Bryce Dallas Howard<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Gold_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56003" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Gold_1.jpg" alt="Gold_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Un&#8217;altra trasformazione fisica drastica per <strong>Matthew McConaughey</strong> e un altro ruolo da mattatore per cui, con ogni probabilità, l&#8217;attore texano si aspettava un&#8217;altra candidatura agli Oscar. E invece non solo la nomination non è arrivata, ma <em><strong>Gold &#8211; La grande truffa</strong></em> è stato un <strong>flop</strong>. Costato 20 milioni di dollari, ne ha incassati circa la metà tra il mercato americano e quello dei 13 paesi in cui è stato già distribuito. Basato sulla sceneggiatura degli esordienti <strong>Patrick Masset</strong> e <strong>John Zinman</strong>, inserita nel 2009 nella <strong>Black List</strong> di Hollywood delle migliori sceneggiature non ancora prodotte, il copione del film ha girato per le scrivanie dei produttori per quasi un decennio. Inizialmente si era pensato a Paul Haggis, Michael Mann e Spike Lee, tutti nomi che, per un motivo o per un altro, si sono tirati fuori dal progetto. Poi, a fine 2014, lo script finisce in mano a McConaughey, fresco di un Oscar per <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/29/dallas-buyers-club/" target="_blank"><em>Dallas Buyers Club</em></a>, che si innamora della storia a tal punto da voler interpretare il protagonista e da volerla anche produrre.</p>
<h4>Gold &#8211; La grande truffa: la recensione del film con Matthew Mc<strong>Conaughey</strong></h4>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Gold_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56004" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Gold_2.jpg" alt="Gold_2" width="650" height="382" /></a></p>
<p>Ambientato agli inizi degli anni Novanta, <em><strong>Gold &#8211; La grande truffa</strong></em> si ispira a fatti realmente accaduti, lo scandalo minerario che coinvolse la <strong>Bre-X Minerals</strong> nel 1993. Kenny Wells (Matthew McConaughey) è un uomo d’affari che naviga in cattive acque ed è alla ricerca del colpo milionario. Grazie al geologo Michael Acosta (<strong>Édgar Ramírez</strong>) viene a sapere dell&#8217;esistenza, ancora da dimostrare, di una delle più grandi e prolifiche <strong>miniere d’oro</strong> nell’inesplorata giungla indonesiana. Così si getta a capofitto nell&#8217;impresa, che si dimostrerà tutt&#8217;altro che semplice. Wells è un personaggio che non avrebbe sfigurato in <em>Morte di un commesso viaggiatore</em> di Miller, è un alter ego più avventuroso e solo un po&#8217; meno esaltato del Jordan Belfort di <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/" target="_blank">The Wolf of Wall Street</a></em>: con personaggi come questi condivide un&#8217;idea di vita che va vissuta solo se ci si aggrappa al sogno giusto e il mito del successo da raggiungere ad ogni costo.</p>
<p>A dirigere questa parabola di caduta negli inferi e di improvvisa rinascita, che incarna bene il concetto di provvisorietà che va da sempre a braccetto con quello di Sogno americano, c&#8217;è <strong>Stephen Gaghan</strong>, già regista di <em>Syriana</em>, con una interessante carriera di sceneggiatore alle spalle (ha scritto, tra gli altri, <em>Regole d&#8217;onore</em> di Friedkin e <em>Traffic</em>, il film di Steven Soderbergh per cui ha vinto un oscar per la sceneggiatura). E questo è forse il problema più evidente di <em><strong>Gold &#8211; La grande truffa</strong></em>. Gaghan infatti sembra seguire in modo pedissequo un copione basato sì su una storia forte, ma anche priva di aggiustamenti significativi che possano aumentarne l&#8217;appeal cinematografico. In due ore piene di film, infatti, le sequenze memorabili sono poche e tutte definibili tali grazie alla performance di un Matthew McConaughey che una volta di più mette in scena un personaggio borderline al quale aderisce perfettamente. Grasso, pelato, con gli occhi infossati e con il rischio concreto di dar vita a una macchietta ad ogni inquadratura, il Kenny Wells da lui interpretato rimane il motivo principale (se non il solo) per cui vale la pena pagare il prezzo del biglietto. Il resto è una storia di amicizia, ambizione, amore e delusione già ampiamente battuta.</p>
<h4>La recensione di Gold &#8211; La grande truffa</h4>
<p>In Italia, poi, il film viene distribuito sottotitolo che definire sbagliato è dire poco. Ora, parliamoci chiaro, quanti di voi si ricordano o hanno mai sentito parlare dello scandalo minerario Bre-X del 1993? Ecco, nessuno. E allora perché non lasciare il titolo originale, quel <em><strong>Gold</strong></em> che non solo non spoilera nulla, ma che ha anche il pregio di riuscire a mantenere la giusta dose di mistero per attirare più pubblico in sala?</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Point Break</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/26/point-break/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 17:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Ramirez]]></category>
		<category><![CDATA[Ericson Core]]></category>
		<category><![CDATA[Luke Bracey]]></category>
		<category><![CDATA[Point Break]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Palmer]]></category>

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		<description><![CDATA[Sport estremi muscoli e adrenalina, ma il cinema dov'è finito?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 27 gennaio 2016<br />
Regia: Ericson Core<br />
Con: Edgar Ramirez, Luke Bracey, Teresa Palmer<br />
Durata: 1 ora e 54 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/point-break-2015.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51780" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/point-break-2015.jpg" alt="point-break-2015" width="750" height="400" /></a></p>
<p>Johnny Utah (<strong>Luke Bracey</strong>) è un amante del brivido e degli sport estremi che, dopo aver visto morire un amico durante un acrobatico salto in moto, decide di cambiar vita ed entrare nell&#8217;FBI. La sua prima missione è quella di infiltrarsi in una banda di atleti capeggiati dal carismatico Bodhi (<strong>Edgar Ramirez</strong>) sospettati di una serie di rocambolesche rapine. Tra Johnny e Bodhi si viene a creare ben presto un rapporto ben più complesso di quello che vede contrapposti legge e crimine.<br />
Un rapporto fatto sì di competizione ma anche di profondo rispetto, che mette a serio repentaglio sia la vita di Johnny che la riuscita dell&#8217;intera operazione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/point-break_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51781" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/point-break_2.jpg" alt="point break_2" width="800" height="450" /></a></p>
<p>L&#8217;infinita inutilità di certi remake è qualcosa di cui si potrebbe continuare a ragionare più o meno all&#8217;infinito.<br />
Eppure, a livello teorico, l&#8217;abisso semantico che separa, ad esempio, questo esile filmetto tutto testosterone e scene d&#8217;azione simili a video dimostrativi dell&#8217;ultimo modello di GoPro e il capolavoro di Kathryn Bigelow può tornarci utile per far emergere alcune tra le peggiori derive del cinema hollywoodiano di oggi.<br />
Nel 1991, anno di uscita del <strong><em>Point Break</em></strong> originale, era infatti in corso un consapevolissimo processo di ridefinizione dei generi che passava attraverso l&#8217;abbattimento definitivo di qualsiasi confine ancora esistente (soprattutto per il pubblico) tra cinema d&#8217;autore e mainstream, così come, in un contesto più ampio, tra cultura alta e bassa in generale.<br />
In tal senso la Bigelow andava ad inserirsi alla perfezione nel solco tracciato durante il decennio precedente da James Cameron. E forse il fatto che, all&#8217;epoca, i due fossero marito e moglie non era proprio un caso. Stiamo parlando di una sintesi perfetta tra spettacolarità delle immagini e l&#8217;avanzare di un discorso di riscrittura integrale di narrative un tempo considerate popolari (il noir e il poliziesco) ben lontana dalle solo di poco successive cinefile rivoluzioni tarantiniane. Sia nel cinema di Cameron che in quello della Kathryn Bigelow, infatti, lo scopo primario era sempre e comunque quello di costruire dei blockbuster, solo dotati di anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di tutto ciò nulla rimane nella sterile ostentazione di muscoli e salti mortali che è il <em>Point Break</em> di <strong>Ericson Core</strong>, noto ai più come direttore della fotografia di <em>Fast and Furious</em>. La quadratura del cerchio è rappresentata poi dal fatto che, a occuparsi dello script, sia tal Kurt Wimmer, già al lavoro su un altro remake di rare inutilità e pochezza, ossia il subito dimenticato <em>Total Recall</em> del 2012.<br />
Ora, per quanto sia comprensibile che in un periodo di vuoto pneumatico di idee si vada ad attingere da quegli anni novanta che sono stati forse l&#8217;ultima sacca di creatività del cinema di consumo americano, si fatica però a capire come i ripetuti flop commerciali di questi remake non facciano scattare dei seri campanelli d&#8217;allarme ai piani alti degli Studios.<br />
Perché proprio non si spiega come si possano buttare al vento svariate decine di milioni di dollari in una produzione che si limita a bearsi delle sue location naturali mozzafiato (il film è girato tra Germania, Austria, Svizzera, Francia, Messico, Venezuela, Polinesia Francese, India, Italia e, ovviamente, Usa) piuttosto che preoccuparsi di raccontare qualcosa che somigli a una storia o anche solo di avere una star di sicuro richiamo nel cast. In verità non ci si preoccupa nemmeno di dare un minimo di credibilità a un plot poliziesco di cui, più o meno a metà film, si perde ogni traccia.<br />
<em>Point Break</em> si limita così a inanellare scene, una più spettacolare dell&#8217;altra, di surf su onde giganti, wingsuit flying, snowboard, free climbing e motociclismo acrobatico. Il tutto punteggiato da dialoghi che vorrebbero essere filosofici ma che sfociano quasi sempre nel puro nonsense. Anzi, per rendere meglio l&#8217;idea, i dialoghi in <em>Point Break</em> hanno la stessa funzione accessoria che potrebbero avere in un qualsiasi film porno, semplici intermezzi tra una scena di sesso e l&#8217;altra.<br />
Magari cambia il pubblico di riferimento, ma resta l&#8217;idea di una fruizione cinematografica intesa come forma di puro voyeurismo fine a se stesso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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