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	<title>Movielicious &#187; Giovanna Mezzogiorno</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Napoli Velata, il teaser trailer del misterioso film di Ferzan Ozpetek</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 13:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Ferzan Ozpetek]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli velata]]></category>

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		<description><![CDATA[Interpretato da Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi, arriverà nelle sale il 28 dicembre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Napoli_Velata.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-56827" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Napoli_Velata.jpeg" alt="Napoli_Velata" width="635" height="350" /></a></p>
<p>È stato rilasciato in rete il primo teaser trailer del nuovo film di <strong>Ferzan Ozpetek</strong>, <em><strong>Napoli velata</strong></em>. La pellicola arriverà nelle sale italiane il 28 dicembre e vedrà come protagonisti <strong>Giovanna Mezzogiorno</strong> e <strong>Alessandro Borghi</strong>, spalleggiati da <strong>Anna Bonaiuto</strong>, <strong>Maria Pia Calzone</strong>, <strong>Isabella Ferrar</strong>i, <strong>Lina Sastri </strong>e <strong>Luisa Ranieri</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/gA8hs4XT1Cw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Si sa ancora poco sulla trama e le uniche informazioni si possono evincere dalla breve sinossi ufficiale e dalle immagini del teaser: <em>In una Napoli sospesa tra magia e sensualità, ragione e follia, un mistero avvolge l&#8217;esistenza di Adriana (Giovanna Mezzogiorno) travolta da un amore improvviso e un delitto violento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La tenerezza</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 14:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amelio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[La tenerezza]]></category>
		<category><![CDATA[Micaela Ramazzotti]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Carpentieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Amelio alle prese con una storia imperfetta ma piena di umanità, con protagonista un superbo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 24 aprile 2017<br />
Regia: Gianni Amelio<br />
Con: Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno, Elio Germano<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55973 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_1.jpg" alt="" width="695" height="458" /></a></p>
<p><strong>Gianni Amelio</strong> questa volta gioca d&#8217;azzardo con <strong><em>La tenerezza</em></strong>. Per due motivi. Il primo è che il regista de <em>Il ladro di bambini</em> e <em>Le chiavi di casa</em> ha scelto di portare al cinema un film incentrato su un argomento piuttosto spinoso e di difficile conciliazione con l&#8217;idea di intrattenimento spesso associata alla settima arte, ovvero  la vecchiaia. E il secondo è che come protagonista ha voluto un attore di livello come <strong>Renato Carpentieri</strong>, ottimo caratterista proveniente dal teatro, che però rimane un perfetto sconosciuto per la maggior parte del pubblico o comunque un volto noto (era anche nel cast de <em>La squadra</em> e <em>Don Matteo 3</em>) ma difficilmente identificabile con un nome e un cognome dai più. Per ovviare a questa scelta, che indubbiamente rende il film poco vendibile commercialmente, una <a href="http://www.01distribution.it/media/1591-la-tenerezza/la-tenerezza-locandina-low.jpg" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>locandina</strong></span></a> che piazza in primo piano i tre &#8220;volti conosciuti&#8221; della pellicola, ovvero <strong>Elio Germano</strong>, <strong>Micaela Ramazzotti</strong> e <strong>Giovanna Mezzogiorno</strong>. Carpentieri viene relegato ai piedi del manifesto, in un&#8217;immagine che lo ritrae da lontano, mentre cammina su un pontile insieme ad un bambino (suo nipote nel film). Il messaggio è chiaro, ma un tantino ingannatore: venite a vedere l&#8217;ultimo film di Gianni Amelio con Germano, Ramazzotti e Mezzoggiorno. Peccato che questi tre attori abbiano solo dei ruoli di contorno e che il film sia totalmente tenuto in piedi e costruito intorno alla figura di Lorenzo, avvocato in pensione interpretato appunto da un meraviglioso Carpentieri, il cui nome segue ingiustamente quelli dei suoi compagni di set.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_2.jpg" alt="La_Tenerezza_2" width="650" height="370" /></a><br />
Liberamente ispirato al romanzo La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, <em><strong>La tenerezza</strong></em> è un film sull&#8217;amore, visto in tutte le sue contraddizioni. Renato Carpentieri è Lorenzo, un anziano avvocato appena sopravvissuto ad un infarto. Vive da solo a Napoli in una bella casa del centro, da quando la moglie è morta e i due figli adulti, Elena (una sempre più grave Giovanna Mezzogiorno) e Saverio, si sono allontanati. O è stato lui ad allontanarli? Al suo rientro dall&#8217;ospedale, Lorenzo trova sulle scale davanti alla propria porta Michela (Micaela Ramazzotti), una giovane donna solare e sorridente che si è chiusa fuori casa, cui l&#8217;avvocato dà il modo di rientrare dal cortile sul retro che i due appartamenti condividono. Una contiguità degli spazi che è destinata a diventare anche contiguità di sentimenti: Michela e la sua famiglia &#8211; il marito Fabio (Elio Germano) e i loro figli Bianca e Davide &#8211; entreranno nella vita dell&#8217;avvocato con una velocità e una pervasività che sorprenderanno lui stesso. Ma un evento ancor più inaspettato rivoluzionerà quella nuova armonia.</p>
<p>In una <strong>Napoli</strong> borghese e insolita, superbamente fotografata da <strong>Luca Bigazzi</strong> che sceglie saggiamente di non farne una cartolina, Amelio ambienta una vicenda in cui i personaggi sono alla disperata ricerca di costruire dei rapporti affettivi, al di là della consanguineità e della parentela e punta l&#8217;obiettivo su una sfilata di soggetti, tutti vittime più o meno inconsapevoli di un&#8217;inadeguatezza di fondo nei confronti della società, su cui hanno costruito le loro certezze e le loro routine. Lorenzo non ama più i suoi figli, da quando sono cresciuti, eppure si affeziona alla famiglia di Michela, scappata di casa a 16 anni, e di Fabio, ingegnere navale che ha finito per fare quello che sua madre ha scelto per lui. Lorenzo non è in grado di fare il padre di un adulto e cerca disperatamente di compensare la mancanza trascorrendo del tempo con il suo nipotino e con i bambini dei vicini di casa.<br />
Con un soggetto profondo e straziante e una sceneggiatura che non riesce a tenergli testa e con attori alle prese con ruoli complessi e poco battuti che fanno quello che possono per stare dietro a una direzione sin troppo composta che non asseconda il terremoto emotivo e che pervade la vicenda, Amelio si dimostra un campione nel nel non cedere a facili sentimentalismi ma, soprattutto nel finale, lascia troppe sequenze irrisolte. Una voglia di tenerezza, quella del regista, disperatamente cercata ma non del tutto raggiunta.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Vinodentro</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/11/vinodentro/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 06:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nico Pisanelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ferdinando Vicentini Orgnani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Lambert Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Sermonti]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Vinodentro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quasi due anni di decantazione arriva nelle sale questo noir piuttosto atipico tratto dal libro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani<br />
Con: Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Pietro Sermonti<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Nomad Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro_vincenzo_amato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38840" title="vinodentro_vincenzo_amato" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro_vincenzo_amato.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Parlare di vino è un&#8217;arma di seduzione: ormai l&#8217;hanno capito tutti.<br />
Il primo appuntamento, il ristorante giusto, la carta dei vini sfogliata con sicurezza, improvvisare giudizi sulle annate campati in aria &#8211; &#8220;Ah, la mitica vendemmia di Sassicaia del 1947, bottiglie ormai introvabili&#8221; &#8211; e infine scegliere un vino a caso. Ma soprattutto, al momento dell&#8217;assaggio, ripescare dal repertorio faticosamente imparato a memoria quei tre o quattro termini che fanno sempre scena, tipo &#8220;coerenza gusto-olfattiva&#8221;, &#8220;spalla acida&#8221; o &#8220;trama tannica&#8221;.<br />
Certo, se la vostra fiamma è una sommelier &#8211; ce ne sono tante e molto in gamba &#8211; siete spacciati, ma perché non correre il rischio?</p>
<p>Rischio che invece non azzarda il protagonista di <strong><em>Vinodentro</em></strong>, un timido impiegatuccio di banca, per giunta astemio, che scopre improvvisamente la magia del nettare di Bacco sorseggiando per la prima volta un Marzemino. A tempo di record Giovanni Cuttin (<strong>Vincenzo Amato</strong>) brucia tutte le tappe: diventa sommelier, vince campionati di degustazione, si rivela un tombeur des femmes e diventa il direttore della filiale in cui lavora.<br />
Ma non si tratta di una commedia brillante, anche se il tocco del regista è leggero e non mancano situazioni comiche. E&#8217; piuttosto un noir, o meglio un&#8217;opera che non si può incasellare in un genere preciso. Vaghezza che è parte del suo fascino.<br />
Non vogliamo svelare i dettagli di una trama avvincente, che si dipana tra strepitosi scenari montani e raffinati interni, fotografati con eleganza da <strong>Dante Spinotti</strong>.<br />
Se proprio vogliamo trovare un limite a quest&#8217;opera, è il pagare inesorabilmente pegno ai tanti sponsor che ne hanno consentito la realizzazione, con un product placement che a volte risulta davvero troppo invasivo. La provincia di Trento ha fornito i panorami dolomitici mozzafiato e i tanti vini citati e degustati dai personaggi. Tra questi spicca il principe delle bollicine italiane &#8211; l&#8217;unico in grado di competere con i francesi &#8211; il celebre Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, ma anche altri meno blasonati, tra cui un anonimo Muller-Thurgau che stona un pochino sulla tavola di un uomo che può permettersi ogni meraviglia enologica.<br />
I cinefili &#8211; e gli amanti dell&#8217;arte in genere &#8211; riconosceranno i tanti omaggi e le citazioni che il regista <strong>Ferdinando Vicentini Orgnani</strong> (anche sceneggiatore insieme a Heidrun Schleef) ha voluto disseminare qua e là. L&#8217;elenco sarebbe lungo e va dal <em>Don Giovanni</em> di Mozart a <em>Barry Lindon</em>, passando per <em>Sideways</em> (la grande annata bevuta nel bicchiere di plastica) e soprattutto il <em>Faust</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38841" title="vinodentro" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Un&#8217;algida <strong>Daniela Virgilio</strong>, femme fatale della serie TV <em>Romanzo Criminale</em>, interpreta una misteriosa seduttrice, mentre è davvero notevole la prova offerta da Vincenzo Amato nel ruolo del protagonista. Amato si divide attualmente tra l&#8217;Italia e New York, dove è anche scultore, e meriterebbe senza dubbio di essere maggiormente valorizzato dal nostro cinema.<br />
Comprimari di lusso: un sulfureo <strong>Lambert Wilson</strong>, un commissario dai ritmi rilassati alla Maigret interpretato da <strong>Pietro Sermonti</strong> e ancora <strong>Giovanna Mezzogiorno</strong> e <strong>Gioele Dix</strong>, nei panni del direttore di una patinata rivista sul vino, realmente esistente, che si chiama <em>Bibenda</em>.<br />
<em>Vinodentro</em>, frutto di una gestazione travagliata, pur non essendo perfettamente riuscito (con un&#8217;abbondanza di simboli e citazioni che rischiano di apparire stucchevoli) è nel complesso un film intrigante e avvincente.<br />
Per gli amanti del vino finalmente un&#8217;opera raffinata, nella quale poter riconoscere le proprie passioni e le proprie manie. E per tutti gli altri, astemi compresi, una storia affascinante con un protagonista che sarà difficile dimenticare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/04/i-nostri-ragazzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornate degli Autori]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi Lo Cascio]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 71]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Basilicata coast to coast</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/04/09/basilicata-coast-to-coast/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 15:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata coast to coast]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Max Gazzè]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>

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		<description><![CDATA[Scappo dalla routine: da Maratea a Scanzano Jonico in dieci giorni. Il viaggio della speranza di Rocco]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2010)<br />
Uscita: 9 aprile 2010<br />
Regia: Rocco Papaleo<br />
Con:  Rocco Papaleo, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13517" title="26" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/26.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=BzaGUgLWQwE">Ma che ne sai, l&#8217;hai vista mai? Basilicata is on my mind</a>&#8221; canta Rocco Papaleo in una canzone che è ormai divenuta un cavallo di battaglia dei suoi spettacoli teatrali. E allora perché non dedicare anche un film alla regione che gli ha dato i natali, la bellissima e poco battuta Lucania? <em>Basilicata coast to coast </em>è un esordio alla regia all&#8217;insegna della leggerezza e dei ritmi swing per il regista originario di Lauria, in grado di mescolare divertimento, risate e quel pizzico di malinconia che fa tanto italiano.</p>
<p>Un film corale che inizia quando le Pale eoliche, una scalcinata band capeggiata da Nicola Palmieri (Rocco Papaleo), viene selezionata per partecipare al Festival di Scanzano Jonico. Il gruppo, composto dal bello Alessandro Gassman, dal &#8220;non parlante&#8221; Max Gazzè, dal timido Paolo Briguglia e dallo stesso Papaleo, decide così di affrontare il viaggio che li porterà da Maratea a Scanzano a piedi. Il tragitto dalla costa tirrenica a quella ionica in macchina si coprirebbe in un&#8217;ora e mezza, ma Nicola e i suoi compagni decidono di percorrerlo a piedi. Una sorta di pellegrinaggio catartico attraverso la Basilicata, con un carretto trainato da un cavallo che trasporta viveri, tende e strumenti. Filo conduttore di questo breve ma intenso percorso esistenziale: la musica.</p>
<p>C&#8217;è di tutto nell&#8217;esordio alla regia di Papaleo: dal concetto di tempo visto come un bene di lusso ai dialoghi frizzanti scanditi da perfetti tempi comici. Abilissimo a movimentare quello che in circostanze normali sarebbe un &#8220;non viaggio&#8221;, l&#8217;autore lo farcisce di parentesi musicali, incontri improvvisi e situazioni al limite del grottesco. Le assolate strade di un meridione che sembra senza tempo fanno da sfondo a questo simpatico e coraggioso road movie all&#8217;italiana, forse un po&#8217; troppo aiutato dall&#8217;Ente del turismo locale, ma sicuramente anarchico e fuori dagli schemi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2010/04/06/rocco-papaleo-ci-presenta-il-suo-sud/">Qui</a> trovate le interviste al cast di <em>Basilicata coast to coast</em></p>
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