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	<title>Movielicious &#187; Greta Scarano</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Smetto quando voglio 2 – Masterclass</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
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		<category><![CDATA[Sidney Sibilia]]></category>
		<category><![CDATA[Smetto quando voglio 2 – Masterclass]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fresi]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[La banda di ricercatori di Sidney Sibilia è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2017)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Sidney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Stefano Fresi<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55148" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-masterclass_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel 2014 <strong>Sidney Sibilia</strong> sbarcò nelle nostre sale un po’ come un alieno, raccontando con <em>Smetto quando voglio</em> il problema della disoccupazione post lauream senza però alcuna volontà di piangersi addosso ma, anzi, ibridandolo con il filtro – invero assai poco utilizzato in patria – del genere. L’intrinseca qualità dello script, unita all’affiatamento del cast e ad un progressivo passaparola di feedback positivi da parte del pubblico, ne fecero in breve tempo un piccolo e fortunato caso cinematografico, paragonabile, per molti versi, a quello più recente di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>.<br />
Destava quindi parecchia curiosità la decisione del giovane autore di girarne due sequel in parallelo (l’altro, <em><strong>Smetto quando voglio – Ad honorem</strong></em>, uscirà il prossimo anno) secondo dinamiche produttive ormai ampiamente consolidate oltreoceano ma inedite per i più pigri e soprattutto cauti standard nostrani.<br />
Alla curiosità si aggiungeva poi il timore che un’operazione di franchising potesse di fatto annacquare quanto di buono era presente e già perfettamente sviluppato nel primo film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55149" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg" alt="Smetto quando voglio - Masterclass_2" width="640" height="426" /></a></p>
<p>Rischio scongiurato sin dai primi minuti di questo <em><strong>Smetto quando voglio – Masterclass</strong></em> in cui Sibilia è particolarmente abile a creare un continuum sia narrativo che estetico, ambientandone la prima scena nello stesso parlatorio del carcere in cui si chiudeva la sua opera prima.<br />
Dopo essere finito in prigione, infatti, Pietro Zinni (<strong>Edoardo Leo</strong>) riceve l&#8217;offerta di collaborare in incognito con la polizia per bloccare il sempre più florido mercato delle smart drugs.  A patto che, una volta interrotta la produzione di trenta droghe non ancora dichiarate illegali, la sua fedina penale torni ad essere pulita e lui sia libero di riprendere la sua vita insieme a Giulia (<strong>Valeria Solarino</strong>).<br />
Da lì a rimettere insieme la “banda dei ricercatori” è un attimo, con l’aggiunta strategica di alcuni nuovi elementi reclutati tra le nutrite fila dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Se da un lato è quindi vero che ‘squadra che vince non si cambia’, la saga di Smetto quando voglio continua a guardare a Hollywood – nello specifico al franchise di <em>Ocean’s Eleven</em> – anche per quanto riguarda l’arricchimento di un cast già ben oliato, con le piacevoli new entry di <strong>Giampaolo Morelli</strong>, <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Luigi Lo Cascio</strong>.</p>
<p>Il pubblico di riferimento resta il medesimo, quello che alla risata facile preferisce l’arguzia e il gioco di parole magari meno immediato, ma qui la sensazione è che la posta venga alzata in modo considerevole.<br />
Laddove infatti <em>Smetto quando voglio</em> non si spingeva oltre un gioco, a tratti molto riuscito, di rimandi cinefili che si innervavano su uno schema di commedia all’italiana tutto sommato classico e memore dell’opus magnum monicelliano <em>I soliti ignoti</em>, in <em><strong>Masterclass</strong></em> il gioco si fa più duro (giusto per citare John Landis, altro nume tutelare di Sibilia) e si chiede allo spettatore di azzerare i punti di riferimento pregressi, dimenticare Breaking Bad e fruire del film non come di un semplice wannabe bensì di un prodotto che sta in piedi da solo, con una propria dignità e un’identità ben definita.<br />
Meno crossover di azione e comicità quindi, con il primo elemento che prende il sopravvento sul fine ludico, perseguito comunque e raggiunto in pieno, sebbene in misura minore rispetto al passato, con un’unica eccezione che coincide con il climax del film: la lunghissima scena dell’assalto al treno, in cui ritmi action e un fuoco di fila di esilaranti battute trovano una loro sintesi perfetta.<br />
Ciò che piace di Sidney Sibilia e della sua epopea piena di antieroi così male in arnese è la capacità di costruire un universo semantico in cui lo straordinario irrompe nel reale senza però renderlo mai né del tutto inverosimile né tanto meno grottesco.<br />
Merito senza dubbio di una leggerezza di fondo che immaginiamo essere solo un’eco del divertimento provato da regista e attori sul set.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>La verità sta in cielo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/05/la-verita-sta-in-cielo/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 06:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[La verità sta in cielo]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Sansa]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle mani di Roberto Faenza il caso Orlandi diventa fiction di basso livello. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 6 ottobre 2016<br />
Regia: Roberto Faenza<br />
Con: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54181" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_1" width="670" height="368" /></a></p>
<p><strong><em>La verità sta in cielo</em></strong> è il film con cui <strong>Roberto Faenza</strong> vorrebbe ricostruire gli eventi che, nel giugno del 1983, portarono alla sparizione, in pieno centro di Roma, di <strong>Emanuela Orlandi</strong>, figlia quindicenne di un funzionario vaticano. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo perché Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva fare (anzi doveva) in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che sembrava un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.<br />
Invece l’autore riesce a toppare su tutto, ma andiamo per gradi.<br />
Il film si apre infatti sull’unico personaggio fittizio della storia, una giornalista inglese di origini italiane (<strong>Maya Sansa</strong>) inviata in Italia per indagare sul caso Orlandi alla luce delle connessioni tra questo e lo scandalo di Mafia Capitale. Una volta giunta a Roma, la giovane reporter riesce ad entrare in contatto con Sabrina Minardi, ex fidanzata di Enrico “Renatino” De Pedis (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>) decisa, dopo anni, a rivelare tutto ciò che sa sul coinvolgimento del boss della banda della Magliana nel caso Orlandi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54182" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2-1024x540.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_2" width="650" height="343" /></a></p>
<p>Ora, a parte capire quale folle scelta di casting abbia portato a prendere anche solo in considerazione Shel Shapiro per il ruolo di un direttore di un giornale britannico, non si comprende la necessità di scritturare Greta Scarano &#8211; attrice di appena trent’anni &#8211; per poi riempirle la faccia di silicone fino a renderla irriconoscibile e costringerla a recitare nei panni di una Minardi ormai sessantenne.<br />
Lungi dall’essere elementi periferici e quindi non suscettibili di compromettere la riuscita del film, questi sono due esempi di come il lavoro sulla ricostruzione anche solo estetica di un periodo chiave della nostra storia recente sia stato svolto in maniera approssimativa, per non dire raffazzonata. Che poi un regista di esperienza decennale, sebbene dai risultati alterni, costruisca un film dichiaratamente di fiction come una mera sequela di scene a due in cui un personaggio racconta all’altro una parte della (sua) verità è inaccettabile, sia da un punto di vista stilistico che etico. Complici forse i limiti di budget, ne La verità sta in cielo quasi nulla viene mostrato, con un risultato che, lontano anni luce anche dalla peggiore serialità nazionalpopolare, si avvicina pericolosamente alle ricostruzioni filmate di programmi come <em>Chi l’ha visto?</em> o <em>Blu notte</em>.</p>
<p>Ora, non c’è alcun dubbio che gli ultimi cinquant’anni della <strong>storia criminale italiana</strong> rappresentino una fonte inesauribile di materiale (lo sa bene Giancarlo De Cataldo che, su questo, ci ha costruito una carriera) e la nostra cinematografia, in passato, vi ha giustamente attinto scrivendo pagine memorabili di cinema civile.<br />
Senza neanche andare a scomodare Francesco Rosi o Elio Petri, basterebbe ricordare il dignitosissimo lavoro svolto da Giuseppe Ferrara (da <em>Il sasso in bocca</em> fino a <em>Il caso Moro</em>) o da Marco Tullio Giordana con <em>Pasolini, un delitto italiano</em> e l’ingiustamente snobbato <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/28/romanzo-di-una-strage/" target="_blank"><em>Romanzo di una strage</em></a>.<br />
Si trattava di ricostruzioni fedeli, del tutto prive delle inspiegabili velleità investigative di autentici pastrocchi come questo di faenza o il recente <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/22/la-macchinazione/" target="_blank"><em>La macchinazione</em></a> di David Grieco. Di fronte a una tale pochezza di messa in scena si sarebbe preferito di gran lunga assistere a una docufiction (che pure il film di Faenza, a tratti, sembra simulare) o a libera rilettura in chiave di genere, una di quelle che avrebbe potuto fare il Michele Placido di <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca – Gli angeli del male</em> </a>con una buona sceneggiatura per intenderci.<br />
Stupisce, più che altro, la decisione di un’attrice brava come Maya Sansa e di uno lanciato come Riccardo Scamarcio di essere associati a un film di qualità così risibile.<br />
Roba da prima serata su Rai 1, a riempire lo spazio rimasto vuoto in palinsesto tra una stagione e l’altra di <em>Don Matteo</em>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
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		<title>Smetto Quando Voglio: Reloaded, il primo teaser trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[Libero de Rienzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Lavia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sequel della commedia campione d'incassi, nelle sale a febbraio 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53529" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg" alt="smetto-quando-voglio_reloaded" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Svelate le primissime scene di <em><strong>Smetto Quando Voglio: Reloaded</strong></em>, sequel del film di <strong>Sydney Sibilia</strong> campione di incassi.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VAPaDtZTGOU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’uscita del primo dei due capitoli successivi previsti è fissata al 2 febbraio 2017 e vedrà nel cast <strong>Edoardo Leo</strong>, <strong>Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio </strong>e<strong> Greta Scarano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza nessuna pietà</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/09/senza-nessuna-pieta/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Alhaique]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Senza nessuna pietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante esordio alla regia dell'attore Michele Alhaique, con un Pierfrancesco Favino magistrale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Michele Alhaique<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38815" title="senza_nessuna_pieta_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Mimmo Santilli (<strong>Pierfrancesco Favino</strong>) è un tipo taciturno.<br />
A uno sguardo distratto potrebbe sembrare un uomo tranquillo, ma in realtà dentro ha in corso una guerra tra l&#8217;ordinaria vita da muratore che vorrebbe continuare a fare e i lavoretti da picchiatore che, con sempre maggiore riluttanza, è costretto a svolgere per lo zio usuraio (<strong>Ninetto Davoli</strong>).<br />
E, per quanto Mimmo sia stanco di questa doppia vita fatta di cantiere al mattino e imprenditori da &#8220;punire&#8221; alla sera, non ha ancora trovato il modo e il coraggio di tirarsene fuori.<br />
Come spesso accade in questi casi, a far precipitare le cose ci si mette una donna, nella persona di Tania (<strong>Greta Scarano</strong>), giovane prostituta che Mimmo ha il semplice compito di andare a prendere e accompagnare in una villa dove è in corso un festino.<br />
Un lavoro all&#8217;apparenza piuttosto facile, durante il quale però tutto va storto. Qualcosa infatti, forse l&#8217;innocenza che il trucco pesante e i tacchi alti della ragazza non riescono a mascherare del tutto, suggerisce a Mimmo che non può più stare a guardare e che è arrivato anche per lui il momento di reagire.<br />
E che forse, salvando Tania, potrebbe finire per salvare anche un po&#8217; se stesso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38816" title="senza_nessuna_pieta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Per la sua prima volta dietro la macchina da presa, l&#8217;attore <strong>Michele Alhaique</strong> (<em>Che bella giornata</em>, <em>Qualche nuvola</em>), decide di affidarsi al più classico dei canovacci noir e dirige, con stile secco e conciso, questa storia di ordinaria redenzione, ambientandola nel grigiore di una Roma tutta periferica, talmente livida e spoglia di qualsiasi riferimento iconico da diventare quasi un sobborgo dell&#8217;anima più che un luogo reale.<br />
E&#8217; in questo limbo, nero come la pece, che si muove pesantemente un Pierfrancesco Favino eccezionale, talmente innamorato del progetto da ingrassare venti chili per vestire al meglio i panni di questo triste loser, creando un personaggio a metà strada tra la catatonia del Travis Bickle di <em>Taxi Driver</em> e l&#8217;ingombrante fisicità di Marv, il gigante buono interpretato da Mickey Rourke in <em>Sin City</em>.<br />
Alhaique sembra invece ispirarsi visivamente a un altro film interpretato da Rourke, <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/03/the-wrestler/"><em>The Wrestler</em></a>, e, in modo non dissimile da Aronofsky, riprende spesso Favino di spalle, quasi braccandolo, come a far percepire allo spettatore il medesimo senso di oppressione che grava sul protagonista per tutta la durata del film.<br />
Capita che il capolavoro di Aronofsky torni alla mente più di una volta in realtà, forse perché negli occhi spaventati di Mimmo di fronte ad un mondo che non capisce appieno e che sa benissimo di non poter cambiare, c&#8217;è lo stesso senso di rassegnata inadeguatezza che animava il vecchio <em>wrestler</em> Randy &#8220;The Ram&#8221;.<br />
E&#8217; davvero notevole il tentativo di Favino, attore ormai dotato di una riconoscibilità immediata, di nascondersi all&#8217;interno del personaggio, operando sui diversi piani della performance in maniera antitetica: se a livello fisico infatti l&#8217;attore lavora per accumulo (i chili in più, la folta barba) fino quasi ad azzerare in chi assiste la memoria dei suoi ruoli più noti, sul versante della recitazione è invece la sottrazione a fare da padrona e tutto, sia in termini gestuali che dialettici, è ridotto ai minimi termini.</p>
<p>Detto ciò è giusto anche notare come <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong> &#8211; presentato una manciata di giorni fa alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti &#8211; non sia esente da difetti che, per lo più, risiedono in una sceneggiatura che non osa mai mettere in discussione la rigidità di uno schema ormai piuttosto abusato (sostanzialmente la parabola cristologica applicata al noir) che viene seguito in maniera pedissequa dall&#8217;inizio alla fine.<br />
Non c&#8217;è un solo snodo narrativo nel film in cui le cose vadano diversamente rispetto a come, sin dall&#8217;inizio, si capisce che andranno.<br />
E ciò spiace, in primis perché il noir in Italia è bazzicato poco e, quando lo si fa, i risultati sono in genere tutt&#8217;altro che degni di nota, ma soprattutto spiace perché è evidente che dietro a questo piccolo film ci siano passione, impegno e la precisa volontà di proporre un&#8217;idea di cinema poco accomodante che riesca a fare del &#8220;genere&#8221; senza strizzare troppo l&#8217;occhio alle serie TV di casa nostra.<br />
Merito anche di un cast che, oltre al già citato Favino, vanta nomi di assoluto livello, a partire da un ambiguo e viscido Claudio Gioè fino ad Adriano Giannini, quest&#8217;ultimo davvero coraggioso nella scelta di interpretare un personaggio così sgradevole.<br />
Se questo stesso coraggio avesse portato a trasgredire un po&#8217; di più in termini di scrittura, ora staremmo salutando un&#8217;opera prima di assoluto livello.<br />
Il risultato finale invece assomiglia di più a un compito in classe.<br />
Privo di errori formali, è vero.<br />
Ma pur sempre un compito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Senza nessuna pietà</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Alhaique]]></category>
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		<category><![CDATA[Senza nessuna pietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante esordio alla regia dell'attore Michele Alhaique, con un Pierfrancesco Favino magistrale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Michele Alhaique<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38815" title="senza_nessuna_pieta_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Mimmo Santilli (<strong>Pierfrancesco Favino</strong>) è un tipo taciturno.<br />
A uno sguardo distratto potrebbe sembrare un uomo tranquillo, ma in realtà dentro ha in corso una guerra tra l&#8217;ordinaria vita da muratore che vorrebbe continuare a fare e i lavoretti da picchiatore che, con sempre maggiore riluttanza, è costretto a svolgere per lo zio usuraio (<strong>Ninetto Davoli</strong>).<br />
E, per quanto Mimmo sia stanco di questa doppia vita fatta di cantiere al mattino e imprenditori da &#8220;punire&#8221; alla sera, non ha ancora trovato il modo e il coraggio di tirarsene fuori.<br />
Come spesso accade in questi casi, a far precipitare le cose ci si mette una donna, nella persona di Tania (<strong>Greta Scarano</strong>), giovane prostituta che Mimmo ha il semplice compito di andare a prendere e accompagnare in una villa dove è in corso un festino.<br />
Un lavoro all&#8217;apparenza piuttosto facile, durante il quale però tutto va storto. Qualcosa infatti, forse l&#8217;innocenza che il trucco pesante e i tacchi alti della ragazza non riescono a mascherare del tutto, suggerisce a Mimmo che non può più stare a guardare e che è arrivato anche per lui il momento di reagire.<br />
E che forse, salvando Tania, potrebbe finire per salvare anche un po&#8217; se stesso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38816" title="senza_nessuna_pieta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Per la sua prima volta dietro la macchina da presa, l&#8217;attore <strong>Michele Alhaique</strong> (<em>Che bella giornata</em>, <em>Qualche nuvola</em>), decide di affidarsi al più classico dei canovacci noir e dirige, con stile secco e conciso, questa storia di ordinaria redenzione, ambientandola nel grigiore di una Roma tutta periferica, talmente livida e spoglia di qualsiasi riferimento iconico da diventare quasi un sobborgo dell&#8217;anima più che un luogo reale.<br />
E&#8217; in questo limbo, nero come la pece, che si muove pesantemente un Pierfrancesco Favino eccezionale, talmente innamorato del progetto da ingrassare venti chili per vestire al meglio i panni di questo triste loser, creando un personaggio a metà strada tra la catatonia del Travis Bickle di <em>Taxi Driver</em> e l&#8217;ingombrante fisicità di Marv, il gigante buono interpretato da Mickey Rourke in <em>Sin City</em>.<br />
Alhaique sembra invece ispirarsi visivamente a un altro film interpretato da Rourke, <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/03/the-wrestler/"><em>The Wrestler</em></a>, e, in modo non dissimile da Aronofsky, riprende spesso Favino di spalle, quasi braccandolo, come a far percepire allo spettatore il medesimo senso di oppressione che grava sul protagonista per tutta la durata del film.<br />
Capita che il capolavoro di Aronofsky torni alla mente più di una volta in realtà, forse perché negli occhi spaventati di Mimmo di fronte ad un mondo che non capisce appieno e che sa benissimo di non poter cambiare, c&#8217;è lo stesso senso di rassegnata inadeguatezza che animava il vecchio <em>wrestler</em> Randy &#8220;The Ram&#8221;.<br />
E&#8217; davvero notevole il tentativo di Favino, attore ormai dotato di una riconoscibilità immediata, di nascondersi all&#8217;interno del personaggio, operando sui diversi piani della performance in maniera antitetica: se a livello fisico infatti l&#8217;attore lavora per accumulo (i chili in più, la folta barba) fino quasi ad azzerare in chi assiste la memoria dei suoi ruoli più noti, sul versante della recitazione è invece la sottrazione a fare da padrona e tutto, sia in termini gestuali che dialettici, è ridotto ai minimi termini.</p>
<p>Detto ciò è giusto anche notare come <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong> &#8211; presentato una manciata di giorni fa alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti &#8211; non sia esente da difetti che, per lo più, risiedono in una sceneggiatura che non osa mai mettere in discussione la rigidità di uno schema ormai piuttosto abusato (sostanzialmente la parabola cristologica applicata al noir) che viene seguito in maniera pedissequa dall&#8217;inizio alla fine.<br />
Non c&#8217;è un solo snodo narrativo nel film in cui le cose vadano diversamente rispetto a come, sin dall&#8217;inizio, si capisce che andranno.<br />
E ciò spiace, in primis perché il noir in Italia è bazzicato poco e, quando lo si fa, i risultati sono in genere tutt&#8217;altro che degni di nota, ma soprattutto spiace perché è evidente che dietro a questo piccolo film ci siano passione, impegno e la precisa volontà di proporre un&#8217;idea di cinema poco accomodante che riesca a fare del &#8220;genere&#8221; senza strizzare troppo l&#8217;occhio alle serie TV di casa nostra.<br />
Merito anche di un cast che, oltre al già citato Favino, vanta nomi di assoluto livello, a partire da un ambiguo e viscido Claudio Gioè fino ad Adriano Giannini, quest&#8217;ultimo davvero coraggioso nella scelta di interpretare un personaggio così sgradevole.<br />
Se questo stesso coraggio avesse portato a trasgredire un po&#8217; di più in termini di scrittura, ora staremmo salutando un&#8217;opera prima di assoluto livello.<br />
Il risultato finale invece assomiglia di più a un compito in classe.<br />
Privo di errori formali, è vero.<br />
Ma pur sempre un compito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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