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	<title>Movielicious &#187; Helen Mirren</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ella &amp; John &#8211; The Leisure Seeker</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 07:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Christian McKay]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Sutherland]]></category>
		<category><![CDATA[Ella & John (The Leisure Seeker)]]></category>
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		<category><![CDATA[Janel Moloney]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda<br />
</strong>(The Leisure Seeker, USA 2017)<br />
Uscita: 18 gennaio 2018<br />
Regia: Paolo Virzì<br />
Con: Helen Mirren, Donald Sutherland, Christian McKay, Janel Moloney<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the-leisure-seeker.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57123" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the-leisure-seeker.jpg" alt="the-leisure-seeker" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Considerando le prime indiscrezioni sull&#8217;imminente <em>Notti magiche</em> e a giudicare dall&#8217;accoglienza tutto sommato tiepida riservata alla sua ultima fatica tanto al suo debutto veneziano quanto alle sue timide prime tappe promozionali oltreoceano, non desta sorpresa il desiderio di <strong>Paolo Virzì</strong> di ritornare a coordinate più familiari e di rinunciare nuovamente a inseguire l&#8217;America dopo la batosta giovanile di <em>My Name Is Tanino</em> e dopo opere di maggiore respiro internazionale come <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/" target="_blank"><em>Il capitale umano</em> </a>e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></em>.<br />
Non è un caso se ad affollare sin dagli esordi la sua filmografia sono quasi esclusivamente uomini e donne provenienti da un&#8217;estrazione sociale e geografica provinciale, dalla casalinga di Piombino de <em>La bella vita</em> al liceale dei quartieri proletari di <em>Ovosodo</em>, dalla famigliola viterbese di <em>Caterina va in città</em> alla studentessa palermitana di <em>Tutta la vita davanti</em>, tutti alle prese con una realtà più grande di loro &#8211; sia essa la metropoli, l&#8217;età adulta, la sfera borghese o, più semplicemente, la vita di tutti i giorni &#8211; che finirà per sedurli per poi emarginarli o farli ritornare sui propri passi.</p>
<p>È per certi versi quanto accaduto al Virzì di questo quinquennio, un autore che ha cercato di scrollarsi di dosso quella forte connotazione a livello locale che ne aveva decretato la fortuna e che lo aveva distinto dagli sciami di un cinema medio di casa nostra che è oggi in via di estinzione. Un&#8217;evoluzione che indubbiamente ha pagato in termini di risonanza (anche estera) e che gli ha offerto la possibilità di smarcarsi da quel ruolo di erede definitivo, complice anche l&#8217;apprendistato sotto l&#8217;egida di Furio Scarpelli, della commedia all&#8217;italiana che fu, ma che, a fronte di una conquistata maturità e di una maggiore consapevolezza del mezzo, ci ha riproposto un cineasta sempre meno caratteristico e sempre più generico, sicuramente meno circoscritto a un immaginario specifico ma anche, spiace ammetterlo, quasi nullificato dal contributo dei collaboratori di turno, nella fattispecie quello <strong>Stephen Amidon</strong> che fornì la base letteraria de <em>Il capitale umano</em> e quella <strong>Francesca Archibugi</strong> che, a posteriori, viene spontaneo riconoscere come la vera responsabile de <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the_leisure_seeker_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57124" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the_leisure_seeker_2.jpg" alt="the_leisure_seeker_2" width="1003" height="419" /></a></p>
<p>L&#8217;impressione si ha anche questa volta, con lo scrittore statunitense e la regista capitolina chiamati in tandem a partecipare all&#8217;adattamento di <em>In viaggio contromano</em>, breve romanzo di <strong>Michael Zadoorian</strong>, occasione che ha consentito a Virzì di accrescere le suggestioni rocambolesche del film precedente applicandole a quelli che sono i suoi scenari per eccellenza, ovvero le sterminate strade statali del Nuovo Continente.<br />
Il risultato è <em><strong>Ella &amp; John</strong></em>, il resoconto dell’ultimo viaggio in camper di una coppia di anziani coniugi minati rispettivamente da morbo di Alzheimer e da un cancro allo stadio terminale, una trasposizione che stempera i toni spesso duri, poco indulgenti e a tratti anche inconcludenti della pagina scritta nella dimensione mite, malinconica e agrodolce di cui Virzì è stato efficacissimo narratore, con un significativo cambio di rotta rispetto alla sorgente: non più un “pellegrinaggio” destinazione Disneyland sulla Route 66 e attraverso i monumenti del kitsch più squallido ma un percorso verso la Florida e la casa-museo di Ernest Hemingway lungo i luoghi della Storia americana più o meno recente, inclusa un&#8217;inevitabile divagazione nel contemporaneo, come testimonia la sequenza, inserita ex novo, che vede marito e moglie aggirarsi fra le vocianti legioni di sostenitori di Trump.</p>
<p>Un passaggio che, da solo, riassume l&#8217;attitudine piuttosto approssimativa con cui Virzì affronta la sua personale avventura a stelle e strisce, quasi a volersi levare a quindici anni di distanza, quello sfizio che la trasferta fallita di <em>My Name Is Tanino</em>, per via del crac Cecchi Gori, non era riuscita a essere: manca, in buona sostanza, quel discorso sul territorio e sulla società in grado di ritrarre le tappe dell&#8217;itinerario come qualcosa di più di una semplice antologia di cartoline, quell&#8217;interazione osmotica tra personaggi e ambiente che è componente essenziale di qualsiasi roadmovie e che qui emerge solo da sporadici richiami all&#8217;attualità e da qualche cenno citazionistico buttato lì, dovuto alla scelta, discutibile e un po&#8217; vanitosa, di traslare i protagonisti del libro da quel ceto operaio che, soprattutto oggi, rappresenta il volto più attendibile degli USA, a quella middle-class colta e intellettuale quanto mai lontana da quell&#8217;ottica popolare e di quello sguardo &#8220;dal basso&#8221; a cui Virzì, bravissimo a trovare quella &#8220;verità nascosta nelle canzonette&#8221; di cui parlava Truffaut, sapeva conferire statura nobile.</p>
<p>Si avverte la voglia di avvicinare un linguaggio da sempre sghembo e impreciso all&#8217;ortodossia del cinema &#8220;regolare&#8221; hollywoodiano, cosa che peraltro a Virzì, grazie alla penna disinvolta di Amidon e a una cura formale sensibilmente maggiore garantita innanzitutto dalla sua prima collaborazione con <strong>Luca Bigazzi</strong>, riesce anche discretamente, ma che cosa resta, al cospetto di tanto svogliato, convenzionale mestiere, della peculiarità di un regista pronto anche a sbandare (come nel caso del pasticcio di <em>N &#8211; Io e Napoleone</em>) pur di rimanere fedele alla sua personalità?<br />
Di certo la capacità di trarre il meglio dal proprio cast, per una volta privo del consueto parco di caratteristi e limitato a un duo di interpreti superiore a ogni elogio, un’impetuosa e ciarliera <strong>Helen Mirren</strong>, abilissima a nascondere la propria britannicità con un plausibile accento sudista e, ancor più, un commovente e amabile <strong>Donald Sutherland</strong>, straordinario a lavorare di sottrazione, un&#8217;accoppiata molto bene assortita cui lo script impone qualche cliché di troppo (la scena della rapina e la confessione dell&#8217;adulterio, per menzionarne un paio) e qualche digressione comica malriuscita (la visita al vecchio fidanzato di lei e l&#8217;abbandono alla stazione di servizio, due episodi non presenti nel libro), ma che sa rendere autentico e credibile &#8211; specie quando entra in gioco il tema ricorrente delle diapositive e in un quarto d&#8217;ora finale che non si scorda &#8211; quel legame viscerale che è poi ciò che fa davvero la differenza in un film industriale tanto gradevole quanto effimero, professionale e corretto, sì, ma anche eccessivamente schematico e stereotipato.</p>
<p>Una bella soddisfazione, insomma, per un toscano di periferia la cui principale preoccupazione era, citando il titolo di lavorazione de <em>La bella vita</em>, &#8220;dimenticare Piombino&#8221; e lasciarsi alle spalle quella amata/odiata Livorno che funge comunque da epicentro ai due massimi capolavori della sua carriera (ossia <em>Ovosodo</em> e <em>La prima cosa bella</em>), ma anche il chiaro punto di arrivo di una fase esplorativa fruttuosa ma interlocutoria che, si spera, ci restituirà, con un po&#8217; di esperienza in più, la spigliatezza e la genuinità del Virzì di un tempo.</p>
<p>Voto <strong>6</strong></p>
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		<title>Winchester: The House That Ghosts Built, trailer dell&#8217;horror con Helen Mirren</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/10/25/winchester-the-house-that-ghosts-built-trailer-dellhorror-con-helen-mirren/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 08:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Helen Mirren]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Michael e Peter Spierig]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Snook]]></category>
		<category><![CDATA[Winchester: The House That Ghosts Built]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attrice circondata dai fantasmi nel film diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Helen_Mirren.jpg"><img class="size-large wp-image-56689" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Helen_Mirren-1024x682.jpg" alt="Helen Mirren in WINCHESTER to be released by CBS Films. 20170316_WINCHESTER3482R.jpg" width="1024" height="682" /></a></p>
<p>CBS Films e Lionsgate hanno diffuso il primo <strong>trailer</strong> di <em><b>Winchester: The House That Ghosts Built</b></em>, horror con protagonista <b>Helen Mirren</b> in arrivo nel 2018.</p>
<p>Scritto da Tom Vaughan e dai fratelli <strong>Michael </strong>e<strong> Peter Spierig</strong> (<em>Predestination, Saw: Legacy</em>) e diretto da questi ultimi due, il film è ispirato alla costruzione di un imponente edificio situato a San José, progettato da Sarah Winchester e per la cui realizzazione furono necessari 38 anni. Il film sarà distribuito nelle sale americane il 2 febbraio 2018 e nel cast, oltre alla Mirren, ci sono <strong>Sarah Snook</strong> e <strong>Jason Clarke</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/rjoYX377ems" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sinossi di <em><b>Winchester: The House That Ghosts Built</b></em>: <em>in un fazzoletto di terra isolato, situato a 50 miglia da San Francisco, giace la casa stregata più celebre al mondo. Costruita da Sarah Winchester, ereditiera della fortuna dei Winchester, è una casa immensa. Realizzata con un lavoro serrata di 24 ore al giorno/7 giorni a settimana per decenni, contiene centinaia di stanze. Agli stranieri appare come un mostruoso monumento della pazzia di una donna disturbata. Ma Sarah non l’ha costruita per se stessa, per i suoi nipoti o per il brillante dottor Eric Price. Ha costruito una prigione, un manicomio per centinaia di fantasmi in cerca di vendetta e il più pericoloso tra loro ha un conto in sospeso proprio con i Winchester.</em></p>
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		<title>Ella &amp; John: Helen Mirren e Donald Sutherland nel primo trailer del film di Paolo Virzì</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/10/02/ella-john-helen-mirren-e-donald-sutherland-nel-primo-trailer-del-film-di-paolo-virzi/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 08:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>

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		<description><![CDATA[Un primo assaggio del road movie che segna il debutto del regista livornese in lingua inglese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/EllaEJohn.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/EllaEJohn.jpg" alt="EllaEJohn" width="640" height="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Dopo essere stato presentato alla 74. Mostra Internazionale D&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, arriverà nei cinema italiani a gennaio il film <em><strong>Ella &amp; John &#8211; The Leisure Seeker</strong></em>, liberamente tratto dal libro omonimo di Michael Zadoorian, diretto da<strong> Paolo Virzì</strong> e interpretato da <strong>Helen Mirren</strong> e <strong>Donald Sutherland</strong>, di cui è stato diffuso il trailer.</div>
<div></div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VGGKsVFslJ8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div></div>
<div><em><b>Ella &amp; John</b></em> racconta la storia di Ella e John Spencer, un&#8217;anziana coppia americana che negli anni Settanta era solita andare in vacanza con un vecchio camper a cui avevano dato il soprannome di The Leisure Seeker. Una mattina d&#8217;estate, per sfuggire ad un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli ormai adulti e invadenti e sale a bordo di quel veicolo anacronistico per scaraventarsi avventurosamente giù per la Old Route 1, destinazione Key West. John è svanito e smemorato ma forte, Ella è acciaccata e fragile ma lucidissima, insieme sembrano comporre a malapena una persona sola e quel loro viaggio in un&#8217;America che non riconoscono più &#8211; tra momenti esilaranti e altri di autentico terrore &#8211; è l&#8217;occasione per ripercorrere una storia d&#8217;amore coniugale nutrita da passione e devozione, ma anche da ossessioni segrete che riemergono brutalmente.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Ella &amp; John</strong></em> arriverà nelle sale italiane il <b>25 gennaio 2018</b>.</div>
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		<title>Fast &amp; Furious 8</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/04/11/fast-furious-8-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 09:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Fate of the Furious, USA 2017)<br />
Uscita: 13 aprile 2017<br />
Regia: F. Gary Gray<br />
Con: Vin Diesel, Dwayne Johnson, Jason Statham, Michelle Rodriguez<br />
Durata: 2 ore e 16 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/fast_and_furious_8-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55870" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/fast_and_furious_8-2.jpg" alt="fast_and_furious_8-2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Forte del miliardo e mezzo di dollari raggranellato dal <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/30/fast-furious-7/" target="_blank"><strong>settimo capitolo</strong></a>, la saga ideata da<strong> Neal H. Moritz</strong> e <strong>Vin Diesel</strong> si arricchisce di un nuovo, roboante episodio il cui intento, è chiaro sin dalla prima inquadratura: ibridare il filone auto customizzate-corse clandestine con quello più mainstream à la <em>Mission:Impossible</em> che incontra <em>Jason Bourne</em>. In <em><strong>Fast &amp; Furious 8</strong></em>, infatti, la &#8220;famiglia&#8221; di <strong>Dominic Toretto</strong>  viene chiamata a salvare il mondo, e lo stesso Dom, tenuti sotto scacco da una folle e irraggiungibile cybercriminale che ha le fattezze di <strong>Charlize Theron</strong>. Per lei Dom ha tradito i suoi amici e la sua donna (<strong>Michelle Rodriguez</strong>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Fast__Furious_8_3.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55871" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Fast__Furious_8_3-1024x576.jpg" alt="Fast_&amp;_Furious_8_3" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Siamo sul terreno dell&#8217;<strong>action surreale</strong>, e per questo è fondamentale non farsi troppe domande sui motivi (piuttosto flebili) che portano al tradimento di Dom e a tutta una serie di scelte che i personaggi faranno nel corso del film. <strong>F. Gary Gray</strong> (<em>Giustizia privata</em>, <em>Straight Outta Compton</em>) si prende il rischio di rilanciare la saga, proiettandola verso un futuro più spettacolare e più fracassone, confezionando con questo primo film della trilogia che concluderà il franchise, un prodotto che non teme la competizione con i film della Marvel, tanto per intenderci. Le star sono tantissime, al fianco dei veterani <strong>Dwayne Johnson</strong>, <strong>Jason Statham</strong>, <strong>Michelle Rodriguez</strong>, <strong>Tyrese Gibson</strong>, <strong>Chris Bridges</strong>, <strong>Nathalie Emmanuel</strong> e <strong>Kurt Russell</strong> troviamo le new entry <strong>Scott Eastwood</strong>, <strong>Charlize Theron</strong> e <strong>Helen Mirren</strong>. I numerosi personaggi riescono a trovare un loro spazio fuori e dentro l&#8217;azione, e i rimandi ai capitoli precedenti (per chi non li avesse visti) sono ben innestati nella vicenda attraverso dialoghi banalotti e spiegoni piuttosto funzionali.</p>
<p>L&#8217;incipit a Cuba, con una gara tra i vicoli dell&#8217;Avana vecchia, piacerà molto a chi ha seguito la saga dall&#8217;inizio, poi <em><strong>Fast &amp; Furious 8</strong></em> si lancia verso nuovi orizzonti fatti di tecnologia e informatica, non perdendo di vista le scazzottate (la scena del carcere con Dwayne Johnson, Jason Statham è divertentissima) e l&#8217;<strong>ironia</strong>. E poi, naturalmente, ci sono le auto fiammanti e gli inseguimenti (quello finale, sul ghiaccio, è un misto tra <em>Mad Max:Fury Road</em> e <em>007: La morte può attendere</em>) che raggiungono livelli di tamarraggine difficilmente immaginabili, tipo che a un certo punto Dwayne “The Rock” Johnson esce da un SUV in corsa sul ghiaccio per spostare con una spinta la traiettoria di un missile. Ma va bene così, perché quello di <em>Fast &amp; Furious</em> è un perfetto mondo parallelo in cui rifugiarsi e in cui la spacconeria e l&#8217;umanità spesso cheap dei personaggi funziona perché gli script sono liberi di cavalcare il momento, non essendo vincolati a libri, fumetti o videogiochi.</p>
<p>Difficile, se non impossibile, pensare a qualcosa di ancora più enorme e di più adrenalinico, per i capitoli 9 e 10. Dopo le città, i deserti e le sconfinate lande di ghiaccio siberiane, per Dom e la sua famiglia non rimane che lo spazio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Collateral Beauty</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/01/04/collateral-beauty-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 16:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Collateral Beauty]]></category>
		<category><![CDATA[David Frankel]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Norton]]></category>
		<category><![CDATA[Helen Mirren]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Winslet]]></category>
		<category><![CDATA[Will Smith]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante un nutrito cast di stelle, il dramma diretto da David Frankel è da dimenticare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  USA 2016)<br />
Uscita: 4 gennaio 2017<br />
Regia: David Frankel<br />
Con: Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Helen Mirren<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Collateral_Beauty.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54957" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Collateral_Beauty.jpg" alt="Collateral_Beauty" width="840" height="560" /></a></p>
<p>Se uno dovesse basarsi esclusivamente sul valore teorico di ognuno degli attori che compongono il cast, si potrebbe anche pensare a <em><strong>Collateral Beauty</strong></em> come ad un film con del potenziale.<br />
Niente di più lontano dal vero purtroppo. Perché, a dispetto dei nomi coinvolti, il film di <strong>David Frankel</strong> (<em>Il diavolo veste Prada</em>, <em>Io e Marley</em>) è un pasticcio di generi (per lo più si rimbalza tra il melodramma puro e la commedia amara dal retrogusto indie) schiacciato sotto il peso di un’ambizione inspiegabilmente eccessiva.<br />
Il concetto alla base dell’opera è quello dell’elaborazione del peggiore dei lutti, un vuoto gigantesco e impossibile da colmare per molti versi simile a quello meravigliosamente rappresentato da Kenneth Lonergan in <em>Manchester by the Sea</em>. Solo che qui siamo su ben alter coordinate, a metà strada tra il Canto di Natale dickensiano, <em>Sette anime</em> – di cui eredita il<strong> Will Smith</strong> più inespressivamente contrito che si riesca immaginare – e quell’<a href="http://www.movielicious.it/2010/02/10/amabili-resti/" target="_blank"><em>Amabili resti</em></a> che, sebbene a torto sottovalutato, per poco non costò la carriera a Peter Jackson, oltre ad affrettarne il ritorno nella Terra di Mezzo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/collateral-beauty_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54958" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/collateral-beauty_2-1024x619.jpg" alt="collateral-beauty_2" width="1024" height="619" /></a></p>
<p>La storia è quella di Howard, un manager di successo che, in seguito a un grave lutto, perde la voglia di vivere e dei suoi tre amici (e soci in affari) che, venuti a sapere delle lettere scritte dall’uomo al Tempo, all’Amore e alla Morte, assoldano tre attori perché impersonino queste entità e, dialogando con l’uomo, lo spingano a reagire.<br />
Se la traccia di base è già di per sé azzardata nel suo lasciare che il piano allegorico confluisca nella realtà piuttosto che tentare il percorso inverso, l’innesto di una sottotrama romantica tra il protagonista e una donna che, almeno all’apparenza, sembra vivere un lutto molto simile al suo, rende il tutto francamente indigeribile.<br />
Quando poi lo script (opera di tal Allan Loeb, già autore di mezzi disastri come <em>Il dilemma</em>, <em>Wall Street – Il denaro non dorme mai</em> e <em>Rock of Ages</em>) cerca di spiegare il significato del titolo, ecco stagliarsi all’orizzonte l’ombra del ridicolo involontario.<br />
E a nulla serve neanche l’unica trovata che inizialmente sembrerebbe funzionare, ossia quella che sposta il proscenio dalle polverose assi di un teatrino off alla strada con lo scopo di rendere palesi i punti di contatto tra recitazione e vita vera, perché resa nulla, di fatto, da un insopportabile switch finale talmente delirante da lasciare lo spettatore sgomento e indeciso se interpretare il tutto come uno sberleffo autoriale ai limiti del situazionismo oppure chiedere indietro i soldi del biglietto.</p>
<p>Ora appare evidente come, in assenza degli attori forti di cui sopra, un film del genere avrebbe potuto esistere giusto in quel limbo fatto di film semi-inediti e straight to video e bazzicato giusto dai completisti di questa o quella star o da smanettoni con troppe domeniche pomeriggio libere.<br />
Resta il fatto che vedere interpreti del calibro di <strong>Kate Winslet</strong>,<strong> Edward Norton</strong> o <strong>Helen Mirren</strong> coinvolti in un simile disastro fa male.<br />
Per Will Smith neanche tanto perché, del resto, non ingarra un film buono dai tempi di <em>Hancock</em> ed è probabile fosse solo in cerca di un copione dalla lacrima facile con cui ripetere il colpo de La ricerca della felicità.<br />
Spiace, se non altro, che questo <em><strong>Collateral Beauty</strong> </em>non sia arrivato in sala prima della fine del 2016.<br />
Avrebbe semplificato le cose a chi si trovava a stilare una classifica dei peggiori film dell’anno mentre, uscendo invece a 2017 appena iniziato, uno rischia di dimenticarsene.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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