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	<title>Movielicious &#187; Jena Malone</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli invisibili</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/15/gli-invisibili-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 06:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Danielle Brooks]]></category>
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		<category><![CDATA[Jena Malone]]></category>
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		<category><![CDATA[Time Out of Mind]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Gere clochard gentiluomo nel film di Oren Moverman sul dramma dei senzatetto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Time Out Of Mind, USA 2014)<br />
Uscita: 15 giugno 2016<br />
Regia: Oren Moverman<br />
Con: Richard Gere, Jena Malone, Danielle Brooks,<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind.jpg"><img class="alignnone wp-image-53291" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind-1024x711.jpg" alt="Time_Out_Of_Mind" width="650" height="451" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/10/19/festival-di-roma-2014-giorno-4/" target="_blank">Ne avevamo parlato nel 2014</a> dopo averlo visto alla Festa del Cinema di Roma, ma torniamo a farlo, a distanza di due anni, in occasione dell&#8217;uscita nelle sale. Nel frattempo <em><strong>Time Out of Mind</strong></em> nel nostro paese è diventato <strong><em>Gli invisibili</em></strong>. Il titolo originale, come spesso accade, è decisamente più calzante e appropriato e rimanda, almeno in quanto a considerazioni amare e una buona dose di disillusione, all&#8217;omonimo album pubblicato nel 1997 da Bob Dylan (quello che ha sancito il ritorno in pompa magna di Mr. Zimmerman, dopo un periodo piuttosto buio).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53292" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Time_Out_Of_Mind_2-1024x428.jpg" alt="Time_Out_Of_Mind_2" width="1650" height="690" /></a></p>
<p>Firmato dal regista dei notevoli <em>The Messenger</em>, <em>Rampart</em> e del più recente <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/30/love-and-mercy-recensione/" target="_blank"><em>Love &amp; Mercy</em></a>, <strong>Oren Moverman</strong>, con <strong>Richard Gere</strong> protagonista assoluto e incentrato sulla vita, o meglio su quel che ne rimane, di George Hammond, un senzatetto di New York di cui non sappiamo praticamente nulla, <em><strong>Gli invisibili</strong></em> è più uno studio sociologico che non un film vero e proprio, animato com&#8217;è da un singolare intento informativo e documentaristico sin dalle prime scene. Il desiderio di descrivere paure, angosce e sensazioni di uno di quei 20.000 homeless che vivono a <strong>New York</strong> e il tentativo di rendere ancora più tangibile il senso di solitudine e spaesatezza che attanaglia le persone come George Hammond, Moverman compie una scelta estrema e discutibile come il non voler raccontare praticamente nulla del passato dell&#8217;uomo o il restituire attraverso dei monotoni campi lunghi alternati a strettissimi primi piani, la solitudine e l&#8217;inadeguatezza che questo inusuale clochard indossa, proprio come un vecchio e logoro cappotto.</p>
<p>Vediamo Hammond/Gere vagare per le strade senza una meta, passare da un centro di accoglienza a una mensa per disagiati, in una peregrinazione mesta e disillusa che dura per tutto il film, addolcita solo dal desiderio di potersi ricongiungere con la sua unica figlia. Tolte le lodevoli intenzioni e qualche interessante guizzo registico, purtroppo del film non si salva altro. <em><strong>Gli invisibili</strong> </em>finisce così per girare a vuoto per le quasi due ore di durata, privo com&#8217;è di un supporto drammaturgico più strutturato e di un più ampio respiro narrativo e la prova di Gere non gli è d&#8217;aiuto. Assolutamente non in grado di portare sulle proprie spalle il peso di uno script in cui, di fatto, accade poco o niente, l&#8217;attore americano viene surclassato dalle meno ambiziose performance dei suoi compagni di cast: <strong>Jena Malone</strong> <strong>Kyra Sedgwick</strong> e <strong>Ben Vereen</strong>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 18:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[The Hunger Games: Mockingjay - Part 1]]></category>
		<category><![CDATA[Toby Jones]]></category>
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		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

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		<description><![CDATA[Intimista, claustrofobico e privo di azione, il prologo del finale della saga è un corpo estraneo non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hunger Games: Mockingjay &#8211; Part 1, USA 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Francis Lawrence<br />
Con: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Julianne Moore<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39702" title="mockingjay_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Katniss Everdeen (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (<strong>Julianne Moore</strong>), del consigliere Plutarch (<strong>Philip Seymour Hoffman</strong>) e i suoi fidati amici, Katniss sarà la <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong>, volto e simbolo della ribellione di un popolo pronto ad affrontare il perfido Presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>), spiegando le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>) e un intero paese incoraggiato dalla sua forza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39703" title="mockingjay" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Ecco un&#8217;altra saga narrativa che vede il suo ultimo capitolo uscire in sala splittato, diviso, frammentato in due episodi. Così come era accaduto per <em>Harry Potter </em>e <em>Twilight</em>, anche l&#8217;ultimo romanzo della trilogia di <strong>Suzanne Collins</strong> è stato sottoposto a questa bieca operazione. Di marketing, perché non si tratta d&#8217;altro. Così facendo l&#8217;attesa si prolunga (anche se avete già letto i libri), gli introiti raddoppiano e i nervi di alcuni saltano. Tra l&#8217;altro, come tutte le prime parti della conclusione di una saga, anche questo <strong><em>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</em></strong> soffre della sindrome della &#8220;parzialità&#8221; che contraddistingueva anche il primo capitolo de <em>I doni della morte</em> e di <em>Breaking Dawn</em>, ovvero l&#8217;essere, suo malgrado, la trasposizione di una sola parte di libro. Difficilmente dal punto di vista della narrazione filmica può essere considerata una scelta giusta, questa, anche perché questo <strong><em>Mockingjay</em></strong> è un po&#8217; come una pentola a pressione il cui fischio è anelato come il suono di un olifante in battaglia, facendoci rimpiangere quel ritmo serrato che tanto avevamo apprezzato ne <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/27/hunger-games-la-ragazza-di-fuoco/"><em>La ragazza di fuoco</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39704" title="mockingjay_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Di certo il più cupo e il più angosciante dei film tratti fino ad ora dai romanzi della Collins, <em>Il Canto della rivolta</em> è ambientato totalmente, o quasi, nel <strong>Distretto 13</strong>, la roccaforte dei ribelli, una sorta di tunnel sotterraneo che si sviluppa in verticale. Senza più i giochi e con due donne, Katniss e la Coin (interpretata egregiamente da una Julianne Moore che continua a non sbagliare un film), entrambe al comando &#8211; la prima della rivolta, la seconda dei dissidenti &#8211; ci si trova davanti uno scenario completamente diverso e a una protagonista che stentiamo quasi a riconoscere: stanca, impaurita, fisicamente ed emotivamente distrutta, dai giochi come dalla vita, lontana dal suo Peeta, caduto nelle mani del nemico. La <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong> si sta sgretolando, e anche se assistiamo ad alcuni passaggi, i più leggeri e riusciti, in cui vediamo la ex accompagnatrice di tributi Effie Trinket (un&#8217;incisiva <strong>Elizabeth Banks</strong>) e il mentore dal bicchiere facile Haymitch Abernathy (<strong>Woody Harrelson</strong>) tentare di cucirle addosso costumi e movenze da eroina mediatica, Katniss appare comunque fragile come non mai.</p>
<p>Scegliendo di subodinare l&#8217;aspetto puramente action a quello narrativo, <strong>Francis Lawrence</strong> indugia sui silenzi e dilata un po&#8217; troppo i tempi, delineando ciascun personaggio con toni chiaroscuri mai perfettamente distinguibili e preparando il terreno per quello che sarà il gran finale, almeno è quello che ci auguriamo. Tutto questo abbassa non poco il livello che la saga aveva raggiunto con i primi due film, soprattutto perché non c&#8217;è alcun mistero dietro la scelta di utilizzare una pellicola costata 250 milioni di dollari solo come rampa di lancio per quella che seguirà e che non vedremo prima del prossimo novembre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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