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	<title>Movielicious &#187; John Boyega</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Star Wars: Gli Ultimi Jedi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 08:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Episodio VIII diretto da Rian Johnson infonde nuova linfa alla saga di Guerre Stellari. La recensione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Star Wars: The Last Jedi, USA 2017)<br />
Uscita: 13 dicembre 2017<br />
Regia: Rian Johnson<br />
Con: Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac<br />
Durata: 2 ore e 32 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Star_Wars_The_Last_Jedi_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56893" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Star_Wars_The_Last_Jedi_1.jpg" alt="Star_Wars_The_Last_Jedi_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dove eravamo rimasti? <em><strong>Star Wars: Gli Ultimi Jedi</strong> </em>riprende esattamente dove si era interrotto <a href="http://www.movielicious.it/2015/12/16/star-wars-il-risveglio-della-forza-recensione-senza-spoiler/" target="_blank"><em>Il risveglio della forza</em></a>, ovvero nel momento in cui la Resistenza riesce a leggere la mappa che conduce a Luke Skywalker (<strong>Mark Hamill</strong>). A cercarlo vengono mandati Rey (<strong>Daisy Ridley</strong>), Chewbecca e i due droidi della “vecchia” trilogia, R2-D2 e C-3PO,  che trovano l’anziano Jedi, l’unico in grado di risollevare i destini della Resistenza sempre più schiacciata dalle forze del Primo Ordine, su un’isola di un pianeta sperduto. Inizia da qui il film di <strong>Rian Johnson</strong>, il &#8220;prescelto&#8221; che ha preso in mano le redini della saga rilanciata dal 2015 da J.J. Abrams (qui nelle vesti di produttore esecutivo). Adesso la Resistenza, capitanata da Leia Organa (<a href="http://www.movielicious.it/2016/12/28/che-cosa-accadra-al-personaggio-di-leia-organa-nei-prossimi-film-di-star-wars/" target="_blank"><strong>Carrie Fisher</strong></a>) cerca di sfuggire agli attacchi del Nuovo Ordine, il cui leader supremo non ritiene ancora pronto Kylo Ren (<strong>Adam Driver</strong>), eccessivamente condizionato da un perenne conflitto interiore.</p>
<h3>Star Wars: Gli Ultimi Jedi la recensione del film di Rian Johnson senza spoiler</h3>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/star-wars-the-last-jedi-3.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56895" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/star-wars-the-last-jedi-3-1024x427.jpg" alt="star-wars-the-last-jedi-3" width="1024" height="427" /></a></p>
<p>Se con <em>Il risveglio della forza</em> Abrams era riuscito nell&#8217;impresa di realizzare un blockbuster moderno ma fedelissimo, nelle intenzioni e nei fatti, allo spirito della <strong>trilogia originale</strong>, oltre che un film dal respiro ampio e dal ritmo serrato, Rian Johnson guarda al futuro e ribadisce in più occasioni, attraverso i personaggi, che è giunto il momento di gettarsi il passato alle spalle e di andare avanti, lasciando il campo libero alle nuove generazioni. Lo fa dividendo l&#8217;episodio in due linee narrative, una più meditativa in cui veniamo invitati a seguire il non facile rapporto che si instaura tra Luke e Rey e l&#8217;altra più avventurosa, in cui la fanno da padroni i &#8220;nuovi eroi&#8221;, il pilota di caccia Poe Dameron (<strong>Oscar Isaac</strong>) e l&#8217;ex assaltatore Finn (<strong>John Boyega</strong>).</p>
<p>A fronte di una prima parte piuttosto stant<span class="st">ì</span>a, <em><strong>Star Wars: Gli Ultimi Jedi</strong></em> compie un balzo in avanti dopo la prima ora, regalando al pubblico momenti di azione rocambolesca e situazioni dal sicuro impatto visivo ed emotivo, nonostante qualche crepa nella sceneggiatura &#8211; in più di un&#8217;occasione viene a mancare proprio il rapporto tra causa ed effetto. Decisamente troppo lungo (con i suoi 152&#8242; è la pellicola della saga più lunga di sempre), il film non fa segreto della sua principale ambizione: il voler essere un prodotto al passo coi tempi, intento a fidelizzare le nuove generazioni di spettatori e determinato a proiettare la galassia lontana lontana di George Lucas verso un futuro ancora tutto da scrivere. Vista in quest&#8217;ottica, l&#8217;esigenza di rinnovarsi non suona allora come un mero capriccio di stile, ma come una vera e propria necessità, pur con la consapevolezza che, calpestando alcuni dogmi della saga che hanno contribuito a decretarne il successo e portando avanti una certa banalizzazione dei frangenti che di fatto ne soffoca l&#8217;epicità, più di qualcuno rimarrà deluso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Detroit</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 15:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
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		<description><![CDATA[Kathryn Bigelow è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 23 novembre 2017<br />
Regia: Kathryn Bigelow<br />
Con: Will Poulter, Jack Reynor, John Boyega, Anthony Mackie<br />
Durata: 2 ore e 23 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Detroit_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56706" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Detroit_1.jpg" alt="Detroit_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Un pugno ben assestato in pieno stomaco.<br />
Questo è <em><strong>Detroit</strong></em>, atteso ritorno di <strong>Kathryn Bigelow</strong> alla regia a cinque anni da <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/02/04/zero-dark-thirty/" target="_blank">Zero Dark Thirty</a></em> e terzo atto di una trilogia iniziata ancor prima con <em>The Hurt Locker</em>, con la quale la regista affonda il suo bisturi/macchina da presa nel cuore pulsante (e nero) della politica a stelle e strisce.<br />
E, come spesso accade, per osservare il presente dalla giusta prospettiva, occorre volgere lo sguardo al passato.<br />
Per la precisione all&#8217;estate del 1967, quando una violenta sommossa a sfondo razziale mise letteralmente a ferro e fuoco la città di Detroit. L&#8217;incipit è quasi documentaristico e, complice anche il ricorso a materiale d&#8217;archivio, la Bigelow immerge lo spettatore nel clima tesissimo di un Paese in cui l&#8217;integrazione tra bianchi e neri è ancora un&#8217;utopia per pochi, mentre la rabbia dei molti oppressi cova come lava dentro a un vulcano pronto a eruttare da un momento all&#8217;altro.<br />
Basta un nonnulla &#8211; ad esempio una retata della polizia in un locale notturno per soli neri senza licenza per gli alcolici &#8211; ed ecco che scoppia il caos.<br />
Al fine di amplificare il messaggio, buona parte della storia è concentrata lungo l&#8217;arco di una sola tragica notte e in un solo ambiente: il Motel Algiers, i cui ospiti vengono torturati, umiliati e &#8211; almeno alcuni &#8211; uccisi dalle forze dell&#8217;ordine, convinte che tra loro si nasconda un cecchino.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Detroit.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56708" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Detroit.jpg" alt="Detroit" width="534" height="401" /></a><br />
La seconda scelta vincente è quella di non affidare nessuno dei ruoli principali ad attori affermati, così che l&#8217;orrore negli occhi di personaggi che vediamo subire la più atroce delle ingiustizie non sia filtrato attraverso alcun richiamo cinefilo e l&#8217;impressione sia davvero quella di assistere a una paradossale rappresentazione della verità.<br />
Sensazione acuita dalla fotografia livida di <strong>Barry Ackroyd</strong> e da un montaggio nervosissimo, entrambi marchi di fabbrica del cinema di Kathryn Bigelow fin dagli esordi.<br />
Fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;intera operazione è poi la totale assenza di una struttura per così dire morale a sorreggere il tutto, ché le immagini da solo esprimono già tutto il disgusto possibile verso le ostentazioni più nefaste di un potere che non è neanche possibile relegare in maniera consolatoria al passato.<br />
Così come lo Scott Cooper di <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/10/26/hostiles-recensione/" target="_blank">Hostiles</a></em>, anche <em><strong>Detroit</strong></em> usa infatti la storia (in questo caso parecchio recente) per parlare dell&#8217;America di oggi e della pericolosa recrudescenza di certe forme di razzismo che, se non proprio sparite del tutto, consideravamo &#8211; o ci faceva comodo farlo, a seconda di come la si voglia vedere &#8211; se non altro latenti o isolate.<br />
Poderoso e furente, Detroit è un film bellissimo.<br />
Uno di quelli che non fanno sconti e non ti mandano a letto sereno.<br />
Perché la distanza tra le esplosioni irachene di <em>The Hurt Locker</em> e gli spari dell&#8217;Algiers Motel è molto più breve di quanto non si possa pensare.  Oltre al fatto che sempre di guerra si parla.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8,5</p>
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		<title>Nuovo trailer per Detroit di Kathryn Bigelow</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/06/16/nuovo-trailer-per-detroit-di-kathryn-bigelow/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 05:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La signora di Hollywood è pronta a tornare con un action drama sulla rivolta razziale del 1967.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Detroit.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56303" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Detroit.jpg" alt="Detroit" width="534" height="401" /></a></div>
<div>È stato rilasciato in rete un secondo intenso trailer per il ritorno nelle sale del premio Oscar, <b>Kathryn Bigelow </b>(<em>Strange Days, The Hurt Locker, <a href="http://www.movielicious.it/2013/02/04/zero-dark-thirty/" target="_blank">Zero Dark Thirty</a></em>), con il suo nuovo lavoro, <span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/04/12/detroit-il-primo-trailer-del-nuovo-film-di-kathryn-bigelow/" target="_blank">Detroit</a></strong></em></span>.</div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/s-2_1tUnIWM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div>Il film seguirà la rivolta avvenuta a Detroit nel 1967 a seguito di un raid della polizia in un bar senza licenza. Nel cast ci sono<b> John Boyega, Will Poulter, Chris Chalk, Nathan Davis Jr. </b>e<b> John Krasinski.</b></div>
<div></div>
<div><em><strong>Detroit</strong></em> sarà nelle sale americane per il 50° anniversario della tragedia, il 4 agosto 2017.<b><br />
</b></div>
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		<title>The Circle</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/04/27/the-circle-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2017 07:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fantascienza distopica di Dave Eggers si fa cinema nelle mani di James Ponsoldt, con Emma Watson e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id.,  USA 2017)<br />
Uscita: 27 aprile 2017<br />
Regia: James Ponsoldt<br />
Con: Tom Hanks, Emma Watson, John Boyega, Karen Gillan<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/The_Circle_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55989" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/The_Circle_1.jpg" alt="The_Circle_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>In un futuro non definito – ma verosimilmente neanche troppo lontano – Mae Holland (<strong>Emma Watson</strong>) trova il lavoro dei propri sogni all’interno della gigantesca internet company <em><strong>The Circle</strong></em>. L’ingresso nell’azienda comporta l’entrata a far parte di una comunità esclusiva e di un campus (modellato su quelli della Silicon Valley), dove gli aspetti che all’inizio sembrano brillanti e levigati diventano progressivamente sempre più sinistri e opprimenti.<br />
Quello che viene richiesto a Mae è, in estrema sintesi, di rinunciare alla propria privacy per scegliere un regime di trasparenza assoluta, che consiste nel condividere su internet qualsiasi esperienza vissuta. Punto d’arrivo di questo processo è l’installazione di una telecamera da indossare giorno e notte, che trasmette direttamente in <strong>streaming</strong> la propria vita.<br />
C’è un senso di adorabile continuità postmoderna nel passaggio di<strong> James Ponsoldt</strong> dalla cronistoria degli ultimi giorni di David Foster Wallace (<a href="http://www.movielicious.it/2016/02/09/the-end-of-the-tour-recensione/" target="_blank"><em>The End of the Tour</em></a>) a questa trasposizione filmica del <strong>Dave Eggers</strong> di <em><strong>The Circle</strong></em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/the-circle01.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55990" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/the-circle01-1024x424.jpg" alt="the-circle01" width="1024" height="424" /></a></p>
<p>Allo stesso tempo quelle pagine ritenute spesso – e a torto – criptiche acquistano, grazie al cinema, una nuova, e considerevolmente più ampia, intelligibilità.<br />
Soprattutto se, come nel caso del romanzo di Eggers, vi si scandagliano i lati più oscuri di un fenomeno di attualità sconcertante come i social network e, più in generale, il confluire di quasi tutti gli aspetti essenziali della nostra vita su un’unica piattaforma.<br />
Come si evince dalla sinossi, l’approccio di <em><strong>The Circle</strong></em> al tema trattato tende abbastanza all’apocalittico, finendo con l’avvicinarsi molto, anche nello stile visivo, a una puntata lunga di <em>Black Mirror</em> o, se vogliamo, a un moderno <em>Truman Show</em> il cui sottotesto distopico è aggravato della piena consapevolezza con cui la protagonista si offre (metaforicamente) nuda al pubblico.<br />
E se il film di Ponsoldt sembra non aggiungere nulla di nuovo alle tesi più allarmiste sull’invasività di certi media, trova però il suo valore aggiunto nella sobrietà di una messa in scena che procede con calma per accumulo di elementi progressivi e nella scelta dei due attori protagonisti.</p>
<p>Emma Watson cortocircuita la sua Hermione Granger, ormai adulta, in una Hogwarth cui l’insistito inclusivismo iniziale nasconde un prezzo troppo alto da pagare, mentre <strong>Tom Hanks</strong>, alle prese con un testo di Eggers per la seconda volta dopo l’inedito <em>A Hologram for the King</em> di Tom Tykwer, si ritaglia un ruolo all’apparenza secondario ma fondamentale nella connotazione morale della storia, proprio in virtù dei valori che in genere siamo soliti attribuirgli. Il James Stewart dei nostri tempi – o comunque il volto iconicamente più positivo del cinema a stelle e strisce –  interpreta infatti  una sorta di versione oscura di Steve Jobs (dolcevita nero incluso) che promulga un’idea di democrazia così totale da lambire i confini del totalitarismo più subdolo.<br />
Malgrado un finale un po’ troppo consolatorio nel ribaltare i meccanismi di potere mandando tutti a casa sereni, <em><strong>The Circle</strong></em> alla fine è la dignitosissima quadratura di un cerchio in cui confluiscono suggestioni letterarie alte e più ordinarie inquietudini legate all’eccesso di controllo che forse avrebbe potuto osare di più, ma in ogni caso dimostra come la giustapposizione di singoli elementi già di per sé forti  – in questo caso un regista che non ha ancora sbagliato un film, uno dei migliori scrittori contemporanei e Tom Hanks – non possa produrre nulla che sia meno di buono.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Star Wars: Il risveglio della Forza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 23:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Star Wars: The Force Awakens, USA 2015)<br />
Uscita: 16 dicembre 2015<br />
Regia: J.J. Abrams<br />
Con: John Boyega, Daisy Ridley, Harrison Ford, Adam Driver<br />
Durata: 2 ore e 16 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Star-Wars_IlRisveglio-dellaforza_1.jpeg"><img class="alignnone wp-image-51287 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Star-Wars_IlRisveglio-dellaforza_1.jpeg" alt="Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame © 2014 Lucasfilm Ltd. &amp; TM. All Right Reserved.." width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>Ecco un film difficile da recensire.<br />
Sono infatti tali e tanti i rischi di svelare involontariamente anche solo un dettaglio infinitesimale che possa, in qualche modo, guastare la festa ai fan della saga iniziata da George Lucas nel 1977, che sarà il caso di andarci davvero coi piedi di piombo. Diamo per scontato che chiunque stia per approcciarsi alla visione del settimo capitolo di <em>Star Wars</em> sappia già che, in termini cronologici, questo precede la seconda (e, per chi scrive, più che deludente) trilogia diretta dallo stesso Lucas tra il &#8217;99 e il 2005.<br />
Ambientato oltre trent&#8217;anni dopo <em>Il ritorno dello Jedi</em>, <em><strong>Il risveglio della forza</strong></em> ritrova il cast originale (questo lo posso scrivere perché già ampiamente anticipato nei molti trailer in circolazione da mesi) e, accanto a questi, presenta altri personaggi inediti in una sorta di ideale passaggio di consegne generazionale. E poi stop, in termini di pura sinossi direi che siamo a posto.</p>
<p>E&#8217; a questo punto che il discorso però si fa più complesso. Se infatti la notizia dell&#8217;abbandono del demiurgo Lucas aveva, in un primo momento, gettato scompiglio tra le legioni dei fedelissimi, l&#8217;arrivo di <strong>J.J. Abrams</strong> in cabina di comando aveva contribuito ad alimentare le speranze che questo nuovo trittico potesse infondere nuova linfa a un immaginario che rischiava di diventare materiale per nostalgici.<br />
Tali speranze erano senz&#8217;altro corroborate dall&#8217;ottimo lavoro fatto dal creatore di Lost su un franchising ormai ampiamente bollito come <em>Star Trek</em>, ma, in realtà, è ad un altro film di Abrams che bisogna risalire per comprendere appieno il lavoro fatto su Star Wars e cioè al bellissimo e sottovalutato <em>Super 8</em>. Cos&#8217;era infatti quel film se non il tentativo dichiarato di un fan di Spielberg di girare un film più spielbergiano di quanto lo stesso Spielberg avrebbe potuto fare? Con un processo simile, ma assai più rischioso, Abrams approccia la saga di Luke e Han Solo proprio come un fan che ha la possibilità, in virtù del suo enorme talento, di regalare a milioni di fan il film che questi sognavano da anni.</p>
<p>Ora, detto così magari sembra facile, ma in concreto cosa fare? La prima decisione importante presa in sede di sceneggiatura è senz&#8217;altro quella di asciugare il racconto da qualsiasi ridondanza (in pratica l&#8217;80% della seconda trilogia) e rendere questo nuovo inizio qualcosa di appetibile anche per chi non sia cresciuto a pane e Star Wars. Via quindi tutti gli interminabili spiegoni e largo allo spettacolo più puro, vera specialità di J.J. Abrams.<br />
Ecco allora che il film scorre via liscio e senza alcun intoppo, impreziosito da una serie di continui e inevitabili rimandi ai vecchi film, fatti però nella maniera meno nostalgica possibile.<br />
Per dire che rivedere <strong>Harrison Ford</strong> che, nei panni di Han Solo, interagisce amabilmente con <strong>Chewbecca</strong> fa indubbiamente un grande effetto, ma il tutto avviene in modo fluido, quasi come se questi trent&#8217;anni fossero passati in un lampo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Star_Wars_7_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51288" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Star_Wars_7_4.jpg" alt="Star_Wars_7_4" width="1006" height="661" /></a></p>
<p><strong>J.J. Abrams</strong> ce l&#8217;ha fatta. Proprio lui, fan dichiarato di Star Wars, discepolo della sci-fi post moderna di <strong>George Lucas</strong>, <strong>Steven Spielberg</strong> e Robert Zemeckis, è riuscito nell&#8217;impresa di far cadere nel dimenticatoio i tre episodi della trilogia prequel (1999 &#8211; 2005) e di regalare a fan e nuove reclute un inizio di trilogia che, almeno nel suo incipit, sembra avere più cuore che interessi commerciali. E questo è già molto. Ma il merito Abrams lo deve dividere con i suoi sceneggiatori, il Premio Oscar<strong> Michael Arndt</strong>, giovane talento di Hollywood che ha al suo attivo gli script di <em>Little Miss Sunshine</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2010/07/06/toy-story-3-la-grande-fuga/" target="_blank"><em>Toy Story 3</em></a>, <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/04/13/oblivion/" target="_blank">Oblivion</a></em> e a <strong>Lawrence Kasdan</strong>, appartenente alla vecchia scuola e già autore de <em>L&#8217;impero colpisce ancora</em> e de <em>Il ritorno dello Jedi</em>. E&#8217; grazie a loro se <em><strong>Star Wars: Il risveglio della Forza</strong></em> si bilancia perfettamente tra passato e futuro, rendendo omaggio al &#8220;vecchio&#8221; ricontestualizzando alcuni personaggi e facendo sì che interagiscano con le nuove leve (<strong>John Boyega</strong> e <strong>Daisy Ridley</strong> in primis) con naturalezza e senza forzature.</p>
<p>E&#8217; vero che <strong>George Lucas</strong> è stato capace di creare un mondo dal nulla, e che la sua è stata una sfida colossale, come tutte quelle che non hanno un passato su cui appoggiarsi, ma quella che ha dovuto affrontare Abrams non è stata certo da meno: ereditare il franchise dei franchise, la storia che più di ogni altra ha influenzato la cultura occidentale negli ultimi decenni e che ha fatto da spartiacque, decretando un prima e un dopo <em>Star Wars</em> e, soprattutto, la volontà di accontentare tutti, non erano roba da poco. Ma a conti fatti possiamo dire che era davvero difficile fare di meglio. Ritmo serrato, azione, divertimento, effetti speciali stratosferici, una regia di ampio respiro e una vicenda fondata sui legami di sangue, proprio come nella trilogia originale, oltre alla straordinaria colonna sonora sinfonica di<strong> John Williams</strong>: tutti ingredienti che fanno di questo settimo capitolo di <em>Star Wars</em> un potenziale successo sia per i neofiti che per i fan della saga, e che sicuramente recluterà nuovi appassionati tra i giovanissimi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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