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	<title>Movielicious &#187; Laura Dern</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Founder</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 13:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[John Carroll Lynch]]></category>
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		<description><![CDATA[Da venditore di frullatori a magnate dei fast food: Michael Keaton è il cinico Ray Kroc.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2016)<br />
Uscita: 12 gennaio 2017<br />
Regia: John Lee Hancock<br />
Con: Michael Keaton, Nick Offerman, John Carroll Lynch, Laura Dern<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: Videa CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Founder_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54998" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Founder_1.jpg" alt="the_founder_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Prima dei vari Steve Jobs, Larry Page e Mark Zuckerberg c&#8217;è stato un imprenditore che, a suo modo, ha rivoluzionato il mondo: il suo nome è <strong>Ray Kroc</strong>. Protagonista di una storia fatta di pochi scrupoli e tanta sfacciataggine, il cinico Kroc fu il rappresentante di elettrodomestici che, negli anni Cinquanta, entrò per caso nel piccolo ristorante dei fratelli McDonald, a San Bernardino, in California, e rimase folgorato dalle code fuori dal locale e dal ritmo indiavolato con cui i due fratelli sfornavano hamburger e patatine. Non gli fu difficile intuire il potenziale economico della piccola impresa familiare e, dopo qualche anno, nel 1961 riuscì a rilevarne il nome e a fondare la catena di fast-food più famosa e diffusa al mondo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Founder_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54999" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/The_Founder_2-1024x536.jpg" alt="the_founder_2" width="1024" height="536" /></a></p>
<p>C&#8217;è da dire che da quando <strong>Michael Keaton</strong> è tornato alla ribalta, non ne ha sbagliata una: prima con <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank">Birdman</a></em>, poi con <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/il-caso-spotlight-recensione/" target="_blank">Il caso Spotlight</a></em> e ora con <em><strong>The Founder</strong></em>, ha ampiamente dimostrato di non essere più solo &#8220;il vecchio Batman&#8221; ma un attore versatile e di talento in grado di mettere nei personaggi che interpreta spessore e profondità. Nei panni dell&#8217;imprenditore che, giocando sporco, ha costruito l&#8217;impero <strong>McDonald&#8217;s</strong><br />
convince e spiazza con i suoi ammiccamenti, le sue affabili moine da piazzista senza scrupoli e utilizza un linguaggio del corpo che segue in tutto e per tutto la viscidità di Kroc. L&#8217;aspetto più interessante di <strong>The Founder</strong>, che si poggia su una regia di stampo classico e su uno script piuttosto lineare, si focalizza allora non tanto sulla nascita della <strong>fast food culture</strong>, quanto su questo particolare aspetto del <strong>capitalismo</strong> che, nei Cinquanta, attecchì in un settore ancora &#8220;pulito&#8221; come quello del food and beverages e lo ha trasformato nel simbolo di un sistema economico d&#8217;assalto e in piena espansione.</p>
<p>Fa riflettere, poi, il fatto che <em><strong>The Founder</strong></em> arrivi nelle sale proprio a ridosso della data di insediamento del neopresidente USA <strong>Donald Trump</strong>, che a suon di strategie aggressive di brand management e comportamenti più o meno leciti ha tirato su il suo impero. La parabola di Ray Kroc ricorda in un certo senso quella di Trump non tanto nella genesi quanto nell&#8217;atteggiamento da tenere negli affari: con tenacia, perseveranza e una spiccata tendenza alla prevaricazione, si può costruire una carriera di successo, se non addirittura un impero.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Wild</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 11:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean-Marc Vallée]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Dern]]></category>
		<category><![CDATA[Reese Witherspoon]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Sadoski]]></category>
		<category><![CDATA[Wild]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Marc Vallée questa volta punta sul montaggio e sui flussi di coscienza, oltre che su una sorprendente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 2 aprile 2015<br />
Regia: Jean-Marc Vallée<br />
Con:  Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/wild_s1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42002" title="wild_s1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/wild_s1.jpg" alt="" width="500" height="264" /></a></p>
<p>Dopo <em>C.R.A.Z.Y.</em>, <em>Café de Flore</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/29/dallas-buyers-club/" target="_blank"><em>Dallas Buyers Club</em></a>, <strong>Jean Marc Vallée</strong> ci regala una nuova storia di introspezione dell’umano, con <strong>Reese Witherspoon</strong> protagonista assoluta. Prendendo spunto da <em>Wild &#8211; Una storia selvaggia di avventura e rinascita di Cheryl Strayed</em> la pellicola è ambientata nel 1995, anno in cui la donna decise di percorrere il Pacific Crest Trial, 1100 miglia di sentiero a Ovest degli States che va dai confini con il Messico su fino in Canada, in totale solitudine. A spingerla in questa escursione estrema, la voglia di lasciarsi alle spalle i ricordi di un&#8217;infanzia infelice caratterizzata da un padre violento, il dolore mai superato per la morte precoce della madre (<strong>Laura Dern</strong>, candidata all&#8217;Oscar come Non Protagonista per questo ruolo), il divorzio dal marito e le tante avventure per cercare di placare quell&#8217;insoddisfazione latente che solo l&#8217;eroina era riuscita ad arginare. Nessuna preparazione atletica prima di affrontare il deserto, solo la necessità di far ripartire la sua vita, prima del collasso definitivo.</p>
<p>Oramai il cinema ha imparato a padroneggiare con una certa disinvoltura, spesso anche consapevolmente l’archetipo del mito del viaggio, sin dai tempi Fratelli Lumière, passando per Ombre rosse di John Ford che viene da molti considerato il capostipite del genere, fino ad arrivare alla stagione d&#8217;oro, tra gli anni Sessanta e i Settanta, contraddistinta da titoli indimenticabili dei quali<em> Easy Rider</em> , <em>Getaway</em> o <em>La rabbia giovane</em> restano i più degni rappresentanti. Il viaggio come metafora, dunque, ma anche come pretesto per raccontare altre storie. Quelle di uomini e donne alla ricerca di una propria identità e di un proprio modo di porsi nei confronti della vita, pronti a ritrovare motivazioni profonde, sensi perduti e stimoli nuovi per affrontarla.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/wild_dern.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42003" title="wild_dern" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/wild_dern.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Se il paragone con <em>Into the Wild </em>di Sea Penn del quale questo <em>Wild </em>costituisce, in un certo senso, la controparte femminile, risulta imprescindibile, è anche vero che ad allontanare le due pellicole ci sono delle differenze piuttosto sostanziali. Una fra tutte va cercata nel fatto che il Christopher MacCandless interpretato da Emile Hirsch era mosso dal desiderio di abbandonare del tutto la società e la vita che era lì ad attenderlo, chiavi in mano, mentre Cheryl affronta il suo viaggio di espiazione per un periodo relativamente breve e definito, senza il desiderio di smarrirsi nella natura selvaggia, bensì di ritrovarsi attraverso di essa. In <em>Wild</em> il viggio diventa sinonimo di cura, di antidoto a una vita che va in pezzi, nella speranza che tutte quelle miglia a piedi possano davvero servire a Cheryl per trasformarsi interiormente, diventando quella donna che sua madre voleva che fosse.</p>
<p>Jean-Marc Vallée evidentemente non ha nessuna intenzione di smettere di trovare ispirazione nelle storie di uomini e di donne che hanno bisogno di toccare il fondo prima di risalire e rimettersi in gioco e, aiutato dalla sceneggiatura asciutta e rigorosa di <strong>Nick Hornby </strong>e da una colonna sonora che rappresenta il lato più di sognatore di un&#8217;America cresciuta a pane e storyteller (e che annovera pezzi di Leonard Cohen, Bruce Springsteen e Simon &amp; Garfunkel, solo per citarne alcuni) confeziona un film particolarmente ispirato. Ma l&#8217;aspetto più riuscito di <em>Wild</em> è senza dubbio il montaggio, in grado di alternare con destrezza gli scorci idilliaci del paesaggio in cui è immersa Cheryl al suo passato sfrenato, di cui veniamo a conoscenza grazie a caotici flashback che restituiscono allo spettatore tutta l’emotività e i tumulti interiori della ragazza. Fondamentale, poi, il contributo di Reese Witherspoon (nominata all&#8217;Oscar come Miglior Protagonista), che ha creduto talmente tanto in questo progetto da produrlo anche. L&#8217;attrice, rischiando il tutto per tutto, offre una performance matura, la migliore di una carriera altalenante consacrata anzitempo da un Oscar sgraffignato nel 2006 per il biopic su Johnny Cash <em>Walk the Line &#8211; Quando l&#8217;amore brucia l&#8217;anima</em>. E se quest&#8217;anno non si fosse trovata Julianne Moore e Rosamund Pike come dirette rivali, probabilmente lo avrebbe anche vinto. Questa volta meritatamente.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Cannes: Salvo, Nebraska e un altro collier rubato</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 07:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alexander Payne]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Dern]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Italia si aggiudica due premi mentre Alexander Payne racconta un altro pezzo di America. In bianco]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/salvo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32139" title="salvo" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/salvo.jpg" alt="" width="499" height="282" /></a></p>
<p>E&#8217; stata una giornata particolarmente intensa e ricca di sorprese quella di ieri al Festival di Cannes. Tanto per iniziare con una buona notizia, il film italiano Salvo ha vinto il Grand Prix 2013 e il Prix Révélation de la Semaine de la Critique. I due registi esordienti Fabio Grassadonia e Antonio Piazzaegisti con alle spalle una lunga esperienza come sceneggiatori, sostenuti dal successo internazionale del loro primo cortometraggio, Rita (selezionato in circa cento Festival e vincitore di quarantuno premi internazionali), hanno così incantato le due giurie con la storia di un ragazzo,<em> Salvo</em> (interpretato dall’attore palestinese Saleh Bakri), killer di mafia solitario, intelligente e spietato che incrocerà sulla sua strada una ragazza non vedente. Inutile dire che questo incontro che cambierà radicalmente la vita di entrambi. &#8220;Siamo felicissimi, abbiamo ricevuto due premi importantissimi da due giurie diverse: questi riconoscimenti ci ripagano di cinque anni di duro lavoro, e li dividiamo con tutti quelli che ci sono stati vicini in condizioni molto difficili&#8221;. ha commentato Antonio Piazza. Nota dolente: <em>Salvo</em> non ha ancora una distribuzione italiana.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/payne-dern-dern.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32145" title="payne-dern-dern" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/payne-dern-dern.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Un altro bel momento, ieri, lo ha regalato Alexander Payne, che ha scelto un raffinato bianco e nero per la sua ultima fatica, <em>Nebraska</em>. A undici anni da <em>A proposito di Schmidt</em>, il regista americano è tornato In Concorso a Cannes con un film girato nello stato in cui è nato. Al centro della storia, il viaggio compiuto da un uomo anziano che, accompagnato dal figlio, torna nella cittadina di origine per riscuotere la vincita di una lotteria. A metà tra un road movie e un&#8217;amara commedia familiare e interpretato da un mito del cinema come Bruce Dern e dalla rivelazione Will Forte, conosciuto per essere uno dei comici del <em>Saturday Night Live</em>, <em>Nebraska</em> ha incassato il consenso di pubblico e critica. Ieri sera, sul tappeto rosso che ha preceduto la proiezione del film, il settantaseienne Bruce Dern ha sfilato accanto a sua figlia Laura.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/bruce-dern-e-laura-dern.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32140" title="bruce-dern-e-laura-dern" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/bruce-dern-e-laura-dern.jpg" alt="" width="237" height="356" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/bruce-e-laura-dern.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32141" title="bruce-e-laura-dern" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/bruce-e-laura-dern.jpg" alt="" width="226" height="356" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ang-lee-nicole-kidman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32142" title="ang-lee-nicole-kidman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/ang-lee-nicole-kidman.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Ma mentre sulla Croisette ieri i fotografi immortalavano Alexander Payne e il suo cast, e i giurati Ang Lee e Nicole Kidman, ad Antibes, a pochi chilometri da Cannes, c&#8217;è stato un altro furto sensazionale. Dopo l&#8217;<a href="http://www.movielicious.it/2013/05/17/caccia-al-ladro-a-cannes/">episodio accduto la settimana scorsa</a>, la maison de Grisogono ha confermato che un collier da due milioni di dollari (che vedete nella foto qui in basso) è stato rubato ieri sera durante un evento di beneficenza all&#8217;Hotel Eden Roc per festeggiare i veti anni del marchio. A nulla sono servite le imponenti misure di sicurezza. Che il<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/cary-grant-caccia-al-ladro.jpg"> Gatto</a> abbia colpito ancora?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/collier-de-grisogono.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32143" title="collier-de-grisogono" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/collier-de-grisogono.jpg" alt="" width="499" height="269" /></a></p>
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