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	<title>Movielicious &#187; Libero de Rienzo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Smetto quando voglio – Ad Honorem</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terzo e ultimo capitolo chiude alla grande la trilogia di Sydney Sibilia, con la banda di professori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 30 novembre 2017<br />
Regia: Sydney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Pietro Sermoni, Luigi Lo Cascio<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-ad-honorem-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità è che dietro il successo della trilogia della “banda dei ricercatori”, di cui questo <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> è perfetta conclusione, c’è un’idea di commistione tra commedia e genere molto poco battuta in Italia, almeno fino al 2014, anno di uscita del primo capitolo della saga. Poi, certo, è arrivato Gabriele Mainetti a rilanciare la formula in chiave cinecomic con il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Jeeg Robot</em></a>, ma la matrice originale è tutta in quel piccolo e divertentissimo film con cui un giovane regista di Salerno si divertiva ad aggiornare il pattern narrativo de <em>I soliti ignoti</em> all’epoca del precariato, ibridando il tutto con le suggestioni soderberghiane chiaramente mutuate da un’altra saga, quella di Ocean. Il gioco, poi, si è fatto via via più grande – anche in termini di puro budget – fino a culminare nella complessa e spettacolare scena dell’assalto al treno di <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio – Masterclass</em></a>, ma, nonostante ciò, non ha mai smesso di palesare in maniera evidente la sua natura, per l’appunto, ludica.<br />
Perché, al netto di una scrittura sempre brillante e capace di smarcarsi in ogni momento dall’ovvietà della gag o della battuta facile, ciò più che diverte di tutti e tre i film di <strong>Sydney Sibilia</strong>, è proprio il pensare a quanto si siano divertiti gli stessi attori coinvolti durante le riprese.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56831" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg" alt="Stefano-Fresi" width="940" height="646" /></a></p>
<p>E se <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Masterclass</em></a> aveva il compito di rilanciare la posta in gioco, anche con l’inserimento (tra l’altro negli ultimi minuti di film) di un villain tout court (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>), <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> deve, per forza di cose, chiudere i giochi, e farlo in modo convincente. Il rischio, in caso contrario, è quello di guastare quanto di buono fatto finora. Ma i meccanismi sono fin troppo oliati, così come l’alchimia tra i membri del cast che, a tratti, sembrano quasi non seguire un copione. Ed ecco che la sensazione è più o meno quella di una rimpatriata tra amici che si sa già che, dopo, non si rivedranno per un po’. Laddove però la tentazione di “buttarla in caciara”, contando tutto sulla naturale simpatia che ormai il pubblico ha sviluppato per Pietro Zinna (<strong>Edoardo Leo</strong>) e soci, poteva essere forte, Sibilia è ancora una volta bravo a gestire l’equilibrio tra adorabile cazzeggio e una struttura narrativa talmente solida da illudere anche lo spettatore più scafato che certi snodi (ad esempio il furto del cromatografo in parallelo all’incidente automobilistico del chimico Alberto/<strong>Stefano Fresi</strong>) potessero essere già contemplati quattro anni fa, quando sappiamo benissimo che l’idea dei due sequel è nata a posteriori, sulla scorta dell’insperato successo – 4,5 milioni di euro di incasso – del primo.</p>
<p>L’interesse per la continuity è tale da spingere l’autore a sacrificare anche l’indiscussa verve comica di alcuni dei nomi coinvolti (uno per tutti, il latinista <strong>Valerio Aprea</strong> che, da solo, meriterebbe uno spin-off) pur di tracciare una chiusura del cerchio che non lasci in alcun modo spazio al non detto. Il risultato segna una maggiore apertura della storia all’umanità dei personaggi, processo esemplificato dal confronto tra i due “cattivi” Murena (<strong>Neri Marcorè</strong>) e Walter Mercurio (Lo Cascio) la cui genesi contribuisce a dar loro una dignità che li allontana dalla possibile deriva caricaturale che, in casi del genere, è sempre dietro l’angolo.<br />
Resta qualche perplessità per certe scelte di fotografia discutibili e fin troppo connotate (l’onnipresente verde acqua) che immaginiamo abbiano il solo compito di creare un trait d’union estetico tra le tre pellicole della saga ma, alla lunga, tendono a stancare.<br />
Ma sono particolari che (quasi) nulla tolgono al piacere di un Fresi irresistibile negli inediti panni del Conte d’Almaviva de “Il barbiere di Siviglia” o della rocambolesca fuga dal carcere dei nostri.<br />
Si sentirà la mancanza della banda dei ricercatori, non c’è dubbio. A meno che le loro gesta – e quelle di Sidney Sibilia, ovvio – non spingano altri all’emulazione. Ché, la salvezza del cinema italiano, magari si trova proprio da queste parti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Smetto quando voglio 2 – Masterclass</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Morelli]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
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		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[La banda di ricercatori di Sidney Sibilia è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2017)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Sidney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Stefano Fresi<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55148" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-masterclass_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel 2014 <strong>Sidney Sibilia</strong> sbarcò nelle nostre sale un po’ come un alieno, raccontando con <em>Smetto quando voglio</em> il problema della disoccupazione post lauream senza però alcuna volontà di piangersi addosso ma, anzi, ibridandolo con il filtro – invero assai poco utilizzato in patria – del genere. L’intrinseca qualità dello script, unita all’affiatamento del cast e ad un progressivo passaparola di feedback positivi da parte del pubblico, ne fecero in breve tempo un piccolo e fortunato caso cinematografico, paragonabile, per molti versi, a quello più recente di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>.<br />
Destava quindi parecchia curiosità la decisione del giovane autore di girarne due sequel in parallelo (l’altro, <em><strong>Smetto quando voglio – Ad honorem</strong></em>, uscirà il prossimo anno) secondo dinamiche produttive ormai ampiamente consolidate oltreoceano ma inedite per i più pigri e soprattutto cauti standard nostrani.<br />
Alla curiosità si aggiungeva poi il timore che un’operazione di franchising potesse di fatto annacquare quanto di buono era presente e già perfettamente sviluppato nel primo film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55149" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg" alt="Smetto quando voglio - Masterclass_2" width="640" height="426" /></a></p>
<p>Rischio scongiurato sin dai primi minuti di questo <em><strong>Smetto quando voglio – Masterclass</strong></em> in cui Sibilia è particolarmente abile a creare un continuum sia narrativo che estetico, ambientandone la prima scena nello stesso parlatorio del carcere in cui si chiudeva la sua opera prima.<br />
Dopo essere finito in prigione, infatti, Pietro Zinni (<strong>Edoardo Leo</strong>) riceve l&#8217;offerta di collaborare in incognito con la polizia per bloccare il sempre più florido mercato delle smart drugs.  A patto che, una volta interrotta la produzione di trenta droghe non ancora dichiarate illegali, la sua fedina penale torni ad essere pulita e lui sia libero di riprendere la sua vita insieme a Giulia (<strong>Valeria Solarino</strong>).<br />
Da lì a rimettere insieme la “banda dei ricercatori” è un attimo, con l’aggiunta strategica di alcuni nuovi elementi reclutati tra le nutrite fila dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Se da un lato è quindi vero che ‘squadra che vince non si cambia’, la saga di Smetto quando voglio continua a guardare a Hollywood – nello specifico al franchise di <em>Ocean’s Eleven</em> – anche per quanto riguarda l’arricchimento di un cast già ben oliato, con le piacevoli new entry di <strong>Giampaolo Morelli</strong>, <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Luigi Lo Cascio</strong>.</p>
<p>Il pubblico di riferimento resta il medesimo, quello che alla risata facile preferisce l’arguzia e il gioco di parole magari meno immediato, ma qui la sensazione è che la posta venga alzata in modo considerevole.<br />
Laddove infatti <em>Smetto quando voglio</em> non si spingeva oltre un gioco, a tratti molto riuscito, di rimandi cinefili che si innervavano su uno schema di commedia all’italiana tutto sommato classico e memore dell’opus magnum monicelliano <em>I soliti ignoti</em>, in <em><strong>Masterclass</strong></em> il gioco si fa più duro (giusto per citare John Landis, altro nume tutelare di Sibilia) e si chiede allo spettatore di azzerare i punti di riferimento pregressi, dimenticare Breaking Bad e fruire del film non come di un semplice wannabe bensì di un prodotto che sta in piedi da solo, con una propria dignità e un’identità ben definita.<br />
Meno crossover di azione e comicità quindi, con il primo elemento che prende il sopravvento sul fine ludico, perseguito comunque e raggiunto in pieno, sebbene in misura minore rispetto al passato, con un’unica eccezione che coincide con il climax del film: la lunghissima scena dell’assalto al treno, in cui ritmi action e un fuoco di fila di esilaranti battute trovano una loro sintesi perfetta.<br />
Ciò che piace di Sidney Sibilia e della sua epopea piena di antieroi così male in arnese è la capacità di costruire un universo semantico in cui lo straordinario irrompe nel reale senza però renderlo mai né del tutto inverosimile né tanto meno grottesco.<br />
Merito senza dubbio di una leggerezza di fondo che immaginiamo essere solo un’eco del divertimento provato da regista e attori sul set.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Smetto Quando Voglio: Reloaded, il primo teaser trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sequel della commedia campione d'incassi, nelle sale a febbraio 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53529" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg" alt="smetto-quando-voglio_reloaded" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Svelate le primissime scene di <em><strong>Smetto Quando Voglio: Reloaded</strong></em>, sequel del film di <strong>Sydney Sibilia</strong> campione di incassi.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VAPaDtZTGOU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’uscita del primo dei due capitoli successivi previsti è fissata al 2 febbraio 2017 e vedrà nel cast <strong>Edoardo Leo</strong>, <strong>Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio </strong>e<strong> Greta Scarano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cristian e Palletta contro tutti</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/11/cristian-e-palletta-contro-tutti-recensione/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 14:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Manzini]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocco Ciarmoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Libero De Rienzo e Pietro Sermonti antieroi a caccia di un giaguaro nella divertente commedia di Antonio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Italia 2015)<br />
Uscita: 9 giugno 2016<br />
Regia: Antonio Manzini<br />
Con: Libero De Rienzo, Pietro Sermonti, Rocco Ciarmoli, Margherita Vicario<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/cristian_e_palletta_contro_tutti_pietro_sermonti_libero_de_rienzo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53254" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/cristian_e_palletta_contro_tutti_pietro_sermonti_libero_de_rienzo.jpg" alt="cristian_e_palletta_contro_tutti_pietro_sermonti_libero_de_rienzo" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Una commedia svelta, fresca e surreale, a tratti picaresca, dedicata a Samuel Beckett e al suo Teatro dell&#8217;assurdo: <em><strong>Cristian e Palletta contro tutti</strong> </em>fa capolino nelle sale in un momento cinematograficamente tutt&#8217;altro che eccelso che coincide con l&#8217;inizio dell&#8217;estate ed è un peccato che esca solo in 34 copie. Perché l&#8217;esordio dietro la macchina da presa di <strong>Antonio Manzini</strong>, già attore di successo, sceneggiatore per Infascelli e Salvatores (per i quali ha scritto rispettivamente <em>Il siero della vanità</em> e <em>Come Dio comanda</em>) nonché autore di gialli di successo con protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone, è una sorpresa piacevole e inaspettata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cristian-e-Palletta-contro-tutti.jpg"><img class="alignnone wp-image-53251" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Cristian-e-Palletta-contro-tutti.jpg" alt="Cristian-e-Palletta-contro-tutti" width="650" height="310" /></a></p>
<p>Manzini racconta, con la dimestichezza di chi si sente a proprio agio in qualunque ambito richieda familiarità con la capacità di saper raccontare una storia, la bizzarra vicenda di Cristian (<strong>Libero De Rienzo</strong>), un trentenne spiantato e fedele seguace della “botta di culo”, che intravede l&#8217;occasione della vita per uscire dalla mediocrità in un losco affare: recuperare della pipì di giaguaro per portare a termine un piano in cui è rimasto invischiato. Con lui, l&#8217;amico di sempre Palletta (<strong>Pietro Sermonti</strong>), meccanico squattrinato, innamorato di Teresa (<strong>Margherita Vicario</strong>), fidanzata di Cristian. I due affronteranno insieme un viaggio in terra di Puglia imbattendosi in una assortita varietà di coloriti personaggi, tra artisti circensi decaduti (il divertentissimo <strong>Rocco Ciarmoli</strong>) e inquietanti vedove di camorra (<strong>Giselda Volodi</strong>), per trovare la tanto agognata urina del temibile fèlide.</p>
<p>Scritto co una precisione e una leggerezza rari, <em><strong>Cristian e Palletta contro tutti</strong></em> è un gradevolissimo, piccolo film che punta tutto sull&#8217;assurda fatuità del piano dei due protagonisti per portare a termine la loro missione. Quello che più colpisce delle avventure di questa coppia di strampalati amici va cercato nella trama ridotta all&#8217;osso ma perfettamente equilibrata e nell&#8217;<strong>immediatezza</strong> della resa di situazioni e caratteri per cui è sufficiente un dettaglio, una parola, un&#8217;immagine, per rivelare molto più di quanto non venga mostrato. Antonio Manzini, che il film lo ha anche scritto (oltre che interpretato, vestendo i panni del guru degli stupefacenti John Benzedrina), si affida alla brachilogia, a un parlare conciso e sentenzioso intriso di romanità e di tanti altri dialetti, e vince nel rendere omaggio ad alcune commedie grottesche degli anni Settanta che trovano in Lina Wertmüller la rappresentante più significativa di quel filone.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>La macchinazione</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/03/22/la-macchinazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 20:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[David Grieco]]></category>
		<category><![CDATA[La Macchinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libero de Rienzo]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Milena Vukotic]]></category>

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		<description><![CDATA[La verità di David Grieco: il regista fa luce sugli ultimi mesi di vita di Pier Paolo Pasolini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 24 marzo 2016<br />
Regia: David Grieco<br />
Con: Massimo Ranieri, Libero De Rienzo, Milena Vukotic<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuito da: Microcinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Macchinazione1.jpg"><img class="alignnone wp-image-52469" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Macchinazione1.jpg" alt="La_Macchinazione" width="650" height="270" /></a></p>
<p>Il 1975 è un anno di svolta nella vita e nella carriera di uno dei massimi intellettuali – oltre che il più lucido e meno irregimentato &#8211;  dell’Italia dell’epoca. <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> è infatti alle prese con il montaggio di <em>Salò o le 120 giornate di Sodoma</em>, opera controversa fin dalle sue prime fasi di lavorazione, e con la stesura di uno strano romanzo inchiesta con il quale l’autore minaccia di denunciare il ruolo chiave giocato dallo Stato in molti degli attentati che stavano insanguinando il Paese.<br />
Un periodo di furore artistico interrotto bruscamente la mattina del 2 novembre di quello stesso anno, quando il corpo martoriato di Pasolini viene ritrovato senza vita in uno squallido sterrato adiacente a una baraccopoli dell’Idroscalo di Ostia.<br />
Dell’assassinio, rubricato in fretta e furia come omicidio a sfondo omosessuale, viene accusato Pino Pelosi, un giovane borgataro incontrato dal regista la sera prima nei dintorni della Stazione Termini.<br />
Nei mesi successivi inizia però a montare l’inquietante sospetto che dietro l’omicidio di Pasolini possa esserci molto di più che del banale sesso mercenario finito in tragedia.<br />
<strong>David Grieco</strong> &#8211; che del poeta e regista fu sia amico che collaboratore &#8211; non ha il minimo dubbio a riguardo: Pasolini stava diventando una voce troppo scomoda e andava, in qualche modo, messo a tacere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Macchinazione_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52470" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Macchinazione_2.jpg" alt="La_Macchinazione_2" width="660" height="350" /></a></p>
<p><em><strong>La macchinazione</strong></em> parte quindi dalla certezza che tutto ciò che, per quarant’anni, ci è stato raccontato su quella tragica notte non sia altro che una menzogna di Stato con cui lasciar passare l’idea di un Pasolini vittima di uno di quegli stessi ragazzi di vita che le sue opere avevano contribuito a mettere in luce. Quasi un ironico contrappasso ordito per mascherare lo spettro di una ben precisa sinergia tra crimine organizzato, delinquenza comune e criminalità politico-finanziaria.<br />
A questo si aggiunge poi l’ombra oscura di <strong>Eugenio Cefis</strong> &#8211; successore di Mattei alla guida dell’ENI e fondatore della loggia massonica P2 &#8211; ritenuto da Pasolini il vero burattinaio della politica italiana e il principale fautore dei legami tra Stato e poteri occulti.<br />
Detto ciò, che cosa aggiunge Grieco di nuovo a una teoria &#8211; quella, appunto, della cospirazione &#8211; tra l’altro già presente in nuce nel bel <em>Pasolini, un delitto italiano</em> di Marco Tullio Giordana?<br />
Il primo e forse più importante apporto inedito è il dubbio che Pasolini possa non aver conosciuto Pelosi la sera della sua morte, ma che i due avessero in realtà una storia che andava avanti già da mesi e che era qualcosa di più di una semplice frequentazione saltuaria. Allo stesso modo in cui nulla si era mai detto degli incontri tra lo stesso Pasolini e <strong>Giorgio Steimetz</strong>, autore del libro perduto <em>Questo è Cefis</em> che rappresentò la base teorica delle ricerche su Petrolio.<br />
Peccato solo che alla veemenza con cui sostiene le proprie istanze, Grieco non faccia corrispondere un’adeguata solidità stilistica mostrando invece, per tutta la durata del film, una serie di pecche oggettivamente ingiustificabili.</p>
<p>Si va da alcune discutibilissime scelte di montaggio a una sceneggiatura che abbraccia in maniera un po’ troppo ondivaga gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini senza concentrarsi su nessun aspetto in particolare.<br />
Per non tacere poi di una regia assente che tradisce, in più di un passaggio, una forte sensazione di amatorialità, per molti versi anche comprensibile considerando come David Grieco sia da considerarsi più uno scrittore che non un regista.<br />
Laddove l’inesperienza si fa particolarmente sentire è nella fase centrale de <strong><em>La macchinazione</em></strong>, quella in cui l’accumulo progressivo di elementi (fondamentale in un film dichiaratamente a tesi) si fa più farraginoso e, anziché avvincere, finisce col tediare.<br />
La situazione migliora leggermente durante il lungo montaggio incrociato che conduce verso il tragico epilogo, ma c’è da dire che ciò che viene mostrato è dotato di una tale violenza evocativa da risultare disturbante in qualsiasi modo si scelga di filtrarlo.<br />
Sebbene lontano anni luce sia dal delirio sconclusionato del <a href="http://www.movielicious.it/2014/09/24/pasolini/" target="_blank"><em>Pasolini</em> </a>di Abel Ferrara, Grieco si limita a fare un compitino scolastico che non sposta di molto i limiti di un’indagine di cui non si è mai smesso di parlare.<br />
Un plauso però l’autore lo merita senz’altro: per la scelta di un protagonista come <strong>Massimo Ranieri</strong>, qui perfetto per intensità e mimesi fisica col vero Pasolini.<br />
Una performance eccezionale e generosa che cozza un po’ con la medietà generale che contraddistingue l’opera e ci ricorda quanto l’attore, a dispetto delle sue indubbie doti, sia da sempre e in maniera del tutto inspiegabile snobbato dal cinema.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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