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	<title>Movielicious &#187; Luigi Lo Cascio</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Smetto quando voglio – Ad Honorem</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il terzo e ultimo capitolo chiude alla grande la trilogia di Sydney Sibilia, con la banda di professori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 30 novembre 2017<br />
Regia: Sydney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Pietro Sermoni, Luigi Lo Cascio<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-ad-honorem-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità è che dietro il successo della trilogia della “banda dei ricercatori”, di cui questo <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> è perfetta conclusione, c’è un’idea di commistione tra commedia e genere molto poco battuta in Italia, almeno fino al 2014, anno di uscita del primo capitolo della saga. Poi, certo, è arrivato Gabriele Mainetti a rilanciare la formula in chiave cinecomic con il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Jeeg Robot</em></a>, ma la matrice originale è tutta in quel piccolo e divertentissimo film con cui un giovane regista di Salerno si divertiva ad aggiornare il pattern narrativo de <em>I soliti ignoti</em> all’epoca del precariato, ibridando il tutto con le suggestioni soderberghiane chiaramente mutuate da un’altra saga, quella di Ocean. Il gioco, poi, si è fatto via via più grande – anche in termini di puro budget – fino a culminare nella complessa e spettacolare scena dell’assalto al treno di <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio – Masterclass</em></a>, ma, nonostante ciò, non ha mai smesso di palesare in maniera evidente la sua natura, per l’appunto, ludica.<br />
Perché, al netto di una scrittura sempre brillante e capace di smarcarsi in ogni momento dall’ovvietà della gag o della battuta facile, ciò più che diverte di tutti e tre i film di <strong>Sydney Sibilia</strong>, è proprio il pensare a quanto si siano divertiti gli stessi attori coinvolti durante le riprese.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56831" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg" alt="Stefano-Fresi" width="940" height="646" /></a></p>
<p>E se <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Masterclass</em></a> aveva il compito di rilanciare la posta in gioco, anche con l’inserimento (tra l’altro negli ultimi minuti di film) di un villain tout court (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>), <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> deve, per forza di cose, chiudere i giochi, e farlo in modo convincente. Il rischio, in caso contrario, è quello di guastare quanto di buono fatto finora. Ma i meccanismi sono fin troppo oliati, così come l’alchimia tra i membri del cast che, a tratti, sembrano quasi non seguire un copione. Ed ecco che la sensazione è più o meno quella di una rimpatriata tra amici che si sa già che, dopo, non si rivedranno per un po’. Laddove però la tentazione di “buttarla in caciara”, contando tutto sulla naturale simpatia che ormai il pubblico ha sviluppato per Pietro Zinna (<strong>Edoardo Leo</strong>) e soci, poteva essere forte, Sibilia è ancora una volta bravo a gestire l’equilibrio tra adorabile cazzeggio e una struttura narrativa talmente solida da illudere anche lo spettatore più scafato che certi snodi (ad esempio il furto del cromatografo in parallelo all’incidente automobilistico del chimico Alberto/<strong>Stefano Fresi</strong>) potessero essere già contemplati quattro anni fa, quando sappiamo benissimo che l’idea dei due sequel è nata a posteriori, sulla scorta dell’insperato successo – 4,5 milioni di euro di incasso – del primo.</p>
<p>L’interesse per la continuity è tale da spingere l’autore a sacrificare anche l’indiscussa verve comica di alcuni dei nomi coinvolti (uno per tutti, il latinista <strong>Valerio Aprea</strong> che, da solo, meriterebbe uno spin-off) pur di tracciare una chiusura del cerchio che non lasci in alcun modo spazio al non detto. Il risultato segna una maggiore apertura della storia all’umanità dei personaggi, processo esemplificato dal confronto tra i due “cattivi” Murena (<strong>Neri Marcorè</strong>) e Walter Mercurio (Lo Cascio) la cui genesi contribuisce a dar loro una dignità che li allontana dalla possibile deriva caricaturale che, in casi del genere, è sempre dietro l’angolo.<br />
Resta qualche perplessità per certe scelte di fotografia discutibili e fin troppo connotate (l’onnipresente verde acqua) che immaginiamo abbiano il solo compito di creare un trait d’union estetico tra le tre pellicole della saga ma, alla lunga, tendono a stancare.<br />
Ma sono particolari che (quasi) nulla tolgono al piacere di un Fresi irresistibile negli inediti panni del Conte d’Almaviva de “Il barbiere di Siviglia” o della rocambolesca fuga dal carcere dei nostri.<br />
Si sentirà la mancanza della banda dei ricercatori, non c’è dubbio. A meno che le loro gesta – e quelle di Sidney Sibilia, ovvio – non spingano altri all’emulazione. Ché, la salvezza del cinema italiano, magari si trova proprio da queste parti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Smetto quando voglio 2 – Masterclass</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La banda di ricercatori di Sidney Sibilia è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2017)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Sidney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Stefano Fresi<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55148" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-masterclass_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel 2014 <strong>Sidney Sibilia</strong> sbarcò nelle nostre sale un po’ come un alieno, raccontando con <em>Smetto quando voglio</em> il problema della disoccupazione post lauream senza però alcuna volontà di piangersi addosso ma, anzi, ibridandolo con il filtro – invero assai poco utilizzato in patria – del genere. L’intrinseca qualità dello script, unita all’affiatamento del cast e ad un progressivo passaparola di feedback positivi da parte del pubblico, ne fecero in breve tempo un piccolo e fortunato caso cinematografico, paragonabile, per molti versi, a quello più recente di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>.<br />
Destava quindi parecchia curiosità la decisione del giovane autore di girarne due sequel in parallelo (l’altro, <em><strong>Smetto quando voglio – Ad honorem</strong></em>, uscirà il prossimo anno) secondo dinamiche produttive ormai ampiamente consolidate oltreoceano ma inedite per i più pigri e soprattutto cauti standard nostrani.<br />
Alla curiosità si aggiungeva poi il timore che un’operazione di franchising potesse di fatto annacquare quanto di buono era presente e già perfettamente sviluppato nel primo film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55149" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg" alt="Smetto quando voglio - Masterclass_2" width="640" height="426" /></a></p>
<p>Rischio scongiurato sin dai primi minuti di questo <em><strong>Smetto quando voglio – Masterclass</strong></em> in cui Sibilia è particolarmente abile a creare un continuum sia narrativo che estetico, ambientandone la prima scena nello stesso parlatorio del carcere in cui si chiudeva la sua opera prima.<br />
Dopo essere finito in prigione, infatti, Pietro Zinni (<strong>Edoardo Leo</strong>) riceve l&#8217;offerta di collaborare in incognito con la polizia per bloccare il sempre più florido mercato delle smart drugs.  A patto che, una volta interrotta la produzione di trenta droghe non ancora dichiarate illegali, la sua fedina penale torni ad essere pulita e lui sia libero di riprendere la sua vita insieme a Giulia (<strong>Valeria Solarino</strong>).<br />
Da lì a rimettere insieme la “banda dei ricercatori” è un attimo, con l’aggiunta strategica di alcuni nuovi elementi reclutati tra le nutrite fila dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Se da un lato è quindi vero che ‘squadra che vince non si cambia’, la saga di Smetto quando voglio continua a guardare a Hollywood – nello specifico al franchise di <em>Ocean’s Eleven</em> – anche per quanto riguarda l’arricchimento di un cast già ben oliato, con le piacevoli new entry di <strong>Giampaolo Morelli</strong>, <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Luigi Lo Cascio</strong>.</p>
<p>Il pubblico di riferimento resta il medesimo, quello che alla risata facile preferisce l’arguzia e il gioco di parole magari meno immediato, ma qui la sensazione è che la posta venga alzata in modo considerevole.<br />
Laddove infatti <em>Smetto quando voglio</em> non si spingeva oltre un gioco, a tratti molto riuscito, di rimandi cinefili che si innervavano su uno schema di commedia all’italiana tutto sommato classico e memore dell’opus magnum monicelliano <em>I soliti ignoti</em>, in <em><strong>Masterclass</strong></em> il gioco si fa più duro (giusto per citare John Landis, altro nume tutelare di Sibilia) e si chiede allo spettatore di azzerare i punti di riferimento pregressi, dimenticare Breaking Bad e fruire del film non come di un semplice wannabe bensì di un prodotto che sta in piedi da solo, con una propria dignità e un’identità ben definita.<br />
Meno crossover di azione e comicità quindi, con il primo elemento che prende il sopravvento sul fine ludico, perseguito comunque e raggiunto in pieno, sebbene in misura minore rispetto al passato, con un’unica eccezione che coincide con il climax del film: la lunghissima scena dell’assalto al treno, in cui ritmi action e un fuoco di fila di esilaranti battute trovano una loro sintesi perfetta.<br />
Ciò che piace di Sidney Sibilia e della sua epopea piena di antieroi così male in arnese è la capacità di costruire un universo semantico in cui lo straordinario irrompe nel reale senza però renderlo mai né del tutto inverosimile né tanto meno grottesco.<br />
Merito senza dubbio di una leggerezza di fondo che immaginiamo essere solo un’eco del divertimento provato da regista e attori sul set.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Smetto Quando Voglio: Reloaded, il primo teaser trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sequel della commedia campione d'incassi, nelle sale a febbraio 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53529" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/smetto-quando-voglio_reloaded.jpg" alt="smetto-quando-voglio_reloaded" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Svelate le primissime scene di <em><strong>Smetto Quando Voglio: Reloaded</strong></em>, sequel del film di <strong>Sydney Sibilia</strong> campione di incassi.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VAPaDtZTGOU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’uscita del primo dei due capitoli successivi previsti è fissata al 2 febbraio 2017 e vedrà nel cast <strong>Edoardo Leo</strong>, <strong>Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio </strong>e<strong> Greta Scarano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nostri ragazzi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/04/i-nostri-ragazzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia 71]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia alle Giornate degli Autori, arriva anche in sala la pellicola diretta da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 5 settembre 2014<br />
Regia: Ivano De Matteo<br />
Con: Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38687" title="i_nostri_ragazzi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p>Paolo (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>) e Massimo (<strong>Alessandro Gassman</strong>) sono due fratelli con caratteri molto diversi, quasi agli antipodi.<br />
Il primo, chirurgo pediatra, ha una visione della vita in cui bene e male sono distinti in maniera piuttosto manichea, mentre l&#8217;altro è più abituato alle scale di grigi e dotato di tutto il cinismo necessario per svolgere al meglio il mestiere di avvocato.<br />
Nonostante abbiano così poco in comune, Paolo e Massimo conservano ormai da anni l&#8217;abitudine di cenare una volta al mese, nello stesso ristorante, insieme alle rispettive consorti (<strong>Giovanna Mezzogiorno </strong>e <strong>Barbora Bobulova</strong>) che a stento riescono a celare la reciproca antipatia.<br />
Questo fragile equilibrio implode la sera in cui la trasmissione &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; manda in onda le immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, che mostrano due ragazzi molto simili ai loro figli adolescenti, mentre picchiano selvaggiamente una senzatetto fino a ridurla in coma.<br />
Dopo l&#8217;iniziale e comprensibile incredulità, le due coppie cercano di affrontare, ognuna a suo modo, le conseguenze che quel gesto sconsiderato potrebbe avere sulle loro vite, ritrovandosi a interrogarsi su quanto poco conoscano le rispettive realtà familiari.</p>
<p><strong>Ivano De Matteo</strong>, già autore degli interessanti <em>La bella gente</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/30/winona-ryder-e-valerio-mastandrea-al-lido/"><em>Gli equilibristi</em></a>, adatta liberamente il romanzo di Herman Koch <em>La cena</em> per il grande schermo e produce un&#8217;opera ambiziosa e complessa, anche se imperfetta.<br />
Sin dalle prime scene è infatti evidente come l&#8217;attenzione del regista sia molto più focalizzata sulla descrizione dei contesti sociali e umani in cui i due fratelli si trovano ad agire che non sul plot vero e proprio.<br />
De Matteo, che ha presentato il film alle <strong>Giornate degli Autori</strong> a Venezia 71 nei giorni scorsi, inizia col mostrarci due famiglie solo apparentemente perfette per poi divertirsi a intaccarne dall&#8217;interno la patina, evidenziandone le numerose crepe, fatte di cene sul divano e frasi smozzicate, pronunciate da adolescenti di ritorno da scuola e ormai in totale balìa dei social network.<br />
La tazza sbeccata di cui parlava Moretti ne La stanza del figlio è diventata, a distanza di pochi anni, una voragine incolmabile che si riflette nell&#8217;amara rassegnazione con cui questi &#8220;giovani&#8221; genitori osservano i propri figli come se fossero piccoli sconosciuti con cui è impossibile comunicare, ma di cui andare comunque sempre orgogliosi.<br />
E, in maniera simile, De Matteo è talmente innamorato dei suoi personaggi da dilungarsi forse un po&#8217; troppo ad osservarli vivere, parlare, lavorare per poi rendersi conto, quando il film è ormai quasi finito, di non avere più il tempo necessario a chiudere la storia in modo netto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38690" title="i_nostri_ragazzi_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/i_nostri_ragazzi_2.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Ciò non toglie che <em>I nostri ragazzi </em>sia in buona parte riuscito, soprattutto nel suo porre una domanda assai scomoda (sostanzialmente: che faremmo se una cosa del genere accadesse a noi?) e rispondere come in pochissimi sarebbero disposti a fare.<br />
Piace della pellicola lo stile visivo elegante e, al tempo stesso, freddo come gli ambienti in cui abitano i personaggi e pieno di guizzi citazionisti, dal potente prologo che ricorda la scena iniziale de <em>Il maratoneta</em> di John Schlesinger fino a un finale che, senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, rimanda direttamente a <strong>Roman Polanski</strong> e al suo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/09/luomo-nellombra/"><em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em></a>.<br />
E non appaia peregrino il riferimento al regista polacco in quanto, in più di un&#8217;occasione, il confronto tra i quattro protagonisti del film (tutti molto bravi, con Alessandro Gassman una spanna sopra gli altri) può in effetti riportare alla mente, pur senza toccarne le vette, gli scontri verbali di <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/"><em>Carnage</em></a>.<br />
Ecco, semmai spiace che De Matteo non abbia lavorato maggiormente sulla dimensione orrorifica del racconto (perché in fin dei conti di horror si tratta) e non abbia permesso alle correnti interne al film di deflagrare liberamente piuttosto che ripiegare su un intimismo che, di fatto, contribuisce ad appesantire la seconda parte dell&#8217;opera.<br />
I nostri ragazzi paga inoltre il prezzo di arrivare dopo il bellissimo<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"> Il capitale umano</a> </em>di Virzì che, partendo da tematiche tutto sommato similari, riusciva a osare di più sia in termini di cattiveria che di critica sociale pura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Venezia: il Risorgimento di Martone</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E la resistenza degli spettatori sopravvissuti agli oltre duecento minuti di Noi credevamo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/mario-martone-e-francesca-inaudi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16407" title="mario-martone-e-francesca-inaudi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/mario-martone-e-francesca-inaudi.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>La settima giornata della 67° edizione del Festival è stata letteralmente monopolizzata da <em>Noi credevamo</em>, pellicola diretta da Mario Martone (<em>Morte di un matematico napoletano, L&#8217;odore del sangue</em>) che dipinge un ponderoso affresco sul Risorgimento italiano. Divisa in quattro epidosi, la pellicola segue il destino di tre ragazzi dell&#8217;Italia del sud, unitisi alla Giovine Italia mazziniana. E&#8217; uno sguardo freddo e disilluso quello con cui Martone minimizza e ridimensiona alcuni personaggi chiave della storia di quel periodo come Giuseppe Mazzini (Toni Servillo) o Francesco Crispi (Luca Zingaretti), rileggendo in chiave di lotta di classe gli avvenimenti che hanno portato all&#8217;unità d&#8217;Italia. Durante la conferenza stampa, Martone ha descritto così il suo Mazzini: &#8220;Non c&#8217;è una sola parola che Mazzini pronuncia nel film che non derivi dai suoi scritti. Questo aspetto terroristico, perchè così veniva definito del resto Mazzini dalle polizie di tutta Europa ma anche da Marx ed Engels, non è un&#8217;invenzione mia nè di Giancarlo de Cataldo (che ha sceneggiato il film insieme con Martone), ma è qualcosa che appartiene alla storia. Naturalmente Mazzini è un personaggio immenso e quindi lungi da me l&#8217;idea di ridurlo solo a terrorista. È stato un uomo che ha saputo immaginare l&#8217;Italia unita in anni in cui era inconcepibile. Certo, la lotta così lunga, l&#8217;ostinazione per il credo repubblicano, una forma di mistica religiosa nella forma della lotta, è innegabile. Ma d&#8217;altronde fare un Paese è un processo doloroso. Abbiamo cercato di raccontarlo, anche perchè la stragrande maggioranza di noi non sa nulla su come è nata l&#8217;Italia ma sa tutto su come sono nati gli Stati Uniti grazie ai film western&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luigi-lo-cascio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16408" title="luigi-lo-cascio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luigi-lo-cascio.jpg" alt="" width="264" height="396" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/francesca-inaudi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16409" title="francesca-inaudi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/francesca-inaudi.jpg" alt="" width="263" height="396" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luca.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16410" title="luca" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luca.jpg" alt="" width="522" height="329" /></a></p>
<p>Sul tappeto rosso, ieri sera, hanno sfilato il regista la protagonista femminile Francesca Inaudi e il resto del cast. Particolarmente applauditi Luca Zingaretti e Luigi Lo Cascio.</p>
<p>Per oggi il Concorso prevede due pellicole: il francese <em>Black Venus</em> di Abdel Kechiche e il greco <em>Attenberg </em>di Athina Rachel Tsangari. Ma c&#8217;è grande attesa per <em>Sorelle mai</em>, di Marco Bellocchio, che sarà presentato Fuori Concorso. E a mezzanotte arriva <em>Zebraman</em>, film del 2004 del visionario regista Takashi Miike, omaggio alle serie televisive giapponesi degli anni sessanta.</p>
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