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	<title>Movielicious &#187; Mark Ruffalo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Avengers: Infinity War</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 11:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Anthony Russo]]></category>
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		<description><![CDATA[I fratelli Joe e Anthony Russo portano al cinema il cross-over supereroistico più ambizioso di sempre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2018)<br />
Uscita: 25 aprile 2018<br />
Regia: Joe Russo, Anthony Russo<br />
Con: Robert Downey Jr, Chris Hemworth, Chris Evans, Mark Ruffalo, Josh Brolin, Scarlett Johansson<br />
Durata: 2 ore e 29 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Avengers_Infinity_War.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57512" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Avengers_Infinity_War.jpg" alt="Avengers_Infinity_War" width="913" height="420" /></a></p>
<p>Dunque, dove eravamo rimasti? La natura fortemente seriale dei prodotti <strong>Marvel</strong> di ultima generazione, del resto, impone un minimo di recap per introdurre un episodio in cui la guerra, da “civile”, si trasforma in “infinita”. In tal senso <em><strong>Avengers: Infinity War</strong></em> inizia esattamente dove finiva il divertente <a href="http://www.movielicious.it/2017/04/10/thor-ragnarok-il-primo-teaser-trailer-del-cinecomic-marvel/" target="_blank"><em><strong>Thor: Ragnarok</strong></em></a>. Asgard è stata definitivamentedistrutta e la nave spaziale dei sopravvissuti attaccata dal nemico più temibile di sempre: Thanos (Josh Brolin), moderno tiranno interstellare che, per risolvere il problema della sovrappopolazione dell’Universo, ha elaborato una versione tutta sua del genocidio. Gli <strong>Avengers</strong>, intanto, si sono definitivamente sciolti (un po’ come i Beatles) dopo i fatti di <em>Captain America: Civil War</em> e i Lennon e McCartney del supergruppo,  Tony Stark (<strong>Robert Downey Jr.</strong>) e Steve Rogers (<strong>Chris Evans</strong>), non si sentono da tempo. Proprio le faide interne alla “band” sono le basi che, attraverso l’incontro tra supereroi mai incontratisi prima, generano il crossover definitivo. Che vuol dire ventuno protagonisti – solo a citarli tutti si esaurirebbe buona parte dello spazio utile a questa recensione – da gestire lungo due ore e quaranta di film. <strong>Joe e Anthony Russo</strong> ci riescono benissimo, dosando le singole apparizioni con doti da veri equilibristi del minutaggio, confezionando, allo stesso tempo, non solo il migliore dei tre film sugli Avengers, ma forse il miglior <strong>Marvel</strong> di sempre, superiore anche a quel <a href="http://www.movielicious.it/2018/02/13/black-panther-recensione/" target="_blank"><em>Black Panther</em></a> di recente accolto  da critica e pubblico come il <em>Quarto Potere</em> dei cinecomic.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Avengers_Infinity_War_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-57513" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Avengers_Infinity_War_2.png" alt="Avengers_Infinity_War_2" width="768" height="315" /></a></p>
<p>L’apoditticità di un’affermazione del genere potrebbe essere spiegata anche solo citando un tasso di spettacolarità visiva e perfezione degli scontri mai visto prima, ma il discorso si spinge ben oltre e ha a che fare con la capacità degli autori di non limitarsi a giustapporre, dentro un unico contenitore, i diversi mood che contraddistinguono ognuno dei supereroi coinvolti, ma di ibridarli fino a raggiungere la sintesi ideale tra  epica e humour, senza che nessuno dei due abbia mai il completo sopravvento sull’altro. Quello che, sulla carta, sembrava il film impossibile diventa quindi l’unico dei finali possibili per una saga che in dieci anni – tanti ne sono passati dal primo <em>Iron Man</em> – ha ridefinito in maniera radicale sia un brand (almeno cinematograficamente) appannato che un universo immaginifico incredibilmente complesso, dotato di una densità drammaturgica di fronte alla quale persino <em>Star Wars</em> tende a impallidire. I fratelli Russo, insomma, non la “buttano in caciara” come era anche lecito temere. In primis grazie a un villain di rara intensità drammatica come Thanos, così lontano dall’incorporea e randomica cattiveria di Ultron, che, fin da subito, mostra chiari i segni della sua superiorità rispetto agli Avengers, non solo in termini di pura forza fisica, ma anche di dissidio interiore.</p>
<p>Ma è nel finale che <strong><em>Avengers: Infinity War</em></strong> alza l’asticella in modo esponenziale. Un epilogo perfetto – di cui non diremo nulla, pena il rischio di spoiler, ma che poi tanto epilogo non è – che ribalta tutte le certezze consolidate nell’arco di diciannove film Marvel per lasciare lo spettatore con un profondo senso di incredula sospensione. tanto che, per la prima volta, la scena post-titoli di coda assume un senso che va ben al di là del simpatico siparietto finale a uso e consumo dei nerd più ortodossi. Nel mezzo c’è solo da mettersi comodi e godersi gli esilaranti botta e risposta tra Thor (<strong>Chris Hemsworth</strong>) e Star-Lord (<strong>Chris Pratt</strong>), gli scontri di ego tra Iron Man e Doctor Strange (<strong>Benedict Cumberbatch</strong>), un Groot in piena crisi adolescenziale (<strong>Vin Diesel</strong>) e un comeback in quella Wakanda che, dopo l’incredibile successo di <em>Black Panther</em>, non poteva non essere teatro privilegiato di una buona porzione di questo primo finale. Perché, una volta riaccese le luci in sala, c’è da aspettare fino al 2019, per quel capitolo finale che i Russo promettono essere ancora più sorprendente. E addirittura più lungo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Thor: Ragnarok, il primo teaser trailer del cinecomic Marvel</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 15:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cate Blanchett]]></category>
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		<category><![CDATA[Marvel Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Taika Waititi]]></category>
		<category><![CDATA[Thor Ragnarok]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hiddleston]]></category>

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		<description><![CDATA[Chris Hemsworth, di nuovo nei panni del figlio di Odino, nelle sale il prossimo 25 ottobre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Thor_Ragnarok.jpg"><img class="alignnone wp-image-55866" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Thor_Ragnarok-1024x512.jpg" alt="Thor_Ragnarok" width="650" height="325" /></a></p>
<p>È stato diffuso in rete il <strong>primo trailer</strong> di <em><strong>Thor: Ragnarok</strong></em>. Di seguito nella versione originale e in quella in italiano.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/v7MGUNV8MxU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/kWEIWW_911A" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>In <strong><em>Thor: Ragnarok</em></strong> dei <strong>Marvel Studios</strong>, Thor è imprigionato all’altro capo dell’universo senza il suo potente martello e dovrà affrontare una corsa contro il tempo per tornare ad Asgard e fermare il Ragnarok, la distruzione della sua patria e la fine della civiltà asgardiana, per opera di una nuova potentissima minaccia, la crudele Hela. Ma prima dovrà sopravvivere ai mortali giochi gladiatori che lo metteranno contro il suo ex-alleato e compagno negli Avengers: l’Incredibile Hulk!</p>
<div><strong>Chris Hemsworth</strong> torna nei panni di Thor, <strong>Mark Ruffalo</strong> interpreta Hulk mentre <strong>Tom Hiddleston</strong> è di nuovo Loki. <strong>Cate Blanchett</strong> è la new entry Hela, il nuovo cattivo della saga.</div>
<p><strong><em>Thor: Ragnarok</em></strong>, diretto da <strong>Taika Waititi</strong> sarà nelle sale cinematografiche dal <strong>25 ottobre</strong>.</p>
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		<title>Now You See Me 2, il trailer</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 07:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Radcliffe]]></category>
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		<description><![CDATA[Azione e magia nel sequel del film del 2013. I maghi del crimine sono tornati!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/nowyouseeme2photolarge.jpg"><img class="alignnone wp-image-52400" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/nowyouseeme2photolarge.jpg" alt="nowyouseeme2photolarge" width="600" height="400" /></a></p>
<p>È stato rilasciato il trailer ufficiale di <em><strong>Now You See Me 2</strong></em>, sequel del <a href="http://www.movielicious.it/2013/07/10/now-you-see-me-%E2%80%93-i-maghi-del-crimine/" target="_blank">film diretto da <strong>Louis Letterier</strong> </a>nel <em>2013</em> con <strong>Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Isla Fisher, Morgan Freeman</strong> e <strong>Dave Franco</strong> e <strong>Michael Cane</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/InqU8CLwbPg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Un cast che rivedremo per intero, arricchito da due new entry d&#8217;eccezione: <strong>Daniel Radcliffe</strong> e <strong>Lizzy Caplan. </strong><em>Now You See Me 2</em> sarà ambientato un anno dopo gli avvenimenti del primo capitolo, quando il figlio di <em>Arthur Tressler</em> cercherà di vendicarsi dei maghi del crimine che hanno mandato in carcere suo padre.</p>
<p><em>D</em>iretto da<strong> John M. Chu</strong>, il film uscirà nelle sale americane il prossimo 10 giugno.</p>
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		<title>Il caso Spotlight</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/02/16/il-caso-spotlight-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 12:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Il caso Spotlight]]></category>
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		<category><![CDATA[Thomas McCarthy]]></category>

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		<description><![CDATA[Thomas McCarthy e il ritorno del grande cinema d'inchiesta a stelle e strisce. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Spotlight, USA 2015)<br />
Uscita: 18 febbraio 2016<br />
Regia: Thomas McCarthy<br />
Con: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Stanley Tucci<br />
Durata: 2 ore e 8 minuti<br />
Distribuito da: Bim Distribuzione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52046" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_1.jpg" alt="Spotlight_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della redazione del Boston Globe c&#8217;è una squadra di giornalisti investigativi, la &#8220;Spotlight&#8221; che ha il compito di approfondire temi e notizie particolarmente scottanti. Nell&#8217;estate del 2001 arriva al Globe un nuovo direttore da Miami e incarica il team di indagare sul possibile insabbiamento, da parte degli alti gradi della Chiesa, degli abusi sessuali perpetrati da un sacerdote ai danni di alcuni minori.<br />
Il caporedattore Walter &#8220;Robby&#8221; Robinson (<strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/23/michael-keaton-a-roma-per-il-caso-spotlight/" target="_blank">Michael Keaton</a></strong>) e i cronisti Sacha Pfeifer (<strong>Rachel McAdams</strong>) e Michael Rezendes (<strong>Mark Ruffalo</strong>) si mettono quindi al lavoro e cominciano a indagare sul caso con la consapevolezza di andare a toccare poteri molto forti, in una diocesi particolarmente importante come quella di Boston. Mentre il team si scontra con la reticenza di chi, pur avendo visto, ha preferito voltarsi da un&#8217;altra parte, iniziano a delinearsi i contorni di un fenomeno molto più esteso di quanto era lecito immaginare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52047" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_2.jpg" alt="Spotlight_2" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Forte delle sue sei importanti nomination agli Oscar (tra cui quelle per Miglior Film e Regia) arriva finalmente in sala la pellicola che aveva già stregato critica e pubblico all&#8217;<a href="http://www.movielicious.it/2015/09/03/venezia-72-giorno-2/" target="_blank">ultimo Festival di Venezia</a>. Cinema d&#8217;inchiesta allo stato puro, che sa prendersi i giusti tempi del racconto senza alzare mai la voce o sbattere con violenza in faccia allo spettatore verità troppo scomode, descrivendo invece in modo assai realistico il minuzioso lavoro e il forte senso di sacrificio con cui taluni &#8220;ultimi dei mohicani&#8221; continuano a vivere il mestiere di giornalista.<br />
<em><strong>Il caso Spotlight</strong> </em>si inserisce così nel solco tracciato alla fine degli anni Settanta da <span class="st">Alan J. Pakula</span> con il suo archetipico capolavoro <em>Tutti gli uomini del presidente</em>. Lo fa principalmente prescindendo dalla natura di ciò che è oggetto dell&#8217;inchiesta &#8211; anzi, dandola quasi per scontata &#8211; per concentrarsi invece sui complicati e spesso delicatissimi meccanismi che portano alla costruzione di una notizia. E&#8217; un film che parla quindi di etica professionale prima ancora che di morale tout court, e che ha il raro merito di restituire allo spettatore una realtà non divisa in maniera inutilmente manichea in buoni e cattivi (non è affatto un caso che nessuno dei giornalisti venga descritto come un eroe) ma dove il dubbio su cosa sia giusto fare e, soprattutto, in quale misura, risulta ben più rilevante dell&#8217;ovvia condanna verso qualcosa che in ogni caso è impossibile da pensare, figuriamoci legittimare.</p>
<p>Una volta chiarito come <em>Il caso Spotlight</em> non possa in alcun modo essere definito un pamphlet, il concetto più utile a connotarlo è quello di sottrazione, intesa sia come economia semantica che consente alla storia di non deragliare mai dalle coordinate che si autoimpone fin dalle sue prime scene, sia come precisa scelta stilistica con cui <strong>Thomas McCarthy</strong> (autore, nel 2007, del pregevole <em>L&#8217;ospite inatteso</em>) limita al minimo ogni intervento registico forte per seguire con eleganza e discrezione lo sfiancante percorso che conduce alla verità.<br />
Lo stesso discorso va fatto per gli attori coinvolti, uno più generoso dell&#8217;altro nell&#8217;evitare qualsiasi velleità da protagonista in nome del gioco di squadra in maniera non dissimile da quanto fanno i loro alter ego sullo schermo.<br />
A un Michael Keaton praticamente perfetto, alla prima prova dopo la rinascita artistica dello scorso anno in <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank">Birdman</a></em>, si affiancano una Rachel McAdams molto più convincente del solito e quell&#8217;autentico concentrato di misura e maestria che è ormai Mark Ruffalo, giustamente candidato all&#8217;Oscar come Miglior Attore Non Protagonista.<br />
Tutto insomma in questo film lavora in maniera armonica per garantire sobrietà e scorrevolezza a un risultato finale che è un capolavoro di equilibrio, talmente onesto nel suo impianto strutturale da non essere suscettibile di scandalizzare nessuno, forse nemmeno i più oltranzisti tra i difensori del clero.<br />
Ed è curiosa la coincidenza che vuole che due film come <em>Il caso Spotlight</em> e il bellissimo e doloroso <em>Il club</em> di Pablo Larrain, profondamente diversi sebbene legati a doppio nodo dallo stesso spinoso tema, escano in Italia quasi contemporaneamente.<br />
Alla faccia di qualsiasi Family Day.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Academy: più donne e membri di minoranze</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 19:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Rampling]]></category>
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		<description><![CDATA[L'organizzazione che assegna gli Oscar annuncia importanti cambiamenti. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/academy-award.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51759" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/academy-award.jpg" alt="" width="550" height="367" /></a></p>
<p>Giovedì 21 gennaio si è tenuta un&#8217;assemblea straordinaria durante la quale l’<strong>Academy</strong>, l’organizzazione americana che assegna i premi <strong>Oscar</strong>, ha approvato una serie di riforme sulla propria composizione. Il consiglio direttivo dell’Academy – che è composta da persone provenienti da tutto il mondo del cinema, ma che nelle ultime settimane è stata accusata di essere composta quasi solo da uomini bianchi – ha detto che intende «raddoppiare il numero di donne e di membri di minoranze<span id="singleBody">»</span> entro il 2020.</p>
<p>I cambiamenti repentini sono dovuti alle polemiche venute a galla nelle ultime settimane per cui l&#8217;Academy<span id="singleBody"> era stata accusata di razzismo dato che su 20 attori e attrici nominati per gli Oscar quest&#8217;anno, nessuno è nero. <strong>Spike Lee</strong> il regista noto per essere anche un attivista per i diritti civili, ha annunciato su Facebook che non avrebbe partecipato alla cerimonia degli Oscar per via dell’assenza di nomination ad attori neri. La decisione di Lee è stata seguita anche da <strong>Will Smith</strong> e da sua moglie Jada Pinkett, a cui si sono aggiunti anche Michael Moore, da <strong>David Oyelowo </strong>e<strong> Mark Ruffalo, </strong>candidato come Non Protagonista per<em> Spotlight</em> (ma poi ci ha ripensato e ci sarà).</span></p>
<p>Ma l&#8217;affair che sta coinvolgendo l&#8217;Academy sembra non essere facilmente risolvibile, dato che c&#8217;è anche chi ritiene che favorire gli attori afroamericani, o gli appartenenti a qualsiasi altra minoranza, sia una anch&#8217;essa una forma di discriminazione razziale. Ne è convinto <strong>Michael Caine</strong> che ha detto che non si può consegnare l&#8217;Oscar ad un attore solo perché è nero, mentre <strong>Charlotte Rampling</strong>, candidata fra le migliori attrici protagoniste per il suo ruolo in <em>45 anni</em> ha, prima, affermato lo stesso principio: &#8220;<em>Boicottare gli Oscar quest&#8217;anno è una sorta di razzismo al contrario, contro i bianchi</em>&#8220;, per ritrattare subito dopo: &#8220;<em>Sono stata fraintesa, quello che volevo dire è che in un mondo ideale ogni individuo dovrebbe avere uguali opportunità</em>&#8220;.</p>
<p>Al momento l&#8217;Academy è composta da 5.783 membri, il 94% dei quali, bianchi. Le donne sono invece 17. Dopo la riforma l’Academy sarà composta «al 48 per cento da donne e almeno dal 14 per cento di membri di minoranze, come passo iniziale».</p>
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