<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Maurizio Battista</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/maurizio-battista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Uno, anzi due</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/04/08/uno-anzi-due/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2015/04/08/uno-anzi-due/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 10:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[anzi due]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Pandolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Mahieux]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pavolini]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battista]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Tiziana Cruciani]]></category>
		<category><![CDATA[Uno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=42080</guid>
		<description><![CDATA[Maurizio Battista mattatore a metà nella commedia da lui scritta e interpretata. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2015)<br />
Uscita: 9 aprile 2015<br />
Regia: Francesco Pavolini<br />
Con: Maurizio Battista, Paola Tiziana Cruciani, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 28 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42082" title="uno_anzi_due" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Sono così tanti i comici teatrali che ultimamente sono passati al cinema, come interpreti ma anche come registi, che quasi viene da pensare che godano di incentivi particolari nel varcare questa soglia. Dalla Sconsolata Anna Maria Barbera all&#8217;ormai re del box office Checco Zalone, dal Giovanni Vernia di <em>Ti stimo fratello</em> al recentissimo Paolo Cevoli, assessore romagnolo, passato dal palco al fronte della Grande Guerra con <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/31/soldato-semplice/" target="_blank"><em>Soldato seplice</em></a>. <strong>Marizio Battista</strong> un piede nel mondo del cinema lo aveva già messo (ha lavorato con Giovanni Veronesi in <em>Viola bacia tutti</em> e ne <em>L&#8217;ultima ruota del carro</em>, oltre che con Avati e Pieraccioni), ma <strong><em>Uno, anzi due</em></strong> segna il suo debutto anche come sceneggiatore, oltre che come interprete. Il comico romano porta in sala il suo modo di fare satira (per l&#8217;occasione ripulita dalle volgarità e dalle parolacce) che trae spunto soprattutto dal quotidiano e dalla gente comune per raccontare una storia semplice di un personaggio onesto e  ingenuo che si trova, suo malgrado, a fare i conti con una situazione più grande di lui.</p>
<p>Conosciamo Maurizio (Maurizio Battista) in un momento piuttosto nero: è su Ponte Sisto e minaccia di buttarsi nel Tevere. Messo alla strette dalle sue stesse bugie, l&#8217;uomo è intenzionato a concludere la propria esistenza nel giorno del matrimonio del figlio. In suo soccorso (ma anche in un certo senso, in appoggio) arrivano numerosi personaggi, ognuno desideroso di conoscere le motivazioni alla base dell&#8217;insano gesto che Maurizio sta per compiere. Comincia così il viaggio a ritroso negli eventi che lo hanno portato a prendere questa infelice decisione: la morte del padre (<strong>Ninetto Davoli</strong>), barista ballerino e sciupafemmine e i debiti che questi gli ha lasciato, che lo costringono prima a vendere il bar di famiglia al suo dipendente cinese e poi ad abbandonare anche la propria abitazione. Il tutto sotto lo sguardo ignaro di moglie e figlio, quest&#8217;ultimo in procinto di mettere su famiglia e di usufruire dell’abitazione dei genitori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42115" title="uno-anzi-due_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Diretto da <strong>Francesco Pavolini</strong>, già regista di alcune puntate de <em>I Cesaroni</em> qui al suo esordio dietro la macchina da presa, <em>Uno, anzi due</em> non è il solito film di comici provenienti dal cabaret. Non si presenta infatti come un insieme slegato e sconclusionato di sketch attaccati l&#8217;uno all&#8217;altro, che quasi sempre contradtingue il cambio di media di un attore proveniente dai palchi, ma poggia su una struttura narrativa di fondo che funge da cornice alle vicende di Maurizio e della sua famiglia. Peccato che lo script stenti a decollare e anche a chiudersi in modo corretto, con le tante perentesi aperte lasciate allo sbando, storia del personaggio principale compresa. A parte questo, il problema principale di <em>Uno, anzi due</em> è che graffia poco e la scelta di voler realizzare un film garbato e popolare insieme appare giustificata fino a un certo punto. Perché un personaggio della piccola, anzi piccolissima, borghesia romana che vive in un palazzo con le finestre che affacciano su Piazza Vittorio (e che a occhio e croce sembra lo stesso in cui Silvio Muccino ha girato il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/23/le-leggi-del-desiderio/" target="_blank">ultimo, dimenticabile film</a>), che non dice nemmeno una parolaccia, stenta ad essere credibile fino in fondo. Nota di merito al cast, ben assortito, che regala non poche sorprese, fra tutte una <strong>Claudia Pandolfi </strong>perfettamente a proprio agio in un personaggio mai così sopra le righe.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2015/04/08/uno-anzi-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un fantastico viavai</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/12/11/un-fantastico-viavai/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2013/12/11/un-fantastico-viavai/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2013 13:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[I laureati]]></category>
		<category><![CDATA[Il ciclone]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Pieraccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battista]]></category>
		<category><![CDATA[Serena Autieri]]></category>
		<category><![CDATA[Un fantastico viavai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=33831</guid>
		<description><![CDATA[C'è davvero poco di fantastico nell'ultimo film diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2013)<br />
Uscita: 12 dicembre 2013<br />
Regia: Leonardo Pieraccioni<br />
Con: Leonardo Pieraccioni, Serena Autieri, Maurizio Battista<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/un-fantastico-via-vai.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33832" title="un-fantastico-via-vai" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/un-fantastico-via-vai.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Credo che, in linea di massima, la recensione di un nuovo film di Leonardo Pieraccioni rappresenti un discreto banco di prova per chiunque si occupi, a vario titolo, di critica cinematografica. Perché si suppone che, in qualche modo, tu debba cercare di andare oltre i luoghi comuni e i facili cliché di chi, appena gira voce che sta per uscire un suo film, è subito pronto a dire che sarà la solita favoletta inconsistente, che i tempi de <em>Il Ciclone</em> sono belli che andati e che Francesco Nuti era tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Ora, a parte il fatto che paragonare Nuti a Pieraccioni è un po&#8217; come accostare Troisi ad Alessandro Siani (oddio, c&#8217;è davvero chi lo ha fatto?), ma siamo proprio sicuri che <em>Il Ciclone</em> sia da considerarsi come lo zenith della creatività di Pieraccioni e che tutto ciò che è venuto dopo rappresenti una fase discendente del suo ciclo artistico?<br />
Non erano forse in nuce, già in quello stesso Ciclone, tutti i segni distintivi di un modo di fare cinema &#8211; e soprattutto di pensare il cinema &#8211; che abbassava drasticamente l&#8217;asticella di qualsiasi velleità artistica ai minimi termini?<br />
Lo schema &#8220;trentenne sfigato e fancazzista incontra modella sudamericana promessa in sposa a un altro e riesce a farla innamorare con la semplicità e la simpatia&#8221;, in fondo, nasce proprio in occasione di quel film e viene reiterato in maniera pedissequa per tutte le &#8220;opere&#8221; a seguire.</p>
<p>Ecco quindi che, ogni due anni, poco prima di Natale Pieraccioni campeggiava sulla locandina del suo nuovo film con la stessa identica espressione sul viso &#8211; un mix poco convinto di imbarazzo e cialtroneria &#8211; e, alle sue spalle, la modella sudamericana del film precedente veniva semplicemente rimpiazzata da un&#8217;altra. Se vogliamo essere buoni (che in fondo è Natale) e trovare, nell&#8217;intera filmografia di Pieraccioni, una flebile eccezione a questo schema, non possiamo fare altro che procedere a ritroso, ancora prima del Ciclone, e rivalutare il suo film d&#8217;esordio <em>I Laureati</em>.<br />
Ecco, ne<em> I Laureati </em>c&#8217;era una freschezza, seppure declinata in una maniera un po&#8217; facilona, che nessun altro film di Leonardo Pieraccioni ha mai più avuto.</p>
<p>Lui evidentemente questa cosa deve averla capita &#8211; ma sono più propenso a credere che gliela abbia suggerita Paolo Genovese, co-sceneggiatore chiamato qui a sostituire Giovanni Veronesi &#8211; e la via più semplice per recuperare un po&#8217; di quella freschezza deve essergli sembrata quella di fare un reboot de I Laureati o comunque un film che parlasse di giovani un po&#8217; in crisi.</p>
<p>Ma ormai Pieraccioni è sulla soglia dei cinquanta e come si fa? Semplice, si fa recitare a Pieraccioni il ruolo di un cinquantenne, stanco della routine matrimoniale e lavorativa, e lo si fa andare a vivere per pochi giorni in un appartamento di studenti fuorisede. Fin qui tutto ok. La paura che da un momento all&#8217;altro salti fuori una modella sudamericana c&#8217;è ancora, ma decidiamo di fidarci.</p>
<p>Poi succede che questi quattro studenti fuorisede siano uno più bello dell&#8217;altro, che l&#8217;appartamento in questione sembri prelevato di peso da una qualsiasi rivista di design e che &#8211; errore madornale &#8211; qualsiasi scontro generazionale tra Arnaldo Nardi (il cinquantenne in questione) e i ragazzi venga risolto nell&#8217;arco di un paio di battute. Se ci mettiamo pure che ognuno di questi ragazzi è afflitto da un problema piuttosto idealtipico (c&#8217;è la ragazza incinta ma i genitori non lo sanno, quella a cui piacciono i toyboy, il ragazzo di colore non accettato dal suocero e uno studente di medicina che non regge la vista del sangue) e che tutti e quattro questi problemi vengono risolti da Arnaldo nell&#8217;arco di una sola settimana il quadro è completo.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla che assomigli alla vita in questo film e l&#8217;idea che Pieraccioni ha dei giovani è vicina in maniera preoccupante a quella di un qualsiasi Moccia. Non c&#8217;è cattiveria, neanche laddove poteva &#8211; e doveva &#8211; esserci. C&#8217;è da dire che non c&#8217;è neanche una modella sudamericana.<br />
Ma il problema reale di questo film, al netto di una rappresentazione favolistica dell&#8217;Italia di oggi in cui un uomo può smettere di essere razzista dall&#8217;oggi al domani e non c&#8217;è un cenno che sia uno alla crisi del lavoro, è che non fa ridere.<br />
Mai.<br />
Nemmeno in quella corsa per non pagare al ristorante che cita in maniera manifesta quei Laureati di cui si parlava poc&#8217;anzi. E se un film di Pieraccioni non riesce a strappare neanche una risata in 95 minuti viene davvero da chiedersi quale possa essere la sua utilità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2013/12/11/un-fantastico-viavai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
