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	<title>Movielicious &#187; Michael Fassbender</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Codice criminale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 05:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michael Fassbender e Brendan Gleeson ottimi protagonisti dell'intenso crime-thriller diretto da Adam]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Trespass Against Usa, Gran Bretagna 2016)<br />
Uscita: 28 giugno 2017<br />
Regia: Adam Smith<br />
Con: Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Lyndsey Marshall, Rory Kinnear<br />
Durata: 1 ora e 39 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/trespassagainstus2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56367" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/trespassagainstus2.jpg" alt="trespassagainstus2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il crimine, nella sua accezione più squisitamente cinematografica, ha spesso a che fare con difficili dinamiche familiari. Senza per forza scomodare i Corleone, basti pensare ai gemelli Kray del recente <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/24/legend-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Legend</a> e alla (splendida) serie TV Peaky Blinders, anche solo per restare in Gran Bretagna.<br />
E, nell’inglesissimo <em><strong>Codice criminale</strong></em>, l’elemento “famiglia” è quasi più centrale del crimine stesso, che, nel caso di Colby Cutler (<strong>Brendan Gleeson</strong>) e di suo figlio Chad (<strong>Michael Fassbender</strong>), viene declinato per lo più in furti di poco conto e scorribande ubriache in giro per il Gloucestershire. Come se a contare non fosse tanto l’utile che si trae dall’atto del delinquere quanto più il semplice gesto del contrapporsi a qualsivoglia forma di autorità, che sia l’odioso bobby interpretato da Rory Kinnear o l’istituzione scolastica.<br />
Perché i Cutler sono “nomadi” nell’accezione più ampia del termine, a partire dal rifiuto ostinato di appartenere a una comunità che non sia formata da una serie di roulette disposte attorno a un fuoco, fino al mettere in discussione verità considerate ormai assiomatiche – per lo meno dai “gorgie”, termine dispregiativo con cui Colby chiama chiunque viva al di fuori dalla sua cerchia – come che la terra sia tonda. Il problema è che Chad, oltre ad essere figlio, è a sua volta padre di Ty, un bambino di soli sette anni per il quale vorrebbe una vita diversa dalla sua e che invece subisce in maniera sempre più forte la fascinazione del suo pericoloso stile di vita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Trespass-Against-Us.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56368" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Trespass-Against-Us-1024x681.jpg" alt="Trespass-Against-Us" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>Il senso dell’opera prima di<strong> Adam Smith</strong> è, di fatto, tutto nel suo titolo originale.<br />
Quel <strong>Trespass Against Us</strong> che, oltre a citare il Padre nostro, evidenziando così la natura fortemente biblica del dramma familiare rappresentato, suggerisce il radicale ribaltamento di prospettiva da parte di una comunità di trasgressori che, pur percependosi come tale, vive il mondo esterno come una minaccia verso l’integrità del proprio status di outsider.<br />
Se il patriarca Colby richiama alla mente la figura di padre burbero di quel capolavoro sottovalutato che è <em>Niente per bocca</em> di Gary Oldman (del resto il protagonista di quell film, Ray Winstone, e Gleeson sono attori simili e quasi intercambiabili, non solo per stazza), la visione del nucleo familiare vissuto come comunità chiusa e autosufficiente non può non ricordare Animal Kingdom.<br />
Anche se il fulcro di <strong>Codice criminale</strong> è senza alcun dubbio Fassbender che, oltre a indovinare il primo film da <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/20/steve-jobs-recensione/" target="_blank">Steve Jobs</a></em>, dona al personaggio di Chad tutta la complessità insita nel trovarsi in bilico tra un ambiente che, per quanto inospitale, si è abituati a percepire come casa e la volontà di garantire ai propri figli un future migliore.</p>
<p>Attraverso di lui Smith costruisce un apologo (anti)morale in cui il pubblico è, per forza di cose, costretto a empatizzare con idealtipi umani sgradevoli le cui azioni non vengono mai in alcun modo giustificate – come parte della critica estera ha erroneamente sentenziato – ma semmai contestualizzate.<br />
Man mano che il protagonista sviluppa una coscienza più lucida muta anche lo stile visivo del regista che, da documentaristico, si fa più astratto fino a un finale che, nel suo aprirsi al sogno come ultimo spiraglio di speranza, in parte pregiudica la componente più cupa e noir della pellicola. Ma, se si considera come l’insospettabile punto di partenza ispirativo dietro questo Codice criminale sia la sgangherata comunità gitana descritta da Emir Kusturica in<em> Gatto nero, gatto bianco</em>, anche il suo epilogo sembra acquisire un senso.<br />
È un film bello e potente <strong>Codice criminale</strong>, con un paio di scene di livello assoluto (la corsa in macchina iniziale e la fuga notturna di Fassbender tra i boschi), due protagonisti in stato di grazia e giusto qualche caduta di ritmo.<br />
Oltre al fatto di porre l’attenzione su un fenomeno sociale, quello dei pavee, poco rappresentato al cinema, se non in misconosciuti (e soprattutto mal distribuiti) film irlandesi come <em>King of the Travellers</em> di Mark O’Connor e il bel documentario del 2005 <em>Pavee Lackeen</em>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alien: Covenant</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/09/alien-covenant-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 May 2017 14:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ridley Scott]]></category>

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		<description><![CDATA[Prolisso e poco incisivo, il secondo capitolo della trilogia prequel di Alien non ci ha convinti. Ecco]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 11 maggio 2017<br />
Regia: Ridley Scott<br />
Con: Michael Fassbender, Katherine Waterston, Billy Crudup, Danny McBride<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Alien_Covenant_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56074" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Alien_Covenant_1.jpg" alt="Alien_Covenant_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em><strong>Alien: Covenant</strong></em>, secondo capitolo della trilogia prequel di <em>Alien</em>, inizia una decina di anni dopo la fine di <em><a href="http://www.movielicious.it/2012/09/13/prometheus/" target="_blank">Prometheus</a></em>, su una nave che trasporta migliaia di coloni dormienti alla volta di un pianeta dalle caratteristiche abitative simili a quelle della Terra (Origae-6) dove si spera di costruire un nuovo avamposto per l’umanità. L’unico sveglio a bordo è l’androide Walter (<strong>Michael Fassbender</strong>) che, in seguito a una tempesta stellare, è costretto a risvegliare anzitempo gli altri membri dell’equipaggio.<br />
Quando riceve segnali di presenza umana da un pianeta sconosciuto alle mappe e molto più vicino rispetto a Origae-6, la squadra decide di compiere una deviazione sulla rotta di marcia per andare ad esplorarlo.<br />
Quello che, a prima vista, sembra un paradiso inesplorato, si rivelerà essere in realtà un inferno in piena regola.<br />
Nel pieno rispetto dei tempi saggiamente dettati dal marketing, pare che <strong>Ridley Scott</strong> stia finalmente per riportarci a bordo della Nostromo.<br />
Il problema, semmai, è che rischia di farlo nel peggiore dei modi.<br />
Dopo un inizio folgorante che, sebbene slegato dalla storia che sta per raccontare, ne traccia le coordinate, per così dire, filosofiche, <em><strong>Alien: Covenant</strong></em> si instrada sui consueti binari narrativi a cui la saga ci ha ormai abituato, fatti di presentazione dei personaggi, accumulo sistematico di elementi perturbanti e, infine, deflagrazione della minaccia aliena con conseguente decimazione dell’equipaggio di turno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Alien_Covenant_2.png"><img class="alignnone wp-image-56075 " src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Alien_Covenant_2.png" alt="Alien_Covenant_2" width="606" height="252" /></a></p>
<p>È chiaro però fin da subito che qualcosa non va per il verso giusto, e non solo per la spedizione interstellare della Covenant.<br />
Sarà la perdita dell’elemento amarcord, esauritosi in parte già con l’ingiustamente vituperato <em>Prometheus</em>, o uno script che inanella uno dopo l’altro tutti gli errori che un equipaggio non dovrebbe mai commettere in presenza di uno <strong>xenomorfo</strong> incredibilmente vorace, ma il tanto atteso ponte narrativo tra le due saghe proprio non gira a dovere.<br />
Molta della responsabilità è in ogni caso ascrivibile allo stesso demiurgo Scott il quale spreca buona parte del credito accumulato presso il pubblico grazie all’ottimo <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/30/sopravvissuto-the-martian/" target="_blank"><em>Sopravvissuto – The Martian</em></a> con un’opera diretta sì in maniera esemplare (e ci mancherebbe altro) ma che ha il suo maggior difetto nell’aggiungere poca carne al fuoco e, più in generale, nei reiterati tentativi di mascherare il proprio status di survival horror dietro eccessive – e soprattutto non richieste – suggestioni di natura più alta, che siano il Wagner de L’entrata degli dei nel Valhalla omaggiato a più riprese o i quadri del simbolista svizzero Arnold Böcklin.<br />
L’autore sembra in pratica più interessato al confronto/scontro tra l’androide Fassbender e il suo doppelgänger mosso da istanze vagamente nazi che non alla produzione di un meccanismo che faccia davvero paura.<br />
Solo che in un film della saga di Alien tutto ciò non è accettabile, così come si fatica a tollerare il ridicolo involontario di certi dialoghi e situazioni. Basti pensare alla scena in cui, subito dopo aver visto alcuni dei propri compagni dilaniati dal macrocefalo alieno, due dei protagonisti non trovano nulla di strano nell’improvvisare un amplesso sotto la doccia.</p>
<p>Più di una volta, durante la visione, tornano alla mente le immagini del recente <a href="http://www.movielicious.it/2017/03/23/life-non-oltrepassare-il-limite-recensione/" target="_blank"><em>Life – Non oltrepassare il limite</em></a>, vero atto d’amore di Daniel Espinosa non solo al franchise di Scott ma a tutto l’horror sci-fi più fiero della propria appartenenza a una fantomatica Serie B.<br />
<em><strong>Alien: Covenant</strong></em>, al contrario, annega i suoi pochi punti di forza (leggi le rare ed eccezionali apparizioni del mostro) in un mare magnum di spiegoni sull’etica e sull’eterno conflitto tra quali siano i confini da non valicare nella scienza.<br />
Manca in sintesi la cupezza di fondo e, complice la volontà di riportare a casa un primo prequel che si era allontanato forse troppo dalla nave madre, anche un po’ di coerenza interna.<br />
A dirla tutta manca anche – e non ce ne voglia la pur volenterosa <strong>Katherine Waterston</strong> – una protagonista dotata di un carisma anche solo minimamente memore di quello della Ripley di Sigourney Weaver.<br />
Ma il fan di Alien – che è in genere assai meno ortodosso di uno qualsiasi di quei nerd pronti a imbracciare le armi laddove un cinecomic non rispetti in pieno le proprie aspettative – prende e porta a casa, confortato se non altro dal fatto che, per quanto Ridley Scott possa impegnarsi ad allungare il brodo, la fine è nota.<br />
Ed è il capolavoro con cui, nel 1979, l’autore ha riscritto molte delle regole dell’horror moderno.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Song to Song</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 10:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amori, ossessioni, musica e tradimenti: l'ultimo film di Terrence Malick è pieno di bellezza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 10 maggio 2017<br />
Regia: Terrence Malick<br />
Con: Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender, Natalie Portman, Cate Blanchett<br />
Durata: 2 ore e 9 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Song-to-Song-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56060" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Song-to-Song-1.jpg" alt="Song-to-Song-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>«<em>A volte basta un accordo, uno solo</em>». Così recita la sacerdotessa del rock <strong>Patti Smith</strong> a un certo punto di <strong><em>Song to Song</em></strong>. Un aforisma che <strong>Terrence Malick</strong> sembra aver sposato, fatto proprio e riadattato al suo cinema dai tempi di <a href="http://www.movielicious.it/2011/05/17/the-tree-of-life-il-red-carpet/" target="_blank"><em>The Tree of Life</em></a>. Con la pellicola vincitrice della Palma d&#8217;Oro a Cannes nel 2011, il regista americano ha infatti iniziato un percorso ben preciso, impostando la sua arte su una monotonia costante e riconoscibile, inseguita anche in <em>To the Wonder</em> e <a href="http://www.movielicious.it/2015/06/27/37-festival-di-mosca-giorno-8/" target="_blank"><em>Knight of Cups</em></a>. Ma quando ci aveva ormai del tutto convinti che la sua riflessione sul cinema stava andando definitivamente verso la disgregazione dell&#8217;oggetto filmico, tramutato in situazioni, momenti e suggestioni quasi del tutto privi di nessi narrativi a sostenerlo, ecco che con Song to Song si avverte una leggera inversione di rotta e, del film, si intravede persino una trama. Labile e fluida, che continua a rispecchiare un&#8217;istanza creativa libera e spontanea, ma pur sempre una trama.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Song_to_song_2.png"><img class="alignnone size-large wp-image-56061" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Song_to_song_2-1024x434.png" alt="Song_to_song_2" width="1024" height="434" /></a></p>
<p>BV (<strong>Ryan Gosling</strong>) è un musicista in cerca di successo con l&#8217;aiuto della compagna, musicista anche lei, (<strong>Rooney Mara</strong>) e del suo produttore Cook (<strong>Michael Fassbender</strong>). Tra i tre si instaura un legame che va oltre il semplice rapporto professionale e che coinvolge anche la giovane cameriera Rhonda (<strong>Natalie Portman</strong>). Di sfondo c&#8217;è <strong>Austin</strong>, Texas, capitale della musica live, nota per i suoi numerosi festival musicali e per le masse di aspiranti musicisti in cerca di successo e libertà creativa. Malick ha girato il film durante tre festival musicali: l’Austin City Limits Festival, il South by Southwest e il Fun Fun Fun Fest, sfruttando nel film le apparizioni di Iggy Pop, dei Florence and the Machine, di Patti Smith (che dispensa consigli a Faye) dei Red Hot Chili Peppers e di tanti altri artisti.</p>
<p>Si passa così, di canzone in canzone, dalle platee oceaniche di fan che affollano le esibizioni dei loro idoli, ai primi piani sul volto di una Rooney Mara mai così bella, intimi e silenziosi. Nel raccontare a modo suo le difficoltà dell&#8217;amore in ogni sua forma con lo stile rarefatto che lo contraddistingue, Malick si serve ancora una volta dell&#8217;occhio sapiente di <strong>Emmanuel Lubezki</strong> che, perfettamente in grado di cogliere le necessità artistiche del regista, sposta ancora più in alto il livello di astrazione delle immagini, regalando loro una spontaneità e una poeticità impressionanti, con la macchina da presa che si muove leggera, oscillando e ondeggiando come fosse una farfalla.<br />
C&#8217;è bellezza ovunque in <strong><em>Song to Song</em></strong>, nei volti dei suoi protagonisti (anche se tra tutti Malick sembra voler indugiare di più su quello di una diafana <strong>Cate Blanchett</strong>), nelle numerose inquadrature di mani che accarezzano corpi, che tentano di afferrarli, che si stringono e che si lasciano, negli sguardi non rivolti, in quelli cercati e rincorsi. E c&#8217;è quell&#8217;apparente mancanza di regole che ha fatto di Malick l&#8217;autore delle contraddizioni, quello che si odia o si ama, al quale va sicuramente riconosciuto il merito di aver riscritto la grammatica filmica e aperto lo sguardo su di un mondo espressivo sconosciuto, fatto di flussi di coscienza e turbinii emozionali, all&#8217;interno di una dimensione che valica i confini delle arti visive.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Terrence Malick ha incontrato il pubblico del South by Southwest</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 13:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/malick-fassbender-sxsw.png"><img class="alignnone size-full wp-image-55624" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/malick-fassbender-sxsw.png" alt="malick-fassbender-sxsw" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Mezz&#8217;ora di <strong>Terrence Malick</strong> che non indossa occhiali, né cappello. Praticamente un miracolo! L&#8217;occasione è stata una Q&amp;A trasmesso in diretta su Facebook ad Austen, Texas, in occasione della premiére di <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/02/18/il-trailer-di-song-to-song-il-film-diretto-da-terrence-malick/" target="_blank">Song to Song</a></strong></em>, l&#8217;ultima pellicola del regista de <em>La sottile linea rossa</em>, girato proprio nella città texana nell’arco di 40 giorni e presentato al festival cinematografico e musicale <strong>SXSW</strong> (<strong>South by Southwest</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsongtosongmovie%2Fvideos%2F1297997903580873%2F&amp;show_text=0&amp;width=400" width="400" height="400" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Insieme a <strong>Michael Fassbender</strong>, uno dei protagonisti del film e al moderatore dell&#8217;incontro, il regista <strong>Richard Linklater</strong>, Malick ha raccontato che in principio aveva un montato di otto ore per <em><strong>Song to Song</strong></em>, tanto da pensare che più che un film, sarebbe stata una mini serie. Poi è riuscito a compiere i tagli necessari per ottenere una durata cinematografica (anche se comunque consistente, dato che si tratta pur sempre di due ore e mezza).</p>
<p>La sinossi di <em><strong>Song to Song</strong></em>, che arriverà nei cinema americani il prossimo 17 marzo: <em>Sullo sfondo della scena musicale di Austin, in Texas, due coppie – gli autori di canzoni Faye (<strong>Rooney Mara</strong>) e BV (<strong>Ryan Gosling</strong>) e il guru musicale Cook (Michael Fassbender) e una cameriera che lo segue (<strong>Natalie Portman</strong>) – cercano il successo in un vortice di Rock ’n’ Roll, seduzione e tradimento.</em></p>
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		<title>Il trailer di Song to Song, il film diretto da Terrence Malick</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 14:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Musica, romanticismo, tradimenti e un cast di stelle: da Gosling a Portman e Fassbender.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/song-to-song.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55351" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/song-to-song.jpg" alt="song-to-song" width="650" height="360" /></a></p>
<p>Eccolo, il trailer di<em><strong> <em><strong>Song to Song</strong></em></strong></em>, il nuovo <strong>film</strong> di <strong>Terrence Malick</strong> che ha come protagonisti <strong>Ryan Gosling, Michael Fassbender, Natalie Portman </strong>e<strong> Rooney Mara</strong>.</p>
<p>Come riportato da <em>Indiewire</em>,  <em><strong>Song to Song</strong></em> uscirà nelle sale statunitensi il 17 marzo 2017 e vedrà nel cast, oltre agli attori già menzionati, anche <strong>Christian Bale, Cate Blanchett</strong>, <strong>Val Kilmer</strong>, <strong>Benicio Del Toro</strong> e <strong>Holly Hunter</strong>.</p>
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<p>La sinossi: <em>In questa moderna storia d’amore ambientata nella scena musicale di Austin, due coppie di cantautori Faye (Rooney Mara) e BV (Ryan Gosling) e il magnate della musica Cook (Michael Fassbender), insieme ad una cameriera in trappola (Natalie Portman), inseguono il successo attraverso un paesaggio rock ‘n’ roll fatto di seduzione e tradimento.</em></p>
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