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	<title>Movielicious &#187; Nessuno si salva da solo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Nessuno si salva da solo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 13:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Galiena]]></category>
		<category><![CDATA[Jasmine Trinca]]></category>
		<category><![CDATA[Margaret Mazzantini]]></category>
		<category><![CDATA[Nessuno si salva da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Castellitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sergio Castellitto dirige Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca in un melodramma pretenzioso e affaticato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 5 marzo 2015<br />
Regia: Sergio Castellitto<br />
Con: Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Galiena<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/nessuno_si_salva_da_solo_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41507" title="nessuno_si_salva_da_solo_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/nessuno_si_salva_da_solo_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Gaetano (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>) e Delia (<strong>Jasmine Trinca</strong>) sono una coppia colta nel bel mezzo della loro crisi matrimoniale.<br />
Nessuno dei due è particolarmente entusiasta di ritrovarsi a cena insieme all&#8217;altro proprio al centro di un ristorante così affollato e pieno di gente allegra, ma c&#8217;è da organizzare le vacanze estive insieme ai figli e quindi è necessario.<br />
Nell&#8217;arco della serata, il confronto,  dapprima piuttosto acido e serrato, attraversa diverse fasi emotive e li porta, tra una recriminazione e l&#8217;altra, a ricordare i momenti più significativi del loro rapporto senza negare o negarsi nulla, che sia la malinconica nostalgia dell&#8217;innamoramento o la progressiva e inesorabile decadenza di un amore che appare ormai giunto al capolinea.</p>
<p>&#8220;Where did it all go wrong?&#8221;.<br />
Se lo chiedevano Ryan Gosling e Michelle Williams, mentre assistevano inermi al lento dissolversi del loro matrimonio nell&#8217;eccezionale <a href="http://www.movielicious.it/2013/02/12/blue-valentine/" target="_blank"><em>Blue Valentine</em></a> di Derek Cianfrance ed è più o meno la stessa domanda che sembrano farsi anche Gaetano e Delia in questa quinta regia di <strong>Sergio Castellitto</strong> che, come di consueto, si poggia totalmente sulle parole e sulle suggestioni di <strong>Margaret Mazzantini</strong>, sodale (e moglie) dell&#8217;autore fin dall&#8217;esordio di<em> Libero Burro</em>.<br />
Ed è quanto meno interessante che sia proprio una coppia, sia nell&#8217;arte che nella vita, a raccontare la fine di un&#8217;altra coppia attraverso due piani, uno sincronico e l&#8217;altro diacronico, che si intrecciano.<br />
Se l&#8217;impianto del presente è evidentemente teatrale, con un proscenio (il ristorante), un pubblico (i molti commensali) e i due protagonisti al centro, a rappresentare la staticità di un presente bloccato, il dinamismo dei ricordi è invece assicurato da una serie di flashback che, ripercorrendo l&#8217;intero arco della loro storia d&#8217;amore, concedono maggiore respiro cinematografico all&#8217;opera.<br />
Quasi come se i segnali della fine di un sentimento possano rimanere incastrati tra le pieghe dei ricordi, <em><strong>Nessuno si salva da solo</strong></em> prova quindi a cristallizzare l&#8217;attimo per procedere a ritroso alla ricerca di un evento, anche infinitesimale, che divida tutto in un prima e un dopo rendendolo più chiaro.<br />
Trattandosi però di vita reale, seppur romanzata per fini drammaturgici, appare chiaro come ciò non sia affatto possibile.<br />
Non sono stati infatti né la routine, né i figli e le responsabilità che comportano, né tanto meno l&#8217;infedeltà coniugale a dirottare Gaetano e Delia sulla strada per quel ristorante.<br />
Molto semplicemente è stata la vita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/nessuno_si_salva_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41508" title="nessuno_si_salva_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/nessuno_si_salva_2.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a></p>
<p>E di vita, ahinoi, in <em>Nessuno si salva da solo</em> non è che ce ne sia proprio moltissima.<br />
Colpa principalmente della matrice letteraria del film e, in particolare, dello stile della sua autrice, troppo compiaciuto nella costruzione di frasi che vorrebbero denotare spessore, ma che finiscono per allontanarsi drasticamente da ciò che la gente direbbe davvero in contesti similari.<br />
Per carità, l&#8217;idea di suggerire incomunicabilità mediante l&#8217;uso di battute altamente inverosimili potrebbe andare anche bene,  ma a patto che tu sia Michelangelo Antonioni e, più che al concetto di realismo stricto sensu, sia interessato ad una forma di stilizzazione della realtà.<br />
E non è questo il caso.<br />
<em>Nessuno si salva da solo </em>invece poteva &#8211; e in qualche modo doveva &#8211; essere il vero sequel emotivo che <em>Baciami ancora</em> non è riuscito ad essere per <em>L&#8217;ultimo bacio</em>.<br />
L&#8217;evidenza di questa eredità sta tutta nello spaesamento che Scamarcio e Jasmine Trinca &#8211; giovani adulti messi di fronte ad una vita che immaginavano diversa &#8211;  portano impresso negli occhi per l&#8217;intera durata del film e che rende molto bene la sensazione che si ha, a volte, di essere in balia degli eventi senza più alcun potere decisionale.<br />
Ecco, se solo la sceneggiatura si fosse concentrata maggiormente su questo elemento, invece di andare cercando la poesia anche laddove non è affatto detto che poesia debba o possa esserci, forse ora ci troveremmo di fronte a una sorta di <em>Blue Valentine</em> italiano.<br />
Purtroppo non è così ed è un vero peccato.<br />
Perché Castellitto con la macchina da presa è bravo (ma del resto lo aveva già dimostrato) e i momenti migliori del film sono proprio quelli in cui, andando in direzione esattamente contraria rispetto allo script della Mazzantini, si ferma ad osservare i silenzi, lasciando che questi parlino attraverso gli occhi dei protagonisti.<br />
Fino quasi a rendere gli occhi stessi i veri protagonisti del film.</p>
<p><strong>Voto </strong> 5</p>
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		<title>Il Festival di Roma premia Tomas Milian</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 13:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giona Nazzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Marc'Aurelio Acting Award alla carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Monnezza]]></category>
		<category><![CDATA[Nessuno si salva da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Milian]]></category>

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		<description><![CDATA[All'attore di origine cubana il Marc'Aurelio Acting Award alla carriera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tomas-milian.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39029" title="PRESENTAZIONE MINISERIE TV  &quot;C'ERA LA MALAVITA&quot;" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tomas-milian.jpg" alt="" width="460" height="342" /></a></p>
<p>«<em><strong>Tomas Milian</strong></em> <em>e Roma sono sinonimo l’uno dell’altra. Milian ha costruito a Roma, intorno a una figura che reca in sé i tratti di quella cultura popolare romana ancora non completamente assorbita dalla società dei consumi di cui Pier Paolo Pasolini in poesia è stato il cantore più alto e Luigi Magni lo storiografo più attendibile, il maggiore successo della sua carriera, quello più duraturo, che gli ha permesso di assurgere alle dimensioni di autentica icona dell’immaginario collettivo. Roma premiando Milian omaggia l’ultimo cantore della città, un artista incomparabile, unico, che ha toccato il cuore di milioni di romani e di italiani sparsi in tutto il mondo</em>».</p>
<p>Queste le parole con<strong> </strong>cui il comitato selezionatore del <strong><a href="http://www.movielicious.it/2014/09/29/festival-internazionale-del-film-di-roma-2014-ecco-il-programma/">Festival del Film di Roma</a></strong> ha motivato l&#8217;assegnazione del <strong>Marc&#8217;Aurelio Acting Award alla carriera </strong>a Tomas Milian. Il premio gli verrà consegnato nel corso della serata d&#8217;apertura del 16 ottobre, da Sergio Castellitto (che ha scelto proprio Milian come interprete del suo nuovo film, <strong><em>Nessuno si salva da solo</em></strong>). L&#8217;attore sarà anche protagonista di una masterclass durante la quale incontrerà il pubblico, <span style="color: #000000;">moderata dai membri del comitato di selezione del Festival Giona Nazzaro e Manlio Gomarasca.</span></p>
<p>&#8220;Per me è come ricevere l&#8217;Oscar. Sono supercontento e molto grato&#8221; ha commentato Milian da Miami, città in cui vive ormai da vent&#8217;anni.</p>
<p>Mito indiscusso del cinema popolare e di genere, tra gli interpreti più amati del poliziottesco e dello spaghetti western, Tomas Milian ha lavorato con i migliori registi italiani: è in <em>Vamos a matar, compañeros</em> di Sergio Corbucci, in <em>Milano odia: la polizia non può sparare </em>di Umberto Lenzi, ne <em>I quattro dell&#8217;apocalisse</em> di Lucio Fulci, in <em>40 gradi all&#8217;ombra del lenzuolo</em> di Sergio Martino e ne <em>La banda del trucido</em> di Stelvio Massi. Nel 1976 arriva il personaggio del <strong>Monnezza</strong>, che nasce ufficialmente in<em><strong> </strong>Il trucido e lo sbirro</em> di Umberto Lenzi. Corteggiato da autori internazionali, ritroviamo Milian al fianco di Dennis Hopper in <em>Fuga da Hollywood</em>, di Claude Chabrol in <em>Pazzi borghesi</em>, di Abel Ferrara in <em>Oltre ogni rischio</em>, di Tony Scott in <em>Revenge</em>, di Sidney Pollack in <em>Havana</em>, di Oliver Stone in <em>JFK</em>, di Steven Soderbergh in <em>Traffic</em> e di Steven Spielberg in <em>Amistad</em>.</p>
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