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	<title>Movielicious &#187; Rene Russo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il trailer di Velvet Buzzsaw con Jake Gyllenhaal</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 11:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Gilroy]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Gyllenhaal]]></category>
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		<category><![CDATA[Velvet Buzzsaw]]></category>

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		<description><![CDATA[Il thriller diretto da Dan Gilroy sarà su Netflix dal 1° febbraio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/velvet-buzzsaw.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57941" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/velvet-buzzsaw.jpg" alt="velvet-buzzsaw" width="650" height="396" /></a></p>
<p>Dopo il notevole <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/11/12/lo-sciacallo-nightcrawler/" target="_blank">Lo sciacallo – Nightcrawler</a> (vincitore dell&#8217; Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale)</em><strong> Dan Gilroy </strong>torna a collaborare con<strong> Jake Gyllenhaal</strong> in <em><strong>Velvet Buzzsaw</strong>,</em> il thriller scritto e diretto dal regista americano che sarà disponibile su <strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/06/06/netflix-da-i-numeri-entro-il-2022-128-milioni-di-abbonati/" target="_blank">Netflix</a> dal 1° febbraio</strong>. Nel cast di <em><strong>Velvet Buzzsaw</strong></em>, anche <strong>Rene Russo</strong>, <strong>Toni Collette</strong>, <strong>Tom Sturridge</strong> e <strong>John Malkovich</strong>. Di seguito il trailer del film, sia in lingua originale che in italiano.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/XdAR-lK43YU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Q1wW-PXKyZc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Velvet Buzzsaw</strong> </em>è un thriller ambientato nel mondo dell’arte contemporanea a Los Angeles, tra gli artisti più quotati e grandi collezionisti disposti a pagare prezzi esorbitanti per acquistare le loro opere.</p>
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		<title>Lo stagista inaspettato</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 07:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Hathaway]]></category>
		<category><![CDATA[Lo stagista inaspettato]]></category>
		<category><![CDATA[Nancy Meyers]]></category>
		<category><![CDATA[Rene Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Robert De Niro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gap generazionale tra Anne Hathaway e Robert De Niro, fulcro della nuova, garbata commedia di Nancy]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Intern, USA 2015)<br />
Uscita: 15 ottobre 2015<br />
Regia: Nancy Meyers<br />
Con: Robert De Niro, Anne Hathaway, Rene Russo<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_intern.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44882" title="the_intern" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_intern.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ben Whittaker (<strong>Robert De Niro</strong>) è un settantenne vedovo e profondamente annoiato dalla sua vita da pensionato. Desideroso di ripartire da zero, accetta quindi di buon grado la partecipazione a un insolito programma per stagisti senior presso una società emergente che vende online articoli d&#8217;abbigliamento. Finisce col diventare assistente personale della giovane fondatrice dell&#8217;azienda Jules (<strong>Anne Hathaway</strong>) la quale, sulle prime riluttante, scopre ben presto un&#8217;inaspettata sintonia con l&#8217;attempato stagista che, ben lungi dall&#8217;essere un peso, si rivela un utile consigliere sia in ambito professionale che per quanto riguarda alcuni delicati problemi di natura più strettamente personale.</p>
<p>Poche storie, <strong>Nancy Meyers</strong> è proprio di un&#8217;altro livello. Autrice di solidissima scuola che, con un occhio rivolto al passato e i piedi ben  piantati nel presente, costruisce con le sue commedie un ideale ponte generazionale tra Peter Bogdanovich e Judd Apatow passando per James L.Brooks. All&#8217;interno delle sue sceneggiature, classico e moderno si rincorrono per incrociarsi spesso in prossimità degli angoli a lato delle inquadrature principali, leggermente fuori campo e, a volte, addirittura dentro singole battute che, già da sole, valgono il prezzo del biglietto.<br />
Se si esclude l&#8217;ancora acerbo esordio alla regia di <em>Genitori in trappola</em>, in ogni suo film l&#8217;autrice è sempre riuscita a portare avanti con enorme garbo e una coerenza invidiabile, una lenta e lucida ridefinizione della sophisticated comedy di stampo classico che scorre nei solchi tracciati anni orsono dalla compianta e insuperata Nora Ephron, inarrivabile nume tutelare di chiunque si approcci al genere leggero.<br />
Il risultato sono un pugno di opere capaci di divertire senza mai rinunciare alla sostanza, che per l&#8217;autrice si sviluppa per lo più attorno ad alcuni snodi centrali del vivere oggi.<br />
Che sia l&#8217;annosa questione dell&#8217;incomunicabilità tra i sessi (<em>What Women Want</em>) o il dilagare del fenomeno delle famiglie allargate (<em>E&#8217; complicato</em>) la Meyers si rivela maestra nel creare materiale dall&#8217;alto coefficiente comico senza però mai cedere alle lusinghe del trivio spiccio o anche solo adagiarsi sui meccanismi della facile battuta.<br />
E se è vero che questo <strong><em>Lo stagista inaspettato</em></strong> si attesta su livelli un po&#8217; più bassi rispetto ai suoi standard abituali, è altrettanto vero che lo stile risulta intatto e invariato.<br />
L&#8217;autrice parte dalla descrizione di una moderna start up &#8211; una di quelle società nascenti piene di possibilità, open space e impiegati tutti molto sorridenti (seppure stressatissimi) e incredibilmente hipster &#8211; e vi inserisce un elemento di disturbo, in questo caso uno stagista settantenne.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_intern_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44883" title="the_intern_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_intern_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Per quanto però l&#8217;incontro/scontro iniziale tra quest&#8217;ultimo e la giovane workaholic Anne Hathaway (bravissima l&#8217;attrice nel guadagnarsi a pieni voti il titolo di &#8220;Meg Ryan degli anni dieci&#8221;) funga da motore per il maggior numero di risate, è chiaro fin da subito come, al netto degli scontati misunderstanding dovuti al gap generazionale, tra i due ci sia ben altro.<br />
In quest&#8217;ottica il rapporto di scambio che si viene a creare tra i protagonisti è molto simile a quello che si instaurava tra Kate Winslet e Eli Wallach ne <em>L&#8217;amore non va in vacanza</em> (ad oggi, il vero capolavoro della Meyers) e assume le forme di un sentito elogio di qualsiasi forma di old school, rappresentata da un impeccabile De Niro, in completo elegante e ventiquattrore, per nulla a disagio in mezzo a uno stuolo di neolaureati in comunicazione ossessionati dalla cultura del casual.<br />
Allo stesso modo in cui la Meyers prende la leggerezza vecchio stampo di un Frank Capra per applicarla alla trattazione di argomenti indiscutibilmente moderni, così il vecchio Ben smonta il sarcasmo saccente dei suoi giovani colleghi dimostrando loro come i vecchi metodi di una volta siano tuttora applicabili con successo a qualsiasi contesto professionale. In altre parole, cambiano gli strumenti (tablet, PC, smartphone) ma le problematiche di fondo restano le stesse.<br />
Se poc&#8217;anzi si accennava a un risultato non proprio all&#8217;altezza dei precedenti film dell&#8217;autrice è principalmente perché il giochino a tratti mostra un po&#8217; la corda (certe svolte narrative sono un po&#8217; troppo telefonate) e risente dell&#8217;eccessiva verbosità di alcuni passaggi che contribuiscono ad allungare un minutaggio che aveva ben pochi motivi di sforare le due ore.<br />
Poi c&#8217;è un altro discorso che, mi rendo anche conto, è suscettibile di sconfinare nel troppo soggettivo ma, in effetti, vedere Robert De Niro relegato ormai da anni (diciamo da <em>Ti presento i miei</em>) al ruolo dell&#8217;attempato comprimario fa sempre male.<br />
Soprattutto quando il suo corredo di smorfie e faccette gigione tende ad arricchirsi ulteriormente come in questo caso. Quindi sì, <em>Lo stagista inaspettato</em> resta nel complesso una piacevole visione. Ma solo a patto di non pensare mai, per quelle due ore, a qualsiasi cosa De Niro abbia fatto prima di <em>Jackie Brown</em>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Lo sciacallo &#8211; Nightcrawler</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 07:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Superbo thriller giornalistico ambientato nelle cupe notti losangeline e interpretato da uno straordinario]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Nightcrawler, USA 2014)<br />
Uscita: 13 novembre 2014<br />
Regia: Dan Gilroy<br />
Con: Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Notorious</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/nightcrawler_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39639" title="nightcrawler_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/nightcrawler_1.jpg" alt="" width="499" height="282" /></a></p>
<p>Lou Bloom (<strong>Jake Gyllenhaal</strong>) è un giovane spiantato che, non riuscendo a trovare lavoro, si arrabatta rubando e materiale edile da rivendere, a prezzi stracciati, alle imprese di costruzione.<br />
Testimone involontario di un incidente stradale, una notte Lou assiste all&#8217;arrivo di una troupe televisiva accorsa in loco per riprendere i particolari della sciagura.<br />
Decide quindi di munirsi di una videocamera e di passare le notti in macchina correndo, spesso addirittura in anticipo rispetto all&#8217;arrivo dei soccorsi, sui luoghi delle emergenze per catturare immagini cruente da vendere alle emittenti televisive per le news del mattino.<br />
Il successo immediato dei suoi filmati rende Lou sempre più spregiudicato e insensibile verso il dolore altrui, fino a spingerlo a interferire con l’arresto di due pericolosi criminali pur di ottenere un ulteriore e remunerativo scoop.<br />
Certi limiti però, una volta superati, comportano un prezzo piuttosto alto da pagare.</p>
<p><strong>Dan Gilroy</strong> (già sceneggiatore di <em>The Bourne Legacy</em>) fa il suo esordio alla regia con questo potentissimo e lucido apologo sulle possibili derive della TV verità abilmente travestito da thriller e da poco presentato al <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/24/festival-di-roma-2014-giorni-7-e-8/">Festival Internazionale del Film di Roma</a> nella sezione <em>Mondo Genere</em>.<br />
Film riuscitissimo sin dalle sue sequenze iniziali (una Los Angeles cupa e notturna come non la si vedeva dai tempi di <em>Collateral</em>) <em>Lo sciacallo</em> convince su tutti i fronti e, anche laddove prende una posizione molto netta sulla questione etica del filmabile e sul punto oltre il quale non ci si dovrebbe mai spingere, non lo fa attraverso il classico e abusato meccanismo della parabola di redenzione.<br />
Il valore maggiore del film risiede infatti proprio nel suo non imporre una morale posticcia e politically correct alla storia. Nemmeno, in extremis, nell&#8217;amarissimo finale.<br />
Il protagonista perde gradualmente umanità fino a diventare un semplice prolungamento della sua videocamera piuttosto che il contrario, ma l’autore ci tiene a suggerire allo spettatore come, imboccando certe strade, il più delle volte il ritorno non sia assolutamente contemplato.<br />
Lo stesso vale &#8211; ma è il punto di vista forse meno intrigante del film &#8211; per il sistema dei network televisivi, descritti come covi di sciacalli all’interno dei quali i pochi refrattari a certi metodi di sfruttamento del dolore vengono prima ridotti in minoranza e poi al silenzio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/nightcrawler_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39640" title="nightcrawler_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/nightcrawler_2.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Tra gli elementi che rendono <em>Lo sciacallo</em> qualcosa di più di un buon thriller c&#8217;è senz&#8217;altro da annoverare l&#8217;interpretazione di un Jake Gyllenhaal mai così in parte.<br />
Nell&#8217;inquietante fissità di sguardo che l&#8217;attore impone al suo Lou c&#8217;è tutta la cieca determinazione del self-made man che il Sogno Americano propina più o meno da sempre e, nello stesso sguardo, di quel sogno si riesce a intravedere anche l&#8217;epitaffio.<br />
Lou Bloom, lungi dall&#8217;essere un semplice osservatore passivo, è una sorta di Travis Bickle che di fronte all&#8217;orrore circostante non cerca più di aggiustare le cose, ma decide di sfruttarne appieno il potenziale e Gyllenhaal (dimagrito di 10 chili per rendere al meglio la tensione nervosa del personaggio) è davvero bravissimo nel sottrarre qualsiasi forma di emozione al proprio volto (soprattutto agli occhi) fino ad incarnare lo spettro di ciò che qualsiasi spettatore corre spesso il serio rischio di diventare.<br />
Piace inoltre la regia di Gilroy, così profondamente debitrice delle night-vision di Michael Mann, che non indugia mai sui particolari più raccapriccianti per privilegiare il non visto e forse, proprio in virtù di questa scelta, scuote e turba di più di chi certe scene le mostra in modo esplicito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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