<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Rob Reiner</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/rob-reiner/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Woody Harrelson è il Presidente Lyndon Johnson nel primo trailer di LBJ</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/07/31/woody-harrelson-e-il-presidente-lyndon-johnson-nel-primo-trailer-di-lbj/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/07/31/woody-harrelson-e-il-presidente-lyndon-johnson-nel-primo-trailer-di-lbj/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 08:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[LBJ]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Reiner]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=56454</guid>
		<description><![CDATA[Nel cast anche Jennifer Jason Leigh e Richard Jenkins. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/JBL-Woody-Harrelson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56455" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/JBL-Woody-Harrelson.jpg" alt="JBL-Woody-Harrelson" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La <em>Electric Entertainment</em> ha diffuso in rete il primo trailer ufficiale di <em><strong>LBJ</strong></em>,  film diretto da <strong>Rob Reiner</strong> (<em>Mai così vicini</em>) in cui <strong>Woody Harrelson</strong> veste i panni del 36° Presidente degli Stati Uniti, ovvero <strong>Lyndon B. Johnson</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/zBX-SYq3v3c" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pellicola è ambientata nel burrascoso periodo politico in cui Johnson si ritrovò, dopo il tragico attentato a John Fitzgerald Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963. Come nuovo Presidente, Johnson dovette affrontare diverse battaglie politiche per il bene del proprio paese.</p>
<p>Del cast fanno parte anche <strong>Richard Jenkins</strong>, <strong>Bill Pullman</strong>, <strong>Kim Allen</strong> e <strong>Jennifer Jason Leigh</strong>.</p>
<p><em><strong>LBJ</strong></em> sarà nelle sale americane il 3 novembre.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2017/07/31/woody-harrelson-e-il-presidente-lyndon-johnson-nel-primo-trailer-di-lbj/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mai così vicini</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/07/10/mai-cosi-vicini/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/07/10/mai-cosi-vicini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 07:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Diane Keaton]]></category>
		<category><![CDATA[Mai così Vicini]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Andrus]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Douglas]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Reiner]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Shepherd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=37901</guid>
		<description><![CDATA[Rob Reiner racconta l'amore maturo tra un egocentrico e rancoroso Michael Douglas e una Diane Keaton]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(And So It Goes, USA 2014)<br />
Uscita: 10 luglio 2014<br />
Regia: Rob Reiner<br />
Con: Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/and-so-it-goes-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37903" title="and-so-it-goes-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/and-so-it-goes-1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Dopo una delle entrate in scena migliori di sempre in <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/"><em>The Wolf of Wall Street</em></a> (interpretava il padre del &#8220;lupo&#8221; Jordan Belfort) <strong>Rob Reiner</strong> torna dietro la macchina da presa per dirigere una commedia romantica dalla confezione pressoché impeccabile, sebbene non esattamente originale, avvalendosi di due protagonisti di una certa levatura come<strong> Michael Douglas</strong> e <strong>Diane Keaton</strong>, qui al loro primo film insieme. L&#8217;autore di titoli memorabili quali <em>Stand by Me &#8211; Ricordo di un&#8217;estate</em> (1986), <em>La storia fantastica</em> (1987), <em>Harry ti presento Sally</em> (1989), <em>Misery non deve morire</em> (1990) torna ad affrontare gioie e dolori della terza età in <strong><em>Mai così vicini</em></strong>, dopo il poco riuscito <em>Non è mai troppo tardi</em>, del 2007 (incentrato su una coppia di amici, Jack Nicholson e Morgan Freeman, entrambi con un piede nella fossa che uniscono le loro solitudini per togliersi in pochi giorni tutti gli sfizi che nella vita non sono riusciti a levarsi). Fortunatamente questa volta il tono è un po&#8217; più leggero, e la morte non viene quasi mai contemplata, se non in qualche caustica battuta.</p>
<p>Douglas, settant’anni a settembre e due Oscar sul comodino (uno da produttore per <em>Qualcuno volò sul nido del cuculo </em>e uno da protagonista per lo squalo della finanza Gordon Gekko in<em> Wall Street</em> di Oliver Stone), è Oren Little, un agente immobiliare cinico e detestabile. Suo unico interesse è vendere un&#8217;ultima casa e andare in pensione in santa pace. I suoi piani però verranno scombinati dal figlio (<strong>Scott Shepherd</strong>) che, inaspettatamente, gli lascia la nipotina (Sterling Jerins), della cui esistenza non sapeva nulla. Inutile dire che Oren come nonno è una mezza calzetta, ed è qui che entra il personaggio di Diane Keaton (anche lei Premio Oscar, per <em>Io e Annie </em>di Allen). Davanti alle evidenti lacune e alla freddezza dell&#8217;uomo, sarà infatti la vicina di casa Leah a entrare in azione, cercando di dare alla piccola l&#8217;affetto e le attenzioni di cui ha bisogno. Nonostante tra l&#8217;insopportabile Oren e l&#8217;amorevole Leah in un primo momento si instauri una banale antipatia reciproca, pian piano i due inizieranno a guardarsi con occhi diversi&#8230; Poi il trionfo dell&#8217;amore, e vissero tutti felici e contenti e queste cose qui.</p>
<p>Dalle poche righe di trama si evince come l&#8217;idea alla base del film sia tutt&#8217;altro che originale, siamo d&#8217;accordo. Un titolo su tutti torna prepotentemente, ed è quel piccolo capolavoro umano e sociale che risponde al titolo di <em>Qualcosa è cambiato</em>, pellicola che è valsa a Jack Nicholson il terzo Oscar da (misantropico) protagonista. Guardacaso lo sceneggiatore, <strong>Mark Andrus</strong>, è lo stesso di <em>Mai così vicini</em>. In effetti il personaggio che nel film è interpretato da Douglas sembra cucito addosso a Nicholson, tanto da far pensare che il ruolo di Oren originariamente fosse stato scritto proprio per lui. Elucubrazioni a parte, è interessante vedere come nei lavori di Reiner siano sempre i personaggi femminili ad essere più completi e risolutivi (la Meg Ryan di <em>Harry ti presento Sally</em> la dice lunga in proposito) mentre quelli maschili danno sempre il la a una situazione di disordine dalla quale poi non sono in grado di tirarsi fuori da soli. <em>Mai così vicini</em>, nonostante la prevedibilità degli eventi e la reiterazione di situazioni già viste e assimilate dal pubblico mainstream (da <em>Voglia di tenerezza </em>a <em>Tutto può succedere</em>) rimane una commedia ben scritta e interpretata (ahinoi, non altrettanto ben doppiata, ma <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/21/doppiaggio-no-grazie/">questa è storia vecchia</a>). Reiner, con ostinata fermezza, continua a tornare sulla materia che gli è più congeniale, affrontando ancora una volta la nascita e l’evoluzione delle relazioni e il loro andamento altalenante, le solitudini che si incontrano e le complicazioni che gli individui preferiscono crearsi piuttosto che mettersi in gioco e rischiare di rimanere ancora stupiti da quello che la vita ha da offrire. Anche a settant&#8217;anni e anche se si è burberi e inavvicinabili come Oren.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2014/07/10/mai-cosi-vicini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meg Ryan e Billy Crystal di nuovo insieme</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/04/30/meg-ryan-e-billy-crystal-di-nuovo-insieme/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/04/30/meg-ryan-e-billy-crystal-di-nuovo-insieme/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 12:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Billy Crystal]]></category>
		<category><![CDATA[Harry ti presento Sally]]></category>
		<category><![CDATA[Meg Ryan]]></category>
		<category><![CDATA[Nora Ephron]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Reiner]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=36592</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/meg_ryanbillycrystal_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36594" title="meg_ryanbillycrystal_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/meg_ryanbillycrystal_2.jpg" alt="" width="500" height="408" /></a></p>
<p><strong><em>Harry ti presento Sally</em></strong> è stata di sicuro una delle commedie più riuscite e imitate degli ultimi venticinque anni, su questo ci sono pochi dubbi. E poprio a distanza di un quarto di secolo dall&#8217;uscita del film diretto da <strong>Rob Reiner</strong> e scritto da <strong>Nora Ephron</strong> (scomparsa nel giugno del 2012), i due protagonisti <strong>Billy Crystal</strong> e <strong>Meg Ryan</strong>, sono stati fotografati di nuovo l&#8217;uno accanto all&#8217;altra, in occasione della cerimonia di premiazione che lunedì scorso ha visto proprio il regista Rob Reiner (recentemente visto in <em>The Wolf of Wall Street</em> nel divertentissimo ruolo del padre di Jordan Belfort/Leonardo DiCaprio) ricevere il 41esimo Charlie Chaplin Award presso la New York’s Film Society. Sarà anche trascorso qualche anno, ma per noi Meg e Billy rimarranno sempre Sally Albright e Harry Burns!</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/billycrystalrobreiner.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36596" title="billycrystalrobreiner" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/billycrystalrobreiner.jpg" alt="" width="500" height="356" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/meg_ryanbilly_crystal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36595" title="meg_ryanbilly_crystal" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/meg_ryanbilly_crystal.jpg" alt="" width="500" height="678" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2014/04/30/meg-ryan-e-billy-crystal-di-nuovo-insieme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Wolf of Wall Street</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 00:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Jonah Hill]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo DiCaprio]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew McConaughey]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Reiner]]></category>
		<category><![CDATA[The Wolf of Wall Street]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=34180</guid>
		<description><![CDATA[Un'esplosione di provocazioni, iperboli ed eccessi in cui un bravissimo DiCaprio senza filtri si gioca]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2013)<br />
Uscita:  23 gennaio 2013<br />
Regia: Martin Srorsese<br />
Con: Leonardo DiCaprio, Matthew McConaughey, Jonah Hill<br />
Durata: 2 ore e 59 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/dicaprio-wolf-wall-street.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34188" title="dicaprio-wolf-wall-street" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/dicaprio-wolf-wall-street.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>&#8220;Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci&#8221; (Matteo, 7:15)</p>
<p>&#8220;<em>Le loup criait sous les feuilles</em><br />
<em> En crachant les belles plumes</em><br />
<em> De son repas de volailles :</em><br />
<em> Comme lui je me consume.</em>&#8221;</p>
<p>Il lupo urlava sotto le foglie<br />
Sputando le belle piume<br />
Del suo pasto di pollame:<br />
Come lui io mi consumo.</p>
<p>(Arthur Rimbaud)</p>
<p>Poco più di vent&#8217;anni fa, il cinema di <strong>Martin Scorsese</strong> evadeva dalla gabbia metropolitana delle sue opere maggiori e, se escludiamo la sua cronaca cristologica del 1986, sfondava per la prima volta il muro del ventesimo secolo e della storia contemporanea con il suo straordinario adattamento de <em>L&#8217;età dell&#8217;innocenza </em>di Edith Wharton, la dimostrazione piu lampante della versatilità dell&#8217;universo scorsesiano, sorretto da implacabili logiche tribali, costellato di ascese tanto fulminanti quanto segnate e dominato da un senso ineluttabile di solitudine.<br />
Poco importa se a popolare quel mondo siano truci gangster di periferia o vaporose dame vittoriane, o se la violenza e l&#8217;oppressione sociale si esprimano in pestaggi ed esecuzioni o in emarginazione e dettami di galateo.</p>
<p>Oggi, trascinando il lerciume e la furia via dai suoi mean streets a Wall Street, il piccolo grande cineasta del Queens compie un&#8217;operazione molto simile e ci mostra, complice l&#8217;apporto alla sceneggiatura di quel Terence Winter fattosi le ossa fra <em>I Soprano</em> e <em>Boardwalk Empire</em>, che fra codici malavitosi, aristocrazia ottocentesca e alta finanza le differenze sono ben poche e le dinamiche sono sostanzialmente identiche e ugualmente guidate da disprezzo e vanagloria. Sin dalle prime scene, nelle quali il Lupo si presenta direttamente allo spettatore con le stesse tecniche di affabulazione di Jimmy Conway e di Asso Rothstein, siamo storditi e trascinati nell&#8217;<strong>opulenza</strong> e nell&#8217;impunità di una società a due passi dalla decadenza, sedotti da quei &#8220;creatori di nulla&#8221; per cui la redenzione sembra davvero lontana.</p>
<p>Cio che segue, in <strong><em>The Wolf of Wall Street</em></strong>, è una inebriante, buffonesca discesa agli inferi in ottovolante dentro un luna park in via di demolizione, tre ore a velocità sfrenata nell&#8217;abisso degli istinti umani più bassi, il punto di arrivo di quella poetica della<strong> corruzione</strong> che da inizio millennio pareva essersi esaurita e tradotta in temi maggiormente alla portata del grande pubblico.</p>
<p>Dopo il decennio più sperimentale della sua filmografia, Martin Scorsese porta quindi finalmente a compimento la trilogia inaugurata da <em>Quei bravi ragazzi</em> e proseguita con <em>Casinò</em> con una nuova, terrificante parabola impetuosamente discendente su potere e impotenza, fame e cupidigia, eccesso e carenza, un magnifico delirio in formato anamorfico nel quale, sotto uno scroscio torrenziale di banconote e barbiturici, fra orge da fine impero e discorsi motivazionali da telepredicatori, puttane e pasticche, cazzi e cocaina, si consuma l&#8217;esagitata, orgasmica corsa di Jordan Belfort (<strong>Leonardo DiCaprio</strong>), una letale combinazione di piazzismo e di ingordigia, di fascino e di abiezione, di tragico e di ridicolo. La New York rampante degli ultimi sussulti reaganiani è una giungla in cui la sopraffazione è all&#8217;ordine del giorno e in cui la regressione bestiale si manifesta anche nei più piccoli particolari, dalle spietate gerarchie di branco ai canti di vittoria dopo una fresca incetta di prede, fino, naturalmente, alla rapacità insaziabile e incontrollata del sesso.</p>
<p>E&#8217; in questa <strong>Grande Mela</strong> marcissima che il giovane Jordan muove i primi passi da &#8220;feccia di palude&#8221; del cosmo finanziario, opportunamente istruito in un&#8217;arte di sopravvivere a base di droga e seghe dal mentore di un solo giorno Mark Hanna (un fulmineo ma indimenticabile <strong>Matthew McConaughey</strong>) e stroncato sul nascere dal secondo Lunedì Nero dell&#8217;economia statunitense. Da quel momento in poi, il solo scopo di Belfort sarà tentare di riprodurre e protrarre all&#8217;infinito quel senso di onnipotenza e di estasi con ogni mezzo possibile, in un fervore nichilista e masturbatorio a ciclo continuo dove essere vigili e sobri può essere soltanto controproducente e suscitare inopportuni sbalzi di coscienza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/the-wolf-of-wall-street-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34189" title="the-wolf-of-wall-street-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/the-wolf-of-wall-street-2.jpg" alt="" width="500" height="244" /></a></p>
<p>C&#8217;è chi ha improvvidamente parlato di glorificazione e di esaltazione delle malefatte di Belfort e compagni, chi ha rimproverato al film, specie al termine della disastrosa proiezione riservata ai membri dell&#8217;AMPAS (i membri dell&#8217;Academy), di non aver adottato quella rassicurante, didascalica ed esplicita prospettiva morale in grado di esplicitare la mostruosità dei suoi personaggi.  Ma sarebbe sufficiente ripensare alla demenziale sequenza d&#8217;apertura, quel &#8220;lancio del nano&#8221; che, più che una goliardata aziendale, somiglia tanto a un atto di derisione nei confronti di quella &#8220;piccola gente&#8221; imprudentemente caduta nella tana del lupo con tutti i suoi risparmi, per capire che di edulcorato e di simpatico, in quella realtà distorta modellata sull&#8217;estetica cafona di <em>Miami Vice</em> e sulle eccentricità da villain di 007 (lo yacht del protagonista è una brutta copia del Thunderball di Emilio Largo e al matrimonio di Belfort non manca l&#8217;esecuzione del tema musicale di <em>Goldfinger</em>), non c&#8217;è proprio niente.</p>
<p>Scorsese non ci tiene per mano, non si sofferma su quanto è già ovvio &#8211; al contrario del più semplicistico e infatti assai meglio accolto <em>12 anni schiavo</em> &#8211; ma ci catapulta in un&#8217;allucinante e allucinata pazzia collettiva, fatta di menzogne (anche metacinematografiche) e di beffe (Belfort, nel suo continuo infrangere la quarta parete, non ci descrive i suoi raggiri nel dettaglio in quanto non ci reputa abbastanza scafati in materia), di una negazione della realtà talmente esasperata e necessaria da farsi parodia &#8211; quel &#8220;non morirò lucido!&#8221; durante la tempesta nel Mediterraneo è una battuta epitomica già entrata nel mito &#8211; e da far erroneamente considerare <strong><em>The Wolf of Wall Street</em></strong> una commedia, come già sarcasticamente sottolineato da DiCaprio alla cerimonia dei Golden Globes che l&#8217;ha visto imporsi &#8220;sui colleghi comici&#8221; suoi rivali. Perché se è innegabile il tono esilarante di innumerevoli sequenze, in primis il lungo episodio del narcotico Lemmon 714 a scoppio troppo ritardato, un miracolo di comicità fisica e mimica degno di un Chaplin sotto acido, il film è, nonostante latitino morti ammazzati e lutti, una delle tragedie scorsesiane più nere, forse quella più inconciliabilmente e cosmicamente tragica, sotto le cui macerie non resta nulla e nella quale non esistono vincenti &#8211; nemmeno il coriaceo agente FBI Denham interpretato da Kyle Chandler &#8211; , ma solo diverse gradazioni di sconfitti, il primo dei quali si rivela essere proprio Belfort, che chiude il cerchio della sua carriera (e del film) ripetendo senza successo e sempre uguali i suoi patetici trucchi da imbonitore.</p>
<p>Probabilmente meno smisurato e &#8220;caligolesco&#8221; di quanto possa apparire, ma non per questo meno folle e farneticante, <strong><em>The Wolf of Wall Street</em> </strong>ci restituisce quindi lo Scorsese bizzoso saltatore nelle pozzanghere che abbiamo imparato ad amare, più euforizzante e audace che mai, assistito da un Leonardo DiCaprio &#8211; che si conferma ormai definitivamente l&#8217;erede conclamato di Jack Nicholson &#8211; mai così grande e mai così pronto a mettersi in gioco e a demistificarsi, demascolinizzato da una sessualità feticistica (l&#8217;unico amplesso attivo e portato a buon fine si svolge su un materasso coperto di soldi) o passiva, quando non masochistica (il &#8220;ricatto&#8221; della moglie Naomi nella camera dei bambini), e sottoposto a progressive degradazioni come il Paul Hackett di <em>Fuori orario</em> in un&#8217;ennesima &#8220;performance della vita&#8221; a metà fra Nerone e Jimmy Swaggart, il giovane Berlusconi e Tony Montana, finalmente sguinzagliato nel ruolo brillante tanto a lungo atteso da critica e pubblico e attorniato da uno stuolo di comprimari altrettanto indimenticabili (fra tutti, il regista Rob Reiner, eccezionale nella parte dell&#8217;irascibile padre Max).</p>
<p>Non uno Scorsese per famiglie o per spettatori occasionali, dunque, ma un rivoltante, nauseante, disperatissimo capolavoro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 9</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
