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	<title>Movielicious &#187; Russia</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il ministro della cultura russo propone di tassare i film stranieri</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 12:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vladimir Medinsky ha illustrato il suo piano per promuovere la cinematografia nazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/medinsky.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43451" title="medinsky" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/medinsky.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>E&#8217; una Guerra Fredda non dichiarata ufficialmente, quella che si sta combattendo tra <strong>Mosca </strong>e <strong>Hollywood</strong>, una vera e propria crociata ideologica, e adesso anche fiscale, da parte della ex Unione Sovietica nei confronti dei film che arrivano soprattutto dagli States. Il ministro della cultura, <strong>Vladimir Medinsky</strong> (<a href="http://www.movielicious.it/2015/01/23/che-cosa-sta-succedendo-al-cinema-in-russia/" target="_blank">di cui avevamo già parlato qualche mese fa</a>) ha infatti proposto una tassa sui film stranieri proiettati in Russia, tassa il cui ricavato  verrà utilizzato per finanziare la produzione di pellicole nazionali.</p>
<p>“Non riesco a capire perchè il nostro sistema fiscale stia sovvenzionando Hollywood”, ha dichiarato Medinsky alludendo al fatto che al momento non c’è una tassazione più alta per i  film provenienti dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti.</p>
<p>Se la<strong> </strong>tassa tanto voluta Medinsky venisse ufficializzata, da un lato renderebbe più difficile l’arrivo in Russia di film americani e dall&#8217;altro  permetterebbe al Cremlino di avere maggiori fondi da investire sul  settore cinematografico nazionale.</p>
<p>Stando alle ultime indiscrezioni, Mosca avrebbe anche individuato le opere da sovvenzionare mediante i fondi statali: ad oggi ci sono alcuni film con tematiche piuttosto attuali<strong> </strong>e particolarmente care alla propaganda di Vladimir Putin nei quali vengono affrontati temi quali la storia della Crimea, quella dell’Ucraina e il millenario legame con  lo Stato russo, e la gloria militare della Russia nel 70°  anniversario della liberazione dal nazismo.</p>
<p>Tutto questo per contrastare un dato evidentemente allarmante per Medinsky e Putin, quello del botteghino. Al momento infatti l’80% dei biglietti venduti sul territorio russo vegono acquistati per vedere film hollywoodiani, mentre le pellicole russe devono accontentarsi di un ben più discreto 18%.</p>
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		<title>Che cosa sta succedendo al cinema in Russia?</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 18:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra il Ministero della Cultura che fissa le date di uscita dei film e una legge che vieta le parolacce,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/260-medinsky-putin.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-40740" title="260-medinsky-putin" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/260-medinsky-putin.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>C&#8217;è un certo fermento in terra di <strong>Russia</strong> in quest&#8217;ultimo periodo, fermento che riguarda in particolar modo la <strong>libertà di espressione</strong> nel cinema e nelle arti in genere. E&#8217; infatti di di questi giorni la notizia secondo cui il Ministero della Cultura sovietico d&#8217;ora in avanti si incaricherà di fissare le date di tutti i titoli in uscita nelle sale del paese. Una manovra che, secondo i promotori, intende tutelare le performance dei titoli russi: nel caso, infatti, in cui un film russo si trovi a competere con l’uscita di un film americano, il Ministero privilegerà i titoli domestici. «Siamo solo preoccupati per i nostri film», ha dichiarato il ministro della cultura russo <strong>Vladimir Medinsky</strong>. «Per noi è importante che i titoli russi rientrino nei loro bilanci. Non difenderemo ogni film russo, anche se stabiliremo delle priorità finanziarie, politiche e ideologiche». Quindi se l’uscita di un importante film russo coinciderà con quella di un blockbuster &#8220;occidentale&#8221; la data di uscita di quest’ultimo sarà spostata per non creare una concorrenza diretta. Ma non è tutto perché Medinsky ha anche esortato i distributori locali a “negoziare tra loro” per tutelare le uscite dei film russi, cosicché il governo non sia costretto a intervenire direttamente.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="//www.youtube.com/embed/2oo7H25kirk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Tutto questo si è andato a sommare a un&#8217;altra storia portata agli onori della cronaca grazie al successo riscosso al di fuori del territorio russo da <a href="http://www.movielicious.it/2014/09/29/laffaire-koncalovskij-e-la-guerra-fredda-tra-hollywood-e-mosca/" target="_blank"><strong><em>Leviathan</em></strong></a>, pellicola diretta da <strong>Andrey Zvyagintsev</strong>, vincitrice della Palma d’Oro per la Migliore Sceneggiatura allo scorso Festival di Cannes, del Golden Globe come Miglior Film Straniero, entrata nella cinquina finale ai prossimi Oscar e osteggiata dal potere e dalla Chiesa ortodossa che ci ha visto &#8220;un manifesto anti russo confezionato per l’Occidente&#8221;. La pellicola (della cui vittoria ai Golden Globe i telegiornali russi non si sono occupati quasi per niente, anche se era da <em>Guerra e pace</em> di Sergey Bondarchuk, 1969, che un film russo non trionfava a quei premi) ispirata dal racconto biblico di Giobbe, segue la storia colma di ingiustizie di un piccolo proprietario terriero in lotta per possedere un appezzamento di terreno e il 5 febbraio, data in cui verrà distribuito in Russia, uscirà in una versione epurata, senza parolacce.</p>
<p>Colpa di una controversa legge entrata in vigore la scorsa primavera che vieta l&#8217;uso del <strong>turpiloquio </strong>in tv, nei libri, nei film e nei media in generale. E proprio oggi un gruppo di celebri registi russi, tra cui il premio Oscar <strong>Nikita Mikhalkov</strong> e <strong>Fiodor Bondarciuk</strong>, ha firmato una lettera aperta indirizzata al primo ministro Dmitri Medvedev per modificare questa legge. «<em>Il linguaggio osceno è parte intangibile della nostra eredità culturale&#8230; Il divieto è inutile e impoverisce grandemente le possibilità di realizzazione artistica</em>», si legge nella missiva, dove i firmatari propongono come alternativa quella di vietare ai minori di 18 anni i film con linguaggio osceno. E mentre c&#8217;è chi vuole mettere pellicola e attori all’indice e obbligare Zvyagintsev a restituire i fondi pubblici con cui ha realizzato il film (il membro dell’Assemblea Legislativa di San Pietroburgo Vitaly Milonov,), in rete si è già scatenata la caccia al link per vedere <em>Leviathan</em> nella versione originale non censurata.</p>
<p>Se a questo aggiungiamo la faida tra fratelli che si è consumata tra le alte sfere della cultura del paese in occasione delle candidature agli Oscar, abbiamo un quadro ben chiaro della situazione in cui verte la Russia in questo momento storico. State a sentire perché  è una storia che ha un che di shakespeariano. Il regista, sceneggiatore e produttore Nikita Mikhalkov, citato poc&#8217;anzi tra i firmatari della lettera per modificare la legge sul turpiloquio e considerato uno degli intellettuali più vicini a Vladimir Putin, è da molti anni a capo dei selezionatori incaricati di scegliere il film russo che, di anno in anno, rappresenterà il Paese agli Oscar: cosa che lo pone al centro di un conflitto di interessi non indifferente. La sua campagna anti-Zvyagintsev è ormai ben nota soprattutto in patria ma il fratello di Mikhalkov, che risponde al nome di <strong>Andrej Kon?alovskij</strong>, anch&#8217;egli affermato regista, fresco di Leone d&#8217;argento a Venezia per <em>The Postman&#8217;s White Nights</em>, evidentemente non la pensa come lui. Anzi. Kon?alovskij, <a href="http://www.movielicious.it/2014/09/29/laffaire-koncalovskij-e-la-guerra-fredda-tra-hollywood-e-mosca/" target="_blank">rinunciando a correre agli Oscar </a>con il suo film, ha finito per supportare Zvyagintsev e il suo <em>Leviathan</em>, che infatti è arrivato tra i cinque finalisti, lasciando Mikhalkov, Putin e gli altri a bocca asciutta.</p>
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		<title>L&#8217;affaire Koncalovskij e la Guerra Fredda tra Hollywood e Mosca</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 07:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista rifiuta di portare il suo film agli Oscar e la Russia pensa a ostacolare l'uscita di pellicole]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/andrej-koncalovskij.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39008" title="andrej-koncalovskij" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/andrej-koncalovskij.jpg" alt="" width="500" height="402" /></a></p>
<p>In questi giorni si stanno definendo i titoli dei candidati agli <strong>Oscar </strong>per il <strong>Miglior Film Straniero</strong>. l’Academy renderà nota entro fine anno una shortlist di nove titoli tra tutte le proposte ricevute e, il 15 gennaio 2015, la cinquina definitiva dei candidati di categoria. Felicità, anche se non unanime, per l&#8217;Italia, che spera che il suo cavallo, <em><strong>Il capitale umano</strong></em> di <strong>Paolo Virzì</strong>, possa correre fino alla fine, ma è il candidato Russo che sta facendo notizia. La proposta della Russia per gli Oscar 2015 è <strong><em>Leviathan</em></strong> di <strong>Andrei Zvyagintsev</strong>, vincitore del premio per la Miglior Sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes. Si tratta però di una seconda scelta, dopo il gran rifiuto di <strong>Andrei Koncalovskij</strong>, che ha preferito ritirare dalla preselezione il suo <a href="http://www.movielicious.it/2014/09/05/venezia-71-giorno-10-video/"><em><strong>The Postman’s White Nights</strong></em></a>, Leone d’Argento per la regia a <strong>Venezia71</strong>.</p>
<p>Kon?alovskij ha definito l’Oscar un premio «<em>sopravvalutato</em>», descrivendo la categoria del Miglior Film in Lingua Straniera un segno della «<em>segregazione che il cinema subisce da parte del mondo anglofono, il quale pretende di imporre ancora il suo dominio culturale</em>».<br />
«<em>Negli ultimi anni </em>— ha dichiarato il regista in una lettera aperta — <em>ho criticato aspramente l’hollywoodizzazione del mercato cinematografico russo e l’influenza negativa che il cinema americano commerciale ha sulla formazione del gusto e delle preferenze del nostro pubblico. Alla luce di tutto questo, partecipare alla competizione degli Oscar sarebbe assurdo da parte mia</em>».</p>
<p>Eppure ce lo ricordiamo tutti negli anni Ottata e Novanta alla regia di pellicole hollywoodiane al 100% come <strong><em>Tango &amp; Cash</em></strong> con Sylvester Stallone e Kurt Russel e <strong><em>A trenta secondi dalla fine</em></strong>, con Jon Voight. Certo cambiare idea (e ideali) è lecito, così come scegliere di non rappresentare la Russia durante la cerimonia degli Oscar il prossimo <strong>22 febbraio</strong>.</p>
<p>Ma questa presa di posizione piuttosto forte da parte di Andrej Koncalovskij è avvenuta in un momento storico particolarmente delicato, causa le vicende politiche e militari che vedono la Russia tra i paesi più coinvolti, che si stanno ripercuotendo anche sull&#8217;industria cinematografica. Così le sanzioni decise dalla comunità internazionale ai danni di Mosca, conseguenza delle posizioni prese dal Cremlino relativamente al conflitto militare in <strong>Ucraina</strong>, si stanno trasformando anche in un boicottaggio nei confronti dei film provenienti da Hollywood. E già si parla di introdurre una normativa che favorisca i film nazionali, che entro il prossimo anno dovrebbero arrivare a coprire almeno il 40% delle uscite e sbaragliare le pellicole americane che attualmente regnano sovrane (nel 2013, su 1,3 miliardi di dollari di incassi al box office, il 75% è stato ottenuto da produzioni statunitensi). Che si stia prospettando un ritorno alla <strong>Guerra Fredda</strong> anche in chiave culturale?</p>
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