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	<title>Movielicious &#187; Scott Shepherd</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Mai così vicini</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 07:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Rob Reiner racconta l'amore maturo tra un egocentrico e rancoroso Michael Douglas e una Diane Keaton]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(And So It Goes, USA 2014)<br />
Uscita: 10 luglio 2014<br />
Regia: Rob Reiner<br />
Con: Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/and-so-it-goes-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37903" title="and-so-it-goes-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/and-so-it-goes-1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Dopo una delle entrate in scena migliori di sempre in <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/16/the-wolf-of-wall-street/"><em>The Wolf of Wall Street</em></a> (interpretava il padre del &#8220;lupo&#8221; Jordan Belfort) <strong>Rob Reiner</strong> torna dietro la macchina da presa per dirigere una commedia romantica dalla confezione pressoché impeccabile, sebbene non esattamente originale, avvalendosi di due protagonisti di una certa levatura come<strong> Michael Douglas</strong> e <strong>Diane Keaton</strong>, qui al loro primo film insieme. L&#8217;autore di titoli memorabili quali <em>Stand by Me &#8211; Ricordo di un&#8217;estate</em> (1986), <em>La storia fantastica</em> (1987), <em>Harry ti presento Sally</em> (1989), <em>Misery non deve morire</em> (1990) torna ad affrontare gioie e dolori della terza età in <strong><em>Mai così vicini</em></strong>, dopo il poco riuscito <em>Non è mai troppo tardi</em>, del 2007 (incentrato su una coppia di amici, Jack Nicholson e Morgan Freeman, entrambi con un piede nella fossa che uniscono le loro solitudini per togliersi in pochi giorni tutti gli sfizi che nella vita non sono riusciti a levarsi). Fortunatamente questa volta il tono è un po&#8217; più leggero, e la morte non viene quasi mai contemplata, se non in qualche caustica battuta.</p>
<p>Douglas, settant’anni a settembre e due Oscar sul comodino (uno da produttore per <em>Qualcuno volò sul nido del cuculo </em>e uno da protagonista per lo squalo della finanza Gordon Gekko in<em> Wall Street</em> di Oliver Stone), è Oren Little, un agente immobiliare cinico e detestabile. Suo unico interesse è vendere un&#8217;ultima casa e andare in pensione in santa pace. I suoi piani però verranno scombinati dal figlio (<strong>Scott Shepherd</strong>) che, inaspettatamente, gli lascia la nipotina (Sterling Jerins), della cui esistenza non sapeva nulla. Inutile dire che Oren come nonno è una mezza calzetta, ed è qui che entra il personaggio di Diane Keaton (anche lei Premio Oscar, per <em>Io e Annie </em>di Allen). Davanti alle evidenti lacune e alla freddezza dell&#8217;uomo, sarà infatti la vicina di casa Leah a entrare in azione, cercando di dare alla piccola l&#8217;affetto e le attenzioni di cui ha bisogno. Nonostante tra l&#8217;insopportabile Oren e l&#8217;amorevole Leah in un primo momento si instauri una banale antipatia reciproca, pian piano i due inizieranno a guardarsi con occhi diversi&#8230; Poi il trionfo dell&#8217;amore, e vissero tutti felici e contenti e queste cose qui.</p>
<p>Dalle poche righe di trama si evince come l&#8217;idea alla base del film sia tutt&#8217;altro che originale, siamo d&#8217;accordo. Un titolo su tutti torna prepotentemente, ed è quel piccolo capolavoro umano e sociale che risponde al titolo di <em>Qualcosa è cambiato</em>, pellicola che è valsa a Jack Nicholson il terzo Oscar da (misantropico) protagonista. Guardacaso lo sceneggiatore, <strong>Mark Andrus</strong>, è lo stesso di <em>Mai così vicini</em>. In effetti il personaggio che nel film è interpretato da Douglas sembra cucito addosso a Nicholson, tanto da far pensare che il ruolo di Oren originariamente fosse stato scritto proprio per lui. Elucubrazioni a parte, è interessante vedere come nei lavori di Reiner siano sempre i personaggi femminili ad essere più completi e risolutivi (la Meg Ryan di <em>Harry ti presento Sally</em> la dice lunga in proposito) mentre quelli maschili danno sempre il la a una situazione di disordine dalla quale poi non sono in grado di tirarsi fuori da soli. <em>Mai così vicini</em>, nonostante la prevedibilità degli eventi e la reiterazione di situazioni già viste e assimilate dal pubblico mainstream (da <em>Voglia di tenerezza </em>a <em>Tutto può succedere</em>) rimane una commedia ben scritta e interpretata (ahinoi, non altrettanto ben doppiata, ma <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/21/doppiaggio-no-grazie/">questa è storia vecchia</a>). Reiner, con ostinata fermezza, continua a tornare sulla materia che gli è più congeniale, affrontando ancora una volta la nascita e l’evoluzione delle relazioni e il loro andamento altalenante, le solitudini che si incontrano e le complicazioni che gli individui preferiscono crearsi piuttosto che mettersi in gioco e rischiare di rimanere ancora stupiti da quello che la vita ha da offrire. Anche a settant&#8217;anni e anche se si è burberi e inavvicinabili come Oren.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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