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	<title>Movielicious &#187; Takeshi Kitano</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ghost in the Shell</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 10:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ghost in the Shell]]></category>
		<category><![CDATA[Juliette Binoche]]></category>
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		<category><![CDATA[Takeshi Kitano]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarlett Johansson sexy cyborg nello sci-fi tratto dal manga cult di Masamune Shirow.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  USA 2017)<br />
Uscita: 30 marzo 2017<br />
Regia: Rupert Sanders<br />
Con: Scarlett Johansson, Michael Pitt, Juliette Binoche, Takeshi Kitano<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuzione: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Ghost-in-the-Shell-.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55778" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Ghost-in-the-Shell-.jpg" alt="Ghost-in-the-Shell-" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La prima domanda che ci si pone guardando questo <em><strong>Ghost in the Shell</strong></em> è relativa a quanti dei giovani a cui sostanzialmente è indirizzato conoscano o abbiano anche solo mai sentito parlare dell’anime dal quale il film trae origine. E di come, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio del decennio successivo, questo abbia contribuito, insieme al fondamentale <em>Akira</em> di Katsuhiro ?tomo, a spostare l’asse del rapporto ‘uomo-macchina’ nello sci-fi da una dinamica conflittuale di totale antitesi su nuove coordinate che al contrario contemplassero la fusione, sebbene problematica, tra l’uno e l’altro.<br />
Ce lo si chiede non tanto per fare i cinefili pedanti, quanto per capire le reali possibilità attrattive di una storia che affonda le sue radici tematiche così lontano nel tempo, presso un pubblico contraddistinto da una memoria di lungo periodo pressoché nulla.<br />
D’altro canto l’Oriente è un mercato sempre più fondamentale per l’economia hollywoodiana e i passi da gigante fatti dall’industria robotica negli ultimi dieci anni rendono, in ogni caso, l’argomento – un futuro in cui gli ibridi tra uomo e macchina sono ormai all’ordine del giorno – suscettibile di attualità.<br />
Il Maggiore (<strong>Scarlett Johansson</strong>) è infatti il primo robot ad essere dotato di un cervello umano. Salvata da un attacco terroristico, la donna è stata in breve tempo trasformata in una macchina da guerra del tutto devota alla lotta contro il crimine. Quando il cyberterrorista Kuze (<strong>Michael Pitt</strong>) acquista la possibilità di entrare nelle menti umane ed hackerarle, il Maggiore si dimostra l’unica arma utile a contrastarlo.<br />
Fino a quando capisce che i ricordi che, di tanto in tanto, disturbano il flusso regolare dei suoi pensieri, non sono errori di sistema ma tracce di un passato che il Governo ha tutto l’interesse a non far tornare a galla.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/ghost-in-the-shell-2.png"><img class="alignnone size-large wp-image-55779" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/ghost-in-the-shell-2-1024x544.png" alt="ghost-in-the-shell-2" width="1024" height="544" /></a></p>
<p>Caratteristica imprescindibile dell’originale <em><strong>Ghost in the Shell</strong></em> era la sua capacità di elaborare un immaginario – distopico come pochi – che non contemplasse per forza una spiegazione a tutto. In altre parole si faceva della mancanza di chiarezza una virtù.<br />
Ecco,  il primo switch tra quel film e l’odierna rielaborazione di <a href="http://www.movielicious.it/2012/07/13/rupert-sanders-il-nuovo-volto-di-hollywood/" target="_blank"><strong>Rupert Sanders</strong></a> (a cui la <a href="http://www.movielicious.it/2012/07/26/kristen-stewart-ha-tradito-robert-pattinson/" target="_blank">tresca con Kristen Stewart</a> deve essere costata piuttosto cara se il suo ultimo film, <em><a href="http://www.movielicious.it/2012/07/12/biancaneve-e-il-cacciatore/" target="_blank">Biancaneve e il cacciatore</a></em>, pietra dello scandalo, risale al 2012) è nel fare in modo che ad ogni domanda corrisponda una risposta ben precisa.<br />
Il risultato è una relativa perdita del fascino criptico di un’opera che si interrogava con profondità inusuale, per un prodotto destinato comunque a intrattenere, su questioni filosofiche ed esistenziali che sarebbero state la base su cui i fratelli (all’epoca) Wachowski avrebbero fondato l’intero impianto strutturale del loro <em>Matrix</em>.<br />
Ciò che invece rimane invariata è la componente estetica che rendeva l’anime di <strong>Mamoru Oshii</strong> (e il manga di <strong>Masamune Shiro</strong> da cui era tratto) un capolavoro e fa di questo remake una delle cose visivamente più sbalorditive viste al cinema negli ultimi tempi.<br />
Al netto di un utilizzo del <strong>3D</strong> sempre meno significativo, Sanders forza i limiti che la natura industriale del progetto in qualche modo gli impone e riesce a trovare una via poetica al profluvio di effettistica utilizzata.</p>
<p>In più c’è l’elemento erotico, assicurato da una Scarlett Johansson – le critiche all’utilizzo di un’attrice occidentale le lasciamo volentieri ai feticisti di un’ortodossia “etnica” che al cinema, più che altrove, non ha ragione di esistere – fascinosa anche nel più mascolino dei ruoli da lei interpretati finora. Il suo nudo digitale è, in tal senso, una sfida sensoriale non lontana da quella affrontata in <a href="http://www.movielicious.it/2014/03/11/lei/" target="_blank"><em>Her</em></a> con la sola voce.<br />
Mirabilie visive a parte, se <em><strong>Ghost in the Shell</strong> </em>mostra delle lacune è più che altro dal punto di vista della scrittura.<br />
La tendenza insistita a spiegare troppo di cui dicevamo poc’anzi genera infatti una parte centrale in cui il ritmo rallenta e, in più di un’occasione, si affaccia la noia.<br />
Fortuna vuole che il film duri “solo” due ore e, sul finale, Sanders si giochi le sue carte migliori, con un epilogo di tale forza estetica da far soprassedere su certi limiti.<br />
Limiti che hanno a che fare anche con un cast poco nutrito che, protagonista a parte, trova i suoi unici motivi di interesse in una inedita (e bellissima) <strong>Juliette Binoche</strong> in versione blockbuster e in <strong>Takeshi Kitano</strong>. Ogni scena in cui “Beat” Takeshi appare sullo schermo è un meraviglioso cortocircuito semantico in cui il suo cinema migliore irrompe in questa apocalittica metropolis futurista e, inaspettatamente, ha la meglio.<br />
In sintesi la sensazione è che a <em><strong>Ghost in the Shell</strong></em> manchi qualcosa ed, essendone consapevole, sopperisca alle proprie tare con la tecnologia. Proprio come i suoi personaggi cercano di superare i propri limiti fisici attraverso innesti robotici.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Venezia Assayas e Kitano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 16:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apres Mai]]></category>
		<category><![CDATA[Olivier Assayas]]></category>
		<category><![CDATA[Outrage Beyond]]></category>
		<category><![CDATA[Takeshi Kitano]]></category>

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		<description><![CDATA[L'omaggio del regista francese alla generazione post '68 e una nuova yakuza-story.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/kiiano2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28027" title="kiiano2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/kiiano2.jpg" alt="" width="500" height="354" /></a></p>
<p>E&#8217; il regista giapponese, già Leone d’Oro nel 1997 per <em>Hana-b</em>i, il personaggio di oggi alla Mostra del Cinema di Venezia che con <em>Outrage Beyond</em>, sequel di <em>Outrage</em>, presentato in concorso al Festival di Cannes 2010, torna a parlare di Yakuza. La storia raccontata da Kitano pone al centro della trama una guerra fra famiglie rivali della yacuza appunto, giunta su scala internazionale. Da una parte abbiamo gli Hanabishi, famiglia dell’est e dall’altra abbiamo i Sanno, famiglia dell’ovest: i due clan nemici si scontreranno senza esclusione di colpi con tanto di resa dei conti finale. Ma sullo sfondo si intravedono la crisi economica e il post-Fukushima.<br />
Kitano, che oltre ad aver firmato la regia è anche il protagonista del film, ha dichiarato durante la conferenza stampa di questa mattina: &#8220;Non sono un cineasta particolarmente apprezzato in Giappone ma quando girai <em>Outrage</em>, pensai sicuramente ad una continuazione. Ho pensato che se avessi fatto il primo capitolo in un certo modo avrei potuto girare una seconda parte. Confesso di aver già scritto la sceneggiatura del terzo episodio, vedremo se me lo fanno girare come voglio. Il regista ha lanciato anche una stoccata al governo del suo paese che secondo lui, dopo il terremoto dello scorso anno, non sta facendo molto per la popolazione: &#8220;Lo Stato non sta ancora facendo abbastanza. Tutti quanti dicono che le persone sono sostenute dall&#8217;amore. In verità, a mio avviso, non stanno facendo nulla di reale ed ho pensato fosse giusto metterlo nel film&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/apres-mai.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28028" title="apres-mai" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/apres-mai.jpg" alt="" width="500" height="328" /></a></p>
<p>Assayas con Après Mai, invece, ha portato alla kermesse le vicende di un gruppo di liceali all&#8217;inizio degli anni Settanta, divisi tra impegni politici di stampo radicale e aspirazioni più personali. &#8220;Questo film è un omaggio alla controcultura, all’underground e riguarda l&#8217;arte o come vivere nell&#8217;arte &#8211; ha commentato il regista francese. Quello  post Sessantotto è stato un periodo molto serio e triste, c&#8217;era l&#8217;ossessione per la politica e si sentiva la responsabilità nei confronti della classe operaia, valori ormai astratti. Per Assayas la controcultura &#8220;era l&#8217;unico modo che avevano i giovani per esprimersi, come la musica underground che era davvero sotterranea, era un segnale con cui si identificava una minoranza attiva. Oggi si è persa l&#8217;idea di una minoranza attiva, c&#8217;è comunicazione generalizzata in cui più niente ha quest&#8217;aura&#8221;.</p>
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		<title>Kitano dance</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Takeshi Kitano]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse non tutti sanno che il maestro del cinema giapponese sa anche ballare il tip-tap. Non ci credete?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/kitano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-20244" title="kitano" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/kitano.jpg" alt="" width="400" height="274" /></a></p>
<p>Chi ha visto i suoi film, non può aver dimenticato la poesia e la comicità della scena finale di<em> </em><em>Zat?ichi<strong> </strong></em>in cui gli attori si cimentano in uno scatenato tip-tap collettivo. Ma Kitano il tip-tap lo balla sul serio, e non se la cava neanche troppo male. L&#8217;ha imparato da giovane quando, dopo aver lasciato l&#8217;università, è stato assunto come addetto all&#8217;ascensore in un locale di strip-tease e cabaret di Tokyo. Eccolo esibirsi nel suo ballo preferito in uno show televisivo di qualche anno fa. A questo punto c&#8217;è da chiedersi se ci sia qualcosa che quest&#8217;uomo non sia in grado di fare&#8230;</p>
<p><em></em></p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Vu3KowzfJdQ[/youtube]</p>
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		<title>Biutiful Javier Bardem!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro González Iñárritu]]></category>
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		<category><![CDATA[Film Socialisme]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean-Luc Godard]]></category>
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		<category><![CDATA[Takeshi Kitano]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore spagnolo a Cannes a presentare il film di Iñárritu. In Concorso oggi anche Outrage di Takeshi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/210.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14444" title="210" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/210.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a></p>
<p>Per quanto ci riguarda, è uno degli uomini più sexy al mondo, ed è anche un attore di raro talento, il che non guasta. Oggi gli obiettivi dei fotografi e gli sguardi delle signore sono stati tutti per lui, Javier Bardem, a Cannes per presentare la nuova pellicola di Alejandro González Iñárritu: <em>Biutiful</em>. Dopo essersi portato a casa nel 2006, il premio per la Miglior Regia con <em>Babel</em>, il regista messicano è tornato sul luogo del delitto, con la storia del catalano Uxbal, padre di due bambini di cui si occupa al posto della moglie, impossibilitata da gravi problemi mentali. &#8220;Uxbal è un personaggio maledetto&#8221;, ha commentato Bardem durante la conferenza stampa di questa mattina. &#8220;Uno che non vorrebbe perdere l&#8217;amore e il ricordo, ma che le circostanze della vita portano da un&#8217;altra parte. Non è che mi scelga sempre personaggi depressi, è che la vita è anche questo, anche questa è umanità&#8221;. Intanto tutti aspettano Penélope Cruz, che si dice abbia accompagnato il suo Javier. In attesa di vedere se sarà alla premiére ufficiale del film, questa sera, decine di fotografi sono appostati fuori agli alberghi in cerca dell&#8217;attrice, che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe essere in dolce attesa. Aspettiamo di vedere se stasera sfilerà sul <a href="http://www.movielicious.it/2010/05/17/il-red-carpet-di-biutiful/">red carpet</a> accanto al suo compagno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/javier.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14446" title="javier" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/javier.jpg" alt="" width="500" height="328" /></a></p>
<p>Questa mattina è stato presentato un altro film tra i più attesi di questa edizione del Festival di Cannes, <em>Outrage</em> di Takeshi Kitano. Si tratta di un vero e proprio ritorno al passato di uno dei più apprezzati autori giapponesi, ancora una volta alle prese con uno Yakuza Movie (film sulla mafia giapponese), a dieci anni di distanza dal controverso <em>Brothers</em>. Il regista, attore e scrittore porta sullo schermo la storia di alcune bande di gangster rivali fra loro, che operano a Tokyo. Kitano, oltre a firmare la regia, interpreta Ôtomo, un boss di basso rango, costretto a sbrigare i lavori più sporchi per i suoi superiori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/kitano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14447" title="kitano" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/kitano.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Ma oggi è anche il giorno di Jean-Luc Godard, uno dei maestri della Nouvelle Vague, che avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa proprio poco fa per presentare la sua ultima fatica, <em>Film Socialisme</em>, nella sezione Un Certain Regard. Invece l&#8217;ottantenne regista ha dato forfait all&#8217;ultimo minuto. Nessuna motivazione ufficiale è arrivata dall&#8217;ufficio stampa del Festival, che ha saputo del mancato arrivo del regista, a mezz&#8217;ora dall&#8217;inizio dell&#8217;incontro con la stampa.</p>
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