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	<title>Movielicious &#187; Tom Hooper</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il musical Cats diventerà un film, diretto da Tom Hooper</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2016 14:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Lloyd Webber]]></category>
		<category><![CDATA[Cats]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hooper]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Les Misérables, il regista di nuovo alle prese con uno dei più amati show di Broadway.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Cats.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52926" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Cats.jpg" alt="Cats" width="670" height="368" /></a></p>
<p>Uno dei più grandi successi di <strong>Andrew Lloyd Webber,</strong> basato sulla raccolta di poesie di <strong>T.S. Eliot</strong>, sta per diventare un film. Alla regia di<em><strong> Cats </strong></em>ci sarà <strong>Tom Hooper</strong>, regista de <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/" target="_blank">Il discorso del re</a> e</em> <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/15/the-danish-girl-recensione/" target="_blank"><em>The Danish Girl</em> </a>che torna al musical dopo aver diretto lo splendido <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/29/les-miserables/" target="_blank"><em>Les Misérables</em></a>.</p>
<p>La storia di<em><strong> Cats</strong></em> segue i gatti del quartiere di Jellicle che si ritrovano per l’annuale ballo e per festeggiare il vecchio gatto Old Deuteronomy, loro capo. Nel corso della festa uno dei personaggi sarà scelto per ascendere al Paradiso del Jellicle, ma prima tutti i gatti si presenteranno raccontando la loro storia, mentre la festa sarà turbata da alcuni avvenimenti che costringeranno i partecipanti a unirsi per fronteggiare una “minaccia” comune.</p>
<p>Hooper e il suo team sarebbero già al avoro su come rendere sullo schermo i<strong> gatti</strong> protagonisti della storia, ma con ogni probabilità la scelta cadrà sia sull&#8217;utilizzo di attori tradizionali che su quello della <strong>CGI</strong>, creando un mix simile a quello visto ne <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/04/13/il-libro-della-giungla-recensione/" target="_blank">Il libro della giungla</a></em> di Jon Favreau, attualmente nelle sale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Danish Girl</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 07:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alicia Vikander]]></category>
		<category><![CDATA[Eddie Redmayne]]></category>
		<category><![CDATA[Matthias Schoenaerts]]></category>
		<category><![CDATA[The Danish Girl]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hooper]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mèlo transgender firmato da Tom Hooper con una straordinaria Alicia Vikander.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., UK/USA 2015)<br />
Uscita: 18 febbraio 2016<br />
Regia:  Tom Hooper<br />
Con: Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Amber Heard<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The_Danish_Girl_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52034" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The_Danish_Girl_1.jpg" alt="The_Danish_Girl_1" width="600" height="308" /></a></p>
<p>Dopo la superba prova data da <strong>Tom Hooper</strong> con<em> <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/29/les-miserables/" target="_blank"> <em>Les Misérables</em></a></em>, ancor più che con <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/" target="_blank"><em>Il discorso del Re</em></a>, ci troviamo a storcere un po&#8217; la bocca nel constatare che il regista inglese questa volta ha diretto un&#8217;opera con poco piglio e scarsa personalità, soprattutto se confrontata con il materiale di partenza, in grado di saziare solo quell&#8217;appagamento estetico per cui ha ampiamente dimostrato di essere maestro.<br />
Siamo nel 1926 e Copenhagen sembra una cartolina all&#8217;interno della quale prendono vita Einar (<strong>Eddie Redmayne</strong>)e Gerda Wegener (<strong>Alicia Vikander</strong>), due giovani pittori uniti dall’amore per l’arte e dall’entusiasmo con cui vivono il loro matrimonio. Le cose cambiano quando Einar acconsente a una richiesta di Gerda, che gli chiede di posare per un ritratto di una ballerina (<strong>Amber Heard</strong>) indossando abiti da donna. Da quel momento un altro &#8220;sé&#8221; femminile inizia violentemente a impossessarsi di Einar e a condurlo verso un cambiamento d’identità irreversibile. Einar svanirà lasciando il posto a Lili, la donna che da sempre è stata prigioniera del suo corpo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The_Danish_Girl_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52035" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The_Danish_Girl_2.jpg" alt="The_Danish_Girl_2" width="600" height="338" /></a></p>
<p>Regista da sempre attento al dettaglio (le sue raffinate operazioni televisive prima dell&#8217;approdo al cinema <em>Elizabeth I</em>, <em>Longford</em> e <em>John Adams</em>, ne sono un perfetto esempio) Tom Hooper si è lanciato nella trasposizione del romanzo scritto nel 2000 da David Ebershoff conferendo corpo e sostanza alla propria personale idea di cinema: messa in scena sontuosa, ambienti impeccabili, costumi e scenografie inappuntabili. Quello che viene lasciato in secondo piano, in <em><strong>The Danish Girl</strong></em>, è la psicologia del primo transgender della storia ad aver preso coscienza di sé e ad aver deciso di sottoporsi a una serie di operazioni chirurgiche per la riassegnazione del genere cui sapeva di non appartenere. Come è possibile che a Einar non sia mai venuto un dubbio, un pensiero, sul suo sentirsi inadeguato, se non quando accosta al suo corpo un abito femminile? Può una scoperta del genere essere affidata alla casualità? Certo, nello script viene inserito un evento nel passato del pittore, l&#8217;amicizia sui generis con Hans (<strong>Matthias Schoenaerts</strong>), che avrebbe dovuto servire da campanello d&#8217;allarme, ma che nei fatti poi non sembra turbare affatto la sua vita matrimoniale con Gerda, almeno fino a quel momento fatale in cui posa per lei in abiti femminili.</p>
<p>Scelta rassicurante, quella di Hooper che alle prese con una storia di una potenza fisica ed emotiva devastante, sceglie di confezionare un film che viene solo sfiorato dal dolore e dalla corporeità. Lontano anni luce da una Princesa deandreiana, Eddie Redmayne è un Einar composto, delicato e femmineo, ma nei panni di Lili diventa un concentrato di mossette e sorrisi improvvisi che fanno rimpiangere il Cillian Murphy di <em>Breakfast on Pluto</em>, la Felicity Huffmann di <em>Transamerica</em> o il Jared Leto di <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/29/dallas-buyers-club/" target="_blank"><em>Dallas Buyers Club</em></a>. La vera rivelazione di<em> The Danish Girl</em> non va cercata tra i merletti del(la) protagonista, ma nelle espressioni e negli sguardi ben più spartani di colei che segue da vicino il trambusto emotivo di quello che una volta era suo marito. E&#8217; la Gerda di Alicia Vikander il personaggio portante, il pilastro su cui si poggia l&#8217;intera vicenda, quella raccontata nel film e quella personale di Einar/Lili. Risoluta, indipendente e rassegnata davanti alla decisione presa dal compagno, ne diventa l&#8217;amica fidata, la confidente, pur di rimanergli accanto. Perfetta l&#8217;attrice svedese (già apprezzata nel notevole <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/07/31/ex-machina/" target="_blank">Ex Machina</a></em> e giustamente candidata all&#8217;Oscar per questo ruolo), abilissima nel lavorare di sottrazione e nel conferire un&#8217;autenticità spiazzante a un personaggio che si muove e soffre (lei sì che soffre) in un mondo dominato da tenui colori pastello.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Sei famosi registi parlano di cinema</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/09/sei-famosi-registi-parlano-di-cinema/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 10:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alejandro González Iñárritu]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[The Hollywood Reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hooper]]></category>

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		<description><![CDATA[Due chiacchiere con Tarantino, Iñárritu, Ridley Scott, Danny Boyle, Tom Hooper e David O. Russell.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Thr_Roundtable.png"><img class="alignnone size-full wp-image-51479" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Thr_Roundtable.png" alt="Thr_Roundtable" width="599" height="340" /></a></p>
<p>Il roundtable di una vita che ogni giornalista sogna di fare è divenuto realtà. Ci ha pensato <strong>Stephen Galloway</strong> del <em>The Hollywood Reporter</em>, che ha incontrato in una volta sola sei tra i registi più noti e influenti del momento: <strong>Quentin Tarantino</strong> (<em>The Hateful Eight</em>), <strong>Alejandro González Iñárritu</strong> (<em>The Revenant – Redivivo</em>), <strong>Ridley Scott</strong> (<em>Sopravvissuto – The Martian</em>), <strong>Danny Boyle</strong> (<em>Steve Jobs</em>), <strong>Tom Hooper</strong> (The Danish Girl) e <strong>David O. Russell</strong> (Joy). Un&#8217;ora di chiacchiere tra aneddoti e problemi di ordine pratico, con uno sguardo più ampio sul presente e sul futuro del cinema in genere. Se avete un&#8217;oretta libera e masticate un po&#8217; di inglese, è una visione consigliatissima.</p>
<p>&nbsp;<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/SQ7qKKQrSBY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 4</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 17:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Deludono The Danish Girl ed Equals, conquista Feederick Wiseman e incuriosisce L'attesa, con una sorprendente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg"><img class="size-full wp-image-44258" title="DV2117875" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg" alt="Frederick Wiseman" width="500" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Frederick Wiseman</p></div>
<p>Se la sezione principale continua imperterrita a zoppicare e a dover fare i conti con l&#8217;insuperabile baratro che lo separa dal film-mondo di Sokurov, quella non competitiva sfodera il suo asso e stravolge una partita fatta finora di mani perlopiù deboli e dimenticabili.</p>
<p>L&#8217;ottuagenario <strong>Frederick Wiseman</strong>, dopo il tradimento cannense di <em>National Gallery</em>, torna all&#8217;affezionatissimo Lido con un nuovo saggio entomologico <em>monstre</em> di inusitata portata, un gremito formicaio di piccole, quotidianissime storie che, come di consueto, inizia dal minuzioso studio di una minuscola, circoscritta realtà per evolvere nella riflessione su una cosmica, generalizzata condizione esistenziale. <em><strong>In Jackson Heights</strong></em> parte dall&#8217;omonimo quartiere-crogiuolo di New York, considerato uno dei più avanzati esempi di melting pot urbano del mondo, e si snoda, lungo tre ore abbondanti di negozietti, di luoghi di culto, di collettivi, di adunanze e di semplici chiacchiere da vicinato in un appassionato elogio del multiculturalismo, senza timore di svelarne il lato ancora fragilmente irrequieto e con lo stesso occhio che, come già dai tempi di <em>Welfare</em> e di <em>Hospital,</em> dietro a una clinica, imperturbabile oggettività, si fa sempre di più voce di un ceto medio-basso in progressiva via di estinzione.</p>
<p>Ne viene fuori una mappatura caleidoscopica di infinite, ordinariamente uniche commedie umane, fra squarci di malinconia (la congrega di magliaie che discetta di cimiteri e di sepoltura in genere), parentesi esilaranti (la lezione di inglese per tassisti), tuffi nell&#8217;assurdo di tutti i giorni (gli aspiranti alla cittadinanza americana che non sanno spiegare i loro motivi) e la solita capacità di trasformare piccole battaglie civili in epici scontri fra Davide e Golia, dalle proteste della transessuale discriminata alla preparazione del Pride, dando il meglio di sé soprattutto con il leitmotiv della resistenza contro il piano di riqualificazione territoriale (il cosiddetto <em>business improvement district</em>) che rischia di spazzare via l&#8217;intera comunità.<br />
Un nuovo, imperdibile capolavoro, insomma, per il padre del documentario moderno, e una testimonianza forse, visti i tempi, ancora più necessaria del solito.</p>
<div id="attachment_44259" style="width: 356px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg"><img class="size-full wp-image-44259" title="drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg" alt="Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals" width="346" height="519" /></a><p class="wp-caption-text">Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals</p></div>
<p>È tempo, però, di ributtarsi nel Concorso, e ciò non potrebbe avvenire con uno scarto più traumatico e demoralizzante: il fantascientifico <em><strong>Equals</strong></em> è infatti un nefando prodottino da multisala concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) persone totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44260" title="kristen-stewart" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg" alt="" width="374" height="561" /></a></p>
<p>Il giovane <strong>Drake Doremus</strong> voleva forse trasferire in un&#8217;ottica prettamente allegorica i connotati ultrasentimentali del suo universo giovanilistico-ipersensibile (quello di <em>Like Crazy</em>, per esempio), ma gira di fatto il remake hipster-sfigato de <em>L&#8217;uomo che fuggì dal futuro</em> &#8211; recuperandone persino intere caratteristiche, come le scenografie diafane e squadrate -, con attori di supporto in visibile disagio (gli australiani <strong>Guy Pearce</strong> e <strong>Jacki Weaver</strong>) e una coppia di protagonisti insostenibilmente languidi, ancorché il <strong>Nicholas Hoult</strong> di <em>Mad Max: Fury Road</em> e la <strong>Kristen Stewart</strong> di <em>Twilight</em> si rivelino, nella loro tragica inespressività, perfettamente adeguati al loro ruolo di rigidissimi manichini de-emozionalizzati.<br />
Il risultato è un&#8217;antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto ai massimi livelli, finora il titolo più indifendibile di tutto il programma della Mostra.</p>
<div id="attachment_44261" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg"><img class="size-full wp-image-44261" title="eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg" alt="Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl</p></div>
<p>Appena un po&#8217; meglio, ma comunque lontano dalla sufficienza, si assesta il concorrente della mattinata, l&#8217;atteso <strong><em>The Danish Girl</em> </strong>di <strong>Tom Hooper</strong>: rinunciando alle ventate sperimentali di <em>Les misérables</em> e rigettandosi nel più innocuo formalismo de <em>Il discorso del re</em>, Hooper firma un&#8217;operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT.<br />
E svela il bluff e tutti i limiti di un interprete come <strong>Eddie Redmayne</strong>, nel medesimo ruolo de <em>La teoria del tutto</em> (un individuo prigioniero del proprio corpo), che si produce in una stucchevole sequela di smorfie e mossette che rendono la sua Lili Elbe, pioniera scandinava del transessualismo, non uno studio accurato del femminino, ma solo una macchietta poco credibile (il lavoro di John Lone di <em>M. Butterfly</em>, per dire, aveva ben altro spessore).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44263" title="alicia_vikander" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44262" title="eddie-redmayne" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a></p>
<p>Di gran lunga meglio la sua partner <strong>Alicia Vikander</strong>, effettiva protagonista del film (come già fu Felicity Jones nella biografia di Hawking), misurato fulcro emotivo di un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<div id="attachment_44264" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg"><img class="size-full wp-image-44264 " title="juliettebinoche" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg" alt="Juliette Binoche - L'attesa" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Juliette Binoche - L&#39;attesa</p></div>
<p>Notevole sorpresa, invece, <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em> di <strong>Piero Messina</strong>, che inaugura la nutrita comitiva nostrana e che incassa programmaticamente i primi, immeritati fischi dell&#8217;edizione: l&#8217;ermetico e seducente kammerspiel sull&#8217;assenza messo in scena dall&#8217;assistente alla regia di Paolo Sorrentino è un&#8217;opera audace e frastornante, dominata da un&#8217;estetica soverchiante e polarizzante di irresistibile valore ipnotico fatta di spericolati movimenti di macchina, di geometrizzazioni totalizzanti e di lunghe pause, un esercizio &#8211; inevitabilmente freddo, ma comunque di indubbio fascino &#8211; di ricerca immaginifica che, esattamente come l&#8217;<em>Under the Skin</em> di Glazer nei confronti dell&#8217;omonimo romanzo di Michel Faber, riduce l&#8217;ispirazione de <em>La vita che ti diedi</em> di Pirandello a una serie di suggestioni e di astrazioni di sfuggevole comprensione, lasciando nell&#8217;indeterminatezza gli elementi più scontati: che intesa si crea fra la giovane Jeanne (<strong>Lou de Laâge</strong>), in visita al casolare siciliano del fidanzato, e la di lui madre Anna (<strong>Juliette Binoche</strong>, meravigliosa e dolente), speculari e gemelle già nel nome? qual è il ruolo del tuttofare Pietro (<strong>Giorgio Colangeli</strong>) nell&#8217;economia della storia?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44267" title="piero-messina" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg" alt="" width="274" height="410" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44266" title="juliettebinoche_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg" alt="" width="281" height="410" /></a></p>
<p>Tutte domande, fortunatamente, senza una risposta univoca e determinata, base di un&#8217;opera prima rigorosa e già personalissima che vedremmo volentieri insignita di un coraggioso Leone d&#8217;Argento.</p>
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		<title>Les Misérables</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 08:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., U.K 2012)<br />
Uscita: 31 gennaio 2013<br />
Regia: Tom Hooper<br />
Con: Hugh Jackman, Anne Hathaway, Amanda Seyfried<br />
Durata: 2 ore e 40 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30437" title="les-miserables" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ogni tanto torna di moda, il musical, genere affacciatosi sul panorama cinematografico subito dopo l&#8217;avvento del sonoro e che più degli altri incarna il sogno hollywoodiano. Nacque esattamente a Hollywood nel 1927 con <em>Il cantante di jazz</em> di Alan Crosland, primo film sonoro e cantato della storia del cinema. Figlio della grande depressione che colpì gli States di lì a poco, il musical rappresentava un vero e proprio antidoto alla tristezza e alla malinconia che regnavano in quegli anni, un&#8217;opportunità di evasione dal grigiore e dalla mancanza di prospettive che quel momento storico portava con sé. Con qualche cents i brutti pensieri sparivano, almeno per un po&#8217;, e ci si concentrava su un tip-tap o su una canzonetta orecchiabile dal testo leggero, sognando un futuro diverso.</p>
<p>Ed è quantomeno curioso che si torni a parlare di musical oggi, con la crisi economica che attanaglia mezzo mondo e gli incassi cinematografici che non possono che risentirne. Abbiamo storto il naso nel guardare <em>Step Up 4 Revolution</em> o <em>Rock of Ages </em>(!), solo per citare due pellicole recenti appartenenti a questo genere, ma adesso nelle sale arriva <a href="http://www.movielicious.it/2012/12/03/les-miserables-in-diretta-su-movielicious-la-premiere-londinese/"><em>Les Misérables</em></a>, ed è tutta un&#8217;altra storia. Per ventisette anni ininterrottamente in scena nei teatri del West End Londinese e sempre con il tutto esaurito. Il musical ispirato al celebre romanzo di Victor Hugo, adattato per il palcoscenico dal compositore Claude-Michel Schönberg e dal librettista Alain Boublil è stato esportato in più di quarantadue nazioni, tradotto in ventuno lingue e in grado di attirare sessanta milioni di spettatori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30441" title="les-miserables-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables-2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Nel film diretto da Tom Hooper (<a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/"><em>Il discorso del Re</em></a>), in corsa verso gli Oscar con <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/10/oscar-2013-tutte-le-nomination/">otto nomination</a>, non c&#8217;è più traccia della poetica di evasione di cui il musical si faceva fautore ai suoi albori: si punta sul melodramma, sulla storia di redenzione e di speranza, di sacrificio e riscatto ambientata nella Francia del XIX° Secolo. Hugh Jackman interpreta l’ex detenuto Jean Valjean, ricercato da decenni dallo spietato ispettore Javert (Russell Crowe) dopo aver violato la libertà condizionata. Quando Valjean decide di prendersi cura della giovane figlia dell’operaia Fantine (Anne Hathaway), Cosette (Amanda Seyfried), tra lui e la ragazza si instaurerà un rapporto solido e profondo, che terrà le loro vite legate per sempre a doppio filo.</p>
<p>Dopo ogni adattamento possibile (cinema, TV, fumetto), quello che colpisce della versione di Hooper de <em>I Miserabili</em> è la decisione piuttosto audace di far cantar dal vivo i protagonisti, e non di inserire in fase di post-produzione le loro performance, come di solito avviene. Un rischio che ha pagato, perché questa scelta contribuisce ad esaltare le esibizioni degli attori, privilegiando l’intensità espressiva all&#8217;accuratezza canora. Il cast regala interpretazioni vibranti: sono tutti bravissimi, ad eccezione di Russell Crowe (che guardacaso è anche il frontman del gruppo <em>The Ordinary Fear of God</em>). Il suo<a href="http://www.movielicious.it/2012/03/27/les-miserables-ecco-russell-crowe/"> Javert </a>non convince, complice un tono di voce monocorde che l&#8217;attore mantiene pressoché identico per tutta la durata del film. Buone le prove della <em>Mamma Mia</em> girl Amanda Seyfried, della giovane Samantha Barks nei panni di Eponine (probabilmente la più precisa nell&#8217;esecuzione, tanto che la sua <em>On My Own</em> sembra registrata in studio), di Eddie Redmayne nei panni di Marius e dei divertentissimi Thénardier Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen.<br />
Tutt&#8217;altro discorso, invece, si meritano il sorprendente <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/21/hugh-jackman-irriconoscibile-in-les-miserables/">Hugh Jackman</a>, che finalmente ha avuto modo di dimostrare di essere più bravo che affascinante e l&#8217;intensa Anne Hathaway, protagonista del momento più toccante e memorabile dell&#8217;opera quando si esibisce in <em>I Dreamed a Dream</em>. Un piano sequenza di quasi cinque minuti, stretto sul suo <a href="http://www.movielicious.it/2012/12/10/les-miserables-i-segreti-delle-trasformazioni-di-hugh-jackman-e-anne-hathaway/">volto sciupato e derelitto</a>, con la voce spezzata dal pianto: apnea assicurata anche per i non amanti del genere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30442" title="LES MISERABLES" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/les-miserables-3.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Certo la regia di Tom Hooper ha pochi slanci e sembra prediligere inquadrature e movimenti di macchina da serie televisiva di elevata fattura. Concentrandosi sui primi piani (a volte tanto stretti da mostrare le ugole degli attori), non riesce a mettere un po&#8217; di dinamismo neanche nelle inquadrature che si aprono sulle suggestive vedute di una Parigi poco reale e molto teatrale, interamente ricostruita nei Pinewood Studios di Londra. Le scenografie sontuose e i <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/13/trailer-italiano-per-les-miserables/">costumi di Paco Delgado</a> evidenziano la meticolosità con cui ogni singolo aspetto del film è stato curato. I dialoghi parlati si contano sulle dita di una mano, tutti cantano, per quasi tre ore. Ma una volta usciti dalla sala, le melodie verranno a casa con voi, insieme alla consapevolezza di aver assistito a uno spettacolo vibrante e coinvolgente come pochi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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