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	<title>Movielicious &#187; Valentina Lodovini</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La verità sta in cielo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 06:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[La verità sta in cielo]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle mani di Roberto Faenza il caso Orlandi diventa fiction di basso livello. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 6 ottobre 2016<br />
Regia: Roberto Faenza<br />
Con: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54181" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_1.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_1" width="670" height="368" /></a></p>
<p><strong><em>La verità sta in cielo</em></strong> è il film con cui <strong>Roberto Faenza</strong> vorrebbe ricostruire gli eventi che, nel giugno del 1983, portarono alla sparizione, in pieno centro di Roma, di <strong>Emanuela Orlandi</strong>, figlia quindicenne di un funzionario vaticano. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo perché Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva fare (anzi doveva) in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che sembrava un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.<br />
Invece l’autore riesce a toppare su tutto, ma andiamo per gradi.<br />
Il film si apre infatti sull’unico personaggio fittizio della storia, una giornalista inglese di origini italiane (<strong>Maya Sansa</strong>) inviata in Italia per indagare sul caso Orlandi alla luce delle connessioni tra questo e lo scandalo di Mafia Capitale. Una volta giunta a Roma, la giovane reporter riesce ad entrare in contatto con Sabrina Minardi, ex fidanzata di Enrico “Renatino” De Pedis (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>) decisa, dopo anni, a rivelare tutto ciò che sa sul coinvolgimento del boss della banda della Magliana nel caso Orlandi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54182" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/La_verità_sta_in_cielo_2-1024x540.jpg" alt="La_verità_sta_in_cielo_2" width="650" height="343" /></a></p>
<p>Ora, a parte capire quale folle scelta di casting abbia portato a prendere anche solo in considerazione Shel Shapiro per il ruolo di un direttore di un giornale britannico, non si comprende la necessità di scritturare Greta Scarano &#8211; attrice di appena trent’anni &#8211; per poi riempirle la faccia di silicone fino a renderla irriconoscibile e costringerla a recitare nei panni di una Minardi ormai sessantenne.<br />
Lungi dall’essere elementi periferici e quindi non suscettibili di compromettere la riuscita del film, questi sono due esempi di come il lavoro sulla ricostruzione anche solo estetica di un periodo chiave della nostra storia recente sia stato svolto in maniera approssimativa, per non dire raffazzonata. Che poi un regista di esperienza decennale, sebbene dai risultati alterni, costruisca un film dichiaratamente di fiction come una mera sequela di scene a due in cui un personaggio racconta all’altro una parte della (sua) verità è inaccettabile, sia da un punto di vista stilistico che etico. Complici forse i limiti di budget, ne La verità sta in cielo quasi nulla viene mostrato, con un risultato che, lontano anni luce anche dalla peggiore serialità nazionalpopolare, si avvicina pericolosamente alle ricostruzioni filmate di programmi come <em>Chi l’ha visto?</em> o <em>Blu notte</em>.</p>
<p>Ora, non c’è alcun dubbio che gli ultimi cinquant’anni della <strong>storia criminale italiana</strong> rappresentino una fonte inesauribile di materiale (lo sa bene Giancarlo De Cataldo che, su questo, ci ha costruito una carriera) e la nostra cinematografia, in passato, vi ha giustamente attinto scrivendo pagine memorabili di cinema civile.<br />
Senza neanche andare a scomodare Francesco Rosi o Elio Petri, basterebbe ricordare il dignitosissimo lavoro svolto da Giuseppe Ferrara (da <em>Il sasso in bocca</em> fino a <em>Il caso Moro</em>) o da Marco Tullio Giordana con <em>Pasolini, un delitto italiano</em> e l’ingiustamente snobbato <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/28/romanzo-di-una-strage/" target="_blank"><em>Romanzo di una strage</em></a>.<br />
Si trattava di ricostruzioni fedeli, del tutto prive delle inspiegabili velleità investigative di autentici pastrocchi come questo di faenza o il recente <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/22/la-macchinazione/" target="_blank"><em>La macchinazione</em></a> di David Grieco. Di fronte a una tale pochezza di messa in scena si sarebbe preferito di gran lunga assistere a una docufiction (che pure il film di Faenza, a tratti, sembra simulare) o a libera rilettura in chiave di genere, una di quelle che avrebbe potuto fare il Michele Placido di <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca – Gli angeli del male</em> </a>con una buona sceneggiatura per intenderci.<br />
Stupisce, più che altro, la decisione di un’attrice brava come Maya Sansa e di uno lanciato come Riccardo Scamarcio di essere associati a un film di qualità così risibile.<br />
Roba da prima serata su Rai 1, a riempire lo spazio rimasto vuoto in palinsesto tra una stagione e l’altra di <em>Don Matteo</em>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
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		<title>Ma che bella sorpresa</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 07:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Genovesi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Baschetti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudio Bisio innamorato immaginario nella nuova commedia di Alessandro Genovesi. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 11 marzo 2015<br />
Regia: Alessandro Genovesi<br />
Con: Claudio Bisio, Frank Matano, Valentina Lodovini, Chiara Baschetti<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/ma-che-bella-sorpresa_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41617" title="ma-che-bella-sorpresa_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/ma-che-bella-sorpresa_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Esiste la donna ideale?<br />
Se lo chiede Guido (<strong>Claudio Bisio</strong>), un professore di lettere di mezza età trapiantato da Milano a Napoli, in piena crisi esistenziale perché appena lasciato da una fidanzata che gli spiega candidamente che &#8220;tu mi rendi troppo felice e lo sanno tutti che noi donne, per essere felici, dobbiamo essere infelici&#8221;.<br />
La stessa domanda gli risuona in testa anche quando una bellissima vicina bussa alla sua porta con la scusa di aver bisogno di un po&#8217; di zucchero.<br />
Dolce, sensuale, appassionata d&#8217;arte e persino tifosa del Milan, Silvia (<strong>Chiara Baschetti</strong>) sembra avere tutto quello che l&#8217;uomo ha sempre desiderato in una donna, forse addirittura troppo.<br />
Guido sta giusto iniziando a convincersi che forse sì, la donna ideale può esistere davvero, quando il suo collega e (unico) amico Paolo (<strong>Frank Matano</strong>), insospettito dal fatto che questa Silvia sia sempre così refrattaria a mostrarsi in pubblico, scopre la triste verità.<br />
Silvia non esiste, è solo una proiezione della delusione di Guido verso un universo femminile da cui si sente troppo deluso per permettersi di sperare ancora nell&#8217;incontro perfetto.<br />
Ed è un peccato perché un&#8217;altra vicina di casa &#8211; che, a differenza di Silvia, però esiste davvero &#8211; da anni non aspetta altro che Guido si accorga di lei.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/ma-che-bella-sorpresa_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41618" title="ma-che-bella-sorpresa_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/ma-che-bella-sorpresa_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Alessandro Genovesi torna alla regia a neanche sei mesi dall&#8217;ambizioso e parecchio irrisolto <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/16/festival-di-roma-2014-giorno-1/" target="_blank"><em>Soap Opera </em></a>e, per l&#8217;occasione, interrompe il sodalizio con Fabio De Luigi (a tutti gli effetti il suo attore-feticcio) con cui si riunirà comunque a lavorare a breve nel prossimo <em>La peggior vacanza della mia vita</em>.<br />
<strong><em>Ma che bella sorpresa</em></strong> mutua la sua idea di base (la ragazza immaginaria) dal brasiliano <em>Mulher Invisivel </em>e ci costruisce attorno una commedia romantica piuttosto atipica che, seppure fiaccata da alcuni cliché da cui la moderna commedia (all&#8217;) italiana non sembra proprio in grado di svincolarsi, consta di almeno un paio di elementi di pregio assoluto.<br />
Il primo è senza dubbio la location: una Napoli irreale e sognante che, seppure distante anni luce dalla sua natura più complessa e caotica, si rivela essere l&#8217;ideale cornice agrodolce per il mood del film.<br />
Funziona come protagonista Bisio che, reduce da una serie di ruoli particolarmente riusciti (non ultimo quello nel sottovalutato <em>La gente che sta bene </em>di Francesco Patierno), pare stia finalmente riuscendo a svincolarsi dall&#8217;idea di comico di area prettamente televisiva alla quale di solito viene associato.<br />
La stralunata malinconia con cui l&#8217;attore milanese tratteggia la fuga dalla realtà di questo professorino idealista e romantico è piacevole e, allo stesso tempo, gli impedisce di deragliare nei lidi del caricaturale in cui, visti gli argomenti trattati, non sarebbe stato neanche così difficile cadere.<br />
Genovesi si dimostra inoltre abile anche nella scelta di <strong>Renato Pozzetto</strong> e <strong>Ornella Vanoni</strong> per interpretare i genitori di Guido. La Vanoni in particolare è divertentissima nei panni di questa mamma castrante e perennemente alticcia e, a tratti, sembra quasi fare il verso all&#8217;imitazione che a sua volta Virginia Raffaele fa della cantante in TV.</p>
<p>Non sono solo rose e fiori però e, come accennavo poc&#8217;anzi, Ma che bella sorpresa ha pure i suoi bei difetti.<br />
Uno in particolare si staglia prepotente su tutti ed è l&#8217;inutile Frank Matano, indicato in locandina come coprotagonista e, nei fatti, null&#8217;altro che esile figurina di contorno relegata al ruolo di spalla comica di Bisio.<br />
Se non fosse che i suoi interventi si rivelano, con regolarità matematica, i meno divertenti del film.<br />
L&#8217;utilizzo di Matano è ovviamente figlio dell&#8217;incomprensibile popolarità raggiunta da questo negli ultimi anni e di una chiara volontà della produzione di allargare il potenziale bacino d&#8217;utenza dell&#8217;opera anche ai giovanissimi.<br />
Più in generale è la dimostrazione di un&#8217;atavica mancanza di coraggio che grava su quasi tutte le (troppe) commedie prodotte annualmente in Italia; quasi come se il semplice valore di un&#8217;idea vincente o di un buono script sia comunque di secondaria importanza rispetto alla presenza, nel cast, di star stagionali usate come facili specchietti per le allodole.<br />
E&#8217; un meccanismo che alla fine non è neanche detto che paghi e che, di sicuro, svilisce il tentativo di Alessandro Genovesi &#8211; di cui si evince a tratti anche una certa fascinazione per il cinema di Wes Anderson &#8211; di costruire un prodotto fieramente medio che non sia per forza anche mediocre.</p>
<p><strong>Voto </strong>5,5</p>
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		<title>Buoni a nulla</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/23/buoni-a-nulla/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 14:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianni Di Gregorio ci spiega come nessun altro perché ogni tanto nella vita bisogna incazzarsi. La nostra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 23 ottobre 2014<br />
Regia: Gianni Di Gregorio<br />
Con: Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini<br />
Durata: 1 ora e 27 minuti<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buoni-a-nulla_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39355" title="&quot;Buoni a Nulla&quot; di Gianni Di Gregorio (2014)" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buoni-a-nulla_1.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a></p>
<p>Presentato<a href="http://www.movielicious.it/2014/10/18/festival-di-roma-2014-giorno-3/"> nei giorni scorsi</a> durante la nona edizione del <em>Festival Internazionale del Film di Roma</em>, l’ultima fatica di <strong>Gianni Di Gregorio</strong>, regista, attore e sceneggiatore romano, sembra essere arrivata giusto in tempo per ricordarci che nella commedia italiana è ancora possibile ridere con garbo ed eleganza. Dopo il successo di <em>Pranzo di Ferragosto </em>e l&#8217;accoglienza più tiepida (chissà poi perché) riservata al successivo <em>Gianni e le donne</em>, Di Gregorio torna a raccontarci una storia piccola con la quale ben sintetizza la delicata situazione che in questo momento stanno vivendo in tanti: quella degli esodati.</p>
<p>Il regista e interprete si cala così nei panni di Gianni, ormai il suo alter ego cinematografico, un impiegato nel settore pubblico che, dopo anni di lavoro, sta per raggiungere la tanto agognata pensione. Una mattina, però, i suoi piani vengono stravolti da una circolare del ministero che lo costringerà a rimanere in servizio per altri tre anni, e per giunta, in un nuovo ufficio lontanissimo da casa sua. Un&#8217;occasione che permetterà a Gianni di cambiare vita, facendo amicizia col vicino di scrivania di Marco (<strong>Marco Marzocca</strong>), ingenuo ed efficiente che, proprio come lui, non sa dire di no ai colleghi tanto incapaci quanto arrivisti che lo riempiono di lavoro. Soprattutto alla morbida Cinzia (<strong>Valentina Lodovini</strong>), che esercita su di lui un fascino particolare. Per Gianni, sarà sufficiente una chiacchierata con il dentista e attuale compagno della sua ex moglie (<strong>Marco Messeri</strong>), per cambiare idea e approcciarsi al mondo in un modo completamente nuovo. E per il suo amico Marco?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buonianulla_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39356" title="buonianulla_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/buonianulla_2.jpg" alt="" width="500" height="288" /></a></p>
<p>Con una storia così, come si fa a non pensare a Fantozzi? Un ufficio pubblico, un protagonista che non sa dire di no e un altro che non ha la forza di ribellarsi alle angherie dei colleghi. In realtà però ci sono diversi aspetti per cui Gianni e Marco non sono affatto simili al ragionier Ugo. Innanzitutto perché la &#8220;sfiga&#8221; di Gianni (ma anche quella di Marco), smette di essere tale nel momento in cui il personaggio si rende conto che è il suo atteggiamento remissivo e sempre accomodante a far sì che il mondo lo percepisca come &#8220;sfigato&#8221; e lo tratti di conseguenza. In Fantozzi questa presa di coscienza non c&#8217;è, anzi: è proprio la mancanza di sviluppo di questo aspetto che ha consentito la realizzazioni di dieci film il cui vero punto di forza sta nella mancanza di crescita del personaggio. Poi c&#8217;è un&#8217;altra profonda differenza. Mentre  nella saga fantozziana sono il cinismo e l&#8217;aggressività a farla da padroni, rimarcando il messaggio per cui sono i furbetti e gli scaltri a vincere e a cavarsela nella vita, <strong><em>Buoni a nulla</em></strong> lascia da parte l&#8217;arroganza:  Gianni imparerà a dire di no, e Marco a farsi rispettare dai colleghi, ma questo non farà certo di loro dei cattivi e non li trasformerà in personaggi parzialmente negativi, anzi.</p>
<p>Similitudini a parte, l&#8217;ultimo film di Di Gregorio è una vera e propria boccata d&#8217;aria fresca per il nostro cinema per il modo in cui riesce a raccontare, in modo semplice, quello che ciascuno di noi potrebbe trovarsi ad osservare dalla finestra di casa: una storia minuta, portata avanti senza virtuosismi ma con buongusto e leggerezza. Dopo una prima parte fluida e impeccabile, il ritmo rallenta un po&#8217;, è vero, ma le performance di un ormai rodato Di Gegorio e di un divertentissimo Marzocca, fanno dimenticare qualche innocente intoppo nello script.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Claudio e Alessandro: benvenuti ma non troppo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Siani]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Benvenuti al nord]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/91.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24571" title="91" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/91.jpg" alt="" width="500" height="350" /></a></p>
<p>Dopo il successo di <a href="http://www.movielicious.it/2010/10/01/benvenuti-al-sud/"><em>Benvenuti al sud</em></a> (trenta milioni di euro di incassi per un film italiano è una cifra da capogiro) era inevitabile un sequel. In Italia era inevitabile (sia per tentare di nuovo la fortuna al botteghino, sia per per pareggiare i conti con l&#8217;altra metà del pubblico dello stivale, che magari non si è sentito sufficientemente preso in considerazione), perché il regista francese Dany Boon si è ben guardato dal regalare un sequel al suo piccolo gioiello <em>Giù al nord </em>(<em>Bienvenue chez les Ch&#8217;tis</em>) di cui <em>Benvenuti al sud </em>è il remake. Ma si sa, qui da noi un prodotto, soprattutto se funziona in termini commerciali, va spremuto fino al midollo, privato di quelle caratteristiche che lo avevano reso un caso unico e trasformato in qualcosa di cui si finisce col dire &#8220;era meglio il primo&#8221;. Come avrete intuito, <em>Benvenuti al nord </em>non ci ha entusiasmati, lo leggerete nella recensione che troverete online nei prossimi giorni, ma l&#8217;attesa per la nuova commedia di casa Medusa, a giudicare dalla gremita conferenza stampa di presentazione a cui abbiamo partecipato questa mattina, sembra essere un fatto tangibile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/72.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24573" title="72" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/72.jpg" alt="" width="500" height="347" /></a></p>
<p>Cast artistico al gran completo (Bisio, Siani, Lodovini, Rossi e gli altri) arricchito dalla presenza di Emma Marrone, la cantante proveniente dalla scuderia di<em> Amici</em> che ha preso parte alla colonna sonora del film con un paio di brani. <em>Benvenuti al sud</em>, che uscirà mercoledì 18 gennaio in ben ottocento copie, riporta sullo schermo le vicende di Alberto (Bisio) e Mattia (Siani), ma con un cambio di campo . Se nel primo capitolo, infatti, la partita tra il nordico direttore di ufficio postale e l&#8217;impiegato lavativo si giocava nel pittoresco paesino campano di Castellabate, adesso è Mattia che è costretto a trasferire a Milano per salvare il suo legame con moglie e figlio. Sceneggiatura originale, questa volta,  scritta a quattro mani da Fabio Bonifacci e dallo stesso regista Luca Miniero, che però pone sempre al centro della vicenda le diversità culturali di un&#8217;Italia tanto bella perché altrettanto varia.</p>
<p>Mattatori dell&#8217;incontro, inutile dirlo, sono stati i due protagonisti del film Claudio Bisio e Alessandro Siani (quest&#8217;ultimo con cellulare acceso e ben vicino al microfono, come potete percepire dall&#8217;audio della seconda clip) che, tra una battuta e l&#8217;altra,  hanno risposto alle domande dei giornalisti.</p>
<p><em>Claudio, senti un po&#8217; di ansia da prestazione dato il grande successo di Benvenuti al Sud? </em></p>
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<p><em>Alessandro, ti hanno spesso paragonato a Massimo Troisi, in particolare da quando hai interpretato Mattia. E&#8217; una somiglianza in cui ti ritrovi?<br />
</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/E5J6RE_oSLQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/E5J6RE_oSLQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Generazione 1000 euro</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 22:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tiberi]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Crescentini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Venier]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Villaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[Felicità e amore ai tempi del precariato. Uno spassoso romanzo di formazione al contrario firmato Massimo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(id., Italia 2009)<br />
Uscita: 24 aprile 2009<br />
Regia: Massimo Venier<br />
Cast: Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini<br />
Durata: 1 ora e 41 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/mille1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4120" title="mille1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/mille1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Avete presente quando chiedete a qualcuno com&#8217;è un film, e quello vi risponde: &#8220;Carino&#8221;? Ecco, <em>Generazione 1000 euro</em> è un film così. Ma nel vero senso del termine: una commedia piacevole, frizzante, scorrevole, ben scritta, ben girata e ben interpretata. Che nonostante sia incentrata sulla precarietà dei 30-e-qualcosa, lascia nello spettatore una sensazione di gradevole ottimismo e allegria. Perché se dobbiamo ridere sulle disgrazie economiche che attraversiamo un po&#8217; tutti, almeno facciamolo senza piangerci addosso.</p>
<p>Matteo (Tiberi) è laureato in matematica, e di lavoro pigia i tasti distrattamente in una multinazionale, settore marketing. Prende meno di mille euro al mese, e ha la sedia che gli vacilla continuamente sotto al sedere. Un giorno prova l&#8217;ebbrezza di un viaggio di lavoro a Barcellona con una sua &#8220;capa&#8221; (Crescentini), e da quel momento inizia a pensare che la carriera non deve essere poi quel demone che tutti osteggiano alla ricerca dei propri sogni. Si può entrare nel sistema ed essere felici? Peccato che gli ingranaggi abbiano qualcosa che li inceppa: amici, amori, ideali.</p>
<p>Massimo Venier, dopo una vita passata a dirigere Aldo, Giovanni e Giacomo, scrive un film con nuovi personaggi azzeccati e ottime battute. Nonostante qualche volta strappi il sorriso in modo troppo semplice, o scelga soluzioni un po&#8217; scontate, riesce a non perdere mai in ritmo. Anzi, stupisce con guizzi di ironia tagliente. Ottimo davvero il cast, con un Alessandro Tiberi che dimostra di essere molto più che una bella faccia da TV (<em>Boris</em>), e un Francesco Mandelli perfetto nel ruolo. Spassose parti minori di Paolo Villaggio e Lucia Ocone. Un film &#8220;carino&#8221;, assolutamente da vedere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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