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	<title>Movielicious &#187; Viggo Mortensen</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Green Book</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 14:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di un'improbabile amicizia sullo sfondo dell'America razzista dei primi anni Sessanta diretta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2018)<br />
Uscita: 31 gennaio 2019<br />
Regia: Peter Farrelly<br />
Con: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book.jpg" alt="Green_Book" width="650" height="370" /></a></p>
<p>A pensare che il regista di <em><strong>Green Book</strong></em> sia uno dei fratelli Farrelly, quelli di <em>Scemo &amp; più scemo</em>,<em> Tutti pazzi per Mary</em> e <em>Io, me &amp; Irene</em>, fa un certo effetto. Sbarcato alla Festa di Roma dopo aver vinto il Premio del Pubblico all&#8217;ultima edizione del Toronto Film Festival, <em><strong>Green Book</strong></em> racconta la storia (vera) del pianista di colore Don Shirley (il Premio Oscar <strong>Mahershala Ali</strong>), che nel 1962 assunse il buttafuori italoamericano Tony Lip (<strong>Viggo Mortensen</strong>) come autista per farsi accompagnare a una serie di concerti nel sud degli Stati Uniti, al di sotto di quella linea immaginaria Mason-Dixon che delimitava gli stati in cui la <strong>segregazione razziale</strong> rappresentava la norma. Il riconoscimento dei diritti civili alle persone di colore è ancora un&#8217;utopia e, a mano a mano che i due si addentrano nel profondo sud del Paese, si ritrovano a contatto con la triste realtà di una società tanto ipocrita da fregiarsi della presenza di un artista afroamericano per deliziare un pubblico di gretti uditori bianchi, negandogli però la possibilità di mangiare nel loro stesso ristorante o di condividere il bagno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57759" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book_2.jpg" alt="Green_Book_2" width="900" height="474" /></a></p>
<p>Il film (il cui titolo si riferisce al <em>Negro Motorist Green Book</em>, una guida pubblicata dal 1936 al 1966 per consigliare i viaggiatori neri sui locali accoglienti nei confronti degli afroamericani, per soggiornare o mangiare senza essere presi di mira dai suprematisti bianchi, insomma una &#8220;vacation without aggravation&#8221;) è un affresco lucidissimo di un autore che, per la prima volta lontano dal fratello Bobby e dall’umorismo demenziale, scorretto e divertentissimo che lo aveva fatto conoscere al grande pubblico, sembra avere il perfetto controllo della narrazione e la rara capacità di raccontare una storia lontana nel tempo, eppure drammaticamente attuale, senza ricorrere al didascalismo più spicciolo, ma puntando sulla sapiente costruzione di un rapporto tra due esseri del tutto opposti tra loro. Una sorta di <em>A spasso con Daisy</em> a ruoli invertiti, che alterna dramma sociale e toni da commedia per affrontare il tema del diverso facendo leva ora su un umorismo sofisticato e pungente, ora su momenti più intensi.</p>
<p>Perfetti i due protagonisti. L&#8217;elegante Don Shirley di Mahershala Ali, costretto ad affrontare un doppio problema <strong>razziale</strong>: quello dei bianchi che lo vedono come un &#8220;semplice nero&#8221; anche se parla diverse lingue, indossa abiti sartoriali e sfoggia una cultura fuori dal comune, e quello degli altri neri, la sua gente, per lo più domestici al servizio di ricchi bianchi che lo ghettizzano perché troppo diverso da loro; e Viggo Mortensen alle prese con quello che è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più riusciti della sua carriera. Il suo Tony Lip sembra uscito da un film di Scorsese, grosso, dall&#8217;appetito insaziabile e dai modi ruvidi, tronfio nello sfoggiare un buffissimo accento italiano reso ancor più efficace dai gesti enfatici, quasi a voler sottolineare ogni parola che dice.<br />
È un film senza difetti, questo <em><strong>Green Book</strong></em>, delicato, profondo e scorrevole, di quelli che vorresti non finissero mai.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Captain Fantastic</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/17/captain-fantastic-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 16:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
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		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

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		<description><![CDATA[Viggo Mortensen padre hippie nel film bizzarro e corale di Matt Ross Vincitore della Festa del Cinema]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Usa 2015)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Matt Ross<br />
Con: Viggo Mortensen, Frank Langella, George McKay, Samantha Isler<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Captain_Fantastic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54318" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Captain_Fantastic.jpg" alt="Captain_Fantastic" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Si può essere così tanto controcorrente da fare apparire la normalità non solo come qualcosa di ‘alternativo’, ma addirittura desiderabile? Questa è la domanda che <em><strong>Captain Fantastic</strong></em> sembra porsi e alla quale ha l’arguzia di non voler trovare per forza una risposta univoca.<br />
L’archetipo hippie del ritorno alla natura viene qui estremizzato nel personaggio di Ben (<strong>Viggo Mortensen</strong>), un padre che, isolatosi insieme alla famiglia nel cuore delle foreste del Nord America, dedica la propria vita a trasformare i suoi sei figli in adulti straordinari.<br />
Per lui è quindi assolutamente normale parlare ad un bambino di sette anni come se fosse un adulto o regalargli un coltello con cui procacciarsi il cibo.<br />
Ma una tragedia si abbatte sulla sua famiglia costringendolo a lasciare quell’isolamento faticosamente costruito per iniziare, insieme con i suoi ragazzi, un viaggio nel mondo esterno che metterà in dubbio tutto ciò che ha insegnato loro e, soprattutto, la sua idea di cosa significhi essere un buon padre.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Captain_Fantastic_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54319" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Captain_Fantastic_1-1024x683.jpg" alt="Captain_Fantastic_1" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Il film, oltre al mancato rischio di evangelizzazione, ha senz’altro il pregio di trattare argomenti tutt’altro che leggeri con mano delicata, essendo strutturato come un road-movie a tratti anche giocoso (vedi la scena in cui Mortensen insegna ai sei figli ad inscenare un malore per distrarre il personale di un supermercato e rubare indisturbati) e, soprattutto, come un coming of age transgenerazionale.<br />
Del resto si parla di morte e di famiglie disfunzionali, anche se inserite in un contesto sociale (e geografico) al quale in genere siamo più propensi ad associare i valori positivi della libertà e della mancanza di vincoli dalle sovrastrutture della società moderna.<br />
<strong>Matt Ross</strong> &#8211; attore alla sua seconda prova dietro la macchina da presa &#8211; instilla invece il dubbio che il disagio possa annidarsi anche laddove si è consumato il rifiuto di certe regole.<br />
Ed è ottima la prova di Viggo Mortensen che declina il suo usuale standard di testosterone in maniera più sfaccettata e malinconica e, via via che il film si avvia verso il finale, anche fragile. Un po’ come riprendere l’epica superomistica di Werner Herzog (a cui pure il suo rude personaggio inizialmente sembra rifarsi) e invertirla di senso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>I due volti di gennaio</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/08/i-due-volti-di-gennaio/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 09:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Hossein Amini]]></category>
		<category><![CDATA[I due volti di gennaio]]></category>
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		<category><![CDATA[Patricia Highsmith]]></category>
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		<description><![CDATA[Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac in questo thriller all'ombra del Partenone, tratto dal romanzo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Two Faces of January, USA 2014)<br />
Uscita: 9 ottobre 2014<br />
Regia: Hossein Amini<br />
Con: Viggo Mortensen, Oscar Isaac, Kirsten Dunst<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: Videa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-due-volti-di-gennaio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39109" title="i-due-volti-di-gennaio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-due-volti-di-gennaio.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Atene, 1962. Una coppia passeggia tra le rovine del Partenone. Sono Chester (<strong>Viggo Mortensen</strong>), elegante e carismatico consulente d&#8217;affari americano e sua moglie Colette (<strong>Kirsten Dunst</strong>), giovane e bellissima. Nelle loro vite entra per caso Rydal (<strong>Oscar Isaac</strong>), una guida turistica che spesso ricorre a qualche trucchetto per spillare soldi ai suoi clienti. I tre si ritroveranno presto in fuga da tutto e da tutti, cercando nascondigli prima tra i paesaggi desolati e i paesini remoti dell&#8217;isola di Creta e poi fino in Turchia. Non ci vuole molto perché i loro equilibri inizino a vacillare, facendo venir fuori l&#8217;aspetto peggiore del carattere di ognuno. Nel corso della fuga, Chester abbandonerà presto quell&#8217;atteggiamento disinvolto e rilassato da alto borghese in vacanza, rivelando aspetti opachi e segreti del suo passato, mentre Rydal non riuscirà più a nascondere la forte attrazione per Colette.</p>
<p>Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di <strong>Patricia Highsmith</strong> (già adattato per il grande schermo nel 1986 da Wolfgang Storch e Gabriela Zerhau) ed esordio alla regia di <strong>Hossein Amini</strong>, sceneggiatore di <em>Drive</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2014/03/13/47-ronin/"><em>47 Ronin</em></a> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/07/12/biancaneve-e-il-cacciatore/"><em>Biancaneve e il cacciatore</em></a>, <strong><em>I due volti di gennaio</em></strong> è un thriller potenzialmente intrigante, con le giuste atmosfere e ben  recitato, ma ha nella mancanza di suspence e nello sfilacciamento finale  dello script le sue pecche più evidenti. La musa ispiratrice di grandi  autori del cinema, da Hitchcock a Wenders e Minghella, ha voluto dare  alla sua opera un titolo che richiamasse l&#8217;ambiguità che si nasconde in  ciascuno dei personaggi. Il chiaro riferimento a Giano Bifronte,  divinità romana custode di ogni forma di mutamento, iconograficamente  rappresentata da due volti speculari (nella sua riforma del calendario,  Numa Pompilio dedicò a Giano il primo mese successivo al solstizio  d&#8217;inverno, gennaio appunto), che è uno dei cardini del romanzo, nel film  regge fino a un certo punto. Va bene la doppiezza che ognuno dei  protagonisti porta con sé, ma il ruotare intorno al contrasto tra ciò  che appare e ciò che è non riesce ad essere l&#8217;aspetto dominante della  storia &#8211; cosa che accadeva nel libro &#8211; e viene retrocesso al più  semplice ruolo di espediente narrativo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-due-volti-di-gennaio_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39116" title="i-due-volti-di-gennaio_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/i-due-volti-di-gennaio_2.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Dal Partenone alle rovine di Creta, la macchina da presa dell&#8217;anglo-iraniano Amini ci accompagna sì in luoghi esotici (nel 1962 lo erano, soprattutto se visti attraverso lo sguardo di una coppia di americani) di cui riusciamo a percepire l&#8217;essenza e ci mostra una certa abilità nel trasporre sullo schermo personaggi di matrice letteraria, ma al suo lavoro mancano grinta e incisività. Se l&#8217;aspetto migliore del romanzo (di certo non tra i più riusciti della Highsmith) risiede nel lento ma inarrestabile percorso di discesa negli inferi da parte dei tre protagonisti, con un incipit vacanziero e spensierato che sprofonda, pagina dopo pagina, nel torbido e nell&#8217;ossessivo insinuando nel lettore quell&#8217;inquietudine che risiede in ogni buon thriller, nel film tutto questo è solo accennato. E quel sottile quanto efficace meccanismo narrativo nel quale la dimensione psicologica dei personaggi sostiene un peso non indifferente, praticamente svanito. Rimane Viggo Mortensen, impeccabile fino alla fine, nel suo abito di lino sgualcito in stile coloniale, l&#8217;algida eleganza di Kirsten Dunst e gli sguardi profondi di Oscar Isaac, lontani però da quando si aggirava infreddolito per il Greenwich Village, rispondeva al nome di <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/05/a-proposito-di-davis/">Llewin Davis</a> e a dirigerlo c&#8217;erao i Coen.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 5</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/08/31/venezia-71-giorno-5/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 15:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Camus]]></category>
		<category><![CDATA[Belluscone: Una storia siciliana]]></category>
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		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

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		<description><![CDATA[Un biondissimo Viggo Mortensen che recita in francese in Loin des hommes e il secondo italiano in gara,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/viggomortensen_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38558" title="viggomortensen_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/viggomortensen_1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Non c&#8217;è nulla che giustifichi la presenza di un film come <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/25/un-trailer-per-far-from-men/"><em><strong>Loin</strong></em> <em><strong>des</strong></em> <em><strong>hommes</strong></em></a> nella maggiore sezione competitiva del più antico Festival cinematografico del mondo: nessuna &#8220;promozione&#8221; post-palmarès di qualche opera precedente &#8211; <strong><em>Nos retrouvailles</em></strong>, primo e, fino a ieri, unico episodio della carriera del regista francese <strong>David Oelhoffen</strong>, era passato pressoché sotto silenzio a Cannes60 -, nessun riferimento all&#8217;attualità che lo renda comunque un oggetto dei nostri tempi (sui presunti punti in comune fra l&#8217;attuale calderone mediorientale e la Guerra d&#8217;Algeria suggeriti da alcuni pontificatori è meglio non dire niente), ma soprattutto nessun merito artistico che spieghi perché lui sì e, problemi di tempistica a parte, tanti altri no (Malick, Anderson, Lanthimos, Sokurov, e via discorrendo).</p>
<div id="attachment_38560" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/viggo-mortensendavid-oelhoffenreda-kateb.jpg"><img class="size-full wp-image-38560 " title="viggo-mortensendavid-oelhoffenreda-kateb" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/viggo-mortensendavid-oelhoffenreda-kateb.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Viggo Mortensen, David Oelhoffen e Reda Kateb</p></div>
<p>Bizzarra convergenza fra il western, il road e il buddy movie, film reso vagamente autoriale dalle sue ascendenze letterarie &#8211; nientemeno che un racconto breve di <strong>Albert Camus</strong>, <em>L&#8217;ospite</em> &#8211; <em>Loin des hommes </em>vorrebbe forse inserirsi nel solco già poco riconosciuto a Venezia del ritratto dell&#8217;Uomo di fronte alla Natura desertica (l&#8217;anno scorso fu il turno di <em>Tracks</em>, ma vanno ricordati anche gli altrettanto sfortunati <em>Meek&#8217;s Cutoff</em> e <em>The Road</em>), ma annacqua tutto con personaggi monodimensionali. A partire da un poliglotta <strong>Viggo Mortensen</strong> pied-noir ultra-liberal e campione di umanità che nemmeno il Kevin Costner degli anni Novanta, con snodi narrativi ammuffiti (è evidente che fra il tormentato prigioniero algerino &#8211; <strong>Reda Kateb</strong>, una specie di sostituto per Tahar Rahim &#8211; e il buon professorino che gli fa involontariamente da scorta &#8211; Mortensen, per l&#8217;appunto &#8211; scatteranno subito simpatia e comprensione), e un tono retorico e declamatorio oltre il livello di guardia. Punteggiato pure dalle musiche fin troppo insistenti di <strong>Nick Cave</strong> e di <strong>Warren Ellis</strong> e con una sensibilità che emerge soltanto quando ci si affida al muto paesaggio (la notevole fotografia è del dumontiano Guillaume Deffontaines) o ai canoni classici del genere, come la bella sequenza del bordello, che pare uscita da un film di John Ford e che risolve tutto affidandosi esclusivamente a silenzi e sguardi. Né cinema civile, né cinema di genere, nonostante le discrete scene di battaglia, solo un ibrido senza la sua vera ragion d&#8217;essere.</p>
<div id="attachment_38561" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/belluscone.jpg"><img class="size-full wp-image-38561" title="belluscone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/belluscone.jpg" alt="Belluscone" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Belluscone</p></div>
<p>E&#8217; il turno poi, in Orizzonti, del <strong><em>Belluscone</em> </strong>di<strong> Franco Maresco</strong>, salutato in Sala Perla dai generosi applausi di molti addetti ai lavori e capace di farci sprofondare di nuovo con inquietudine nel passato prossimo di un declino antropologico-culturale che continuiamo a illuderci di pensare superato per sempre. Pur nel consueto e per certi versi trattenuto usuale linguaggio sarcastico e sprezzante, dà l&#8217;impressione di essere il punto d&#8217;arrivo definitivo e il superamento della poetica del co-creatore di <em>CinicoTv</em>, stancatosi una volta per tutte dei suoi freak e del suo irrecuperabile substrato sottoproletario. Ne esce un&#8217;Italia sempre ai limiti del terzo mondo, folkloristica (anzi, <em>flok</em>oristica&#8230;) e pericolosamente esilarante, a cui si nega qualunque genere di riscatto, di rinascita e di speranza nei confronti di ciò che sarà.</p>
<div id="attachment_38562" style="width: 413px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/adam-driveralba-rohrwacher.jpg"><img class="size-full wp-image-38562" title="adam-driveralba-rohrwacher" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/adam-driveralba-rohrwacher.jpg" alt="" width="403" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Adam Driver e Alba Rohrwacher</p></div>
<p>Raggelante è il secondo concorrente italiano, <strong><em>Hungry Hearts</em></strong>, di <strong>Saverio Costanzo</strong>, che con il suo adattamento del breve <em>Il bambino indaco</em> di Massimo Franzoso spiazza e conturba senza concedere nulla a un pubblico forse accorso a fischiarlo a priori, ma ritrovatosi di fronte a sorpresa un&#8217;opera coerente, priva di compromessi e piena di coraggio (o di incoscienza). Il regista di <em>Private </em>non rinuncia alle insistite sfumature sinistre del suo dramma (musichette &#8211; ad opere di Nicola Piovani, luciacce colorate inquietanti, scene ad effetto) e realizza una specie di body horror viscerale di cui, dopo <em>La solitudine dei numeri primi</em>, il corpo esile e il viso emaciato di una straordinaria <strong>Alba Rohrwacher</strong>, qui in compagnia di un altrettanto insostituibile <strong>Adam Driver</strong> (visto in <em>Frances Ha</em> e in <em>A proposito di Davis</em>, nonché futuro villain dei prossimi capitoli di <em>Star Wars</em>), rappresenta la più efficace evoluzione possibile.</p>
<div id="attachment_38563" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alba-rohrwachersaverio-costanzoadam-driver.jpg"><img class="size-full wp-image-38563" title="alba-rohrwachersaverio-costanzoadam-driver" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alba-rohrwachersaverio-costanzoadam-driver.jpg" alt="Saverio Costanzo, Adam Driver e Alba Rohrwacher" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Saverio Costanzo, Adam Driver e Alba Rohrwacher</p></div>
<p>Forse non è un film totalmente riuscito, ma la visione di Saverio Costanzo si rivela ancora una volta unica e originalissima.</p>
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		<title>Un trailer per Far From Men</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 08:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Camus]]></category>
		<category><![CDATA[David Oelhoffen]]></category>
		<category><![CDATA[Far From Men]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

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		<description><![CDATA[Un assaggio della pellicola diretta da David Oelhoffen con protagonista Viggo Mortensen, che sarà presentata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/far_from_men.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38397" title="far_from_men" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/far_from_men.jpg" alt="" width="500" height="239" /></a></p>
<p>1954: in Algeria scoppia la guerra civile. Uno schivo insegnante e un dissidente accusato di omicidio sono costretti a fuggire nascondendosi tra le creste della catena montuosa di Atlas. Tra un gelido inverno e la costante paura di essere scoperti, i due uomini scopriranno un legame profondo che li porterà a desiderare di combattere per la propria libertà.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/eQdfBSkY1Mk?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/eQdfBSkY1Mk?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questa la trama di <strong><em>Far From Men</em></strong>, il film diretto da <strong>David Oelhoffen</strong> tratto da un racconto breve di <strong>Albert Camus </strong>con protagonista <strong>Viggo Mortensen</strong>, che sarà presentato tra pochi giorni alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, per poi passare anche al estival di Toronto.</p>
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