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	<title>Movielicious &#187; Asa Butterfield</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/12/miss-peregrine-la-casa-dei-ragazzi-speciali-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/12/12/miss-peregrine-la-casa-dei-ragazzi-speciali-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 11:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asa Butterfield]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Burton a metà, con qualche piacevole guizzo immaginifico e un bel po' di confusione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children, USA, 2016)<br />
Uscita: 15 dicembre 2016<br />
Regia: Tim Burton<br />
Con: Asa Butterfield, Eva Green, Terence Stamp, Samuel L. Jackson<br />
Durata: 2 ore e 7 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Miss_Peregrine_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54728" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Miss_Peregrine_1.jpg" alt="Miss_Peregrine_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo la deludente parentesi di <a href="http://www.movielicious.it/2015/01/01/big-eyes/" target="_blank"><em>Big Eyes</em></a> <strong>Tim Burton</strong> sembra essersi deciso a tornare ad atmosfere a lui più congeniali, a storie di personaggi bizzarri e diversi, a partiture malinconiche animate da strambi esseri emarginati in cerca di riscatto. Lo ha fatto adattando per lo schermo il romanzo young adult <strong><em>La casa per bambini speciali di Miss Peregrine</em></strong>, di Ransom Riggs, una storia incentrata sulle vicende di Jacob (<strong>Asa Butterfield</strong>) ragazzo sedicenne che, dopo la morte del nonno, si reca su un’isola dove dovrà difendere un gruppo di orfani. Sono questi bambini dotati di poteri speciali e accuditi da una misteriosa donna, una sorta di Mary Poppins in versione dark, Miss Peregrine (<strong>Eva Green</strong>), che Jacob  si troverà ad aiutare, difendendoli da orribili creature intenzionate a distruggerli.</p>
<p>Ma quello di Burton è ritorno solo parziale al passato. La sua visione di una realtà sovvertita e deformata, da sempre popolata da <strong>freak</strong>, in <em><strong>Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali</strong></em> funziona infatti solo per metà ed è un gran peccato, perché potenzialmente quella di Riggs poteva essere la storia perfetta per il regista di Burbank, con temi e personaggi che si adattano perfettamente alla sua visionarietà e numerosi punti in comune con la sua poetica, a cominciare dallo scarto tra la fissità e l&#8217;anonimato del mondo reale rispetto a quello immaginato, svincolato da ogni conformismo. E invece in Miss Peregrine ci sono due difetti che risultano proprio difficili da mandare giù: un protagonista noioso e l&#8217;incapacità da parte dell&#8217;autore di dar vita al multiverso che vorrebbe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Miss_Peregrine_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54729" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Miss_Peregrine_2-1024x551.jpg" alt="Miss_Peregrine_2" width="1024" height="551" /></a></p>
<p>Il personaggio di Jacob, interpretato da uno stordito Asa Butterfield, appare sì come affascinato dal mondo in cui si trova l&#8217;orfanotrofio di Miss Peregrine, ma finisce per rimanere troppo in disparte, surclassato in tutto dai &#8220;peculiar children&#8221;. Per quanto riguarda la mancata riuscita del multiverso invece, senza spoilerare troppo, è sufficiente dire che in <em><strong>Miss Peregrine</strong></em> si gioca un bel po&#8217; con le teorie dei mondi paralleli e dei viaggi nel tempo: un nuovo elemento per Burton con il quale non sembra sentirsi esattamente a proprio agio. Così si ispira ai vari <a href="http://www.movielicious.it/2014/11/05/interstellar/" target="_blank"><em>Interstellar</em></a>, <em>Jumper</em>,<em> Inception</em> e <em>X-Men</em> (il film stato dopotutto è stato sceneggiato da <strong>Jane Goldman</strong>, già autrice di <a href="http://www.movielicious.it/2011/06/09/x-men-linizio/" target="_blank"><em>X-Men &#8211; L&#8217;inizio</em></a>), ma il risultato finale è qualcosa di confuso e disorganico. A salvare il salvabile, un&#8217;impeccabile <strong>Eva Green</strong>, sensuale ed enigmatica Miss Peregrine.</p>
<p>La prima ora del film, rimane la migliore: Burton è abile nel seminare tracce e indizi tesi a mantenere alta la curiosità, anche se poi la tensione cala irrimediabilmente. Mentre tra gli aspetti più interessanti, c&#8217;è sicuramente l&#8217;attenzione (quasi un&#8217;ossessione) dedicata agli occhi e allo sguardo: il dono di Jacob ha a che fare con il guardare, i ragazzi speciali hanno tutti quanti occhi molto grandi e anche i mostri della storia si distinguono per una caratteristica che riguarda quest&#8217;organo, di cui sono ghiotti. Quegli stessi occhi che, da spettatori, avremmo voluto tenere spalancati per tutta la durata di <em><strong>Miss Peregrine</strong></em> e che invece, ogni tanto, abbiamo rischiato di socchiudere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Primo trailer per La Casa per Bambini Speciali di Miss Peregrine</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 15:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children]]></category>
		<category><![CDATA[Rupert Everett]]></category>
		<category><![CDATA[Samuel L. Jackson]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[Un assaggio della nuova pellicola diretta da Tim Burton.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Peculiar_Children.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-52370" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Peculiar_Children.jpeg" alt="Peculiar_Children" width="567" height="291" /></a></p>
<p>La <em>20th Century Fox</em> ha rilasciato il primo trailer di <em><strong>Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children</strong></em> (<strong><em>La Casa per Bambini Speciali di Miss Peregrine</em></strong>), il nuovo film diretto da <strong>Tim Burton</strong> che sarà nelle sale americane il 30 settembre. Nel cast del film, tratto dal romanzo di Ransom Riggs, ci sono <strong>Eva Green</strong>, <strong>Asa Butterfield</strong>, <strong>Samuel L. Jackson</strong>, <strong>Judy Dench </strong>e<strong> Rupert Everett</strong>.</p>
<p>La storia segue le vicende di un ragazzino che viene portato su un’isola per aiutare un gruppo di orfani dotati di poteri speciali da creature che intendono distruggerli. Eccone un primo assaggio.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tV_IhWE4LP0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorno 2</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/17/festival-di-roma-2014-giorno-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 15:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<description><![CDATA[La fantasia barocca di Jean-Pierre Jeunet, il toccante Still Alice con una sorprendente Julianne Moore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>LO STRAORDINARIO VIAGGIO DI T.S. SPIVET di JEAN-PIERRE JEUNET</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39257" title="lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/lo-straordinario-viaggio-di-ts-spivet.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>A chiudere la serata di ieri, due pellicole incentrate sulle vicende di due adolescenti, entrambe per Alice nella città: <em><strong>Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet</strong></em> di <strong>Jean-Pierre Jeunet</strong> e <em><strong>X+Y</strong></em> di <em><strong>Morgan Matthews</strong></em>. La prima racconta la storia di un bambino di dieci anni che viaggia attraverso gli States per andare a ritirare un premio per la sua invenzione straordinaria a Washington DC. <em>Jean-Pierre Jeunet</em> recupera lo stile del suo celebre <em>Amélie</em> con una storia dal cast eccezionale (<strong>Helena Bonham Carter</strong> su tutti), ma pecca nel voler scatenare la lacrima facile e finisce per spingere un po&#8217; troppo sul buonismo. Il mondo visto dagli occhi di un bambino genio può essere effettivamente straordinario, ma il tutto risulta un po&#8217; troppo ricoperto di melassa. I personaggi, dal rude papà cowboy alla stramba mamma fissata coi coleotteri, sono sì affascinanti per la prima mezz&#8217;ora ma a un tratto scadono nella macchietta prevedibile, e l&#8217;happy ending a tutti i costi sembra suggerire che Jeunet abbia perso la vena acidula e un po&#8217; uncorrect del passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p><strong>X+Y di</strong> <strong>MORGAN MATTHEWS<br />
</strong></p>
<div id="attachment_39258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/xy.jpg"><img class="size-full wp-image-39258" title="xy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/xy.jpg" alt="X+Y" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">X+Y</p></div>
<p>Con <em><strong>X+Y</strong></em> invece siamo alle prese con il dramma poco credibile su un ragazzo inglese, Nathan (quell&#8217;<strong>Asa Butterfield</strong> protagonista di <em>Hugo Cabret</em>) affetto da autismo nonché genio della matematica. Grazie a sua madre (<strong>Sally Hawkins</strong>) e a un insegnante che utilizza metodi non convenzionali (Rafe Spall), Nathan riuscirà a vincere un posto nella nazionale inglese alle Olimpiadi della Matematica (IMO), esperienza che gli cambierà del tutto la vita. Poco credibile perché la storia, pur avvalendosi di un cast di ottimo livello, utilizza un tema delicato come quello dell&#8217;autismo per focalizzarsi in realtà sulle ossessioni con le quali spesso coloro che hanno doti intellettuali particolarmente sviluppate, sono cotretti a convivere. In una vicenda portata avanti con tanto rigore (che in fondo, trattandosi di matematica, ci può anche stare), però si fa fatica a trovare il senso ultimo del film, attorno al quale il regista <strong>Morgan Matthews</strong> gira attorno, senza centrarlo mai davvero. Se avete visto  <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/12/12/still-life/">Still Life</a></em>, riconoscerete sicuramente l&#8217;inglesissimo <strong>Eddie Marsan</strong>, qui nei panni di uno degli insegnanti di Nathan.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<p><strong>STILL ALICE</strong> <strong>di RICHARD GLATZER e WASH WESTMORELAND</strong></p>
<div id="attachment_39259" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/still_alice_2.jpg"><img class="size-full wp-image-39259" title="still_alice_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/still_alice_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Still Alice</p></div>
<p>Una maciata di ore di sonno (ma in fondo di che ci lamentiamo, siamo solo all&#8217;inizio!), prima del ritorno in sala stamattina con un film, finalmente, con la effe maiuscola: <strong><em>Still Alice</em></strong>. Altra pellicola che arriva dritta da Toronto, il toccante dramma diretto dal cineasta indipendente <strong>Richard Glatzer </strong>(<em>Quinceañera</em>) e <strong>Wash Westmoreland </strong>ci sbattono davanti agli occhi la storia di una professoressa universitaria di Linguistica che si trova improvvisamente a dover convivere con una forma precoce di Alzheimer. Affrontando un tema profondamente toccante senza mai ricorrere a mezzucci da lacrima facile, il film pesa per un buon 90% sulle spalle della protagonista, la superba <strong>Julianne Moore</strong> che riesce a infondere al suo personaggio un rigore e una fragilità commoventi nel cercare di rimanere aggrappata con le unghie e con i denti alla persona che era prima di ammalarsi. A supportare quella che rimarrà certamente come una delle sue performance più intense, ci sono due comprimari, altrettanto in parte come <strong>Alec Baldwin</strong> nei panni del marito di Alice e (udite, udite) <strong>Kristen Stewart</strong>, che nel ruolo della figlia minore della donna dimostra un talento che abbiamo cercato a lungo e che sta finalmente venendo a galla.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>EDEN</strong> <strong>di MIA HANSEN  LOVE</strong></p>
<p>Altro giro, altro film. <em><strong>Eden</strong></em> era, almeno sulla carta, un&#8217;opera suscettibile di favorire aspettative piuttosto alte. Completamente incentrato sul French Touch, la scena elettronica francese che infiammò i club di mezzo mondo a cavallo tra la fine degli anni novanta e l&#8217;inizio del nuovo millennio, il film ha il vantaggio di essere raccontato da chi, quel momento &#8220;storico&#8221;, lo ha realmente vissuto, ossia Sven Hansen Løve, fratello dell&#8217;autrice e qui co-sceneggiatore.<br />
Nei fatti, invece, la giovane regista spreca l&#8217;occasione di girare una versione d&#8217;oltralpe di quanto fatto da Michael Winterbottom per la scena inglese anni Ottanta con <em>24 Hours Party People</em> e un po&#8217; si perde nei meandri di in un apologo generazionale più concentrato sul versante esistenziale che non sul (vasto) materiale musicale a disposizione.<br />
Gli stessi Daft Punk, citati più volte nel film e presenti in colonna sonora con diversi brani, risultano essere più delle figurine chiamate a garanzia della genuinità filologica del prodotto piuttosto che le lenti attraverso le quali analizzare il fenomeno del French Touch.<br />
Certo, <em>Eden</em> è ben girato e ha il pregio di essere uno dei pochissimi film in cui siano presenti (numerose) scene in discoteca che non sanno di posticcio ed è evidente da subito come, dietro al progetto, ci sia gente che ha una reale conoscenza dell&#8217;argomento trattato.<br />
Resta comunque un&#8217;opera abbastanza irrisolta non supportata nè dal cast (gli attori sono tutti irrimediabilmente antipatici) né da una durata leggermente eccessiva.</p>
<p><strong>Voto </strong>5<br />
<strong>L&#8217;INCONTRO CON JOE DANTE</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/joe_dante.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39260" title="joe_dante" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/joe_dante.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Dopo aver presentato la divertente commedia horror <strong><em>Burying the Ex</em></strong> a Venezia, <strong>Joe Dante</strong> è tornato in Italia. Il regista di <em>Gremlins</em>, <em>Piranha</em>,<em> Small Soldiers</em> e <em>The Hole</em> è al Festival di Roma, dove ieri sera ha presentato, da storico fan di Bava quale è sempre stato, il restauro digitale di <strong><em>Operazione Paura</em></strong>, primo film della retrospettiva <strong><em>Danze macabre. Il cinema gotico italiano</em></strong>, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale. Lo abbiamo incontrato questa mattina, mentre partecipava ad un incontro dal titolo <strong><em>Joe Dante e il cinema gotico</em></strong> e ci ha raccontato qualcosa di molto interessante su come, negli anni Sessanta, i film di genere che venivano dall&#8217;Italia, subivao una sorta di americanizzazione che serviva, secondo i distributori, a garantire ai titoli un mercato più ampio.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/KtGCcboxy64?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/KtGCcboxy64?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p><em>Era molto frequente negli Stati Uniti fare in modo che quei film non sembrassero italiani. Molti di quelli che hanno visto in originale La maschera del demonio, che in America è diventato Black Sunday credevano che fosse un film inglese. A quei tempi i distributori credevano che gli spettatori non volessero guardare film horror provenienti da paesi che non fossero di lingua inglese, ma Black Sunday segnò un vero e proprio punto di svolta. E quando gli seguì I tre volti della paura, distribuito all&#8217;estero con il titolo di Black Sabbath, questo genere di film iniziò a diventare popolare, cosa che  consentì a Mario Bava di entrare in contatto con gli Studios americani che decisero di cofinanziare alcuni dei suoi progetti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di un film in particolare, La ragazza che sapeva troppo, da molti considerato il primo giallo ll&#8217;italiana della storia, furono realizzate due versioni, una italiana e una inglese. Alla versione inglese il titolo è stato cambiato in The Evil Eye. Era un film molto intelligente ma per qualche strano motivo, la versione americana è del tutto scomparsa ed è stata rimpiazzata dalla versione italiana, non altrettanto buona a mio parere.</em></p>
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		<title>Ender&#8217;s Game, il trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/05/08/enders-game-il-primo-trailer/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 14:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gavin Hood]]></category>
		<category><![CDATA[Harrison Ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Una prima occhiata allo sci-fi di Gavin Hood con Harrison Ford e Ben Kingsley.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/enders-game.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31907" title="enders-game" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/enders-game.jpg" alt="" width="500" height="345" /></a></p>
<p>Direttamente dal canale YouTube della casa di produzione Summit Screening Room, ecco il primo trailer ufficiale di <em>Ender&#8217;s Game</em>. Tratto dal romanzo del 1985 di Orson Scott Card (che figura tra i produttori) dal titolo<em> Il gioco di Ender</em>. La storia narra di un ragazzo piuttosto abile nella tattica militare che verà recuclato da una ferrea scuola di guerra, con lo scopo di sconfiggere la razza aliena di turno.<br />
Nel cast del film, scritto e diretto da Gavin Hood (<a href="http://www.movielicious.it/2009/04/26/x-men-le-origini-wolverine/"><em>X-Men le origini: Wolverine</em></a>), il giovane Asa butterfield (<a href="http://www.movielicious.it/2012/02/02/hugo-cabret/"><em>Hugo Cabret</em></a>), Harrison Ford, Ben Kingsley e Abigail Breslin (<em>The Call</em>). <em>Ender&#8217;s Game</em> uscirà nelle sale in autunno.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vP0cUBi4hwE?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/vP0cUBi4hwE?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Hugo Cabret</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/02/02/hugo-cabret/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Chloë Grace Moretz]]></category>
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		<category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[Sacha Baron Cohen]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2011)<br />
Uscita: 3 febbraio 2012<br />
Regia: Martin Scorsese<br />
Con: Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloë Grace Moretz, Sacha Baron Cohen<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24933" title="2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato, ideato ed escogitato dalla mente di Scorsese in oltre quarant&#8217;anni di attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta dietro l&#8217;angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/03/shutter-island/"><em>Shutter Island</em></a>, il regista questa volta si cimenta con un&#8217;avventura fantastica (è il suo primo film con protagonista un bambino) tratta dal best seller <em>The Invention of Hugo Cabret</em> di Brian Selznick, pronipote di quel David O. Selznick storico produttore della Hollywood che fu. Due piani sequenza ai limiti dell&#8217;immaginabile ci catapultano subito nel mondo di <em>Hugo Cabret</em> (Asa Butterfield, già visto ne <em>Il bambino con il piagiama a righe</em>), un ragazzino orfano che vive solo e in incognito in una gare parigina degli anni Trenta. Appassionato di ingranaggi (suo padre era un orologiaio) ha il compito di controllare che gli orologi della stazione funzionino al meglio, il tutto cercando di sfuggire agli occhi dell&#8217;ispettore ferroviario (Sacha Baron Cohen) che lo vuole portare in orfanotrofio. La sorte del piccolo Hugo però cambia quando si imbatte in uno strano macchinario da ricostruire, in una ragazza un po&#8217; stravagante e nel padrino di lei, papà Georges, lo scontroso gestore di un negozio di giocattoli con un passato misterioso.</p>
<p>Sicuramente con Hugo Cabret ci troviamo davanti al film più personale di Martin Scorsese, quello più magico e iperreale. Con centosettanta milioni di dollari di budget, i suoi fidati collaboratori (da Dante Ferretti per le sorprendenti scenografie a Francesca Lo Schiavo per i costumi, fino alla sua storica montatrice Thelma Schoonmaker), e un produttore d&#8217;eccezione (Johnny Depp, che appare anche in un cameo), il regista newyorchese ci accompagna nei meandri più profondi dei propri sogni più reconditi, nel meraviglioso mondo di uno dei pionieri del cinema, il regista e illusionista francese Georges Méliès, il primo a mostrare i mondi fantastici fino a quel momento descritti solo in letteratura e nei teatri, attraverso la tecnica delle immagini in movimento. Il film di Scorsese diventa così un omaggio incondizionato al cinema nella sua essenza più meravigliosa e trasgressiva, nel senso di fuori dall&#8217;ordinario, e immaginifica. E riesce a stupire lo spettatore smaliziato di oggi, proprio come il suo predecessore Méliès aveva fatto con il suo pubblico, che si alzava in piedi impaurito alla visione del treno che arriva nella stazione di La Ciotat. Lo fa con un 3D strabiliante (ulteriore omaggio al padre degli effetti speciali), funzionale alla narrazione e che diventa strumento evocativo nel finale.</p>
<p>Georges Méliès, proprio come Scorsese, aveva intuito il potenziale immaginifico del cinema, e da artigiano sopraffino quale era, si era messo a fabbricare i sogni, quelli che non esistevano e che, grazie alle sue trovate, finalmente la gente poteva guardare in faccia mentre era seduta in una sala buia. In questo <em>Hugo Cabret </em>è imbattibile, nella potenza di sussurrare emozioni di celluloide, nel potere che nel film viene dispensato alla settima arte di far dimenticare le brutture della vita e di catturare i sogni, e nel citazionismo selvaggio di cui è intriso che sfocia spesso in omaggi più o meno espliciti a cinema e letteratura (si va da Harold Lloyd e Douglas Fairbanks a David Copperfield e Jean Valjean). Hugo Cabret però, nonostante risulti stilisticamente impeccabile, rimane un film imperfetto, narrativamente meno forte rispetto ad altri lavori del regista americano, con una trama che si gioca tutto nella seconda parte, lasciando al resto dei cambi di ritmo eccessivi e ridondanti. Ma l&#8217;essenza del messaggio che Scorsese ci lascia in quello che ha tutta l&#8217;aria di essere il suo testamento cinematografico, arriva dritto al cuore. Il consiglio, anzi la necessità, è quella di tornare a una visione innocente del cinema, recuperandone il passato e la sua storia. Liberi dai pregiudizi e con gli occhi innocenti di un bambino che scopre il mondo. E alla fine, sembra quasi di vederlo, Martin Scorsese, con gli occhi lucidi e consapevoli, che a settant&#8217;anni riesce a trovare ancora una storia in grado di emozionarlo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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