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	<title>Movielicious &#187; Ben Mendelsohn</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>L&#8217;ora più buia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 08:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ben Mendelsohn]]></category>
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		<description><![CDATA[Gary Oldman è uno straordinario Winston Churchill nel dramma storico di Joe Wright sui giorni che cambiarono]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Darkest Hour, UK 2017)<br />
Uscita: 18 gennaio 2018<br />
Regia: Joe Wright<br />
Con: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn<br />
Durata: 1 ora e 54 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Darkest-Hour-.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57112" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Darkest-Hour-.jpg" alt="Darkest-Hour-" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;infelice parentesi di <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/08/pan-viaggio-sullisola-che-non-ce-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Pan</em></a>, prescindibilissima nonché ennesima trasposizione delle avventure del ragazzo che non voleva crescere mai, il regista inglese <strong>Joe Wright</strong> sembra essere tornato in carreggiata con <em><strong>L&#8217;ora più buia</strong></em>, dramma storico incentrato sulle settimane iniziali di <strong>Winston Churchill</strong> alla guida della Gran Bretagna come Primo ministro, agli albori della Seconda Guerra Mondiale, quando l&#8217;ombra della svastica minacciava l&#8217;intera Europa.<br />
<strong>10 maggio 1940</strong>, il 65enne Winston Churchill viene nominato Primo Ministro dal non troppo convinto Giorgio VI (il Re balbuziente de <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/" target="_blank"><em>Il discorso del Re</em></a>), imprimendo alla politica estera del Regno Unito un carattere intransigente rispetto a improbabili accordi di pace con Hitler, auspicati invece dal capo del Governo uscente Neville Chamberlain insieme a Lord Hallifax.<br />
Per molti Churchill appare inadatto a ricoprire quel ruolo, soprattutto in un contesto tanto drammatico in cui gli gli Alleati continuano a raccogliere sconfitte contro le truppe naziste, l’intero esercito britannico è arenato in Francia e gli Stati Uniti non muovono ancora un dito. Mentre la minaccia di un&#8217;invasione del Regno Unito da parte delle forze di Hitler si fa sempre più reale e 300.000 soldati della Regina sono bloccati a Dunkirk, Churchill si trova a combattere contro i membri del proprio partito, dell’opposizione e con Re Giorgio VI per la salvezza del Paese e per mantenere la propria reputazione, già ampiamente compromessa dalla Campagna di Gallipoli, durante la Prima Guerra Mondiale e dall&#8217;andirivieni tra il Partito conservatore e quello liberale. Il governo preme per negoziare la pace con la Germania, ma Churchill è inflessibile: nessun negoziato con i nazisti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Darkest_Hour_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57113" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Darkest_Hour_2-1024x576.jpg" alt="Darkest_Hour_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p><em><strong>L&#8217;ora più buia</strong></em>, a dire la verità in modo un po&#8217; ruffiano, presenta Winston Churchill come un irrefrenabile brontolone con la bombetta e la battuta sempre pronta, perennemente accompagnato da un sigaro e un bicchiere di whisky. Una caratterizzazione irresistibile con cui è impossibile non empatizzare sin dal principio. Tutto il resto, ce lo mette <strong>Gary Oldman</strong> che compie un incredibile lavoro sul personaggio, bofonchiando e annuendo mentre cammina con un&#8217;andatura incerta tra i corridoi angusti del Parlamento. Nonostante siano stati diversi gli attori inglesi che hanno interpretato lo statista che salvò l&#8217;Europa dalla svastica (da Richard Burton ad Albert Finney, da Michael Gambon a Timothy Spall, John Lithgow e Brian Cox), la prova di Oldman appare l&#8217;unica davvero degna di nota. Quello che è riuscito a fare il <a href="http://www.movielicious.it/2017/12/21/lora-piu-buia-la-videointervista-a-gary-oldman/" target="_blank">make-up artist giapponese</a> <strong>Kazuhiro Tsuji</strong> ha del portentoso, ma la grandezza di Oldman va cercata soprattutto nel suo essere credibile facendo a meno di facili scorciatoie interpretative gigionesche e appropriandosi una personalità tanto complessa e controversa come quella del Primo ministro inglese.</p>
<p>C&#8217;è però un altro motivo, oltre alla prova di Oldman giustamente <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/08/golden-globes-2018-i-vincitori/" target="_blank">premiato con un Golden Globe</a> a cui si aggiungerà quasi certamente un Oscar, per cui <em><strong>L&#8217;ora più buia</strong></em> risulta degno di interesse, ovvero il suo essere il perfetto contraltare di <a href="http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/" target="_blank"><em>Dunkirk</em></a>, l&#8217;altra faccia del film di Christopher Nolan, mostrando che cosa succedeva in patria mentre i soldati inglesi aspettavano di essere salvati da un imminente massacro sulle coste francesi. Se nel film di Nolan c&#8217;era l&#8217;agonia dell&#8217;attesa, ne <em><strong>L&#8217;ora più buia</strong></em> troviamo la strategia e l&#8217;arte di argomentare in modo abile e persuasivo nelle stanze del potere da parte di Churchill. Per il resto, la regia di Wright procede con con pochi guizzi e un classicismo un po&#8217; troppo rigido, se si escludono un paio di scelte di montaggio leggermente più ardite, colpa anche dello script del neozelandese <strong>Anthony McCarten</strong> (già autore de <a href="http://www.movielicious.it/2015/01/15/la-teoria-del-tutto/" target="_blank"><em>La teoria del tutto</em></a>) dalla tenuta narrativa che a tratti vacilla, fino a prendere una deriva populista decisamente troppo marcata.<br />
Buone le prove di <strong>Ben Mendelsohn</strong> nei panni di Re Giorgio VI e di <strong>Kristin Scott Thomas</strong> come Clementine Churchill, ma il cuore del film rimangono Oldman e la sua interpretazione ottenuta a suon di &#8220;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sangue,_fatica,_lacrime_e_sudore" target="_blank">sangue, fatica, lacrime e sudore</a>&#8220;.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Ecco il nuovo trailer di Ready Player One, lo sci-fi diretto da Steven Spielberg</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 19:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Mendelsohn]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel cast  ci sono Tye Sheridan, Olivia Cooke e Mark Rylance e arriverà nei cinema a marzo 2018.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Ready_Player_One.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-56878" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Ready_Player_One-1024x683.jpeg" alt="Ready_Player_One" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>La Warner Bros. Pictures ha diffuso il nuovo trailer ufficiale (in basso, sia in versione originale che in italiano) di <em><b>Ready Player One</b></em>, film di <strong>fantascienza</strong> diretto da <b>Steven Spielberg</b> tratto dal romanzo di <b>Ernest Cline</b>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/cSp1dM2Vj48" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/iE9a9wmZ_mM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel cast troviamo <strong>Tye Sheridan, Olivia Cooke, Mark Rylance, Simon Pegg, T.J. Miller, Hannah John-Kamen </strong>e<strong> Ben Mendelsohn</strong>.</p>
<p><em><b>Ready Player One</b></em> è ambientato nel 2045, in un mondo sull&#8217;orlo del caos. Le persone, però, hanno trovato rifugio nell&#8217;OASIS, un gigantesco universo di realtà virtuale creato dall&#8217;eccentrico James Halliday (Rylance). Quando Halliday muore, lascia la sua immensa fortuna al primo che riuscirà a trovare un easter egg digitale che ha inserito chissà dove in OASIS, lanciando un contest in tutto il mondo. Seguiremo le avventure di un giovane eroe di nome Wade Watts (Sheridan), pronto a lanciarsi a capofitto nella sfida.</p>
<p><em><strong>Ready Player One</strong></em> arriverà nei cinema italiani il 29 marzo 2018.</p>
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		<title>Rogue One: A Star Wars Story</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/15/rogue-one-a-star-wars-story-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 10:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo spin-off della Star Wars Anthology, diretto da Gareth Edwards, centra il bersaglio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2016)<br />
Uscita: 15 dicembre 2016<br />
Regia: Gareth Edwards<br />
Con: Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen<br />
Durata: 2 ore e 13 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54749" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One.jpg" alt="Rogue_One" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La speranza. È questo il motore del primo spin-off della saga di <strong>Star Wars</strong> tanto temuto dai fan più intransigenti, quanto riuscito.<br />
Quando nel 2012 la Disney acquistò la LucasFilm e annunciò di voler realizzare delle nuove pellicole del franchise inserendo, nell&#8217;attesa tra un episodio e l&#8217;altro, degli episodi stand-alone che ne riprendessero personaggi, navicelle e circostanze, tra i sostenitori più intransigenti si è sparso il panico. Perché mai andare a toccare un universo perfetto così com&#8217;è, già messo a dura prova dalla seconda trilogia (1999-2005) con l&#8217;intenzione di sfruttare la saga fino all&#8217;ultima possibile idea da sviluppare?</p>
<p>Una domanda che devono essersi posti sia J.J. Abrams, autore dell&#8217;ultimo capitolo ufficiale uscito lo scorso dicembre che ha polverizzato ogni record di incassi, sia <strong>Gareth Edwards</strong> (<em>Monsters</em>, <em>Godzilla</em>) regista di questo <em><strong>Rogue One</strong></em>. Ma mentre il primo ha avuto l&#8217;infausto e non semplice compito di far ripartire una saga, LA saga, e di lanciare le basi per nuove storie con i possibili sviluppi, con <em><strong>Rogue One: A Star Wars Story</strong></em>, primo dei tre spin-off della cosiddetta <strong>Star Wars Anthology</strong>, Edwards si è potuto muovere più liberamente, sfruttando appieno questa indipendenza e concentrando tutto in poco più di due ore.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54750" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One_2.jpg" alt="Rogue_One_2" width="609" height="290" /></a></p>
<p>L&#8217;idea che sta alla base di <em><strong>Rogue One</strong></em> arriva dal supervisore agli effetti visivi<strong> John Knoll</strong>, veterano della ILM, che nel 2005 lavorava con <strong>George Lucas</strong> a <em>La vendetta dei Sith</em> e nasce da una riga dei titoli di testa del primo film (<em>Episodio IV: Una nuova speranza</em>), quando si spiega che &#8220;<em>i piani sono stati rubati</em>&#8220;. Collocato cronologicamente appena prima della fuga della principessa Leila con i droidi e il messaggio per Obi Wan Kenobi, <em><strong>Rogue One</strong></em> riesce nell&#8217;impresa non facile di ampliare ancora di più l&#8217;universo ideato da Lucas ormai quarant&#8217;anni fa, rimanendo fedele ai temi e allo stile della prima trilogia. Nel film viene infatti raccontato come i ribelli siano entrati in possesso dei piani della <strong>Morte Nera</strong>, la più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall’Impero e come fu possibile che questi finissero dentro R2-D2. Il gruppo di questi nuovi (vecchi) eroi è capitanato dalla bella e rabbiosa Jyn Erso (<strong>Felicity Jones</strong>), e composto da un variegato manipolo di personaggi tra cui l&#8217;ufficiale Cassian Andor (<strong>Diego Luna</strong>), due vecchi guerrieri &#8211; Chirrut, cieco e devoto alla Forza (<strong>Donnie Yen</strong>) e Baze (<strong>Jiang Wen</strong>)- un ex pilota dell&#8217;Impero, Bodhi (<strong>Riz Ahmed</strong>) e il droide K-2SO (motion capture e voce originale di <strong>Alan Tudyk</strong>) che dice tutto quello che gli passa per gli ingranaggi. Insomma, personaggi ordinari che compiono qualcosa di straordinario.</p>
<p>I temi che non possono mancare in uno Star Wars Movie ci sono tutti: l&#8217;eterno conflitto tra Impero e Alleanza, i difficili legami padre-figlio, la presenza di una guerra antica che pervade tutto. Perfetto, poi, l&#8217;incastro con il resto della saga. Ma <em><strong>Rogue One: A Star Wars Story</strong></em>, più che uno sci-fi tout court, assomiglia più a un film di guerra in costume: il look dei personaggi (molti dei quali hanno baffi e basette), la texture delle tute dei piloti, gli arredamenti, catapultano chi guarda nell&#8217;universo di Star Wars così come era negli anni Settanta, in grado di restituire quelle sensazioni e di immergere lo spettatore in quel mondo ormai ben noto e, per certi versi, rassicurante. Si combatte, e tanto in <em><strong>Rogue One</strong></em>. Ma sono combattimenti che ricordano i vecchi film western o quelli di samurai, con corpo a corpo su terreni sabbiosi e personaggi disposti a dare la vita pur di compiere un gesto eroico che possa salvare le sorti dei compagni.</p>
<p>Promosso, dunque, anche se narrativamente <em><strong>Rogue One</strong></em> si porta dietro qualche difetto: dopo un prologo coinvolgente e ben calibrato, si passa Infatti attraverso una parte centrale troppo lunga, che si trascina sulle forze con alcuni passaggi del tutto sacrificabili, fino poi a riprendere quota con la battaglia finale.</p>
<p>E <strong>Darth Vader</strong>? C&#8217;è ed è in gran forma. Il suo respiro meccanico continua a inquietare quanto e più di prima, su questo c&#8217;è da star tranquilli.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Darkest Hour: Gary Oldman è irriconoscibile nei panni di Winston Churchill</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 17:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima foto ufficiale del film di Joe Wright.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/OldmanChurchill.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54497" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/OldmanChurchill.jpg" alt="OldmanChurchill" width="730" height="450" /></a></p>
<p>Sono iniziate questa settimana le riprese di <em><strong>Darkest Hour</strong></em>, il biopic su <strong>Winston Churchill</strong> diretto da <strong>Joe Wright</strong> (<em>Pan</em>, <em>Espiazione</em>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/darkest-hour.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54498" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/darkest-hour.jpg" alt="darkest-hour" width="634" height="558" /></a></p>
<p>Il film vedrà come protagonista<strong> Gary Oldman</strong> (nella foto qui in alto, di profilo) nei panni dello stratega e Primo Ministro britannico. Nel cast di <em><strong>Darkest Hour </strong></em>(la cui uscita nelle sale americane è prevista il 24 novembre), ci sono anche <strong>John Hurt, Lily James, Ben Mendelsohn </strong>e<strong> Kristin Scott Thomas</strong> nei panni di Clementine, la moglie di Churchill.</p>
<p>Questa la sinossi: <em>Nei giorni in cui è diventato il Primo Ministro della Gran Bretagna, Wiston Churchill deve affrontare una delle sue sfide più importanti e turbolente: negoziare un trattato d i pace con la Germania Nazista, o schierarsi fermamente a combattere per gli ideali e la libertà di una nazione. Mentre le inarrestabili forze naziste si riversano attraverso l’Europa Occidentale e la minaccia di una invasione appare imminente, e con un popolo impreparato, un Re scettico e il suo stesso partito contro di lui, Churchill deve ressitere alla sua ora più buia, radunare una nazizone e provare a cambiare il corso della storia mondiale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/17/una-recensione-anteprima/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 16:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Mendelsohn]]></category>
		<category><![CDATA[Benedict Andrews]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Riz Ahmed]]></category>
		<category><![CDATA[Rooney Mara]]></category>
		<category><![CDATA[Una]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla Festa di Roma il kammerspiel di Benedict Andrews con Rooney Mara e Ben Mendelsohn.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Regno Unito 2016)<br />
Diretto da: Benedict Andrews<br />
Con: Rooney Mara, Ben Mendelsohn, Riz Ahmed<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54322" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una.jpg" alt="Una" width="650" height="369" /></a></p>
<p>Immaginate se, alla fine del capolavoro di Nabokov <em>Lolita</em>, fosse la piccola Dolores ad andare in cerca del maturo Professor Humbert anni dopo la fine del loro rapporto malato e non viceversa.<br />
Il risultato potrebbe assomigliare a questo <em><strong>Una</strong></em> che, infatti, inizia proprio così. C’è una giovane donna (<strong>Rooney Mara</strong>) che arriva inaspettatamente sul posto di lavoro di un uomo più maturo di lei (<strong>Ben Mendelsohn</strong>). È in cerca di alcune risposte covate in silenzio per quindici anni. Segreti mai confessati e ricordi sepolti riaffiorano in superficie appena i due passano al setaccio le macerie del loro passato.<br />
La visita minaccia di mandare in pezzi la vita dell’uomo e di far vacillare la sua stabilità nell’arco di una sola sera, mentre la donna sarà costretta a guardare nel profondo di una lacerante forma d’amore e chiedersi se c’è ancora la possibilità di una redenzione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54323" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Una_2.jpg" alt="Una_2" width="650" height="357" /></a></p>
<p>Tratto da una piéce teatrale di David Harrower del 2005, <em><strong>Una</strong></em> è un finto kammerspiel in perfetto equilibrio tra Polanski e Fassbinder; un’opera assai più complessa di quanto possa sembrare a un primo sguardo. Se quello che ci viene mostrato all’inizio è il ritratto di una giovane donna che porta bene in evidenza alcune ferite dell’anima impossibili da rimarginare, andando avanti ci si rende conto di come il film di Andrews non parli, o almeno non solo, di pedofilia limitandosi a stigmatizzarla come la peggiore delle devianze sessuali.<br />
Il fulcro emozionale di Una è infatti più relativo al dopo che non al durante.<br />
Che tipo di donna diventa una bambina violata? Possono, sia la vittima che il carnefice di quella violenza, riuscire davvero a voltare pagina e rifarsi una vita? Sono queste le domande da porsi e, sebbene la risposta a quest’ultima non possa che essere negativa &#8211; come lo stesso Polanski con La morte e la fanciulla insegna &#8211;  l’autore dissemina tutta una serie di dubbi (ad esempio insinua la possibilità che l’uomo possa davvero aver amato la protagonista da bambina) che spiazzano lo spettatore esautorandolo in più di un’occasione del suo ruolo di giudice morale.</p>
<p>E, bontà dello script a parte, molto del merito della riuscita del film va ai protagonisti. In particolare Ben Mendelsohn, eccezionale interprete australiano che dopo anni spesi a recitare in parti da cattivo tout court, sta finalmente iniziando ad ottenere il successo che merita. L’attore è straordinario nel modulare un personaggio difficilmente identificabile come qualcosa di diverso da un mostro in maniera sottilmente ambigua, un mix di rimorso e paura con, in filigrana, lo spettro di un desiderio che forse non si è mai del tutto sopito.<br />
Brava anche Rooney Mara &#8211; in un ruolo che a teatro è stato affidato ad attrici del calibro di Allison Pill e Michelle Williams &#8211; a lavorare di sottrazione fino ad asciugare la sua Una di tutto il dolore più manifesto per concentrarsi invece su una forma di ossessione amorosa sottopelle, tradita solo in parte dallo sguardo.<br />
Con il suo continuo sdoppiare il punto di vista e la sua lentezza formale, Una è un film non facile ma riuscitissimo, anche in virtù della sensazione di inquietudine che lascia quel suo epilogo, così irrisolto e tutt’altro che chiuso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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