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	<title>Movielicious &#187; Bradley Cooper</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il corriere &#8211; The Mule</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2019/02/07/il-corriere-the-mule-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 11:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Garcia]]></category>
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		<category><![CDATA[Dianne Wiest]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere - The Mule]]></category>
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		<category><![CDATA[Nick Schenk]]></category>

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		<description><![CDATA[Clint Eastwood torna a dirigersi in un film ironico e toccante ispirato a una storia vera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Mule, USA 2018)<br />
Uscita: 7 febbraio 2019<br />
Regia: Clint Eastwood<br />
Con: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy García<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/The_Mule.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58021" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/The_Mule.jpg" alt="The_Mule" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Ottantanove anni a maggio, di cui gli ultimi sessanta dedicati al cinema in tutte le sue forme. Attore, regista, produttore e compositore (numerosi i film dei quali ha firmato anche il commento musicale), <strong>Clint Eastwood</strong> torna a dirigersi ne <em><strong>Il corriere &#8211; The Mule</strong></em>. Dopo una trilogia che ha celebrato l’eroismo dell’uomo comune (<em><a href="http://www.movielicious.it/2014/12/30/american-sniper/" target="_blank">American Sniper</a></em>, <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/11/19/sully/" target="_blank">Sully</a></em> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2018/02/08/ore-1517-attacco-al-treno-recensione/" target="_blank">Ore 15:17 Attacco al treno</a></em>), l&#8217;ex ispettore Callaghan si riavvicina alle atmosfere che hanno reso indimenticabile <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/09/gran-torino/" target="_blank"><em>Gran Torino</em></a> (lo sceneggiatore è lo stesso: <strong>Nick Schenk</strong>, che ha attinto a una storia vera pubblicata in un articolo del &#8220;New York Times&#8221;) per raccontare la vicenda, alquanto bizzarra, di un uomo alla soglia dei novant&#8217;anni, Earl Stone, che ha perso praticamente tutto. I fiori che coltivava, e che fioriscono un solo giorno, e la sua azienda erano la sua unica priorità, per questo ha trascurato la famiglia, tanto da essere allontanato dalla moglie (<strong>Dianne Wiest</strong>) e dalla figlia Iris (<strong>Allison Eastwood</strong>, una delle figlie di Clint). L’unica ancora disposta a credere in Earl è sua nipote Ginny (<strong>Taissa Farmiga</strong>), che sta per sposarsi e confida nel sostegno economico del nonno per il matrimonio. Ma Earl è al verde. Almeno finché il caso non gli offre una strana occasione: diventare un <strong>corriere della droga</strong> per un cartello messicano.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/The_Mule_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-58022" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/02/The_Mule_2.jpg" alt="The_Mule_2" width="1000" height="666" /></a></p>
<p>Il cinema di Eastwood continua così a essere portatore di valori crepuscolari, con l&#8217;ombra del rimpianto sempre in agguato, mentre si interroga in modo quasi ossessivo sul rapporto tra passato e presente: su quello che c&#8217;era e che si è perso e sulla corsa contro il tempo per tentare di recuperarlo. Ma <em><strong>The Mule</strong> </em>è anche un manifesto dei valori in cui Eastwood, da fiero repubblicano vecchio stampo, ha sempre creduto: l&#8217;onore, l&#8217;etica, il lavoro, la famiglia, il potere, e una fede incrollabile nel proprio Paese, nonostante i commenti aspri e ruvidi alla politica americana in generale (<span class="st">«</span><em>Tutti annoiano tutti. Sono stanco di ascoltare questa merda. Questi candidati mi annoiano</em>&#8230; <em>Ma a novembre voterò Trump perché comunque è uno tosto<span class="st">»</span></em> ha affermato in un&#8217;intervista nel 2016 mentre era sul set di <em>Sully</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perfettamente equilibrato, con un ritmo saldo e uniforme e una narrazione di stampo classico, <em><strong>The Mule </strong></em>è un lavoro molto personale, e non solo perché si sofferma a tratteggiare i lineamenti di un vecchio eroe reazionario e la sua vulnerabilità con ironia e leggerezza (che non è superficialità). Lo è perché mette in scena una profonda riflessione sull&#8217;effimero e sulla caducità del tempo. Quello che vediamo davanti alla macchina da presa è un Eastwood empatico e irresistibile, mentre canticchia brani country e soul macinando chilometri lungo le autostrade vuote del Midwest mentre trasporta chili di cocaina nel bagagliaio del suo pick-up. Quello che invece non vediamo, l&#8217;Eastwood regista, più malinconico, è come se volesse suggerire a Earl Stone, suo &#8220;io sullo schermo&#8221;, di prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno, ormai perfettamente consapevole di quanto questo valga mille volte di più del carico che deve consegnare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Il Corriere &#8211; The Mule, il trailer del film diretto e interpretato da Clint Eastwood</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/10/26/il-corriere-the-mule-il-trailer-del-film-diretto-e-interpretato-da-clint-eastwood/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 14:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corriere - The Mule]]></category>
		<category><![CDATA[The Mule]]></category>

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		<description><![CDATA[In arrivo nelle sale a febbraio, eccone un primo assaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/il-corriere-the-mule-.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57762" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/il-corriere-the-mule--1024x576.jpg" alt="il-corriere-the-mule-" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>È stato rilasciato in rete il trailer italiano de <em><strong>Il Corriere – The Mule</strong></em>, il film che vede di nuovo insieme <strong>Clint Eastwood</strong> e <strong>Bradley Cooper</strong> dopo <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/30/american-sniper/" target="_blank"><em>American Sniper</em></a>. La pellicola segna il ritorno di Eastwood sul grande schermo sia come attore che come regista. <em><strong>Il Corriere – The Mule</strong></em> uscirà nelle sale italiane a febbraio, vantando un cast stellare cast che comprende anche <strong>Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Taissa Farmiga, Michael Peña, Andy Garcia</strong> e <strong>Dianne Wiest</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/4W9rnhhZjs4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Di seguito la sinossi d<em>el film:</em></p>
<p>In <em><strong>Il Corriere – The Mule</strong></em> Clint Eastwood interpreta Earl Stone, un ottantenne rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un&#8217;auto. Compito semplice, ma, ciò che Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Nel suo nuovo lavoro è bravo, così bravo che il suo carico diventa di volta in volta più grande e per questo motivo gli viene assegnato un assistente. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo “mulo” della droga è finito anche nel radar dell’efficiente agente della DEA, Colin Bates. E anche se i suoi problemi di natura finanziaria appartengono ormai al passato, i suoi errori affiorano e si fanno pesanti nella testa, portandolo a domandarsi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga beccato dalla legge… o addirittura da qualcuno del cartello stesso.</p>
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		<title>Guardiani della galassia Vol. 2</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/04/23/guardiani-della-galassia-vol-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Apr 2017 13:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Star-Lord, Gamora, Rocket, Drax e Baby Groot sono tornati! Azione, emozioni e risate nel cinecomic Marvel]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Guardians of the Galaxy 2, USA 2017)<br />
Uscita: 25 aprile 2017<br />
Regia: James Gunn<br />
Con: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Bradley Cooper, Kurt Russell<br />
Durata: 2 ore e 17 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Guardiani_della_Galassia_2_1.jpg"><img class="size-full wp-image-55968" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Guardiani_della_Galassia_2_1.jpg" alt="Guardians Of The Galaxy Vol. 2 L to R: Gamora (Zoe Saldana), Star-Lord/Peter Quill (Chris Pratt), Groot (Voiced by Vin Diesel), Drax (Dave Bautista), and Rocket (Voiced by Bradley Cooper) Ph: Film Frame ©Marvel Studios 2017" width="650" height="370" /></a><br />
Uno Star Wars dotato di autoironia e, soprattutto, epurato da tutti i suoi ridondanti &#8211; e spesso inutili – spiegoni. È questo, alla fin fine, l’universo di riferimento dei <strong><em>Guardiani della galassia</em></strong>.<br />
Così come Peter Quill/Star-Lord è apparso fin da subito come un Jan Solo politicamente più scorretto, anche lui accompagnato da un peloso sodale (Rocket) e da una sua principessa Leila (Gamora) con cui ingaggiare scaramucce amorose tra un’avventura interstellare e l’altra.<br />
La componente più ludica, assecondata all’epoca da Lucas con i droidi C1-P8 e D-3BO, trova qui terreno fertile nell’esilarante Drax di <strong>Dave Bautista</strong> e nel piccolo Groot, tenera mascotte dei Guardiani nata da un rametto dell’albero umanoide sacrificatosi nel film precedente.<br />
E, qualora il paragone dovesse sembrarvi irrispettoso – ché i fan più oltranzisti di Star Wars non son tipi che le mandano a dire – o un po’ tirato per i capelli, basti sapere che questo secondo capitolo contempla una riflessione nient’affatto banale sul concetto di famiglia comprensiva di un difficile rapporto padre-figlio che non può non riportare alla mente quello tra Luke e Anakin Skywalker.<br />
Stando dunque bene attenti a non incappare nel rischio di spoiling, ci limiteremo a dire che <em><strong>Guardiani della galassia Vol.2</strong></em> assolve più o meno alla medesima funzione de <em>L’impero colpisce ancora</em>, pur non condividendone i limiti tipici dei capitoli centrali di trilogie.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Guardiani_Della_Galassia_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55969" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Guardiani_Della_Galassia_2-1024x576.jpg" alt="Guardiani_Della_Galassia_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Più spazio quindi all’approfondimento dei singoli personaggi senza però mai perdere di vista quella leggerezza che è la vera e indiscutibile conditio sine qua non di entrambi i film di <strong>James Gunn</strong>. E proprio la conferma di quest’ultimo in qualità di regista e autore dello script allontana, fin da subito, qualsiasi eventuale dubbio sulla bontà di un risultato finale che non solo è in piena continuità col primo film, ma vede tutti gli elementi che avevano contribuito a farne uno dei <strong>cinecomic</strong> più amati di sempre amplificati in maniera esponenziale.<br />
In particolare stupisce la capacità di Gunn di spaziare con estrema libertà lungo uno spettro che va dal registro più caciarone e comico fino a un versante più  propriamente emotivo, mantenendo pressoché inalterata l’eterogeneità del quadro d’insieme.<br />
Per dire che si continua a ridere molto ma, nonostante ciò la storia narrata ha una sua profondità che non stona affatto rispetto ai principali modelli di storytelling di scuola Marvel. E, per quanto sia pleonastico a dirsi in operazioni del genere, l’elemento visivo è autenticamente spettacolare, a partire dal rocambolesco piano sequenza  iniziale fino a un <strong>3D</strong> che, per una volta, aggiunge davvero qualcosa alla fruizione in termini di maggiore profondità dello sguardo.</p>
<p>Anche l’elemento musicale – così apprezzato nel primo capitolo proprio perché all’apparenza dissonante rispetto all’uso più istituzionale che in genere si fa dello score in ambito sci-fi – viene potenziato attraverso un nuovo Awasome Mix ancora più vario, in cui trovano spazio gemme di easy listening come gli ELO di Mr. Blue Sky, Sam Cooke e persino il George Harrison di <em>My Sweet Lord</em>.<br />
Volendo trovare altri esempi in cui dei brani non originali, una volta giustapposti alle immagini, acquistano una tale forza diegetica, dovremmo rivolgerci giusto a Wes Anderson (si pensi alla sua ossessione per i Kinks) o a Tarantino che, del riciclo di musica “usata”, ha fatto un proprio marchio di fabbrica.<br />
Oltre a tutto il resto aumenta pure il minutaggio, che supera di poco le due ore. Ma è un tempo che, oltre a non pesare in alcun modo, quasi si vorrebbe prolungare, tanto è il gusto e il <strong>divertimento</strong> di fronte a un prodotto che, in assoluta controtendenza con la stragrande maggioranza del cinema d’intrattenimento, sembra avere profondo rispetto per il proprio pubblico.<br />
E la volontà di ritardare la parola fine deve aver contagiato anche lo stesso James Gunn che, prima della classica scena post titoli di coda, riesce a infilarne addirittura altre quattro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Guardiani della Galassia Vol. 2, ecco il full trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/04/guardiani-della-galassia-vol-2-ecco-il-full-trailer/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 07:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritroveremo Star Lord e i suoi al cinema dal 25 aprile 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Guardiani-della-Galassia-Vol.-2.jpg"><img class="alignnone wp-image-54659" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Guardiani-della-Galassia-Vol.-2.jpg" alt="Guardiani della Galassia Vol. 2" width="650" height="366" /></a></p>
<p>È finalmente approdato online il <strong>full trailer</strong> di <em><strong>Guardiani della Galassia Vol. 2</strong>, diretto da</em> <strong>James Gunn</strong>. Di seguito potete vederlo sia in inglese che in italiano.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/sMTntxvok1M" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel film tornano i protagonisti della <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/23/guardiani-della-galassia/" target="_blank">prima pellicola</a> <strong>Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Michael Rooker, Karen Gillan, Vin Diesel, Bradley Cooper, Sean Gunn </strong>e<strong> Glenn Close</strong>. Tra le new entry, troviamo <strong>Kurt Russell </strong>e <strong>Chris Sullivan</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/sd-o-Com6Ko" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’uscita di <em><strong>Guardiani della Galassia Vol. 2</strong></em> in Italia è fissata per il <strong>25 aprile 2017</strong>.</p>
<p>La sinossi: <em>Al ritmo dell’Awesome Mixtape #2, <strong>Guardiani della Galassia Vol. 2</strong> prosegue narrando le avventure dei Guardiani mentre si inoltrano ai confini del cosmo. La squadra deve lottare per restare unita come una famiglia quando scopre i misteri sul vero padre di Peter Quill.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Joy</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/28/joy-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[David O. Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Lawrence]]></category>
		<category><![CDATA[Joy]]></category>
		<category><![CDATA[Robert De Niro]]></category>

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		<description><![CDATA[Jennifer Lawrence Cenerentola del capitalismo per David O. Russell.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 28 genaio 2016<br />
Regia: David O. Russell<br />
Con: Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper,<br />
Durata: 2 ore e 4 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Joy_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51829" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Joy_1.jpg" alt="Joy_1" width="800" height="428" /></a></p>
<p>Mabel Longhetti, protagonista di <em>Una moglie</em> di John Cassavetes, è la sintesi della condizione femminile nell&#8217;America degli anni &#8217;70, una summa delle fragilità, delle contraddizioni e delle passioni che si nascondevano nel focolare domestico e nella quotidianità degradata del ceto medio-basso.<br />
La Norma Rae di Martin Ritt è l&#8217;immagine di un sesso &#8220;debole&#8221; disposto ad abbracciare la militanza e a sconfiggere a carissimo prezzo l&#8217;ipocrisia delle convenzioni gerarchico-patriarcali.<br />
Si potrebbe andare ancora avanti con le <em>3 donne</em> di Altman, con la <em>donna tutta sola</em> di Mazursky e per certi versi anche con <em>la ragazza di Nashville</em> di Apted, tutti prototipi di un&#8217;irredenta, indomabile coscienza di genere e di classe proiettata verso la conquista della propria autonomia e della propria autodeterminazione.</p>
<p>Joy Mangano, invece, è la piccola imprenditrice della periferia newyorkese che inventò il mocio per pavimenti e che, complici i miracoli del consumismo, è oggi la regina incontrastata delle televendite e l&#8217;onnipotente matriarca di un impero economico multimilionario.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Joy_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Joy_2.jpg" alt="Joy_2" width="800" height="533" /></a></p>
<p>Non serve aggiungere altro per rendersi conto delle differenze sintomatiche che, nell&#8217;immaginario cinematografico statunitense, separano le eroine di ieri da quelle di adesso, l&#8217;urgenza artistica e morale della Nuova Hollywood dall&#8217;inconsistenza e dalla sterilità di una superficiale, confortante ode alla logica di impresa come <strong><em>Joy</em></strong>, nuovo atto di cinismo con cui <strong>David O. Russell</strong>, dopo l&#8217;uscita in sordina del disastro disconosciuto <em>Accidental Love</em>, continua a piegare formule, stilemi e canoni della produzione indipendente che fu al semplicismo rassicurante del cinema di consumo.</p>
<p>Come nel tripudio populista di <em>The Fighter</em> e nella ruffianeria rom-com de <em>Il lato positivo</em>, Russell si aggira tra le pieghe abbruttite della suburbia e le dinamiche alienanti della famiglia disfunzionale facendovi emergere la solita, vetusta, incoraggiante lezione sull&#8217;infallibilità del Sogno Americano e sul conseguimento del successo, una parabola monodimensionale e ai limiti dell&#8217;agiografia che non fa segreto del proprio intento autocelebrativo (coproduce, in fondo, la stessa Mangano) e che si esaurisce infelicemente in uno spudorata dimostrazione di narcisismo.</p>
<p>A patirne è soprattutto l&#8217;equilibrio stesso del film, tanto esagitatamente eccentrico nel primo atto, ricco di spunti appena abbozzati (la superflua voce-off della nonna [<strong>Diane </strong><strong>Ladd</strong>], le prolessi pseudo-fiabesche, le visioni della madre teledipendente [<strong>Virginia Madsen</strong>]), quanto pedestremente tradizionale nel secondo, catalogo standard di scene madri (la sfuriata liberatoria, il funerale, l&#8217;arresto) e di avversità a valanga risolte con programmatica, edulcorata disinvoltura (esemplari, in questo senso, la sequenza del debutto su piccolo schermo e l&#8217;anticlimatico duello verbale del pre-finale texano).</p>
<p>Aleggiano su tutto una mancanza di controllo e una presunzione capaci di ripercuotersi nelle scelte più elementari, a cominciare da una generica e diffusa indeterminatezza (si tratta di una commedia totalmente priva di umorismo o di un dramma senza tensione?) e dal vezzo di insistere capricciosamente sui propri attori-feticcio, col risultato di imprigionare l&#8217;esuberanza di <strong>Jennifer Lawrence</strong>, mai così fuori parte, in un ruolo da trentacinquenne sfiorita e sfiduciata che proprio non le si addice, mentre il resto del cast fa quello che può, mortificato da ruoli drammaturgicamente dozzinali, dalla sorellastra-arpia <strong>Elisabeth Rohm </strong>all&#8217;amica del cuore <strong>Dascha Polanco</strong>, fino al padre maneggione <strong>Robert De Niro</strong> &#8211; insospettabilmente dignitoso -, con la piacevole eccezione di una squinternata, stregonesca <strong>Isabella Rossellini</strong> a rubare la scena.</p>
<p>Se nel vacuo divertissement di <em>American</em> <em>Hustle</em>, però, ogni pretestuosa ambizione sociologica veniva sommersa dal suo contagioso tono ruspante, in <em>Joy</em> non si evincono né le decisive, determinanti coordinate storiche degli eventi (l&#8217;anno è il 1989, gli ultimi colpi del reaganismo e i primi passi del business via cavo), né la necessità di empatizzare per una storia tanto irrilevante e per un personaggio dietro cui si fa davvero fatica a scorgere quelle &#8220;donne coraggiose&#8221; cui il film, come sancito aforisticamente dai titoli di testa, sarebbe ispirato e dedicato.</p>
<p>E così, molti spunti di interesse, dall&#8217;idea di raccontare con l&#8217;impianto del cinema civile la trivialità del commercio a quella di far convergere il kitsch delle onnipresenti soap opera a quello della vita reale, si spengono di fronte alla banale esigenza di onorare acriticamente il trionfo di una qualsiasi Cenerentola del capitalismo, riassumendo il tutto in quella gratuita chiusura del cerchio in flashforward, con una Joy più matura a benedire dal suo scranno una sua potenziale epigona, e in quella leziosa, vittoriosa falcata con tanto di sguardo in camera con cui Russell si conferma il più intangibile e sciatto cantore dell&#8217;<em>american way of life</em>.</p>
<p>Voto <strong>4.5</strong></p>
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