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	<title>Movielicious &#187; Christoph Waltz</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Legend of Tarzan</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 11:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un Alexander Skarsgård bidimensionale diventa il signore delle scimmie per David Yates. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 14 luglio 2016<br />
Regia: David Yates<br />
Con: Alexander Skarsgård, Margot Robbie, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-Of-Tarzan_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53515" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-Of-Tarzan_1.jpg" alt="The-Legend-Of-Tarzan_1" width="650" height="370" /></a><br />
È quasi impossibile trovare qualcuno che non conosca <strong>Tarzan</strong>. Chi non ha letto libri e fumetti ha almeno visto uno degli innumerevoli film, telefilm o cartoon sul celebre personaggio nato dalla fantasia di <strong>Edgar Rice Burroughs</strong> e apparso per la prima volta nel 1914.<br />
L’uomo allevato dalle scimmie che si sposta da una parte all&#8217;altra delle lussureggianti foreste dell&#8217;Africa centrale abbracciato a una liana e il cui richiamo metterebbe in riga chiunque, è ormai parte dell’immaginario collettivo. Quando, nel 1971, l’editore Giunti pubblicò in una serie i romanzi di Tarzan in italiano, a introdurli fu Dino Buzzati. «Ora – commentava lo scrittore – nella pagina scritta Tarzan mi sembra un personaggio più interessante e persuasivo che sullo schermo». Al cinema ad interpretare Tar-Zan (che significherebbe “pelle bianca” in una non meglio identificata lingua scimmiesca) nei quasi duecento film a lui dedicati, da <strong>Elmo Lincoln</strong> a<strong> Johnny Weissmuller</strong>, da <strong>Lex Barker</strong> a Gordon Scott, passando per i più recenti Miles O’Keefe e <strong>Christopher Lambert</strong>. E adesso è arrivato anche un fisicatissimo (con gli aggettivi ci fermiamo qui) <strong>Alexander Skarsgård</strong>, figlio maggiore di Stellan e già fascinoso vampiro nella serie <em>True Blood</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-of-Tarzan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53516" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The-Legend-of-Tarzan_2.jpg" alt="The-Legend-of-Tarzan_2" width="800" height="451" /></a></p>
<p>Dopo aver visto <em><strong>The Legend of Tarzan</strong></em> diretto da <strong>David Yates</strong> (regista dei quattro film finali della saga di Harry Potter e dell’imminente Animali fantastici e dove trovarli), dobbiamo riconoscere che Buzzati aveva ragione. Tarzan, anche a più di cent&#8217;anni dalla sua nascita, continua a poter offrire il meglio di sé sulla carta. Analizzando infatti quest&#8217;ultima pellicola dedicata al signore delle scimmie, quello che colpisce sin dall&#8217;inizio è la volontà da parte di regista e produttori di aver confezionato intenzionalmente un&#8217;opera mainstream che cerca di accontentare un pubblico più ampio e variegato possibile, con una particolare attenzione ai giovanissimi. È proprio per questi ultimi che Yates ha un occhio di riguardo: il suo non è un Tarzan eroe, ma quasi un<strong> supereroe</strong>: comunica con gli animali, si lancia nel vuoto da altezze impensabili: insomma sembra quasi un Superman della Jungla. Ma c&#8217;è un&#8217;altra novità che riguarda l&#8217;aspetto narrativo del personaggio e va ricercata nella scelta di mostrarci un Tarzan già maturo, tornato dall&#8217;Africa e già da otto anni un perfetto lord inglese che vive a Londra con la sua Jane (<strong>Margot Robbie</strong>).</p>
<p>Ma allora dov&#8217;è la storia? La storia di questo Tarzan sui generis parte da qui, da Londra, procede a ritroso attraverso qualche flashback in cui viene mostrata la sua infanzia, l&#8217;incontro con Jane e qualche altro episodio saliente della sua vita. Poi via, verso il futuro che, neanche a dirlo, porterà Lord Greystoke e la sua bella moglie di nuovo negli inospitali quanto affascinanti territori congolesi, brutalmente colonizzati da belgi e da inglesi nei quali John Clayton III dovrà vedersela con un ometto perfido e criptogay, Leon Rom (nei giorni scorsi girava voce di un bacio tagliato tra lui e Tarzan), che ha le fattezze di <strong>Christoph Waltz</strong> in modalità villain tutto faccette e poco altro. Insomma, se nei film precedenti e anche sulle pagine dei romanzi la sfida era addomesticare un selvaggio, in <strong><em>The Legend of Tarzan</em> </strong>è tutto il contrario: non più da Tarzan a John Clayton, ma da John Clayton a Tarzan, in un tentativo poco riuscito e anche privo di fascino che tenta di raccontare un ritorno dalla civiltà brutta e cattiva, rea di tramutare gli uomini in schiavi e di portargli via le risorse.<br />
Un&#8217;operazione difficile da capire, che probabilmente si è persa un po&#8217; per strada, ma che grazie alla sapiente mano di Yates, in alcuni momenti, riesce ad essere persino godibile. Thumb down per la scelta di realizzare scimmie e altri animali in <strong>CGI</strong>: il paragone con gli empatici scimpanzé in motion capture visti ne <a href="http://www.movielicious.it/2011/08/03/dietro-le-quinte-de-lalba-del-pianeta-delle-scimmie/" target="_blank"><em>L&#8217;alba del pianeta delle scimmie</em> </a>e in <em>Apes Revolution</em> non sta proprio in piedi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>The Zero Theorem</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/04/the-zero-theorem-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 07:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Terry Gilliam]]></category>
		<category><![CDATA[The Zero Theorem]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volto inquieto di Christoph Waltz nella nuova grottesca parabola di Terry Gilliam sul significato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, Gran Bretagna 2013)<br />
Uscita: 7 luglio 2016<br />
Regia: Terry Gilliam<br />
Con: Christoph Waltz, Melanie Thierry, David Thewlis, Matt Damon<br />
Durata: 1 ora e 47 minuti<br />
Distribuito da: Minerva Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/the-zero-theorem-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53486" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/the-zero-theorem-1.jpg" alt="the-zero-theorem-1" width="680" height="407" /></a></p>
<p>Difficile parlare di <strong>Terry Gilliam</strong> senza affrontare, anche solo di sponda, il concetto di “fallimento”, sebbene nella più sublime delle accezioni possibili. Chi ne ha seguito le sorti artistiche sa bene quante volte all’ex <strong>Monty Python</strong> sia capitato di cadere su progetti spesso semplicemente troppo avanti sul suo tempo, ma ne conosce altrettanto bene la capacità di rialzarsi e di trasformare in arte ogni singola sconfitta.<br />
In tal senso il lungamente atteso <em><strong>The Zero Theorem</strong> </em>(fu presentato in concorso a Venezia nel 2013) rappresenta solo l’ultimo capitolo di una storia che parte da molto lontano.<br />
Dal clamoroso tonfo de <em>Le avventure del Barone di Münchausen</em> che, costato 50 milioni di dollari, ne incassò solo otto, fino ad arrivare al più recente <a href="http://www.movielicious.it/2009/10/21/parnassus-luomo-che-voleva-ingannare-il-diavolo/" target="_blank"><em>Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo</em></a>, le cui riprese furono funestate dalla prematura scomparsa del protagonista<strong> Heath Ledger</strong>, il cinema di Gilliam è uno dei casi più singolari di simbiosi pressoché totale tra personaggi rappresentati &#8211; in genere dei sognatori additati come pazzi dal resto della società &#8211; e il loro autore, spirito autarchico perennemente in lotta contro un sistema colpevole, a suo dire, di frustrarne sistematicamente la sfrenata creatività in nome del ritorno economico.<br />
Ma, vicissitudini produttive a parte, quello che realmente impressiona nel cinema di Gilliam è la coerenza apparentemente inscalfibile che, in quarant’anni, gli ha permesso di non spostarsi mai di un solo millimetro da un percorso, sia testuale che estetico, tutto incentrato sulla paura di un futuro distopico in cui l’uomo è condannato ad essere considerato sempre più come un numero piuttosto che come individuo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The_Zero_Theorem_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53487" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/The_Zero_Theorem_2.jpg" alt="The_Zero_Theorem_2" width="639" height="358" /></a></p>
<p>Spingendoci oltre, ogni suo film diventa così una scena di un film più grande, in cui il protagonista è sempre lo stesso &#8211; un uomo che a un certo punto decide di legittimare il proprio status di outsider, ribellandosi alle rigide regole di un destino già segnato &#8211; solo interpretato da attori diversi, proprio come accadde in Parnassus con la staffetta Ledger/Depp/Farrell/Law.<br />
Che poi tale ribellione si consumi attraverso una naturale propensione alla follia (<em>La leggenda del re pescatore</em>) o con l’aiuto di sostanze chimiche (<em>Paura e delirio a Las Vegas</em>) poco importa. Ciò che conta è fuggire.<br />
Ecco allora che il Qohen Leth, glabro travet chiamato a risolvere un algoritmo impossibile e interpretato (benissimo) da <strong>Christoph Waltz</strong> altri non è che la naturale evoluzione del Sam Lowry di <em>Brazil</em>, con la stessa macrostruttura kafkiana a regolarne dall’alto le azioni.<br />
La solitudine che li accomuna &#8211; in entrambi i casi amplificata a dismisura dalla galleria di grotteschi personaggi che hanno attorno &#8211; ha però una sostanziale differenza. Uno scarto che crea un fondamentale ‘prima e dopo’ nella filmografia di Gilliam e che coincide con il modo in cui il sempiterno conflitto tra individuo e Sistema si risolve.<br />
Nel futuro paventato in <em><strong>The Zero Theorem</strong></em>, infatti, la semplice ribellione non è più sufficiente. Neanche la distruzione vagamente luddista degli strambi macchinari che scandiscono con meccanico rigore i ritmi dell’esistenza può nulla contro la possibilità, via via più tangibile, che la vita sia priva del benché minimo significato.<br />
La differenza rispetto al passato risiede dunque in un pessimismo che, per la prima volta, si fa (letteralmente) cosmico fino al punto di non postulare più alcuna via d’uscita.</p>
<p>E’ il pessimismo di un regista che si avvicina alle ottanta primavere con la sensazione che quella che si accinge a perdere possa non essere l’ennesima battaglia, bensì la guerra. Ed è singolare che il film si interroghi in maniera così insistita sul senso della vita, quasi tendesse idealmente a quel <em>Meaning of Life</em> da cui, di fatto, partì l’avventura in solitaria di Gilliam.<br />
Letto in quest’ottica, <strong><em>The Zero Theorem</em></strong> ha addirittura il sapore dell’atto finale.<br />
Qualora si decidesse invece di analizzarlo come singolo film, saremmo costretti a evidenziare i limiti di un progetto portato avanti a fatica, tra uno script semplice quanto confuso e un budget che non ha evidentemente permesso al regista di realizzare tutto quello che aveva in mente, o almeno non così come ce l’aveva in mente. L’impressione è quella di un film nato già vecchio, che difficilmente avrà qualcosa da dire a chiunque non riesca (per mancanza di strumenti o anche solo di volontà) a contestualizzarlo in un quadro più ampio.<br />
In virtù di questo, a voler essere severi, il voto dovrebbe essere anche al di sotto di una sufficienza che ha più a che fare con la gioia di sapere che un genio irregolare come Terry Gilliam (di cui si raccomanda lo straordinario memoir <em>Gilliamesque –</em> <em>Un’autobiografia pre-postuma</em>) sia ancora in giro, a progettare i suoi <strong>folli mondi</strong> a dispetto delle delusioni e dell’età che avanza.<br />
La speranza, a questo punto, è che il suo <em>Don Chisciotte</em> &#8211; e, in una recente intervista, lo stesso autore assicura di aver trovato sia il budget che il cast &#8211; prima o poi riesca a finirlo davvero. Quella sì che sarebbe una perfetta quadratura del cerchio.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Prime immagini per The Legend of Tarzan di David Yates</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 10:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Margot Robbie e Alexander Skarsgard nella jungla. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Tarzan_1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-51204" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Tarzan_1-1024x714.jpg" alt="Tarzan_1" width="460" height="321" /></a></p>
<p><em>USA Today</em> ha pubblicato le prime immagini ufficiali di <em><strong>The Legend of Tarzan</strong></em>, pellicola diretta da <strong>David Yates</strong>, che ha al suo attivo quattro degli otto film su Harry Potter, nel frattempo è al lavoro su <em>Gli animali fantastici dove trovarli</em>, spin-off della saga del maghetto in uscita nel 2018. Si tratta di due scatti: uno ha come unico protagonista <strong>Alexander Skarsgård</strong> (<em>True Blood</em>, <em>Battleship</em>), che interpreta Tarzan e un altro in cui vediamo anche <strong>Margot Robbie</strong> (<em>Focus</em>, <em>The wolf of Wall Street</em>) che sarà Jane.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Tarzan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51205" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Tarzan_2.jpg" alt="Tarzan_2" width="534" height="712" /></a></p>
<p>In <em>The Legend of Tarzan</em> ritroviamo il protagonista diversi anni dopo aver lasciato le giungle dell&#8217;Africa. E&#8217; tornato alla civiltà, conosciuto come John Clayton III, Lord Greystoke, e sposato a Jane. Sarà però inviato dal parlamento in Congo, dove scoprirà di essere una pedina in un complotto di avarizia e vendetta orchestrato dal Capitano Leon Rom (interpretato da <strong>Christoph Waltz</strong> nuovamente nei panni del cattivo). Nel cast anche <strong>Samuel L. Jackson</strong>. <em>The Legend of Tarzan</em> arriverà nelle sale nell&#8217;estate 2016.</p>
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		<title>SPECTRE</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 06:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sam Mendes ci mette passione e mestiere (molto), ma non è abbastanza per riportare 007 agli antichi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA/U.K. 2015)<br />
Uscita: 5 novembre 2015<br />
Regia: Sam Mendes<br />
Con: Daniel Craig, Léa Seydoux, Christoph Waltz, Ralph Fiennes<br />
Durata: 2 ore e 28 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/spectre_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45200" title="SPECTRE" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/spectre_2.jpg" alt="" width="499" height="332" /></a></p>
<p>Cavallo vincente non si cambia, ecco che allora non c&#8217;è da stupirsi se per il 24esimo film di Bond, il secondo diretto da <strong>Sam Mendes</strong> dopo <em><a href="http://www.movielicious.it/2012/10/26/skyfall/" target="_blank">Skyfall</a> </em>(che al box office ha superato il miliardo di dollari worldwide), la produzione ha puntato di nuovo sul team del film precedente ovvero <strong>Neal Purvis</strong> e <strong>Robert Wade </strong>alla sceneggiatura con in più un contributo di <strong>John Logan</strong> e <strong>Jez Butterworth</strong> (<a href="http://www.movielicious.it/2014/05/28/edge-of-tomorrow-senza-domani/" target="_blank"><em>Edge of Tomorrow</em></a>), quest&#8217;ultimo chiamato in seconda battuta per &#8220;dare una sistemata&#8221; al tutto.</p>
<p>Con <em><strong>SPECTRE </strong></em>si chiude la quadrilogia del James Bond umano, quello che si innamora e soffre, che sembra voler accantonare il cinismo che lo ha sempre contraddistinto per lasciare spazio alle emozioni, al realismo e ai tormenti. La deriva umana che Purvis e Wade (insieme a Paul Haggis nei primi due capitoli e a John Logan nei secondi due) hanno fatto prendere al loro Bond, iniziata con <em>Casino Royale</em>, è servita a infondere nuova linfa a una saga che indubbiamente stava perdendo colpi, salvando i personaggi da un incombente anacronismo e lo stesso 007 da un&#8217;eccessiva misoginia e da un tangibile distacco per ogni elemento pronto a scalfire la sua anima da uomo duro che non deve chiedere mai. E di questo gliene saremo eternamente grati. Però mentre in <em>Casino Royale</em> e in <em>Skyfall</em> l&#8217;emotività di 007 era qualcosa di tangibile e concretamente realistico, in <em>SPECTRE</em> succede quello che accadeva nel meno riuscito <em>Quantum of Solace</em> e allo spettatore viene chiesto di fare più di uno sforzo per credere a quello che tanto spaventa Bond: i fantasmi del passato strettamente legati alla sua infanzia che, d&#8217;improvviso, tornano nella sua vita. Ma i traumi familiari irrisolti stonano se non hanno una solida struttura a sostenerli e in un bond movie stridono anche di più.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/spectre_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45201" title="spectre_3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/spectre_3.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il tallone di Achille di un film come <em>SPECTRE</em> va allora ricercato a monte, in uno script eccessivamente facilone in alcuni punti, forse proprio perché passato per troppe mani e che, dopo un inizio registicamente da manuale, inizia a smontarsi piano piano.<br />
Film da record, il più costoso tra i bond movie (300 milioni di dollari di budget) e il più lungo in termini di minutaggio (148 minuti), <em>SPECTRE</em>, proprio come <em>Skyfall</em>, parte, come dicevamo, alla grande con la sequenza iniziale che anticipa la visionaria sigla di apertura che è letteralmente sbalorditiva: un lungo piano sequenza che tanto ricorda l&#8217;incipit de <em>L&#8217;infernale Quinlan</em> di Welles o le migliori sequenze del <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank"><em>Birdman</em></a> di Iñárritu. Non che Mendes abbia da dimostrare quanto ci sappia fare con la macchina da presa, ma di virtuosismi e di omaggi al cinema non se ne hanno mai abbastanza, soprattutto in un film di Bond e quindi benvengano sequenze mozzafiato con aerei ed elicotteri in avaria, rocamboleschi inseguimenti tra gli angusti vicoli di Roma e scazzottate su un treno nel bel mezzo del deserto.</p>
<p>Da Città del Messico si va a Roma, poi sulle Alpi austriache, a Tangeri e per finire a Londra: i cliché che hanno fatto la fortuna della saga ci sono tutti: i gadget come l’orologio-bomba e l&#8217;Aston Martin, il Vodka Martini e le donne (una volta tanto 007 si concede una scappatella con una donna matura che ha il volto della nostra <strong>Monica Bellucci</strong> in una sequenza ai limiti del grottesco), prima dell&#8217;entrata in scena della vera Bond Girl della storia, una <strong>Léa Seydoux</strong> tosta e sofisticata. Il resto funziona senza brillare. A cominciare da un <strong>Daniel Craig</strong> più svogliato del solito, talmente legnoso da sembrare ingabbiato nel suo personaggio; un <strong>Ralph Fiennes</strong> in parte alla guida del MI6 che rischia di essere dismesso, <strong>Naomie Harris</strong> che torna ad essere un&#8217;adorabile Moneypenny e <strong>Christoph Waltz</strong> nei panni di un villain tutt&#8217;altro che memorabile.</p>
<p>Non si sa ancora se Craig, il cui contratto prevede un quinto film, tornerà ancora ad essere un&#8217;ultima volta la spia con la licenza di uccidere, ma forse il poker cinematografico di questo nuovo Bond depatinato, stropicciato e afflitto dal passato potrebbe anche chiudersi qui, con il capitolo che tira le fila di quanto annunciato dai tre film precedenti e uno 007 ormai rassegnato ad essere diventato una superspia con superproblemi.</p>
<p><strong>Voto </strong>6,5</p>
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		<title>SPECTRE, il nuovo trailer italiano (c&#8217;è anche Christoph Waltz!)</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/07/22/spectre-il-nuovo-trailer-italiano-ce-anche-christoph-waltz/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 08:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/spectre-daniel-craig-monica-bellucci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43716" title="spectre-daniel-craig-monica-bellucci" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/spectre-daniel-craig-monica-bellucci.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>La Sony Pictures ha pubblicato il full trailer di <strong><em>SPECTRE</em></strong>, la prossima avventura di <strong>James Bond</strong> diretta ancora una volta da <strong>Sam Mendes</strong> e interpretata da <strong>Daniel Craig</strong>, che uscirà nei cinema il prossimo 5 novembre.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/XWYVsXQL6TI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il film inizia esattamente dove era finito <a href="http://www.movielicious.it/2012/10/26/skyfall/" target="_blank"><em>Skyfall</em></a>, con un nuovo leader dei servizi segreti britannici (<strong>Ralph Fiennes</strong>)  e Bond impegnato ad addentrarsi nella misteriosa organizzazione  criminale del titolo. Ad aggiungere ulteriori ombre sulla  figura di 007, questa volta c&#8217;è il passato, che torna improvvisamente a bussare alla sua  porta. I ricordi porteranno l’agente  segreto davanti ai suoi fantasmi, uno dei quali ha il volto di<strong> Christoph Waltz</strong>, che finalmente vediamo nel suo ruolo di villain.</p>
<p>Nel cast, oltre agli attori citati, ci sono <strong>Lèa Seydoux</strong>,<strong> Monica Bellucci</strong>,<strong> Naomie Harris</strong>,<strong> Ben Wishaw </strong>e<strong> Dave Bautista</strong>.</p>
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