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	<title>Movielicious &#187; Claudia Pandolfi</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Uno, anzi due</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 10:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maurizio Battista mattatore a metà nella commedia da lui scritta e interpretata. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2015)<br />
Uscita: 9 aprile 2015<br />
Regia: Francesco Pavolini<br />
Con: Maurizio Battista, Paola Tiziana Cruciani, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 28 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42082" title="uno_anzi_due" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Sono così tanti i comici teatrali che ultimamente sono passati al cinema, come interpreti ma anche come registi, che quasi viene da pensare che godano di incentivi particolari nel varcare questa soglia. Dalla Sconsolata Anna Maria Barbera all&#8217;ormai re del box office Checco Zalone, dal Giovanni Vernia di <em>Ti stimo fratello</em> al recentissimo Paolo Cevoli, assessore romagnolo, passato dal palco al fronte della Grande Guerra con <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/31/soldato-semplice/" target="_blank"><em>Soldato seplice</em></a>. <strong>Marizio Battista</strong> un piede nel mondo del cinema lo aveva già messo (ha lavorato con Giovanni Veronesi in <em>Viola bacia tutti</em> e ne <em>L&#8217;ultima ruota del carro</em>, oltre che con Avati e Pieraccioni), ma <strong><em>Uno, anzi due</em></strong> segna il suo debutto anche come sceneggiatore, oltre che come interprete. Il comico romano porta in sala il suo modo di fare satira (per l&#8217;occasione ripulita dalle volgarità e dalle parolacce) che trae spunto soprattutto dal quotidiano e dalla gente comune per raccontare una storia semplice di un personaggio onesto e  ingenuo che si trova, suo malgrado, a fare i conti con una situazione più grande di lui.</p>
<p>Conosciamo Maurizio (Maurizio Battista) in un momento piuttosto nero: è su Ponte Sisto e minaccia di buttarsi nel Tevere. Messo alla strette dalle sue stesse bugie, l&#8217;uomo è intenzionato a concludere la propria esistenza nel giorno del matrimonio del figlio. In suo soccorso (ma anche in un certo senso, in appoggio) arrivano numerosi personaggi, ognuno desideroso di conoscere le motivazioni alla base dell&#8217;insano gesto che Maurizio sta per compiere. Comincia così il viaggio a ritroso negli eventi che lo hanno portato a prendere questa infelice decisione: la morte del padre (<strong>Ninetto Davoli</strong>), barista ballerino e sciupafemmine e i debiti che questi gli ha lasciato, che lo costringono prima a vendere il bar di famiglia al suo dipendente cinese e poi ad abbandonare anche la propria abitazione. Il tutto sotto lo sguardo ignaro di moglie e figlio, quest&#8217;ultimo in procinto di mettere su famiglia e di usufruire dell’abitazione dei genitori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42115" title="uno-anzi-due_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Diretto da <strong>Francesco Pavolini</strong>, già regista di alcune puntate de <em>I Cesaroni</em> qui al suo esordio dietro la macchina da presa, <em>Uno, anzi due</em> non è il solito film di comici provenienti dal cabaret. Non si presenta infatti come un insieme slegato e sconclusionato di sketch attaccati l&#8217;uno all&#8217;altro, che quasi sempre contradtingue il cambio di media di un attore proveniente dai palchi, ma poggia su una struttura narrativa di fondo che funge da cornice alle vicende di Maurizio e della sua famiglia. Peccato che lo script stenti a decollare e anche a chiudersi in modo corretto, con le tante perentesi aperte lasciate allo sbando, storia del personaggio principale compresa. A parte questo, il problema principale di <em>Uno, anzi due</em> è che graffia poco e la scelta di voler realizzare un film garbato e popolare insieme appare giustificata fino a un certo punto. Perché un personaggio della piccola, anzi piccolissima, borghesia romana che vive in un palazzo con le finestre che affacciano su Piazza Vittorio (e che a occhio e croce sembra lo stesso in cui Silvio Muccino ha girato il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/23/le-leggi-del-desiderio/" target="_blank">ultimo, dimenticabile film</a>), che non dice nemmeno una parolaccia, stenta ad essere credibile fino in fondo. Nota di merito al cast, ben assortito, che regala non poche sorprese, fra tutte una <strong>Claudia Pandolfi </strong>perfettamente a proprio agio in un personaggio mai così sopra le righe.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Venezia, e otto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[4:44 Last Day on Earth]]></category>
		<category><![CDATA[Abel Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[Cristina Comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
		<category><![CDATA[Quando la notte]]></category>

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		<description><![CDATA[I fischi alla Comencini, L'apocalisse di Ferrara e il ritorno al 2001 con gli scontri in occasione del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22685" title="2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/2.jpg" alt="" width="500" height="276" /></a></p>
<p>L&#8217;ottava giornata di Festival si è aperta con una scena un po&#8217; avvilente. Questa mattina, durante la proiezione stampa delle 9:00 di Quando la notte, il film della Comencini con Claudia Pandolfi e Filippo Timi, la visione della pellicola è stata più volte disturbata da risate, qualche fischio, e numerosi &#8220;buuu&#8221; di disapprovazione. Ora parleremo del film, seconda pellicola italiana In Concorso, ma prima vorremmo prendere le distanze dai colleghi che non sono riusciti a mantenere per sé il loro disappunto e che hanno sentito l&#8217;irrefrenabile necessità di esprimerlo in modi poco . E noi che pensavamo di partecipare a una proezione riservata ai giornalisti e agli addetti ai lavori, mentre ci siamo ritrovati in una situazione non molto distante da quella dei cinema parrocchiali di metà del secolo scorso: ve lo assicuriamo, sembrava di far parte della platea di Nuovo cinema Paradiso, ma senza l&#8217;elemento poetico. Un atteggiamento che sinceramente ci sfugge, dato che sarebbe stato sufficiente un minimo di contegno durante la proiezione, che poi si sarebbe riversato nel fiume di parole, magari le più nere e atroci, nel pezzo da mandare al giornale di turno. In fondo quando un film piace non è che si applaude a ogni scena, o no?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22686" title="3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/3.jpg" alt="" width="266" height="358" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/kiss.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22687" title="kiss" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/kiss.jpg" alt="" width="275" height="358" /></a></p>
<p>Comunque, tanto per la cronaca, il film della Comencini non è piaciuto neanche a noi. Tratto dal romanzo della regista stessa, ambientato sul Monte Rosa, <em>Quando la notte</em> racconta la fatica dell&#8217;essere madre vissuto in prima persona dal personaggio interpretato da Claudia Pandolfi (Marina), oltre a un amore destinato a finire ancor prima di nascere, quello tra la donna e una rude guida alpina (l&#8217;abominevole Filippo Timi delle nevi). Dopo una prima mezz&#8217;ora che è di fatto un horror domestico, in cui lo spettatore viene introdotto nell&#8217;angosciante quotidianità vissuta dalla protagonista, il film smette di esistere. La storia della moglie borghese in vacanza e del misogino Manfred fa acqua da tutte le parti e, nonostante le parole della Comencini in conferenza stampa ci siano state utili a cercare di capire il suo lavoro un po&#8217; più in profondità (&#8220;Ho voluto raccontare quell&#8217;ambivalenza che si crea con il proprio bambino, non si ha il coraggio di dire che essere madre è anche una limitazione della propria libertà. Non si può parlare con un bambino di due anni, ecco perché ho voluto mostrare la stanchezza, le ore che non passano mai, il fatto che gran parte delle donne appena hanno un figlio vengono spedite un mese in montagna da sole per curare raffreddori e altri malanni che affliggono i bambini piccoli. Ma ho voluto narrare anche la storia di due solitudini, quella di Manfred e quella di Marina&#8221;.) il nostro parere sul film è rimasto immutabile. Pollice verso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/444.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22688" title="444" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/444.jpg" alt="" width="500" height="230" /></a></p>
<p>Poi è stata la volta del film di Abel Ferrara,<em> 4:44: L&#8217;ultimo giorno sulla Terra</em>. Il regista de<em> Il cattivo tenente</em> e di tante altre pellicole sui generis è tornato In Concorso a Venezia per raccontare la fine del mondo in una stanza, vissuta da una coppia di artisti newyorchesi (Willem Dafoe e Shanyn Leigh, ex compagna di Abel Ferrara). &#8220;Quando sai che devi morire e che il mondo finirà, devi accettarlo. Due sono le cose certe nella vita: le tasse e la morte. Delle prime sappiamo che dipendono dal fisco, della morte invece non sappiamo da chi dipende&#8221;. Queste le parole del regista durante l&#8217;incontro con i giornalisti, incuriositi soprattutto dal motivo per cui il regista veda finire il mondo con l&#8217;arrivo di una nube verde: &#8220;Ottima domanda&#8221; ha risposto Ferrara. &#8220;Abbiamo consultato degli esperti e parlato con loro del problema dell&#8217;ozono. Non è un effetto al computer, l&#8217;aurora boreale che vedete è stata filmata per davvero! Il tema principale del film è l&#8217;uomo che distrugge la Terra e se stesso. La colpa è tutta nostra, non è un atto di Dio, non è un incidente. È una cruda realtà, che i miei personaggi devono accettare. Film discutibile, sicuramente molto personale, in cui l&#8217;unico elemento realmente convincente è l&#8217;interpretazione di Willem Dafoe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/b-b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22689" title="b-b" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/b-b.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Altro film presentato oggi, nella sezione Controcampo italiano, è stato <em>Black Block</em>, dell&#8217;architetto-regista genovese Carlo A. Bachschmidt. Utilizzando la voce di sette testimoni, Bachschmidt ha voluto raccontare in dettaglio i pestaggi e le torture ai danni dei manifestanti avvenuti nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 nella scuola Diaz di Genova mentre si svolgeva . &#8220;<em>Black Block</em> nasce con l&#8217;intenzione di raccontare come la repressione delle forze dell&#8217;ordine abbia controllato le vite, i desideri e le passioni di coloro che hanno vissuto l&#8217;episodio più violento mai attuato dalla polizia italiana. E restituire la partecipazione dei tanti manifestanti venuti a Genova durante le giornate del G8, che in forma diversa portano ancora oggi una ferita aperta&#8221; ha dichiarato il regista che è apparso visibilmente scosso ed emozionato durante la conferenza stampa di questa mattina, nonostante abbia trascorso gli ultimi anni ad esaminare documentazioni e testimonianze di quegli orrori a cui, è evidente, non ci si abitua mai. Dove i media nazionali hanno fallito (intenzionalmente, scegliendo di non mandando in onda le immagini di quanto accaduto durante gli scontri in occasione), Bachschmidt colpisce nel segno, confezionando un documentario che arriva dritto nello stomaco come un pugno ben piazzato. Non si può che uscire sdegnati dalla visione di simili verità, a maggior ragione sapendo che, nonostante gli atti del processo che si è svolto nei confronti dei ventinove agenti di polizia accusati di pestaggio, lesioni e calunnia hanno dato ragione ai manifestanti, la giustizia italiana ha fatto cilecca ancora una volta. Al solo pensiero di quegli stessi agenti, condannati abbiamo detto, che continuano a vivere come se niente fosse continuando a svolgere il proprio lavoro, viene il voltastomaco. Per non parlare della promozione dell&#8217;ex capo della polizia al tempo in cui si sono svolti i fatti, Gianni Di Gennaro, ora promosso a direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza. Il film, prodotto da Fandango, uscirà in un’unica sala romana, il Politecnico, venerdì 9 settembre, prima di essere diffuso in versione libro + DVD nelle librerie dal 15 settembre.</p>
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		<title>Figli delle stelle</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 21:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Precariato, delusione e un pizzico di (in)sana follia: ecco la vicenda dolceamara di questi novelli Soliti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 22 ottobre 2010<br />
Regia: Lucio Pellegrini<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi<br />
Durata: 1 ora e 42  minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-17048" title="29" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/29.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il riferimento al cinema di Monicelli forse non è giustificato, ma vedendo <em>Figli delle stelle</em> è impossibile non pensare almeno per un attimo alla banda più nota della nostra cinematografia, quella dei <em>Soliti ignoti</em>. Ed è sulle note della canzone di Alan Sorrenti (&#8220;Noi siamo figli delle stelle, senza storia senza età eroi di un sogno&#8221;), che Lucio Pellegrini torna al cinema dopo la positiva parentesi televisiva de <em>I liceali, </em>forte di<em> </em>un cast valido ed eterogeneo. Pepe (Pierfrancesco Favino,), Toni (Fabio Volo), Ramon (Paolo Sassanelli), Bauer (Giuseppe Battiston) e l&#8217;impacciata giornalista Marilù (Claudia Pandolfi), uniti da un forte disagio sociale,  si improvvisano sequestratori del politico sbagliato (Giorgio Tirabassi). Sono tutti lavoratori precari che trovano nel folle gesto un modo per uscire da una realtà che non sembra volerli accettare. Un gesto, però, dai risvolti nobili  e che li porterà  ad essere davvero &#8220;eroi di un sogno&#8221;, dato che con i soldi del riscatto, hanno intenzione di risarcire la vedova di un operaio morto sul lavoro.</p>
<p>Guidando lo spettatore tra una caotica Roma e le imponenti e silenziose montagne della Val d&#8217;Aosta, Pellegrini fa luce su argomenti che difficilmente avrebbero potuto essere più attuali: il mancato impegno da parte delle istituzioni, le morti sul lavoro e le intercettazioni telefoniche. La banda di imbranati che tenta di fare &#8220;qualcosa&#8221; per dare uno scossone al sistema politico e sociale del paese, che li rende precari tanto nel lavoro quanto nella vita, è un modo divertente e tragico allo stesso tempo per portare a galla la realtà di un sistema che lascia il tempo che trova.</p>
<p>Un&#8217;alone vintage, poi, attraversa ostentatamente la pellicola: dal modo in cui sono trattati i personaggi, al loro abbigliamento, fino agli ambienti in cui si muovono. Per non parlare dei rimandi alla lotta armata, ripresa dal gruppo di improvvisati terroristi, che ha già fatto scattare più di una polemica: c&#8217;è chi ha detto che trent&#8217;anni sono pochi, per poter scherzare con immagini che tanto ricordano il caso Moro e gli anni di piombo. Ma il film di Pellegrini è assolutamente spontaneo, coraggioso e dotato di un tale candore di fondo (il cui massimo esponente è rappresentato dal personaggio interpretato da Favino, sempre più bravo) che risulta un po&#8217; forzato gridare all&#8217;inadeguatezza tematica.<em> Figli delle stelle</em> è una commedia fresca e divertente, nella quale non mancano spunti che invitano alla riflessione, e ha un trailer che non le rende affatto giustizia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2010/10/18/una-gang-di-nostalgici-sognatori/">Qu</a>i trovate le videointerviste al cast del film</p>
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		<title>Una gang di nostalgici sognatori</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 15:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Figli delle stelle di Pellegrini ridono delle disgrazie che affliggono l'Italia sulle note di Alan]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uscirà nelle sale il prossimo weekend <em>Figli delle stelle</em>, pellicola diretta da Lucio Pellegrini (<em>E allora mambo!</em>, <em>I liceali</em>) e interpretata da tante star nostrane: Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi, Giorgio Tirabassi, Giuseppe Battiston. I destini di un portuale di Marghera, di un aspirante professore di educazione fisica che deve accontentarsi di lavorare all&#8217;Autogrill, di un assistente di sociologia, di una giornalista tv e di un uomo appena uscito dal carcere sono destinati a incrociarsi. A unirli, l&#8217;avversione che ognuno di loro nutre nei confronti della classe politica dirigente. Così questo sgangherato gruppo di delinquenti da strapazzo, decide di rapire un ministro e di chiedere un riscatto, per risarcire la famiglia di un uomo morto in un incidente sul lavoro. Naturalmente, nulla andrà secondo i piani.</p>
<p><em>Figli delle stelle</em> è una pellicola profondamente ancorata alla realtà, che racconta in modo divertente e profondo allo stesso tempo lo spaesamento e la frustrazione figlie del momento storico e politico che stiamo attraversando. Il film è stato accolto bene dalla stampa romana, questa mattina, durante la conferenza di presentazione. A rispondere alle domande dei giornalisti c&#8217;era il cast al gran completo: ecco cosa ci hanno raccontato.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=IraLxTQbdVY[/youtube] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BcIpxfaCAFc[/youtube] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Nr8C0r6R6OY[/youtube]</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2010/10/20/figli-delle-stelle/">Qui</a> trovate la recensione del film</p>
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		<title>Quando la notte per Timi e Pandolfi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 07:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quando la notte]]></category>

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		<description><![CDATA[I due attori vivranno una conturbante love story nel nuovo film diretto da Cristina Comencini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/timi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15275" title="timi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/timi.jpg" alt="" width="194" height="231" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/claudia-pandolfi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15276" title="claudia-pandolfi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/claudia-pandolfi.jpg" alt="" width="243" height="232" /></a></p>
<p>Come tanti altri film diretti dalla regista romana, anche il suo prossimo progetto è tratto da un suo romanzo. <em>Quando la notte</em> racconta la storia di Marina, che avrà il volto di Claudia Pandolfi, una giovane donna con un figlio di tre anni che vuole prendersi una pausa dalla sua vita e si trasferisce in montagna. Lì Marina conosce Manfred (Timi), un montanaro silenzioso, abbandonato dalla madre e poi dalla moglie. Tra i due nascerà una storia d’amore che rimarrà sospesa per quindici anni. Le riprese inizieranno il 23 agosto a Macugnaga, località montuosa del Piemonte alle pendici del Monte Rosa, e proseguiranno per circa due mesi.</p>
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